APERTURA DEI CENTRI COMMERCIALI NEI GIORNI FESTIVI? NO, GRAZIE!

La Cisl e la Fisascat Cisl territoriali condividono e sostengono la campagna “Lavoratori! Il 15 agosto festeggiamolo con le nostre famiglie” promossa dalle segreterie sindacali unitarie regionali del settore commercio, terziario, turismo, contro l’apertura dei grandi centri commerciali di mercoledì prossimo.
Siamo, ancora una volta, a ribadire che le grandi multinazionali di questi settori scelgono di non prendere in considerazione le esigenze di migliaia di lavoratrici, lavoratori e rispettive famiglie.
“Sosteniamo con fermezza la campagna della nostra categoria poiché é definitivamente acclarato che le aperture in queste particolari ricorrenze – dichiara Antonio Castellucci, segretario generale Cisl Taranto Brindisi – corrispondono a logiche solo economiche che ignorano la dignità non solo di chi lavora nei centri aperti ma anche degli stessi cittadini che vengono indotti ad un consumismo esagerato e sfrenato. Mettendo da parte strumentalizzazioni sterili sui cambi di stili di vita delle persone-clienti e su inutili minacce per eventuali perdite di ore e di occupazione qualora non si aprissero questi centri commerciali, occorre considerare che l’effetto concreto delle aperture dei giorni festivi dalla liberalizzazione col decreto salva Italia 2012 ad oggi, è stato il susseguirsi di un peggioramento delle condizioni per tantissimi dipendenti, in quanto è saltato interamente l’equilibrio della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.”
Antonio Arcadio, segretario generale Fisascat Cisl Taranto Brindisi rivolge il proprio “appello alle famiglie, come fatto già in altre circostanze, a non recarsi presso i grandi centri commerciali aperti il 15 agosto” e sollecita “la coerenza della politica, anche per quanto dichiarato dal Ministro Di Maio qualche settimana fa, circa una possibile nuova regolamentazione nazionale in materia. É superfluo economicamente e controproducente per le persone che vi operano che si tengano aperti questi grandi centri. Piuttosto, in questi periodi ed in particolar modo per le province di Taranto e di Brindisi sarebbe opportuno concentrarsi maggiormente su come migliorare l’accoglienza turistica lungo le coste, quale vero tesoro pugliese, in modo da evitare la giungla dell’abusivismo commerciale a discapito delle famiglie e di tanti turisti che abbiamo l’onore, la responsabilità e l’esclusività di ospitare.”
Cisl e Fisascat Cisl territoriali, infine, sostengono la necessità di “conciliare le evidenti esigenze dei lavoratori con quelle dei clienti, al pari di una corretta e responsabile contrattazione con chi rappresenta la grande distribuzione e l’organizzazione dei grandi centri commerciali” e al contempo auspicano “una riflessione ragionevole su queste tematiche, ritenendo incomprensibile che un sistema produttivo ed economico, come questo, possa essere privo di riposo festivo, senza alcuna possibilità di scelta da parte dei lavoratori e delle lavoratrici, in particolar modo nei giorni festivi come il Ferragosto.”

UFFICIO STAMPA

La Cisl ha aderito all’appello promosso da Libera, Gruppo Abele, Arci, Anpi “Indossiamo una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà” ed ha invitato, per questo, i propri associati ad indossare una maglietta rossa nella giornata di sabato 7 luglio p.v.

“L’ondata di insofferenza sociale che nelle ultime settimane sta caratterizzando ampia parte dell’opinione pubblica anche del nostro Paese – dichiara Antonio Castellucci, segretario generale Cisl Taranto Brindisi - rischia di determinare gravi comportamenti di rigetto e di discriminazione nei confronti, in particolare, dei migranti; questa è una deriva che va immediatamente corretta e rimossa implementando, a tutti i livelli istituzionali, politici e sociali, i valori costituzionali dell’accoglienza, della solidarietà, del rispetto per ogni diversità anche culturale e religiosa e, soprattutto, operando per affermare il valore di ogni persona.”

UFFICIO STAMPA

Al fine di richiamare l’attenzione delle Istituzioni nei confronti del progetto di ristrutturazione di E-distribuzione (Gruppo Enel), che comporterebbe forti criticità per la qualità del servizio elettrico ed energetico, settore da sempre strategico per l’economia del territorio, le segreterie sindacali Flaei Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uil di Puglia hanno inviato di recente una nota al Presidente della Regione ed ai Sindaci di Taranto, Brindisi, Mola di Bari, Acquaviva delle Fonti, Barletta, Vico del Gargano, Manduria e Tricase.


“Tali problematiche andrebbero ad aggiungersi a quelle derivate dalle precedenti ristrutturazioni organizzative già penalizzanti degli ultimi dieci anni e nonostante il Gruppo Enel abbia la competenza su un territorio, come ad esempio la Zona di Taranto e provincia che però decide oggi di cassare come punto di riferimento, nonostante la presenza di una popolazione di circa 580 mila abitanti, di 342 mila clienti-utenti e di 13.108 km di linee elettriche, tra quelle di bassa tensione e altre di media tensione” osserva Gianfranco Solazzo, Coordinatore territoriale e segretario regionale Flaei Cisl.
A questo si aggiunge, annota ancora Solazzo “un accorpamento delle unità operative di Castellaneta - Martina Franca, già unificate in precedenza e Manduria, lasciando immaginare cosa significherebbe per il personale operativo garantire il servizio elettrico e gli spostamenti per gli interventi di reperibilità e per il ripristino immediato a causa di guasti sulle stesse linee elettriche, su un territorio di 10.483 km2.”
Come Flaei “ci sentiamo di contestare tale decisione di Enel, non solo per gli effetti sui consumatori dei servizi elettrici - conclude il segretario - ma anche per i lavoratori gravati, ormai sovente, da carichi di lavoro insopportabili, che si ripercuotono sulla loro salute e sicurezza e sull’impossibilità di poter conciliare tempi di vita e di lavoro.
Anche Antonio Castellucci, segretario generale Cisl Taranto Brindisi sollecita, a fronte di tale progetto di riorganizzazione “un’attenzione di tutte le Istituzioni locali, Comunali, Regionali e Nazionali, al fine di salvaguardare un settore strategico per lo sviluppo di questa area pugliese, scongiurando la decisione aziendale che risulterebbe, a nostro avviso, penalizzante per l’intero settore elettrico ed un vero e proprio indebolimento, visti gli investimenti che insistono, ad esempio, per il Cis, per l’area portuale, per il programma Tempa Rossa, ecc., interventi, che hanno necessità di un servizio elettrico garantito ed efficiente.”
Infine Solazzo e Castellucci parlano di “un di più di responsabilità nell’azione di tutela dei lavoratori, anche in virtù del recente, importante risultato ottenuto nelle elezioni per la rappresentanza sindacale negli organismi del Fondo pensione complementare della categoria, Fopen, che ha visto appunto la Flaei Cisl rappresentare il 57% degli iscritti in Enel a Taranto, fiducia riconosciuta alla nostra Organizzazione per aver dimostrato sempre serietà, competenza e coerenza.”

ILVA: AMBIENTALIZZAZIONE E SALVAGUARDIA DI TUTTI I LIVELLI OCCUPAZIONALI DIRETTI, DELL’APPALTO E DELL’INDOTTO
Dichiarazione di Antonio Castellucci – Segretario generale


Diamo atto al Ministro Luigi Di Maio dell’attenzione mostrata durante il primo incontro interlocutorio con le Organizzazioni sindacali di categoria e confederali, dopo le incertezze emerse qualche settimana fa dai contenuti del Contratto di Governo M5S-Lega circa le ipotesi, non ben chiare, sul futuro dello stabilimento Ilva di Taranto.
Nel corso del confronto al Mise, infatti, il Ministro ha affermato che salute e lavoro non devono e non possono confliggere, quindi che non saranno assunte decisioni unilaterali e, al contempo, che ci sarà un percorso da fare insieme, appunto salvaguardando lavoro, salute e sicurezza e sostenibilità ambientale.
In attesa di conoscere compiutamente gli esiti anche degli altri incontri programmati, ancora presso il Mise, tutto fa ben sperare, dunque, seppur cautamente, in ordine alla prosecuzione della trattativa su Ilva per giungere ad un accordo positivo, anche perché non bisogna perdere altro tempo prezioso, dal momento che gli stabilimenti, i lavoratori con le rispettive famiglie, Taranto, l’intera provincia e il Paese hanno bisogno di certezze per il futuro.
Come Cisl riteniamo imprescindibile la necessità che siano tutelati e salvaguardati tutti i livelli occupazionali diretti, dell’appalto e dell’indotto –una polveriera pronta ad esplodere - e che si proceda ad una vera ambientalizzazione tanto del sito industriale quanto delle aree e dei quartieri circostanti, a garanzia della salute dei dipendenti e di tutti gli abitanti dell’area ionica.

Antonio Castellucci

REPRESSIONE MA ANCHE PIÙ PREVENZIONE CONTRO IL CAPORALATO IN AGRICOLTURA

I segretari generali territoriali Antonio Castellucci (Cisl) e Antonio La Fortuna (Fai Cisl) reputano “l’ennesima, meritoria operazione anticaporalato, recentemente realizzata dai Carabinieri nelle campagne di Castellaneta e di Matera, come la conferma di una persistente realtà di sfruttamento della manodopera in Agricoltura e di negazione della dignità delle persone che ha ormai superato ogni residuo limite di sopportazione sociale, oltreché di disprezzo della legislazione nazionale.”

Le vittime sfruttate – proseguono Castellucci e La Fortuna - che stando alle cronache sono risultate soggiogate da un vero e proprio modus operandi di stampo mafioso da parte di un connazionale risultato residente altrove, ancorché nella gran parte titolari del permesso di soggiorno erano di fatto ricattate, sfruttate e tradite con la promessa di regolari assunzioni mai, però, realizzate.
“Quasi non bastasse, le condizioni disumane in cui queste stesse persone erano sottoposte, costrette com’erano a vivere in luoghi fatiscenti e non igienici in agro di Castellaneta, hanno costituito ennesima scoperta dei Carabinieri alla cui azione plaudono la Cisl e la Fai Cisl territoriali.”
La “diffusione dell’odiosa pratica del caporalato in Agricoltura” nonostante la L. n. 199/2016 abbia introdotto strumenti repressivi importanti, dimostra “come ci sia ancora molto da fare sul piano della prevenzione del fenomeno, della creazione della rete di qualità per la certificazione etica - rispetto della legalità, dell’applicazione dei contratti, della regolarità dei versamenti dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi - alle Imprese che ne fanno parte e, non ultimo, per l’insediamento di Cabine di regia inizialmente sperimentali presso le Inps territoriali, in collaborazione, gli Istituti preposti alle verifiche ed ai controlli al fine anche di promuovere buon e pratiche di sensibilizzazione, di ascolto, di monitoraggio.”
Altro elemento critico, scaturito dalla recente cronaca, sottolineano ancora Castellucci e La Fortuna è quello dei “servizi di trasporto in Agricoltura, rispetto ai quali la titolarità istituzionale e finanziaria è di una Regione Puglia che continua ad essere assente e proditoriamente silente. Come Cisl e Fai Cisl dintesa con le rispettive strutture sindacali regionali proseguiremo la nostra battaglia affinché si realizzino programmi di sistema su collocamento e mercato del lavoro, trasporti e alloggi, integrazione e assistenza sanitaria, sicurezza e legalità.”
L’imminente Festa del 1° Maggio 2018, concludono i segretari Cisl “sia effettivamente una festa che consideri la salute e la sicurezza come un cuore pulsante, al pari della dignità e della libertà di autodeterminazione di ciascuno, così da porre, quale principio intangibile, la centralità della persona nel lavoro.”

Cisl, il tarantino Onofrio Rota è il nuovo Segretario generale della Fai nazionale. Furlan: Grazie a Sbarra per i traguardi raggiunti, Onofrio saprà far crescere ancora di più la Categoria"

Il ‘monteparanese’ Onofrio Rota è il nuovo segretario generale della Fai Cisl nazionale. A eleggerlo all'unanimità, su proposta del segretario generale uscente, il consiglio generale del sindacato agroalimentare-ambientale della Cisl, riunitosi questa mattina a Roma alla presenza della leader Cisl Annamaria Furlan. Il dirigente ha guidato fino ad oggi la Cisl Veneto e prende il posto di Luigi Sbarra, divenuto segretario generale aggiunto del sindacato di via Po. Il parlamentino della Fai, su proposta dello stesso Rota, ha anche confermato la squadra di segreteria nelle persone di Raffaella Buonaguro, Attilio Cornelli, Silvano Giangiacomi e Mohamed Saady. "È in Fai Cisl che sono cresciuto, qui mi sento a casa - ha detto Rota nel suo primo discorso da neoeletto -, ora l'impegno è a continuare nel solco del grande lavoro svolto da Sbarra, dei tanti traguardi tagliati dalla Categoria sul fronte contrattuale, legislativo, organizzativo e della rappresentanza. Portare a compimento questo percorso vuol dire far avanzare le ragioni del lavoro di qualità nei nostri settori e metterle in connessione con una competitività e una innovazione indispensabili nel contesto di Impresa 4.0 e di mercati sempre più interdipendenti e internazionalizzati".
Nel suo intervento di apertura, Sbarra ha evidenziato le conquiste ottenute nel triennio: "Penso alla storica legge 199 sul caporalato - ha evidenziato - ma anche ai progressi su un governo migliore del mercato del lavoro, alla cancellazione dei voucher agricoli, al potenziamento della bilateralità, all'istituzione di strumenti di maggiore flessibilità previdenziale, con l'ingresso delle nostre categorie nell'Ape Sociale. Abbiamo fatto tanto e bene, chiudendo tutti i contratti nazionali di comparto, liberando risorse negoziali per oltre 4 miliardi di euro, rinnovando la nostra dirigenza, rilanciando la nostra rappresentanza e le nostre performance associative". Conquiste legislative, negoziali e organizzative ottenute "grazie al sostegno costante della Cisl e di Annamaria Furlan, che in questi tre anni ha rilanciato il protagonismo sociale nelle dinamiche pubbliche di decisione e di riforma". Nel proporre la candidatura di Rota, Sbarra ha parlato di un "dirigente di grande spessore, un sindacalista di rango. Con la sua serietà, la sua storia, la sua predisposizione all’innovazione, Onofrio ha tutte le carte in regola per consolidare l’unità interna della Federazione, e con essa il futuro e la rappresentanza della Fai".
La Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, intervenuta a conclusione dei lavori, ha ringraziato Luigi Sbarra per il lavoro fatto in questi anni per "ricostruire l'unità interna alla Fai Cisl, una delle storiche e più antiche categorie della Confederazione, attraverso una linea contrattuale chiara e vincente, rappresentando i bisogni e le aspettative di tanti lavoratori del settore agroalimentare". La leader della Cisl ha aggiunto: "Sono certa che Onofrio Rota, che lascia l'USR Cisl del Veneto, saprà agire con la sua straordinaria umanità, generosità e preparazione sindacale in continuità con i traguardi raggiunti dalla Fai Cisl in questi anni, facendo crescere ancora di più il protagonismo di questa importante categoria".
Cinquantenne, nato a Monteparano, in provincia di Taranto, e vissuto a Treviso dall’età di 15 anni, Onofrio Rota è dottore in Scienze Sociali. Ha iniziato il suo impegno sindacale nel ruolo di delegato aziendale nel 1989, per poi diventare operatore a tempo pieno nel 1995. È stato Segretario generale, a Treviso, prima della federazione dell’industria alimentare e poi, dopo l’unificazione con i lavoratori agricoli, della Fai. Nel 2006 è stato eletto Segretario regionale della Fai e, nel 2015, Segretario generale aggiunto della Cisl Veneto. L’anno successivo ne è diventato Segretario generale.

La recente discussione sul regolamento per l’esercizio del commercio su area pubblica a Grottaglie, promossa dall’Assessorato alle Attività Produttive con i sindacati e le associazioni di Categoria, ha prodotto risultati parziali per la sostanziale indisponibilità dell’Amministrazione a recepire e concertare proposte migliorative, come quelle formalizzate, nel corso di uno specifico incontro, da Giovanni Castellano coordinatore territoriale Fivag Cisl e Pino Cofano, responsabile comunale Cisl.

“Abbiamo riportato la contrarietà dei nostri associati alla prospettata revisione ex novo delle graduatorie per l’assegnazione di tutti posteggi – hanno dichiarato Castellano e Cofano - non solo per ragioni di buon senso ma anche per non mettere inutilmente in discussione diritti già acquisiti in anni di presenza nel mercato del giovedì e, non di meno, per evitare uno stravolgimento indiscriminato della mappatura dell’attuale offerta commerciale ai cittadini-utenti.”
Hanno annotato ancora, i sindacalisti che “purtroppo, da tempo denunciamo la netta chiusura di questa Amministrazione comunale al dialogo, con particolare riferimento alla più volte sollecitata verifica della qualità, appunto, dell’offerta commerciale che vede penalizzati, nonostante le tante vane promesse, 215 operatori titolari di licenza di commercio su area pubblica i quali, insieme con i cosiddetti spuntisti, per circa 160 mila euro/anno contribuiscono a finanziare le casse comunali, mentre i grottagliesi sono costretti a sopportare disservizi e carenze tanto logistiche quanto igieniche, oltreché rischi per la sicurezza e l’incolumità personale.”
Anche l’annunciato trasferimento del settore “indumenti usati” attualmente ubicato nelle vicinanze dell’ingresso allo stadio comunale, è stato rilevato dai rappresentanti della Cisl nel corso del citato incontro, è scelta sbagliata in quanto “se al momento esso si pone come presenza attrattiva anche per l’attiguo settore delle calzature, solamente sostituendolo con il reparto ortofrutta si determinerebbe una forma di compensazione alla pari.”
Inopinatamente “il muro di gomma su questo argomento ha evidenziato per l’ennesima volta lo scenario insolito per cui solo a Grottaglie, rispetto al resto dell’Italia, viene esclusa dall’offerta settimanale il settore ortofrutta.”
Castellano e Cofano hanno, inoltre, argomentato circa l’opportunità “che vengano occupati tutti i posti vacanti delle file centrali del mercato, su entrambi i lati, solo in questo caso prestabilendo una graduatoria esclusiva per gli operatori che lo richiederanno così determinando, con la risistemazione dei posteggi, un riordino e addirittura un aumento degli spazi commerciali complessivi.”
L’assenza di controlli nell’occupazione e nella misurazione dei posteggi anche per l’assenza di segnaletica orizzontale, l’assenza di Polizia municipale all’interno del mercato per presidiarne la corretta gestione e scongiurare l’abusivismo oltreché borseggi e minacce, l’assenza non per ultimo di bagni pubblici, sono stati ulteriori argomenti posti all’attenzione dell’Assessorato.
“Auspichiamo che il Consiglio comunale chiamato prossimamente ad esprimersi sul Piano strategico del Commercio e sul Regolamento del commercio su aree pubbliche - concludono Castellano e Cofano - prenda in considerazione i nostri rilievi e perfezioni in senso migliorativo, le condizioni di offerta commerciale del giovedì, venendo incontro sia alle esigenze comprovate degli operatori che agli interessi dei cittadini grottagliesi.”

Il recente insediamento presso la sede Inps di Foggia della Sezione territoriale Rete del lavoro agricolo di qualità mette in rilievo il ritardo, più volte evidenziato da Cisl e Fai Cisl Taranto Brindisi, relativo all’istituzione presso l’Inps di Taranto di tale strumento che è previsto dalla Legge sul caporalato (L. n. 199/2016), pur essendo in presenza di un percorso tracciato e attivato prontamente ed efficacemente sul territorio dalla Prefettura, con il piano d’intervento a tutela dello sviluppo agricolo e di contrasto al caporalato.

Richiamiamo ancora una volta che la cabina di regia da insediare presso l’Inps ionica, ha il preciso obiettivo di istituire la Rete per il rilascio della certificazione etica alle Imprese che ne fanno parte a fronte del rispetto della legalità, dell’applicazione dei contratti, della regolarità dei versamenti dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi; allo stesso tempo consentirà alle stesse Imprese, incluse all’interno della Rete, un percorso di collaborazione fattiva con gli Istituti preposti alle verifiche ed ai controlli in materia.
La cabina di regia è necessaria perché lo sviluppo di una Agricoltura moderna, di qualità e sostenibile passa attraverso anche questi strumenti e pertanto offrirà l’opportunità di un costante monitoraggio dell’andamento del mercato del lavoro agricolo, per la creazione di una filiera produttiva eticamente orientata, con il concorso delle Amministrazioni pubbliche coinvolte, Associazioni datoriali e parti sociali.
Importante e determinante è l’attività meritoria continua delle Forze dell’ordine, sul territorio ionico, non solo di repressione ma anche di deterrenza per questi fenomeni malavitosi e criminosi, testimoniata ancora dalla serie di recenti casi di cronaca riguardanti i colpi sferrati al caporalato in Agricoltura.
Anche questa presa d’atto dovrebbe far accelerare l’insediamento della cosiddetta cabina di regia o Rete territoriale presso l’Inps di Taranto.
Oltretutto, alla sezione territoriale della Rete sono ascritti compiti peculiari, come promuovere modalità sperimentali di intermediazione fra domanda e offerta di lavoro nel settore agricolo e realizzare funzionali ed efficienti forme di organizzazione del trasporto dei lavoratori.
Quanto alla Regione Puglia, soggetto istituzionale coinvolto anch’esso nella Rete, avendo specifiche competenze sulla questione dei trasporti e per la disponibilità posseduta di risorse specifiche, riteniamo debba confrontarsi al più presto con le parti sociali per il loro impiego.
Per tutto quanto sopra, visto anche l’imminente periodo primaverile ed estivo, in cui si avviano le fasi di lavorazione delle grandi raccolte e vedrà impiegate migliaia e migliaia di braccianti agricoli, con oltre il 60% donne, Cisl e Fai Cisl Taranto Brindisi chiedono all’Inps ed al Prefetto di Taranto di intervenire per istituire la Rete del lavoro agricolo di qualità per un piano di sviluppo territoriale del settore e di contrasto al fenomeno criminale del caporalato.

Antonio Castellucci – Segretario generale Cisl
Antonio La Fortuna – Segretario generale Fai Cisl

Turismo: Cisl e Fisascat, chiederemo alla Regione un Patto per il
lavoro nel settore.

Dal convegno odierno una sola formula: lavorare tutti insieme
La richiesta di un Patto per il lavoro nel Turismo sarà formalizzato
dalla Cisl e dalla Fisascat Cisl (categoria che organizza, tra gli
altri, i lavoratori del turismo) dopo la tornata elettorale al
Presidente della Regione Puglia per dare slancio alle potenzialità
regionali sul versante dello sviluppo, dell’occupazione, del
marketing e dell’interesse internazionale che il nostro territorio
sta suscitando negli ultimi anni. Lo ha annunciato il Segretario
generale della Fisascat Cisl Puglia, Antonio Arcadio, durante il
convegno ‘Turismo di Puglia: più economia, più lavoro ……’
che si è svolto a Bari. La misura richiama quella appena messa in
campo dai sindacati e dalla Regione Liguria, e contempla bonus
occupazionali che favoriscono la costituzione di rapporti di lavoro a
tempo indeterminato o anche di carattere stagionale. Arcadio, nella
sua introduzione, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di
aiutare le imprese a rispondere al meglio al processo di
destagionalizzazione puntando sulla qualità del lavoro e sulla
indispensabile sinergia istituzionale e programmazione strategica che
sfrutti il momento favorevole del turismo in Puglia. “Recenti dati
Istat ci dicono che la Puglia si posiziona al terzo posto, dopo
Sardegna e Valle d'Aosta, nella classifica per presenze complessive,
grazie ad una crescita del 6,7% - osserva Arcadio - inoltre, con un
+11,7%, si posiziona al secondo posto in Italia per aumento di
presenze straniere, subito dopo la Calabria”. Quindi, secondo la
Cisl e la Fisascat, sarebbe importante portare a sistema tutte le
caratteristiche del turismo regionale puntando sul dialogo sociale a
tutti i livelli per ampliare quel processo virtuoso già in atto e
che determina crescita e buona occupazione. Incalzati dalle domande
della moderatrice del convegno, Annamaria Ferretti Direttora di
ilikepuglia.it, gli ospiti hanno riportato le loro esperienze a
partire da Francesco Caizzi di Federalberghi, Antonio Vasile vice
Presidente di Aeroporti di Puglia, Roberto Erario Presidente
Consorzio di Tutela del Primitivo DOP, Francesco Palmisano Presidente
Ente Bilaterale Turismo Puglia e Donato Pentassuglia Presidente IV
Commissione Sviluppo Economico e Turismo. In particolare Giovanni
Viganò, Professore dell’Università Bocconi di Milano, Master in
economia del Turismo, ha ricordato l’importanza del turismo rurale
che coniuga “ambiente, paesaggio, cultura, tradizioni lavorative e
comunità locale, tutti elementi fondanti e presenti in Puglia”.
Mentre il Direttore generale Ministero dei beni e delle attività
culturali e del turismo, Francesco Palumbo ha posto l’accento sui
“prodotti innovativi” che i viaggiatori chiedono perché “si
affacciano nuove fasce d’età, nuovi mercati e a questi vanno
offerti i servizi che si aspettano. Un legame integrato tra storia,
cultura, elementi del patrimonio culturale e ambientale e prodotti
tipici della Puglia. Pensate come in Puglia legare l’agricoltura e
il turismo possa essere un binomio vincente che possa integrare il
reddito che deriva dai lavoratori agricoli a quello che proviene dal
turismo. E’ proprio nel periodo in cui la congiuntura regionale è
positiva che bisogna avere il coraggio di fare le riforme – ha
aggiunto Palumbo – puntando sulla qualità dell’offerta se
vogliamo turisti di qualità”. Daniela Fumarola, Segretario
generale della Cisl Puglia ha sottolineato che il turismo e la
cultura di qualità devono passare da un’organizzazione “che veda
il driver di sviluppo, che come Cisl spesso richiamiamo, in
un’ottica di sistema che abbia una visone complessiva di tutta la
regione, dal Gargano al Salento, implementando le infrastrutture e
guardare alla destagionalizzazione come ad una opportunità di
crescita puntando all’enogastronomia, al turismo religioso fino al
crocierismo. Per farlo c’è bisogno di lavorare insieme, a partire
dalla Regione che, invece, non sempre guarda a fare squadra con tutti
i soggetti che si occupano di questo settore”. Durante le
conclusioni della giornata, affidate al Segretario generale della
Fisascat Cisl nazionale, Pierangelo Raineri è emerso che le
eccellenze della Puglia possono dare vita e nuovo sviluppo grazie ai
“marchi regionali che possono diventare un traino per tutto il
Paese purché ci siano delle dinamiche condivise che secondo la Cisl
passano dalla creazione di politiche territoriali da implementare tra
organizzazioni sindacali, associazioni del settore e le istituzioni
regionali e locali. Tutti dovranno contribuire alla
destagionalizzazione se si vuole percorrere la strada dell’offerta
turistica 12 mesi su 12 piuttosto che accontentarsi di singole
stagioni esclusivamente balneari. Il turismo è anche cultura,
capacità di ricettività ampia che punti ad ogni singolo fattore
dell’offerta che, oltretutto, deve diventare un’occasione di
occupazione per le giovani generazioni che hanno nuove idee e nuova
linfa”.

Stabilito con decreto del Ministro del Lavoro il costo del lavoro medio per gli addetti dei call center.

“Il 2018 è iniziato così: un decreto del ministro del Lavoro, con il quale si stabilisce il costo del lavoro medio degli addetti ai call center. E’ il risultato della lunga lotta che stiamo conducendo contro il dumping sociale”.

È quanto dichiarato dall’on. Ludovico Vico del Pd, da sempre in prima linea nella tutela dei lavoratori e delle lavoratrici dei call center, che nella provincia ionica sono diverse migliaia.

“Con questo decreto – dice Vico -, avranno più strumenti i lavoratori e le lavoratrici con i loro sindacati per contrastare la strada al “massimo ribasso”, a quelle imprese scorrette che vincono le gare praticando i ribassi anomali - incompatibili con il rispetto dei contratti di lavoro - e che producono lavoro nero. Ma anche uno strumento di contrasto alla sleale concorrenza tra imprese, tra quelle in regola e i “furbi” di turno”.

“Questo Decreto del Ministro Poletti – continua il parlamentare ionico - è anche frutto del confronto fattivo tra Asstel-Confindustria e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, oltreché della battaglia parlamentare. Un altro passo per la salvaguardia del lavoro dei giovani italiani”.

“Inoltre – evidenzia l’on. Vico - voglio anche ricordare, che nelle settimane scorse, in sede Parlamentare abbiamo battuto chi, nel testo della legge di Bilancio approvata dal Senato, aveva cercato di cancellare l’obbligo di dichiarare da quale Paese avviene la telefonata tramite call center. Anche questo è un altro passo nella lotta alle delocalizzazioni”.

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Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

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