Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Settembre 2019

La complessa vicenda dello stabilimento siderurgico di Taranto merita tutte le attenzioni del caso. Il territorio, i cittadini, i lavoratori devono essere tutelati. La crisi occupazionale che sta investendo i lavoratori dell’indotto ex Ilva è all’attenzione della Regione Puglia. Lunedì 23 settembre parteciperò all’audizione in IV Commissione regionale ( Sviluppo Economico) per discutere e proporre soluzione alla vertenza che sta interessando i lavoratori dell’indotto. Assieme anche alla struttura tecnica del Dipartimento Sviluppo economico esamineremo ciò che sta accadendo nel passaggio degli appalti per la fornitura di vari servizi nell’acciaieria. Concordiamo che scelte aziendali non possono ricadere sui lavoratori e compromettere finanche lo stato occupazionale.

Mino Borraccino

Assessore allo Sviluppo Economico

Regione Puglia

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Mirata operazione dei Falchi della Squadra Mobile della Questura di Taranto che hanno recuperato, in un’abitazione abbandonata, uno zaino nero con all’interno 4 panetti di eroina per un peso complessivo di circa 2 chilogrammi.
I poliziotti, dopo aver condotto approfondite indagini, hanno proceduto all’ispezione di uno stabile sito in Via Dante con il fondato sospetto che potesse esservi nascosta della sostanza stupefacente.
Tra gli appartamenti presenti al terzo piano del condominio, l'attenzione degli agenti è ricaduta su un'abitazione che versava in uno stato d'abbandono.
Entrati all’interno della casa, tra le numerose masserizie e i cumuli di indumenti e di rifiuti accatastati sul pavimento, i Falchi hanno notato uno zaino nero davanti all’ingresso, all’interno del quale sono stati recuperati quattro panetti confezionati con nastro adesivo marrone contenenti eroina.
Sul pianerottolo, davanti all’appartamento, rinvenuto anche un tavolino imbandito e uno sgabello a dimostrazione che qualcuno, nelle ore precedenti, fosse a guardia della sostanza stupefacente.

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I Falchi della Squadra Mobile di Taranto hanno denunciato in stato di libertà un 35enne tarantino per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Da qualche tempo i poliziotti avevano messo sotto osservazione il giovane, sospettato di spacciare cocaina. Nascosti al piano superiore dell’appartamento, gli agenti lo hanno fermato appena uscito di casa.
Il pusher, visibilmente sorpreso della loro presenza, non ha potuto far altro che tentare di liberarsi di un pacchetto di sigarette lanciandolo da una finestra del pianerottolo.
Nel pacchetto, recuperato dagli altri poliziotti presenti nell’atrio condominiale, sono stati rinvenuti due involucri termosaldati di cocaina per circa due grammi e un bilancino di precisone.
Nella successiva perquisizione domiciliare sono stati recuperati 75 euro in banconote che sono state poste sotto sequestro in quanto considerate provento dell’illecita attività.

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La Sala Stampa vaticana ha da poco reso noto che il santo Padre, papa Francesco, ha nominato l’arcivescovo metropolita di Taranto, monsignor Filippo Santoro, Padre sinodale del Sinodo sull’Amazzonia, dal tema Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale che si terrà in Vaticano dal 6 al 27 ottobre prossimi.
Monsignor Santoro è presidente, in seno alla Conferenza episcopale italiana, della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e la custodia del creato. Nei lavori del Sinodo sarà sicuramente preziosa la sua trentennale esperienza di sacerdote prima e di vescovo poi, in America Latina.
Il vicario generale della Arcidiocesi ionica, monsignor Alessandro Greco, chiede a tutti i fedeli tarantini di pregare per Sua Santità Francesco, che ha scelto l’amato pastore della Città dei due mari ad essere parte attiva in questo storico evento ecclesiale e assicura a don Filippo il sostegno e la preghiera a nome di tutti i sacerdoti e laici, che spiritualmente lo accompagneranno in queste quattro settimane di lavoro in Vaticano.

Che cosa è un Sinodo
Il Sinodo dei Vescovi fu istituito da papa Paolo VI il 15 settembre 1965 in risposta al desiderio dei padri del Concilio Vaticano II per mantenere viva l'esperienza dello stesso Concilio. È un'assemblea dei rappresentanti dei vescovi cattolici che ha il compito di aiutare con i suoi consigli il Papa nel governo della Chiesa universale
Il Sinodo dei Vescovi è regolamentato dal Codice di diritto canonico (cann. 342-348). La sua attività è sempre convocata, presieduta e conclusa dal Papa. Quello in programma per il prossimo ottobre è riunito nella forma di un’assemblea generale straordinaria, che si ha quando una più stretta rappresentanza di vescovi da tutto il mondo si riunisce all'occorrenza per discutere questioni urgenti di interesse generale.

Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale
Il 15 ottobre 2017, Papa Francesco ha convocato un Sinodo Speciale per la regione Panamazzonica, indicando che l'obiettivo principale è quello di "trovare nuove vie per l'evangelizzazione di quella porzione del popolo di Dio, in particolare le persone indigene, spesso dimenticate e senza la prospettiva di un futuro sereno, anche a causa della crisi della foresta amazzonica, polmone di fondamentale importanza per il nostro pianeta ".
Il Sinodo dell'Amazzonia è un grande progetto ecclesiale, civile ed ecologico che cerca di superare i confini e ridefinire le linee pastorali, adattandole ai tempi contemporanei. La Panamazzonia è composta da nove paesi: Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Perù, Venezuela, Suriname, Guyana e Guyana francese. È una regione che è una fonte importante di ossigeno per tutta la terra, dove si trova più di un terzo delle riserve forestali primarie del mondo. È una delle più grandi riserve di biodiversità del pianeta, contiene il 20% di acqua dolce non congelata di tutto il pianeta.
Mettendo piede per la prima volta in territorio amazzonico (Perù) il 19 gennaio 2018, il Papa ha espresso la sua preoccupazione per gli indigeni: "Probabilmente, i popoli originari dell'Amazzonia non sono mai stati così minacciati come adesso. L'Amazzonia è una terra contesa da più fronti". In quella occasione il Papa ha inaugurato ufficialmente la preparazione per la prossima Assemblea Speciale sull’Amazzonia.
La popolazione di questo vasto territorio è di circa 34 milioni di abitanti, di cui oltre tre milioni sono indigeni, appartenenti a più di 390 gruppi etnici, popoli e culture di ogni tipo, alcuni di discendenza africana, contadini, coloni, che vivono in una relazione vitale con la foresta e le acque dei fiumi.
La giustizia sociale ed i diritti di questi popoli sono un'indicazione prioritaria di Papa Francesco che ha ribadito: "Il problema essenziale è come conciliare il diritto allo sviluppo, incluso sociale e culturale, con la protezione delle caratteristiche degli indigeni e dei loro territori" (III Forum dei Popoli Indigeni, il 15 febbraio 2017).
Sebbene il tema si riferisca ad una regione specifica, come la Panamazzonia, le riflessioni proposte vanno oltre il territorio geografico, poiché coprono l'intera Chiesa e fanno riferimento al futuro del pianeta.
Secondo il documento preparatorio del Sinodo (n. 12), l'assemblea speciale per la Panamazzonia "è chiamata a individuare nuovi cammini per far crescere il volto amazzonico della Chiesa e anche per rispondere alle situazioni di ingiustizia della regione".

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L’abusivismo in tutta la provincia di Taranto cresce sempre più anche nel settore dell'autoriparazione, e Confartigianato - coerentemente con analoghe contestuali azioni attivate per quel che attiene altri comparti fra cui acconciatura ed estetica – non intende mollare di un centimetro la pressione nei confronti della pubblica opinione e l’azione di sprone e collaborazione con le autorità preposte per sollecitare la preoccupante situazione.
Le azioni di repressione e di sequestro effettuati in questi giorni dalla Polizia di Stato non possono che farci piacere e soprattutto danno un segnale di attenzione alla categoria tutta, quella regolare, quella che tra mille sacrifici continua ad operare alla luce del sole, garantendo economia ed occupazione al territorio.
I danni derivanti da questo fenomeno sono molto sentiti dagli operatori regolari. Sappiamo che non è facile, che occorre la collaborazione di tutti, anche dei cittadini automobilisti, che hanno il dovere di garantire la sicurezza certificata del proprio mezzo.
A tal fine, riteniamo molto utile avviare un serio confronto con i sindaci, responsabili diretti del controllo della regolarità delle attività produttive nei comuni, su come far fronte alla situazione che si sta aggravando sul versante della pratica abusiva della attività per ricercare insieme un'azione congiunta efficace di prevenzione, controllo e repressione verso tutti coloro che irregolarmente si presume operino nel settore facendo concorrenza sleale alle attività regolari che ogni giorno lavorano nel pieno rispetto delle regole e degli adempimenti fiscali e normativi.
Come Confartigianato Taranto, forte delle istanze provenienti dalle oltre 200 imprese tra meccanici e carrozzieri associati, si mette a disposizione per offrire la massima collaborazione delle amministrazioni e delle autorità preposte.
Chiediamo di intensificare i controlli contro l'abusivismo, confidando però – doveroso evidenziarlo - che non si finisca poi di controllare sempre e solo le imprese iscritte alla camera di commercio, quelle che hanno numero di casa, per intenderci. Le periferie, i garage, i box auto, le campagne sono piene, purtroppo, di attività in nero svolte da persone che col mestiere di meccatronico e carrozziere nulla hanno mai avuto a che fare.
L'estensione di questa forma di concorrenza sleale non è determinata soltanto dalla conoscenza personale dei clienti (soprattutto parenti e amici), ma anche da una proficua attività di marketing pubblicitario (bigliettini da visita e social), dal guadagno diretto su cui non pagano tassa alcuna e da una complicazione nei controlli, poiché le forze dell'ordine dovrebbero essere in possesso di regolare mandato di perquisizione per accedere nelle proprietà private.
Lo stato di crisi perdurante favorisce questo tipo di mercato clandestino poiché sono sempre meno gli utenti che preferiscono spendere qualche soldo, pur a lor serio rischio e pericolo, in mancanza di qualità certificata e garanzie per il cliente. L’impresa regolare si trova poi gravemente stretta nella morsa di un mercato spietato, dove il meccanismo delle lunghe garanzie offerte dai costruttori delle auto e l’incentivazione a cambiare la macchina dopo pochi anni ha escluso le tantissime imprese non concessionarie da un bella fetta di profitto, mentre il parco macchine vetusto invece viene attratto dalla falsa convenienza dell’abusivo.

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Venerdì 23 settembre alle 18.30 la Comunità Ellenica del Grande Salento incontra i giornalisti e i cittadini nella Biblioteca “Kallinikos Lystron” del Palazzo Bernardini in Via Marco Basseo, 25 a Lecce, per presentare il programma della VI edizione della Rassegna di Cultura Europea “Voci Mediterranee” quest’anno dedicata ai “Valorosi del Mediterraneo”, personaggi illuminati che con coraggiosa esposizione personale hanno contribuito alla formazione della nostra identità euro mediterranea.

Alla conferenza stampa parteciperanno arch. Fabiana Cicirillo, assessore alla Cultura, Valorizzazione patrimonio culturale, Pubblica istruzione del comune di Lecce, Isabella Oztasciyan Bernardini d'Arnesano, direttrice “Centro per la Diffusione Lingua e Cultura Greca” ed esponente di spicco della comunità ellenica salentina, Ioannis Davilis, presidente del sodalizio italo greco “Comunità Ellenica del Grande Salento”. Modera la giornalista Maria Agostinacchio.

“Crediamo molto in questo progetto- sottolinea Ioannis Davilis- che partito nel 2014 ha da subito focalizzato l’attenzione sul Mediterraneo, declinato attraverso le grandi personalità che hanno lasciato un’impronta nella nostra cultura. La rassegna di Cultura Europea “Voci Mediterranee” che assegna per secondo anno il riconoscimento “Valorosi del Mediterraneo” ha visto interagire tante realtà culturali e istituzionali diverse e la nostra ambizione è quella di potenziare e ampliare il dialogo nella comune visione del Mediterraneo. L’auspicio ambizioso è quello di creare una rete con le istituzioni, i cittadini e i giovani che interagisca per la comune conoscenza e valorizzazione dei valori legati alla Grecia e all’identità euromediterranea”

Dopo aver riconosciuto nell’edizione 2018 “Valorosi del Mediterraneo” Melina Mercuri, Lorenzo Caiolo, Ikkos di Taranto, Giuseppe Palmieri e San Teodoro Tirone, quest’anno si propongono come valorosi del Mediterraneo: Pitagora di Samos, Francesco D'Andria, Josè Borges, Re Leonida, Saffo, Ulisse e Nikòlaos Tzelemendès. Il programma coinvolge diverse sensibilità legate al sodalizio italo greco e l’edizione 2019 si snoderà in vari luoghi: Brindisi, Lecce. Martina Franca, Ostuni.

Dopo il primo incontro del 4 settembre “Dalla mistica armonia dei numeri alla musicoterapia” a cura del filosofo Pierpaolo De Giorgi dedicato al grande filosofo e matematico Pitagora di Samos “Valoroso del Mediterraneo 2019” nella suggestiva cripta bizantina della chiesa di S. Lucia a Brindisi, gli appuntamenti della VI edizione della Rassegna di Cultura Europea “Voci Mediterranee” riprendono il 27 settembre.

Venerdì 27 settembre, alle ore 11:00, presso il Liceo Classico Statale "G. Palmieri" a Lecce, il prof. Francesco D'Andria, “Valoroso del Mediterraneo 2019” terrà una lectio magistralis sulle scoperte archeologiche nel Salento. Incontro dedicato agli studenti, aperto al pubblico su prenotazione (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.);

Domenica 29 settembre, alle ore 18:00, presso il Palazzo Ducale a Martina Franca presentazione del libro di Valentino Romano “Dalle Calabrie agli Abruzzi – il generale Josè Borges tra i briganti di re Francesco II”, dedicato al Josè Borges “Valoroso del Mediterraneo 2019”. Incontro organizzato in occasione della “Festa dei lettori 2019”. Intervengono Prof. Antonio Scialpi, Assessore alle Attività culturali del Comune di Martina Franca e Ioannis Davilis Presidente della Comunità Ellenica del Grande Salento;

Venerdì 04 ottobre, alle ore 11:00, presso I.I.S.S. “Ettore Majorana” a Brindisi, incontro dedicato a Re Leonida “Valoroso del Mediterraneo 2019”. Incontro a cura degli studenti dell’Istituto. Intervengono il Dirigente scolastico prof. Salvatore Giuliano e Ioannis Davilis, Presidente della Comunità Ellenica del Grande Salento;

Mercoledì 09 ottobre, alle ore 19:00, presso il salone grande del Palazzo Bernardini a Lecce, un incontro dedicato alla poetessa Saffo, “Valorosa del Mediterraneo 2019”, a cura della giornalista Maria Altomare Agostinacchio. L’incontro si articolerà in letture delle poesie di Saffo in lingua originale, a dialogo con letture di poesie contemporanee, intervallate da sottolineature musicali di Angela Cosi all’arpa. Saluto della Padrona di Casa Isabella Oztasciyan Bernardini d’Arnesano, direttrice “Centro per la Diffusione Lingua e Cultura Greca”;

Mercoledì 16 ottobre, alle ore 18:30, in luogo da definire ad Ostuni, incontro dedicato ad Ulisse “Valoroso del Mediterraneo 2019”, a cura di Alfonso Casale.

Sabato 19 ottobre, alle ore 19:45, presso l’Istituto Professionale Alberghiero “Sandro Pertini” a Brindisi, una serata dedicata a Tzelemendès “Valoroso del Mediterraneo 2019”, il più influente scrittore di cucina della Grecia moderna creatore del famoso ricettario che porta il suo nome. La serata inizierà con la tavola rotonda durante la quale sarà offerto l’aperi-ouzo, alla presenza del prof. Vincenzo Antonio Micia dirigente scolastico dell’Istituto, Ioannis Davilis Presidente della Comunità Ellenica del Grande Salento, Isabella Oztasciyan Bernardini d’Arnesano, direttrice “Centro per la Diffusione Lingua e Cultura Greca” ed esponenti dell’Accademia della Cucina. Seguirà cena ellenica a cura degli studenti guidati dai docenti e dai “supervisori” della Comunità Ellenica.

Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

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Prenderanno il via martedì 24 settembre gli interventi per la riqualificazione di piazza Verdi e si concluderanno indicativamente nel mese di gennaio. Un lasso di tempo durante il quale l’area sarà interdetta al transito dei pedoni per questioni di sicurezza e, come stabilisce l’ordinanza, alla sosta veicolare dal civico n. 19 di via Pacinotti sino all’intersezione con via Leoncavallo, ad eccezione della sosta disabili negli spazi consentiti.

Questi lavori sono urgenti e non più prorogabili visto che la piazza, interessata da lavori di ristrutturazione negli anni 90, non è mai più stata oggetto di manutenzione ed attualmente si presenta in uno stato di profondo degrado, dovuto soprattutto al sollevamento della pavimentazione esistente a causa delle superficiali radici degli alberi. Non meno importante, la piazza necessita di una riorganizzazione degli spazi pedonali e a verde che al momento non permettono ai cittadini di viverla appieno.

I lavori, inoltre, considerata la zona ad alta prevalenza commerciale, garantiranno l’ampliamento dei posteggi, l’incremento significativo delle aree di sosta riservate ai diversamente abili, l’ubicazione di apposite aree dedicate allo stazionamento delle donne incinta e alla ricarica dei veicoli elettrici.

Il progetto si fonda sulla riqualificazione del verde esistente, rimodellandolo e rompendo la “rigidità” attuale dell’area. Inoltre, all’interno degli spazi verdi è prevista una nuova area giochi e uno spazio recintato di sgambettamento cani.

Desideriamo riconsegnare alla città un grande spazio verde nel cuore del centro cittadino. La bellezza non può essere un elemento secondario, ma un aspetto strettamente legato al benessere dei cittadini. Riteniamo che questa riqualificazione, così come le tante comprese nel progetto di Rigenerazione Urbana, che partiranno nei prossimi mesi, renderanno Grottaglie un posto migliore in cui vivere per adulti ma soprattutto per bambini e bambine.

I lavori saranno eseguiti dall’impresa Ferrarese Costruzioni Srl sotto la direzione dei lavori dell’arch. Roberto D’Elia.

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Ho partecipato stamattina in Fiera del Levante, ad un’interessante convegno sulla transizione energetica, problematica di grande urgenza, che occorre affrontare con impegno e con i dovuti strumenti normativi.

Partendo dalla legge recentemente approvata dal Consiglio regionale della Puglia su proposta del collega Enzo Colonna, che ha permesso alla Puglia di essere la prima Regione ad aver legiferato sulla materia, per poi passare alla proposta di legge di iniziativa popolare, ringraziando il Sen. Buccarella del Gruppo Misto, presente al tavolo, possiamo dire che i tempi sono maturi.

La legge regionale pugliese prevede l’erogazione di contributi per chi investe sull’energia pulita, che rappresenta la vera scommessa perché la transizione si realizzi.

Il futuro della produzione di energia è l’idrogeno, sia per le imprese che per la mobilità.

Occorre cominciare a pensare alla creazione di centrali a idrogeno nella nostra regione; a questo scopo garantiamo la dispinobilità per incontrare anche a breve imprese del settore, per affrontare con loro i problemi pet la fattibilità di impianti che auspichiamo possono insediarsi nella nostra regione, pieno rispetto delle leggi nazionali e regionali.

Da anni ormai la Puglia è all’avanguardia per energie rinnovabili, ma se riuscissimo a creare grandi centrali a idrogeno, la Puglia sarebbe la prima Regione a realizzare sviluppo fondato sull’innovazione e sull’energia completamente pulita, libera finalmente da ogni fonte fossile.

Occorre lavorare in tale direzione, anche perché l’abbandono delle fonti fossili si impone con sempre maggiore urgenza, in considerazione dei mutamenti climatici che si riscontrano un po’ ovunque nel mondo. E si tratta di mutamenti che non coinvolgono soltanto i luoghi dove si manifestano con virulenza (penso ai tornados così frequenti sulle coste americane dell’Atlantico o sulle coste dei Paesi del sud-est asiatico), ma anche ormai i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, e anche l’Italia.

È appena il caso di aggiungere che una delle cause scatenanti del fenomeno immigratorio è proprio la desertificazione che avanza in Continenti enormi, come l’Africa.

Ho dato atto, quindi, agli organizzatori e a tutti i presenti della gratitudine del mio Assessorato per questa iniziativa, che certamente darà buoni frutti.

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 Ho partecipato questa mattina in Fiera al forum internazionale organizzato da Regione Puglia, Polis Avvocati, Deloitte Legal, Puglia Sviluppo e Fondazione Farefuturo  su "La Blue Economy nel Mediterraneo – Opportunità di sviluppo e cooperazione".
 
Il forum ha costituito un'importante occasione di confronto sulle strategie per lo sviluppo sostenibile dell'economia del mare e sul potenziale derivante dalla "Blue Growth" per i territori.
 
Al centro delle riflessioni e delle proposte, il Mar Mediterraneo, cuore degli scambi economici tra i Paesi che vi si affacciano, in un nuovo contesto di sviluppo sostenibile. Sostenibilità che diventa la base anche di una nuova visione del fare impresa nei processi di internazionalizzazione e al tempo stesso promuove la collaborazione tra ricerca, industria e politiche del settore.

Sebbene il Mar Mediterraneo sia delimitato da oltre 20 Paesi, gran parte di esso si trova al di fuori delle giurisdizioni nazionali. La cooperazione è quindi essenziale per gestire le attività marittime, proteggere l'ambiente marino e il patrimonio marittimo, prevenire e combattere l'inquinamento, migliorare la sicurezza in mare, promuovere la crescita blu e la creazione di posti di lavoro.
 
Ciò, perchè la Blue Economy è l’economia che parte dal mare, ma non si esaurisce nel mare e con il mare. Questo modello di sviluppo si estende a tutte le filiere produttive, dall’agroindustria, al manifatturiero, all’archeologia marina e al turismo.  
 
A proposito di turismo, in una regione come la Puglia, caratterizzata da una costa lunghissima (865 Km) e da un turismo in forte espansione, la nautica da diporto può essere un importante volano di sviluppo economico. Nata migliaia di anni fa con la costruzione di imbarcazioni per la pesca, la nautica pugliese oggi è promotrice di ricerca e innovazione, un settore nel quale maestri d’ascia convivono con imprese all’avanguardia che esportano in tutto il mondo.
 
Oggi le principali specializzazioni riguardano cabinati, semicabinati ed open, barche da diporto e da pesca di alta qualità, allestimenti per interni, arredi in legno e in vetroresina, vele da regata e da crociera e vele one design con materiali di prima qualità e un’elevata accuratezza nelle fasi di assemblaggio e finitura, motori, sistemi di condizionamento e servizi di assistenza.
 
Ho anche ricordato che la Legge di stabilità regionale 2019 (BURP n. 165 del 31 dicembre 2018) ha previsto un contributo straordinario per la costituzione del Polo formativo di eccellenza per la Blue Economy, la nautica e la marineria a Taranto (art. 71), nonché una dotazione finanziaria al fine di sostenere un processo di trasformazione del tessuto socio-economico della città di Taranto attraverso iniziative finalizzate alla valorizzazione del potenziale di sviluppo e delle risorse locali, mediante la promozione e l’integrazione di filiere produttive legate alla Blue Economy per la realizzazione di una fiera del mare nella Città di Taranto (art. 109).
 
La Blue Economy prevede la rigenerazione e la restaurazione delle risorse marine e terrestri, attraverso una nuova sensibilità economica, sociale, ambientale e culturale.
Anche con questo scopo sono nate e si stanno costituendo le ZES (Zone Economiche Speciali) alle quali è stata dedicata ampia parte della discussione. Esse, infatti, oltre a presentare vantaggi sia in termini fiscali che di semplificazione amministrativa, costituiscono un’occasione per un ulteriore salto di qualità. 
Le ZES, infatti, non vanno intese come “zone franche” in cui rilassare prescrizioni, obblighi e controlli e rendere possibili investimenti ad alto impatto ambientale che altrove non sarebbero possibili, ma anzi come un laboratorio in cui promuovere e sperimentare nuovi modelli di produzione, basati sul paradigma dell’economia circolare, sui principi della riduzione dell’utilizzo delle risorse naturali, del riciclo e del riutilizzo di scarti e sottoprodotti.
 

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Fenomeno ormai allarmante, chiesto un nuovo incontro al Prefetto di Bari. Analoghi episodi anche in Capitanata, in agro di Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri

"I furti nelle masserie e le rapine, nelle contrade dei comuni della Murgia Barese e del comune di Altamura in particolare, si intensificano in maniera assai preoccupante e consistente. Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto continue segnalazioni di agricoltori che, nottetempo, sono stati derubati di mezzi tecnici di produzione, macchine ed attrezzature, e siamo stati informati di rapine subite da parte di persone anziane, residenti nelle campagne, mentre erano intente nelle loro faccende domestiche". A lanciare l'allarme è il presidente provinciale CIA Levante Felice Ardito che esprime preoccupazione per l'escalation di episodi criminali registrati in provincia di Bari. CIA Levante ha scritto nuovamente al Prefetto Marilisa Magno per evidenziare i dati del fenomeno, avvalorati dalle numerose segnalazioni raccolte, e sollecitare, nell'ambito delle attività di coordinamento delle forze di polizia, un rafforzamento dei controlli. "Nelle campagne è emergenza sicurezza. Abbiamo chiesto, ancora una volta, maggiore attenzione e il potenziamento del presidio delle zone rurali - aggiunge Felice Ardito - La situazione è critica e peggiora ogni giorno di più in tutta la provincia. Nella nota inoltrata all'Ufficio Territoriale del Governo sollecitiamo un incontro anche per affrontare gli altri temi che attengono alle difficoltà delle imprese agricole a fare reddito, a cominciare dalla concorrenza sleale che subiscono a causa delle produzioni importate con costi molto più bassi. Prodotti che arrivano sulle nostre tavole e che non rispettano la dignità del lavoro delle persone, che invece le imprese agricole del nostro territorio si impegnano a rispettare anche in presenza di norme asfissianti o addirittura inapplicabili".
All'ordine del giorno c'è anche l'imminente campagna della raccolta delle olive. "Quest’anno, dopo la disastrosa annata 2018, segnata come noto da una gelata che ha generato danni per oltre il 70%, la produzione si presenta di buona qualità e di discreta quantità e i nostri agricoltori sono preoccupati per il rischio dei furti di olive dalla pianta - afferma il direttore provinciale CIA Levante Giuseppe Creanza - Gli olivicoltori non possono essere lasciati soli a presidiare come un fortino i loro terreni, fino a perdere il sonno. Non possiamo permetterci assolutamente di vanificare gli sforzi di quest'annata per tutelare le produzioni. In concomitanza con l'avvio della raccolta chiediamo di intensificare le attività di controllo del territorio".
Analoghi episodi si registrano nella provincia di Foggia, in particolare in agro di Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri, con una serie di furti ai mezzi agricoli. Il fenomeno non si attenua, nonostante le copiose denunce. "Continueremo a chiedere di intensificare i controlli e garantire la massima sicurezza nelle aree rurali. Mercoledì si è congedato dal Comando provinciale dei Carabinieri il colonnello Marco Aquilio con il quale avevamo attivato un'ottima interlocuzione. Lo ringraziamo per il lavoro svolto e per la disponibilità dimostrata - affermano congiuntamente il presidente e il direttore provinciale CIA Capitanata Michele Ferrandino e Nicola Cantatore - e attendiamo di incontrare il suo successore, il colonnello Nicola Lorenzon, per illustrare le criticità del territorio e avviare una proficua collaborazione".

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