Quando la Sinistra accusa la Destra di essere finanziata da Mosca di Ettore Mirelli.

Ettore Mirelli 12 Lug 2019
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Aggiungiamo un nuovo capitolo alla commedia dell'assurdo, in cui questa volta un partito di destra è accusato di aver ricevuto fondi occulti dalla Russia, come se il Partito Comunista Italiano non fosse stato finanziato nello stesso modo dal Cremlino per tutta la durata della sua esistenza politica.
Facciamo un passo indietro per chiarire la vicenda.
Lo scorso ottobre il Ministro Salvini ed il Premier Conte sono volati a Mosca per motivi istituzionali, anche se la voce insistente che circolava all'epoca riguardava la vendita alla Russia di un consistente pacchetto di titoli di Stato italiani, che aveva lo scopo di dare una boccata d'aria alle finanze pubbliche, in vista di quello che avrebbe dovuto essere l'imminente scontro con le istituzioni della Unione Europea finalizzato ad ottenere un rapporto deficit/pil più favorevole agli interessi dell'Italia.
Ossia, in parole povere, in sede di approvazione del Decreto Economia e Finanza, l'Italia rivendicava il suo diritto di destinare maggiori fondi pubblici alla economia reale sforando il patto di stabilità del rapporto deficit/pil deciso in sede comunitaria.
Per ottenere sostegno economico e politico sul fronte euroscettico creato da Salvini, l'Italia avviò rapporti diplomatici con gli Stati Uniti e con la Russia, ottenendo dalla Russia un pacco di soldi contanti, mentre dagli Stati Uniti una semplice telefonata di incoraggiamento da parte di Trump.
Certo, è anche doveroso dire che poi il confronto con l'Europa ci ha visto uscire con le ossa rotte, con un rapporto deficit/pil del 2,04%, praticamente identico al 2% imposto da Bruxelles, ed è anche doveroso dire che gran parte dei soldi ottenuti dalla Russia ce li stiamo spendendo per il pagamento del reddito di cittadinanza, che altro non fa se non alimentare l'economia nera in danno delle casse dello Stato, però l'idea di fondo di conquistare una maggiore autonomia economica, magari per investire sulla economia reale, non era una brutta pensata e la costruzione di quella architettura diplomatica che ci vide bussanti a Mosca e Washington riscosse inizialmente il mio entusiasmo.
Ora, secondo me, piuttosto che impiegare energie mentali a verificare se la Lega ha ricevuto qualche manciata di soldi in modo occulto, faremmo meglio a chiederci come mai il Governo fu costretto a simili manovre internazionali.
Dovremmo chiederci come mai nel giugno 2018, appena tre mesi dopo l'elezione di questo governo populista, il Club Bilderberg ebbe a riunirsi proprio a Torino per discutere formalmente di “futuro del lavoro e intelligenza artificiale”.
Non sarà magari che in una platea che vede riuniti i maggiori rappresentati della economia mondiale, con la presenza dei servizi segreti dei Paesi NATO e politici come Mario Monti e Romano Prodi, le lobby liberiste stavano cercando di fare il punto della situazione politica in Italia, dato che l'Italia è sempre stata una nazione chiave negli equilibri internazionali, data la sua posizione geografica a cavallo tra Occidente, Oriente e Medio Oriente?
Non sarà forse che scopo della Sinistra italiana dovrebbe essere lottare per la uniformità delle legislazioni degli Stati membri da un punto di vista fiscale e giuslavoristico, per evitare la delocalizzazione delle imprese e la precarizzazione dei rapporti di lavoro?
Signori miei, per come stanno le cose oggi in Europa dobbiamo ringraziare la Russia di esistere, perché con l'esempio della propria politica nazionalista ed il sostegno economico che può fornirci nella restaurazione di uno Stato democratico rappresentativo dei veri interessi del popolo, essa rappresenta un faro nella notte dell'occidente.
Lasciate stare i vecchi schemi del passato tra occidente ed oriente, i vostri nemici oggi non sono i russi, ma quell'esercito di manager transazionali che ha assoggettato un intero continente alla tecnocrazia di istituzioni prive di rappresentanza politica, senza una politica fiscale e giuslavoristica equa e senza la creazione di eurobond che proteggano le economie degli Stati deboli come l'Italia dalla prevaricazione della speculazione finanziaria.
Tutto il resto sono chiacchiere per nascondersi dietro a un dito ed ergersi a paladini di una legalità formale che nulla ha a che fare con i veri interessi dell'Italia.

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