È puntuale il documento presentato martedì scorso 7 maggio da CGIL, CISL e UIL Taranto nel corso dell’audizione tenuta al Senato sul tema dell’area di crisi complessa della provincia ionica.

Un articolato piano di interventi che sanciti da un decreto del 2012 ancora oggi stentano a trovare conferme programmatiche e operatività sul territorio.

Eppure nel documento dei sindacati, dopo la cronistoria degli ultimi anni della crisi industriale di Taranto, ad attrarre l’attenzione sono proprio i dati occupazionali che dovrebbero consigliare urgenza.

Il tasso di disoccupazione della provincia di Taranto dal 2008 al 2018 è salito da poco più del 10 % al 16,7, così come cresce il ricorso alla Cassa Integrazione che nel primo trimestre 2019 registra il ragguardevole dato del 751,8% (268.898 le ore di CIG del 2018, 5.541.892 nel primo trimestre 2019 – ndr).

Per questa ragioni la CGIL, rimarcando la necessità di dare seguito a questo strumento, organizza un incontro specifico alla presenza delle categorie che più di altre vivono la crisi sulla loro pelle: industria e appalto.

L’appuntamento è previsto martedì 14 maggio a partire dalle 15.00 nella sala conferenze della CGIL in via Dionisio, 20 a Taranto.

All’incontro con gli RSA, RSU e RLS del territorio parteciperanno il segretario della CGIL di Taranto, Paolo Peluso, il segretario regionale, Pino Gesmundo e il componente della segreteria nazionale della CGIL, Emilio Miceli.

 Interverranno: Paolo PELUSO Segretario Generale CGIL, Antonio CASTELLUCCI Segretario Generale CISL, Giancarlo TURI Segretario Generale UIL, Vincenzo CESAREO Presidente di CONFINDUSTRIA Taranto presso la sede sociale in p/le Bestat, via Dante n°5.
Perché un appello per l’Europa? Perché l'Unione europea ha garantito una pace duratura in tutto il nostro continente e ha unito i cittadini europei attorno ai valori fondamentali dei diritti umani, della democrazia, della libertà, della solidarietà e dell'uguaglianza. Perché l’UE è stata decisiva nel rendere lo stile di vita europeo quello che è oggi. Ha favorito un progresso economico e sociale senza precedenti con un processo di integrazione che favorisce la coesione tra Paesi e la crescita sostenibile. Continua a garantire, nonostante i tanti problemi di ordine sociale, benefici tangibili e significativi, nella comparazione internazionale, per i cittadini, i lavoratori e le imprese in tutta Europa. Perché gli interessi economici nazionali, oggi, possono essere perseguiti, in una dimensione continentale, solo attraverso politiche europee. Di fronte ai giganti economici, i paesi europei presi singolarmente, avranno sempre minore peso politico ed economico. Perché stiamo affrontando enormi sfide, una globalizzazione senza regole, il risorgere di nazionalismi, tensioni internazionali, ridefinizione delle relazioni UE-Regno Unito, migrazioni, disoccupazione, prospettive per il futuro dei nostri giovani, cambiamenti climatici, trasformazione digitale, crescita costante delle diseguaglianze economiche e sociali. Perché la risposta non è battere in ritirata ma rilanciare l’ispirazione originaria dei Padri e delle Madri fondatrici, l’ideale degli Stati Uniti d’Europa.
Per queste ragioni noi Parti Sociali italiane siamo più che mai convinte che il colpo d’ala europeo sia storicamente maturo, necessario, possibile. Esso rappresenta la risposta coerente ed efficace per preservare e sviluppare, nella complessità del nostro tempo, il patrimonio di civiltà costruito nei secoli dall’Europa nel quale trovano compendio gli ideali di progresso economico, giustizia sociale, democrazia, pace.
Per queste ragioni esortiamo i cittadini di tutta Europa ad andare a votare alle elezioni europee dal 23 al 26 maggio 2019 per sostenere la propria idea di futuro e difendere la democrazia, i valori europei, la crescita economica sostenibile e la giustizia sociale.
Massa Critica Ionio

I dati discordanti, resi pubblici recentemente, hanno determinato l’impossibilità per molti concittadini di Taranto di comprendere i contenuti autentici del monitoraggio ambientale dentro e fuori lo stabilimento siderurgico AM Investco.

Il metodo adottato nei giorni scorsi dalla Procura ionica, di riunire tutti i soggetti istituzionali, produttivi ed altre Autorità pubbliche oltreché Enti strumentali impegnati sul versante sanitario, con la richiesta rivolta loro di esibire entro il 28 aprile p.v. i dati dei rispettivi monitoraggi sulle ricadute ambientali della produzione siderurgica, risponde fattivamente ad una esigenza messa più volte in evidenza anche dalla Cisl, affinché siano scongiurati atteggiamenti e giudizi preconcetti rispetto alla sostenibilità ambientale dell’intero sistema industriale ionico ed alle consequenziali ricadute di ordine sociale e sanitario.
Esigenza primaria, di garanzia per tutti, è di non enfatizzare le frammentarietà di dati privi di evidenza scientifica, né posizioni surrettizie o la scarsissima propensione all’ascolto delle opinioni altrui specie se diverse dalle proprie, quanto importante sia, invece, puntare agli obiettivi dell’occupazione stabile e sicura, all’eco-compatibilità degli impianti in questione nel pieno rispetto delle leggi e, in definitiva, al compiuto e contestuale riconoscimento dei diritti costituzionali al lavoro ed alla salute.
Ribadiamo, ancora una volta dunque, a tutti i soggetti attivi del territorio il nostro appello a fare fronte comune.
I dipendenti diretti e dei sistemi appalto e indotto di AM Investco continueranno a difendere la loro occupazione, il loro reddito, la loro salute, la loro dignità di persone che si realizzano come cittadini attraverso il lavoro, così come a preservare il futuro delle loro famiglie e dei propri figli.
Per loro, per la cittadinanza ma anche per l’economia territoriale, regionale e nazionale, in virtù dell’incidenza che la produzione industriale di Taranto possiede nella determinazione del Pil della Regione Puglia e del Paese, rivendichiamo certezze oggettive e l’iniziativa della Procura confidiamo che possa finalmente contribuire a tali risultati.
È altrettanto necessario che anche il Governo nazionale, regionale e locale si assumano le proprie responsabilità ed intervengano sulle questioni poste, aprendosi sempre più al confronto, a partire dalla riconvocazione urgente del tavolo del CIS e rassicurando, per quanto è nelle loro competenze, circa gli ulteriori processi virtuosi che intenderebbero porre in essere per Taranto e per l’intero territorio provinciale .
È anche in questa chiave che corresponsabilità, coesione, scienza, coscienza devono qualificarsi come obiettivi comuni che come territorio dobbiamo ascriverci per dare risposte concrete ai bisogni di salute, lavoro e sviluppo sostenibile.
Non siamo affatto all’anno zero, su tali versanti e come Cisl continueremo a sostenere ogni iniziativa legittimamente assunta, evocando e rispettando le evidenze scientifiche e continuando insieme con le nostre Federazioni di categoria, dentro e fuori dallo stabilimento AM Investco ad essere sentinelle per rendere esigibili tutti i contenuti dell’accordo sottoscritto al Mise il 6 settembre scorso.

APERTURA DEI CENTRI COMMERCIALI NEI GIORNI FESTIVI? NO, GRAZIE!

La Cisl e la Fisascat Cisl territoriali condividono e sostengono la campagna “Lavoratori! Il 15 agosto festeggiamolo con le nostre famiglie” promossa dalle segreterie sindacali unitarie regionali del settore commercio, terziario, turismo, contro l’apertura dei grandi centri commerciali di mercoledì prossimo.
Siamo, ancora una volta, a ribadire che le grandi multinazionali di questi settori scelgono di non prendere in considerazione le esigenze di migliaia di lavoratrici, lavoratori e rispettive famiglie.
“Sosteniamo con fermezza la campagna della nostra categoria poiché é definitivamente acclarato che le aperture in queste particolari ricorrenze – dichiara Antonio Castellucci, segretario generale Cisl Taranto Brindisi – corrispondono a logiche solo economiche che ignorano la dignità non solo di chi lavora nei centri aperti ma anche degli stessi cittadini che vengono indotti ad un consumismo esagerato e sfrenato. Mettendo da parte strumentalizzazioni sterili sui cambi di stili di vita delle persone-clienti e su inutili minacce per eventuali perdite di ore e di occupazione qualora non si aprissero questi centri commerciali, occorre considerare che l’effetto concreto delle aperture dei giorni festivi dalla liberalizzazione col decreto salva Italia 2012 ad oggi, è stato il susseguirsi di un peggioramento delle condizioni per tantissimi dipendenti, in quanto è saltato interamente l’equilibrio della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.”
Antonio Arcadio, segretario generale Fisascat Cisl Taranto Brindisi rivolge il proprio “appello alle famiglie, come fatto già in altre circostanze, a non recarsi presso i grandi centri commerciali aperti il 15 agosto” e sollecita “la coerenza della politica, anche per quanto dichiarato dal Ministro Di Maio qualche settimana fa, circa una possibile nuova regolamentazione nazionale in materia. É superfluo economicamente e controproducente per le persone che vi operano che si tengano aperti questi grandi centri. Piuttosto, in questi periodi ed in particolar modo per le province di Taranto e di Brindisi sarebbe opportuno concentrarsi maggiormente su come migliorare l’accoglienza turistica lungo le coste, quale vero tesoro pugliese, in modo da evitare la giungla dell’abusivismo commerciale a discapito delle famiglie e di tanti turisti che abbiamo l’onore, la responsabilità e l’esclusività di ospitare.”
Cisl e Fisascat Cisl territoriali, infine, sostengono la necessità di “conciliare le evidenti esigenze dei lavoratori con quelle dei clienti, al pari di una corretta e responsabile contrattazione con chi rappresenta la grande distribuzione e l’organizzazione dei grandi centri commerciali” e al contempo auspicano “una riflessione ragionevole su queste tematiche, ritenendo incomprensibile che un sistema produttivo ed economico, come questo, possa essere privo di riposo festivo, senza alcuna possibilità di scelta da parte dei lavoratori e delle lavoratrici, in particolar modo nei giorni festivi come il Ferragosto.”

UFFICIO STAMPA

La Cisl ha aderito all’appello promosso da Libera, Gruppo Abele, Arci, Anpi “Indossiamo una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà” ed ha invitato, per questo, i propri associati ad indossare una maglietta rossa nella giornata di sabato 7 luglio p.v.

“L’ondata di insofferenza sociale che nelle ultime settimane sta caratterizzando ampia parte dell’opinione pubblica anche del nostro Paese – dichiara Antonio Castellucci, segretario generale Cisl Taranto Brindisi - rischia di determinare gravi comportamenti di rigetto e di discriminazione nei confronti, in particolare, dei migranti; questa è una deriva che va immediatamente corretta e rimossa implementando, a tutti i livelli istituzionali, politici e sociali, i valori costituzionali dell’accoglienza, della solidarietà, del rispetto per ogni diversità anche culturale e religiosa e, soprattutto, operando per affermare il valore di ogni persona.”

UFFICIO STAMPA

Al fine di richiamare l’attenzione delle Istituzioni nei confronti del progetto di ristrutturazione di E-distribuzione (Gruppo Enel), che comporterebbe forti criticità per la qualità del servizio elettrico ed energetico, settore da sempre strategico per l’economia del territorio, le segreterie sindacali Flaei Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uil di Puglia hanno inviato di recente una nota al Presidente della Regione ed ai Sindaci di Taranto, Brindisi, Mola di Bari, Acquaviva delle Fonti, Barletta, Vico del Gargano, Manduria e Tricase.


“Tali problematiche andrebbero ad aggiungersi a quelle derivate dalle precedenti ristrutturazioni organizzative già penalizzanti degli ultimi dieci anni e nonostante il Gruppo Enel abbia la competenza su un territorio, come ad esempio la Zona di Taranto e provincia che però decide oggi di cassare come punto di riferimento, nonostante la presenza di una popolazione di circa 580 mila abitanti, di 342 mila clienti-utenti e di 13.108 km di linee elettriche, tra quelle di bassa tensione e altre di media tensione” osserva Gianfranco Solazzo, Coordinatore territoriale e segretario regionale Flaei Cisl.
A questo si aggiunge, annota ancora Solazzo “un accorpamento delle unità operative di Castellaneta - Martina Franca, già unificate in precedenza e Manduria, lasciando immaginare cosa significherebbe per il personale operativo garantire il servizio elettrico e gli spostamenti per gli interventi di reperibilità e per il ripristino immediato a causa di guasti sulle stesse linee elettriche, su un territorio di 10.483 km2.”
Come Flaei “ci sentiamo di contestare tale decisione di Enel, non solo per gli effetti sui consumatori dei servizi elettrici - conclude il segretario - ma anche per i lavoratori gravati, ormai sovente, da carichi di lavoro insopportabili, che si ripercuotono sulla loro salute e sicurezza e sull’impossibilità di poter conciliare tempi di vita e di lavoro.
Anche Antonio Castellucci, segretario generale Cisl Taranto Brindisi sollecita, a fronte di tale progetto di riorganizzazione “un’attenzione di tutte le Istituzioni locali, Comunali, Regionali e Nazionali, al fine di salvaguardare un settore strategico per lo sviluppo di questa area pugliese, scongiurando la decisione aziendale che risulterebbe, a nostro avviso, penalizzante per l’intero settore elettrico ed un vero e proprio indebolimento, visti gli investimenti che insistono, ad esempio, per il Cis, per l’area portuale, per il programma Tempa Rossa, ecc., interventi, che hanno necessità di un servizio elettrico garantito ed efficiente.”
Infine Solazzo e Castellucci parlano di “un di più di responsabilità nell’azione di tutela dei lavoratori, anche in virtù del recente, importante risultato ottenuto nelle elezioni per la rappresentanza sindacale negli organismi del Fondo pensione complementare della categoria, Fopen, che ha visto appunto la Flaei Cisl rappresentare il 57% degli iscritti in Enel a Taranto, fiducia riconosciuta alla nostra Organizzazione per aver dimostrato sempre serietà, competenza e coerenza.”

ILVA: AMBIENTALIZZAZIONE E SALVAGUARDIA DI TUTTI I LIVELLI OCCUPAZIONALI DIRETTI, DELL’APPALTO E DELL’INDOTTO
Dichiarazione di Antonio Castellucci – Segretario generale


Diamo atto al Ministro Luigi Di Maio dell’attenzione mostrata durante il primo incontro interlocutorio con le Organizzazioni sindacali di categoria e confederali, dopo le incertezze emerse qualche settimana fa dai contenuti del Contratto di Governo M5S-Lega circa le ipotesi, non ben chiare, sul futuro dello stabilimento Ilva di Taranto.
Nel corso del confronto al Mise, infatti, il Ministro ha affermato che salute e lavoro non devono e non possono confliggere, quindi che non saranno assunte decisioni unilaterali e, al contempo, che ci sarà un percorso da fare insieme, appunto salvaguardando lavoro, salute e sicurezza e sostenibilità ambientale.
In attesa di conoscere compiutamente gli esiti anche degli altri incontri programmati, ancora presso il Mise, tutto fa ben sperare, dunque, seppur cautamente, in ordine alla prosecuzione della trattativa su Ilva per giungere ad un accordo positivo, anche perché non bisogna perdere altro tempo prezioso, dal momento che gli stabilimenti, i lavoratori con le rispettive famiglie, Taranto, l’intera provincia e il Paese hanno bisogno di certezze per il futuro.
Come Cisl riteniamo imprescindibile la necessità che siano tutelati e salvaguardati tutti i livelli occupazionali diretti, dell’appalto e dell’indotto –una polveriera pronta ad esplodere - e che si proceda ad una vera ambientalizzazione tanto del sito industriale quanto delle aree e dei quartieri circostanti, a garanzia della salute dei dipendenti e di tutti gli abitanti dell’area ionica.

Antonio Castellucci

REPRESSIONE MA ANCHE PIÙ PREVENZIONE CONTRO IL CAPORALATO IN AGRICOLTURA

I segretari generali territoriali Antonio Castellucci (Cisl) e Antonio La Fortuna (Fai Cisl) reputano “l’ennesima, meritoria operazione anticaporalato, recentemente realizzata dai Carabinieri nelle campagne di Castellaneta e di Matera, come la conferma di una persistente realtà di sfruttamento della manodopera in Agricoltura e di negazione della dignità delle persone che ha ormai superato ogni residuo limite di sopportazione sociale, oltreché di disprezzo della legislazione nazionale.”

Le vittime sfruttate – proseguono Castellucci e La Fortuna - che stando alle cronache sono risultate soggiogate da un vero e proprio modus operandi di stampo mafioso da parte di un connazionale risultato residente altrove, ancorché nella gran parte titolari del permesso di soggiorno erano di fatto ricattate, sfruttate e tradite con la promessa di regolari assunzioni mai, però, realizzate.
“Quasi non bastasse, le condizioni disumane in cui queste stesse persone erano sottoposte, costrette com’erano a vivere in luoghi fatiscenti e non igienici in agro di Castellaneta, hanno costituito ennesima scoperta dei Carabinieri alla cui azione plaudono la Cisl e la Fai Cisl territoriali.”
La “diffusione dell’odiosa pratica del caporalato in Agricoltura” nonostante la L. n. 199/2016 abbia introdotto strumenti repressivi importanti, dimostra “come ci sia ancora molto da fare sul piano della prevenzione del fenomeno, della creazione della rete di qualità per la certificazione etica - rispetto della legalità, dell’applicazione dei contratti, della regolarità dei versamenti dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi - alle Imprese che ne fanno parte e, non ultimo, per l’insediamento di Cabine di regia inizialmente sperimentali presso le Inps territoriali, in collaborazione, gli Istituti preposti alle verifiche ed ai controlli al fine anche di promuovere buon e pratiche di sensibilizzazione, di ascolto, di monitoraggio.”
Altro elemento critico, scaturito dalla recente cronaca, sottolineano ancora Castellucci e La Fortuna è quello dei “servizi di trasporto in Agricoltura, rispetto ai quali la titolarità istituzionale e finanziaria è di una Regione Puglia che continua ad essere assente e proditoriamente silente. Come Cisl e Fai Cisl dintesa con le rispettive strutture sindacali regionali proseguiremo la nostra battaglia affinché si realizzino programmi di sistema su collocamento e mercato del lavoro, trasporti e alloggi, integrazione e assistenza sanitaria, sicurezza e legalità.”
L’imminente Festa del 1° Maggio 2018, concludono i segretari Cisl “sia effettivamente una festa che consideri la salute e la sicurezza come un cuore pulsante, al pari della dignità e della libertà di autodeterminazione di ciascuno, così da porre, quale principio intangibile, la centralità della persona nel lavoro.”

Cisl, il tarantino Onofrio Rota è il nuovo Segretario generale della Fai nazionale. Furlan: Grazie a Sbarra per i traguardi raggiunti, Onofrio saprà far crescere ancora di più la Categoria"

Il ‘monteparanese’ Onofrio Rota è il nuovo segretario generale della Fai Cisl nazionale. A eleggerlo all'unanimità, su proposta del segretario generale uscente, il consiglio generale del sindacato agroalimentare-ambientale della Cisl, riunitosi questa mattina a Roma alla presenza della leader Cisl Annamaria Furlan. Il dirigente ha guidato fino ad oggi la Cisl Veneto e prende il posto di Luigi Sbarra, divenuto segretario generale aggiunto del sindacato di via Po. Il parlamentino della Fai, su proposta dello stesso Rota, ha anche confermato la squadra di segreteria nelle persone di Raffaella Buonaguro, Attilio Cornelli, Silvano Giangiacomi e Mohamed Saady. "È in Fai Cisl che sono cresciuto, qui mi sento a casa - ha detto Rota nel suo primo discorso da neoeletto -, ora l'impegno è a continuare nel solco del grande lavoro svolto da Sbarra, dei tanti traguardi tagliati dalla Categoria sul fronte contrattuale, legislativo, organizzativo e della rappresentanza. Portare a compimento questo percorso vuol dire far avanzare le ragioni del lavoro di qualità nei nostri settori e metterle in connessione con una competitività e una innovazione indispensabili nel contesto di Impresa 4.0 e di mercati sempre più interdipendenti e internazionalizzati".
Nel suo intervento di apertura, Sbarra ha evidenziato le conquiste ottenute nel triennio: "Penso alla storica legge 199 sul caporalato - ha evidenziato - ma anche ai progressi su un governo migliore del mercato del lavoro, alla cancellazione dei voucher agricoli, al potenziamento della bilateralità, all'istituzione di strumenti di maggiore flessibilità previdenziale, con l'ingresso delle nostre categorie nell'Ape Sociale. Abbiamo fatto tanto e bene, chiudendo tutti i contratti nazionali di comparto, liberando risorse negoziali per oltre 4 miliardi di euro, rinnovando la nostra dirigenza, rilanciando la nostra rappresentanza e le nostre performance associative". Conquiste legislative, negoziali e organizzative ottenute "grazie al sostegno costante della Cisl e di Annamaria Furlan, che in questi tre anni ha rilanciato il protagonismo sociale nelle dinamiche pubbliche di decisione e di riforma". Nel proporre la candidatura di Rota, Sbarra ha parlato di un "dirigente di grande spessore, un sindacalista di rango. Con la sua serietà, la sua storia, la sua predisposizione all’innovazione, Onofrio ha tutte le carte in regola per consolidare l’unità interna della Federazione, e con essa il futuro e la rappresentanza della Fai".
La Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, intervenuta a conclusione dei lavori, ha ringraziato Luigi Sbarra per il lavoro fatto in questi anni per "ricostruire l'unità interna alla Fai Cisl, una delle storiche e più antiche categorie della Confederazione, attraverso una linea contrattuale chiara e vincente, rappresentando i bisogni e le aspettative di tanti lavoratori del settore agroalimentare". La leader della Cisl ha aggiunto: "Sono certa che Onofrio Rota, che lascia l'USR Cisl del Veneto, saprà agire con la sua straordinaria umanità, generosità e preparazione sindacale in continuità con i traguardi raggiunti dalla Fai Cisl in questi anni, facendo crescere ancora di più il protagonismo di questa importante categoria".
Cinquantenne, nato a Monteparano, in provincia di Taranto, e vissuto a Treviso dall’età di 15 anni, Onofrio Rota è dottore in Scienze Sociali. Ha iniziato il suo impegno sindacale nel ruolo di delegato aziendale nel 1989, per poi diventare operatore a tempo pieno nel 1995. È stato Segretario generale, a Treviso, prima della federazione dell’industria alimentare e poi, dopo l’unificazione con i lavoratori agricoli, della Fai. Nel 2006 è stato eletto Segretario regionale della Fai e, nel 2015, Segretario generale aggiunto della Cisl Veneto. L’anno successivo ne è diventato Segretario generale.

La recente discussione sul regolamento per l’esercizio del commercio su area pubblica a Grottaglie, promossa dall’Assessorato alle Attività Produttive con i sindacati e le associazioni di Categoria, ha prodotto risultati parziali per la sostanziale indisponibilità dell’Amministrazione a recepire e concertare proposte migliorative, come quelle formalizzate, nel corso di uno specifico incontro, da Giovanni Castellano coordinatore territoriale Fivag Cisl e Pino Cofano, responsabile comunale Cisl.

“Abbiamo riportato la contrarietà dei nostri associati alla prospettata revisione ex novo delle graduatorie per l’assegnazione di tutti posteggi – hanno dichiarato Castellano e Cofano - non solo per ragioni di buon senso ma anche per non mettere inutilmente in discussione diritti già acquisiti in anni di presenza nel mercato del giovedì e, non di meno, per evitare uno stravolgimento indiscriminato della mappatura dell’attuale offerta commerciale ai cittadini-utenti.”
Hanno annotato ancora, i sindacalisti che “purtroppo, da tempo denunciamo la netta chiusura di questa Amministrazione comunale al dialogo, con particolare riferimento alla più volte sollecitata verifica della qualità, appunto, dell’offerta commerciale che vede penalizzati, nonostante le tante vane promesse, 215 operatori titolari di licenza di commercio su area pubblica i quali, insieme con i cosiddetti spuntisti, per circa 160 mila euro/anno contribuiscono a finanziare le casse comunali, mentre i grottagliesi sono costretti a sopportare disservizi e carenze tanto logistiche quanto igieniche, oltreché rischi per la sicurezza e l’incolumità personale.”
Anche l’annunciato trasferimento del settore “indumenti usati” attualmente ubicato nelle vicinanze dell’ingresso allo stadio comunale, è stato rilevato dai rappresentanti della Cisl nel corso del citato incontro, è scelta sbagliata in quanto “se al momento esso si pone come presenza attrattiva anche per l’attiguo settore delle calzature, solamente sostituendolo con il reparto ortofrutta si determinerebbe una forma di compensazione alla pari.”
Inopinatamente “il muro di gomma su questo argomento ha evidenziato per l’ennesima volta lo scenario insolito per cui solo a Grottaglie, rispetto al resto dell’Italia, viene esclusa dall’offerta settimanale il settore ortofrutta.”
Castellano e Cofano hanno, inoltre, argomentato circa l’opportunità “che vengano occupati tutti i posti vacanti delle file centrali del mercato, su entrambi i lati, solo in questo caso prestabilendo una graduatoria esclusiva per gli operatori che lo richiederanno così determinando, con la risistemazione dei posteggi, un riordino e addirittura un aumento degli spazi commerciali complessivi.”
L’assenza di controlli nell’occupazione e nella misurazione dei posteggi anche per l’assenza di segnaletica orizzontale, l’assenza di Polizia municipale all’interno del mercato per presidiarne la corretta gestione e scongiurare l’abusivismo oltreché borseggi e minacce, l’assenza non per ultimo di bagni pubblici, sono stati ulteriori argomenti posti all’attenzione dell’Assessorato.
“Auspichiamo che il Consiglio comunale chiamato prossimamente ad esprimersi sul Piano strategico del Commercio e sul Regolamento del commercio su aree pubbliche - concludono Castellano e Cofano - prenda in considerazione i nostri rilievi e perfezioni in senso migliorativo, le condizioni di offerta commerciale del giovedì, venendo incontro sia alle esigenze comprovate degli operatori che agli interessi dei cittadini grottagliesi.”

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