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La giovane stilista ginosina premiata dal cavalier Boselli per “Psicosoma”

Dalila Recchia premiata da Mario Boselli

Ginosa – La sesta edizione dell'evento MadMood ha avuto come ospiti d'eccezione Valeria Marini e Luna Berlusconi.
La bellezza formosa di Valeria Marini, testimonial d'eccellenza della bellezza italiana “curvy” ha caratterizzato le sfilate della Milano Fashion Week organizzate dal format MadMood, polarizzando l'attenzione del pubblico nel corso della chiusura dei defilé presso il Palazzo dei Giureconsulti.
La moda milanese ha festeggiato così il mezzo secolo di attività di Assomoda e ha rilanciato con forza la donna “curvy” per le collezioni Donna Primavera/Estate 2020.
La passerella, sovrastata dalla tavola realizzata da Luna Berlusconi e intitolata “Divina”, ha visto anche la presenza, oltre che dell'autrice dell'opera d'arte, anche di Paolo Berlusconi e di rappresentanti di istituzioni internazionali quali i consoli generali di Argentina e Serbia.
Il presidente onorario della Camera della Moda Italiana, Mario Boselli, ha premiato Dalila Recchia come miglior designer nel corso della serata d'onore dopo le sfilate milanesi svoltasi presso il Baglioni Carlton Hotel; autrice della collezione Psicosoma, la stilista ginosina rappresenta un ritorno alla moda essenziale, senza maschere o eccessi.
«Vestiamoci della nostra pelle, svestiamoci dalle maschere, mettiamo in risalto i nostri difetti, esploriamo la nostra mente, curiamo l'interno per fare in modo che l'esterno sia solo un riflesso – afferma la giovane e promettente stilista – Mostriamoci per come siamo non soffermiamoci mai sull'apparenza, cerchiamo di cogliere l'essenza. Non pensate mai ad un vestito, ad un'opera o ad una creazione come qualcosa di bello o di brutto, pensate piuttosto al motivo per il quale è stata fatta, cosa ha voluto comunicare e trasmettere. Non pensate all'esterno, cercate di capire cosa c'è all'interno. Vestitevi per trasmettere e non per apparire, non modificatevi per gli altri ma mostratevi come voi stessi. Vestitevi dei vostri dettagli, delle vostre ‘imperfezioni’, della vostra pelle e del vostro corpo e vedrete come l'esterno sarà semplicemente il riflesso dell'interno. Io sono un corpo e il corpo è il mio vestito più bello».
“Psicosoma” mette, infatti, in relazione la mente e il corpo nella loro influenza reciproca, mettendo a nudo la donna pur vestendola: la stilista denuda così la sua anima e lo fa coprendo lembi di pelle con lembi di stoffa.
Si chiude così la sesta edizione di questo evento moda organizzato da MadMood, uno dei format più audaci e particolari presenti sulla piazza milanese ideato da Marianna Miceli: una vera e propria celebrazione della donna e delle sue forme in tutti i modi possibili, dall'arte su tela al body painting passando per la fotografia professionale.
La collaborazione internazionale con Excellence Magazine, media partner per l'Europa, Stati Uniti e i Paesi Arabi, ha connotato l'evento moda MadMood come un vero e proprio laboratorio di stile ‘globale’ che riunisce le principali fonti di nuove esperienze delle economie emergenti nel mondo del fashion odierno.

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Anche i Commercialisti di Taranto aderiscono allo sciopero Nazionale indetto dalle Associazioni Sindacali di categoria.

A seguito delle nuove problematiche sugli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale) che, come denunciato in più occasioni e da più parti, al momento non sono ancora affidabili e quindi con possibili gravi conseguenze, anche patrimoniali, per i contribuenti, le nove sigle Sindacali di categoria hanno indetto uno sciopero Nazionale che riguarderà la sospensione di alcune attività così articolate:
1) invio del Modelli F24 (dei soli Commercialisti) dalle ore 24 del giorno 29/09/2019 alle ore 24 del giorno 01/10/2019;
2) Astensione dalle udienze presso le Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali dalle ore 24 del giorno 29/09/2019 alle ore 24 del giorno 07/10/2019.
Le doglianze dei Commercialisti in merito agli ISA sono state anche recepite e condivise dal Garante del Contribuente, che ha chiesto anche interventi normativi urgenti al Governo. In realtà gli ISA, per i quali i Commercialisti chiedono la disapplicazione per l'anno 2018, ovvero il loro utilizzo al solo fine statistici, sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso atteso che, ancora una volta, viene disatteso lo statuto dei diritti dei contribuenti. I Dottori Commercialisti e gli Esperti Contabili iscritti all'Albo sono 118.639 dislocati su tutto il territorio nazionale per un totale di 238.000 unità occupate; concorrono alla creazione del valore aggiunto nazionale in misura pari allo 0,8% del PIL. I Commercialisti svolgono numerose attività a sostegno e a supporto dell'economia italiana e del sistema produttivo del Paese:
• Su circa 6 milioni di contribuenti circa il 75% di essi adempiono ai propri obblighi fiscali per il tramite del Commercialista;
• Su un gettito fiscale complessivo di circa 178 miliardi di euro, alle casse dello Stato affluiscono circa 134 miliardi di euro per il tramite dell'attività di Consulenza e assistenza fiscale presentata dai Commercialisti.
Altrettanto significativi sono i numeri che riguardano il ruolo di controllo di legalità nelle società di capitali. I dati sopra riportati confermano che i Commercialisti sono utili ai Cittadini, alle Imprese, alle Istituzioni alla Comunità. Pertanto in ragione della loro professione e del loro ruolo nel paese, i commercialisti chiedono anche una serie di azioni sinergiche che mettano al centro:
a) la valorizzazione delle competenze
b) il riconoscimento del ruolo svolto
c) il sostegno ai processi di aggregazione professionale
d) l'intervento sistematico per una effettiva e non solo nominale semplificazione normativa.
“Mi auguro una ampia e diffusa partecipazione attiva alle attività previste dall'estensione collettiva – afferma il presidente dei commercialisti di Taranto Cosimo Damiano Latorre (foto)- secondo le istruzioni operative diramate dalle sigle Sindacali di categoria. I Commercialisti di Taranto dicono basta ad una serie innumerevole di provvedimenti normativi ed adempimenti (alcuni duplicati e altri non utili agli scopi dichiarati) scaricati sulla testa dei contribuenti e dei professionisti che quotidianamente li assistono e chiudono di essere ascoltati dal Governo che molto spesso disattende le loro proposte utili al paese”.

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Si svolgerà martedì 1° ottobre, alle ore 8,30, nell’auditorium del SS. Annunziata di Taranto, la presentazione di “Ciao Maschio”, un progetto di prevenzione delle malattie andrologiche destinato gli studenti del 5° anno delle scuole superiori di Taranto.
Nel corso dell’evento saranno presentati i risultati di una ricerca effettuata nell’ambito di un progetto denominato “Digit-Pro”, promosso dalla Fondazione Foresta, svolto nel 2018 e che ha concluso l’analisi dei risultati ottenuti nei ragazzi dai 18 ai 21 anni della Puglia.
La ricerca, svolta dagli studiosi dell’Università di Padova, ha valutato i profili di 1.426 studenti veneti e poi quelli di 891 pugliesi (479 maschi e 412 femmine). Sono stati raccolti oltre duemila questionari anonimi tra gli studenti dell’ultimo anno delle scuole medie superiori che permettono di fotografare i comportamenti, le abitudini e le problematiche del giovane maschio evidenziando le differenze tra Nord e Sud.
L’organizzazione e la segreteria scientifica sono del dott. Marcello Sciaraffia (referente regionale Ame, Puglia e Basilicata), del dott. Agostino Specchio (coordinatore Siams Regione Puglia) e del prof. Carlo Foresta (delegato Cd Sie).
Saranno presenti: il Presidente della Regione Puglia, dr. Michele Emiliano; il Direttore Generale Asl Ta, avv. Stefano Rossi; il Direttore Sanitario, dr. Vito Gregorio Colacicco; il Direttore Medico Dr.ssa Maria Leone; il Direttore del Dipartimento Area Medica Asl Ta, dr. Fernando Sogari; il Sindaco di Taranto, dr. Rinaldo Melucci; il Presidente dell’Ordine dei Medici di Taranto, dr. Cosimo Nume; il Dirigente Scolastico del Liceo ‘Aristosseno’, prof. Salvatore Marzo; il prof. Edoardo Guastamacchia, Presidente nazionale AME e il prof. Carlo Foresta, Delegato Cd Sie.
Seguiranno gli interventi del dr. Marcello Sciaraffia e dei professori Edoardo Guastamacchia, Sebastio Perrini e Carlo Foresta.
Sabato 5 ottobre, nell’ambulatorio di Endocrinologia dell’Ospedale SS. Annunziata di Taranto, verrà effettuato uno screening rivolto agli studenti del V anno delle scuole medie superiori per la ricerca delle patologie dell’apparato genitale maschile attraverso ecografie. Questo tipo di screening ha lo scopo di individuare precocemente le malattie andrologiche, in netto aumento negli ultimi decenni in particolare l’infertilità maschile e il tumore del testicolo, la più frequente neoplasia solida nei giovani maschi.
L’esame diagnostico è utile, inoltre, per individuare altre patologie molto diffuse come il varicocele giovanile e le ipotrofie testicolari, anch’esse causa di infertilità se non diagnosticate precocemente.

 

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BARI. “Scenari di una professione invisibile”. È il titolo del convegno in programma per oggi, sabato 28 settembre, a Bari,presso l’Hotel Rondò, dalle ore 8 alle 14. Ad organizzarlo è l’Arco, l’Associazione Revisori Contabili Condominiali nell'ambito del suo primo congresso nazionale. 

Perché l’esigenza di affrontare tale argomento? Tutti credono che il compito dell’amministratore sia solo quello di ripartire e far pagare le spese e far rispettare le regole del condominio, ma non è così. Infatti la Legge 220/2012 che ha sostituito in parte il Codice Civile in materia di condomini stabilisce obblighi e responsabilità da parte dell’amministratore condominiale, che ha, quindi, anche dei doveri.
Non a caso, come ricorda il presidente nazionale Arco, il pugliese Francesco Schena (a dx nella foto), originario di Mottola (Ta), ma domiciliato a Noci (Ba), “l’Arco nasce con l’intento di assegnare a questa nuova figura professionale un’impronta autentica e distinta da altre professioni. Per costituire l’Arco, infatti, ci sono voluti due anni di ricerche, analisi e impegno da parte dei suoi ideatori e fondatori, molti dei quali consulenti tecnici d’ufficio dell’Autorità Giudiziaria, tutti accomunati da una pluriennale esperienza, maturata come revisori condominiali, ancor prima dell’entrata in vigore della legge n. 220/2012.
Quella dell’amministratore di condominio è una figura importante per la gestione degli immobili. Il suo operato è regolato da alcune norme di legge imperative. Tuttavia, resta una figura invisibile. Per comprendere quali potrebbero essere le prospettive o il ruolo ancora più definito di questa figura nel futuro, sono stati chiamati a raccolta, per il primo congresso nazionale Arco, tutti i professionisti della materia.
Ad aprire i lavori sarà Pierantonio Lisi (Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi di Bari) (foto), che si soffermerà sul tema: “Il rapporto di mandato tra amministratore e condominio alla luce della più recente giurisprudenza”. Seguiranno gli interventi di: Alessandro Gallucci (presidente del Comitato tecnico - scientifico Arco), che relazionerà su “Le criticità del sistema formativo degli amministratori”. E, ancora, Claudio Calì, esperto in comunicazione, che si soffermerà sull’importanza della comunicazione relazionale dell’amministratore di condominio.
Tra le altre relazioni, anche quelle di Giuseppe Rigotti (BmSchool) e Simona Bastari. A moderare i lavori nel corso della giornata saranno Francesco Schena e il foggiano Maurizio Zichella (pugliese anche lui), rispettivamente presidente e vice presidente nazionali.
Previsti anche interventi per Coa Bari, H2 Software, Alac, Mlt Consulting Group, Confabitare Puglia, Figiac, Valore Aggiunto, Aic, Ap, Unione Nazionale Camere Condominiali, Unicondominio, BmItalia, Assocond - Cdnafi Puglia - Basilicata e Cts Arco.
Prima delle conclusioni dei lavori, spazio alla relazione del segretario nazionale Arco Carlo De Silva.

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"Egregi Signori Ministri Costa e Fioramonti,
rispondendo all'appello di Greta Thunberg, stamattina, anche gli studenti delle scuole tarantine sono scesi in strada. Erano tantissimi e, con loro, c'eravamo anche noi, i "prof.", i "grandi", contagiati dall'entusiasmo con cui i nostri alunni hanno preparato la manifestazione odierna e preoccupati per il futuro nefasto che li (e ci) attende, qualora dovessero concretizzarsi gli allarmi dei climatologi.
Vivendo con loro, tutti i giorni, ci rendiamo conto che i giovani di Taranto sono triplamente in ansia. Innanzitutto, condividono la preoccupazione dei coetanei del resto del mondo, per aver ereditato un mondo ipotecato dall'inquinamento dei gas nocivi, soffocato dal riscaldamento dell'atmosfera, sommerso di rifiuti, compromesso nella sua stessa esistenza.
Poi, perché anch'essi non riescono a capire da che parte stiano i "potenti", che, invece di tutelare il pianeta, sembrerebbero più attenti a salvaguardare gli interessi economici, di parte, di chi considera ancora realistico un modello di sviluppo che sta portando la Terra al collasso. Infine, perché sanno bene di manifestare in una zona martoriata dai tumori, che spesso colpiscono loro stessi, i loro cari o i loro amici, e che hanno un focolaio di diffusione nei grossi stabilimenti industriali (Arcelor Mittal, Eni) che insistono sul nostro territorio. Questi ragazzi sono delusi, provati, ma non si arrendono allo sconforto; ci (e vi) chiedono di più.
Chiedono più tutele ambientali, in generale e contro i "mostri" che divorano le vite dei tarantini, minacciando il loro futuro. Chiedono che, alle parole del premier Conte, che vuol fare dell'Italia un Paese leader nella lotta ai cambiamenti climatici, seguano atti concreti, ossia che l'obiettivo emissioni zero, dello scorso vertice ONU, venga attuato anche dall'Italia e soprattutto a Taranto, dove, ancora stamattina, dalle ciminiere dell'acciaieria ex Ilva, venivano riversate vistose emissioni nocive per l'ambiente e per la salute. Chiedono più possibilità di studio in sede, che significa, concretamente, più facoltà universitarie autonome dal centro barese ed un'offerta formativa più ampia di quella attuale, che valorizzi anche le peculiarità del territorio tarantino (es. Beni culturali, Scienze biologiche e marine). Chiedono di non essere costretti ad emigrare per studiare o per lavorare, di potersi godere i propri cari, i propri amici, le bellezze della nostra terra, liberi dalle paure. Vi chiedono di "esserci", accanto a loro, di impegnarvi per questo lembo della nostra Nazione che vuole vivere e guardare al futuro con fiducia. Noi siamo con loro. Abbiamo fiducia che anche voi ascolterete il grido di questi giovani, affinché un futuro migliore possa splendere su tutta l'umanità.

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Nella cultura vedica delle Upanisad, il termine Aryan viene usato per indicare coloro che conoscono il valore della vita e perseguono una realizzazione spirituale da porre al servizio della propria società.
In questa sede con il termine arianesimo non ci riferiamo né alle teorie eretiche del monaco cristiano Ario, né alla scellerata trasposizione in chiave razziale che del concetto di arianesimo è stata fatta tra la fine dell'800 e la metà del '900.
Il concetto di Aryan si basa sulla idea di servizio verso il prossimo e verso la divinità che è alla base di ogni sistema etico-religioso, un concetto banale e scontato nella cultura tradizionale, ma che è bene ricordare di tanto in tanto nella nostra cultura contemporanea di stampo materialista ed ateo.
Ciò che interessa evidenziare è proprio il concetto di servizio che caratterizza la figura dell'aryan rispetto all'uomo contemporaneo.
L'aryan accede alla condivisione di un sistema etico di natura trascendente composto da precetti morali e religioso che gli sono da guida nella azione concreta di tutti i giorni.
Scopo dell'aryan è di avere sempre in mente in ogni momento della sua giornata il nome di Krsna, simbolo della divinità, della trascendenza, della Persona Suprema, al fine di perseguire il proprio perfezionamento spirituale plasmando la materia della vita quotidiana verso il bene supremo e lo spirito, un essere nel mondo attraverso lo spirito, attraverso la azione della mente-non mente che compie azioni pure superando l'attaccamento ai frutti della azione, secondo quanto predicato dalla dottrina zen della azione incondizionata.
Perchè scrivo dell'aryan? Perchè credo sia importante riscoprire punti di riferimento per orientare l'azione concreta in tutti gli ambiti: familiare, lavorativo, politico verso un fine superiore che trascenda le dinamiche personali egoistiche e realizzi una grandezza superiore all'Io che si manifesti nella sfera sociale.
Orientare la azione dall'alto dello spirito verso il basso della materia significa essere alla altezza della nostra natura nobile che nella materia non può esaurirsi.
Oggi risulta difficile già teorizzare l'esistenza di una società, in quanto la cultura cosmopolita, ormai imperante da decenni, ci ha assuefatti alla idea che il mondo ci appartenga senza confini territoriali e politici, ma questa idea di stampo illuminista è una astrazione culturale priva di contenuto, perchè è nel senso di appartenenza ad una determinata comunità che si realizza il nostro Io sociale; è nella appartenenza ad un determinato ceppo linguistico che accediamo ad una determinata cultura e formiamo il nostro modo di pensare e di essere; è nell'accesso ad un determinato orizzonte spirituale che definiamo noi stessi nel tempo, sfuggendo alla dittatura del presente ed alla contingenza sfuggente dell'attimo.
Tutte le fonti tradizionali parlano di una natura umana tripartita su tre livelli che partendo dalle profondità spirituali dell'Io, in diretta connessione, per il principio di coincidenza degli opposti, con la Grande Anima dell'Universo, si sviluppa negli ambiti della famiglia, della comunità e della religione. Abbattere questi ambiti significa vivere esclusivamente nella contingenza della materia in cui vige la sola regola di soddisfazione degli istinti egoistici, dove l'Io individuale si contrappone a tutti gli altri Io per l'accesso allo sfruttamento delle risorse materiali, secondo i dettami di un evoluzionismo darwinista che valgono nel solo ambito fenomenico naturale, ma che a nulla servono per il progresso spirituale dell'individuo.
Essere per servire è il dettato etico dell'uomo ariano, ossia di colui che è cosciente di poter realizzare se stesso solo attraverso il servizio reso al prossimo ed alla propria comunità. Celebre è la frase dannunziana del “Io ho quel che ho donato”, spesso usata in senso ironico per sottrarsi agli obblighi del dare materiale, ma che nella sua essenza rende perfettamente la ricchezza del realizzarsi attraverso il dono di sé nel mondo.

Recidere questo legame con l'assoluto significa vivere in un orizzonte finalistico che è proprio della cultura di sinistra che trova nel materialismo storico di Marx il proprio fondamento teoretico e nell'idealismo etico astratto la propria evoluzione contemporanea, fino a giungere alla idea dissociata da ogni azione che è propria della virtualità informatica, in cui l'uomo contemporaneo ormai galleggia come un naufrago sopravvissuto alla navigazione nel web sterminato.

Privi ormai di legami con il mondo fisico, se non per la soddisfazione delle nostre ambizioni professionali, del nostro fabbisogno economico e dei nostri istinti sessuali, navighiamo nel web tra migliaia di volti senza storia, perfettamente intercambiabili tra loro, soffermandoci solo su quegli elementi iconografici che stuzzicano le nostre mire sessuali nella esposizione/fruizione di forme femminili procaci o fisici maschili scolpiti, ma tutto poi si esaurisce nell'impulso del momento, e nella polemica del giorno.

Ispiriamoci al concetto di Aryan! Accettiamo la necessità ontologica della società realizzando noi stessi al suo interno. Domandiamoci: cosa posso fare io per la mia Nazione e non viceversa cosa può fare la mia Nazione per me.
In questo senso, il mio invito è di recidere i legami con questa assenza di vincoli della cultura moderna che invece di realizzare il pieno concetto di Libertà, ci vincola alla schiavitù del nichilismo, sospesi, a galla, sopravvissuti come naufraghi alla navigazione nel web.
Siate Ariani! Siate Italiani! Siate Uomini e Donne di questo tempo e di questo luogo, in cui attraverso la azione giusta si realizza il tempo imperituro e lo spazio senza limiti del nostro vero Spirito.

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Grazie al sostegno di Fondazione con il SUD e Fondazione Prosolidar,  ANT si mette in rete con il CSV Taranto e altri enti non profit  per garantire assistenza medica domiciliare, più servizi ai malati di tumore e prevenzione oncologica

Si stima che in Italia le nuove diagnosi di cancro siano 1.000 ogni giorno: la malattia oncologica è molto presente nella realtà quotidiana degli italiani, portando da un lato un forte bisogno in termini assistenziali e dall’altro un’urgenza di azioni volte alla prevenzione. Una situazione che si accentua in alcuni territori dove si registra un preoccupante aumento di casi oncologici e di problematiche legate alla salute. È il caso del territorio tarantino, noto per indici allarmanti relativi alle malattie oncologiche, come rilevato anche dal recente rapporto Sentieri - Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento: L’aggiornamento dell’analisi della mortalità relativo al periodo 2006-2013 evidenzia tra i residenti eccessi di rischio, della mortalità generale e per grandi gruppi, rispetto a quanto si osserva nel riferimento. Nella popolazione residente (uomini e donne) risulta aumentato anche il rischio di decesso per le patologie considerate a priori come associate all’esposizione industriale specifica del sito in particolare per il tumore del polmone, mesotelioma e per le malattie dell’apparato respiratorio.

È in queste zone in particolare che l’assistenza al malato e la prevenzione della malattia stessa, diventano urgenti. Grazie al progetto “Salute e qualità di vita a Taranto”, supportato da diversi sostenitori tra cui Fondazione con il SUD e Fondazione Prosolidar, una rete di enti non profit con capofila Fondazione ANT, si unisce per far fronte alla malattia oncologica a Taranto e nella sua provincia, con particolare attenzione verso i quartieri sovraesposti ad agenti contaminanti e con un contesto sociale difficile, quali i Tamburi e Paolo VI.
Il progetto è stato presentato in conferenza stampa, presso la Camera di Commercio di Taranto, alla presenza, tra gli altri, di Raffaella Pannuti, presidente di Fondazione ANT, Francesco Riondino, Presidente CSV Taranto, Roberto Prete, Delegato ANT, Marco Imperiale, Direttore Fondazione con il Sud, Vito Gregorio Colacicco, Direttore sanitario ASL Taranto, Gabriella Ficocelli, Assessore comunale al Welfare, Debora Cinquepalmi, Assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Maria Antonietta Brigida, Vicepresidente CSV Taranto, e i consiglieri regionali Michele Mazzarano e Giuseppe Turco.

«ANT opera in Puglia dalla fine degli anni Ottanta, in risposta a una precisa esigenza espressa dal territorio – commenta Raffaella Pannuti, presidente di Fondazione ANT – Taranto è da sempre una delle nostre priorità. Qui cerchiamo di portare il nostro contributo in termini di assistenza, per alleviare le difficoltà di chi è colpito dalla malattia: con otto medici, 11 infermieri e 2 psicologi abbiamo assicurato assistenza a 945 sofferenti nel solo 2018, complessivamente oltre 12.300 da quando abbiamo iniziato trent’anni fa. In questo percorso siamo davvero lieti di poter contare oggi anche sull’alleanza con altre realtà non profit e sul sostegno di Fondazione con il Sud e Fondazione Prosolidar per amplificare le sinergie già in essere con il pubblico e la ASL».

«Con questo progetto la Fondazione ANT – ha detto il presidente CSV Taranto Francesco Riondino – sta interpretando appieno gli aspetti della riforma del terzo settore che vuole, tra le tante cose, un welfare moderno dinamico con una più ampia platea di condivisione, con la Rete quale strategia di intervento sociale per un impatto sulla comunità positivo e importante. Compito primario del CSV Taranto in questo progetto è essenzialmente quello di sviluppare la capacità di vivere sul territorio il concetto di rete e supportarlo, allargando la cultura di rete locale finalizzata ad un unico destinatario: la persona affetta da patologia oncologica grave e meno grave, mettendo a sua disposizione un dispositivo di presa in carico più ampia dal sostegno sanitario a quello sociosanitario. Quindi un supporto all’allargamento della rete sulla base della cultura della solidarietà e del volontariato in un ambito particolare, quello sanitario e sociosanitario, caratterizzato dalla sofferenza e dallo smarrimento, quindi mettere in campo essenzialmente processi di prossimità sulla base del dono e della gratuità».
«Infine il CSV Taranto – ha concluso Francesco Riondino – si preoccuperà di favorire la realizzazione nel modo più efficace ed appropriato possibile, ponendo in essere tutte le forme di promozione ad ogni evento che si realizzerà previsto dal progetto. Un ringraziamento particolare a Fondazione con il Sud per l’attenzione che sta ponendo in essere per il nostro territorio mettendo a disposizione diversi finanziamenti mirati».

Il progetto, partito il primo luglio scorso e attivo per tre anni, toccherà proprio gli ambiti dell’assistenza domiciliare e della prevenzione oncologica.
In questo contesto l’équipe medico-specialistica ANT proseguirà l’attività di assistenza: si stima che ogni anno saranno assistiti 900 pazienti (complessivamente: 2.100 assistiti nel corso dei 3 anni di progetto), con un indice di nuovi entrati in assistenza di 600 persone all’anno.
Si arricchiscono i servizi a disposizione dei pazienti e delle famiglie. Sarà infatti avviato sul territorio di Taranto il Servizio PICC – ANT ossia la possibilità di posizionare a domicilio un accesso venoso semi-permanente all’altezza del braccio utilizzato per facilitare la somministrazione di terapie endovenose, trasfusioni e supporto nutrizionale, eliminando in sostanza la necessità di ripetute punture venose. Il posizionamento del PICC a domicilio evita al malato – e ai suoi familiari – di doversi recare appositamente in una struttura ospedaliera, e consente di restare nel comfort della propria casa pur mantenendo tutti gli standard di sicurezza e di appropriatezza previsti dai protocolli internazionali.
Grazie alla Cooperativa Sociale Il Ponte, sarà attivato il servizio di assistenza tutelare: i malati oncologici, soprattutto se in fase avanzata o avanzatissima, sono spesso allettati e frequentemente necessitano di supporto per le pratiche di movimentazione e di un aiuto professionale nella cura della propria igiene.
A completamento dei servizi più strettamente legati all’ambito sanitario, in collaborazione con Punto di Inizio saranno offerte attività di socializzazione e svago pensate per i malati oncologici come corsi di cucina naturale e laboratori di pittura e ceramica.
Infine il progetto sostenuto da Fondazione con il SUD e Fondazione Prosolidar, punta decisamente verso la prevenzione oncologica con giornate di visite di diagnosi precoce, attraverso il knowhow e i professionisti messi in campo da Fondazione ANT. In particolare saranno offerte ogni anno 4 giornate di visite di prevenzione del tumore al seno per donne giovani (al di sotto dei 45 anni d’età, con effettuazione della visita senologica ed ecografia; in ogni giornata si effettuano 16 visite) e 4 giornate di visite di prevenzione ginecologica (visita ginecologica+pap test+ecografia transvaginale; in ogni giornata si effettuano 16 visite). Totale complessivo di 24 giornate di visite e 384 donne visitate.
Connessa ai temi della prevenzione primaria anche l’attività messa a punto con Centro Servizi Volontariato Taranto e A Sud Onlus con cui saranno sviluppati incontri volti a sensibilizzare e formare i cittadini agli stili di vita salutari, con l’obiettivo di favorire un cambiamento nelle abitudini quotidiane che favorisca un elemento protettivo rispetto all’insorgenza delle cosiddette “malattie del benessere”. Nel corso dei 3 anni di progetto saranno realizzati seminari, banchetti informativi, eventi divulgativi informali e una capillare diffusione di materiali di sensibilizzazione, con possibilità di coinvolgere anche gli Istituti Scolastici, e con particolare riferimento alla popolazione dei Quartieri più fragili (i Tamburi e Paolo VI). Due moduli formativi saranno curati da A Sud, il primo e il terzo anno di progetto; mentre CSV Taranto darà il proprio contributo favorendo la diffusione delle iniziative e la capacità di lavorare in rete sul territorio, dando anche risonanza complessivamente a tutto il progetto durante tutti i 3 anni di sviluppo.
Profilo Fondazione ANT Italia Onlus Nata nel 1978 per opera dell’oncologo Franco Pannuti, dal 1985 a oggi Fondazione ANT Italia ONLUS – la più ampia realtà non profit per l’assistenza specialistica domiciliare ai malati di tumore e la prevenzione gratuite – ha curato circa 130.000 persone in 11 regioni italiane (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Marche, Campania, Basilicata, Puglia, Umbria). Ogni anno 10.000 persone vengono assistite nelle loro case da 20 équipe multi-disciplinari ANT che assicurano cure specialistiche di tipo ospedaliero e socio-assistenziale, con una presa in carico globale del malato oncologico e della sua famiglia. Sono complessivamente 520 i professionisti che lavorano per la Fondazione (medici, infermieri, psicologi, nutrizionisti, fisioterapisti, farmacisti, operatori socio-sanitari etc.) cui si affiancano oltre 2.000 volontari impegnati nelle attività di raccolta fondi necessarie a sostenere economicamente l’operato dello staff sanitario. Il supporto offerto da ANT affronta ogni genere di problema nell’ottica del benessere globale del malato. A partire dal 2015, il servizio di assistenza domiciliare oncologica di ANT gode del certificato di qualità UNI EN ISO 9001:2008 emesso da Globe s.r.l. e nel 2016 ANT ha sottoscritto un Protocollo d’intesa non oneroso con il Ministero della Salute che impegna le parti a definire, sostenere e realizzare un programma di interventi per il conseguimento di obiettivi specifici, coerenti con quanto previsto dalla legge 15 marzo 2010, n. 38 per l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. ANT è inoltre da tempo impegnata nella prevenzione oncologica con progetti di diagnosi precoce del melanoma, delle neoplasie tiroidee, ginecologiche e mammarie. Dall’avvio nel 2004 sono stati visitati gratuitamente 196.000 pazienti in 90 province italiane. Le campagne di prevenzione si attuano negli ambulatori ANT presenti in diverse regioni, in strutture sanitarie utilizzate a titolo non oneroso e sull’Ambulatorio Mobile - BUS della Prevenzione. Il mezzo, dotato di strumentazione diagnostica all’avanguardia (mammografo digitale, ecografo e videodermatoscopio) consente di realizzare visite su tutto il territorio nazionale. ANT opera in Italia attraverso 120 delegazioni, dove la presenza di volontari è molto attiva. Alle delegazioni competono, a livello locale, le iniziative di raccolta fondi e la predisposizione della logistica necessaria all’assistenza domiciliare, oltre alle attività di sensibilizzazione. Prendendo come riferimento il 2018, ANT finanzia la maggior parte delle proprie attività grazie alle erogazioni di privati (47%) al contributo del 5x1000 (16%) a lasciti e donazioni (11%). Il 14% di quanto raccoglie deriva da fondi pubblici. Uno studio condotto da Human Foundation sull’impatto sociale delle attività di ANT, ha evidenziato che per ogni euro investito nelle attività della Fondazione, il valore prodotto è di 1,90 euro. La valutazione è stata eseguita seguendo la metodologia Social Return on Investment (SROI). ANT è la 9^ Onlus nella graduatoria nazionale del 5x1000 nella categoria del volontariato. Fondazione ANT opera in nome dell’Eubiosia (dal greco, vita in dignità).

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Avviato anche a Taranto, in una riunione presieduta dal Prefetto Antonia Bellomo (foto di copertina), il percorso per la costituzione della "Sezione territoriale della rete del lavoro agricolo di qualità" prevista dalla legge n. 199/2016 che reca disposizioni m materia di contrasto al fenomeno del caporalato, intermediazione illegale e sfruttamento del lavoro in agricoltura.
La direzione ed il coordinamento della Sezione saranno affidati alla Direzione dell'INPS che ha partecipato all'incontro odierno con il Direttore Regionale Sciarrino ed il Direttore Provinciale Cristiano.
I sindacati dei lavoratori e le organizzazioni datoriali hanno espresso compiacimento per l'ulteriore iniziativa a favore del settore agricolo che, come ha ricordato il Prefetto, affiancherà ed integrerà le azioni già intraprese con il "Piano di azione per la tutela dello sviluppo agricolo ed il contrasto al caporalato" nato in collaborazione con la Regione Puglia.
Gli obiettivi della Sezione tenderanno principalmente ad implementare il monitoraggio del mercato del lavoro in quel settore per un sostegno solido alle imprese oneste ed operose nell'impegno competitivo. L'iniziativa ha avuto anche la condivisione delle altre Istituzioni presenti alla riunione: Regione Puglia, ASL, INAIL, Ispettorato Territoriale del Lavoro.

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Giovedì, 26 Settembre 2019 11:42

MArTA il programma del fine settimana

I VENERDÌ DEL MArTA
Venerdì 27 settembre ingresso gratuito per due ore dalle ore 17,30 alle ore 19,30
DIVERTIMARTA
Sabato 28 settembre laboratorio didattico: “Feste e banchetti”
VISITE TEMATICHE
Sabato 28 settembre visita tematica: “Vino per ogni occasione”
APPROFONDIMENTI TEMATICI
Domenica 29 settembre approfondimento tematico: “Le feste più belle: culti, riti e altro”. Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA continua la sua programmazione di laboratori e di percorsi guidati per grandi e piccoli dedicati al tema di settembre “Vino per ogni occasione”.

Questo il programma del weekend dal 27 al 29 settembre.
DIVERTIMARTA - Laboratori per bambini
Sabato 28 settembre 2019 ore 17.00 “Feste e banchetti”. Visita guidata tematica sulle feste nella Taranto antica. A seguire laboratorio didattico di mosaico. Età 6/12 anni. Tariffa euro 8,00 a bambino.
VISITE e APPROFONDIMENTI TEMATICI Tariffa euro 6,00 + biglietto d'ingresso
Sabato 28 settembre 2019 ore 17.15 visite guidate incentrate sul tema “Vino per ogni occasione”.
Domenica 29 settembre ore 11.30 approfondimento a cura di un archeologo del Concessionario Nova Apulia sul tema “Le feste più belle: culti, riti e altro”.
I VENERDÌ DEL MArTA
Venerdì 27 settembre ULTIMO APPUNTAMENTO CON “I VENERDÌ DEL MArTA”: ingresso gratuito per due ore dalle ore 17.30 alle ore 19.30. Visita guidata “I capolavori del MArTA” ore 17.30. Tariffa euro 6,00 a persona, ingresso gratuito al Museo.
Continua fino al 10 novembre la Mostra Mitomania. Storie ritrovate di uomini ed eroi visitabile nelle fasce orarie 8.30-13.00 e 15.30-19.30. Chiusa di lunedì.
La prenotazione è obbligatoria per tutte le attività, tranne che per l’ingresso alla Mostra.

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Venerdì alle 18,30, presso la Concattedrale Gran Madre di Dio a Taranto (viale Magna Grecia), della quale si celebrano i 50 anni dall'inaugurazione, sarà rappresentato: “La sera dopo”, un dramma in due atti, di Silvano Trevisani, per la regia di Alfredo Traversa. L'azione scenica si svolge nel Cenacolo in due momenti diversi: la sera della Crocefissione (cioè, appunto, la sera dopo rispetto alla Cena) e il giorno della Resurrezione.

Il lavoro ricostruisce ciò che potrebbe essere accaduto la sera della Crocefissione tra coloro che erano stati vicini a Cristo: non la narrazione dei fatti (che ben si conoscono dalle sacre scritture), ma l'esposizione del dramma personale di coloro che sono sconvolti da una tragedia della quale non sanno ancora soppesare il senso. Lo scopo, un po’ provocatorio, ma soprattutto analitico e psicologico, è duplice: proporre una riflessione sui dubbi e gli interrogativi che scuotono ogni uomo e ogni credente, rispetto alla fede, e a far emergere l'esigenza di una più esatta comprensione del ruolo di ogni credente, e soprattutto della donna, all'interno della storia e della missione della Chiesa. Ruolo spesso sottovalutato o, peggio ancora, frainteso.
I dubbi sulla fede e sul rapporto con Dio, che ogni uomo, credente o no, esprime nel corso della sua vita, vengono interpretati attraverso i dubbi che gli apostoli hanno avuto in ogni momento del loro apprendistato e che si riassumono qui, in modo dialettico, prendendo spunto dalle stesse pagine del Vangelo. Esaminando i risvolti umani di coloro che pure hanno accompagnato il Salvatore per quasi tre anni, senza capire esattamente il suo insegnamento, si rappresentano i dubbi e le incredulità che, subito dopo la Crocifissione, hanno certamente sconvolto gli apostoli. E che albergano in ogni uomo. Anche questo appare chiaramente dai comportamenti ambigui tenuti in varie occasioni che così mostrano ai credenti di ogni tempo, che c'è un'unica strada per giungere alla luce: l'amore. Poichè: “Amare è già Dio”. Si è cercato di creare profili psicologici che rispecchiassero la presumibile età, la provenienza, il ruolo sociale, la preparazione religiosa, molto variegata, di ogni apostolo, e di far emergere connessioni e interpolazioni che spesso sfuggono a chi si legge i quattro Evangeli.
Inoltre, come detto, il lavoro sollecita a guardare con occhi e intelligenza “nuovi” anche il ruolo che tutti, ma in modo particolare la donna, hanno nella Chiesa, danno una prospettiva “matura” alle parole di Cristo.
La messa in scena da parte di Alfredo Traversa è stata preceduta da un periodo di assimilazione e di approfondimento delle tematiche proposte dal testo di Trevisani, da parte di un gruppo di persone interessate all'argomento, all'interno del quale è stato composto poi il cast degli interpreti, che provengono da quartieri e ambienti diversi e che hanno duramente lavorato secondo le indicazioni del regista.
La disponibilità del parroco della Concattedrale, don Ciro Marcello Alabrese, che ha accolto e condiviso il progetto, teso a coinvolgere anche la straordinaria architettura religiosa di Ponti, della quale sii festeggiano i 50 anni della inaugurazione, ha fatto sì che il lavoro assumesse una dimensione corale anche sociale e urbana.
Personaggi e interpreti: Enzo Mastromarino, Tommaso Giungato, Salvatore Caminiti, Antonello Conte, Raffaele Nardella, Marco Spada, Teresa Tridico, Enzo Capoluco, Bruno Paluso, Rinaldo Melucci, Anna De Caro, Lino Basile, Marcello Abrescia, Imma Naio, Alfredo Traversa.

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