APERTAMENTE. Smettete di servire!!! questo vi chiedo! di Ettore Mirelli

Uno schiavo incontrò sulla via del mercato un Saggio e chiese lui: Maestro io sto morendo della assenza di libertà, il mio animo è ormai svilito ed umiliato, non ricordo più la dignità di quando ero un uomo libero ed ogni azione si è appiattita nella ripetizione di un ritmo servile che io non ho scelto. Come posso fare per liberarmi?

Ed il Saggio rispose lui: Smetti di servire.

Diciamoci la verità, ad un certo punto della storia recente, diciamo nei primi anni di questo millennio abbiamo cominciato a capire che qualcosa nel sistema non andava. Abbiamo ascoltato i noglobal gridare il loro sdegno e li abbiamo ignorati, perchè in fin dei conti avevamo la nostra vita e nulla ci mancava. In fin dei conti non dovevamo essere noi a salvare il mondo. Ci avrebbe pensato qualcun altro e noi lo avremmo votato.
Poi è arrivata la bolla immobiliare statunitense che con le sue dinamiche borsistiche perverse ci ha fatto definitivamente capire che le solide basi della nostra economia e cultura occidentale, in realtà poggiano su un puro delirio speculativo di breve termine, ed abbiamo pensato che qualcosa avrebbe dovuto cambiare, ma che noi non potevamo farci niente. E ad essere sinceri, non è neanche colpa nostra se fino ad ora siamo rimasti a guardare, perchè quello che giornali e televisioni, tramite esperti di economia in mezzo busto hanno sempre detto è che queste sono le inevitabili dinamiche del mercato globale, verso le quali non si può e non si deve fare niente, perchè il Mercato ha una intelligenza sua propria, in cui si compensano le negatività in una ciclica successione di fasi economiche positive e negative. Lo diceva anche Marx lo ricordate? Il sistema capitalista tende a aumentare la produzione diminuendone i costi, risparmiando su tutto e soprattutto sul costo della forza lavoro, fino al punto in cui gli operai licenziati, o ridotti alla fame da salari troppo bassi non sono più in grado di comprare i prodotti che il sistema capitalista produce, determinando crisi economiche strutturali e periodiche, di cui quella americana del 1929 fu particolarmente emblematica. Quindi state tranquilli, abbiate fiducia nel Mercato che tutto si risolve.
Quello che però gli esperti non ci hanno detto è che in una economia di mercato globale il Capitale è libero di spostarsi senza limiti, sia sul versate della produzione, sfruttando le condizioni geopolitiche più convenienti per produrre a basso costo, ossia sfruttando i popoli più bisognosi e dal reddito più basso; sia sul versante della vendita di quei prodotti.
La conseguenza ovvia della globalizzazione di queste dinamiche, che ormai anche l'uomo della strada ha capito, ma che è bene ripetere, dato che televisioni e giornali continuano a negarle, è che oggi il Capitale non va in crisi, si sposta soltanto, lasciando dietro di sé un cumulo di macerie sociali, che continua a sfruttare con la scusa della crisi economica contingente, continuando a distruggere diritti ed a precarizzare la vita del popolo, sulla base di una presunta inevitabilità ed ineludibilità delle dinamiche del Mercato.
Ora la ricchezza si è sposta in Oriente, in Cina, India, nelle oligarchie russe e persino gli Stati Uniti d'America faticano a mantenere una immagine di rispettabilità economica internazionale, se si tiene conto del calo della loro produzione e dello stratosferico debito pubblico che hanno nei confronti della Cina, che ormai da molti anni compra titoli di stato statunitensi in quantità industriali, tanto da poterne influenzare l'andamento economico.
Per non parlare degli innumerevoli negozietti di copro oro diffusi in tutta Europa, dove gli europei si recano allegramente a convertire in denaro, i simboli della propria sacralità religiosa, collanine e bracciali ormai fuori moda perchè riportanti l'effige di Cristo e dei simboli più cari alla nostra identità religiosa. Tutto questo oro, pochi lo sanno, ma attraverso percorsi vari finisce a rimpinguare la riserva aurea cinese.
Forse pochi sanno che la riserva aurea di una nazione costituisce la base della propria solidità economica.
Per la verità anche questa è una astrazione del sistema capitalista, perchè se è vero che l'idea di base è di avere una materia prima di scambio in caso di crisi economica che faccia schizzare alle stelle l'inflazione rendendo la moneta priva di valore, è anche vero, che quando alla fine della fiera, questo oro dovrà essere convertito per mandare avanti l'economia nazionale, diciamo cinese, assecondando le dinamiche del capitalismo moderno, non ci sarà più nessuna nazione straniera, fuori dalla Cina, in grado di poter comprare quell'oro, che al contrario potrà essere acquistato solo dai grandi privati capitalisti, che in tal modo assumeranno il potere politico diretto anche sull'ultimo Stato nazione presente sulla Terra.

E noi quindi che possiamo fare?
Gli intellettuali più in vista della nazione si limitano a certificare la situazione, senza prendersi la responsabilità di elaborare proposte positive, gli intellettuali amatoriali, quando non distratti dall'idealismo dissociativo della sinistra radical chic, si limitano a certificare la propria impotenza, ed il popolo assecondando il flusso dei disvalori mediatici si abbandona al divertimento, fino a quando ha in tasca anche solo qualche euro da spendere, e si prodiga in truffe, banche rotte fraudolente, furti e rapine per procurarsi il mezzo del mero sostentamento, quando non addirittura il mezzo di alimentazione di quell'edonismo psicotico indotto dal sistema, che spinge uomini e donne di ogni età ad uscire da casa, alla ricerca del piacere e di una propria impossibile autorealizzazione individuale indossando capi firmati, facendo mutui per finanziare vacanze in esclusivi hotel di lusso, ma senza i soldi in tasca per poter riempire il frigorifero il giorno dopo.

Ecco, una prima cosa che possiamo fare è smettere di servire e per fare questo dobbiamo interrompere il flusso di mistificazioni che ci asserviscono ai falsi miti del sistema liberista. Dobbiamo capire che le minacce del terrorismo economico diffuso dalle agenzia di rating prezzolate dalla finanza e dalle multinazionali che minacciano di spostare all'estero la produzione, costituiscono solo un ricatto psicologico che ormai dobbiamo superare e che non abbiamo più interesse ad assecondare.
Il capitale ha distrutto le dinamiche della famiglia, ha distrutto la sicurezza del lavoro, la certezza del lavoro, ha trasformato il reddito individuale da culturale in reddito di mera sopravvivenza, che cosa potrebbe farci di più? Toglierci la casa? Beh mi dispiace dirvelo, ma se non ci diamo una mossa per determinare una risposta politica nazionale a queste dinamiche, credo che lo farà comunque, riducendoci ad unità impotenti ed impossidenti.
Io quindi direi che i tempi dei facili calcoli opportunistici siano finiti e che l'istinto di sopravvivenza deve imporci di rinascere nella dignità che ci è propria e che ci spetta.

Mi viene in mente il paradosso della rana che nuota nella pentola.
All'inizio la rana avrebbe la forza per dare un colpo di zampe e saltare fuori dalla pentola, ma non lo fa perchè tutto sommato sta comoda dentro. L'acqua è il suo ambiente naturale e la pentola costituisce per lei una piscina futuristica. Quando sotto la pentola viene acceso il fuoco e l'acqua comincia a riscaldarsi, la rana se ne rallegra perchè quel tempore diffuso è molto piacevole, ha la sensazione finalmente, dopo tanta sofferenza, di trovarsi nella confortevole vasca riscaldata di un centro benessere.
Quando l'acqua diventa molto calda, la rana comincia a soffrirne e ad indebolirsi, ma pensa che in fin dei conti andrà tutto bene come è sempre andato. Bisogna avere fede ed anche questo calore eccessivo passerà.
Quando poi l'acqua diventa ormai troppo calda, la rana finalmente capisce che non ha più scampo e che quella è la sua fine, perchè il calore l'ha stordita ed indebolita al punto tale da non consentirle più alcuna via di fuga.

Ora, la domanda che vi faccio è questa: quanto ancora deve salire la temperatura del nostro termometro sociale prima di deciderci alla azione???
Sì è vero, da soli non possiamo fare nulla, ma all'orizzonte si stanno formando le forze di una destra nazionale che ha tutto l'interesse di assecondare la volontà popolare in vista della sua tutela nei confronti del capitale e della riscoperta di una identità nazionale in cui il popolo torni padrone delle istituzioni democratiche e l'uomo torni al centro della vita politica, economica e sociale, in cui, secondo diritto inviolabile garantito dalla nostra Costituzione egli ha diritto di esprimere e sviluppare la propria personalità, assecondato ed aiutato dallo Stato e non ostacolato dalla economia.

Per iniziare a realizzare tutto questo io vi chiedo, depuratevi dalla menzogna e cominciate a ragionare con la vostra testa. Se vi fosse possibile, buttate la televisione ed informatevi comparando le notizie così come provenienti da varie testate giornalistiche. Cercate di approfondire gli argomenti attraverso la lettura di testi specifici, o se avete voglia di svago, invece di subire passivamente il flusso di stimoli sottoculturali provenienti dalla Tv, leggete romanzi d'autore che al di sotto di una storia avvincente vi lascino spunti di riflessione per portare voi stessi oltre le vostre convinzioni attuali. Tornate alla vita vera, allo sport, alla frequentazione delle piazze vere, al dialogo con i vostri familiari. Spegnete la Tv almeno durante i pasti e cercate di pranzare e cenare tutti insieme. Siate uomini e donne del futuro, ma ancorati ai precetti associativi ed umanistici della nostra Tradizione e della nostra natura.

Quello che io vi chiedo è una rinascita interiore costruita con i piccoli gesti della quotidianità.
Solo così potremo rifondare una nuova autostima, una nuova armonia familiare, una nuova Nazione dalle macerie del presente e dalle dinamiche dissociative in cui ci hanno imprigionati.

Smettete di servire!!! Questo io vi chiedo.

Rate this item
(0 votes)
Redazione

La Redazione di www.oraquadra.com

Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

Oraquadra.info è ospitato sui server di Register.it Spa

Foro competente: Taranto

Editore e Direttore: Arcangela Chimenti D'Amicis alias Lilli D'Amicis

Legal Advisor: avv. Michela Tombolini

Web Master: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione per le sue funzionalità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. .

  Accetto i cookies da questo sito web.
EU Cookie Directive plugin by www.channeldigital.co.uk