Oraquadra quotidiano,notizie,news Grottaglie,Taranto - Items filtered by date: Domenica, 04 Febbraio 2018

Per fortuna anche le cose più orride passano. Perché lo spettacolo offerto dalla classe politicante – chi più, chi meno – per la formazione delle liste, è stato squallido, indegno, ed ha dimostrato quale grado di arroganza e sfacciataggine abbiano raggiunto lor signori.

Quanto passato davanti ai nostri occhi, in un Paese serio avrebbe la conseguenza dell’allontanamento, del mandarli al diavolo con gravi conseguenze per la democrazia. Noi invece, così, gli faremmo il più grande dei favori, perché da noi non esiste un quorum di affluenza, al di sotto del quale tutti a casa. E no. Le norme se le sono scritte tutte a loro favore. Da sempre. Per cui, anche se andasse a votare il 10% degli elettori ed un partito prendesse, diciamo, il 25% dei voti, si vanterebbe di aver preso questa percentuale, passandola come se fosse del totale degli aventi diritto, quando invece, realmente, è la miseria del 25% del 10%. E’ già accaduto.
Comunque, lo spettacolo disgustoso visto porta a fare qualche riflessione.
Primo.
Anche a livello nazionale è l’assalto alla diligenza. In grande stile essendo più grosso il bottino. Costoro, è evidente, non se ne fregano niente di quello che sarebbe il loro compito: servizio, portare il popolo al benessere e ragionano in termini di tornaconto personale, di arraffamento di denari, privilegi e vitalizi.
Secondo.
Mentre a tutti noi, ed in modo particolare ai nostri giovani, hanno gridato a non finire che non esiste più il posto sicuro, distruggendo così ogni certezza, lor signori si sono scannati per avere il collegio sicuro e l’elezione certa.
Terzo.
Se fossimo un popolo serio a maggior ragione dovremmo mandare gli sporcaccioni con le gambe per aria.
Quarto.
L’esperienza dell’ospedale e della discarica ci dovrebbe far capire che se non abbiamo un eletto grottagliese che ci protegge, - sì, che ci protegge, - questa è l’amara realtà, saremo ancora carne da macello nelle mani di chi ci toglie i servizi e ci regala le discariche.
E’ questo il momento, ricattando col voto, di prendere per petto Emiliano e Tamburano, ad indicare i loro partiti, e farci restituire quello che ci hanno tolto: ospedale, uffici Enel, Gas, Aqp, per ricordarne alcuni, ed ottenere quello che vogliamo: no discarica.
Amministrazione, Capi partito, battete un colpo!
Quinto.
A tal fine il mio suggerimento: mettiamo giudizio e votiamo grottagliese.

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“La Campania e la Calabria, come noto, hanno già predisposto i loro relativi piani di sviluppo strategici. Ora, sono in attesa a giorni dell’approvazione da parte della Corte dei Conti del Dpcm sulle Zone economiche speciali. Le due Regioni in questione, quindi, sono già pronte per la presentazione delle loro Zes. Tenendo presente che il piano di sviluppo strategico è un atto preliminare fondamentale, a che punto sono quelli della Puglia per la Zes Adriatica Bari – Brindisi e la Zes Ionica Taranto, nonché Zes interregionale Taranto-Matera?”

È l’interrogativo principale lanciato dall’on. Ludovico Vico a dieci giorni dall’approvazione del Dpcm sulle Zes.

“Ricordo – spiega l’on. Vico – che il piano di sviluppo strategico deve contenere la documentazione necessaria ad identificare l’area interessata e i soggetti economici e politici coinvolti, nonché le agevolazioni concesse”.

Ma le domande poste dal parlamentare ionico al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, all’assessore regionale allo Sviluppo Economico Michele Mazzarano e al coordinatore tecnico delle Zes pugliesi Aldo Berliguer, non finiscono qui.

“A che punto è la mappatura relativa ai 4.408 ettari rientranti nelle aree Zes pugliesi? – continua l’on. Vico – Quanti andranno alla Zes Adriatica e quanti alla Zes Ionica? Quali sono le aree già indicate oltre alla partualità e alla retroportualità dei tre porti? E quali le agevolazioni che la Regione Puglia è obbligata a prevedere nelle Zes? Se ciò fosse complicato, mi permetto di suggerire che basterebbe copiare quello che ha fatto la Regione Campania. Nella vita, è consentito, anzi consigliato, copiare ciò che gli altri fanno bene, come appunto la regione Campania che ha previsto nel suo piano strategico il seguente regime fiscale: esenzione Ires, Irap, Imu e Tari per i primi tre periodi, oltre alla riduzione sui contributi per i lavoratori dipendenti a tempo interminato ed altro. E per le semplificazioni normative, di competenza della Regione Puglia, cosa sta prevedendo? Anche in questo caso suggerirei di copiare le proposte della Regione Campania, come l’abrogazione delle norme che impongono restrizioni o divieti non giustificati all’avvio delle attività; i tetti unici in materia di commercio e attività produttive, ecc. Ed ancora: quali sono le proposte della Regione Puglia per la infrastrutturazione nelle aree specifiche?”

“E sulla Zes interregionale Taranto-Matera – aggiunge l’on. Vico –, a che punto siamo? Il presidente della Regione Puglia ha definitivo l’intesa con il presidente della Regione Basilicata? Compete, infatti, alla Puglia accettare la proposta con la quale la Regione Basilicata chiede di associarsi alla Zes Ionica. E il presidente Marcello Pittella, ha proceduto ad avviare le procedure in tal senso?”

“Allineare la Puglia alla partenza della Zes Campana e a quella Calabrese – conclude Vico – significa assicurarsi nel Mezzogiorno una pari competitività per i porti pugliesi, evitando che gli investitori si riversino a Napoli e Gioia Tauro. Valorizzare e rendere competitiva la portualità pugliese, significa permettere alla Puglia di stare nei grandi traffici mediterranei e soprattutto in quelli della via della Seta. Questa è una delle sfide che la Puglia non può perdere. Avanti tutta e ognuno si assuma le responsabilità di eventuali ulteriori ritardi”

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La sfida dell’innovazione deve coinvolgere tutta la città, con questo spirito, il Comune di Taranto lancerà domani, lunedì 5 febbraio, un avviso pubblico per raccogliere manifestazione di interesse da parte di istituzioni, agenzie, organizzazioni, imprese e associazioni.

Lo scopo è costruire un ampio partenariato per partecipare al terzo bando europeo legato all’iniziativa “Urban Innovative Actions”.

Si tratta di un percorso di eccellenza, il cui obiettivo principale è quello di sostenere azioni innovative e sperimentali per lo sviluppo urbano che producano risultati e siano replicabili in altre realtà.

Insomma, le città si trasformano in immensi e “partecipati” laboratori di innovazione a disposizione di chiunque.

L’iniziativa, come detto, è giunta al terzo bando (pubblicato lo scorso 15 dicembre e in scadenza il prossimo 30 marzo), all’interno del quale sono previste diverse opportunità di partecipazione declinate in quattro temi specifici. Taranto ha deciso di esserci focalizzandosi sul tema “Air Quality”, una scelta quasi obbligata che racconta, però, come la comunità voglia riscrivere la storia della “città inquinata” con azioni che la qualifichino in termini di sviluppo.

Il bando UIA ha consentito a diverse città europee di innovare profondamente alcune caratteristiche del proprio profilo urbano: restando in Italia, Bologna ha lavorato sull’accoglienza di migranti e rifugiati, Milano ha investito nelle competenze necessarie per le nuove professioni agricole, Torino e Pozzuoli si sono spese per il contrasto alla povertà.

Taranto sta puntando a un progetto integrato e multidimensionale per l’alto monitoraggio della risoluzione spaziale e temporale della qualità dell’aria nelle aree industriali, urbane e periurbane. Il contributo di chi manifesterà il proprio interesse, quindi, servirà a costruire una proposta che integri la necessità del controllo delle matrici inquinanti con l’opportunità della sperimentazione di tecnologie e percorsi innovativi per la loro riduzione.

L’obiettivo è presentare un progetto che preveda un cofinanziamento da parte dell’Unione Europe di circa 5 milioni di euro, sufficienti a coprire l’80% dei costi.

Il dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e il centro interdipartimentale “Magna Grecia” del Politecnico di Bari hanno già stretto una partnership con il Comune finalizzata alla definizione della proposta, ma per darle gambe solide su cui camminare è necessario coinvolgere il maggior numero di soggetti.

«La nostra capacità di intercettare risorse – ha infatti spiegato l’assessore a Fondi Strategici, Società Partecipate ed Innovazione Massimiliano Motolese – passa oggi attraverso la necessità di costruire una rete solida di idee, competenze e ambizioni. Per questo il mio appello è rivolto a tutte le forze positive della città, affinché sappiano cogliere l’opportunità di questo bando e ci indichino ulteriori percorsi da battere».

«Respirare aria pulita, di qualità, non può e non deve essere solo un’aspettativa frustrata – ha aggiunto l’assessore all’ambiente Rocco De Franchi –, ma può e deve essere un diritto che, grazie a misure di questo tipo, si trasforma anche in opportunità di sviluppo. Se Taranto riuscirà a esprimere una profonda innovazione in tal senso, sarà baluardo di un’economia che sa guardare la crisi negli occhi e trasformarla in crescita».

Le manifestazioni di interesse potranno essere presentate fino alle 24 del 12 febbraio. Tutte le informazioni sono reperibili sul sito istituzionale del Comune di Taranto.

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Continuano le attività educative del Progetto “UPPark!” nelle scuole di sei comuni jonici.

Il rispetto della natura va insegnato fin da piccoli nelle scuole, spiegando agli alunni quanto sia importante non alterare il ciclo idrogeologico creato nei secoli dalla natura.

Si deve spiegare loro il rischio idrogeologico che l’uomo corre quando va a cambiare il flusso naturale dei corsi fluviali e quello delle acque piovane: smottamenti, inondazioni, frane, esondazioni di corsi d’acqua e alluvioni, tutti eventi calamitosi in grado di mettere in ginocchio una interra comunità in poche ore.

Anche di questo si sta occupando il Progetto triennale “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015.

Il progetto prevede una serie di “azioni” per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, rendendolo pienamente fruibile ai cittadini, nonché per la prevenzione e la riduzione dei rischi ambientali e la salvaguardia dell’integrità dei questo straordinario ecosistema, un autentico santuario della biodiversità.

Un’azione del Progetto “UPPark” è specificatamente “dedicata” alle strategie educative per la prevenzione del rischio idrogeologico, attività delle quali è responsabile il Club per l’UNESCO di Taranto e in cui sono coinvolti anche altri partner del progetto “UPPark!”.

Avviate l’anno scorso presso l’I.C. “Giovanni XXIII” di Martina Franca e il “Giovanni XXIII” di Palagiano, questo secondo anno di attività prevede il coinvolgimento dell’Istituto Comprensivo "Francesco Giacomo Pignatelli" di Grottaglie e dell’Istituto Comprensivo “Pascoli” di Massafra.

Ed è proprio da quest’ultimo Istituto che lo Studio Decsa, uno studio di divulgazione, educazione e comunicazione delle scienze ambientali, giovedì 1° febbraio ha avviato percorsi finalizzati al coinvolgimento attivo degli alunni al fine di far conoscere le caratteristiche e le potenzialità del territorio accrescendo la visibilità dello stesso.

Le attività, gestite in aula dal dottor Aldo Sorrentino e dalla dottoressa Angela Potenza, e coordinate dalla dottoressa Ines Donatelli, prevedono un approccio finalizzato all’avvicinamento del concetto di rischio idrogeologico.

Attraverso il “brain storming” e la compilazione di schede tematiche, in classe si giunge gradualmente ad affrontare il concetto di rischio ambientale e della sua definizione scientifica quale valore stimabile.

Mediante la costruzione di uno scenario didattico avvincente, i ragazzi si misurano poi in un gioco a squadre finalizzato alla comprensione dei fattori che determinano il rischio, senza trascurare, tuttavia, l’uso appropriato dei termini scientifici.

Infatti il percorso didattico, interamente realizzato seguendo una metodologia “costruttivista”, considera l’apprendimento come costruzione attiva della conoscenza da parte di ogni individuo permettendo così di spostare il focus tematico dal docente allo studente.

L’anno prossimo le attività coinvolgeranno istituti scolastici dio Castellaneta e Mottola; Carmen Galluzzo Motolese, presidente del Club per l’UNESCO di Taranto, auspica che queste attività possano essere sostenibili anche dopo la fine del progetto finanziato in quanto trattasi di attività importanti per lo sviluppo del territorio e per l’educazione dei giovani.

«Questi percorsi didattici prevedono – ha spiegato Carmen Galluzzo Motolese – anche l’insegnamento della cartografia, mini-percorsi sul rischio idrogeologico, buone pratiche per gestire il territorio e ridurne il rischio idrogeologico, il ruolo della vegetazione e dei corsi d’acqua, l’uso dell’ingegneria naturalistica negli interventi di difesa del suolo».

Il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”

Con una superficie complessiva di 25.000 ettari, infatti, il Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine" è la più estesa area protetta regionale: il parco si estende sul territorio di 13 comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie e San Marzano) e su quello del comune brindisino di Villa Castelli.

Questo enorme territorio è stato compreso nel Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine", costituito ex lege nel 2005, con l’evidente intento, seppur non dichiarato, di mettere assieme i territori della “pietra scavata” che hanno dato vita ai villaggi rupestri e quelli della “pietra costruita”, quei “thòlos” da cui discendono i trulli della Murgia.

Non esiste altrove, in tutta l’Europa occidentale, un’area con un’analoga concentrazione di insediamenti rupestri e di siti archeologici, con ricchezze naturalistiche e fenomeni carsici di simile rilevanza, con un paragonabile patrimonio di biodiversità.

È un vasto territorio in cui sono altresì comprese aree a fortissima antropizzazione, si pensi alla Gravina di Statte ubicata a pochi chilometri dalla zona industriale di Taranto, che per questo motivo devono essere tutelate e valorizzate con maggiore attenzione.

Per questo c’è oggi il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, che prevede l’esecuzione di una serie di attività per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” rendendolo pienamente fruibile ai cittadini.

Attuando una serie di interventi per la prevenzione e la riduzione dei rischi ambientali nell’area del parco, inoltre, il Progetto “UPPark” intende preservare l’integrità dei questo straordinario ecosistema, un vero e proprio santuario della biodiversità, per le generazioni future.

Il progetto è stato proposto dal WWF “Trulli e Gravine”, in qualità di capofila, insieme a un ampio partenariato che comprende la Provincia di Taranto, in qualità di organismo di gestione del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, la Casa Circondariale di Taranto, lo IAMC-CNR, l’Ufficio Scolastico Provinciale, il Gruppo Speleologico Martinese, l’Associazione “Learning Cities”, il Club Unesco, il CNSAS Servizio Regionale pugliese, il Nucleo Volontario Protezione Civile di Palagiano, “La Mediana”, e la Federazione Speleologica Pugliese.

Tra le tante iniziative tese a dare nuova vita il parco naturale regionale più grande della Puglia, si segnala il restauro conservativo di alcuni immobili dell'Oasi WWF Monte Sant'Elia, tra questi la Sala Comune e la vecchia stalla della antica masseria in cui, dopo il loro ripristino, saranno realizzati un infopoint e un ufficio accoglienza a favore di tutti coloro che, cittadini o turisti, vorranno visitare la zona percorrendone i sentieri, a piedi o in bici; nella struttura, inoltre, saranno organizzate ed ospitate iniziative e manifestazioni di sensibilizzazione e promozione dei corretti stili di vita a contatto con la natura.

L'Oasi WWF Monte Sant'Elia, una delle sette Oasi WWF in Puglia, rientra infatti nel Parco “Terra delle Gravine” e nel SIC-ZPS Area delle Gravine; l’Oasi si estende per circa cento ettari in agro di Massafra comprendendo un bosco di leccio, macchia mediterranea, pascoli, seminativi e una masseria storica.

L’Associazione WWF Trulli e Gravine, che gestisce da sei anni l'Oasi WWF Monte Sant'Elia a titolo gratuito, opera in Provincia di Taranto dal 1985 per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico del territorio, distinguendosi per lo spirito di coinvolgimento della cittadinanza in attività di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e per la fattiva collaborazione volta ad orientare le amministrazioni pubbliche verso programmi, accordi e progetti per il raggiungimento delle finalità associative.

L’Addetto stampa - Marco Amatimaggio

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