Oraquadra quotidiano,notizie,news Grottaglie,Taranto - Items filtered by date: Lunedì, 05 Febbraio 2018

Anche quest’anno il “Comitato per la Qualità della Vita” ha organizzato l’evento “La Città chiede l’Università: Stati Generali del Sistema Universitario Jonico”.

Il 3 febbraio scorso, il Salone degli Specchi di Palazzo di Città ha visto relazionare alcuni dei docenti del polo universitario jonico: il prof. Gaetano Dammacco e la dott.ssa Maria Rosaria Piccinni dell’Università "Aldo Moro" di Bari,il prof. Giuseppe Pascazio del Politecnico di Bari, la prof.ssa Marinella Sibilla della LUMSA, il dott. Nicola Cardellicchio del CNR di Taranto e il M° Flavio Manganaro dell'Istituto Superiore di Studi Musicali Paisiello di Taranto.

L’Istituto Musicale tarantino ha animato l’evento con l’esibizione del docente di canto lirico M° Antonio Stragapede, accompagnato al pianoforte dall’allievo del Conservatorio Valerio Carnazza.

Nel corso della manifestazione, il M° Flavio Manganaro, vice-direttore dell’ISSM “Paisiello”, ha parlato del difficile momento che I’istituto sta attraversando nell’ultimo periodo:

«La situazione del Paisiello è critica. Il primo marzo l’Istituto o chiude o viene statizzato. In questi ultimi mesi, a causa del ripetersi di situazioni emergenziali continue si è creato un effetto di minor efficacia delle istanze presentate. Si è proceduto a soluzioni “ponte” che, nelle more della statizzazione, dovevano garantire la sopravvivenza dell’Istituto, attraverso finanziamenti dei quali si è fatta carico la regione e il Governo, attraverso l’intervento della sottosegretaria, la senatrice D’Onghia.

Tutto nasce nel 1999 con la Legge 508, che trasformava i Conservatori di Stato e gli Istituti Musicali pareggiati, come il nostro, in Istituti Superiori di Studi Musicali, rimandando l’eventuale statizzazione dei pareggiati (i non statali) a norme da approvare in seguito. In realtà un taglio mascherato da riforma, con specificità da salvaguardare di difficile definizione e che corrisponde a una riduzione per tutti, mentre invece la chiusura di 18 ISSM non statali è un bel risparmio. La Legge 508 rimandava a decreti attuativi.

Negli anni si è parlato a lungo di una fantomatica statizzazione e, nei disegni di legge che si sono succeduti negli ultimi anni, essa veniva saldata al problema del riordino.

L’elemento decisivo è stato il Decreto Legislativo n. 50 del 24 aprile 2017, coordinato con la legge di conversione n. 96 del 21 giugno 2017, che risanava la situazione debitoria degli enti locali e nel quale la ministra Valeria Fedeli ha inserito un emendamento (l’articolo 22 bis) che statizzava una parte degli Istituti pareggiati (quelli in sofferenza), da lei individuati in pubblica seduta nella Commissione 7ª del Senato (istruzione pubblica, beni culturali). Fra questi vi era il “Paisiello” come una delle priorità assolute.

Sono passati 7 mesi e non sono stati attivati i decreti attuativi, in quanto, nel frattempo, l’operazione non è sfuggita agli altri Istituti pareggiati. Lo dico con dolore, perché sono convinto che il discorso sulle sinergie del territorio è fondamentale in un settore così sottovalutato nella prospettiva di sviluppo, come quello della cultura e dell’istruzione.

Ci sono Istituti pareggiati, retti da comuni e non da province, che non hanno subìto il taglio derivante dalla legge Del Rio sulle province e che non hanno problemi di sopravvivenza. Anzi, per i loro bilanci ricevono i contributi straordinari del Ministero, che per noi vuol dire la sopravvivenza ma per loro è un lusso in più.

L’operazione che mira ad estendere la platea degli statizzati a tutti gli altri Istituti è stata fatta congelando l’applicazione del 22 bis.

Infine la legge finanziaria 2018, ha esteso la statizzazione a tutti i 18 Istituti, aumentando la copertura fino al fabbisogno necessario. Questa piccola variazione dell’articolo 22 bis, che lo estende a tutti gli Istituti pareggiati, fa perdere al “Paisiello” la priorità assoluta di questo processo.

Nel calderone della realizzazione operativa della statizzazione di tutti gli Istituti, questo comporta dei ritardi, delle lungaggini, se non una volontà amministrativa di rallentare questo processo. Esso avrà corso solo coi decreti attuativi che, per una legge in vigore da poco più di un mese, è ragionevole che ci voglia del tempo per farli. Il problema è che questo tempo gli altri ce l’hanno, ma il “Paisiello” no.

Tecnicamente, il groviglio giuridico amministrativo è che il primo marzo, a causa della mancanza di risorse, la provincia riattiverà la procedura di mobilità. I docenti non potranno insegnare e l’Istituto dovrà chiudere i battenti.
Non sfugge a nessuno che questo possa diventare un precedente clamoroso nel pubblico impiego e nella storia italiana. Una violazione del diritto allo studio.

La situazione è questa. Ultimamente sono uscite soluzioni miracolistiche. Negli ultimi tempi, sulla base di questi decreti legislativi, ci sono stati incontri ai più alti gradi con capi di dipartimento, direttori generali e mai uno straccio di verbale.
Se non mettono una firma sul decreto attuativo che dà inizio al processo di statizzazione, l’Istituto chiuderà e Taranto acquisterà un altro primato negativo, perdendo un altro dei suoi pezzi pregiati.».

GIUSEPPE GALLO

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AMMINISTRAZIONE COMUNALE, LUOGHI DI CULTURA, ISTITUTI SCOLASTICI E MARINA
MILITARE INSIEME PER VALORIZZARE IL PATRIMONIO MARITTIMO ITALIANO

Il Museo navigante a tappa a Gallipoli, la città due dei settanta musei che aderiscono all’iniziativa di
promozione del patrimonio culturale promossa dal Mu.MA-Galata di Genova, il Museo della
Marineria di Cesenatico, l’associazione La Nave di Carta della Spezia e l’AMMM-Associazione
Musei marittimi del Mediterraneo. Il Museo Navigante ha il patrocinio del Ministero dei beni e
delle attività culturali e del turismo e l’adesione della Marina Militare e della Guardia Costiera,
A Gallipoli per Il Museo Navigante coinvolgerà gli Istituti secondari e Superiori della città tra cui il
Liceo Quinto Ennio e l’IISS Amerigo Vespucci: a partire dalle 9 di domani 6 febbraio, laboratori e
workshop coinvolgeranno gli studenti nei vari contenitori culturali del centro storico. Un’iniziativa
che parte dall’identità di ognuno e mira a rafforzare la tradizione marinara della città e il rapporto
con il mare.
« Abbiamo accolto di buon grado questa proposta perchè riteniamo che una rete del museo
del mare sia necessaria e la presenza dell’Assessore di Nardò, Mino Natalizio, nel corso
della conferenza stampa di oggi ne è la prova - ha dichiarato il Sindaco di Gallipoli, Stefano
Minerva - Fare sistema è necessario e sono orgoglioso della presenza di Gallipoli nella
grande realtà del Museo Navigante, con ben due realtà museali importanti. Ognuno di noi
ha un rapporto stretto con il mare e questa iniziativa serve a recuperarne l’identità;
soprattutto è per noi tutti una grande opportunità di crescita. »
A dare ancora più valore all’iniziativa, una straordinaria esposizione della Marina Militare di
importanti cimeli e rara documentazione sulle operazioni navali della grande guerra in
adriatico. Questi cimeli si aggiungono ai 10 fascicoli sulle operazioni navali della Grande
Guerra che sono stabilmente esposti a bordo della goletta Oloferne, l’imbarcazione d’epoca
che ospita il Museo Navigante. L’iniziativa della Marina Militare si inserisce nell’ambito
delle attività commemorative del Centenario della Grande guerra. ​
Dal Castello Svevo di Brindisi provengono l’elmetto, l’uniforme e gli utensili da campo di un
marinaio della Brigata Marina risalenti alla Prima guerra mondiale. Brigata Marina è la
denominazione che venne data, l’indomani di Caporetto, a reparti di marinai della Fanteria
di Marina che combatterono sul fronte marittimo, alla foce del Piave e dell’Isonzo.
Da quei reparti, che difesero a oltranza Venezia, nacque il Reggimento Marina San Marco,
attuale Brigata Marina San Marco , la componente anfibia delle Forze Armate Italiane, che
ha come emblema proprio il Leone della Serenissima. Durante la Grande guerra, Brindisi e
Taranto furono le principali basi della squadra da battaglia della Regia Marina pronta a
intervenire in Adriatico contro la Marina austro ungarica.
Provengono invece dalla Mostra storica artigiana dell’Arsenale di Taranto l’elmo da
palombaro di inizio Novecento e la ruota del timone della Regia Nave Garibaldi ,
incrociatore corazzato varato nel 1899 nei cantieri Ansaldo di Genova. Questa nave aveva
sul proprio labaro miniata «La preghiera del marinaio» scritta da Antonio Fogazzaro. La
preghiera, che venne letta per la prima volta nel 1902 proprio a bordo del Garibaldi , ancora
oggi viene recitata al tramonto sulle navi della Marina in navigazione durante
l’ammainabandiera.
Quattro palle di cannone in pietra e quattro in metallo utilizzate per cannoni da 12 libbre di
fine Seicento inizio Settecento provengono invece dal Castello Aragonese di Taranto ,
affidato alla Marina sin dalla fine dell’Ottocento e dal 2005 oggetto di una intensa attività di
valorizzazione e promozione (con 750 mila visitatori è il secondo sito per numero di visite
nella regione). Le palle erano usate per i cannoni a difesa del castello e potevano colpire
bersagli navali a circa 500 metri o, nei tiri a terra, a 4 mila metri.
Questi preziosi reperti, che appartengono all’immenso patrimonio marittimo custodito
dalla Marina, saranno esposti al pubblico durante tutta la tappa.

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“Non c’è stata alcuna illegittimità amministrativa nella scelta del professor Roberto Fazioli come presidente del cda di Amat”.

L’assessore comunale alle Partecipate, Massimiliano Motolese, interviene sulla questione nomine sollevata da un’interrogazione nell’ultimo Consiglio Comunale.

L’assessore conferma che requisiti e limiti previsti dal bando sono stati rispettati e che nelle indicazioni fornite dal professor Fazioli non è stata riscontrata la volontà del dolo. “Si è trattato di un mero errore – aggiunge – che non intacca il suo curriculum professionale sul quale ci siamo basati per individuarlo come presidente di Amat. E’ stato scelto per la sua indubbia professionalità e stiamo parlando di una persona che non ha certo bisogno di andare a caccia di un ulteriore incentivo economico”.

Discutendo dei procedimenti penali di Fazioli in corso, l’assessore Motolese afferma che “per un professionista che ha guidato ventisei società partecipate è un rischio da mettere in conto. Anzi merita attenzione chi ha il coraggio di assumere così tante responsabilità”.

In ogni caso il Comune ha trasmesso il fascicolo relativo alla nomina alla magistratura per gli opportuni approfondimenti.

Infine l’assessore Motolese precisa che l’iter istruttorio di nomina non si è ancora concluso e nell’attesa di ricevere le opportune certificazioni da tutti i componenti del cda Amat, il sindaco si riserverà ulteriori e definitive valutazioni.

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L'assessore al welfare e politiche giovanili Simona Scarpati rende noto che sulla piattaforma telematica della Regione Puglia pingiovani.regione.puglia.it è attiva l'iniziativa PIN rivolta ai giovani che intendono realizzare progetti imprenditoriali innovativi ad alto potenziale di sviluppo locale.

La misura è rivolta a gruppi informali di almeno due giovani residenti in Puglia di età compresa tra 18 e 35 anni che hanno un'idea imprenditoriale innovativa e vogliono svilupparla.

PIN supporta la sperimentazione e la realizzazione di progetti nei settori dell'innovazione sociale, tecnologica e culturale.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente sulla suddetta piattaforma telematica.

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La compagnia "La luna nel letto" presenta, giovedì 8 febbraio alle ore 21:00, uno spettacolo emozionante che rimanda al film di Giuseppe Tornatore.

Nell’ambito della stagione teatrale 201 organizzata dal Comune di Grottaglie va in scena, giovedì 8 febbraio alle ore 21:00, al Teatro Monticello di Grottaglie "Cinema Paradiso", lo spettacolo teatrale della compagnia pugliese "La luna nel letto", per la regia di Michelangelo Campanale.
Uno spettacolo che rimanda al celebre film capolavoro di Giuseppe Tornatore. Sul palco Giuseppe Di Puppo, Annarita De Michele, Erica Di Carlo, Paolo Gubello, Salvatore Marci, Anna Moscatelli, Luigi Tagliente.

Uno spettacolo che s’ispira soprattutto alla magia del cinema, per riportare in scena la vita privata di un ragazzino, Totò, divenuto adulto tra mille difficoltà. Il filo conduttore è l’assenza, rappresentata attraverso l’immagine di una madre che sembra aver abbandonato il figlio, ma che forse non è mai esistita.

Il sipario si aprirà alle ore 21:00. Il servizio di vendita di biglietti è disponibile presso l’ufficio cultura del Comune di Grottaglie (via Martiri d’Ungheria - tel 099.5620251/5620326), dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 12:30 e il martedì e il giovedì anche dalle 15:30 alle 17:30, e la sera di spettacolo dalle ore 19:30 presso il Teatro Monticello.

Elisabetta Dubla – Assessore alla cultura e istruzione

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Confcooperative Taranto e Federconsumatori Taranto non la mandano a dire: il quarto Piano regionale delle Politiche sociali ha il pathos di un elenco telefonico!

Inizia così la conferenza stampa in cui i responsabili provinciali delle due organizzazioni Carlo Martello, Presidente della Confcooperative Taranto, e Maria Antonietta Brigida, Presidente di Federconsumatori Taranto, hanno espresso le loro considerazioni sul documento regionale.

Non solo note negative: «certamente occorre dare atto alla Regione – esordisce Maria Antonietta Brigida – di aver attuato una corretta politica finanziaria in un campo estremamente sensibile agli sprechi e all’allegra gestione. Ugualmente non si può non convenire sull’adeguatezza della infrastrutturazione conseguita grazie alle iniziative della Regione!».

«Ma non si possono far passare sotto silenzio – passa poi all’attacco Carlo Martello – criticità e preoccupazioni».

«Innanzitutto la formulazione del Piano, prettamente tecnica, è assolutamente priva – sottolinea il presidente di ConfCooperative Taranto – delle connotazioni sociali dalle quali invece dovrebbe essere caratterizzata: è evidente l’assenza della politica, l’unica capace di ascoltare e dare risposte ai bisogni e il prevalere della tecnocrazia».

«Si procede invece rigidamente per categorie – ribadisce Carlo Martello – dimenticando l’obiettivo delle legge 328/2000, che, modificando il sistema dei servizi sociali, aveva cercato di sottrarsi a questa impostazione prettamente tecnica».

Maria Antonietta Brigida sottolinea un altro aspetto: «considerando quello che sta soffrendo la popolazione della Città di Taranto, una “finestra” dedicata specificamente al nostro territorio non ci sarebbe stata male, anzi…».

Per le due organizzazioni tarantine, inoltre, grande preoccupazione desta la notizia contenuta nel Piano dei limiti della compartecipazione ASL in momenti fondamentali quali il buono servizio per l’accessibilità degli anziani ai servizi a ciclo diurno, quali ancora il contenimento della spesa per le prestazioni domiciliari e a ciclo diurno per i non autosufficienti a media e alta complessità e, infine, la tendenza ASL di contenere le spese per le prestazioni domiciliari integrate assicurando solo gli interventi domiciliari per i pazienti terminali e quelli gravissimi non autosufficienti.

«Lascia perplessi e addolorati – lamenta Carlo Martello – la decisione regionale di un avvio distinto del tavolo di concertazione con le Organizzazioni Sindacali rispetto al percorso di progettazione partecipata con tutte le Organizzazioni del Terzo Settore».

E’ proprio l’attenzione al Terzo Settore che appare completamente evaporata nel Piano Sociale della Regione.

Lo spiega Maria Antonietta Brigida: «a fronte di una specifica previsione di coinvolgimento attivo prevista dalla legge 328/2000, di una importanza strategica e dimensionale conquistate sul campo, del riconoscimento ottenuto con il Dlgs. 112/2017 che riformando il Terzo Settore lo riconosce settore trainante dell’economia, il Piano Sociale della Regione lo marginalizza mortificandolo addirittura nella prevista composizione della Cabina di Regia per l’attuazione del Piano Sociale di Zona».

Alla luce delle preoccupazioni espresse, Federconsumatori Taranto e Confcooperative Taranto fanno appello alla politica, fino ad oggi assente, affinché nell’interesse delle sempre più numerose persone in difficoltà, venga valorizzato appieno l’apporto del Terzo Settore.

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Si è costituita anche in Puglia la Rete Antenna PON, l’Associazione di Comuni che diffonde notizie e informazioni su programmi di ricerca e innovazione sostenuti da fondi dell’Unione europea, del governo e della Regione.

I Comuni associati firmatari dell’accordo sono Gioia del Colle(Ba) comune capofila, Noci, Noicattaro, Rocchetta Sant’Antonio, Fasano, Cisternino, Mesagne, Grottaglie, Melpignano, Campi Salentina, Galatone, e Gallipoli.

Attualmente Grottaglie è l’unico comune a rappresentare l’intera provincia di Taranto.

Sotto l’Alto Patronato del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, della Regione Puglia e dell’Autorità di Gestione del PON “Ricerca e Innovazione 2020”, la convenzione sottoscritta riconoscerà alla rete “Antenna PON Puglia” la funzione di nodo territoriale comunale in ricerca e innovazione, con lo scopo di coinvolgere ed informare i cittadini e diffondere le pratiche di utilizzo dei fondi strutturali in Ricerca e Innovazione e in co-design; obiettivo finale è la promozione della partecipazione attiva alla definizione di nuove policy pubbliche, a partire dalle esigenze dei territori e delle comunità rappresentate.

La Rete Antenna PON è un progetto rientrante nella Strategia nazionale della comunicazione del PON Ricerca e Innovazione 2020: un accordo di cooperazione interistituzionale”, ovvero uno strumento di governance multilivello del processo di attuazione del programma nelle 8 regioni coinvolte.

I componenti del Consiglio direttivo, eletti a conclusione dei lavori:

· Donato Lucilla, Sindaco di Gioia del Colle: Presidente della Rete “Antenna PON Puglia”;

· Valentino Petruzzi, Sindaco di Rocchetta Sant’Antonio: Vice Presidente;

· Stefano Minerva, Sindaco di Gallipoli: Vice Presidente.

· Pompeo Molfetta, Sindaco di Mesagne, consigliere;

· Ciro D’Alò, Sindaco di Grottaglie, consigliere.

 

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La Comunità Ellenica “Maria Callas” di Taranto invita alla conferenza stampa di presentazione delle manifestazioni organizzate in Puglia e Basilicata in occasione della Giornata Mondiale della Lingua Greca, manifestazione giunta alla quarta edizione e riconosciuta ufficialmente da una legge della Repubblica Ellenica il 24.4.2017.

La conferenza stampa si terrà alle ore 9.45 di DOMANI martedì 6 febbraio, presso il Salone degli Specchi del Municipio di Taranto.

Interverranno:

- Professoressa Maria Koutra, presidente Comunità Ellenica “Maria Callas” di Taranto;

- Professore Riccardo Pagano, Delegato del Rettore dell’Università di Bari per il Polo Universitario Jonico;

- Professoressa Carmen Galluzzo Motolese, presidente Club UNESCO Taranto e Associazione Culturale “Marco Motolese”;

- Salvatore Marzo, dirigente scolastico Liceo “Aristosseno” Taranto

- Aldo Siciliano presidente dell’ISAMG;

- Francesca Poretti, Associazione Classica Sezione “Adolfo Mele”.

Saranno presenti anche i rappresentanti dei nove istituti scolastici di Puglia e Basilicata che hanno aderito alla manifestazione: Liceo “Socrate” di Bari, Liceo Classico Musicale “Palmieri” di Lecce, I.S.S. “Fermi” di Policoro, I.S.S. di Bernalda, Liceo “Moscati” di Grottaglie, Liceo “Tito Livio” di Martina Franca, nonché Liceo Statale “Aristosseno”, I.I.S. "Liside" e I.P.S. “Cabrini” di Taranto.

Dopo gli sfarzi della Magna Grecia, in occasione della Giornata Mondiale della Lingua Greca, Taranto torna a ricoprire un ruolo baricentrico nella diffusione della cultura e della lingua greca in Italia.

Nella mattinata di venerdì 9 febbraio, infatti, le delegazioni dei nove istituti scolatici saranno presenti presso il Salone degli Specchi del Municipio di Taranto, dove allestiranno una performance culturale, lo stesso che accadrà contemporaneamente nei rispettivi plessi scolastici. Sempre nel Municipio di Taranto, inoltre, nel pomeriggio sono previste invece le relazioni accademiche di insigni relatori.

Organizzata in Puglia e Basilicata dalla Comunità Ellenica “Maria Callas” di Taranto con il gradimento dell'Ambasciata di Grecia a Roma, la Giornata Mondiale della Lingua Greca si avvale del Patrocinio della Regione Puglia, Provincia di Taranto e Comune di Taranto.

Collaborano all’organizzazione della manifestazione il Club per l’Unesco di Taranto, l’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia, la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Brindisi Lecce Taranto, il Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari, il Dipartimento di Beni Culturali Università del Salento, il Conservatorio di Musica Tito Schipa Lecce, la Societa Filosofica Italiana, l’Associazione Italiana di Cultura Classica delegazione di Taranto “Adolfo. F. Mele”, la Società di Storia Patria per la Puglia e l'Associazione Culturale “Marco Motolese”.

Addetto stampa CSV - Marco Amatimaggio

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