Il 6 febbraio Confartigianato ha ottenuto una grande vittoria, ma non è finita, ora è necessario completare rapidamente il quadro.

Dopo tantissime riunioni ed un confronto serrato con l’Assessore regionale Cosimo Borraccino ed i dirigenti della Regione Puglia, il lavoro svolto, purtroppo in solitaria, da Confartigianato ha iniziato a portare i primi frutti e siamo fieri ed orgogliosi di comunicarlo alle imprese del settore ed ai cittadini tutti.

La Regione Puglia ha finalmente diramato le indicazioni per la corretta applicazione della normativa regionale in materia di esercizio, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici.
Si tratta di un passaggio di fondamentale importanza, non solo per gli operatori del settore ma anche per gli stessi cittadini pugliesi, tenuti al corretto esercizio dei propri impianti termici.
Più volte gli impiantisti ed i manutentori associati a Confartigianato hanno denunciato come negli ultimi anni la materia fosse in preda ad un vero e proprio caos.
A dicembre del 2016, infatti, dopo una gestazione prolungata, la Regione (l’ente competente in materia) ha approvato la legge numero 36/2016, di recepimento del Dpr 74/2010 e delle direttive comunitarie, demandando tuttavia i relativi aspetti applicativi a successivi atti di Giunta.
Ma l’avvicendamento degli assessori e dei relativi dirigenti competenti ed un dibattito molto articolato, hanno allungato i tempi: ci sono voluti quasi due anni per giungere alla pubblicazione quantomeno del testo dei provvedimenti attuativi.
Nel frattempo in Puglia, le Province e, in alcuni casi, i singoli Comuni, hanno creato sistemi del tutto autonomi e indipendenti con regole molto diverse tra loro per tempistiche e modalità di espletamento delle campagne di controllo degli impianti, versamento dei relativi tributi (i cosiddetti «bollini»), sanzioni nei confronti dei soggetti inadempienti, eccetera. Tutti elementi che la nuova normativa, se correttamente applicata, avrebbe riportato ad omogeneità anche tramite la creazione di un catasto regionale degli impianti. Ciò a tutela del principio di parità di trattamento dei cittadini e degli stessi operatori economici, oggi costretti a cambiare continuamente norme di riferimento in caso di operatività a cavallo tra diverse Province o Comuni.
Questo provvedimento regionale è molto importante perché fa chiarezza sulla materia, consentendo alle autorità territoriali di controllo di procedere in un quadro normativo regolamentare libero da interpretazioni e particolarismi.
Esprimiamo piena soddisfazione sul risultato ottenuto – commentano i presidenti Franco Basile e Giovanni Palmisano di Confartigianato Manutentori ed Installatori Taranto. Il nostro obiettivo resta sempre quello di consentire lo sviluppo dell’intera categoria, con un quadro regolamentare chiaro con compiti e responsabilità precise, in modo da poter operare con la massima serenità e professionalità. Non fa niente se per raggiungere questi obiettivi, come Confartigianato ci ritroviamo sempre poi da soli a spendere il nostro tempo.
Il ringraziamento è d’obbligo, oltre che meritato, all’Assessore regionale Borraccino, che ha compreso il problema ed il disagio, e sebbene non risolvano tutti i problemi, le indicazioni appena pubblicate rappresentano un punto di riferimento chiaro ed inequivocabile per tutti e tracciano una linea netta rispetto ad un modo di operare delle autorità delegate spesso non conforme.
Così come siamo fiduciosi di poter continuare a lavorare in un ottica di grande collaborazione con il nostro ente di controllo territoriale, la Provincia di Taranto, dove finalmente i problemi di sopravvivenza del servizio di ispezioni impianti termici si sono risolti e si sta svolgendo un grande proficuo lavoro verso la normalizzazione dell’operatività e Confartigianato, grazie alle sue oltre 150 imprese iscritte del settore, è pronta a proseguire nel rendere sempre migliori ed agevoli le procedure operative a carico delle imprese e dei cittadini utenti.
Le recenti notizie relative all’inquinamento cittadino nelle grandi città hanno evidenziato come lo stato degli impianti domestici incida in maniera netta sulla qualità dell’aria che respiriamo. Anche per questo Confartigianato continuerà a vigilare per ottenere il rispetto di quanto già previsto dalla legge nazionale e regionale, nell’interesse di tutti.



 

Avviata una collaborazione forte per contribuire a ristabilire le corrette regole di mercato per le nostre imprese del commercio e dell’artigianato

I vertici di Confartigianato, presenti il Presidente Provinciale Domenico D’Amico ed il Segretario Fabio Paolillo, hanno incontrato presso la Questura di Taranto il Questore dott. Giuseppe Bellassai.
È stata l’occasione – dichiara il Presidente D’Amico - per consegnare al Dott. Bellassai uno dei nostri riconoscimenti più preziosi, la targa dell’ORGOGLIO ARTIGIANO, per il grande impegno che sta profondendo ed i risultati eccellenti già raggiunti nell’esercizio delle funzioni di Questore. La sua azione ha contributo, in questi mesi, a rafforzare il sentimento di fiducia e di sicurezza dei cittadini, delle imprese, della comunità tutta nei confronti delle Istituzioni.
Stiamo seguendo con particolare attenzione e soddisfazione – prosegue D’Amico – l’impegno delle Forze dell’Ordine e della Questura nel ristabilire l’ordine pubblico e le corrette regole di mercato nel nostro territorio.
Da sempre, Confartigianato ritiene estremamente importante collaborare con chi, lavorando in maniera professionale e con passione, contribuisce a tenere alto il valore delle Istituzioni, svolgendo un servizio fondamentale per tutta la collettività, per l’ordine e la sicurezza della popolazione.
Il quadro delle criticità con cui devono fare i conti gli artigiani e gli imprenditori in provincia di Taranto è piuttosto ampio. La crisi è forte, soprattutto in settori specifici come il commercio, l’autotrasporto, l’edilizia e l’impiantistica. Quest’ultime, in particolare, oltre alle difficoltà della recessione, hanno fatto e devono fare i conti con un numero crescente di “visite” ai cantieri, oggetto di furti. Non è più possibile lasciar nulla d’incustodito, nemmeno per la pausa pranzo. Attrezzature e strumenti in particolare, se non vengono chiusi per bene (i ladri ormai entrano ovunque), sono destinati a sparire con danni che, sommati a fine anno, comportano perdite non banali per le nostre imprese.
Ci piace evidenziare – continua D’Amico - l’ottimo lavoro profuso in questi ultime settimane dalla Polizia Stradale in tema di contrasto all’esercizio abusivo dell’attività di autoriparatore, problema assai sentito dagli operatori regolari, che sono costretti a lavorare in un mercato fuori controllo. Il Questore Bellassai ci ha dato la massima attenzione e disponibilità e quindi siamo certi che proseguirà l’impegno della Polizia di Stato nel contrasto a tutte le forme di abusivismo. Per questo, Confartigianato non solo è al fianco della Questura ma è pronta a svolgere un ruolo di coordinamento delle segnalazioni da verificare prontamente. Analoghi problemi si hanno, altresì, in altri settori importanti come, ad esempio, quello dell’estetica, dell’acconciatura, dell’impiantistica e dell’edilizia.
Abbiamo quindi ritenuto utile e necessario unire le sinergie – commenta il Segretario Paolillo - iniziando percorsi di collaborazione con specifici incontri con gli imprenditori in tema di sicurezza e la creazione di meccanismi agibili per la segnalazione di situazioni anomale.
Il nostro è un territorio operoso, con tante piccole imprese che mantengono anche la coesione sociale, imprese che magari possono svolgere un ruolo di sentinella della legalità.
Inoltre abbiamo convenuto di promuovere a breve un evento, vedremo di farlo in Camera di Commercio, nel corso del quale il Questore di Taranto illustrerà ai rappresentanti delle categorie economiche la situazione attuale nella nostra provincia, le criticità riscontrate, le misure adottate ed i presidi posti in essere da parte delle forze dell’ordine per la tutela dei cittadini ed imprese, i consigli specifici da trasferire alle aziende, per aiutare gli imprenditori a porre in essere interventi atti a salvaguardarli dai possibili rischi che possono nuocere alla loro sicurezza.

È stata presentata venerdì scorso mattina a Taranto, nella sede della Prefettura, la quarta edizione di  “Più Sicuri Insieme”, la ormai tradizionale campagna nazionale promossa da Anap Confartigianato  e dal Ministero dell’Interno, con la collaborazione della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri  e della Guardia di Finanza. Alla conferenza stampa di ieri, presieduta dal Prefetto di Taranto dottoressa Antonia Bellomo,  hanno preso parte il Questore di Taranto Giuseppe Bellassai, il Presidente provinciale dell’Anap Confartigianato Giovanni Lippolis, il componente della segreteria nazionale dell’Anap Fabio Volponi ed il segretario provinciale di Confartigianato Fabio Paolillo.
La  collaborazione di tutte le Forze dell’Ordine e dell’Associazione Pensionati ANAP di Confartigianato è fondamentale – ha sottolineato il Prefetto Bellomo durante la presentazione di  “Più Sicuri Insieme”. Dobbiamo sforzarci nell’educazione e nella sensibilizzazione dei cittadini, degli anziani, dei malati e delle persone sole. Un aiuto nella diffusione del messaggio in modo capillare non può che venire dai mass media ai quali il Prefetto ha inteso rivolgere un ringraziamento per l’impegno che ci metteranno al proposito.
Più Sicuri Insieme nasce proprio per sensibilizzare gli anziani e i cittadini a rischio sul tema della sicurezza e della legalità, offrendo loro informazioni e consigli utili per evitare di incappare nelle trame dei truffatori, al citofono di casa, al telefono, in strada e sempre più spesso su internet. Un rischio che può essere disinnescato dalla collaborazione tra le forze dell’ordine e un sistema radicato sul territorio come quello di Confartigianato.
Il nostro obiettivo è quello di sostenere artigiani, pensionati e gli anziani nel momento del bisogno – spiega Lippolis, presidente provinciale di Anap -, è un impegno che continueremo a portare avanti anche quest’anno in tutti i comuni della provincia di Taranto dove organizzeremo eventi ed incontri con la collaborazione delle forze di polizia, con il monitoraggio della Prefettura. Quest’anno, su idea del Prefetto, abbiamo coinvolto anche la Direzione delle Poste Italiane e dell’Associazione delle Farmacie, che hanno risposto subito presente e che ringraziamo, per potenziare i canali di diffusione.  Intendiamo continuare su questa strada perché crediamo in questo progetto, ma soprattutto perché nel nostro dna c’è la difesa degli anziani e dei pensionati, da un punto di vista economico ma anche per assicurare loro un futuro tranquillo dopo anni di lavoro.
Quest’anno, oltre agli incontri che faremo sui territori con la distribuzione dei materiali informativi, abbiamo istituito il numero verde 800.551506 – aggiunge VOLPONI dell’Anap nazionale -, con gli addetti di Anap e Ancos Confartigianato che saranno in grado di offrire aiuto, indicazioni e consigli utili, di indirizzare le vittime verso la Polizia di Stato, i Carabinieri e la Guardia di Finanza e su come evitare di finire nei guai.
Come accaduto già negli anni passati, Taranto sarà una delle cento città italiane dove si svolgeranno gli eventi previsti dalla campagna  Più sicuri insieme, in collaborazione con le forze dell’ordine – annuncia in conclusione Giovanni Lippolis - siamo convinti dell’utilità delle iniziative informative e di prevenzione che Anap da tempo immemore mette in piedi, su scala nazionale e in ambito locale, per sensibilizzare la popolazione anziana sul tema della sicurezza, fornendo informazioni e consigli utili.
Per informazioni è possibile rivolgersi allo sportello di via Cesare Battisti 135 a Taranto  tel. 099.330548

Bando per l’efficientamento energetico delle scuole tarantine, insorgono le associazioni di commercianti e artigiani: “Uno scippo alle pmi edili tarantine”
Confartigianato, Confesercenti, CNA, UNSIC e Upalap scrivono a Motolose

Le Associazioni datoriali Confartigianato, Confesercenti, CNA, Unsic ed Upalap di Taranto lanciano l’allarme per la preoccupazione di molte imprese edili e dei settori collegati del territorio che collaborano da decenni con l’Amministrazione Comunale di Taranto e che oltre a produrre ricchezza ed a fornire professionalità e competenza nei loro interventi hanno creato occupazione sul territorio assumendo personale e producendo Pil nell’ambito locale .
Riteniamo assurdo – scrivono le cinque associazioni di categoria - che il Comune di Taranto abbia scelto di utilizzare una formula quale quella del Project Financing per la manutenzione delle Scuole di Taranto. Formula che con delibera 199 del 5 novembre del 2015 era stata bloccata dall’amministrazione guidata dal Sindaco Stefano.
Una delibera – sottolineano le associazioni – che aveva sospeso la procedura, anche a seguito di incontri e sollecitazioni avuti dalle associazioni scriventi con il Sindaco Stefano che si dimostrò molto attento alle problematiche del settore e recepì le nostre preoccupazioni.
Risulta quindi incomprensibile la scelta di “scippare” ben 60ml€ di lavori di manutenzione in 20 anni al tessuto imprenditoriale tarantino scegliendo la formula del project finacing che prevede impegni gravosissimi sia di costi di progettazione che di partecipazione al bando che ,per fortuna , è stato disertato alla prima data utile ;
Ci domandiamo quindi , continuano le associazioni datoriali delle imprese edili:
1 se sia stata verificata la legittimità degli atti nell’avviare la procedura in oggetto;
2 se sia stata valutata con attenzione con il coinvolgimento delle parti sociali l’economicità e la convenienza della scelta operata;
3 se sia necessario e conveniente per il Comune di Taranto e per la già provata economia tarantina utilizzare il project financing ed il ricorso al Finanziamento trami terzi (FTT) penalizzando fortemente il tessuto delle Micro e Piccole e Medie Imprese Edili presenti nel territorio e fornitrici di servizi dello stesso Ente da decenni;
4 se sia possibile sperimentare altre formule quali l’utilizzo e la valorizzazione delle progettazioni interne e la partecipazione ai bandi del MIUR che prevedono finanziamenti ad hoc per le problematiche in oggetto consentendo al Comune di Taranto la formulazione di lotti di progettazione minimi per tutti i 57 edifici da adeguare e di conseguenza aprendo la strada alla partecipazione alle gare di tutte le Micro e Pmi del territorio che apporterebbero il contributo di specializzazione e professionalità già acquisite negli anni e ridistribuirebbero la ricchezza sul territorio attraverso le imprese locali, il loro indotto e le loro maestranze .

Per tutti questi motivi le associazioni hanno richiesto un incontro urgente all’Assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Motolese e si riservano di organizzare forme di protesta incisive nel caso il Comune di Taranto continuasse sulla strada della penalizzazione delle economie locali con scelte discutibili quali l’affidamento di 60ml€ di lavori ad un’unica Impresa.

Registriamo con favore la comunione d’intenti che in questo momento Comune e Provincia di Taranto dimostrano di avere nei confronti dell’annosa questione riferita al Piano di Sviluppo e utilizzazione dell’Aeroporto “Arlotta” di Grottaglie. L’opera frutto anche di Piani di investimento regionali ed europei e attualmente “asservita” esclusivamente alla logica di espansione di alcune, seppur apprezzabili, realtà industriali del territorio, chiediamo venga ufficialmente sottratta alla regola del SIN di Taranto, sviluppando parte dello sviluppo integrato che da tempo auspichiamo per il nostro modello di sviluppo.

Così in una nota le organizzazioni di categoria UNSIC, Confartigianato, CNA, Upalap e Confesercenti di Taranto che riprendono con una nota stampa anche le recenti dichiarazioni del sindaco del comune capoluogo, Rinaldo Melucci.
La tanto auspicata diversificazione economico-produttiva del territorio provinciale non si semina a parole – commentano i referenti provinciali – ma si coltiva con interventi mirati che nel corso di questi ultimi anni in realtà sono stati semplicemente evocati e mai realizzati, lasciando a Taranto l’unica vocazione consentitale: ovvero quella industriale.
Il potenziale di integrazione dei modelli economici è invece una occasione che da tempo perseguiamo – dicono – convinti come siamo che sul traffico aereo da e per lo scalo grottagliese in questi anni si siano levate fin troppe cortine di fumo e di documenti strategici inutili.
Le associazioni di categoria poi partono all’affondo.
Continuiamo a considerare poco chiare le dinamiche che hanno determinato in questi ultimi anni la devoluzione di contributi regionali per vettori veicolati verso gli scali di Bari e Brindisi – continuano le sigle – e per tale ragione sarà opportuno anche su questo fronte avviare un tavolo di consultazione con la Regione Puglia, circa la destinazione di fondi non solo riferibili al traffico aereo, ma anche all’infrastrutturazione viaria anche eco-sostenibile (vie del mare e ciclovie), a cui il settore del commercio e dell’artigiano, oltre a quello del turismo, guarda con particolare attenzione.

 

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