Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Ostuni - Items filtered by date: Martedì, 12 Giugno 2018

SCIENZE BIOSANITARIE AL LICEO MOSCATI. Cultura scientifica, ricerca e attività sul campo

Nel corso dell’anno scolastico appena terminato, l’offerta formativa del Liceo Moscati si è arricchita del percorso triennale “Scienze biosanitarie”. Un gruppo di 24 studenti, tutti di eccellenza, frequentanti il terzo anno del liceo scientifico tradizionale e scientifico opzione scienze applicate, interessati e motivati, si è cimentato nel primo anno di questo impegnativo percorso, tra formazione d’aula ed esperienze “sul campo” grazie alle apprezzatissime collaborazioni con il WWF di Taranto e del CNR-IAMC di Taranto che hanno profuso conoscenze e professionalità.

Il progetto “Scienze biosanitarie” si presenta come un percorso didattico innovativo e flessibile, a valenza triennale, nato dalla volontà dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Anna Sturino di potenziare la preparazione scientifica e l’acquisizione di competenze consolidate, ideato e realizzato e coordinato dalla docente di Scienze Naturali referente, prof.ssa Anna Rita Brunetti, in collaborazione con esperti esterni operanti sul nostro territorio. Il progetto coniuga tre aspetti fondamentali e complementari dell’attività didattico-formativa -orientamento in uscita, potenziamento di competenze e conoscenze scientifiche e alternanza scuola lavoro- ed indaga sullo stretto rapporto tra ambiente e salute, al fine di rendere gli studenti pienamente coscienti di tale indissolubile rapporto e consapevoli che solo una visione ecosistemica del problema della salute umana può consentire la possibilità di soluzioni nel medio-lungo periodo. L’ambiente infatti influenza la salute umana in vari modi, positivi e negativi: mentre gli inquinanti, il rumore e altre forme di degrado ambientale possono essere dannosi, poter accedere ad ambienti naturali e di qualità è di grande aiuto per il benessere fisico e mentale dell’uomo. Sempre più determinate risulta, quindi, il ruolo della ricerca scientifica sempre più concentrata sugli effetti congiunti che i fattori ambientali e gli stili di vita hanno sulla salute umana, perché la loro combinazione sta riducendo sia durata che benessere della vita.

Le attività

La fase di formazione d’aula, tenuta dalla prof.ssa referente ed arricchita da spunti didattici innovativi e stimolanti, ha gettato le basi di una conoscenza trasversale allo studio scientifico che normalmente si svolge a scuola, abbracciando, per questo primo anno le tematiche ambientali ed ecosistemiche ed implementando gli strumenti cognitivi dei discenti per le attività “sul campo”.

Con i preziosi contributi degli esperti del WWF di Taranto – Lilia Candida, dr.ssa Ph. D. Student Roberta Trani dr. Marco D'Errico, ing. Marco Ontino - e della docente interna prof.ssa Anna Rita Brunetti, infatti, i giovani scienziati del Liceo hanno avuto la possibilità di esplorare e studiare l’ecosistema terrestre e marino nel corso di tre interessantissime uscite sul campo. Da un'esperienza full immersion nella natura ricca di biodibersità della Gravina di Riggio, all’esplorazione dei sentieri del Mar Piccolo, fino alla visita all’area SVTAM, vedere, toccare, annusare e sentire la natura ha coinvolto i ragazzi in un interessantissimo percorso didattico volto alla scoperta, all'osservazione e al riconoscimento delle principali specie vegetali (lentisco, mirto, cisto, boccione maggiore, camomilla, aglio orsino, borragine, Glasto comune, acanto, Barba di becco violetta, cardo lanaiolo, salicornia) che costituiscono la vera ricchezza del nostro territorio, con la loro rigogliosa vegetazione autoctona che si fa strada tra gli aggiornamenti di roccia calcarea, all’incontro con le più caratteristiche specie animali terrestri e marine (ortotteri, aracnidi, cormorani, pendolini, gheppi, corvi imperiali, Macaoni) alla stupenda vista, che si apre tra le piante fiorite di acanto, sui caratteristici allevamenti di "cozza Tarantina", l'oro nero di Taranto tra i citri del Mar Piccolo. I ragazzi, sempre più coinvolti e partecipi attivamente, ma anche consapevoli dell’enorme patrimonio di biodiversità del nostro territorio, hanno potuto toccare con mano i diversi ecosistemi naturali e comprendere anche come l'ecosistema urbanizzato possa fondersi con l'ambiente naturale e dare come risultato uno splendido esempio di ricchezza ecosistemica incontaminata, sia marina che terrestre. Nel laboratorio del Liceo, poi, gli studenti hanno potuto cimentarsi nell'estrazione e realizzazione degli olii essenziali di timo (Thymus vulgaris) e rosmarino (Rosmarinus officinalis) raccolti in escursione.

Nei laboratori del Liceo, inoltre, guidati dagli esperti del Talassografico di Taranto (CNR- IAMC) dr.ssa Manuela Belmonte e dr. Giuseppe Denti, insieme con la dott.ssa Carmela Caroppo e dott.ssa Magda di Leo, gli studenti, nel corso di re incontri interessantissimi hanno lavorato su due fronti: mani in pasta per toccare, riconoscere e manipolare alcuni organismi marini del benthos come echinodermi (ricci e stelle marine), oloturie, alghe verdi, rosse e brune, policheti e piccoli crostacei e, d'altra parte, occhi incollati al microscopio! per lasciarsi affascinare dalle bizzarre forme degli organismi planctonici. I giovani scienziati sono stati tutti particolarmente entusiasti per aver potuto utilizzare i microscopi - per alcuni di loro è stata la prima volta - e molto partecipi nei lavori di gruppo per l'organizzazione, elaborazione e tabellazione dei dati raccolti in fase di studio, attività che hanno poi portato alla presentazione di lavori finali in power point. Gli studenti al centro dell’azione formativa, quindi, seguendo la mission del Liceo di “intersecare le competenze disciplinari e di cittadinanza al fine di permettere la piena realizzazione dello studente quale attore del suo processo attuale ma anche del suo futuro umano e sociale.

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TORNA LA PIU’ IMPORTANTE BATTAGLIA MEDIEVALE D’ITALIA
Imperdibile appuntamento di rievocazione storica nei giorni 16 e 17 giugno sul mar Piccolo di Taranto.

Accampamenti, soldati, visite guidate, degustazioni e l’atteso scontro: presentata l’undicesima edizione de “La Battaglia dell’XI secolo tra Normanni e Bizantini”, in programma sabato 16 e domenica 17 giugno a Taranto ( località “I Battendieri”, sp Circummarpiccolo).
Sulle sponde del mar Piccolo e del fiume Cervaro, attraversando i percorsi dell’antica via Appia, sarà possibile scorgere uomini, armi e armature, assistere alle fasi di preparazione di una vera guerra, ammirare l’artigianato dell’epoca, infine festeggiare con i vincitori. Torna la grande rievocazione storica promossa dall’associazione culturale “I Cavalieri de li Terre Tarentine”, con rievocatori in arrivo da Puglia, Calabria, Sicilia, Lombardia, Abruzzo, Lazio, Campania e dalla Bulgaria.
I dettagli sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa alla presenza del presidente dell’associazione Vito Maglie e dell’assessore comunale all’ambiente Francesca Viggiano.
Il primo giorno (apertura accampamento alle ore 16.30 e inizio alle 18.30) sarà possibile assistere ad uno scontro tra le truppe Bizantine a difesa del territorio e l’esercito Normanno, la domenica (stessa ora) all’arrivo del generale bizantino Mariarcha e del suo esercito imperiale che riuscirà ad intercettare i Normanni e sconfiggerli. Il tutto con la voce narrante dell’attore Giovanni Guarino.
Un luogo unico che, nei due giorni di evento, vedrà impegnati nell’accoglienza 25 ragazzi dell’Istituto Pitagora nell’ambito di un progetto di alternanza scuola-lavoro sostenuto dalla dirigente Nadia Bonucci, con la collaborazione della professoressa Enza Tomaselli. Sabato 16, invece, alle ore 16, sarà possibile prendere parte alla visita guidata a cura dell’associazione Nobilissima Taranto presieduta da Nello De Gregorio (appuntamento:Convento dei Battendieri, per chi assiste alla Battaglia contributo di 2 euro) alla scoperta delle meraviglie geologiche della zona, come i collassi che hanno determinato l’attuale formazione del mar Piccolo. Nella manifestazione- che raccoglie migliaia di appassionati tra giovani, famiglie e bambini- si fondono cultura, spettacolo e promozione turistica e, da quest’anno, anche gastronomia (sarà possibile degustare prodotti tipici dai sapori medievali) e un’attenzione alla birra artigianale, con la creazione della “Birra della Battaglia” su iniziativa congiunta dell’associazione e dell’esperto Espedito Alfarano.
La rievocazione storico-medievale, considerata la più rappresentativa e importante d’Italia, vuole però anche andare oltre, nella consapevolezza che questo tipo di iniziative possano rappresentare un attrattore culturale identitario dei beni immateriali, nella progettazione integrata e coordinata per uno sviluppo sostenibile, come è stato spiegato nel corso di un convegno, alla presenza di Fulvio Iurlaro responsabile progetto Taras, della professoressa Silvia De Vitis e di Maria Koutra, presidente Comunità Ellenica Maria Callas di Taranto.

Ingresso 5 euro una giornata, 8 euro due giornate, bambini sotto i 10 anni gratis). Info 338.4087801 oppure facebook “La Battaglia dell’XI secolo”. La rievocazione è patrocinata da Regione Puglia, Comune e Provincia di Taranto, partner Comunità ellenica Maria Callas e FCCEI, supporto Associazione Convento dei Battendieri.

ASSOCIAZIONI PARTECIPANTI:
I Cavalieri de li Terre Tarentine, Taranto (team leader ed organizzatore principale)

Historia, Bari;
Militesfederici II, Oria (Brindisi);
Imperiales Federici II, Foggia;
StirpisLongobardorum, Milano.
GenslaLangobardorum, Salerno;
Amici del Medioevo, Manfredonia (Foggia);
La Durlindana, Massafra (Taranto);
Rosa e Spada, Napoli;
I Cavalieri del Giglio, Nocera Inferiore (Salerno);
Lupo errante, Montesilvano (Pescara);
MilitiaBuxenti ,Caselle in Pittari (Salerno);
ExercitusViscardi, (Br) The Vikings, Italy;
ComitesNormannoruma.s.d. Reggio Calabria;
Drengot’sArmy, Napoli;
La Compagnia del Drago, Villa S.Giovanni (Reggio Calabria);
Società d’Arme MilitiaFretensis, Messina,
Milites Trinacrie Modica (Ragusa);
Tislanders, Catanzaro Lido (Catanzaro);
Compagnia Ferro e Fuoco, Catania;
Association of Free Re-enactors – Bourgas, Bulgaria;
Impuratus, Bitonto (Bari);
Ars Ludica Rievocativa, Bari;
Accademia Medioevo, Lanuivio (Roma);
NumerusItalorum, Italia;
The VikingsItaly;
Sagitta Barbarica, Angera (Varese)
AetateEquites, Motta S.A. (Catania)

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Chiusura redazioni Matera, Brindisi e Barletta de La Gazzetta del Mezzogiorno. Vico e Antezza (Pd): “Una scelta che indebolisce la rappresentatività dei territori”

Lascia al quanto perplessi la decisione de La Gazzetta del Mezzogiorno di chiudere le redazioni di Matera, Brindisi e Barletta, proprio in occasione dell’importante traguardo del 130° anniversario dalla fondazione della testata giornalistica. Una scelta che nuoce gravemente alla rappresentatività dei territori in questione. La chiusura di redazioni che hanno fatto la storia di quelle province, non può che indebolire la già precaria situazione dell’informazione.

Cassare l’ufficio di redazione di una città come Matera, che sta vivendo i preparativi che la porteranno ad essere Capitale europea della cultura nel 2019, pone l’obbligo di interrogarsi sulla linea che l’editore sta intraprendendo. Perché indebolire un territorio che si appresta ad affacciarsi sul panorama internazionale? Perché limitarne il potenziale sminuendo e complicando la capacità di diffusione delle notizie?

Chiudendo le redazioni di Brindisi e Barletta, inoltre, si lasciano scoperte due province pugliesi che necessitano di visibilità.

Esprimiamo solidarietà a tutti i giornalisti che in questi anni hanno garantito l’informazione sul territorio. Sappiamo che nessuno sarà licenziato. Ma certamente le condizioni lavorative non potranno essere garantite com’è accaduto fino ad ora. Ci saranno giornalisti trasferiti nelle redazioni più vicine e chi, invece, verrà spostato al tele-lavoro. Come ovvio, però, questa non rappresenta una modalità lavorativa tra le migliori, soprattutto per affrontare periodi di cruciale importanza come quello che sta per vivere Matera.

Chiediamo, quindi, all’editore di ripensare alle sue scelte e di non dimenticare la centralità di quei territori.

 

Maria Antezza

Ludovico Vico

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Nell’ottica di partecipazione al bando POR Puglia 20 4-2020 in riferimento all'Asse prioritario VI “Tutela dell’Ambiente e promozione delle risorse naturali e culturali”, Azione 6.6. “Interventi per la valorizzazione e fruizione del patrimonio naturale” è in coerenza con l’Obiettivo specifico 6.f “Migliorare le condizioni e gli standard di offerta e fruizione del patrimonio nelle aree di attrazione naturale”. l’amministrazione comunale ha promosso un percorso di progettazione partecipata lo scorso 5 giugno in cui sono stati individuati dai presenti, punti critici e punti di forza sui quali andare a lavorare in sede di progetto. La partecipazione al bando infrastrutture verdi non fa altro che andare ad innestarsi all’interno di un bando precedentemente vinto sulla rigenerazione urbana ammesso a un finanziamento di 3,5 milioni di euro e che mira a rigenerare aree con situazioni di degrado urbanistico, sociale economico e riqualificare il patrimonio esistente come strumento di rinascita culturale. Anche in quel caso c’è stato un percorso di condivisione ad ampio raggio che ha dato modo a tecnici, professionisti e amministratori di esprimersi sull'argomento. Data la massiccia presenza di tutti gli stakeholders siamo convinti, come amministrazione, che il cambiamento preannunciato si sta concretizzando grazie ad una comunità che ha voglia di sentirsi parte attiva di un progetto e che ha voglia di cambiare e di rigenerarsi.
Un decennio di totale abbandono delle politiche urbane della città. C’è molto da fare – afferma il capogruppo della lista Rigenerazione, Gabriele D’Abramo (foto) – ma, dando spazio a proposte e forme di collaborazione nelle quali siano i cittadini stessi a ridare anima alla città, il territorio potrà finalmente rinascere. Si tratta di un vero e proprio percorso culturale, più che tecnico, un diverso modo di concepire e progettare la qualità della vita cittadina.

 

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Si è conclusa con un buon risultato, in termini di beneficenza, la manifestazione di solidarietà "Insieme per il bene comune", che l'associazione pizzaioli professionisti (guidata a livello provinciale dal grottagliese Domenico Rossini) ha organizzato nello stadio D'Amuri di Grottaglie (Taranto) e in piazza Unicef. Sono stati raccolti 4.450 euro, l'intero incasso degli ingressi allo stadio. La somma è destinata alle famiglie bisognose di Grottaglie, che vivono in stato di disagio e povertà. L'iniziativa è promossa in collaborazione con l'Epasss, il Comune di Grottaglie, l'Avis di Grottaglie, l'associazione Medici per San Ciro, l'associazione commercianti di Grottaglie, Uisp - Unione italiana sport per tutti e Lubla.
Giovedì 14 giugno, alle ore 18, nella pizzeria Grande Fratello (in via Partigiani Caduti 1, Grottaglie), si svolgerà, intanto, il torneo della pizza che vedrà in campo i ragazzi diversamente abili dell'Epasss e che avrebbe dovuto svolgersi nella giornata di "Insieme per il bene comune". Gli utenti dell'Epasss metteranno in pratica ciò che hanno imparato nel corso tenuto da Domenico Rossini sulla preparazione della pizza, dall'impasto, alla lievitazione e maturazione, alla scelta dei condimenti, alla cottura. Queste abilità saranno utilizzate in una competizione di "pizza classica". A seguire, ne "Lo Jazzu", area di Grottaglie recuperata dal degrado grazie all'impegno dei ragazzi dell'Epasss, si svolgerà una festa di fine evento.
Anche nell'edizione 2018 di "Insieme per il bene comune", si è svolto un quadrangolare della solidarietà "partita del cuore". In campo, si sono confrontate le formazioni della nazionale pizzaioli calciatori, dell'amministrazione comunale di Grottaglie, dell'Avis e del Centro diurno Epasss (con i ragazzi diversamente abili ha giocato anche il sindaco Ciro D'Alò). Il torneo è stato vinto dalla formazione dell'amministrazione comunale di Grottaglie. Il quadrangolare "giovanissimi", in cui si sono confrontate le formazioni Ars et Labor, Real Virtus, Azzurra e Asd Città di Grottaglie, è stato vinto, invece, dalla Real Virtus. In serata, momenti di spettacolo e il "pizza party", con l'esibizione, in piazza Unicef, dei pizzaioli professionisti nell'area vicina allo stadio. Testimonial dell'evento: Gianni Quirino Bekkalossi; cover band di Ligabue; esibizioni di Daniel's Dance School e Tita Zumba, presentati da Sandra Santoro. Il commento a bordo campo e la serata di presentazione è stato curato da Cosimo Sanarica (Kokò).
A sostegno di questa iniziativa, legati ai valori dello sport, hanno accolto con entusiasmo l'appello rivoltogli dall'a.s.d. Atletica Grottaglie, donando una t-shirt ed una canotta della Nazionale Italiana da loro autografata, rimarcando la loro vicinanza alle famiglie ed agli sportivi grottagliesi, due nomi di fama mondiale: Giacomo Leone, ultimo europeo (bianco) ad aver vinto, nel 1996, la maratona di New York. Ex Fiamme Oro (gruppo sportivo della Polizia di Stato), sesto alle Olimpiadi di Sydney nel 2000; oggi presidente del Comitato regionale pugliese della Federazione Italiana di Atletica Leggera; Ottavio Andriani, più volte azzurro ad Europei, Mondiali ed Olimpiadi; sesto tempo italiano nella distanza di maratona, con 2h 09'04", oggi responsabile regionale del settore mezzofondo della Fidal.
L'organizzazione di "Insieme per il bene comune" ringrazia l'Atletica Grottaglie e gli sponsor che hanno sostenuto la manifestazione, donando alcuni dei premi messi in palio nell'estrazione dei biglietti.

La raccolta di fondi per le famiglie disagiate, culminata nella manifestazione "Insieme per il bene comune" era già iniziata nei mesi scorsi. Sono state organizzate due cene della solidarietà, alla presenza di cittadini, istituzioni, referenti e membri delle associazioni del territorio, del volontariato e dello sport. I diversamente abili dell'Epasss, coinvolti nelle iniziative, hanno curato tutte le fasi delle serate: dalla preparazione delle pietanze (antipasti, primi, secondi, dessert), al servizio in sala.
"La parola d'ordine è stata stare insieme, condividere con i ragazzi dell'Epasss e con i cittadini questo momento di solidarietà e di integrazione sociale. Nel contempo, il nostro obiettivo, è stato, anche quest'anno, aiutare le famiglie di Grottaglie meno fortunate. A loro devolviamo l'intero incasso dei biglietti per l'ingresso allo stadio, entusiasti della partecipazione e del riscontro avuto dalla cittadinanza", ha dichiarato il responsabile provinciale dell'associazione pizzaioli professionisti Domenico Rossini. Elisabetta Attolino, coordinatrice del centro diurno Epasss di Grottaglie, ha spiegato che "anche soggetti che, generalmente, vengono considerati 'fruitori' di assistenza, possono essere considerati una risorsa per la comunità. Queste iniziative, come la cena e il corso per pizzaioli, sino alla competizione finale, sono il contributo dei ragazzi dell'Epasss all'evento di solidarietà. E' un'opportunità anche per vincere i pregiudizi che ancora ci sono nei confronti dei disabili".

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Anche la Cooperativa sociale “Noi e Voi” di Taranto partecipa al gruppo degli Organismi chiamati dalla Confcooperative ad erogare i servizi necessari per il buon funzionamento del campo di lavoro di Turi, struttura che in questo periodo ospita gli immigrati addetti alla raccolta delle ciliegie.

Il Comune di Turi, infatti, ha allestito un campo dotato di container, posti letto e servizi annessi per ospitare, per il periodo compreso tra il 21 maggio e il 30 giugno, 136 lavoratori immigrati stagionali adibiti alla raccolta delle ciliegie.

La Cooperativa sociale “Noi e Voi”, attiva da anni a Taranto per l’inclusione di soggetti svantaggiati, in particolare immigrati e detenuti, proprio per la sua esperienza e le buone capacità dimostrate, anche a Turi è stata chiamata ad erogare una serie di servizi organizzativi a supporto della complessa struttura ospitante i migranti.
Questa Cooperativa, la cui costituzione è stata promossa con lungimiranza anni addietro da Don Francesco Mitidieri, nonché ben presieduta da Antonio Erbante, sta svolgendo nel campo di lavoro di Turi un ruolo indispensabile affinché il complesso meccanismo organizzativo funzioni a dovere.
L’esperimento avviato a Turi è certamente interessante, considerato che si tratta di attività manuali agricole per le quali è difficile reperire disponibilità di mano d’opera italiana, e che consentono di collocare gli immigrati pronti ad effettuarle in una luce diversa: non più ospiti mantenuti – spesso sgraditi – ma lavoratori utili alla nostra società.
Peraltro garantisce agli immigrati in ambito agricolo condizioni di vita dignitose che, come testimoniato da recenti episodi di cronaca, in strutture abusive purtroppo non sussistono; le notizie che si susseguono sono confortanti circa il buon esito dell’iniziativa, che si auspica possa avere continuità.

 

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Dal 23 giugno al 30 settembre a Grottaglie (TA), famosa ‘città della ceramica’, la grande esposizione. La Terra l’elemento che ha dato vita ad una selezione di grande impatto per dimensioni e forza espressiva.
Una giuria internazionale decreterà i due vincitori

Provengono dalla Germania, dal Regno Unito, dall’Israele, dagli Stati Uniti, dalla Turchia, dalla Ucraina, dalla Serbia e dall’Italia, alcune delle 46 opere esposte per la Mostra della Ceramica 2018 a Grottaglie (TA) da sabato 23 giugno a domenica 30 settembre 2018.

Ed è la Terra l’elemento che ha unito le mani di tutto il mondo per dar vita ad una selezione di opere di grande impatto, straordinarie per dimensioni e forza espressiva, installate presso le sale dell’Antico Convento dei Cappuccini, da poco restituito alla collettività.

La Mostra della Ceramica, nata nel 1971 a Grottaglie (TA) - una delle città della ceramica, unica al mondo per il suo quartiere interamente dedicato alla produzione di questo tipo artigianato (50 botteghe) e che sorge su una gravina - rende omaggio all’artigianato ceramico, quale elemento essenziale della storia identitaria della città che da secoli riesce a trasformare la terra in opere d’arte.

 Da due anni l’esposizione si è allargata al mondo e si configura nel panorama artistico contemporaneo come un vero e proprio trampolino di lancio per gli artisti nazionali ed internazionali.

“TERRA identità, luogo, materia” è il titolo di quest’anno, un tema simbolico che vuole accogliere valenze diverse: terra intesa come luogo condiviso da tutti dove l’argilla, elemento primordiale, unisce il mondo e l’uomo, un posto dove tutti possono viverci in armonia perché l’arte rende liberi di stare l’uno accanto all’altro in perfetta armonia. Terra come luogo di accoglienza ma anche come materiale di partenza, l’argilla, il territorio caratteristico di Grottaglie (TA), quella che ha dato origine alla sua tradizione ceramica, che ne ha modellato storia e identità.

 

Una giuria internazionale, proveniente da diverse esperienze nel mondo della ceramica, arricchirà questa nuova edizione e decreterà i due vincitori. I giurati saranno infatti alcuni rappresentati dell’ICMEA, l’associazione internazionale che riunisce gli editori di riviste dedicate alla ceramica: il cinese I Chi Hsu, editore e Segretario generale ICMEA e l’editore irlandese Robert Sanderson. Inoltre, la commissione sarà composta anche dal ceramista di fama internazionale Gianfranco Budini.
Il primo premio per la migliore opera consiste in un contributo di 3mila euro e, al secondo premiato, oltre a ricevere la somma di 500 euro, sarà data la possibilità di esporre una sua rassegna durante la Mostra delle Ceramica 2019.

L’esposizione “TERRA identità, luogo, materia” – promossa dal Comune di Grottaglie in collaborazione con il Distretto Urbano del Commercio – a cura di Enrico Meo e Antonio Vestita, rende omaggio all’artigianato ceramico, quale elemento essenziale della storia identitaria della città di Grottaglie che da secoli riesce a trasformare la terra in opere d’arte.

La Mostra della Ceramica è inserita nella programmazione progettuale triennale del Comune di Grottaglie dal titolo "Concertistica", a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione - FSC 2014-2020 "Patto per la Puglia", Avviso pubblico per iniziative progettuali riguardanti le attività culturali, promosso dall'Assessorato all'Industria turistica e culturale.

Luogo:Antico Convento dei Cappuccini di Grottaglie (TA), via XXV Luglio

Orario di apertura: dal 23 giugno al 30 settembre tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20 (compresi i festivi). Prenotazioni e Informazioni  Museo della Ceramica, c/o Castello Episcopio, Piazza Immacolata 099 5623866 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Grottaglie (TA) e la sua ceramica

Contrariamente a quanto avviene negli altri centri di antica produzione ceramica italiani, Grottaglie (TA) è l’unica città della ceramica con un quartiere interamente dedicato alla produzione di questo tipo artigianato.

Famoso e importante il “Quartiere delle Ceramiche” che sorge in ambiente rupestre ancora in attività. Antica ed ancora oggi fiorente è la produzione di ceramica anche grazie alle ricche cave di argilla rossa presenti sul territorio.
Nel cuore di questa caratteristica cittadina, lungo la gravina San Giorgio, si è formato nei secoli un intero quartiere di esperti ceramisti i quali, ricavando laboratori e forni di cottura nella roccia di ambienti ipogei utilizzati in passato anche come frantoi, hanno saputo sviluppare una fiorente attività artigianale oggi riconosciuta ed apprezzata in tutto il mondo.
Due i principali prodotti della tradizione figulina grottagliese: i “Bianchi di Grottaglie”, manifattura artistica propria di un certo tipo di produzione elitaria caratterizzata dall’esaltazione della forma pura attraverso l’utilizzo dello smalto bianco stannifero, e la più caratteristica ceramica rustica e popolare, caratterizzata da una tavolozza cromatica costituita dal verde marcio, giallo ocra, blu e manganese. Appartengono a questa produzione i famosi capasoni (da capase, cioè capace), contenitori di notevoli dimensioni foggiati in sezioni distinte e successivamente congiunti e destinati prevalentemente a contenere il vino.
Ad oggi Grottaglie con le sue 50 botteghe di ceramisti è inserita nel ristretto elenco delle 37 città della ceramica italiana.

 

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In Puglia si spendono 4.200 euro al giorno per ogni malato terminale.

Le risposte alle tante domande che l’OMCeO di Lecce attendeva dal convegno che si è tenuto sabato 8 giugno all’Hotel Messapia sono arrivate tutte.

Puntuali, diversificate, professionali e, soprattutto, utilissime per fare chiarezza su aspetti molto delicati riguardanti la vita e i diritti delle persone, l’autonomia professionale del medico e il rapporto fra questo e il paziente. Un rapporto che, secondo alcuni, la legge 219 del 22 dicembre 2017 ha, sostanzialmente modificato. Risposte non necessariamente esaustive o risolutive. Anzi. Ma che hanno messo a fuoco delle criticità che la legge, per come è stata formulata, si pensa che farà emergere.

Una legge, quella consegnata alla rigorosa valutazione degli illustri relatori, che già nell’oggetto (Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento) anticipa lo “spirito” del contenuto. O, come ha detto il giudice Alfredo Mantovano nel suo intervento, esprime la “lettera” della legge stessa.

Un successo, dicevamo, dell’OMCeO di Lecce che ad appena sei mesi dal suo insediamento ha organizzato uno dei convegni più importanti per la professione medica salentina e per i cittadini.

Convegno, con tavola rotonda e dibattito, organizzato dalle commissioni ordinistiche “Etica e Deontologia” ed “ECM”, che si rivolge ai medici, ai giudici e agli avvocati. Ma soprattutto – ha evidenziato il presidente di OMCeO Donato De Giorgi, ai cittadini tutti.

Al tavolo dei relatori, moderati dal giornalista del Nuovo Quotidiano di Puglia, Rosario Tornesello, la prof.ssa di Pediatria all’Università di Udine, Paola Cogo, il prof. di Anestesia e Rianimazione all’università di Bari, Tommaso Fiore, il prof. emerito di Filosofia Morale all’università La Sapienza di Roma, Eugenio Lecaldano, il magistrato salentino, Alfredo Mantovano, vicepresidente del Centro Studi Livatino - Roma, il direttore dell’Istituto di Bioetica dell’università Cattolica di Roma, Antonio Spagnolo.

Ad introdurre il tema e a fare gli onori di casa e della categoria, il presidente di OMCeO Lecce, Donato De Giorgi e il presidente nazionale della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli. La presentazione della legge e i suoi principi di costituzionalità sono stati affidati al presidente della Corte di Appello di Lecce, dr. Roberto Tanisi.

Salute Salento ha seguito gli interventi dei relatori e ha raccolto le valutazioni critiche di alcuni medici che spesso hanno a che fare con il “fine vita”. Interventi, interviste e stralci che riportiamo (in più pubblicazioni).

 

Dr. Donato De Giorgi presidente di OMCeO Lecce

 

Presidente, cosa è emerso dal convegno di oggi?

«Credo che siano emersi spunti per riflettere su argomenti importanti, ma anche degli impegni di cose da fare in maniera concreta. Per l’Ordine dei Medici di Lecce è emersa la necessità di adeguare il Codice deontologico dei medici ai dettami della legge.

Bisogna sfruttare gli elementi della legge che lasciano spazio a una maggiore partecipazione del medico e alle sue scelte, in modo tale che il medico sia sempre più consapevole.

Ma è emerso anche un altro fatto che secondo me potrebbe avere un risvolto immediato. Quello di stabilire che i Comitati Etici (CE), si interessino specificatamente di mettere dei limiti dove la legge diventa fumosa, scivolosa o che potrebbe dare adito a deformazioni applicative. Oggi qualcuno ha detto che i CE attuali si interessano solo di sperimentazioni. Invece noi dobbiamo costringere i vari CE delle Asl, che sono stati istituiti dappertutto ma che funzionano a macchia di leopardo, che si interessino veramente del nostro vissuto quotidiano. Di capire, per esempio, quando non ammettere in una Rianimazione un 94enne e riservare il posto a un giovane traumatizzato o in una Dialisi una persona che non ha nessuna chance. Questo secondo me libererebbe il medico da tanta angoscia che oggi vive».

E’ giusto secondo lei guardare al rapporto costi/benefici con un occhio da “ragioniere”?

«C’è anche questo aspetto. Si è detto, giustamente, che la salute è l’obiettivo principale e il costo è il mezzo per raggiungerlo. Però bisogna che ci sia anche una lecita speranza, perché altrimenti non abbiamo fatto del bene, ma solo sottratto risorse, mentali, economiche.. ecc. a chi potrebbe avere qualche chance in più».

Qual è stata l’utilità di questo convegno per l’OMCeO?

«Mi consenta un pizzico di autocelebrazione. In primo luogo l’Ordine ha fatto delle scelte giuste in tutto. Sia nella scelta dei temi, sia soprattutto nella levatura dei relatori. Ma a parte questa battuta, sicuramente per l’Ordine ci sono importanti risvolti:

1° - La formazione. Molti medici non conoscono la legge e ancor meno la conoscono i cittadini con i quali vogliamo interfacciarci.

2° - L’azione di pungolo che faremo perché i CE si interessino veramente di rendere più semplice la vita, laddove sta per finire.

3° - L’OMCeO Lecce e anche la Federazione nazionale, devono interessarsi per adeguare il Codice deontologico (quello che prima era il giuramento di Ippocrate), che oggi ha dei momenti di diversità per renderlo più adeguato ai tempi e alle conoscenze».

 

Published in Sanità

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