APERTAMENTE. Cacciari e Vecchioni i maestri del pensiero progressista. È alle comiche la cultura di sinistra

Pierfranco Bruni - saggista e scrittore 02 Lug 2019
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Dopo Cacciari è  la volta di Roberto Vecchioni. La ragazzetta capitano simile a un personaggio greco. Ora tocchiamo il ridicolo. Eppure anche Vecchioni è un prof dalla radici classiche. Mi meraviglia questa provocazione, anzi, la dico tutta, questa in incultura.

Posso capirlo da altri che si improvvisano intellettuali. Mai mi sarei aspettato una superficialità così bassa da questi. Veniamo ai fatti. Se una legge che è Legge viene ritenuta ingiusta è giusto trasgredirla.

Un invito invitante non solo da parte mia. Ma invitante da parte di tutti. Si tratta non di un atto spregiudicato ma di un pensiero filosofico. Infatti a sottolineare ciò è il “filosofo” Massimo Cacciari. Quindi è “filosofia” forte se non disperatamente tragica oltre ad essere considerata una visione metafisica. Perché Cacciari è un filosofo. Così si dice.

Qual è la differenza tra Nerone e Seneca?

Nella storiografia moderna Nerone non ha fatto incendiare Roma però resta la certezza che ha portato Seneca al suicidio. Ma se Nerone non avesse avuto accanto Seneca sarebbe stato quello che è stato? Santippe che ruolo ha giocato nella sua grecitá latina?

Bisogna trasgredire la legge quando viene considerata ingiusta, comunque. Lo dice Massimo Cacciari. Il filosofo. Così si dice.

Così si apprende da una sua dichiarazione rilasciata alla Adnkronos. “Quando una legge, sulla base della tua coscienza, è ritenuta del tutto iniqua, è un dovere trasgredirla – spiega Cacciari – Dunque, totale solidarietà nei confronti di chi infrange leggi che trasgrediscono principi fondamentali sanciti dal diritto internazionale. Il parallelo della SeaWatch con i migranti rispetto a un’ambulanza che trasporta un malato è del tutto evidente: un medico in stato di emergenza è giusto che vada in senso vietato e infranga il codice stradale.”

Il problema è che il medico non ha altro interesse che salvare la vita che trasporta, mentre dietro chi viola le acque internazionali ci sono molti interessi economici in ballo. Ma questo non viene detto.

Quindi trasgredire in base alla propria coscienza diventa in questo paragone improprio non solo un diritto, ma soprattutto un dovere.

Lo dice Massimo Cacciari. E Cacciari è il filosofo. Così si dice. Vecchioni paragone la ragazzetta ad Antigone. Eppure Vecchioni passa anche per uno scrittore poeta grecista.

Legge e diritto internazionale sono due emisferi giuridici, giurisprudenziali regolati da cosa?

E cosa è il “diritto” rispetto ad una Legge emanata secondo le leggi del Diritto?

Ma bisogna seguire la coscienza e violare la legge e quindi trasgredire il Diritto di una legge o una Legge emanata comunque da un Codice che si base sulla giurisprudenza. Ma è giusto, come afferma Cacciari, ovvero il già sindaco, per una “doppietta”, della città lagunare gondoliera.

Quindi un filosofo non solo filosofo ma anche amministratore e politico molto “amato” una volta da un altro Massimo già comunista, il D’Alema, il quale, una volta, disse che politicamente elettoralmente valeva zero. Ma Cacciari fa filosofia, è autorevole. Fa filosofia. No? È un filosofo? Non l'uguale cosa.

Il filosofo come è nella “prassi” e nella “metafisica filo-sofica” ha necessità dell’ira come hanno insegnato Seneca ed Epicuro, Zenone e Zarateo. Così fa Cacciari in Tv ed oltre. Invece di pensare e mediare, osservare e ragionare e calmare le coscienze urla, gesticola, si agita vertiginosamente.

Ora “solidarizza” con chi infrange la Legge. È lui che lo ammette. Ma lui può perché è ufficialmente filosofo, così ha deciso il sistema.. Così dicon tutti. Anche lui che dovrebbe essere meditativo, originale guardingo, usa steoretipi che non stanno in piedi, come il paragone tra la SeaWatch e una ambulanza a sirene spiegate. Comparazione banale usata dai politici pseudo-comunisti saliti in nave. C’è però una contraddizione filosofica e di filosofia del diritto impressionante.

Vecchioni dichiara piena vicinanza non ai migranti ma alla capitana ragazzetta. La classicità greca ha il suo teatro. Certo. Ma Antigone?

La filosofia del diritto educa a “trasgredire” e ad “infrangere” le Normative del diritto stesso? Cacciari trova le “sue” giustificazioni e dice di sì. Anche se iroso già sindaco politico ex pseudo-comunista (dirà mai comunista, perché un filosofo non fa scelte ideologiche come non fa scelte religiose, lo dice lui), già maestro del pensiero, pardon, attuale maestro delle ideologie defunte ma sempre attuali… Un uomo che ha letto e studiato una maestra come Maria Zambrano come fa a tirare dalla sua cilindricitá il fatto che sia giusto trasgredire.

La filosofia insegna la trasgressione o il passaggio kantiano?

Ma Kant non è filosofo come non lo sono Zambrano, Nietzsche, Sgalambro, Seneca e lo stesso Marx o Gramsci. Cacciari invece sì, ha il patentino di filosofo. Insomma un politico non politico (come nelle “considerazioni” di Thomas Mann? Ora sorrido!) e un filosofo che contraddice Seneca con la sua “filosofia” della Ira. Ma guai a non pensarla come lui. È un filosofo lungimirante profetico in cattedra deca-nichilista-progressista-esiste-teologico…

Contro di lui mai. Con lui certo: ma su quale posizioni? È un filosofo trasgressivo solidarista ex – già ideologo post – futuro – pre infragitore delle Norme. Così si dice.

Vecchioni un cantautore cosiddetto impegnato e uno scrittore non male, ma il vizio del prof di sinistra è diventato una ridicola commedia. Altro che Antigone. Che tragedia la sinistra di questi tempi, anzi che disastro! Eppure l'uno passa per un intellettuale cantautore maturo. L'altro per un filosofo. È ridotta culturalmente al sottosuolo del pensiero. Michel Foucault direbbe che l'archeologia del pensiero è il nulla. O andrebbe oltre in modo seriamente serio: "Forse oggi l'obiettivo non è scoprire quello che siamo, ma rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire ciò che potremmo diventare".

 

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