APERTAMENTE. Fino a quando abbiamo saputo di avere un passato? di Anna Maria Isastia

Anna Maria Isastia - professoressa di Storia Contemporanea presso Sapienza Università di Roma e Past Presidente Nazionale presso Soroptimist International d'Italia 05 Gen 2020
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Nei cascinali e nelle case borghesi si raccontavano le storie ai più piccoli. Tutti sapevano che c’era stato un passato, vivevano un presente e sognavano un futuro. La rivoluzione digitale ha abolito il passato e fa l’elogio dell’ignoranza. A che serve studiare se le risposte alle tue domande le trovi pronte sul web?
Avere studiato, avere competenze, avere esperienza è considerato inutile.
Il tempo della rete è l’eterno presente; la storia non esiste. Quello che è successo in passato non ci riguarda più perché è successo ad altri, in un altrove senza tempo e senza spazio. Non si capisce che quel passato condiziona il nostro presente e condizionerà il nostro futuro.
Fa impressione in questi giorni toccare con mano la distanza profonda tra le vicende tragiche che condizioneranno la nostra vita nei mesi futuri e il silenzio dei nostri politici (uomini e donne). Non sanno cosa dire perché non capiscono cosa sta succedendo e forse non si rendono neanche conto della loro inadeguatezza.

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