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Mercoledì, 31 Ottobre 2018 16:47

Pizza&core Exhibit: in scena il top in pizzeria

Il 22 e 23 ottobre è andato “in scena” il “mondo della pizza” fra novità, dimostrazioni tecniche, presentazione ed uso di prodotti, idee sulle quali confrontarsi insieme.

 

Monopoli 26 ottobre - È stata la prima volta che Pizza&core ha creato un evento di tale portata a “casa propria”: nei pressi della nostra redazione, nella rinnovata e ampliata sede di Ristoprof (l’aula di formazione firmata Input Edizioni e Marketing Srl), abbiamo allestito un grande palco per show cooking e un’ampia platea, incorniciatati da un corridoio di stand riservati a 12 fra le migliori aziende foodservice del mondo ristorazione e pizzeria, sia nel food che nel beverage.

Il 22 e 23 ottobre, nella nostra location, è quindi andato “in scena” il “mondo della pizza” fra novità, dimostrazioni tecniche, presentazione ed uso di prodotti, idee sulle quali confrontarsi insieme.

Progettato per consentire ai partecipanti un luogo accogliente e intimo, l’exhibit ha registrato circa 80 presenze al giorno, tutte professionisti (pizzaioli e titolari di locali pizzeria).

A dimostrare lo spirito di questo exhibit la grande integrazione fra le varie aziende nel proporre idee innovative in pizzeria. Ne è stato bellissimo esempio il momento in cui il tecnico Tiziano Casillo dell’azienda Italmill ha coinvolto affianco a sé l’Executive Chef Mario Gisimundo (Bayernland) per realizzare una fragrante Scrocchiarella farcita in due differenti e gustosi varianti, con prodotti Bayernland, Demetra e Cirio Alta Cucina.

Nelle demo dedicate a BAYERNLAND, poi, Gisimundo ha realizzato un gustoso antipasto con la mozzarella in sfoglia Bayerland, e una curiosa e fantasiosa “cheese cake salata”, in torta e monoporzioni, realizzata con panna Bayerland, ideale per buffet e aperitivi. La presentazione dei prodotti caseari per il canale food service è stata curata da Giampiero Mannato.

Lunedì 22 ottobre Le 5 STAGIONI, presentata alla platea da Stefano Pistollato, responsabile commerciale, ha curato due demo, una la mattina e una nel pomeriggio: “I prodotti da panificazione SENZA GLUTINE e inno

vazioni per la pizza in pala” (tecnici Nicola Demo e Giuseppe Lucia) e “La faccaccia barese con biga e semola integrale” conPaolo Priore.

Ma non di solo impasto è fatta una pizza: per i topping di qualità sono stati preziosi i prodotti Cirio Alta Cucina, pomodoro 100% plus in pizzeria, approvato da FIC e da AVPN, e Demetra, ingredienti e farciture lavorati dal fresco, certificati per assenza di glutammato e bisfenolo, con l’altissimo standard certificato Fssc 22000. L’azienda è anche distributore in Italia del leader delle spezie Wiberg i cui prodotti sono stati anch’essi usati nelle dimostrazioni.

Per Cirio Alta Cucina presente Gennaro Parrotta ad illustrare la linea; per Demetra presente Adolfo Cella, responsabile vendite centro sud.

 

Martedì 23 ottobre, come anticipato precedentemente, a salire sul palco dell’exhibit per presentare la propria dimostrazione di impasti, è stata l’azienda Italmill. Il tecnico Tiziano Casillo, coadiuvato sul palco da Fabrizio Iacovellae da Luigi Gentile al forno, ha mostrato sotto lo sguardo attento dei pizzaioli presenti, le modalità con cui produrre un’ottima Scrocchiarella, prodotto di punta della Italmill e apprezzata dagli addetti ai lavori per la costanza dei risultati nel tempo e per la flessibilità di proposta in pizzeria. Ma Italmill è anche marchio ideale “per mille soluzioni” come pizza classica, panini, focacce, grissini, prodotti e degustati sempre nella giornata di martedì.
A fine demo sono intervenuti Alessandro Scandola per Av Baking, specialista nelle forniture della ristorazione, pizzeria e panificazione e Andrea Zuccherini per Gi.Metal (utensili professionali per pizzeria). Accanto ad una buona pizza non deve poi mai mancare il buon bere: acqua Lilia, Birra Peroni (anche con la sua Cruda e la sua Gluten Free), Montelvini con il suo prosecco e i suoi vini di altissima qualità.

Dulcis in fundo, è il caso di dirlo, Pernigotti con le sue creme fondente e gianduia, un topping dolce dal gusto di gran classe per pizze dessert al forno o straccetti di pizza fritti.

Il corner caffè, infine è stato curato da Caffe’ Cavaliere presentato da Antonio Tarantino.

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Un confronto tra la docente Marilena Cavallo e i suoi allievi in una interpretazione magistrale dei ragazzi

 Organizzata con bellezza e intelligenza didattica la serata pavesiana alla Mondadori di Grottaglie per discutere sul libro – racconto di Pierfranco Bruni “Amare Pavese”, edito nella elegante edizione degli Zaffiri di Pellegrini. 

L’incontro su Cesare Pavese con Pierfranco Bruni è stato introdotto prestigiosamente da Marilena Cavallo all'insegna del dialogo tra letteratura e antropologia, tra vita ed esperienze didattiche.
Dopo un percorso tracciato con profondo sapere da Marilena Cavallo tra il libro di Bruni e Pavese, Pierfranco Bruni partendo dal suo “amore” per lo scrittore di "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi" ha spaziato sui "dettagli" pavesiani sui quali si è soffermato sulla sua ricerca partendo da esperienze personali sino ad un percorso critico su Pavese.
Una serata bella. I ragazzi hanno preparato per l'occasione dei segna libro con frasi di Pavese. L'incipit dell'incontro ha avuto un suo importante spazio di letture su Pavese grazie agli allievi di Marilena Cavallo che hanno interpretato in modo singolare in un frammentato e rigoroso viaggio nella vita e nell’opera di Pavese il suo stare nella vita.
Bravissimi gli allievi che si sono calati nei personaggi pavesiani e nelle opere incidendo delle chiose a cominciare da “Il mestiere di vivere”.
Commovente emozionante e ricca di stimoli una serata che prepara ad un confronto a tutto tondo con il novecento letterario italiano in una comparazione anche con la letteratura americana. Non è un caso, perché non esiste il caso, che l’uditorio aveva di fronte una immagine molto cara a Pavese che era, ed è, quella di Ernest Hemingway.
Pubblico articolato e ricca di presenza di ragazzi del Liceo Moscati di Grottaglie, liceo nel quale è docente, appunto, Marilena Cavallo, ragazzi allievi della Cavallo. Un confronto a tutto tondo tra la docente, che è anche scrittrice e saggista (suoi sono i libri su Boccaccio, Battista, Machiavelli, “Primato”, Pascoli, che ha visto tre edizioni, sul percorso poesia, poeti e piazza) e l’autore di “Amare Pavese” (testo nel quale c’è un pregevole e vasto saggio proprio di Marilena Cavallo su “Pavese e la piazza”) in confronto diretto con i ragazzi e il pubblico presente.
Entusiasti gli allievi della Cavallo tanto che per l’occasione hanno preparato dei segna libro con delle frasi di Pavese e sono stati distribuiti in sala. Come sempre accogliente il personale della Mondadori che ha creato un vero e proprio salotto culturale in Grottaglie.
Marilena Cavallo ha cesellato un viaggio sui temi del libro di Bruni con delle importanti entrature nella filosofia (con Maria Zambrano) e con i temi antropologico presenti nella ricerca di Bruni e si è soffermata proprio sui codici simbolici che scavano nella vita di Pavese e di Bruni.
Pierfranco Bruni ha raccontato il suo amore per Pavese partendo dal legame tra religiosità e letteratura sino a toccare gli elementi di una geografia mitica tra i concetti di paese, amore, viaggio e morte.
Insomma una bella serata all’insegna della vera dialettica su un autore che, dopo Pirandello e D’Annunzio è entrato tra i classici italiani della letteratura del Novecento internazionale.
“Amare Pavese” è il sesto libro che Pierfranco Bruni dedica allo scrittore di “Dialoghi con Leucò”. Prossimo appuntamento con il Pavese di Bruni è a Galatone (Le), serata ufficiale il 30 novembre, e il 1 dicembre incontro con i ragazzi del Liceo.

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È allarme ambientale in pieno centro. A denunciarlo è l’associazione “Carosino Adesso”, dopo l’intervento, in consiglio comunale, del consigliere di minoranza Onofrio Di Cillo e dopo le varie segnalazioni da parte della cittadinanza, il tutto documentato sul sito facebook dell’Associazione. “La cura del parco comunale sembra non interessare per nulla a questa amministrazione, guidata dal sindaco Arcangelo Sapio e sostenuta dal PD – LeU – Rif. Comunista” ha affermato Onofrio Di Cillo, portavoce di “Carosino Adesso”, che denuncia il degrado, mentre puntualmente i nostri amministratori rimangono in un silenzio “tombale”.
La verità resta tragicamente questa: la villa è in rovina per colpa di un’amministrazione che non è stata capace di supportare alcuna iniziativa che potesse rivalutarla. La manutenzione del verde e delle aiuole è completamente assente, i rifiuti raccolti nei bidoni sono abbandonati a se stessi, come si possono trovare sparsi in giro bottiglie di vetro, escrementi umani ed animali, per non parlare del cattivo odore causato anche dall’impossibilità di fruire dei bagni pubblici che sono chiusi a chiave. Siamo andati personalmente nella villa per verificare, constatando una situazione davvero inconcepibile e scandalosa per un paese civile, poiché qualunque bambino, giocando, potrebbe ritrovarsi a contatto con quegli oggetti. I nostri bambini devono poter vivere il parco in piena libertà e sicurezza; se per caso ad un bambino dovesse succedere qualcosa, la colpa di chi sarebbe? Noi riterremo personalmente responsabile il Comune e gli amministratori che, in tutti questi anni, non hanno mai badato alla sicurezza e alla bellezza della nostra villa.
“Tanti genitori consentono ai propri figli di recarsi in villa, convinti che possano giocare in piena sicurezza e invece può accadere il peggio”, continua Di Cillo, “e già solo per questo la villa andrebbe immediatamente chiusa per permettere lo smaltimento di questi rifiuti. Tutto questo accade in pieno centro storico e per di più a due passi dalle scuole. Se alcuni cittadini incivili giungono a tanto indisturbati, è perché la nostra amministrazione è totalmente disinteressata al parco”. Occorrono provvedimenti urgenti nell’immediato, una riqualificazione urgente e un controllo puntuale del nostro parco. Chiediamo, pertanto, che il parco venga chiuso, che venga effettuato un sopralluogo in tutti i suoi angoli più nascosti e solo dopo essere sicuri che sia tutto in sicurezza, riaprirlo al pubblico.

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Il progetto “reMar Piccolo: natura e tradizioni per rivivere il mare” del Comune di Taranto ha ottenuto il terzo posto sui fondi del programma POR PUGLIA 2014/2020 - ASSE VI – AZIONE 6.6 – SUB-AZIONE 6.6.A – “INTERVENTI PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DI AREE DI ATTRAZIONE NATURALE”. RIQUALIFICAZIONE INTEGRATA DEI PAESAGGI COSTIERI per un importo riconosciuto pari a 1.298.682,00 €.

L’area di intervento del progetto di riqualificazione è la fascia costiera del secondo seno del Mar Piccolo, compresa tra il Parco Cimino e il molo dei Battendieri, in cui ricadono sensibilità ambientali quali il SIC “Mar Piccolo”, la Riserva “Palude La Vela” e gli habitat presenti nel 65° Deposito dell’Aereonautica Militare, quest’ultimo in fase di dismissione.

Il progetto prevede numerosi interventi di recupero e valorizzazione del territorio tra cui il miglioramento dell’accessibilità e della viabilità della costa del Mar piccolo, attraverso la realizzazione di infrastrutture destinate alla mobilità lenta e sostenibile nelle aree interessate dalla presenza della ferrovia dismessa Circummarpiccolo, e la riappropriazione degli spazi presenti nel sedime del 65° Deposito per dare avvio a nuove funzioni (sport, cultura, natura) sul Mar Piccolo utilizzando le infrastrutture viarie già presenti all’interno dell’area militare ed in particolare il lungo molo dismesso, utilizzato in precedenza per l’attracco delle navi cisterne, ecc.

“Il progetto - fa sapere il sindaco Melucci -
rappresenta il primo tassello di una strategia a medio lungo termine orientata alla tutela e valorizzazione del paesaggio del mar piccolo di Taranto e che vede nella difesa e nella promozione del patrimonio culturale ed ambientale lo strumento principale per la creazione di nuove opportunità economiche e sociali legate al turismo sostenibile e alla blue economy”.

“Crediamo fermamente - interviene l’assessore all’ambiente Francesca Viggiano - nella riqualificazione e sviluppo dell’area di mar Piccolo e stiamo mettendo in atto ogni azione utile a valorizzare quell’area cittadina che costituisce un’oasi di biodiversità senza eguali. Voglio ringraziare di cuore per il grande lavoro fatto i tecnici e naturalmente il direttore della Palude La Vela, Marco Dadamo”

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È evidente come la nuova proprietà dello stabilimento siderurgico di Taranto abbia già voluto imprimere il suo marchio in fabbrica.

Abbiamo contestato da subito la volontà del Governo di cedere #ILVA a un nuovo soggetto privato, consci già della passata gestione Riva.

Ieri, attraverso un semplice link sul web, i lavoratori hanno conosciuto la loro sorte, nel silenzio più assoluto rispetto al metodo di selezione barbarico scelto dall'azienda con la complicità sindacale.
Ancor più evidenti sono, però, i metodi scelti per selezionare il personale; avrebbero dovuto rispettare alcuni criteri familiari e professionali, ma è andata a finire con la selezione per simpatia e ribellione.

L'accordo sindacale raggiunto al Mise, insieme al ministro Luigi Di Maio, è completamente saltato e pone serie ombre sul futuro rispetto ai criteri da rispettare.

Sono stati esclusi padri di famiglia con figli e mogli a carico, gravati da mutui ipotecari; sono stati esclusi anche tutti gli operai che in questi anni hanno denunciato gli abusi che, prima i Riva e poi la gestione commissariale, hanno perpetrato ai danni della nostra terra, dei suoi uomini e delle sue donne.
Oltre 2000 persone sono state mandate via, come se fossero loro i responsabili del disastro tarantino.

Mandati via con un click.

Il silenzio è imbarazzante sia da parte dei sindacati che da parte di quei parlamentari locali eletti dalle stesse persone che sono state licenziate. Avrebbero dovuto difenderli e vigilare sull'attuazione di un accordo che il loro ministro aveva inquadrato come il miglior risultato possibile.

Siamo vicino e restiamo a disposizione delle tante famiglie che hanno perso il lavoro. A loro va tutta la nostra solidarietà

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Negli ultimi venti anni la logica amico-nemico ha imperversato sulla scena pubblica di Terra Ionica. I catastrofici risultati prodotti da questa nefasta concezione della battaglia politica sono sotto gli occhi di tutti: per anni abbiamo rivendicato, ma solo a parole, quella compattezza istituzionale che altri territori, come Bari e Lecce, hanno sempre espresso con i fatti. Ci siamo divisi su tutto e non parlo certo della fisiologica contrapposizione delle proposte politiche formulate dai partiti. Dalla questione ambientale alla vertenza industriale, dalle specifiche peculiarità che avrebbe dovuto assumere il nostro polo universitario all’implementazione di quella diversificazione produttiva sbandierata ai quattro venti, Taranto e la sua provincia si sono sempre distinte per riottosità e incapacità ad assumere posizioni chiare e condivise.

È sempre mancata la capacità, di fare sintesi. Dobbiamo forse prendere esempio da quanto è avvenuto in altri territori nei quali si discuteva ma poi, al momento opportuno, si lottava compatti a Bari, cioè in Regione, come a Roma e, quando necessario, a Bruxelles. Noi abbiamo fatto spesso il contrario: reclamavamo unità di intenti, ma poi ad emergere era fatalmente l’interesse del particulare. Con il rinnovo degli organi della Provincia di Taranto abbiamo finalmente l’occasione di cambiare rotta e mutare atteggiamento. Le Province, che la riforma Del Rio ha di fatto ridimensionato, rappresentano tuttavia un’istituzione di Area Vasta con il compito di coordinare i piani di sviluppo territoriale. Pensiamo per esempio alle Aree Metropolitane che ruotano inevitabilmente attorno al comune capoluogo: così è certamente per città come Catania, Palermo, Bologna, Genova, ma anche della stessa Bari.

La ragione è semplice: la spinta propulsiva che può esercitare la città più popolosa, su cui si concentrano inevitabilmente le maggiori attenzioni dei superiori livelli di governo, difficilmente può essere esercitata da un altro comune. Questo non vuol dire, sia chiaro, che Taranto debba avere un ruolo preminente rispetto agli altri ventotto comuni. Significa semplicemente che la candidatura del primo cittadino di Taranto può ben incarnare, se adeguatamente sostenuto come io mi auguro, l’idea di un territorio che vuole riscattarsi nell’interesse di tutti i comuni di Terra Ionica. In sintesi: tutti sullo stesso piano, ma tutti più forti grazie al coordinamento della città capoluogo. E a chi si scandalizza di determinate posizioni rese note alla vigilia del voto, rispondo che la trasparenza è sempre sinonimo di chiarezza. Del resto, non si capirebbe perché a un candidato-presidente debba essere concesso di incassare il sostegno di un avversario politico mentre al suo concorrente tutto ciò dovrebbe essere impedito! Ecco perché da tempo sostengo la necessità di riportare la discussione nell’alveo di ragionamenti squisitamente politici che favoriscano il dialogo e mettano al bando i personalismi e le offese gratuite che semmai qualificano chi le fa.

Taranto e la sua provincia hanno bisogno di una pacificazione sociale senza la quale non sarà possibile raggiungere gli obiettivi che da tempo perseguiamo e rispetto ai quali disponiamo, in alcuni casi, anche di cospicui finanziamenti: sviluppo della portualità, miglioramento della viabilità e della mobilità su base provinciale, valorizzazione del patrimonio storico e culturale in chiave turistica, tutela e promozione delle eccellenze enogastronomiche di Terra Ionica, consolidamento del polo universitario, sostegno al sistema produttivo locale che deve assumere un ruolo da protagonista nelle scelte di politica industriale e negli interventi di riqualificazione urbana orientati al criterio della sostenibilità ambientale. Siamo cioè chiamati ad una prova di maturità per abbandonare, come richiamavo in premessa, la logica amico-nemico e inaugurare una ben più proficua stagione ispirata ad una sana,efficace ed autorevole governante territoriale.



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Grazie a una serie di ispezioni disposta dall'assessorato ai Lavori Pubblici

Con un impegno di circa 50mila euro, l’amministrazione Melucci sta compiendo una prima ricognizione sullo stato di salute di queste infrastrutture, nello specifico del cavalcaferrovia sulla strada per Massafra (zona Taranto croce), dei 5 manufatti (sovrappassi e cavalcavia) distribuiti lungo via Ancona, del piazzale Bestat (superficie pedonale e sottopasso carrabile) e del cavalcaferrovia su via Napoli. A questi, ove necessario, seguiranno alcuni interventi di riqualificazione.

«Tale attività - ha spiegato il Sindaco Melucci - era indifferibile; considerando l’età dei manufatti è già in corso ed è in piena sintonia con la pianificazione che caratterizza la nostra azione amministrativa. Avendo piena contezza dello stato delle infrastrutture cittadine, infatti, possiamo prevedere gli interventi per tempo e senza farci trovare impreparati dalle emergenze».

“Per la riqualificazione strutturale del piazzale Bestat - interviene l’assessore Motolese - il Comune ha già messo a bilancio 400mila euro cui si aggiungeranno altre risorse necessarie per impianto di illuminazione e tinteggiatura. Un percorso che sarà seguito anche per le altre infrastrutture coinvolte, all'esito delle attività di ispezione”.

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Invitati anche i consiglieri regionali e i parlamentari ionici

Si svolgerà dalle 9.30 di mercoledì 31 ottobre il sit-in di protesta dei lavoratori somministrati di Teleperformance. Il raduno sarà davanti ai cancelli della multinazionale che si occupa di comunicazione al quartiere Paolo VI di Taranto.

Quel decreto dignità nel percorso che auspica e che pure sentiamo di condividere in maniera ideale, di fatto passa sulla carne di molti lavoratori che dal primo novembre, nel sito di Taranto, potrebbero trovarsi senza più un lavoro – dice Daniele Simon – per questa ragione contiamo di lanciare appelli all’ascolto e la condivisione delle nostre preoccupazioni.
Lo abbiamo fatto anche con l’azienda – continua il referente del NIDIL CGIL di Taranto – proponendo insieme a SLC una bozza di accordo che garantisse una sorta di garanzia di continuità occupazionale, ma siamo stati inascoltati. Ora,anche a fronte della perdita della commessa per Enel Mercato Libero, ci proviamo anche con i consiglieri regionali e i deputati tarantini eletti in questa circoscrizione, che abbiamo invitato ufficialmente all’iniziativa di mercoledì.

L’appuntamento per i giornalisti è mercoledì 31 ottobre a partire dalle 9.30 davanti al cancelli TP in via del Tratturello Tarantino, 6 a Taranto.

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“Arterie strategiche extraurbane che improvvisamente non sono più necessarie, collegamenti funzionali che in maniera incomprensibile spariscono dai radar, con buona pace di tutti, Regione, Provincia e Comune di Taranto. Che fine ha fatto il completamento della Tangenziale nord del capoluogo ionico? Le ultime notizie a riguardo risalgono a qualche giorno fa, dopo una brusca interruzione di informazioni perdurata per quasi un anno, ossia quando a fine dicembre dello scorso anno arrivò l’ok della Regione Puglia con lo sblocco dei finanziamenti. E allora, ieri come oggi, per un’altra arteria di collegamento provinciale, ossia la Tangenziale sud di Taranto, l’uscente presidente della Provincia, Martino Tamburrano, esultò per il traguardo raggiunto in accordo bipartisan. Chissà, quindi, se anche il progetto  della Tangenziale sud evaporerà, magari per non intralciare qualche altra ‘attività produttiva già autorizzata’, tipo una discarica come quella gestita da Italcave, la quale casualmente insiste proprio su una parte del tratto che interesserebbe il completamento della Tangenziale nord, ora non più utile”. Lo dichiara il deputato del Movimento 5 Stelle, Giovanni Vianello.

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“Chi oggi pensa che il Decreto Dignità sia un vulnus per i lavoratori di Teleperformance Taranto non solo dimostra di non essere coerente con la storia di quella azienda ma soprattutto perpetra una propaganda pretestuosa dove i lavoratori sono solo un ripiego per attaccare la riforma del lavoro di turno. In poco più di dieci anni Teleperformance Taranto è diventata la seconda realtà occupazionale della città, passando per varie riforme del lavoro, da contratti a tempo indeterminato ai contratti a progetto che hanno spremuto fino a dove era possibile i dipendenti dell’azienda solo per arrivare a segnare il termine delle campagne pubblicitarie. Poi è dilagato il fenomeno della delocalizzazione e infine il Jobs Act del governo Renzi che ha falcidiato il mondo del lavoro. Ai contestatori del Decreto Dignità che, secondo loro, si abbaterebbe in maniera più che negativa sulla vita dei lavoratori Teleperformance, dico che sarebbe meglio giocarsi la carta della sincerità con questi dipendenti, smettendola di strumentalizzare una riforma che non ha niente a che fare con le conseguenze che denunciano, perché la visione dei ‘polli in batteria’ all’interno dei call center c’è sempre stata. Il punto a Taranto, da un po’ di tempo a questa parte, è sempre uno: si guarda il dito di chi indica la luna, i posti a rischio sarebbero comunque stati a rischio nel lungo periodo, non certo per colpa del Decreto Dignità. La questione del lavoro all’interno dei call center e, più in generale in Italia è a monte e, il Decreto Dignità anche con la reintroduzione delle causali spinge il datore di lavoro a rivalutare il contratto a tempo indeterminato. Entriamo infine nel merito dei limiti imposti al contratto di somministrazione, oltre alle causali obbligatorie per l’imprenditore che stipula un rapporto di lavoro per più di dodici mesi, si prevede che il contratto dovrà avere una durata massima di 24 mesi e potrà essere prorogato al massimo per quattro volte, inoltre il numero di lavoratori assunti con contratto di somministrazione a tempo determinato non potrà eccedere il 30% dell’intero organico”. Lo dichiara la deputata Alessandra Ermellino del Movimento 5 Stelle. 

 

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