Ecosistema Taranto, Parco regionale del Mar Piccolo, obiettivi e programmi per la città

Confindustria Taranto 25 Gen 2020
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Le valutazioni di Confindustria Taranto

 L’obiettivo del Comune di Taranto di rendere la città a misura d’uomo, meno energivora e meno inquinante, ecosostenibile e smart , funzionale ai bisogni dei cittadini e urbanisticamente riorganizzata, trova sicuramente una tangibile conferma nei programmi illustrati nei primi giorni dell’anno appena avviato. 

Il progetto Ecosistema Taranto, presentato qualche giorno fa quale nuovo modello operativo di governo, declinato in base a logiche di flessibilità, trasformazione urbana ed economia circolare, non può che trovarci favorevoli e fiduciosi rispetto alla piena attuazione delle progettualità che la locale amministrazione ha messo in campo, in quell’ottica di ampio respiro che il territorio auspicava da tempo e che è l’unica in grado di poter fornire risposte strutturate alle istanze della comunità.
La premessa è d’obbligo sia per tributare al governo della città il giusto merito rispetto alla messa in campo di politiche di sviluppo sostenibile, sia per tentare di fare chiarezza rispetto a questioni che, al pari di molte altre, attengono gli scenari e quindi le sorti presenti e future del territorio cittadino. Fra queste, una particolare attenzione va posta sul Mar Piccolo, e sulla proposta, di cui si discute oramai da tempo, di farne un Parco Regionale. Un progetto – portato avanti dal consigliere regionale Gianni Liviano – del quale abbiamo, come Confindustria, seguito le varie fasi, dai suoi albori e fino a poco tempo fa, e che ci ha trovato favorevoli in ordine agli obiettivi generali di valorizzazione e ottimizzazione di questa incommensurabile risorsa che insiste sul nostro territorio. Allo stesso tempo, tuttavia, abbiamo avanzato sul progetto, già poco meno di un anno fa e poi in successive occasioni, perplessità in ordine alle rigidità dei vincoli insiti nella stessa progettualità e quindi alla necessità di orientare prioritariamente l’iniziativa verso la piena valorizzazione delle attività economiche (altrimenti inficiate dagli stessi vincoli) e quindi attraverso l’adozione di un quadro regolatorio più flessibile.
Oggi, senza entrare nel merito di tale nostra istanza – e quindi in quanta parte sia stata recepita e quali siano stati i riscontri, o le controproposte – abbiamo contezza di analoghe (e ulteriori) perplessità espresse sulla questione anche da parte del Comune di Taranto, che del Parco dovrebbe essere il soggetto gestore e responsabile. E’ pertanto lecito chiedersi, senza nulla togliere alla bontà di iniziative come questa che – lo ripetiamo – sposano pienamente l’esigenza di valorizzare le nostre risorse, quali aspettative animino l’azione messa in campo dal consigliere Liviano in considerazione dell’assenza, fra i soggetti promotori, proprio del principale attore, ovvero il Comune di Taranto, nonché quali siano le prospettive reali di fattibilità dello stesso progetto.
La valutazione nasce non già per inasprire una discussione di fatto ancora in corso fra le parti bensì al fine di poter fare chiarezza su una questione che come imprenditori, ma ancor prima come cittadini, avvertiamo come importantissima per un futuro del nostro territorio che si possa realmente definire ecosostenibile. Mar Piccolo, peraltro diventato nei mesi scorsi anche Ecomuseo di interesse regionale, è da anni attenzionato da vari soggetti tuttora sul campo per le opere di bonifica, all’interno del redigendo Piano delle Coste, per la creazione di un osservatorio e per tutta una serie di iniziative che se realizzate ne farebbero probabilmente un gioiello sia sul piano della valorizzazione sia dal punto di vista politico-amministrativo: una risorsa che non solo viene recuperata, ma esaltata e ottimizzata a 360°.
Di fatto, tutto questo è ancora parzialmente in corso, e siamo sicuri che, sia per la complessa operazione di bonifica, sia nell’ambito di tutti gli strumenti di pianificazione messi a sistema dal Sindaco di Taranto, saranno compiuti passi in avanti importanti.
Fino a quel momento, però, sarà altrettanto necessario finalizzare tutte le azioni messe in campo evitando dispersioni e inutili fughe in avanti, favorendo l’adozione di scelte condivise nel quadro di una regia unica in capo all’Amministrazione comunale di Taranto.

 

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