Profumo di mirto e di menta … ricordo di Saverio Fanigliulo per l'amico Ciro Carriero

di Saverio Fanigliulo 27 Apr 2018
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Non posso pensare che tu, Ciro, non ci sia più, mi prende una grande tristezza e uno sconforto infinito. Eppure non riesco a diversificare i miei pensieri, mi ritorni in mente costantemente e mi viene da piangere nel pensarti ora immobile, con gli occhi chiusi e le braccia incrociate.
Ricordo quando ti sforzavi di dare conforto ai tuoi amici per toglierli dall’ ”imbarazzo” di vederti star male, la tua fede nella scienza e nelle innovazioni tecnologiche, il tuo credo nella coerenza, lealtà ed intelligenza del nostro prossimo, la tua razionale fiducia nella medicina che, unica, ti avrebbe consentito di guarire definitivamente, dopo un intervento chirurgico drastico e mutilante che ti aveva portato via il cancro.
Voglio raccontare la persona meravigliosa che sei stata, un amico sincero e un papà delizioso che, a pensarci, per quanto sei stato attento, allegro e dolce con la tua bambina, ci siamo chiesti spesso come fanno tanti altri genitori a essere così tristi e ossessivi con i propri figli, da renderli, esattamente come loro, infelici e tristi.
Mi colpiva molto il Natale che trascorrevi insieme a tua figlia, quell’albero originale costruito insieme, con quel tocco di originalità e di innovazione, corredato dai disegni, dalle luci colorate e dalle forme simboliche elaborate, come in una bottega rinascimentale, con una speciale tecnica manuale e tanto amore.
Sei stato un uomo colto e appassionato, senza tanti pezzi di carta che lo dimostrassero e lo certificassero. Studiavi con curiosità e passione, non sei stato mai banale né superficiale. Nella malattia, hai conseguito il diploma studiando con serietà, impegno e interesse. Ti piaceva dare senso e valore alla cultura, alla politica, ai gesti, alla società civile … alle persone. Eravamo in sintonia in particolar modo su questo: la politica autentica nasce dal basso, dalla civiltà, dall’etica e dal comportamento delle persone.
Ricordo ancora il tuo amore per la nostra città, conto l’imbarbarimento e la volgarità: su tua iniziativa, il Borgo Antico e il Quartiere delle Ceramiche di Grottaglie furono adornati e abbelliti da fioriere decorate da ben 27 ceramisti. Il senso del bello, l’ ideazione e la creatività, lo spirito di iniziativa e le competenze organizzative, sono state caratteristiche che appartenevano alla tua persona, molto dotata e ingegnosa.
Il male, dopo un po’, si è rifatto vivo, è ritornato ancora più subdolo e aggressivo. Non ci volevamo credere. Insieme discutevamo a lungo di diete, nuove scoperte scientifiche, nuovi farmaci. Dinanzi al dolore che spesso ti prendeva, quel disagio fisico e psicologico diventava meno insopportabile, grazie a qualche parola di conforto e al sostegno degli amici e dei tuoi cari, dei quali amavi circondarti. 
L’immagine che mi hai lasciato è quella di un uomo autentico, sensibile, solido e coerente. Nonostante la malattia diventasse sempre più insidiosa ed aggressiva, ti sei mostrato sicuro, forte, coraggioso, persino quando non potevi più fare un passo e sei stato costretto a rimanere a letto, manifestavi la tua gioia di vivere.
I momenti più duri sono stati quelli che ti hanno impedito di uscire, a stare in casa. Ma tu non ti sei mai perso d’animo. Hai riscoperto e potenziato tra l’altro la tua passione per la cucina: ed ecco che stupivi tutti noi con i tuoi piatti originali che sfoggiavi su Face book, bellissimi e colorati, con i tuoi liquori al mirto, alla menta, all’alloro, al limone. Ci piaceva farti visita, ci accoglievi e ci deliziavi sempre con quei liquorini profumati e così fantastici, con le tue ricette da acquolina in bocca.
Mi sono chiesto quanto possa sentirsi disperato un uomo in simili circostanze, eppure, l’altro ieri, dinanzi a me e a Benny, con un filo di voce, celavi quel tarlo che ti rodeva dentro, manifestando una grande dignità e uno spirito da combattente.
I tuoi pensieri andavano spesso alla tua famiglia, ai tuoi cari, alla presenza costante della malattia che si accaniva contro di voi, divenendo un corpo ingombrante, subdolo, insidioso e preoccupante.
Soltanto una volta in mia presenza hai tentennato,mostrandoti fragile, hai pianto! Però, non piangevi per te, le tue lacrime venivano da lontano, quando ancora adolescente, fra inquietudini e contraddizioni,con una lettera che conteneva parole che andavano dritte al cuore, fosti invitato dal tuo caro papà a fare una scelta di lavoro importante che cambiò la tua vita.
Il tuo papà, il tuo dolore … nel buio della notte.
Tu sai!
Sei stata una bella persona, mi hai insegnato il coraggio di vivere, senza mai rassegnarsi, nonostante la vita ci riservi sofferenze e dolori. Un amico così speciale che non ho mai avuto prima di conoscerti: sincero, delicato, sensibile, responsabile, gentile, onesto, schietto, colto, profondo e razionale nelle analisi politiche e nella visione del mondo.
Mi piacerebbe tanto che Gesù ( non ci credi, lo so!) ti accogliesse fra le sue braccia per ridarti gioia e serenità che non hai avuto sulla Terra.
Mi mancherai! Porterò sempre con me quel profumo intenso di mirto e di menta che impregnava la tua casa.

 

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