Presentati alla stampa i risultati del corso di formazione alla casa circondariale di Taranto

Pamela Giufrè - Per Homines Novi 19 Dic 2019
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Tra gli intervenuti, la direttrice dell’Istituto penitenziario Baldassari

Scale del carcere più sicure dopo la ristrutturazione realizzata dai detenuti

Dieci ospiti di via Speziale hanno ottenuto la qualifica di operatore di opere murarie al termine di un anno di attività teoriche e pratiche articolate in 900 ore

I detenuti ristrutturano il carcere di Taranto. Dieci ospiti della casa circondariale di via Speziale, hanno imparato le tecniche di restyling di opere murarie lavorando sul campo all’interno della struttura dedicata all’agente Carmelo Magli.
L’iniziativa, possibile per effetto di un progetto portato avanti dall’associazione Homines Novi, che ha intercettato un avviso pubblico della Regione Puglia, ha permesso di eseguire interventi sulla scale detentive del primo, secondo e terzo piano del carcere, e sulla scala agenti. Sono stati ripristinati, tappeti in gomma, risistemati i gradini e ripitturate scale e rampe.
I risultati del corso di formazione, che ha impegnato i detenuti per un anno in lezioni di teoria e di pratica, dietro il coordinamento del tutor del progetto, il professor Salvatore Montesardo, e con l’ausilio tecnico e professionale dei docenti, gli ingegneri Alfonso Esposito e Mauro Capita, sono stati illustrati alla stampa questa mattina alla casa circondariale.
A soffermarsi sulle finalità e sull’importanza di corsi di formazione quale questo, al termine del quale i dieci partecipanti hanno conseguito la qualifica di operatore di opere murarie, la direttrice della casa circondariale di Taranto, Stefania Baldassari, la dottoressa Rossana Ercolano, responsabile della sezione Formazione professionale del Dipartimento per lo Sviluppo Economico, innovazione, istruzione, formazione e lavoro della Regione Puglia, il comandante della Polizia Penitenziaria di Taranto, Giuseppe Donato Telesca, ed il direttore dell’ente di formazione Homines Novi, Gianluigi Palmisano.
Nello specifico, i detenuti hanno seguito lezioni di disegno tecnico, organizzazione aziendale, sicurezza sui luoghi di lavoro, materiale di base per l’edilizia, e preparazione delle malte. L’attività di pratica è stata realizzata grazie al coinvogimento attivo di professionisti operanti nel settore, che hanno messo a disposizione materiale di consumo per raggiungere gli obiettivi formativi previsti dal progetto.
L’attività di accompagnamento ed affiancamento consulenziale è stata curata dall’associazione di promozione sociale Massimo Troisi.

“Tutte le lavorazioni - si legge nella relazione dei docenti Alfonso Esposito e Mauro Capita - sono state eseguite dai detenuti con impegno e dedizione ed i risultati ottenuti sono stati soddisfacenti ed al tempo stesso hanno in parte risposto alle richieste della Direzione della casa circondariale, per una maggiore sicurezza dei vani scale e un miglior decoro delle strutture oggetto degli interventi, rispettando il progetto presentato e finanziato”.
La qualifica sarà senz’altro spendibile nel mondo del lavoro una volta che questi operatori avranno scontato il loro debito con la società. Si è infatti già potuto creare un ponte di comunicazione tra la realtà carceraria e il mondo occupazionale, anche attraverso un vero e proprio sportello informativo.
“Il nostro intento - commenta il direttore Palmisano - è quello di contribuire a dare una possibilltà di reale “riscatto” a queste persone. Abbiamo lavorato per rafforzare la loro autostima ed agevolarli nel concreto ingresso nel mondo del lavoro attraverso un orientamento mirato al reinserimento occupazionale, alle logiche legate all’etica del lavoro, e soprattutto rivolte ad una ricerca attiva, offrendo inoltre strumenti per muoversi nella società esterna una volta scontata la pena”.
In questi anni, del resto, l’ente di formazione Homines Novi ha dimostrato particolare attenzione e sensibilità verso tutte le fasce sociali della nostra comunità, come dimostrano i diversi percorsi formativi organizzati a ciclo continuo, e rivolti sia ai giovani disoccupati, in possesso di diploma o laurea, sia ai dipendenti delle amministrazioni locali che ai lavoratori di aziende private e non.

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Relazione lavorazioni presso la Casa Circondariale di Taranto

Il progetto per l’inclusione sociale per il personale detentivo è stato suddiviso in una prima parte teorica ed in una seconda pratica.
Nell’ambito della seconda parte le attività di docenza e di tutoraggio sono state svolte rispettivamente dall’ing. prof. Alfonso Esposito e l’ing. Mauro Capita per gli aspetti inerenti alla docenza mentre la figura del tutor è stata affidata al prof. Dott. Salvatore Montesardo.
Le lavorazioni previste nell’ambito del progetto sono state suddivise in moduli operativi all’interno dei quali i detenuti hanno avuto modo di apprendere sia a livello teorico che pratico le varie attività che si sono svolte.
Prima di iniziare le lavorazioni i docenti hanno elencato ai corsisti le varie lavorazioni che si sarebbero dovute svolgere nell’ambito del progetto. Dopo aver informato i detenuti sulle specifiche lavorazioni ed i pericoli ad esse connessi si è analizzato il cantiere sotto l’aspetto della sicurezza elencando i rischi di ogni singola lavorazione. A tal proposito è stato redatto un elenco di dispositivi di protezione individuale, che l’Ente ha fornito, che sono stati consegnati ad ogni singolo lavoratore mostrando come il dispositivo doveva essere indossato ed utilizzato (tute di lavoro, maglie, felpe, scarpe infortunistiche, guanti, mascherine ecc..)
Dopo aver esaminato gli aspetti della sicurezza, con l’ausilio del mentore, con esempi pratici si sono mostrate tutte le lavorazioni a partire dalla rimozione del tappeto in gomma delle scale con l’utilizzo del cannello a gas e l’impiego della spatola, sino al suo ripristino e tinteggiatura finale.
Il primo modulo ha riguardato l’organizzazione dell’area di cantiere con l’individuazione delle zone in cui si saranno dovuti eseguire i lavori. In questa prima fase i docenti ed i corsisti hanno visionato i luoghi oggetto dell’intervento analizzando gli spazi circostanti, le interferenze connesse tra le lavorazioni del cantiere e le attività dell’Istituto individuando le aree in cui si saranno dovuti stoccare i materiali e le attrezzature per le singole lavorazioni.
Dopo aver esaminato e visionato l’area di cantiere che di volta in volta veniva allestita per le specifiche lavorazioni, sono iniziate le lavorazioni suddivise in due gruppi formati da cinque corsisti ciascuno per un totale di 10 corsisti oltre il mentore che, come detto in precedenza mostrava preliminarmente ogni singola attività ai tutti i corsisti.
I primi interventi sono stati eseguiti sulle scale detentive (scala 1° piano, scala 2° piano, scala 3° piano e scala agenti), con l’asportazione del tappeto in gomma sull’alzata dei gradini e la rimozione del tappeto sui pianerottoli di arrivo e di riposo.
Questa attività è stata suddivisa in diverse fasi a seconda della tipologia di lavorazione di seguito esposte:
1. Rimozione del tappetino in gomma;
2. Pulizia dei ferri di armatura e ripristino con malta strutturale;
3. Stuccatura e successiva carteggiatura;
4. Pitturazione finale
In merito al punto 1) le attrezzature impiegate sono state il cannello a gas portatile, le spatole, i martelli di gomma. Nell’ambito di tale attività, i detenuti hanno imparato ad utilizzare i singoli attrezzi al fine di rimuovere tutto il tappetino presente sui gradini.
A valle di tale intervento si è constatato che, in alcuni punti, oltre al tappetino sono state rimosse parti di cemento di sottofondo a causa del deterioramento del cemento e di parti lesionate presenti sui gradini.
A seguito di tale situazione sono proseguite le lavorazioni secondo il punto 2) dove i detenuti, con spazzole di ferro hanno inizialmente pulito i ferri aggrediti dalla ruggine e successivamente hanno ripristinato lo spessore mancante con malta tissotropica a ritiro compensato per ripristino strutturale. In questa fase sono stati utilizzate le cazzuole, il frattone, il miscelatore per impastare la malta e le spatole per stendere la malta. A valle di tali lavorazioni i corsisti hanno acquisito una certa dimestichezza sia nella miscelazione dell’impasto acqua cemento con le opportune dosi e quantità che con l’utilizzo delle attrezzature acquisendo una buona manualità nell’adoperare i così detti ferri di cantiere.
Dopo aver terminato tutti i ripristini delle scale si è passati alla fase 3) dove con l’impiego di stucco in polvere miscelato con acqua i corsisti hanno iniziato a stuccare tutti i sottogradi degli scalini con l’impiego di frattone e spatole. A valle di tale intervento, asciugato lo stucco, i detenuti hanno iniziato a carteggiare le zone precedentemente stuccate con l’impiego di carta vetrata avente grana al fine di levigare, sgrossare, le superfici, per rifinire il lavoro e poi facilitare la pitturazione.
In questa fase i detenuti hanno imparato a maneggiare la carta vetrata spiegando loro che in commercio vi sono diverse tipologie di carta vetrata a seconda della grana per l’utilizzo che viene fatto:
- grossa, adatta per le operazioni di sgrossatura;
- media, adatta per le lavorazioni intermedie;
- fine, adatta per le operazioni di finitura;
- finissima, adatta per le operazioni di levigatura e di lisciatura.
- ultra-finissima, adatta per le operazioni di lucidatura e brillantatura.
Nel nostro caso è stata utilizzata la carta vetrata fine dato che le superfici su cui intervenire erano state stuccate.
Dopo aver stuccato e carteggiato è stata eseguita la tinteggiatura nella sola scala agenti sui sottogradi con pittura a smalto di colore grigio, su porzione della muratura delle scale con pittura a smalto di colore grigio, su tutte le murature compreso le rampe di colore bianco del tipo lavabile e sui pianerottoli di arrivo e riposo rivestiti di tappetino in gomma di colore nero.
In questa fase sono stati utilizzati i cellophane trasparenti, nastri adesivi di carta, pennelli, rulli, aste telescopiche per pitturazioni, secchi e retine.
Si è dapprima proceduto a pitturare le pareti e le rampe delle scale, successivamente i pianerottoli di arrivo e riposo ed infine i sottogradi.
Prima di procedere con la pitturazione delle pareti i detenuti hanno coperto tutte le zone con cellophane posizionati lungo le rampe e sui pianerottoli di arrivo e di riposo nonché sulla ringhiera. Al termine della tinteggiatura delle pareti e rampe sono stati incollati i nastri adesivi di carta lungo tutto il perimetro delle pareti a contatto con i pianerottoli al fine di non imbrattare le pareti di colore nero e per ultimo e per ultimo sono stati tinteggiati i sottogradi di colore grigio.
In quest’ultima fase i detenuti hanno potuto apprendere quali sono le attività preliminari alla pitturazione e nell’impiego di cellophane e nastro adesivo di carta che viene utilizzato per evitare sbavature tra le pitturazioni.
Dopo aver terminato le lavorazioni di cui sopra le attività hanno riguardato la rimozione di parte del tappetino in gomma di un’altra scala agenti con l’applicazione di un gradino in lamierino bugnato antiscivolo.
Con questo nuovo intervento sono state utilizzate nuove attrezzature quali il trapano elettrico e la pistola per il silicone.
A tutti i corsisti i docenti hanno spiegato le varie fasi lavorative a livello grafico mentre il mentore le ha mostrate a livello pratico.
L’intervento è stato suddiviso in:
A. rimozione di porzione del tappetino incollato sulla pedata del gradino;
B. incollaggio del lamierino bugnato sul gradino;
C. pitturazione finale.
Per quanto concerne il punto A) considerato che non doveva essere rimosso tutto il tappetino incollato sulla pedata ma solo una porzione, i docenti hanno mostrato ai detenuti come procedere ad eseguire tale rimozione.
Dopo aver eseguito la rimozione del tappetino in gomma i detenuti con l’impiego del trapano hanno forato i gradini al fine di posizionare le fisher per l’ancoraggio del gradino bugnato antiscivolo. Prima di posizionare il lamierino è stato steso il silicone utilizzando l’apposita pistola.
Tutte le lavorazioni sono state eseguite dai detenuti con impegno e dedizione ed i risultati ottenuti sono stati soddisfacenti ed al tempo stesso hanno in parte soddisfatto le richieste della Direzione, per una maggiore sicurezza dei vani scale e un miglior decoro delle strutture oggetto degli interventi, rispettando il progetto presentato e finanziato.

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