APERTAMENTE. Di Imma Trani: Ambito n. 6 - Piano sociale di zona 2018 -2020 quando il lavoro di gruppo funziona

Imma Trani - dottoressa in legge esperta di problematiche sociali 17 Apr 2018
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Un gruppo di lavoro sinergico di cittadini che in forma singola e/o associata ha reso il proprio contributo a favore dell’ambito n.6 nella redazione del Piano Sociale di Zona 2018 -2020.
Il 15 aprile 2018, si è conclusa la fase propedeutica alla redazione del Piano Sociale di Zona 2018-2020 per l’Ambito n.6, avente Grottaglie come comune capofila.
In conformità a quanto previsto dal IV Piano delle politiche sociali 2017 – 2020, approvato con Del. G.R. n.2324 del 28.12.2017, ogni Ambito territoriale è tenuto nella fase di programmazione per la stesura del proprio Piano sociale di zona ad avviare un percorso partecipato con le organizzazioni del terzo settore.
La partecipazione attiva dei cittadini alla realizzazione del sistema integrato di sevizi è rinvenibile anche nella legge regionale n.19 del 2006 che ha disegnato per il Piano Regionale delle Politiche Sociali un sistema di welfare plurale con responsabilità ed obiettivi condivisi tra i diversi attori sociali ed istituzionali, nel Regolamento Regionale n. 4/2007 che ha definito nel dettaglio modalità e strumenti di garanzia e nella legge n. 3/2001 di rilevanza costituzionale attraverso cui si sostanzia il principio di sussidiarietà. Quest’ultimo è una forma di esercizio della sovranità popolare, che allarga la titolarità dell’azione finalizzata all’interesse collettivo, ai cittadini e alle loro organizzazioni, chiamandole ad un ruolo di responsabilità rispetto a se stessi e alla propria comunità.
Alla luce dei principi di diritto sopraenunciati, con avviso pubblico del 14.3.2018, i Comuni dell’Ambito Territoriale n° 6 e l’A.S.L/TA - Distretto Socio-Sanitario n° 6 – hanno stabilito la costituzione dei Tavoli Tematici invitando i cittadini in forma singola e/o associata a rendere il proprio contributo alla costruzione di una rete sociale.
Gli incontri sono stati convocati nelle giornate del 21, 23 e 26 marzo u.s. e suddivisi per aree tematiche: 1) servizi Educativi per l’Infanzia, Minori, Famiglie e Contrasto alla violenza di genere; 2) Anziani, Disabilità, Salute Mentale e Contrasto alle Dipendenze; 3) Welfare d’accesso, Povertà, Immigrazione, Inclusione Lavorativa.
In tale sede, numerosi cittadini, professionisti, associazioni, organizzazioni di volontariato e cooperative hanno costituito tre gruppi di lavoro affinché la loro partecipazione alla redazione del programma non si riducesse al mero adempimento di un precetto amministrativo previsto nell’ambito di una procedura formale. Pertanto, ponendo a disposizione della collettività le proprie competenze, dopo aver approfondito le direttrici di intervento disposte dalla Regione Puglia, gli stessi hanno redatto un documento formale depositato in data 13 aprile 2018 presso l’Ufficio di Piano.
In esso, vengono illustrati i bisogni dell’utenza, le criticità dei servizi offerti sul territorio e le proposte progettuali corredate dalle previsioni di spesa che il Coordinamento Istituzionale insieme alla ASL competente e all’amministrazione provinciale, in seno alla Conferenza dei Servizi, potrà utilizzare come supporto per la redazione del nuovo Piano Sociale di Zona 2018 -2020.
In particolare, il Tavolo n.1 inerente famiglie, minori e contrasto alla violenza di genere ha riscontrato che le situazioni di disagio più ricorrenti nel nostro territorio sono legate alla crisi di coppia e al giudizio separativo, alle carenze delle capacità genitoriali, alle difficoltà economiche e/o culturali delle famiglie, al percorso adottivo, all’abuso di minori all’interno della famiglia, o violenza “assistita” agita da un genitore ai danni dell’altro, all’evasione scolastica, alle difficoltà di apprendimento e nel comportamento scolastico, ai minori stranieri non accompagnati e a quelli segnalati per episodi di devianza e imputati a processi penali.
Sulla base di tali premesse e considerazioni, in coerenza con gli interventi a diretta titolarità regionale, i partecipanti hanno convenuto che l’ambito n. 6 fornisce prevalentemente servizi educativi di base a favore delle famiglie (come scuole materne e asili nido – anche essi in sofferenza a causa della mal gestione delle risorse nell’ultima triennalità).
Al contrario, i comuni sono totalmente sprovvisti di: un Centro di Ascolto per le famiglie e/o dei servizi di sostegno alla genitorialità con prestazioni qualificate, servizi di mediazione dei conflitti e spazio neutro, che siano di supporto a quelli offerti dalla rete consultoriale e lavorino in modo sinergico con gli assistenti sociali.
Con riferimento al contrasto alla violenza di genere, è emersa una scarsa campagna di sensibilizzazione al tema, l’assenza di rete tra i servizi preposti a fornire sostegno alle donne vittime di violenza e la mancata previsione di un percorso rieducativo a favore del maltrattante.
Invece, nel tavolo inerente la disabilità e anziani, la difficoltà principale è stata riscontrata in materia di cure domiciliari. Infatti, i criteri di ripartizione relativi alle spese previste per le prestazioni di I, II e III livello, risultano insufficienti e inefficaci e la Regione ha previsto una distribuzione dei costi tra ASL e Ambito che ridurranno le famiglie dei malati a condizioni di ulteriore difficoltà in termini assistenziali.
In materia di integrazione dei disabili, il personale qualificato è scarso, i percorsi a sostegno delle famiglie nella gestione dei minori affetti da DSA e disturbo dello spettro autistico sono quasi assenti e mancano corsi di formazione a favore dei docenti della scuola dell’infanzia e primaria che riducano il preoccupante fenomeno della dispersione scolastica.
Non meno importante l’assenza di uno sportello socio-sanitario che, svolgendo le funzioni proprie dell’unità di valutazione medica da parte dei servizi sociali, sia in grado di fornire più prestazioni a favore degli anziani al fine di avviarli verso un percorso di autonomia, differente da quello fornito dalla casa di riposo a regime residenziale.
Alla luce di tutte queste problematiche, è ammirevole la sinergia di gruppo che si è costituita tra i partecipanti ai tavoli di lavoro, i quali non perdendosi d’animo, pur in assenza di una idea delle risorse finanziarie che la Regione porrà a favore del nostro ambito, per amore dei propri cari e del territorio, nell’ottica propositiva di suggerire agli organi istituzionali le possibili soluzioni alle criticità rilevate hanno depositato oltre venti proposte progettuali.
Un doveroso ringraziamento a: Futura Rudiae, Isola che non c’è, Spazio e Psiche, dott.ssa Teresa Aurelio, Centro di mediazione - Il Girasole, dott.ssa Lucia Esposito, Circolo Arci di Grottaglie, Laboratorio Urbano di Grottaglie, Social Lab, Centro Ascolto Maltrattanti “Dalla parte del lupo” di cooperativa C.R.I.S.I. S.c.a r.l. ONLUS, Vite da Colorare - associazione jonica malattie rare e neurologiche gravi, Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma, Associazione Autismiamo, A.p.s. PACHA MAMA, Cooperativa DAST onlus, Dott.ssa Amelia Trani e Ass. Babele che hanno fornito il proprio contributo al fine di promuovere e raggiungere obiettivi di benessere sociale e socio-sanitario nella comunità.
Ovviamente, questa è solo la fase di programmazione del Piano sociale di Zona e gli stessi attori del territorio hanno già fissato i prossimi appuntamenti nella fase esecutiva del piano quando, in qualità di componenti della Cabina di Regia, attraverso i propri referenti, assolveranno al proprio compito di monitoraggio e valutazione in itinere degli interventi e dei servizi realizzati.

 

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