Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Settembre 2019

A poche ore dal via la III edizione del Premio “Nicola Fasano” – Grottaglie Città delle Ceramiche - può ritenersi già un successo per una molteplicità di motivi che andremo ad elencare nel corso di questo servizio giornalistico.
Come si ricorderà lo scorso anno, nei primi giorni di settembre, il “Premio” fu tenuto nella location del Parco della Civiltà a Grottaglie. Fu un successo di partecipazione, ma fu soprattutto un successo per il circuito culturale e giocoso che riuscì a sviluppare. Non ricordiamo un solo momento in cui i numerosi partecipanti distolsero l’attenzione da ciò che accadeva intorno a loro. Il commento finale fu: “Ma è già finito?”, espressione che da sola esprime la piena soddisfazione di chi fu presente all’evento che alcuni pensavano dovesse essere un fatto sporadico.
Ma così non fu perché la prima e la seconda edizione scrissero il capitolo d’esordio di un premio che certamente, anno dopo anno, saprà trovare nel dinamico promotore e organizzatore Giuseppe Fasano, un autentico “vulcano”, colui che saprà mettere in evidenza le peculiarità di un’azione artistico-culturale iniziata dal padre Nicola e continuata dai diretti discendenti. La famiglia Fasano, ricordiamo, si tramanda l’arte della lavorazione della ceramica sin dal 1620.
L’edizione 2019 vede spostata la realizzazione della manifestazione in una diversa location. Si tratta della Tenuta di Albano Carrisi a Cellino San Marco. Cento ettari che parlano di lui, del legame che Al Bano ha con la terra e con la natura, della sua storia familiare ed artistica. Nel parco di questa casa da lui stesso disegnata, l’artista si è ricavato degli spazi tutti per sé, sentieri nei boschi, laghetti, collinette come piccoli eremi per la meditazione. A casa Carrisi i cavalli circolano liberi e a rendere unico il posto c'è anche un ulivo cavo di oltre 900 anni. La scelta della location da parte dell’organizzazione del Premio non è stata casuale ma dettata anche dalla pluridecennale amicizia che lega Giuseppe Fasano al nostro artista.
Chi ha conosciuto in vita Nicola Fasano ne parla come di un artista vero, autentico figlio grottagliese, e vero maestro su un duplice fronte. Il primo è stato quello della trasmissione dell’arte ceramica ai figli e ad altri ceramisti, ma ha anche voluto e saputo dialogare con migliaia di studenti, non soltanto grottagliesi ma di tutta la provincia ionica, che chiedevano di visitare il suo laboratorio, di conoscere dalla sua voce e di vedere plasmare con le sue mani l’amorfa argilla che, magicamente, acquistava forme e figure di grande fascino.
Chi lo ha conosciuto nel suo storico laboratorio, oggi ritorna volentieri, non soltanto perché il figlio Giuseppe è il degno continuatore della tradizione ceramistica dei Fasano, ma anche per quel clima di grande raccoglimento che il sito offre. Guardando i forni e i resti archeologici di una zona che sfida i secoli, sembra ancora aleggiare la figura ieratica, ma nel senso più semplice dell’espressione di Nicola Fasano.
A lui piaceva fasi vedere dagli studenti, ma anche dai numerosi turisti italiani e stranieri, con il grembiule sporco di argilla, con le mani alle prese con il tornio per dare forma originale a questo prodotto della terra verso il quale non sarebbe male che le nuove generazioni si avvicinassero con un senso di gratitudine e di attenzione per scoprirne i diversi significati.
Se Nicola Fasano è stato tutto questo, era giusto che Giuseppe dedicasse ogni anno al padre uno spazio riservato a coloro che veramente amano la cultura della ceramica e che continuano ad apprezzarne il valore attraverso una produzione che Giuseppe, come già fece il padre Nicola, rende varia ed attraente di anno in anno.
Per il resto dobbiamo aggiungere che quest’anno, oltre alla attesa “laudatio” che il prof. Francesco Lenoci dedicherà alle due figure principi della serata, Nicola Fasano e Carmelo Carrisi (padre dell’artista Al Bano), la direzione della serata sarà affidata alla nota giornalista di Telenorba, Maria Liuzzi, che certamente renderà briosi e piacevoli i vari momenti dell’evento che vedrà alternarsi sul palco, tra le varie e prestigiose premiazioni, le esibizioni dei Terraross, del Duo Panama, di Cinzia Tedesco e della violinista Nancy Barnaba.
Tra i premiati che si alterneranno sul palcoscenico, la cui lista sarà tenuta segreta fino a pochi minuti prima dell’inizio della serata, ci saranno personaggi del mondo della cultura, dell’imprenditoria, del commercio e della società rappresentata dalla magistratura, dal mondo della sanità e dal volontariato che nella provincia jonica sta scrivendo una importante pagina della nostra storia. A questo riguardo ci piace sottolineare che l’organizzazione del Premio ha deciso di devolvere parte del ricavato della serata all’Associazione S.I.M.Ba. di Taranto che opera da vari anni presso l’Ospedale SS. Annunziata di Taranto con i bambini ospedalizzati in Oncoematologia Pediatrica.
Il resto lo faranno gli stessi invitati relazionandosi fra loro per rendere così più briosa e varia una atmosfera che saremmo tentati di definire magica, ma che per scaramanzia aspettiamo di poterla definire tale a manifestazione conclusa.
Appuntamento, pertanto, venerdì 6 settembre alle ore 20 presso le Tenute di Albano Carrisi, contrada Bosco, a Cellino San Marco.

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Taranto come simbolo di rinascita. In occasione della Giornata Mondiale della Fisioterapia, verrà piantumato un albero a cura dei professionisti di questo settore della sanità, riuniti dall’A.I.FI. Puglia (Associazione Italiana Fisioterapisti). Un evento per lanciare un messaggio a favore della vita, una giornata che celebra chi riesce a superare le difficoltà e che lega la tutela e il rispetto dell’ambiente. 

Una quercia, simbolo di forza e stabilità, verrà regalata alla città lunedì 9 settembre alle ore 10:00 nel giardino della Casa di Cura Villa Verde in via Golfo di Taranto 22.

Alla manifestazione prenderanno parte l’assessore regionale allo sviluppo economico Cosimo Borraccino, l’assessore all’ambiente del Comune di Taranto Anna Tacente. Per l’ A.I.FI. Puglia il presidente dr.ssa Ft Claudia Pati, il tesoriere dr Ft. Marco Cordella, il dirigente associativo dr Ft. Alessandro Stasi. Inoltre porteranno la loro testimonianza il dr Francesco Capurso presidente dell’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche della Riabilitazione e della Prevenzione di Bari, Taranto, Bat, rappresentanti della Asl di Taranto e del mondo dell’associazionismo. 

L’ appuntamento è realizzato grazie al contributo del management della Villa Verde che, coordinato dall’amministratore unico dr.ssa Rosa Maria Ladiana, ha provveduto all’acquisto dell’albero. Sarà consegnata anche una targa ricordo, donata da un cittadino. L’evento sottolinea l’importanza del ruolo del fisioterapista come guida per la riabilitazione del paziente, per sollevarlo dalla sofferenza e riportarlo ad una qualità di vita migliore. 

«Ogni anno scegliamo un Presidio Riabilitativo in tutta la Regione e per il 2019 abbiamo individuato nuovamente Taranto – commentano i vertici di A.I.Fi Puglia – celebrando l’albero della vita». La quercia come sinonimo di tenacia e crescita «Fin dai tempi più remoti è stata considerata sacra. È possente e protettrice, con le sue radici profonde scava nella terra e con i suoi rami tocca il cielo: diventa simbolo dell'uomo completo, materiale e spirituale».

La giornata mondiale della fisioterapia è nata nel 2016 con l’ashtag #LeManiGiuste e la piantumazione di un ulivo, sempre a Taranto, segno di grande attenzione dell’Associazione nei confronti del capoluogo jonico. L’unione tra la professione e la natura, la nascita di un albero, come legame di dedizione e impegno nel recupero e nella riabilitazione dei pazienti.

L’evento è organizzato da A.I.FI. Puglia, in collaborazione con Villa Verde Taranto e il patrocinio di Comune di Taranto, Ordine Interprovinciale dei TSRM PSTRP Bari-Taranto-Bat, con il sostegno di Tombolini Officine Ortopediche e Medical Calò

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Castellaneta - «Ho letto con vero piacere il comunicato a firma dei Sindaci intervenuti a Taranto presso gli uffici del Direttore Generale dell’ASL Taranto dottor Rossi. Leggere che entro fine settimana riaprirà il reparto nascita ci dà una grossa emozione, leggere che entro fine settembre riaprirà la pediatria ci fa tirare un sospiro di sollievo, specie, ora che arriva l’autunno con le patologie dovute al freddo e altro. Questo a conferma di quanto abbiamo sempre detto: “La nostra manifestazione è PER e non CONTRO. Poichè c’è un vecchio adagio che recita “la gatta ustionata ha paura dell’acqua calda“, noi confermiamo la manifestazione di venerdì 6 settembre 2019 perché tante sono state le promesse avute e poi, nel silenzio assordante, sono andate disattese. Aggiungo, inoltre, che la nostra manifestazione si batte anche per ottenere tutto ciò che è contemplato nel Riordino Ospedaliero Pugliese e cioè l’Ospedale di 1° livello con l’ottenimento di tutte le attrezzature-il personale-reparti che in esso sono contemplati. Ricordo agli Amministratori che tutti insieme dobbiamo remare nella stessa direzione, per ottenere ciò che è previsto. Rinnovo l’invito a manifestare con noi. Non cerchiamo gloria, ma solo una presa Di coscienza da parte di tutta la popolazione interessata affinché si faccia partecipe della difesa di un bene primario è necessario come l’Ospedale San Pio di 1° livello, che darà più fiducia e sicurezza a questo versante della Provincia per essere assistiti con le dovute cure. Dico ai Sindaci di non avere timore di questa manifestazione ricordando che quanto più grande essa sarà, più forte sarà la spinta che avrete da noi per raggiungere l’obiettivo, insieme. Le Associazioni che aderiscono alla manifestazione chiedono, infine, di poter essere ricevuti dal dottor Rossi, per esporre le osservazioni e collaborare per la risoluzione dei problemi».

Il semplice cittadino Antonio Mezzapesa (organizzatore della manifestazione pacifica per l’Ospedale San Pio di Castellaneta.

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Venerdì 6 settembre p.v. ricorre il 153° anniversario dell’accensione del faro di Leuca. Il faro fu, infatti, acceso per la prima volta il 6 settembre del 1866, fu progettato dall'ingegnere Achille Rossi e costruito nel 1864, in sostituzione di un'antica torre fatta costruire da Filippo II. Un'importante struttura a forma ottagonale realizzata in pietra di tufo conchifero. Salendo i suoi 254 scalini, si arriva alla terrazza sottostante la lanterna metallica, da qui si può ammirare uno straordinario e unico panorama; nelle giornate più limpide si possono osservare le coste dell'isola greca di Corfù e le montagne che segnano il confine tra Albania e Grecia. Inoltre è ben visibile la linea che segna il confine tra le acque del mar Adriatico e del mar Ionio che proprio al largo delle coste di Santa Maria di Leuca s’incontrano. Con la sua altezza di 48,6 metri dal livello del suolo e 102 metri dal livello del mare, s’innalza con tutta la sua imponenza sull’adiacente Piazza della Basilica di Santa Maria de Finibus Terrae, situato a Punta Meliso. A promuovere la manifestazione, che riguarda un simbolo di estrema importanza architettonica e nautica, sono le 5 ProLoco del Capo di Leuca (Castrignano del Capo, Gagliano del Capo, Leuca, Patù e Torre Vado), con il patrocinio del Comune di Castrignano del Capo e con la collaborazione di due Istituti di scuole medie di Gagliano-Castrignano e Patù-Morciano-Salve e del Politecnico di Bari, sono stati organizzati alcuni eventi celebrativi che si svolgeranno dalle ore 9.00. A rappresentare la Marina Militare, ci sarà il Vice Comandante del Comando di MARIFARI TARANTO, il Luogotenente Lingria Pasquale. Alle ore 9.00 ci sarà un premio di pittura estemporanea “Il Faro”, riservato ai pittori in erba, in ricordo del poeta Cosimo Russo. Alle ore 18.00 si aprirà un convegno “Il cammino delle Torri Costiere e dei Fari”, a favore del quale interverranno la giornalista-scrittrice Enrica Simonetti, il docente del Politecnico di Bari Nicola Martinelli, il docente e storico dell’arte Beppe Carlone e per le fotografie e video il Sig. Nicola Amato. Al tramonto sarà eseguita la cerimonia dell’Ammaina Bandiera. La giornata si concluderà con la premiazione prevista per le ore 20.30 presso il Piazzale antistante il Faro di Leuca.

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Siamo un gruppo di lavoratori ex-ILVA (Amministrazione Straordinaria) in Cigs (Cassa integrazione straordinaria), vittime sacrificali di un accordo calato dall’alto e mai discusso con i lavoratori in fabbrica. Accordo “maledetto” intavolato per la cessione ILVA alla multinazionale Arcerol Mittal e sottoscritto al Ministero dello Sviluppo economico lo scorso 6 Settembre 2018 tra sindacati, Am Investco, Governo e Commissari Straordinari.
Tramite questo accordo è stata ratificata la morte della città di Taranto e la messa al lastrico di migliaia di operai che grazie al lavoro in quella fabbrica riuscivano a sfamare famiglie intere. Nel volgere di qualche mese, sono stati spediti a casa ben 2586 lavoratori, con criteri di scelta al quanto discutibili, le cui motivazioni non sono mai arrivate per diretta volontà dei nuovi proprietari, ma per mezzo di una sentenza del Giudice Lorenzo De Napoli che condannava Mittal per comportamento anti sindacale.
A distanza di 5 mesi dall’ esubero e nonostante la sentenza di condanna, tali motivazioni comunque, risultano ancora incomplete e parziali. A tutt’oggi le discriminazioni operate sulle scelte scriteriate utilizzate per la selezione degli esuberi non sono state chiarite e nonostante le numerose missive fatte pervenire attraverso i legali di alcuni lavoratori, TUTTO TACE! con gentile placet del “governo del cambiamento”!
Ad un governo silente ed una giustizia parziale, fanno eco gli slogan penosi dei sindacati ascoltati nel post accordo: “ZERO ESUBERI”, con la promessa di un sicuro riassorbimento degli operai entro il 2024; promesse che ad oggi ci sembrano chimere; cosi come utopie restano le promesse di reimpiego dei lavoratori nelle fantomatiche bonifiche, con annessi corsi di formazione di cui oggi si è persa voce. Ma i sindacati ormai abbiamo imparato a conoscerli molto bene, sulla carta dovrebbero tutelare i lavoratori ma che nei fatti sono totalmente piegati alle volontà aziendali, abili oramai nel revocare scioperi un secondo dopo averli proclamati anche con colleghi scomparsi nell’acque nella zona portuale e ritrovati dopo alcuni giorni cadaveri.
A distanza di un anno infatti lo scenario è completamente opposto a quello preventivato dai sindacati, i famosi “zero esuberi” sono diventati 1100 auto- licenziamenti. Operai che hanno optato per l’esodo incentivato, con la speranza che
100 mila euro lordi possano aiutarli ad avviare un lavoro in proprio. Ma il loro futuro è ben chiaro a tutti. Disoccupazione!
Oggi assistiamo ad ennesime prese in giro, da parte della politica, infatti, durante il dibattito dello scorso 30 Agosto alla festa Usb a Talsano, l’onorevole (5stelle) Mario Turco ha affermato di aver già pronto un emendamento da inserire nel prossimo D.L Impresa di Settembre. Ci chiediamo da chi abbia avuto mandato per redigere un tale emendamento? Se ci sono dei lavoratori Ilva in AS che gli hanno suggerito di adoperarsi per loro perché non specifica da quali lavoratori è stato consigliato? Chi gli ha chiesto di anticipare la CIGS restante dei futuri prossimi 4 anni? Secondo quali teorie il Pentastellato crede che ciò incentiverebbe l’ulteriore uscita dal mondo metalmeccanico/Siderurgico di ulteriori lavoratori?
Siamo davvero stanchi quasi sfiniti da questo mondo politico infame, non ci sentiamo più in alcun modo rappresentati da NESSUNO! E per questo non escludiamo di costituire nei prossimi mesi un Comitato di lavoratori in Cigs, che resterà completamente fuori da contesti e logiche sindacali, non sarà serbatoio di voti per nessuno e non sarà foraggiato da alcun partito politico. Avremo come vero e unico scopo quello di dare la reale voce dei lavoratori per troppo restata inespressa. Una sola ed unica voce senza filtri sindacali alla camomilla.
Con questo comunicato intendiamo inoltre informare tutti, dalla classe dirigente a quella sindacale che da oggi non avrete più a che fare con dei lavoratori sporadici in cigs ma con un gruppo sostanzioso di persone incazzate sul serio che pretendono rispetto e dialogo sulle attuali precarie condizioni in cui stiamo vivendo.
Chiediamo quindi ufficialmente che qualunque idea o mossa che i sindacati intendessero intraprendere per tutelare i nostri interessi venga completamente condivisa preventivamente con noi.
La voce dei lavoratori in Cigs (se permettete) la portiamo noi diretti interessati, quindi da oggi ogni azione andrà discussa in dibattiti pubblici riservati ai soli lavoratori, con tutte le sigle sindacali e senza bandiere o stendardi al seguito.

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Una mattina di fine agosto me ne sto tranquillamente seduto su una panchina del viale davanti all'Eden bar godendomi gli ultimi giorni di una rilassante estate paesana.
Ad un tratto arriva un mio conoscente che conobbi nel lontano 2006 quando fondai insieme ad altri amici il Fronte della Gioventù del mio paese.
Nelle mie intenzioni doveva essere un corpo paramilitare composto da giovani idealisti per realizzare nella pratica le teorie eversive oggetto della mia tesi di laurea fresca fresca di stesura, ma ben presto presi atto che più che idealisti, questi ragazzi erano sommozzatori dell'inconscio a cavallo di siluri subcorticali a propulsione cannabinoide, e così messi da parte i propositi rivoluzionari, rimanemmo in rapporti amicali.
Ci salutiamo. Tu che fai? E tu che non fai? Esce fuori che io ho scritto un romanzo e lui si sta per arruolare nella legione straniera.
Quando me lo dice penso che al mondo c'è tanta gente strana, ma poi mi rendo subito conto che se stiamo lì a parlare è in forza di una legge di attrazione universale che unisce i simili con i simili.
Arruolarsi nella legione straniera! Quasi quasi ci faccio un pensiero anche io. Ci si può arruolare fino a quarant'anni, bisogna solo essere in buona salute, non avere niente da perdere ed essere pronti ad uccidere ed essere uccisi.
In fin dei conti sono un ex maratoneta e faccio spesso lunghe nuotate. Secondo i medici del CONI ho ancora un cuore d'oro, anche se molte delle mie ex non sono dello stesso avviso.
Arruolarsi nella legione straniera! Quasi quasi ci faccio un pensiero, ma poi mi rendo conto che odio essere interrotto, tanto più se a farlo è una pallottola, proprio ora che sono diventato me stesso. No, meglio evitare e parlare di libertà, piuttosto che mischiarsi nel fango della terra dove i sogni diventano realtà trasformandosi in incubi.
Ci salutiamo, gli auguro buona fortuna e se ne va.
Rimango seduto sulla panchina davanti all'Eden bar, con questa pulce nell'orecchio della legione straniera. Da che mondo è mondo i giovani di ogni epoca si sottopongono al più antico rito di iniziazione che è la guerra, utile per i potenti, istruttiva per i combattenti, od almeno per quelli che hanno la fortuna di fare ritorno a casa.
Per me sarebbe un rito di iniziazione alla età matura, ma forse sono troppo vecchio per morire giovane. Proprio non so starmene tranquillo. La mia mattinata di relax sembra rovinata e così, come faccio sempre in questi casi, decido di risolvere il problema per via letteraria.
Vado alla Mondadori, uso i soldi ricavati dalla vendita del mio romanzo per comprare altri romanzi. Ormai mi sono rassegnato senza ritegno alla mia tossicodipendenza letteraria in cui spaccio narrativa per procurarmi narrativa ad uso personale, e così facendo mi ritrovo tra le mani “ Ludi Africani” di Erst Junger dove è scolpito sulla carta il pudore della giovinezza e la sua implacabile incapacità di piegarsi alle regole del gioco borghese.
Il giovane protagonista diciottenne fugge da casa ed usando i soldi della retta universitaria oltrepassa la frontiera e si dirige a Verdun per arruolarsi nella legione straniera. Con grande sincerità narrativa e profondità psicologica Junger descrive la discrasia tra il sogno di grandi avventure del ragazzo e la sua incapacità di fare fronte alle piccole necessità pratiche per realizzarlo. Ad esempio si vergogna di chiedere informazioni stradali per raggiungere il centro di reclutamento, perchè giovane ed imberbe quale è, ha paura di essere deriso per il suo folle proposito, al punto che per vincere l'insicurezza decide di buttare via tutti i soldi in suo possesso per non avere altra scelta che l'arruolamento.
Si troverà quindi a contatto con vagabondi e furfanti della peggior specie che vedono nella legione straniera l'unica via per fuggire ad incomprensioni legali in cui sono rimasti coinvolti, o l'unico mezzo di sostentamento per mettere insieme il pranzo e la cena nella stessa giornata.
Il protagonista verrà più volte derubato di tutti i suoi averi, ma non se ne preoccupa perchè come un novello San Francesco il suo intento è di liberarsi di ogni legame con il quieto e noioso mondo borghese da cui proviene, per sposare il vangelo della grande avventura esistenziale. Farà altresì scoperta del cameratismo e della fratellanza che talvolta si genera tra disperati.
In questo romanzo Junger mette in scena il rito della iniziazione giovanile e del passaggio alla età adulta in cui i frutti della fantasia giovanile si infrangono come onde sulla roccia affilata della realtà. L'esperienza legionaria del protagonista durerà solo due settimane a causa di un intervento del padre che per proteggerlo riuscirà ad ottenerne l'immediato congedo salvandogli molto probabilmente la vita, dato che il ragazzo, per quanto coraggioso ed irruente non ha ancora la sufficiente maturità e conoscenza del mondo per sfuggirne alle proprie inesorabili dinamiche distruttive.
Un romanzo piacevolissimo in cui Junger svela il suo talento di grande narratore portando il lettore nelle dinamiche psicologiche della giovinezza e nelle sue illusioni, che sono state le illusioni di tutti noi e, proprio per questo motivo, sono capaci di farci intenerire ricordandoci le avventure dei nostri diciotto anni.
Quanto al mio amico, gli auguro con tutto il cuore di tornare illeso dalle sue avventure sui terreni operativi in cui verrà impiegato in questo corpo militare di mercenari unico nel suo genere, in modo tale che tra cinque anni potremo incontrarci di nuovo su quella panchina del viale, davanti all'Eden Bar, per unire le sue avventure alla mia narrazione intrecciando le radici del possibile e dell'impossibile, del sangue e della terra, del sogno e della realtà, attraverso una mezza verità verosimile credibile come solo la finzione sa essere quando si unisce alla più brutale delle verità.

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Agricoltori pronti a scendere in piazza, se necessario, al fianco dei sindaci e dei cittadini

Castellaneta - «Salutiamo con favore e speranza l'arrivo della nuova responsabile del reparto di Neonatologia dell'ospedale San Pio di Castellaneta, dott.ssa Iolanda Chinellato, in servizio dal 3 settembre 2019. Le diamo il benvenuto e apprezziamo particolarmente la scelta, peraltro ricaduta su una pediatra di riconosciuta professionalità e competenza, sintomo di una precisa volontà di potenziamento del presidio. È solo una prima risposta all'endemica carenza di personale, ma lo consideriamo un importante segnale per un giro di vite».

Lo afferma il presidente provinciale CIA Due Mari Pietro De Padova che, insieme al direttore provinciale Vito Rubino e a Michele D'Ambrosio, vicepresidente Anp CIA Due Mari (Associazione Nazionale Pensionati della Confederazione), sta seguendo l'annosa vicenda della temporanea chiusura del Punto nascita e, più in generale, del destino del nosocomio al servizio dell'intera zona Occidentale di Taranto.

«I primi risultati del tavolo tecnico permanente costituito in Regione sono incoraggianti, ma non arretreremo di un centimetro nella battaglia per restituire all'ospedale San Pio la dignità di un presidio di primo livello - aggiunge Pietro De Padova - Manteniamo alta la guardia e vigileremo, come abbiamo fatto finora, affinché gli impegni fin qui assunti dalle istituzioni e le soluzioni prospettate si trasformino in atti concreti e il presidio venga davvero rafforzato».

Sin dalle prime voci circolate in merito al rischio chiusura dei reparti, CIA Due Mari, tramite tutte le sue articolazioni - Inac, Donne in Campo, Agia, Anp - impegnate nella tutela dei diritti del cittadino, aveva espresso preoccupazione e interpellato il Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano e i vertici dell'Azienda Sanitaria Locale di Taranto per chiedere chiarimenti e garanzie.

«Continueremo a esercitare il necessario pressing nei confronti della politica e degli enti, fin quando tutti i reparti non saranno salvi e rafforzati per rispondere adeguatamente alle esigenze dei pazienti - aggiunge il direttore provinciale CIA Due Mari Vito Rubino. Condividiamo con la Direzione Generale dell'Asl Taranto la massima attenzione al mantenimento dei servizi sanitari sul territorio e saremo vigili sentinelle. Siamo al fianco dei sindaci del versante, ci associamo alla richiesta di chiarezza sulle previsioni del piano di riordino e siamo pronti a scendere in piazza se sarà necessario. L'Ospedale San Pio di Castellaneta è una struttura di eccellenza che merita attenzione e una solida strategia di rilancio».

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La decisione è stata assunta per agevolare l’utenza compensando i giorni di chiusura effettuati nel mese di luglio
Taranto – Lo Stabilimento Elioterapico della Marina Militare sito sull’Isola di San Pietro posticiperà la sua chiusura stagionale al giorno 15 settembre a differenza di quanto programmato inizialmente. La decisione è stata assunta dalla Marina Militare per compensare i giorni di chiusura dello Stabilimento necessari, durante il mese di luglio, a ripristinare la struttura dai danni provocati dal fortunale abbattutosi su Taranto. Pertanto i collegamenti da e per l’isola, assicurati dall’AMAT con le motonavi Adria e Clodia, continueranno fino al 15 settembre incluso secondo il programma consolidato. Si ricorda che grazie alla Convenzione tra la Marina Militare e l’Amministrazione Comunale di Taranto, l’accesso allo Stabilimento Elioterapico è garantito non solo ai militari, e ai loro familiari, ma a tutti i cittadini e turisti, previo acquisto del biglietto presso gli uffici dell’AMAT oppure on-line sul sito internet ovvero presso il Circolo Sottufficiali della M.M. ubicato alla discesa L. Da Vinci (solo per il personale militare). Il biglietto dà il diritto d’ingresso alla spiaggia e al servizio di trasporto gestito dall’AMAT.

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Via libera dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) alla rimborsabilità della prima terapia a base di cellule Car-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell) disponibile in Italia. Domani alle 11:00 conferenza stampa di presentazione all'Ospedale Moscati di Taranto.

Le terapie Car-T, ricordiamo, rappresentano una strategia immunoterapica di ultimissima generazione nella lotta ai tumori ematologici. Non è un trattamento classico, non è un farmaco di sintesi che si trova preconfezionato in farmacia o in ospedale e pronto all’uso. Si tratta in realtà di una terapia cellulare basata sulle cellule vive del paziente (i globuli bianchi del sistema immunitario, o linfociti T), che vengono prelevate, modificate geneticamente e reinfuse nel soggetto, in modo da potenziarne il sistema immunitario contro il tumore.
Al momento queste terapie sono utilizzate per pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B resistenti alle altre terapie o nei quali la malattia sia ricomparsa dopo una risposta ai trattamenti standard (chemioterapia e/o radioterapia) e per pazienti fino a 25 anni di età con leucemia linfoblastica acuta a cellule B. Inoltre sono in corso studi sul mieloma multiplo, leucemia linfatiche croniche e tumori solidi, come il carcinoma della prostata.
Entro il mese di settembre verrà resa pubblica la lista dei centri in Italia dove verrà erogata la terapia Car-T. In Puglia la Asl Taranto ha certificato il possesso di tutti i requisiti specifici individuati dall’Aifa e quindi entro poche settimane i primi pazienti riceveranno la terapia.
La struttura di Ematologia del Moscati, diretta dal dott. Patrizio Mazza, oltre a essere specializzata in onco-ematologia, come tutti i centri abilitati è dotata della certificazione del Centro Nazionale Trapianti, dell’accreditamento Jacie per trapianto allogenico comprendente unità clinica, unità di raccolta ed unità di processione, della disponibilità di una serie di infrastrutture come il reparto di rianimazione e terapia intensiva sufficientemente attrezzato per rispondere ad emergenze che possono verificarsi per complicanze anche gravi e della presenza di un team multidisciplinare adeguato alla gestione clinica del paziente.
Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore generale dell’Asl di Taranto, avv. Stefano Rossi: “Con l’approvazione da parte del Consiglio di amministrazione di Aifa – aggiunge il Direttore - si è concluso l’iter procedurale per garantire l’accesso a queste nuove terapie salvavita. Grande merito va alla struttura del dott. Mazza che, con un attento lavoro di squadra, ha fatto in modo di aprire un percorso che garantirà a breve un accesso a tutti quei pazienti che hanno esaurito qualsiasi opzione terapeutica ed offrire una nuova speranza di cura”.

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I Carabinieri del NORM della Compagnia di Manduria hanno tratto in arresto in flagranza di reato ZANZARELLI Antonio, 47 anni, pregiudicato del luogo, per detenzione di arma clandestina e relativo munizionamento.

Il soggetto, ben noto alle forze dell’ordine per il suo profilo criminale, alla vista dei militari nei pressi di un bar di Manduria, si dava alla fuga a piedi abbandonando uno scooter a bordo del quale viaggiava, ma veniva bloccato dopo un breve inseguimento. L’immediata perquisizione veicolare consentiva il rinvenimento di una grossa pistola a tamburo mod. revolver Smith & Wesson, con matricola abrasa, carica di nr. 6 cartucce calibro 38, che il prevenuto portava al seguito con disinvoltura e totale sprezzo delle leggi. L’arma è stata posta in sequestro per i successivi accertamenti atti a verificarne, oltre alla provenienza, l’eventuale utilizzo in attività delittuose. Sono inoltre in corso ulteriori indagini al fine di appurare le motivazioni per le quali il soggetto circolava armato, verosimilmente ascrivibili ad un’ “esigenza di difesa personale” nell’ambito dell’entourage criminale della zona, in considerazione del suo spessore delinquenziale.

Dopo le formalità di rito l’arrestato, su disposizione del P.M. di turno, è stato tradotto presso il carcere di Taranto.

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