Per fortuna anche le cose più orride passano. Perché lo spettacolo offerto dalla classe politicante – chi più, chi meno – per la formazione delle liste, è stato squallido, indegno, ed ha dimostrato quale grado di arroganza e sfacciataggine abbiano raggiunto lor signori.

Quanto passato davanti ai nostri occhi, in un Paese serio avrebbe la conseguenza dell’allontanamento, del mandarli al diavolo con gravi conseguenze per la democrazia. Noi invece, così, gli faremmo il più grande dei favori, perché da noi non esiste un quorum di affluenza, al di sotto del quale tutti a casa. E no. Le norme se le sono scritte tutte a loro favore. Da sempre. Per cui, anche se andasse a votare il 10% degli elettori ed un partito prendesse, diciamo, il 25% dei voti, si vanterebbe di aver preso questa percentuale, passandola come se fosse del totale degli aventi diritto, quando invece, realmente, è la miseria del 25% del 10%. E’ già accaduto.
Comunque, lo spettacolo disgustoso visto porta a fare qualche riflessione.
Primo.
Anche a livello nazionale è l’assalto alla diligenza. In grande stile essendo più grosso il bottino. Costoro, è evidente, non se ne fregano niente di quello che sarebbe il loro compito: servizio, portare il popolo al benessere e ragionano in termini di tornaconto personale, di arraffamento di denari, privilegi e vitalizi.
Secondo.
Mentre a tutti noi, ed in modo particolare ai nostri giovani, hanno gridato a non finire che non esiste più il posto sicuro, distruggendo così ogni certezza, lor signori si sono scannati per avere il collegio sicuro e l’elezione certa.
Terzo.
Se fossimo un popolo serio a maggior ragione dovremmo mandare gli sporcaccioni con le gambe per aria.
Quarto.
L’esperienza dell’ospedale e della discarica ci dovrebbe far capire che se non abbiamo un eletto grottagliese che ci protegge, - sì, che ci protegge, - questa è l’amara realtà, saremo ancora carne da macello nelle mani di chi ci toglie i servizi e ci regala le discariche.
E’ questo il momento, ricattando col voto, di prendere per petto Emiliano e Tamburano, ad indicare i loro partiti, e farci restituire quello che ci hanno tolto: ospedale, uffici Enel, Gas, Aqp, per ricordarne alcuni, ed ottenere quello che vogliamo: no discarica.
Amministrazione, Capi partito, battete un colpo!
Quinto.
A tal fine il mio suggerimento: mettiamo giudizio e votiamo grottagliese.

Alcuni giorni fa sono stati resi noti i nomi dei tre candidati grottagliesi per le prossime elezioni politiche del 4 marzo, appena pubblicati sul social network più diffuso si è scatenato il cosiddetto flame (nel gergo della rete, una discussione dai toni particolarmente accesi).

Tanti a proporre, quasi ad imporre, l’idea di scelta del proprio candidato considerato ed osannato come deus ex machina capace, nelle intenzioni di costoro, di poter capire e risolvere tutti i problemi noti del nostro territorio e contesto sociale dimenticandosi del ruolo di ben più ampio spessore istituzionale a cui il loro candidato sarà chiamato in qualità di Deputato del Parlamento italiano.
Ad un attento lettore il fervore mostrato nelle discussioni virtuali porrà alcune domande, di cui la sociologia cerca da tempo di dare risposte. Ricerche di psicologia politica si sono concentrate sullo studio delle determinanti del comportamento di voto (Caprara G.V., Barbaranelli C., 2000) ed hanno rilevato che il voto viene innanzitutto guidato dalle cosiddette “attese di vantaggi e svantaggi”.
È presente perciò una tendenza secondo la quale il voto è dato ai rappresentanti politici che si ritiene possano produrre i cambiamenti sociali desiderati che risultano essere principalmente della giustizia sociale, dell’equità fiscale, del lavoro e della stabilità economica, ecc. Purtroppo oggi non si vota più come una volta: un tempo erano le ideologie, i valori, gli interessi delle classi sociali e di ogni singolo elettore ad orientare una scelta politica. L’influenza mediatica era meno condizionante, mentre oggi il processo di voto è influenzato principalmente dalle caratteristiche di ogni singolo candidato. Oggi la politica passa attraverso molti canali mediatici che frammentano le informazioni rendendole spesso confuse e contrastanti. Il potenziale elettore cattura l’immagine del candidato tramite i media, favorendo ulteriormente dei processi di pensiero che si basano su semplificazioni cognitive ed emotive e quasi banalmente, in assenza di etichette sociali, oggi l’elettore può essere classificato in tre grandi categorie: chi vota con la testa; chi vota con il cuore; chi vota con la pancia.
L’elettore che vota con la testa è fortemente condizionato da elementi razionali e oggettivi, risponde a logiche ben definite e chiare, ovvero voterà il determinato schieramento politico e/o candidato perché rincorre una promessa che farà comodo e ognuno potrà facilmente trovare parecchie ragioni valide per votare qualsiasi partito.
Chi vota con il cuore rincorre le passioni, i sentimenti, i ricordi, le speranze, i desideri, che riguardano anche grandi concetti sociali. Sono coloro che seguono le idee che muovevano la prima Repubblica (democristiani, liberali, comunisti, ecc.), che cercano in cuor loro di tornare ad una politica legata a schieramenti e idee di un tempo oramai passato. Categorie da cui, negli ultimi anni, è andato piuttosto di moda scappare anche se la maggior parte delle persone, nel contesto politico italiano, continui a fare riferimento a destra e sinistra. Anche quelli che dichiarano che destra e sinistra non hanno più senso.
Poi ci sono gli elettori di pancia, questa tipologia sostanzialmente è nata con la seconda Repubblica ed è formata da uomini e donne pronte a spostarsi in maniera massiccia da uno schieramento all’altro. Si vota facendosi condizionare dai mass media, ma anche dai fallimenti di un uomo o di un partito. A questa tipologia diffusa nell’espressione della volontà popolare appartiene il voto su base prevalentemente istintiva. Soprattutto coloro che risultano indecisi, ma poiché tutti ragioniamo e indubbiamente facciamo le scelte della nostra vita in base a una logica succede spesso che il ragionamento è dominato dalle emozioni per cui viene asservito a una decisione che era già maturata dentro di noi. Esprimono il loro voto per simpatia o antipatia, magari per sentito dire al bar.
Il riassunto è che la gente crede quello che vuole credere e quello che non ama non lo sente nemmeno, rischiando di crearsi illusioni effimere sull’ennesimo candidato che non ha vocazione politica. Perché di questo si tratta: una vocazione, una missione e non un trampolino di lancio verso il potere. Come ha scritto Papa Francesco, «la politica, tanto denigrata, è una vocazione altissima, è una delle forme più preziose di carità, perché cerca il bene comune». Ed il candidato che riuscirà ad arrivare in Parlamento, inesorabilmente si troverà a fronteggiare dinamiche in cui è richiesto grande senso di responsabilità nei confronti della comunità nazionale, spesso contrastanti con le necessità di pancia degli elettori locali.
Pertanto in cuor mio e nella mia testa mi è già chiaro a chi darò il voto anche se la mia pancia rimarrà scontenta!

Ciro Urselli

#impopolare

E sì, signor Sindaco, così proprio non va. Capisco che lei è il leader di Sud in movimento e vuole che tutti i grottagliesi siano in movimento, ma così non può proprio andare. Capisco pure che il movimento fa bene alla salute ed i medici lo consigliano, ma è quello che si fa a piedi che fa bene, non con la macchina. Anzi, se fatto con le macchine, è dannoso a chi ci sta alla guida ed ai passeggeri, ai pedoni per la strada e allo stesso ambiente. È questa la questione. Lei vuole questo? Spero no!

Come di che parlo. Ma della genialata di costringere i grottagliesi di arrivare al centro città passando per le periferie. Mi spiego meglio.
Una sua ordinanza ci obbliga, praticamente, ad andare dalla parte nuova a quella vecchia della città, e viceversa, utilizzando via Ennio o via De Gasperi.
Via Crispi è percorribile solo a scendere, ma non per salire. Sono contenti i ceramisti? C’è stato un incremento di turisti?. Se no, subito ripristinare il doppio senso.
La cosa più controproducente e veramente fatta ad cap… è l’ostruzione, la strozzatura, che si ha, salendo dal paese vecchio, subito dopo l’arco di porta S. Giorgio, obbligando a girare per via Sonnino e poi perdersi per via Leopardi, stretta e difficile, o in fondo, per via Mafalda di Savoia, parallela di via Ennio. Non è cosa, signor sindaco, creda a me, non è proprio cosa. La percorra per una sola volta con una macchina di media cilindrata o con un furgoncino e poi mi dica. Ma attento a non girare per via Bari, che è a senso unico a scendere, ma che non ha alcun divieto all’incrocio con via Sonnino, quindi, sic stantibus rebus, si può anche salire.
Ora, non presumo di avere ragione, ma se così fosse, non le sembra che affidando l’incarico a “forestieri”, che come minimo non conoscono le necessità del paese e fanno tutto sulla carta, l’Amministrazione ha buttato 50 mila euro, come mi dicono, dei cittadini? Non c’erano tecnici sul Comune, assessore al ramo, vigili, o qualche semplice cittadino, conoscitori delle strade del paese, da chiamare e a costo zero? E oltre questo, prima di varare un piano, non si fa una verifica sul campo? Con questo stravolgimento del traffico, pensate veramente di rivitalizzare il centro storico e di incrementare le attività nel quartiere delle ceramiche?
Io penso proprio di no. Anzi, le dico di più, secondo me il provvedimento va nel senso contrario.
Perciò, caro Sindaco, si faccia un giro, verifichi di persona, chieda alla gente se è soddisfatta, e se tutto è come dico io, dimostri saggezza e capacità amministrativa: cancelli tutto e ripristini quello che c’era prima, perché più funzionale. Sarà un merito, non un demerito, ricredersi su un progetto che si pensava utile e che si rivela controproducente.
E in ultimo, per favore, non butti via i soldi dei cittadini. Ricordi che questa Amministrazione, come le precedenti PD, si “frega” le addizionali sui nostri stipendi e pensioni. D’autorità, per non usare altro termine, e nessuno di noi vi ha autorizzato, né ora né prima. Ed è tempo che la smettiate, tutti: comuni e regioni.
E comunque: buon anno a tutti.

Eccoci, il nostro o meglio il vostro oraquadra, giornale on line di Grottaglie, è tornato, dopo molti mesi di assenza, purtroppo causata da varie situazioni. Ma zitti zitti stiamo tornando operativi.

Devo essere sincera come d'altronde lo sono sempre, questo giornale senza il valido lavoro del dott. Ciro Urselli, non avrebbe rivisto la luce, grazie alla sua professionalità e passione siamo tornati, senza di lui avrei chiuso i battenti. Purtroppo la vita di ognuno di noi è fatta di alti e bassi dovuti a situazioni contingenti che ci portano ad effettuare delle scelte, delle priorità che ci obbligano a percorrere altre strade, specialmente se queste strade riguardano la sfera familiare e quella della salute, quindi gioco forsa bisogna fare delle rinunce, mettere le 4 frecce e riflettere molto sul da farsi, e questo è accaduto in questi mesi di fermo, una situazione che ancora permane che  sto superando e mi auguro di tornare operativa al 100% come ai vecchi tempi.

Intanto grazie all'amico Ciro Urselli il giornale sta andando avanti, il giornale lo stiamo limando, perfezionando, manca ancora il canale video da inserire in home e qualche altro dettaglio. 

Cosa contiamo di fare con il nuovo oraquadra? sicuramente vogliamo informare in modo chiaro, trasparente ed efficace, continueremo con la scelta editoriale di pubblicare integralmente i comunicati stampa, al fine di far sapere senza filtri cosa scrivono le fonti, senza correzionie/o interpretazioni. Lo spazio delle opinioni sarà nella sezione degli editoriali/corsivi (Apertamente). Insomma un giornale  rinnovato nell' impalcatura grafica e curato nei contenuti.

Quindi ci avviamo verso il nuovo anno con un nuovo giornale e ci facciamo l'augurio di riuscire a portarlo avanti considerata la sofferenza del comparto editoriale ormai sempre più senza risorse finanziarie e impallinato dai social, ferito quotidianamente dai dilettanti dell'informazione e dagli abusivi del mestiere del giornalista e mi auguro che Babbo Natale mi porti uno o più  imprenditori che vogliano investire in questa vera impresa editoriale e quindi  insieme a noi portare avanti questa avventura editoriale, questo al fine di avere più forza nel difficile lavoro dell'informare in modo libero ed onesto.

Chiudo qui per il momento e auguriamo noi di Oraquadra ( Lilli D'Amicis, Ciro Urselli, Giuseppe Gallo)  un Buon Natale, all'insegna della serenità vera e dell'Amore quello vero che ci accompagni sempre.

Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

Oraquadra.info è ospitato sui server di Register.it Spa

Foro competente: Taranto

Editore e Direttore: Arcangela Chimenti D'Amicis alias Lilli D'Amicis

Legal Advisor: avv. Michela Tombolini

Web Master: dr. Ciro Urselli

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per ulteriori informazioni sui cookie che utilizziamo e su come eliminarli, consulta la nostra politica sulla privacy.

  Accetto i cookies da questo sito web.
EU Cookie Directive plugin by www.channeldigital.co.uk