Emilano - D'Alò: una storia d'amore di altri tempi di Ettore Mirelli

Ettore Mirelli 28 Lug 2019
264 times

Devo essere sincero e riconoscere i miei limiti, pur avendo la passione per la scrittura non mi sono mai cimentato nella redazione di un romanzo d'amore perché dell'amore non so descrivere le dinamiche, se non con le parole mute che si scorgono nello sguardo della persona amata.
Così come pur avendo la passione per la politica non sono mai stato un politico, perché la politica, così come l'amore, si basa su una passione irrazionale tra il singolo uomo e la comunità dei suoi elettori.
Della politica a volte colgo le strategie, ma per i miei limiti sopra riferiti c'è una storia d'amore politica che non riesco proprio a spiegarmi ed è quella tra il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ed il Sindaco di Grottaglie Ciro D'Alò.
Facciamo un passo indietro per comprendere gli eventi.
In esecuzione del piano di riordino della sanità regionale, il Presidente Emiliano ha deciso la chiusura dell'Ospedale San Marco di Grottaglie al fine di realizzare un risparmio economico da reinvestire in poli sanitari d'eccellenza.
Da studi di settore risulta che malgrado la chiusura di molti ospedali, la spesa sanitaria in Puglia invece di diminuire è aumentata a causa della domanda sempre crescente di medicinali e servizi da parte di una popolazione sempre più affetta da patologie gravemente invalidanti, se non addirittura mortali, come nel caso delle patologie oncologiche, la cui incidenza è assolutamente fuori da ogni grazia di Dio e da ogni media statistica nazionale.
Di conseguenza abbiamo la chiusura degli ospedali, la spesa sanitaria in aumento e una timida proposta di costruire un nuovo ospedale a Taranto, poi naufragata perché il sito scelto per la costruzione era assolutamente inadatto dal punto di vista statico e idrogeologico ad ospitare un edificio di grandi dimensioni.
Tutto ciò ha reso il Presidente Emiliano il nemico pubblico numero uno di un territorio popolato da gente che continua a morire di tumore, che invece di vedersi chiudere la acciaieria killer, si vede al contrario chiudere gli ospedali.
Tanto premesso, penso che il Presidente Emiliano piuttosto che continuare a passeggiare per le strade del nostro paese farebbe bene a riconquistare un briciolo di credibilità politica costruendo a Taranto un polo sanitario, con un reparto oncologico d'eccellenza e con un adeguato numero di posti letto e strutture, in grado, per dimensioni e qualità, di fare fronte alla marea di malati, che per la mera sventura di essere nati in questo luogo, si trovano nella necessità di doversi sottoporre a chemioterapia e radioterapia.
Dall'altra parte c'è il Sindaco di Grottaglie Ciro D'Alò che ha costruito il suo ampio consenso elettorale attraverso la creazione di format politici e comunicativi assolutamente innovativi ed incisivi, come mai era avvenuto nella politica locale.
Il movimento politico – culturale Sud in Movimento, la campagna elettorale all'insegna dello slogan “Grottaglie On” hanno fatto breccia nel cuore degli elettori dando a tutti l'idea di un rinnovamento possibile basato sulla passione di una classe dirigente giovane e con le idee chiare, a volte un po' fanatica, ma sicuramente più credibile rispetto alle macerie politiche lasciate dal Partito Democratico dell'ex Sindaco Ciro Alabrese.
Allo stato dei fatti il Sindaco D'Alò è un vincente che gode della fiducia del proprio popolo e proprio per questo, messe da parte le dinamiche della tifoseria politica, viene spontaneo porsi delle domande a cui in perfetto stile socratico probabilmente sarà impossibile rispondere, ma che è comunque bene fare per stimolare la riflessione.

Perché un Presidente di Regione continua a passeggiare infruttuosamente in un territorio avverso ed un Sindaco vincente continua a perdere consensi continuando ad ospitare in pubblico un Presidente di Regione tanto odiato?

L'unica risposta possibile è che entrambi mirino a conseguire un vantaggio politico personale, ma quale vantaggio potrà mai nascere da un simile amore proibito?
La lettera scarlatta ormai contrassegna i due amanti in modo indelebile, e malgrado questo, vedendoli sorridenti insieme, passeggiando mano nella mano tra la folla grottagliese sembra quasi di assistere alla messa in scena di un amore impossibile, un’ amore che non accetta restrizioni, un amore che vuole manifestarsi in pubblico per puro orgoglio d'amore, esattamente come quando due amanti, stanchi della clandestinità, decidono di fare outing comparendo in pubblico felici della propria incoscienza d'amore.
Quindi signori miei, delle due l'una, o riconduciamo il rapporto Emiliano-D'Alò nell'ambito della narrativa Harmony, come anche avrebbe potuto essere se ci fosse stato ancora Vendola alla Regione, oppure dobbiamo cercare di afferrare le trame politiche sottese a questa vicinanza incomprensibile.

Qualcuno parla di mire regionali del nostro Sindaco, ma vi sembra realmente credibile una tale spiegazione? D'Alò non ha una utilità politica tale da poter ambire ad un assessorato regionale dall'alto, così come è successo a Cosimo Borraccino, o forse sì?
Certo è che tale utilità politica potrebbe costruirsela sul campo esportando al di fuori dei confini comunali il format Sud in Movimento con il sostegno del Presidente Emiliano, che in questa unione potrebbe essere correttamente inteso come un coltivatore in vitro di forze politiche utili da usare nella prossima campagna elettorale regionale.
Di certo i due a Grottaglie non prenderebbero molti voti, ma sull'intero territorio regionale le dinamiche sono diverse, le storie di sofferenza e morte legate alla acciaieria diventano più sfumate, in ambito regionale c'è bisogno di novità, di nuove forze politiche che vadano a svecchiare la figura di Emiliano, che gli diano nuova linfa e vitalità, una nuova vernice fiammante a coprire il vecchio motore diesel di sempre.

Cosa serve ad Emiliano per essere riconfermato Presidente della Regione Puglia nel 2020? Innanzi tutto deve scongiurare il rischio primarie, superare le resistenze interne al PD e alle altre forze di sinistra che vorrebbero che si mettesse da parte, e questo lo può fare contando sulle sue sole forze perché allo stato non ci sono nomi papabili alla sua successione e poi si sa, Emiliano è un gladiatore politico, un uomo di destra che sguazza nella sinistra e proprio per questo con metodo e decisione riesce sempre a imporsi nelle dinamiche di partito, ma poi?
Può Emiliano proporsi all'elettorato con quell'accozzaglia di forze politiche diverse che compongono la sua Giunta attuale, messe insieme al solo scopo di creare la stabilità per giungere a fine mandato politico?
Non sarà mica che il format Sud in Movimento è piaciuto al talent scout Emiliano e vuole portarsi D'Alò come alleato nella futura campagna elettorale?
Tutto ciò sarebbe bellissimo. Due uomini di spessore finalmente uniti per il bene della Puglia.
Ma noi? Noi di Grottaglie non siamo Puglia? Noi di Grottaglie non abbiamo diritto ad avere un ospedale dove curarci? Noi della provincia di Taranto non abbiamo diritto a vivere senza respirare polveri sottili che ci procurano tumori mortali e gravissime deformazioni nei feti dei nascituri? Non siamo Puglia noi? La nostra voce non conta niente in possibili strategie politiche regionali?
Queste sono domande a cui è impossibile dare una risposta, anche perchè attualmente nulla di tutto ciò esiste. Ma farsi delle domande è utile per comprender la realtà.
Quindi, se quello a cui assistiamo è l'amore tra due uomini politici forti e virili, ben venga il loro amore, ma se questo amore è il preludio di una nuova alleanza, sappiano entrambi che il popolo di questa terra non approverà mai una unione di fatto da cui non nasca un polo oncologico d'eccellenza adeguato alle esigenze sanitarie imposteci dalla politica.
Per la chiusura della acciaieria ce la vedremo con la politica nazionale, ma nel frattempo chiediamo solo il favore di non proporci più questo valzer d'amore sul corpo dei nostri defunti uccisi dalla politica.
Per il resto: auguri e figli maschi. Sempre che ci sia ancora un reparto di ostetricia per accogliere le nuove vite, meglio di come altri reparti si dà il commiato alle vite che si spengono.

Rate this item
(0 votes)

Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

Oraquadra.info è ospitato sui server di Register.it Spa

Foro competente: Taranto

Direttore: Arcangela Chimenti D'Amicis alias Lilli D'Amicis

Editore: SocialMedia APS

Legal Advisor: avv. Michela Tombolini

Web Master: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , d.ssa Valentina D'Amuri

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione per le sue funzionalità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. .

  Accetto i cookies da questo sito web.
EU Cookie Directive plugin by www.channeldigital.co.uk