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Ciro Urselli - Webmaster

Agile, curato in tutti i particolari, facilmente utilizzabile, suggestivo e così reale da avere la sensazione di trovarsi realmente a camminare nell’interno dell’ipogeo di palazzo Baffi o nel frantoio normanno o nella grande cisterna medievale o, ancora, discendere nei cunicoli che portano al Mar Grande.

Tutto questo è “Ipogei virtual tour 360”, il dvd interattivo presentato mercoledì sera dall’associazione “Le città che vogliamo”, e curato dalla “3SeiO.it" di Cosimo Pignatelli insieme all’ing. Marcello Nisi, nell’ambito dell’iniziativa “Connessioni" svoltasi nell’auditorium dell’ex ospedale vecchio, in via Ss. Annunziata.
“Abbiamo pensato - ha spiegato il consigliere regionale Gianni Liviano, ispiratore dell’iniziativa - che l’immenso tesoro costituito dalla rete dei nostri ipogei, in città vecchia, dovesse essere fruito anche da chi, portatore di disabilità o perché avanti negli anni, non è in grado di poter godere di questo inestimabile patrimonio. Per questo abbiamo pensato alla realizzazione di questo dvd e di una app, che metteremo a disposizione delle associazioni che ne faranno richiesta, per realizzare il quale è stato utilizzato il contributo che l’associazione “Napoli sotterranea" ha messo a disposizione della nostra rete di ipogei dopo essere rimasti affascinati dalla loro storia e bellezza". Ad accompagnare quanti utilizzeranno il dvd passo per passo sarà il commento di Nello De Gregorio, operatore culturale tarantino, presidente dell’associazione Nobilissima Taranto e profondo conoscitore dei nostri ipogei. Commento che non si soffermerà soltanto a descrivere gli ambienti ma che indugerà anche sui numerosi dettagli ad essi collegati.
Un prodotto interessante che alla base ha uno studio portato avanti dal prof. Rino Montalbano, docente del Politecnico di Bari, e dagli studenti del Laboratorio di laurea specialistica. “Abbiamo lavorato - ha spiegato il prof. Montalbano, ospite del dibattito - ad una mappature dei sistemi ipogeici pubblici e privati per dimostrare come, in passato, gli stessi fossero interconnessi tra loro e come, oggi, tecnicamente è possibile rigenerare. La nostra - ha poi concluso il prof. Montalbano - è stata un’operazione silente allo scopo di portare alla luce un mondo nuovo e sconosciuto che può essere facilmente impiegato nel progetto rigenerativo della città perché diventa un luogo attraverso il quale generare attraversamenti urbani, attività creative e culturali diventando, di fatto, un motore culturale e turistico che non ha bisogno di grandi investimenti nè di radicali stravolgimenti della città vecchia. Taranto può essere culturalmente molto più di quello che vediamo”.
E di turismo si è parlato ancora quando il consigliere regionale Gianni Liviano ha presentato la legge regionale finalizzata l’accoglimento in Puglia, in generale, e a Taranto, in particolare, dei turisti che verranno in occasione di Matera capitale europea della cultura 2019, di cui lo stesso Liviano, insieme ai consiglieri regionali Zinni, Blasi, Abaterusso, Romano, Colonna e Borraccino, è il primo firmatario. A parlare, insieme a Liviano, della legge e dei suoi positivi benefici sono stati il prof. Salvatore Adduce (Fondazione Matera capitale 2019), il dott. Sergio Natale Maglio (studioso del territorio), il prof. Maurizio Triggiani (docente a contratto di Storia dell’Arte Medioevale Università di Bari).
“Questa esperienza di Matera capitale europea della cultura - ha sottolineato Liviano - è un’esperienza bellissima non solo per la città dei sassi ma anche per quelle realtà limitrofe, come Taranto, che possono sicuramente usufruire dei vantaggi legati ai flussi turistici che ci saranno. Per questo, insieme, al dott. Maglio abbiamo pensato a questa proposta di legge che, dopo diverse vicissitudini legate anche al parere contrario dell’assessore regionale all’Industria turistica e culturale, è stata approvata dal Consiglio regionale”.
Quattro i punti fondanti della legge illustrati dal dott. Maglio che riguardano “interventi di recupero, restauro e allestimento dei beni mobili e immobili di interesse storico, artistico e di valore religioso; approfondimenti di studio; organizzazione e diffusione delle conoscenze per la valorizzazione di itinerari e percorsi tematici; didattica dei beni culturali; promozione culturale e turistica. Adesso - ha concluso Maglio - abbiamo un contenitore che, ovviamente, va riempito di contributi”.
Di larghezze di vedute all’interno della legge ha parlato il prof. Triggiani. “Si tratta - ha sottolineato il docente di Storia dell’arte medievale - di una legge che non tralascia nulla e che, al tempo stesso, si adatta ai numerosi aspetti che la tematica presenta ma che non può prescindere da una partecipazione coordinata e condivisa e Matera può essere l’occasione giusta". Salvatore Adduce, presidente della Fondazione Matera 2019, invece ha sottolineato come la stessa Basilicata, al contrario della Puglia, “non si sia dotata di uno strumento normativo” per poi sottolineare come le grandi cose “non si fanno solo con i soldi, o meglio non solo con quelli, ma con la cultura, con percorsi e programmi culturali”.

È uno dei fenomeni più frequenti e foriero di rischi, visibili per le strade di Taranto. Si tratta del furto delle caditoie per lo scolo delle acque piovane, una vera e propria “piaga” cui il Comune di Taranto sta ponendo rimedio.

Con una fitta campagna di interventi mirati, infatti, l’assessorato ai Lavori Pubblici sta sistemando le principali criticità e codificando un piano di azione che consentirà, nell'immediato futuro, di essere ancor più tempestivi. Sono già 62 gli interventi effettuati in diverse zone della città, più 2 in corso, con la previsione di potenziarli soprattutto nel quartiere Paolo VI con un successivo impegno di spesa.
«Abbiamo il dovere di intervenire, per garantire la sicurezza dei cittadini – le parole del sindaco Rinaldo Melucci –, ma sentiamo anche la necessità di fornire un forte segnale di legalità a chi, impunemente, si ostina a considerare la città come terra di saccheggi: la presenza delle istituzioni si manifesta anche attraverso questi piccoli, ma significativi, interventi».
Dal punto di vista tecnico, proprio per evitare il reiterarsi dei furti, sono state installate caditoie del tipo “anti-saccheggio” e si è provveduto a sistemare le sedi stradali in quota, uniformandone le misure. «Con questo espediente – il commento dell’assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Motolese – avremo la possibilità di velocizzare gli interventi di ripristino. Dovendo acquistare un’unica tipologia di caditoia, infatti, potremmo anche pensare di fare “magazzino” e conservarne alcune da installare immediatamente, ove dovesse rendersi necessario a causa di danneggiamento o furto».
Gli interventi sono stati effettuati a macchia di leopardo sull'intera rete stradale cittadina, prestando particolare attenzione a zone dove il fenomeno dei furti si è verificato con particolare incidenza, come in via Golfo di Taranto o via Scoglio del Tonno. L’individuazione di ulteriori zone e la definizione degli interventi è tutt'ora all'attenzione della Direzione Lavori Pubblici.

“Affrontare il tumore al seno: dalla prevenzione alla cura” è il titolo del convegno tutto al femminile organizzato dal Soroptimist Club di Grottaglie, da un’idea della professoressa Marisa Patruno, con il patrocinio del Comune di Grottaglie e della parrocchia San Francesco di Paola, tenutosi lo scorso 5 maggio.

Ad aprire i lavori, il presidente del club grottagliese, Anna Maria Lenti la quale, nel ricorda il grande valore della prevenzione, oggi facilitata dai grossi passi in avanti della diagnostica, della medicina e delle terapie, ha evidenziato il ruolo sociale della donna.

“Secondo l’ultima indagine dell’Ispo (Istituto per gli studi sulla pubblica opinione), commissionata dall’Osservatorio Salute di Astrazeneca – ha detto la professoressa Lenti - tra i vari ruoli che la donna assume quotidianamente, c’è anche quello di prendersi cura della salute di chi le sta vicino”.

Di rapporto solidale fra donne ha parlato, invece, l’assessore Annicchiarico, che ringraziando le Soroptimist per il lavoro svolto nell’ambito sociale, ha sottolineato quanto l’impegno del club di Grottaglie sia importante per il sostegno delle donne del territorio.

L’incontro è stato moderato dalla dottoressa Anna Miccoli, medico di medicina generale dell’Asl/Ta1 e si è svolto in tre fasi. La dottoressa Olga Elisabetta Cursio - oncologa e dirigente medico all’ospedale “U. Parini” di Aosta- ha parlato di “prevenzione primaria”. Sulla “prevenzione secondaria” si è basato l’intervento della dottoressa Monica Raguso - radiologa e dirigente medico all’ospedale “SS Annunziata” di Taranto. Il convegno si è concluso con “cenni di terapia”, esposti dalla dottressa Anna Maria Quaranta - oncologa e dirigente medico all’ospedale “A. Perrino” di Brindisi.

“Il tumore al seno – ha spiegato la dottoressa Cursio nella sua dettagliata relazione- è la prima causa di morte delle donne in ambito di malattie neopalstiche. Ma quella al seno non è solo una malattia tumorale, perché colpisce le donne in quello che rappresenta il simbolo della maternità. Non si conosce ancora ciò che accade nel nostro corpo. Ciò che sappiamo è che si tratta di una patologia multifunzionale: età, fattori riproduttivi, familiari, ereditari, dietetici, ormonali e ambientali. Grazie alla prevenzione il fattore di rischio viene notevolmente abbassato da un corretto stile di vita. Ma la prevenzione passa anche da una regolare attività diagnostica”.

“La prevenzione secondaria,infatti – ha detto la dottoressa Raguso – attraverso la diagnosi precoce e l’individuazione di tumori anche asintomatici, ha fortemente contribuito ad aumentare la percentuale di guarigione. Dall’età di 40 anni gli accertamenti suggeriti sono: autopalpazione e controlli ecografici periodici, a cui si aggiunge anche la prima mammografia già dai 35 anni in pazienti con familiarità e altri fattori di rischio. Dai 40 ai 49 anni si suggerisce di eseguire la mammografia ogni 12/18 mesi, integrata da esame clinico e ecografico, specie in presenza di fattori di rischio, in primis familiarità e densità mammografica. Oltre i 50 anni lo screening va programmato ogni due anni. Gli esami diagnostici sono sempre più precisi e sempre meno invasivi, grazie allo sviluppo di nuove tecnologie, come la tomosintesi mammaria (mammografia in 3d), la risonanza magnetica con Gadolinio e il prelievo con ago in anestesia locale. Rilevanza fondamentale ha l’accuratezza diagnostica da parte degli operatori. Un corretto screening riduce del 30% i casi di mortalità”.

“Negli ultimi 20 anni – ha detto la dottoressa Quaranta – e soprattutto nello scorso anno (nel 2017, ndr), abbiamo assistito ad un incremento di diagnosi di tumore mammario. Fortunatamente a questo aumento diagnostico non corrisponde un incremento della mortalità. Al contrario, costantemente, abbiamo assistito ad un calo di mortalità e non solo. Già dagli anni ’80, infatti, grazie a dottor Veronesi, sono diminuite drasticamente anche le mastectomie, sostituite da interventi che non mutilano le donne, ma estirpano il tumore localmente. Negli ultimi anni la chirurgia è divenuta sempre più conservativa e meno invasiva. Fondamentale è anche la terapia di supporto, che oltre a consentire l’allungamento della vita, può facilmente essere personalizzata. Ogni tumore della mammella, infatti, ha una storia a sé, potendo subire modifiche anche nella stessa paziente”.

Qualunque sia il tipo di tumore, l’obiettivo dell’oncologo è quello di creare le condizioni affinché la paziente possa essere operata per eliminare il problema alla radice. Nei casi più complicati, in presenza di un paziente metastatica, le cure vengono indirizzate, comunque, ad alleviare i sintomi e a garantire una qualità di vita, cercando di stabilizzare la malattia e quando possibile ridurla e tenerla sotto controllo.

Alla fine del convegno le dottoresse si sono rese disponibili a rispondere alle domande poste da molte donne interessate all’argomento.

“Alle tre giovani dottoresse – ha concluso la dottoressa Miccoli – dico: anche se svolgete un lavoro difficilissimo, non abituatevi mai al dolore, ma trasformate la paura in coraggio, accompagnando sempre la vostra professione con atteggiamenti deontologicamente corretti e accoglienti verso le pazienti”.

La Fregata Multi Missione (FREMM) della Marina Militare ha trasferito la responsabilità del coordinamento delle ricerche nell'area di operazione a una nave portoghese.

Continua senza sosta la ricerca dei due velisti dispersi nell’oceano Atlantico tra le Azzorre e l’Europa con Nave Alpino, la FREMM comandata dal Capitano di Fregata Davide Da Pozzo.

L’attività di nave Alpino è iniziata ieri intorno alle 09.00 con l’arrivo dell’Unità nell'area area di operazione definita dalle autorità portoghesi responsabili delle operazioni di ricerca e soccorso sulla base dei dati meteomarini della zona e la posizione del segnale dell’Emergency Position Indicating Radio Beacon (EPIRB).
Per l'attività di ricerca nave Alpino si avvale dei più moderni sistemi di sorveglianza in dotazione sia all'unita sia all'elicottero SH90 imbarcato. L'area già perlustrata è pari a più di 1600 miglia quadrate (pari a circa tutta la Valle d'Aosta) nonostante le condizioni meteorologiche non ottimali con presenza di onde di circa 2 metri (mare 4) e vento proveniente dai settori settentrionali.

Il pattugliamento, già svolto anche con oltre 12 ore di volo di elicottero SH90, continua, come anticipato, anche nella giornata odierna su un’area ulteriormente allargata dalle autorità portoghesi fino a oltre 100 miglia nautiche dalla posizione dell’EPIRB.
Nella giornata di domani, in funzione dell’autonomia logistica residua, nave Alpino riprenderà l’attività programmata.

 

Approfondimenti:
La Fregata Alpino, al comando il Capitano di Fregata Davide Da Pozzo, fa parte del programma italo-francese FREMM (Fregata Europea Multi Missione). È stata varata il 13 dicembre 2014 nel cantiere di Riva Trigoso (GE) e consegnata alla Marina Militare il 30 settembre 2016. Il 9 giugno 2017 ha ricevuto la bandiera di Combattimento a Civitavecchia. Contraddistinta dal distintivo ottico F 594, secondo la classificazione NATO, è una fregata di nuova generazione, caratterizzata da spiccate innovazioni tecnologiche e dalla possibilità d’impiego in vari contesti operativi.
È la quinta FREMM e la quarta in versione “anti sommergibile” (Anti Submarine Warfare - A.S.W.). Imbarca un equipaggio di 168 uomini e donne – quasi la metà rispetto alle precedenti fregate – e, grazie ai suoi 200 posti letto totali, è in grado di ospitare lo staff di un comando complesso, un team di forze speciali e una squadra di specialisti per l’impiego di due elicotteri medio-pesanti. Ha un dislocamento di 6700 tonnellate e raggiunge i 27 nodi di velocità grazie alla propulsione ibrida CODLAG (una turbina a gas e due motori elettrici) che garantisce altresì bassi consumi e autonomie elevate.

Appuntamento questa sera, martedì 8 maggio alle ore 19 con i libri della Mondadori di Taranto (Via de Cesare, 35). Michela Mazzotti presenta il suo libro dal titolo "Web Marketing Turistico e oltre" edito con Hoepli.

Intervengono durante l'incontro Marco De Bartolomeo, presidente di "Taranto la città spartana" ed imprenditore alberghiero e Giampiero Laterza, membro direttivo di Federalberghi (Confcommercio).

Di cosa si parlerà? di strategie di web marketing turistico, di visibilità, di parity rate e non solo... Cosa serve davvero per avere successo nel mondo del turismo? L’obiettivo di questa guida è ridisegnare l’idea di business nel mondo dell’ospitalità in modo completo, dalla teoria agli spunti pratici, dalla quotidianità al web marketing, ripartendo dall’accoglienza e dal lato umano. Solo chi riuscirà a differenziarsi, individuando la sua unicità e comunicandola in modo efficace, avrà accesso alla sua nicchia di mercato e potrà avere successo in una realtà turistica sempre più complicata. Scritto con un linguaggio semplice, questo volume è intuitivo e da leggere tutta d’un fiato, utile sia per chi non si è mai messo in gioco sia per chi vuole capire cosa non va nella sua strategia.

Disappunto della Conferenza dei Sindaci ionici per l'assenza di Emiliano. Si valuta di adire le vie legali avverso la delibera regionale del riordino ospedaliero.

La Conferenza dei Sindaci della Provincia di Taranto in seno ad Asl è tornata a riunirsi, come ampiamente programmato, nel pomeriggio odierno presso Palazzo di Città, per trattare delle annunciate e non condivise iniziative in tema di ppi e cogliere occasione di verificare lo stato di attuazione del piano di riordino generale.

Purtroppo, i Sindaci ionici hanno registrato l'assenza ingiustificata del Governatore Emiliano, che conserva anche specifica delega alla sanità, e ne hanno stigmatizzato la mancanza di rispetto nei confronti del territorio in un momento di forti tensioni provenienti dai cittadini.

Pur avendo ringraziato per l'adesione all'invito alcuni Consiglieri regionali e componenti tecniche di Asl, dei quali non si è mancato di raccogliere e verbalizzare significativi contributi, la Conferenza ha preferito, all'unanimità, aggiornare la seduta aperta a nuova prossima data, poiché si ritiene ormai imprescindibile il confronto con il massimo livello politico regionale.

Nel frattempo, la Conferenza ha dato unanime mandato al Presidente ed alla Rappresentanza di valutare ogni azione legale avverso la delibera regionale del 2016, istituente l'attuale organizzazione ospedaliera, che include una composizione delle piante organiche ritenuta ormai inaccettabile per le stesse peculiarità dell'area tarantina.

L’unità navale è partita da Taranto il 23 aprile e sarà inserita nel gruppo NATO fino a metà maggio

La fregata Espero della Marina Militare è partita il 23 aprile dalla Base navale di Taranto, per partecipare all’Operazione Sea Guardian della NATO.
La nave raggiungerà nei prossimi giorni il porto di Aksaz, in Turchia, per ricongiungersi al gruppo navale della NATO. Nave Espero dopo una fase di integrazione e addestramento con le altre navi alleate, lascerà il porto turco lunedì 28 aprile, per iniziare le operazioni di pattugliamento nel Mediterraneo orientale, che termineranno il prossimo 13 maggio.
Nata dopo il summit NATO di Varsavia del luglio 2016, l’operazione Sea Guardian sostituisce la precedente operazione Active Endeavour, che era stata istituita in risposta agli attacchi terroristici contro gli Stati Uniti dell'11 settembre 2001. Sea Guardian è una operazione altamente flessibile che è in grado di garantire un ampio spettro di compiti operativi di sicurezza marittima che includono la sorveglianza degli spazi marittimi di interesse (Maritime Situational Awareness) e il contrasto al terrorismo marittimo, assicurando nel contempo la formazione a favore delle forze di sicurezza dei paesi rivieraschi (Maritime Security Capacity-Building). Oltre a queste attività le forze navali assegnate all’operazione possono esercitare l’interdizione marittima, la tutela della libertà di navigazione, la protezione delle infrastrutture marittime sensibili e il contrasto alla proliferazione delle armi di distruzione di massa.
La fregata Espero, al comando del capitano di fregata Giorgio Ochetto è un'unità missilistica e anti sommergibile appartenente alla Classe Maestrale. Costruita nei cantieri navali di Riva Trigoso, la nave è stata varata il 19 novembre 1983 ed è entrata in servizio il 4 maggio 1985. La nave ha un equipaggio di circa 160 uomini e donne, comprensivo dei team specialistici della Brigata Marina San Marco e della componente aerea della Marina Militare con un elicottero AB212 imbarcato.

Il consueto appuntamento nella libreria Mondadori di Taranto domani, Mercoledì 28 Marzo alle ore 19 con l'ex stopper della Juventus, Sergio Brio.

L'ex difensore della Juventus presenta il suo ultimo libro dal titolo "L'ultimo 5topper" edito da Grauseditore. Insieme a lui la co-autrice Luigia Casertano.
Modera l'incontro Gianni Sebastio, giornalista di "Studio100".
Interviene Massimo Cirasino, esperto di finanza internazionale.

IL LIBRO:
Sergio Brio ha attraversato da protagonista 16 anni di calcio, tutti con la maglia bianconera, 13 da stopper e 3 da assistente di Giovanni Trapattoni. Uomo vincente, adesso ha deciso di raccontarsi. E lo fa con l'entusiasmo e l'umiltà tipica del suo carattere. Il racconto parte da lontano e abbraccia tutta la sua storia calcistica, da quando ha mosso i primi passi nel Lecce, passando per la Pistoiese per approdare alla Juventus. E i ricordi si inseguono: la sua famiglia, le lezioni di Attilio Adamo con le dovute riflessioni sull'attuale crisi del settore giovanile, il Lecce, la gavetta alla Pistoiese e l'arrivo alla Juventus. E poi gli infortuni, il periodo dei consensi e quello delle critiche, lo spirito di una squadra, che ormai è diventata una cantilena, il morso del cane all'Olimpico, la delusione di Atene, la storica rivalità tra la Juve e la Roma, il pallone arancione della Supercoppa Europea. Ricorda anche la tragedia dell'Heysel, ferita ancora aperta, la sua prima espulsione, la felicità di Tokyo fino alla partita di addio.

CHI È SERGIO BRIO:
Leccese di origine, legò il suo nome principalmente alla Juventus, squadra in cui militò per oltre un decennio in qualità di stopper, divenendo tra i pilastri di un blocco difensivo — ritenuto tra i migliori della storia dello sport — che lo vide affiancato, a cavallo degli anni 1970 e 1980, a compagni di reparto quali Gaetano Scirea, Claudio Gentile e Antonio Cabrini, davanti a portieri come Dino Zoff e Stefano Tacconi. Coi bianconeri, di cui fu anche capitano, vinse tra altro quattro titoli di campione d'Italia e tutte e cinque le competizioni UEFA per club, divenendo uno dei soli sei giocatori al mondo a raggiungere tale primato; in tredici stagioni disputò complessivamente con la squadra torinese 379 partite realizzando 24 reti.

In relazione alle politiche del personale, l’Amministrazione comunale sta procedendo secondo quanto già previsto dal piano occupazionale approvato dalla Giunta.

Detto provvedimento, trasmesso alle rappresentanze sindacali, prevede le assunzioni da operare nel triennio 2018/2020, nonché le altre forme di flessibilità (comandi, utilizzi congiunti, ecc.) che, nelle more dell’espletamento delle procedure concorsuali e della definizione dei contratti di assunzione, costituiscono utile e necessario ausilio al personale in servizio presso le direzioni comunali.
Continuano serrati, inoltre, i confronti tra direttore generale e dirigenti comunali per razionalizzare e distribuire al meglio i carichi di lavoro ed individuare e riposizionare nella maniera più adeguata le professionalità di cui l’Ente dispone.
A riguardo si evidenzia l’infondata notizia apparsa sulla stampa in merito all’individuazione del prossimo capo di gabinetto frutto, evidentemente, di fantasie dell’articolista o di “canali informativi” improvvisati ed inattendibili, considerato che sono in fase di valutazione numerose alternative che possano coniugare, al contempo, le necessarie caratteristiche della competenza, della fiducia e della professionalità che sono e saranno preventivamente e puntualmente analizzate da direttore generale in relazione a specifici indirizzi del Sindaco.
Nella delicata fase di riorganizzazione, infine, saranno prioritariamente tenute in debito conto le esigenze dell’Ente in funzione della migliore qualità dei servizi da rendere al cittadino, a cui si cercherà, per quanto compatibili, di considerare altresì le professionalità e preferenze dei dipendenti comunali.

Biblioteca: Al via le attività del progetto “Cittadinanza e Identità nel territorio”.

Sono iniziate le attività previste dal progetto “Cittadinanza e Identità nel territorio - Percorsi e Itinerari di Conoscenza della Costituzione Italiana, Statuto della Regione Puglia, Partecipazione Attiva e Volontariato”, promosso dal Centro di Servizio al Volontariato “San Nicola”, organizzato dall’Associazione di Volontariato “Angeli della Vita”, in collaborazione con il Consiglio regionale della Puglia.
Martedì 20 febbraio si è svolto il primo degli incontri formativi rivolti alle scuole coinvolte, ovvero l’Istituto Tecnico Economico e Liceo Linguistico “Domenico Romanazzi” di Bari, l’Istituto “Salvemini - Fornari” di Molfetta, Liceo Scientifico “Matteo Spinelli” di Giovinazzo.
Martedì 27 febbraio invece partiranno gli incontri a favore dei cittadini che hanno voluto aderire al progetto.
L’iniziativa si pone l’obiettivo di promuovere un concetto innovativo di progettazione sociale attraverso l’approfondimento di temi fondamentali da cui scaturisce l’azione di Cittadinanza Attiva; rivolta ai cittadini pugliesi, agli studenti e alle persone diversamente abili, è finalizzata alla realizzazione di un percorso di formazione per la conoscenza della Costituzione Italiana e dello Statuto della Regione Puglia, attraverso la partecipazione attiva di tutti i cittadini al fine di promuovere una idea concreta di Cittadinanza Attiva sulla base di valori autentici di antidiscriminazione e promozione del volontariato.
Il progetto è sostenuto dal Consiglio Regionale della Puglia - Sezione Biblioteca e Comunicazione Istituzionale che, attraverso lo Sportello Cittadinanza attiva e Antidiscriminazione che ha sede presso “Teca del Mediterraneo”, fa parte della rete regionale che agisce contro le discriminazioni, con l’obiettivo di costruire una cittadinanza solidale per la promozione della dignità dei cittadini pugliesi e stranieri, valorizzando le differenze, nel rispetto del principio della parità di trattamento, indipendentemente dall'identità di genere, razza, origine etnica, condizione di disabilità e religione.

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