ILVA: AMBIENTALIZZAZIONE E SALVAGUARDIA DI TUTTI I LIVELLI OCCUPAZIONALI DIRETTI, DELL’APPALTO E DELL’INDOTTO
Dichiarazione di Antonio Castellucci – Segretario generale


Diamo atto al Ministro Luigi Di Maio dell’attenzione mostrata durante il primo incontro interlocutorio con le Organizzazioni sindacali di categoria e confederali, dopo le incertezze emerse qualche settimana fa dai contenuti del Contratto di Governo M5S-Lega circa le ipotesi, non ben chiare, sul futuro dello stabilimento Ilva di Taranto.
Nel corso del confronto al Mise, infatti, il Ministro ha affermato che salute e lavoro non devono e non possono confliggere, quindi che non saranno assunte decisioni unilaterali e, al contempo, che ci sarà un percorso da fare insieme, appunto salvaguardando lavoro, salute e sicurezza e sostenibilità ambientale.
In attesa di conoscere compiutamente gli esiti anche degli altri incontri programmati, ancora presso il Mise, tutto fa ben sperare, dunque, seppur cautamente, in ordine alla prosecuzione della trattativa su Ilva per giungere ad un accordo positivo, anche perché non bisogna perdere altro tempo prezioso, dal momento che gli stabilimenti, i lavoratori con le rispettive famiglie, Taranto, l’intera provincia e il Paese hanno bisogno di certezze per il futuro.
Come Cisl riteniamo imprescindibile la necessità che siano tutelati e salvaguardati tutti i livelli occupazionali diretti, dell’appalto e dell’indotto –una polveriera pronta ad esplodere - e che si proceda ad una vera ambientalizzazione tanto del sito industriale quanto delle aree e dei quartieri circostanti, a garanzia della salute dei dipendenti e di tutti gli abitanti dell’area ionica.

Antonio Castellucci

REPRESSIONE MA ANCHE PIÙ PREVENZIONE CONTRO IL CAPORALATO IN AGRICOLTURA

I segretari generali territoriali Antonio Castellucci (Cisl) e Antonio La Fortuna (Fai Cisl) reputano “l’ennesima, meritoria operazione anticaporalato, recentemente realizzata dai Carabinieri nelle campagne di Castellaneta e di Matera, come la conferma di una persistente realtà di sfruttamento della manodopera in Agricoltura e di negazione della dignità delle persone che ha ormai superato ogni residuo limite di sopportazione sociale, oltreché di disprezzo della legislazione nazionale.”

Le vittime sfruttate – proseguono Castellucci e La Fortuna - che stando alle cronache sono risultate soggiogate da un vero e proprio modus operandi di stampo mafioso da parte di un connazionale risultato residente altrove, ancorché nella gran parte titolari del permesso di soggiorno erano di fatto ricattate, sfruttate e tradite con la promessa di regolari assunzioni mai, però, realizzate.
“Quasi non bastasse, le condizioni disumane in cui queste stesse persone erano sottoposte, costrette com’erano a vivere in luoghi fatiscenti e non igienici in agro di Castellaneta, hanno costituito ennesima scoperta dei Carabinieri alla cui azione plaudono la Cisl e la Fai Cisl territoriali.”
La “diffusione dell’odiosa pratica del caporalato in Agricoltura” nonostante la L. n. 199/2016 abbia introdotto strumenti repressivi importanti, dimostra “come ci sia ancora molto da fare sul piano della prevenzione del fenomeno, della creazione della rete di qualità per la certificazione etica - rispetto della legalità, dell’applicazione dei contratti, della regolarità dei versamenti dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi - alle Imprese che ne fanno parte e, non ultimo, per l’insediamento di Cabine di regia inizialmente sperimentali presso le Inps territoriali, in collaborazione, gli Istituti preposti alle verifiche ed ai controlli al fine anche di promuovere buon e pratiche di sensibilizzazione, di ascolto, di monitoraggio.”
Altro elemento critico, scaturito dalla recente cronaca, sottolineano ancora Castellucci e La Fortuna è quello dei “servizi di trasporto in Agricoltura, rispetto ai quali la titolarità istituzionale e finanziaria è di una Regione Puglia che continua ad essere assente e proditoriamente silente. Come Cisl e Fai Cisl dintesa con le rispettive strutture sindacali regionali proseguiremo la nostra battaglia affinché si realizzino programmi di sistema su collocamento e mercato del lavoro, trasporti e alloggi, integrazione e assistenza sanitaria, sicurezza e legalità.”
L’imminente Festa del 1° Maggio 2018, concludono i segretari Cisl “sia effettivamente una festa che consideri la salute e la sicurezza come un cuore pulsante, al pari della dignità e della libertà di autodeterminazione di ciascuno, così da porre, quale principio intangibile, la centralità della persona nel lavoro.”

Cisl, il tarantino Onofrio Rota è il nuovo Segretario generale della Fai nazionale. Furlan: Grazie a Sbarra per i traguardi raggiunti, Onofrio saprà far crescere ancora di più la Categoria"

Il ‘monteparanese’ Onofrio Rota è il nuovo segretario generale della Fai Cisl nazionale. A eleggerlo all'unanimità, su proposta del segretario generale uscente, il consiglio generale del sindacato agroalimentare-ambientale della Cisl, riunitosi questa mattina a Roma alla presenza della leader Cisl Annamaria Furlan. Il dirigente ha guidato fino ad oggi la Cisl Veneto e prende il posto di Luigi Sbarra, divenuto segretario generale aggiunto del sindacato di via Po. Il parlamentino della Fai, su proposta dello stesso Rota, ha anche confermato la squadra di segreteria nelle persone di Raffaella Buonaguro, Attilio Cornelli, Silvano Giangiacomi e Mohamed Saady. "È in Fai Cisl che sono cresciuto, qui mi sento a casa - ha detto Rota nel suo primo discorso da neoeletto -, ora l'impegno è a continuare nel solco del grande lavoro svolto da Sbarra, dei tanti traguardi tagliati dalla Categoria sul fronte contrattuale, legislativo, organizzativo e della rappresentanza. Portare a compimento questo percorso vuol dire far avanzare le ragioni del lavoro di qualità nei nostri settori e metterle in connessione con una competitività e una innovazione indispensabili nel contesto di Impresa 4.0 e di mercati sempre più interdipendenti e internazionalizzati".
Nel suo intervento di apertura, Sbarra ha evidenziato le conquiste ottenute nel triennio: "Penso alla storica legge 199 sul caporalato - ha evidenziato - ma anche ai progressi su un governo migliore del mercato del lavoro, alla cancellazione dei voucher agricoli, al potenziamento della bilateralità, all'istituzione di strumenti di maggiore flessibilità previdenziale, con l'ingresso delle nostre categorie nell'Ape Sociale. Abbiamo fatto tanto e bene, chiudendo tutti i contratti nazionali di comparto, liberando risorse negoziali per oltre 4 miliardi di euro, rinnovando la nostra dirigenza, rilanciando la nostra rappresentanza e le nostre performance associative". Conquiste legislative, negoziali e organizzative ottenute "grazie al sostegno costante della Cisl e di Annamaria Furlan, che in questi tre anni ha rilanciato il protagonismo sociale nelle dinamiche pubbliche di decisione e di riforma". Nel proporre la candidatura di Rota, Sbarra ha parlato di un "dirigente di grande spessore, un sindacalista di rango. Con la sua serietà, la sua storia, la sua predisposizione all’innovazione, Onofrio ha tutte le carte in regola per consolidare l’unità interna della Federazione, e con essa il futuro e la rappresentanza della Fai".
La Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, intervenuta a conclusione dei lavori, ha ringraziato Luigi Sbarra per il lavoro fatto in questi anni per "ricostruire l'unità interna alla Fai Cisl, una delle storiche e più antiche categorie della Confederazione, attraverso una linea contrattuale chiara e vincente, rappresentando i bisogni e le aspettative di tanti lavoratori del settore agroalimentare". La leader della Cisl ha aggiunto: "Sono certa che Onofrio Rota, che lascia l'USR Cisl del Veneto, saprà agire con la sua straordinaria umanità, generosità e preparazione sindacale in continuità con i traguardi raggiunti dalla Fai Cisl in questi anni, facendo crescere ancora di più il protagonismo di questa importante categoria".
Cinquantenne, nato a Monteparano, in provincia di Taranto, e vissuto a Treviso dall’età di 15 anni, Onofrio Rota è dottore in Scienze Sociali. Ha iniziato il suo impegno sindacale nel ruolo di delegato aziendale nel 1989, per poi diventare operatore a tempo pieno nel 1995. È stato Segretario generale, a Treviso, prima della federazione dell’industria alimentare e poi, dopo l’unificazione con i lavoratori agricoli, della Fai. Nel 2006 è stato eletto Segretario regionale della Fai e, nel 2015, Segretario generale aggiunto della Cisl Veneto. L’anno successivo ne è diventato Segretario generale.

La recente discussione sul regolamento per l’esercizio del commercio su area pubblica a Grottaglie, promossa dall’Assessorato alle Attività Produttive con i sindacati e le associazioni di Categoria, ha prodotto risultati parziali per la sostanziale indisponibilità dell’Amministrazione a recepire e concertare proposte migliorative, come quelle formalizzate, nel corso di uno specifico incontro, da Giovanni Castellano coordinatore territoriale Fivag Cisl e Pino Cofano, responsabile comunale Cisl.

“Abbiamo riportato la contrarietà dei nostri associati alla prospettata revisione ex novo delle graduatorie per l’assegnazione di tutti posteggi – hanno dichiarato Castellano e Cofano - non solo per ragioni di buon senso ma anche per non mettere inutilmente in discussione diritti già acquisiti in anni di presenza nel mercato del giovedì e, non di meno, per evitare uno stravolgimento indiscriminato della mappatura dell’attuale offerta commerciale ai cittadini-utenti.”
Hanno annotato ancora, i sindacalisti che “purtroppo, da tempo denunciamo la netta chiusura di questa Amministrazione comunale al dialogo, con particolare riferimento alla più volte sollecitata verifica della qualità, appunto, dell’offerta commerciale che vede penalizzati, nonostante le tante vane promesse, 215 operatori titolari di licenza di commercio su area pubblica i quali, insieme con i cosiddetti spuntisti, per circa 160 mila euro/anno contribuiscono a finanziare le casse comunali, mentre i grottagliesi sono costretti a sopportare disservizi e carenze tanto logistiche quanto igieniche, oltreché rischi per la sicurezza e l’incolumità personale.”
Anche l’annunciato trasferimento del settore “indumenti usati” attualmente ubicato nelle vicinanze dell’ingresso allo stadio comunale, è stato rilevato dai rappresentanti della Cisl nel corso del citato incontro, è scelta sbagliata in quanto “se al momento esso si pone come presenza attrattiva anche per l’attiguo settore delle calzature, solamente sostituendolo con il reparto ortofrutta si determinerebbe una forma di compensazione alla pari.”
Inopinatamente “il muro di gomma su questo argomento ha evidenziato per l’ennesima volta lo scenario insolito per cui solo a Grottaglie, rispetto al resto dell’Italia, viene esclusa dall’offerta settimanale il settore ortofrutta.”
Castellano e Cofano hanno, inoltre, argomentato circa l’opportunità “che vengano occupati tutti i posti vacanti delle file centrali del mercato, su entrambi i lati, solo in questo caso prestabilendo una graduatoria esclusiva per gli operatori che lo richiederanno così determinando, con la risistemazione dei posteggi, un riordino e addirittura un aumento degli spazi commerciali complessivi.”
L’assenza di controlli nell’occupazione e nella misurazione dei posteggi anche per l’assenza di segnaletica orizzontale, l’assenza di Polizia municipale all’interno del mercato per presidiarne la corretta gestione e scongiurare l’abusivismo oltreché borseggi e minacce, l’assenza non per ultimo di bagni pubblici, sono stati ulteriori argomenti posti all’attenzione dell’Assessorato.
“Auspichiamo che il Consiglio comunale chiamato prossimamente ad esprimersi sul Piano strategico del Commercio e sul Regolamento del commercio su aree pubbliche - concludono Castellano e Cofano - prenda in considerazione i nostri rilievi e perfezioni in senso migliorativo, le condizioni di offerta commerciale del giovedì, venendo incontro sia alle esigenze comprovate degli operatori che agli interessi dei cittadini grottagliesi.”

Il recente insediamento presso la sede Inps di Foggia della Sezione territoriale Rete del lavoro agricolo di qualità mette in rilievo il ritardo, più volte evidenziato da Cisl e Fai Cisl Taranto Brindisi, relativo all’istituzione presso l’Inps di Taranto di tale strumento che è previsto dalla Legge sul caporalato (L. n. 199/2016), pur essendo in presenza di un percorso tracciato e attivato prontamente ed efficacemente sul territorio dalla Prefettura, con il piano d’intervento a tutela dello sviluppo agricolo e di contrasto al caporalato.

Richiamiamo ancora una volta che la cabina di regia da insediare presso l’Inps ionica, ha il preciso obiettivo di istituire la Rete per il rilascio della certificazione etica alle Imprese che ne fanno parte a fronte del rispetto della legalità, dell’applicazione dei contratti, della regolarità dei versamenti dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi; allo stesso tempo consentirà alle stesse Imprese, incluse all’interno della Rete, un percorso di collaborazione fattiva con gli Istituti preposti alle verifiche ed ai controlli in materia.
La cabina di regia è necessaria perché lo sviluppo di una Agricoltura moderna, di qualità e sostenibile passa attraverso anche questi strumenti e pertanto offrirà l’opportunità di un costante monitoraggio dell’andamento del mercato del lavoro agricolo, per la creazione di una filiera produttiva eticamente orientata, con il concorso delle Amministrazioni pubbliche coinvolte, Associazioni datoriali e parti sociali.
Importante e determinante è l’attività meritoria continua delle Forze dell’ordine, sul territorio ionico, non solo di repressione ma anche di deterrenza per questi fenomeni malavitosi e criminosi, testimoniata ancora dalla serie di recenti casi di cronaca riguardanti i colpi sferrati al caporalato in Agricoltura.
Anche questa presa d’atto dovrebbe far accelerare l’insediamento della cosiddetta cabina di regia o Rete territoriale presso l’Inps di Taranto.
Oltretutto, alla sezione territoriale della Rete sono ascritti compiti peculiari, come promuovere modalità sperimentali di intermediazione fra domanda e offerta di lavoro nel settore agricolo e realizzare funzionali ed efficienti forme di organizzazione del trasporto dei lavoratori.
Quanto alla Regione Puglia, soggetto istituzionale coinvolto anch’esso nella Rete, avendo specifiche competenze sulla questione dei trasporti e per la disponibilità posseduta di risorse specifiche, riteniamo debba confrontarsi al più presto con le parti sociali per il loro impiego.
Per tutto quanto sopra, visto anche l’imminente periodo primaverile ed estivo, in cui si avviano le fasi di lavorazione delle grandi raccolte e vedrà impiegate migliaia e migliaia di braccianti agricoli, con oltre il 60% donne, Cisl e Fai Cisl Taranto Brindisi chiedono all’Inps ed al Prefetto di Taranto di intervenire per istituire la Rete del lavoro agricolo di qualità per un piano di sviluppo territoriale del settore e di contrasto al fenomeno criminale del caporalato.

Antonio Castellucci – Segretario generale Cisl
Antonio La Fortuna – Segretario generale Fai Cisl

Turismo: Cisl e Fisascat, chiederemo alla Regione un Patto per il
lavoro nel settore.

Dal convegno odierno una sola formula: lavorare tutti insieme
La richiesta di un Patto per il lavoro nel Turismo sarà formalizzato
dalla Cisl e dalla Fisascat Cisl (categoria che organizza, tra gli
altri, i lavoratori del turismo) dopo la tornata elettorale al
Presidente della Regione Puglia per dare slancio alle potenzialità
regionali sul versante dello sviluppo, dell’occupazione, del
marketing e dell’interesse internazionale che il nostro territorio
sta suscitando negli ultimi anni. Lo ha annunciato il Segretario
generale della Fisascat Cisl Puglia, Antonio Arcadio, durante il
convegno ‘Turismo di Puglia: più economia, più lavoro ……’
che si è svolto a Bari. La misura richiama quella appena messa in
campo dai sindacati e dalla Regione Liguria, e contempla bonus
occupazionali che favoriscono la costituzione di rapporti di lavoro a
tempo indeterminato o anche di carattere stagionale. Arcadio, nella
sua introduzione, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di
aiutare le imprese a rispondere al meglio al processo di
destagionalizzazione puntando sulla qualità del lavoro e sulla
indispensabile sinergia istituzionale e programmazione strategica che
sfrutti il momento favorevole del turismo in Puglia. “Recenti dati
Istat ci dicono che la Puglia si posiziona al terzo posto, dopo
Sardegna e Valle d'Aosta, nella classifica per presenze complessive,
grazie ad una crescita del 6,7% - osserva Arcadio - inoltre, con un
+11,7%, si posiziona al secondo posto in Italia per aumento di
presenze straniere, subito dopo la Calabria”. Quindi, secondo la
Cisl e la Fisascat, sarebbe importante portare a sistema tutte le
caratteristiche del turismo regionale puntando sul dialogo sociale a
tutti i livelli per ampliare quel processo virtuoso già in atto e
che determina crescita e buona occupazione. Incalzati dalle domande
della moderatrice del convegno, Annamaria Ferretti Direttora di
ilikepuglia.it, gli ospiti hanno riportato le loro esperienze a
partire da Francesco Caizzi di Federalberghi, Antonio Vasile vice
Presidente di Aeroporti di Puglia, Roberto Erario Presidente
Consorzio di Tutela del Primitivo DOP, Francesco Palmisano Presidente
Ente Bilaterale Turismo Puglia e Donato Pentassuglia Presidente IV
Commissione Sviluppo Economico e Turismo. In particolare Giovanni
Viganò, Professore dell’Università Bocconi di Milano, Master in
economia del Turismo, ha ricordato l’importanza del turismo rurale
che coniuga “ambiente, paesaggio, cultura, tradizioni lavorative e
comunità locale, tutti elementi fondanti e presenti in Puglia”.
Mentre il Direttore generale Ministero dei beni e delle attività
culturali e del turismo, Francesco Palumbo ha posto l’accento sui
“prodotti innovativi” che i viaggiatori chiedono perché “si
affacciano nuove fasce d’età, nuovi mercati e a questi vanno
offerti i servizi che si aspettano. Un legame integrato tra storia,
cultura, elementi del patrimonio culturale e ambientale e prodotti
tipici della Puglia. Pensate come in Puglia legare l’agricoltura e
il turismo possa essere un binomio vincente che possa integrare il
reddito che deriva dai lavoratori agricoli a quello che proviene dal
turismo. E’ proprio nel periodo in cui la congiuntura regionale è
positiva che bisogna avere il coraggio di fare le riforme – ha
aggiunto Palumbo – puntando sulla qualità dell’offerta se
vogliamo turisti di qualità”. Daniela Fumarola, Segretario
generale della Cisl Puglia ha sottolineato che il turismo e la
cultura di qualità devono passare da un’organizzazione “che veda
il driver di sviluppo, che come Cisl spesso richiamiamo, in
un’ottica di sistema che abbia una visone complessiva di tutta la
regione, dal Gargano al Salento, implementando le infrastrutture e
guardare alla destagionalizzazione come ad una opportunità di
crescita puntando all’enogastronomia, al turismo religioso fino al
crocierismo. Per farlo c’è bisogno di lavorare insieme, a partire
dalla Regione che, invece, non sempre guarda a fare squadra con tutti
i soggetti che si occupano di questo settore”. Durante le
conclusioni della giornata, affidate al Segretario generale della
Fisascat Cisl nazionale, Pierangelo Raineri è emerso che le
eccellenze della Puglia possono dare vita e nuovo sviluppo grazie ai
“marchi regionali che possono diventare un traino per tutto il
Paese purché ci siano delle dinamiche condivise che secondo la Cisl
passano dalla creazione di politiche territoriali da implementare tra
organizzazioni sindacali, associazioni del settore e le istituzioni
regionali e locali. Tutti dovranno contribuire alla
destagionalizzazione se si vuole percorrere la strada dell’offerta
turistica 12 mesi su 12 piuttosto che accontentarsi di singole
stagioni esclusivamente balneari. Il turismo è anche cultura,
capacità di ricettività ampia che punti ad ogni singolo fattore
dell’offerta che, oltretutto, deve diventare un’occasione di
occupazione per le giovani generazioni che hanno nuove idee e nuova
linfa”.

Stabilito con decreto del Ministro del Lavoro il costo del lavoro medio per gli addetti dei call center.

“Il 2018 è iniziato così: un decreto del ministro del Lavoro, con il quale si stabilisce il costo del lavoro medio degli addetti ai call center. E’ il risultato della lunga lotta che stiamo conducendo contro il dumping sociale”.

È quanto dichiarato dall’on. Ludovico Vico del Pd, da sempre in prima linea nella tutela dei lavoratori e delle lavoratrici dei call center, che nella provincia ionica sono diverse migliaia.

“Con questo decreto – dice Vico -, avranno più strumenti i lavoratori e le lavoratrici con i loro sindacati per contrastare la strada al “massimo ribasso”, a quelle imprese scorrette che vincono le gare praticando i ribassi anomali - incompatibili con il rispetto dei contratti di lavoro - e che producono lavoro nero. Ma anche uno strumento di contrasto alla sleale concorrenza tra imprese, tra quelle in regola e i “furbi” di turno”.

“Questo Decreto del Ministro Poletti – continua il parlamentare ionico - è anche frutto del confronto fattivo tra Asstel-Confindustria e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, oltreché della battaglia parlamentare. Un altro passo per la salvaguardia del lavoro dei giovani italiani”.

“Inoltre – evidenzia l’on. Vico - voglio anche ricordare, che nelle settimane scorse, in sede Parlamentare abbiamo battuto chi, nel testo della legge di Bilancio approvata dal Senato, aveva cercato di cancellare l’obbligo di dichiarare da quale Paese avviene la telefonata tramite call center. Anche questo è un altro passo nella lotta alle delocalizzazioni”.

Le segreterie territoriali Felsa e Fivag denunciano la netta chiusura al dialogo sociale segnatamente con il sindacato della Cisl da parte del primo cittadino di Grottaglie, Ciro D’Alò, con riferimento particolare alla più volte sollecitata verifica della qualità dell’offerta mercatale del giovedì che vede ancora penalizzati, nonostante le vane promesse dell’Amministrazione, 215 operatori titolari di licenza di commercio su area pubblica – i quali, insieme con i cosiddetti spuntisti, per circa 160 mila euro/anno contribuiscono a finanziare le casse comunali – ed i cittadini grottagliesi, costretti a sopportare disservizi e carenze tanto logistiche quanto igieniche, oltreché rischi per la sicurezza e l’incolumità personale.
Altrettanto disastrosa si è rivelata l’azione amministrativa del Sindaco D’Alò, relativamente alle soluzioni dallo stesso adottate poco meno di un anno fa, con la penalizzazione di una ventina di operatori del commercio di ortofrutta cacciati di fatto dal mercato settimanale per ubicarne l’attività di solo cinque di essi nel sito di Piazza coperta vecchia (via delle Torri), mentre i restanti se non hanno chiuso l’attività sono tornati ad occupare abusivamente angoli diversi della città ed il giovedì a situarsi a corona ma sempre illegalmente, a poca distanza dal mercato.
Aggravante, in tutto questo scenario innaturale che solo a Grottaglie rispetto al resto dell’Italia vede escludere dall’offerta commerciale settimanale il settore ortofrutta, è l’assenza di controlli nell’occupazione e nella misurazione dei posteggi anche per l’assenza di segnaletica orizzontale, l’assenza di Polizia municipale per presidiare la corretta gestione del mercato e scongiurare l’abusivismo oltreché borseggi e minacce, l’assenza non per ultimo di bagni pubblici per consentire non solo ai cittadini ma anche agli operatori ed operatrici del commercio di non intasare, all’occorrenza, i bagni di alcuni bar del circondario comunque distanti non meno di 200 metri dal perimetro del mercato.
Ennesimo rifiuto alla richiesta Felsa e Fivag Cisl di dialogo sociale, Ciro D’Alò e la sua Giunta municipale l’hanno serbato all’argomento del Piano commerciale appunto del mercato del giovedì, che avrebbe potuto e dovuto mettere ordine in questo settore che se gestito con oculatezza – come proposto dalla Cisl - avrebbe già potuto rappresentare un fiore all’occhiello dell’Amministrazione ed occasione di attrattività oltreché di marketing comunale.
Intanto, è da fine novembre u.s. che Felsa e Fivag Cisl territoriali hanno reiterato sia una istanza di convocazione al primo cittadino di Grottaglie il quale si è ben guardato, fino ad oggi, dal riscontrare la missiva regolarmente inoltrata, sia una richiesta di incontro al neo Comandante della Polizia municipale che, altrettanto, non ha risposto.
L’auspicio è che il fallimento amministrativo circa quanto finora denunciato porti al ripristino di corrette relazioni, in assenza delle quali il Sindaco D’Alò continuerà a penalizzare gratuitamente un’intera categoria di lavoratori e la stragrande maggioranza dei cittadini, dei lavoratori e dei pensionati grottagliesi.

L’occasione era inoltre propizia affinché, criticità e diversità potessero e
dovessero essere trasformate in speranze concrete per migliaia e migliaia di
persone e nuclei familiari.

Nella trattativa in corso, la posizione Cisl a tutti i livelli, è l’ambientalizzazione
e la messa in sicurezza dello stabilimento, con il suo rilancio produttivo, la difesa
della salute e della sicurezza interna ed esterna alla fabbrica, la salvaguardia
occupazionale dei lavoratori diretti e indiretti, per la quale al Presidente della
Regione chiediamo, così come è stato formulato anche dalla nostra segretaria
generale nazionale Annamaria Furlan, unitamente a Cgil e Uil, di agire con
responsabilità ritirando al più presto il ricorso al Tar di Lecce, per non vanificare
tutte le giuste premesse di investimento, rilancio e ambientalizzazione a carico di
ArcelorMittal.
Vista l’estrema delicatezza del mandato istituzionale che ricopre, al Sindaco
di Taranto, invece, riconosciamo in questa complessa vertenza passione ma allo
stesso tempo, auspichiamo e facciamo appello che egli possa essere sintesi vera
e portavoce unico, ascoltando solo il territorio (forze sociali, imprenditoriali, enti,
associazioni, ecc..), poiché Taranto ha bisogno di rappresentanti istituzionali coesi,
forti e autorevoli, e non di interferenze, riprendendo da subito il dialogo sociale
anche con le OO.SS. Confederali, così come era nelle premesse del suo mandato
elettorale, per confrontarsi, discutere e costruire tutt’insieme un progetto ben
definito di quale territorio e quale sviluppo vogliamo.
Non ci appassionano le discussioni inconcludenti o le strumentalizzazioni;
ma bisogna raggiungere l’esito finale e positivo dell’investimento con tutte le
garanzie possibili per il bene territorio; ricordiamo garanzie economiche stimate
complessivamente in oltre cinque miliardi e che saranno, a nostro avviso, in grado
di rigenerare compiutamente la sostenibilità ambientale e la produttività di un
sistema industriale utile al nostro territorio e all’intero Paese.
Altrettanto importante, per Taranto, così come tutte le altre opere realizzate
nell’area portuale in questi ultimi anni, è l’opportunità che riguarda per esempio
l’accordo quadro intervenuto tra l’Agenzia Industrie Difesa (Aid) e l’Autorità di
Sistema portuale del Mar Ionio, forse anche passata ingiustamente in sordina, per
la realizzazione, con i caratteri della sostenibilità ambientale, di un hub
specialistico per le demolizioni navali da allocare presso l’ex yard Belleli.
Un progetto competitivo a livello europeo che, a nostro avviso, potrà puntare
non soltanto al naviglio della Marina Militare ma anche a penetrare nel mercato
civile e militare sia nazionale che internazionale.
Una volta di più, dunque, il sistema logistico-portuale ionico mette a frutto le
proprie possibilità e capacità attrattive, grazie oltretutto al lavoro a tutto tondo dei
dirigenti dell’Autorità Portuale di Sistema su una ribalta che non può che essere
mondiale.
Costituiscono in questo anno, inoltre, ulteriore opportunità l’imminente​
redazione del piano strategico concernente la Zona Economica Speciale (Zes)
interregionale Taranto-Matera unitamente alle priorità realizzative ed al core
business cui come parti sociali chiediamo fin da ora di poter partecipare
attivamente, in quanto trattasi realmente di vera e propria progettazione dello
sviluppo del territorio che implica lavoro e quindi anche nuova occupazione.
Fanno però, da contraltare alla serie di positività in corso di realizzazione,
diseguaglianze e povertà che anche nel 2018 indeboliranno, se non si interviene
al più presto, il vivere sociale di questo territorio, come anche convenuto con
l’Arcivescovo Mons. Filippo Santoro - incontrato nei giorni scorsi come Gruppo
dirigente della Cisl - che ha sollecitato l’intera comunità a prendersi cura di ogni
persona, specie di quelle più piccole ed indifese, così da camminare in forma
solidale verso la realizzazione di un mondo più giusto, pacifico e inclusivo.
È molto alto qui il rischio della regressione dei redditi delle famiglie e, dunque,
dell’aumento delle povertà materiali e sociali, la riduzione dei livelli occupazionali
soprattutto degli ultra cinquantenni, i rischi di disoccupazione giovanile in particolar
modo quella altamente scolarizzata costretta a realizzare altrove - e non solo in
Italia – la propria dignità mediante il lavoro.
Pertanto, politiche di riordino ospedaliero ancora penalizzanti e un welfare
socio-sanitario non ancora adeguato alle esigenza particolari della realtà tarantina,
una più esigibile legalità nel mercato del lavoro, un sistema cultura-scuola-
formazione capace di divenire vero architrave e paradigma per lo sviluppo e per il
progresso della comunità: continueranno ancora nel 2018 a costituire il quotidiano
dell’impegno sindacale confederale e della vertenzialità diffusa che impegna tutte
le nostre Federazioni di categoria, nei luoghi di lavoro e nel territorio.
Confidiamo che tutta la classe dirigente tarantina – amministratori pubblici,
politica, rappresentanze parlamentari e consiliari regionali, organizzazioni
imprenditoriali, associazionismo sociale - possa avere una vision condivisa che,
oltretutto, consenta a Taranto di consegnare al più presto serenità, speranza e
risposte esigibili da troppo tempo attese.

Antonio Castellucci

Il Gruppo dirigente della CISL incontra l'arcivescovo di Taranto mons. Filippo Santoro

Proseguendo la tradizione ormai consolidata dello
scambio di auguri, in occasione delle festività natalizie e di
fine anno, il Gruppo Dirigente della CISL Taranto Brindisi
incontrerà S. E. Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di
Taranto e Presidente della Commissione episcopale per i
problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, martedì 19
dicembre p.v. ore 17.00 presso la Sala “Paolo VI”, via
Regina Elena, n. 126 a Taranto.
Il Segretario Generale Antonio Castellucci introdurrà
l’incontro, cui parteciperanno i componenti di Segreteria di
tutte le Federazioni, del Consiglio generale territoriale CISL,
operatori di Enti, Associazioni e Servizi CISL, Attivisti,
Collaboratori, Rsu, Rsa, Terminali Associativi, Segretari delle
Unioni Sindacali Comunali, di Lega e Rappresentanti
Sindacali Locali.

Comunicato stampa

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Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

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