APERTAMENTE. Dell’obiettività dell’informazione: #impopolare nell’era 2.0 Featured

In questi giorni la cronaca locale è stata interessata dalla notizia sul fatto che il Comitato tecnico provinciale abbia dato parere positivo all'innalzamento del Terzo Lotto della discarica di La Torre Caprarica a Grottaglie, decisione grave che coinvolge direttamente tutti i comuni adiacenti.

Siamo tutti d’accordo che la discarica debba essere fermata nella sua espansione (verticale, orizzontale, ecc.) e possibilmente chiusa, ma la complessità della situazione – ed anche interessi economici di non poco conto – ad oggi impediscono ciò che avvenga.
La vicenda è stata ampiamente documentata sul social network più seguito grazie anche alle riprese video della giornalista Lilli D’Amicis che ha diffuso sia la conferenza stampa voluta dal Presidente della Provincia Tamburrano e la successiva intervista, sia la conferenza stampa del Sindaco di Grottaglie D’Alò. I quotidiani locali – la stampa ufficiale ed autorizzata – ne hanno dato ampia diffusione e divulgazione. Tra l’altro nella rete sono facilmente rintracciabili anche il documento riepilogativo contenente le tappe dell’istanza ed il documento del parere sull’innalzamento stilato dal Comitato tecnico provinciale (CTP). Il lettore attento che vuole informarsi per capire, già con i mezzi sopraindicati potrà farsi un’idea precisa ed una valutazione attenta delle responsabilità. Chi scrive propende che le responsabilità oggi siano ripartite in 51 e 49 percento, e districarsi tra le norme non è dote comune ai più. Anche tra gli attori primari si nota una certa confusione nell’interpretare le complesse norme, pertanto si invitano costoro – Presidente della Provincia e Sindaci del comprensorio ove è ubicata la discarica in questione – di incontrarsi e colloquiare, perché quello che viene prepotentemente alla luce dopo essersi documentati è proprio questo: mancanza di comunicazione seria tra i rappresentanti delle istituzioni attrici.
Si assiste ad una sorta di strumentalizzazione della vicenda, con anche forme populistiche, a scapito della buona fede dei cittadini perché a prescindere la buona intenzione di limitare/chiudere la discarica, le norme comunque vanno rispettate poiché siamo in uno Stato di diritto. Una strumentalizzazione messa in campo, che a campagna elettorale chiusa, non si comprende a chi possa giovare.
Nella vicenda esposta ha destato clamore il diniego ai Sindaci di partecipare alla conferenza stampa tenuta dal Presidente della Provincia, anche se poi si è saputo che nella conferenza erano presenti – imboscati chissà in quale veste - due rappresentanti del movimento politico di appartenenza del sindaco di Grottaglie.
Ma il fatto che ha destato maggiore clamore è stato l’impedire al Consigliere Provinciale di accedere nel palazzo dell’ Istituzione che egli stesso rappresenta. Vicenda gravissima che potrebbe sfociare in un illecito penale da parte del Presidente della Provincia - se vera e così confermata nei fatti esposti – pertanto, non si comprende la mansuetudine rassegnazione con cui è stato accettato questo impedimento da parte dell’ interessato consigliere provinciale. Si fa notare che al quinto piano dello stesso palazzo dove è ubicata la Provincia (quarto piano) è presente la Prefettura, con un proprio comando di polizia, con compito generale di garantire l'esercizio coordinato dell'attività amministrativa degli uffici periferici dello Stato e vigilare sulle autorità amministrative operanti nella Provincia, oltre ad esercitare rilevanti funzioni proprie nel campo dell'ordine e sicurezza pubblica. Il lettore attento e maturo trarrà le proprie conclusioni.
Sfogliando internet per documentarsi meglio su tutta questa vicenda quasi paradossale, ormai strumentalizzata da tutti i colori politici, ci si imbatte in articoli inerenti la questione pubblicati per un giornale online dove l’autore – guarda caso un partecipante alla sopracitata conferenza stampa – dimentica spesso e facilmente il concetto di obbiettività dell’informazione. Ovvero gli articoli scritti sono colmi di una faziosità esasperata che non fa bene al giornalismo – chi li ha scritti però non è un giornalista – e contrastanti con l’etica del vero giornalista, che impone anzitutto la ricerca della verità la quale, come evidente, è difficilmente raggiungibile se si parte da una posizione partigiana. C’è sempre un cordone ombelicale pericoloso e mai tagliato di netto che lega lo pseudo (non solo) giornalismo alla politica. E’ una relazione pericolosissima, da dove il buon giornalista fugge sempre.
Si consiglia al forse aspirante giornalista di documentarsi adeguatamente sui diritti e doveri del giornalista espressi in particolare all’articolo 2 della legge 69 del 3 febbraio 1963 che recita: “… ed è loro obbligo [giornalisti] inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.” Perché l’obiettività è l’arma dei giornalisti per difendere la propria autonomia, il proprio ruolo e il proprio prestigio nella società. Ferruccio De Bortoli (giornalista, ex direttore Corriere della Sera e del Sole 24 Ore) nel giugno del 2003 scriveva: “Cos’è un giornale? Un’istituzione di garanzia impegnata a ragionare sui fatti senza le lenti delle ideologie o delle appartenenze”.
Ma l’essere sopraffatti dal proprio egotismo vuol dire anche voler esercitare professioni non proprie ed inciampare maldestramente tra le proprie righe.

Ciro Urselli
#impopolare

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