Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Lunedì, 04 Dicembre 2017

GUARDIA DI FINANZA: EVASIONE FISCALE, SEQUESTRATI BENI PER 6 MILIONI DI EURO A DUE IMPRENDITORI TARANTINI.


Militari del Gruppo di Taranto hanno eseguito un decreto di
sequestro preventivo “per equivalente” – ex art. 321 c.p.p. - di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un ammontare complessivo di 6 milioni di euro, nei confronti dei due amministratori di una società tarantina esercente l’attività di commercio al dettaglio di utensili per la casa, cristallerie e vasellame.
Il provvedimento cautelare, emesso dal G.I.P. del Tribunale di
Taranto – dott. Giuseppe Tommasino, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il citato Tribunale – dr.ssa Giovanna Cannarile, consegue ad una verifica fiscale eseguita dal predetto Reparto, all’esito della quale sono stati constatati, per il recupero a tassazione in materia di imposte dirette, ricavi non dichiarati per 12,4 milioni di euro ed I.V.A. evasa per 2,8 milioni di euro.
I titolari della società sono stati segnalati a piede libero all’Autorità Giudiziaria per i reati di “Omessa dichiarazione” e di “Occultamento e distruzione di documenti contabili” (artt. 5 e 10 del D.Lgs. 74/2000).
Il sequestro odierno ha riguardato, oltre che beni mobili ed immobili, anche quote societarie e somme di denaro depositate in un conto corrente bancario.

 
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Lunedì 4 dicembre 2017 alle ore 17:30 nel Salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto, la Delegazione di Terra d'Otranto del Sovrano Militare Ordine di Malta presenterà il Calendario Melitense d'Arte 2018.

L'ultra decennale iniziativa è frutto negli ultimi anni di una fattiva e consolidata collaborazione della Delegazione con il Liceo Artistico “V. Calò” sede Taranto, che con i suoi studenti ed insegnanti elaborano le pregevoli ed artistiche grafiche a china, relative a monumenti della Chiesa Cattolica e della storia dell'Ordine.

La manifestazione di presentazione sarà aperta dal dott. Fabio Carducci Augustini dell'Antoglietta e da Mons. Prof. Cosimo Damiano Fonseca.

Per l'occasione la dott.ssa Giulia Perrino, storica dell'arte ed autrice, parlerà sul tema: “Testimonianze melitensi nel ciclo degli affreschi di Santa Maria del Casale (Br)”.

Seguiranno le illustrazioni delle grafiche e la presentazione degli studenti autori delle medesime.

Comunicato stampa - Sovrano Militare Ordine di Malta - Delegazione Terra d'Otranto

Ciro Urselli

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Lunedì, 04 Dicembre 2017 11:41

Vigilanza Marina Sud - Nota CISL FP

RIORGANIZZAZIONE SERVIZI DI VIGILANZA DI MARINA SUD

La Cisl Fp consegna allo SMM i dati a conferma che il decentramento farà collassare il servizio, aprendo la strada alla sua esternalizzazione
Si è svolto stamattina a Roma presso il 1° reparto dello SMM il previsto incontro sulla Riorganizzazione del Servizio di Vigilanza di Marina Sud Taranto
L’Amministrazione, nel precisare il carattere pre informativo dell’incontro, ha rappresentato l’intendimento di sostituire l’attuale gestione centralizzata del servizio con una gestione decentrata, prevedendo raggruppamenti di posti di vigilanza in funzione dell’ente di appartenenza.
L’argomentazione a sostegno di tale intendimento è stata indicata nella necessità che ciascun Comando sia direttamente responsabile della sicurezza antinfortunistica della propria postazione di vigilanza.

La Cisl Fp ha consegnato, illustrandola, una documentazione tecnica, con dati forniti dalla stessa dall’amministrazione, da cui appare evidente che:
-La gestione centralizzata del servizio di vigilanza consente, attraverso un economia di scala, di contenere i costi, e a Marina Sud i costi per posto di vigilanza riferiti a turni e reperibilità sono inferiori rispetto a tutte e tre le FF AA;
-Consente una flessibilità di impiego del personale tra le varie postazioni in grado di far fronte alle esigenze improvvise o anche di breve, medio o lungo termine;
-Assicura una omogeneità dell’attività di sorveglianza e una sua maggiore imparzialità tenuto conto che il personale non dipende direttamente dall’ente presso cui opera;
-Prevede un'unica struttura organizzativa che è in grado di far fronte alle complesse procedure che caratterizzano il conseguimento della qualifica di APS (esercitazioni di tiro, procedure presso la prefettura, ecc.);
-Consente di continuare ad impiegare il personale che non è più idoneo al lavoro notturno in postazioni dove è previsto il personale giornaliero;

Al contrario l’ipotesi di un frammentazione della funzione di vigilanza, con l’assegnazione a ciascun ente della gestione dell’attività, determinerebbe una rigidità di impiego all’interno di ciascun ente che non consentirebbe più in breve tempo di far fronte al servizio, infatti:
-L’età media avanzata, il rapido pensionamento dei dipendenti, le condizioni di salute che sempre più spesso non rendono più idoneo il personale al lavoro notturno, non troverebbero più le attuali soluzioni, né quelle immediate né quelle future, non potendo più attingere ad un bacino centralizzato;
-Ogni ente dovrebbe poi creare una nuova struttura organizzativa specificatamente dedicata alla gestione del servizio di vigilanza e alle procedure ad esso correlate, istituendo un nuovo elemento di organizzazione in ogni ente con altri dipendenti, ipotesi che non appare coerente con la progressiva diminuzione degli organici, sia civili che militari, prevista dalla legge di revisione dello strumento militare;
-Ai dipendenti sarebbe preclusa la possibilità di cambiare posto di vigilanza, come avviene adesso secondo le necessità di servizio o le esigenze personali, di cambiare orario passando, da turnista a giornaliero e viceversa e di essere comunque pienamente utilizzato nel servizio.

Appare dunque inevitabile nell’ipotesi in esame, una perdita della capacità operativa che darebbe spazio a contrazioni di servizi ed attività, con un affiancamento del personale militare prima ed una esternalizzazione nel medio periodo poi.
La Cisl Fp ha altresì sottolineato l’imponente manifestazione del 28 novembre con cui centinaia di dipendenti hanno richiesto di ascoltare le ragioni dei lavoratori contrari all’ipotesi di decentramento per le conseguenze che ne deriveranno, sottoscrivendo una petizione con 300 firme.
I dati forniti dalla Cisl Fp non sono stati smentiti né dall’amministrazione né da nessun altro.
Nel ritenere naturale che le rappresentanze sindacali sostengano le istanze dei dipendenti, in particolare quando questi sono la totalità, registriamo che le altre oo.ss. presenti, tranne una, non hanno ritenuto di farlo condividendo la proposta dell’amministrazione e sollecitandone la rapida attuazione, senza fornire un solo dato o una sola argomentazione.
E’ evidente che dovendo ridursi la tabella organica del personale civile della Difesa da 28.000 unità a 20.000 entro il 2024 qualcuno sta sacrificando alcuni posti di lavoro a favore di altri.
Attendiamo ora l’informativa e l’apertura del confronto tecnico in sede locale dove cercheremo di sostenere la difesa del lavoro e dei lavoratori.

Segreteria Territoriale Cisl Fp Ta Br (Massimo Ferri)

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Lunedì, 04 Dicembre 2017 10:46

Quello che Calenda non dice

1. Il ricorso del Comune di Taranto al Tar Lecce non sospende l’aggiudicazione dell'Ilva a AM Investco Italy e non c’è rischio alcuno di fermo o chiusura della fabbrica.

2. Il ricorso non blocca né ritarda la copertura dei parchi minerali, che in realtà potevano essere coperti già da anni. Chiunque dichiari il contrario, contribuendo a creare agitazione tra lavoratori e cittadini, dimostra un grave deficit di competenze.

3. L'unico vero rischio deriva proprio dall'azione del Governo che consente lo slittamento al 2023 di diversi interventi urgenti e improcrastinabili per la tutela della salute. Non lo dice il Comune di Taranto ma l'Unione Europea che nei giorni scorsi ha già pesantemente censurato il Governo italiano per l’omesso esame dell’impatto sanitario.

4. Al Comune di Taranto non è stato notificato ancora alcun atto formale a garanzia dell'avvio dei lavori di bonifica e messa in sicurezza dei parchi. Non ci si può accontentare di promesse e annunci, sotto la pressione del ricatto occupazionale.

5. Il ministro Calenda non vuole l’istituzione di un tavolo esclusivo per Taranto e non è in grado di rispondere nel merito alle proposte della città di Taranto: la comunità non cederà al ricatto (immorale e forse illecito) del ritiro preventivo del ricorso.

6. Il Comune di Taranto ha fatto precise proposte sulla rimodulazione di tempi e tecnologie per mettere in sicurezza lo stabilimento: i ministri Calenda e Galletti non hanno mai preso in considerazione le osservazioni degli enti locali.

7. Il ministro Calenda, oltre che sulla valutazione del rischio sanitario, è muto rispetto alla definizione delle pendenze dell’indotto locale. Evidentemente è più sensibile alle esigenze di lobby e multinazionali che a quelle delle imprese pugliesi.

8. Il ministro Calenda sorvola sul fatto che il Comune di Taranto chiede l'avvio immediato delle bonifiche e l'aggiornamento dei protocolli di ristoro ambientale.

9. Il ministro Calenda difende i commissari che non hanno costruito alcun utile rapporto con la città; il Comune di Taranto, per lo stesso motivo, chiede avvicendamento immediato.

10. Il ministro Calenda, a tutt'oggi, non è in grado di fornire agli enti locali la documentazione di dettaglio relativa al piano industriale, fattispecie ampiamente prevista dalla procedura di legge.

Il Comune di Taranto non rinuncia al dialogo costruttivo, per il quale resta disponibilità piena e immediata. Un dialogo che coinvolga finanche le procedure giudiziali avviate. Ma nessuno può pretendere che l'amministrazione chiuda gli occhi e tradisca i cittadini sulla madre delle questioni, la loro salute, la loro qualità della vita. Dopo una dozzina di decreti salva Ilva, ora il Governo fornisca garanzie serie su un decreto salva Taranto e tarantini.

(Comunicato stampa Comune di Taranto)

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Domanda di accesso all’assegno di cura per pazienti non autosufficienti gravissimi. 

Son venuto a conoscenza della protesta dei parenti e dei delegati dei pazienti affetti da malattie rare e neurologiche non autosufficienti, i quali denunciano incoerenza su quanto stabilito per la domanda in forma telematica da parte della Regione Puglia e disorganizzazione da parte di diverse ASL tra le quali quella di Taranto nel predisporre le modalità (non previste) di consegna del cartaceo della domanda di accesso all’assegno di cura per pazienti non autosufficienti gravissimi.

In questi giorni le Asl hanno fatto richiesta di ricevere il cartaceo della domanda già prodotta dalle famiglie in forma telematica con termine il 06.10.2017. Dopo una lunga trafila per comprendere dove consegnare la documentazione (quale sportello Asl e di quale città), coloro che si sono recati a depositare l’incartamento richiesto ad esempio c/o l’URP dell’Ospedale SS Annunziata di Taranto, hanno dovuto attendere in fila delle ore all’aperto ed esposti alle intemperie senza avere nemmeno la possibilità di sedersi ed attendere in ambiente protetto e riscaldato.

La gravità delle condizioni alle quali sono stati sottoposti i parenti e i delegati dei pazienti gravissimi in attesa, è supportata da foto e video che testimoniano i fatti. Molti di loro avevano lasciato i propri cari (pazienti gravissimi e non autosufficienti che hanno bisogno di sostegno 24 ore su 24) soli a casa per consegnare la domanda cartacea dopo aver prodotto la stessa, ribadisco, in forma telematica. A quanto pare, lo stesso problema si è verificato in diverse Asl di Puglia.

Approfondendo l’argomento, mi è stato riferito che le associazioni erano state sentite dalla Regione Puglia, al fine di costruire insieme nel bando i criteri da utilizzare per arrecare meno disagi possibili, a coloro che dovevano presentare domanda per l’assegno di cura. Ricordiamo che si tratta di pazienti gravissimi ed i caregiver stremati e provati dall’assistenza h 24.

È oltremodo strano che, dopo la trasmissione telematica di oltre 9000 domande sul portale da parte dei richiedenti, proprio la Regione abbia deciso che il cartaceo doveva essere consegnato brevi manu, dimenticando quelli che erano stati i presupposti delle modalità di accesso contenuti nel bando.

Da lunedì si proseguirà con la consegna delle domande. Chiedo quindi alla direzione generale dell’Asl di Taranto, alle altre Asl pugliesi e alla Regione Puglia, se hanno preso provvedimenti per azzerare i disagi creati alle tante persone che, loro malgrado, sono già costrette ad affrontarne tanti e che meriterebbero maggiori attenzioni e sensibilità.

 

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Illustrissimo Presidente di tutti gli italiani,i tarantini, Lei lo sa, hanno pagato un prezzo altissimo per interi decenni al servizio del sistema Paese e della Repubblica.

Le scrivo carico di rammarico ed imbarazzo, interpretando esattamente il sentire della comunità che mi onoro di rappresentare, per stigmatizzare la reiterata mancanza di rispetto, nei confronti delle Istituzioni locali e dei cittadini, da parte di alcuni membri del Governo in carica, che intorno alla vicenda Ilva inaspriscono di continuo i toni in questi giorni, in spregio ad ogni principio di seria e leale collaborazione col Civico Ente, in un clima sociale già molto delicato, nel quale soprattutto il Mise arriva a screditare pubblicamente finanche il ruolo che la magistratura ha nel nostro ordinamento.

Le giunga con queste poche righe l'appello di un'intera comunità, maltrattata, vilipesa, sofferente, che nello scorso mese di settembre ha ricevuto la Sua carezza, ma che oggi sente lo Stato come un nemico pronto a ogni sopruso.

Da Sindaco, sono certo che potrò raccontare ai miei concittadini della Sua rinnovata attenzione, dell'autorevole garanzia che vorrà porre a difesa di diritti costituzionali ed inalienabili di questi duecentomila tarantini, duecentomila italiani.

La saluto affettuosamente,
Rinaldo Melucci

(Comunicato stampa Comune di Taranto)

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Comunicato stampa del consigliere regionale di Sinistra Italiana Mino Borraccino.


“Il deprezzamento delle abitazioni dei Tamburi di Taranto, quartiere a ridosso dell' Ilva, è l'oggetto di una mozione di Sinistra Italiana. Chiediamo al Consiglio regionale della Puglia di farsi portavoce presso il Governo nazionale, affinché vengano assunte utili iniziative finalizzate a risarcire i proprietari di questi immobili. 
I cittadini del quartiere Tamburi, che dista in linea d’area poche centinaia di metri dallo stabilimento ILVA di Taranto, subiscono costantemente gli effetti dell’attività produttiva del siderurgico, a causa delle sostanze inquinanti che, portate dal vento, giungono sino alle loro abitazioni, depositandosi sui balconi e davanzali, costringendoli a limitare l’apertura di porte e finestra stante l’ingresso immediato di polveri minerali, di natura anche nociva per la salute. 
La perdurante fase transitoria che sta vivendo lo stabilimento ILVA di Taranto, come tutti sappiamo, sta comportando gravissimi disagi ai lavoratori, alla città, ai proprietari degli immobili del quartiere Tamburi. Tra le tante deroghe che il Governo sta adottando, infatti, ci sono anche quelle che riguardano il diritto risarcitorio per il deprezzamento di queste abitazioni. Pertanto Sinistra Italiana ha inteso agire con questa mozione a tutela dei cittadini residenti nel quartiere Tamburi di Taranto, già afflitti da tante problematiche sanitarie, come dimostrano anche gli eccessivi numeri di mortalità e malattie, da non poter subire alte conseguenze negative legate al deprezzamento delle loro case. Una sentenza della Corte d’Appello di Lecce, sede staccata di Taranto, il 12 maggio scorso ha condannato l’ex direttore dell’Ilva di Taranto e gli eredi dei Riva al pagamento di 11.104,32 euro ad un cittadino proprietario di un appartamento del quartiere Tamburi, per i gravi danni riportati all'immobile a causa delle polveri dell'Ilva. Nella sentenza si fa riferimento anche ad altre sentenze, al "rapporto Sentieri", all'inchiesta "Ambiente svenduto", ai rilevamenti dell'Arpa Puglia, per affermare il diritto al riconoscimento del danno subito alla casa dalle emissioni prodotte dal siderurgico. Danni alla struttura edilizia che fanno calare l'interesse commerciale per questi immobili, dovuti all'imbrattamento e depauperamento delle strutture murarie, degli infissi, delle pavimentazioni, a causa dell'aggressività delle sostanze presenti nell'aria. Pensiamo che questo diritto debba essere riconosciuto a questi cittadini che nonostante duri sacrifici si ritrovano i loro immobili svalutati”.

(Comunicato stampa Consiglio Regionale della Puglia)

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Sin dal suo insediamento l'Amministrazione Melucci ha inteso ripristinare metodo, trasparenza ed un certo dinamismo nelle pratiche tecnico-amministrative del Civico Ente,

a cominciare dagli importanti passaggi di bilancio, che si stanno affrontando con una migliore aderenza alle scadenze formali rispetto al passato.
La prossima di queste finestre previste dalla legge, e sulla quale amministratori, consiglieri e dirigenti sono già alacremente al lavoro, riguarda la definizione del bilancio di previsione 2018 del Comune di Taranto, prevista per il prossimo mese di febbraio.
Come novità ulteriore e significativa, il Sindaco, coadiuvato dal consigliere Capriulo, dal dirigente al ramo Lacatena e presto dal nuovo Direttore Generale Imperio, ha dato indicazione di attivare un percorso partecipativo con tutte le forze politiche, gli stakeholder ed i cittadini, ai fini di una programmazione economico-finanziaria del Civico Ente più coerente con le aspettative della comunità e quindi più incisiva nei termini della propria pianificazione strategica di breve periodo.
In tal senso, pur sottolineando che in questa prima esperienza solo una parte delle risorse potranno essere oggetto di partecipazione, con l'idea di allargare nel tempo il perimetro di partecipazione sulla base degli esiti della sperimentazione, a partire dal mese di dicembre verranno realizzate per la prima volta alcune fasi di confronto riferibili all'avvio di questa procedura partecipativa, alla redazione di una preliminare proposta, alla vera e propria istruttoria, alla decisione finale e dunque all'adozione ed attuazione del documento contabile, come detto entro il mese di febbraio 2018.
Dei modi e tempi della suddetta procedura verrà fornita nei prossimi giorni adeguata pubblicità alla cittadinanza.

(Comunicato stampa Comune di Taranto)

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Giorno 30 novembre, presso la sede del Partito Democratico di Grottaglie, si è svolto un partecipato incontro/ dibattito che ha avuto come tema: “Ospedale San Marco di Grottaglie, quali prospettive per il futuro?”

Sono intervenuti l’On.le Ludovico Vico, il Dott. Andrea Chiari, Direttore Amministrativo dell’ A.S.L. di Taranto ed il Sindaco di Grottaglie l’Avv. Ciro D’Alò.Hanno partecipato al dibattito, numerosi operatori sanitari, le forze sindacali, il Comitato in difesa dell’ospedale e numerosi cittadini. Il segretario cittadino del Partito Democratico, Francesco Montedoro, nella sua introduzione ha illustrato i motivi dell’iniziativa, volta a trasmettere alle istituzioni presenti le preoccupazioni dell’intera comunità sulle sorti del San Marco, dopo l’inaccettabile Piano di Riordino Ospedaliero imposto dalla Regione Puglia.

Con il suo intervento il Dott. Chiari ha ribadito che il San Marco sarà riconvertito in Punto Territoriale di Riabilitazione e che la Regione ha già predisposto le risorse, pari a 6 milioni di euro, per attuare tale riconversione. L’A.S.L., tuttavia, in attesa della costruzione dell’Ospedale San Cataldo ha stabilito, tramite un protocollo, i servizi sanitari che il nosocomio grottagliese garantirà fino ad allora.

Dal canto suo il sindaco D’Alò ha sottolineato che l’A.S.L. è stata fino a questo momento inadempiente per ciò che concerne il mantenimento della piena funzionalità della struttura ospedaliera. Secondo il primo cittadino, e tale è il parere anche del Partito Democratico grottagliese, il protocollo predisposto dall’ A.S.L. non è sufficiente rispetto alle richieste dei servizi sanitari e alle potenzialità dell’Ospedale cittadino.

Infine l’On.le Vico ha sottolineato, ancora una volta, che l’ Ospedale San Marco di Grottaglie è, fino alla totale riconversione, una struttura inserita nel P.o.c. insieme al Santissima Annunziata ed al Moscati, e che per tale ragione, deve essere utilizzato. Visti i ritardi e lo svuotamento del nosocomio grottagliese, ci si chiede se non vi sia un qualche veto politico da parte di A.S.L. e/o Regione al suo utilizzo come stabilimento del P.o.c., visto il sovraffollamento del Santissima Annunziata e del Moscati.

A conclusione della serata il Dott. Chiari ha preso atto dell’insufficienza del protocollo di intesa proposto e della richiesta di rideterminazione dello stesso. La prova di quell’insufficienza è data dallo scarso utilizzo che l’Ospedale San Marco sta avendo come “valvola di sfogo“ degli altri stabilimenti della provincia. Importante è stata la disponibilità ottenuta di rivedere l’attuale modulazione dei servizi offerti, naturalmente nella direzione  di un ampliamento rispetto a quelli oggi presenti.

II Partito Democratico ritiene che l’incontro sia stato molto positivo e che abbia permesso alle istituzioni presenti, ASL e Comune di Grottaglie, di riannodare un dialogo costruttivo che negli ultimi tempi sembrava interrotto o quantomeno discontinuo. Vista la disponibilità dimostrata dall’ASL, riteniamo che sia giunto il momento per l’Amministrazione Comunale ed il Sindaco, in virtù del presente quadro e degli approfondimenti fatti nelle commissioni comunali preposte, di apportare quelle integrazioni migliorative al Protocollo dell’ASL, riguardanti le funzionalità del San Marco, di cui in parte si è discusso anche nell’ultimo incontro. Concludiamo dicendo che il tempo di inattività sicuramente rema contro la richiesta di servizi alla salute di cui i cittadini necessitano. Per tale motivo invitiamo le istituzioni competenti a stringere i tempi, affinchè si possa giungere ad una soluzione che soddisfi le richieste dell’intero territorio.

(Comunicato stampa PD Grottaglie)

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La giornata internazionale delle persone con disabilità nasce per dare voce a chi voce, molto spesso, non ne ha.

È di fondamentale importanza che le istituzioni si impegnino non solo per promuovere la conoscenza sui temi della disabilità, ma soprattutto per sostenere la piena inclusione dei disabili sia fisici sia psichici in ogni ambito della vita e per allontanare ogni forma di discriminazione e di barriere.

“Il Comune di Taranto - sottolinea l'assessore ai servizi sociali Simona Scarpati - è particolarmente attento e sensibile ad attuare una specifica politica di welfare per tutta l'area della disabilità, attraverso centri diurni socio educativi e riabilitativi, trasporto assistito presso strutture riabilitative pubbliche, contributi economici ad integrazione rette per ricoveri, erogazione di contributi per favorire la eliminazione e l'abbattimento di barriere architettoniche, assistenza domiciliare integrata per persone con patologie croniche altamente invalidanti, assistenza domiciliare per disabili gravi, attività corsistiche di nuoto per disabili, assistenza specialistica per alunni con disabilità e domiciliare educativa per minori con disabilità”.

Ai suddetti servizi si sono recentemente aggiunti i tirocini formativi per i ragazzi con sindrome di down ed il progetto di interpretariato sociale in lingua dei segni in favore di persone non udenti.

“Massima è l'attenzione e l'impegno - continua l’assessore - da parte dell'assessorato al welfare e di tutta l'amministrazione affinché sia al più presto attivata la comunità alloggio per il ‘dopo di noi’, il piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche e la immediata riattivazione della Consulta sulle fragilità quale massimo organo consultivo e punto di incontro ed ascolto delle associazioni al fine di consentire la consultazione, proposizione e collaborazione nei confronti del civico ente in relazione ai servizi dedicati alle diverse forme di disabilità”.

(Comunicato stampa Comune di Taranto)

Published in Sociale&Associazioni

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