Peluso: “Non è solo una questione tecnica. La strategia “rifiuti zero” è una scelta politica”

Il sindacato chiede la convocazione al tavolo per la condivisione di un Contratto Territoriale

Arrivare in Regione con una idea univoca per diminuire il flusso di rifiuti verso la nostra provincia. Quanto dichiarato dal presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano, ci sembra il vero punto saliente di dichiarazioni rese alla stampa che partendo dal “caso” della discarica di Grottaglie, mostrano però scarsa lungimiranza in un settore che invece è per noi strategico non solo al fini ambientali, ma anche nell’ottica di un nuovo modello di sviluppo sostenibile perorato dall’Agenda Europea 2030, ma anche dalle più recenti linee guida della Regione Puglia in materia di gestione dei rifiuti.

Paolo Peluso, segretario generale della CGIL di Taranto, interviene sul dibattito in corso relativo all’ipotesi di raddoppio della discarica di Torre Caprarica a Grottaglie.

Invochiamo che al tavolo per la redazione di un Contratto Territoriale sul tema arrivi e abbia ruolo la voce dei lavoratori di questa provincia – dice Peluso – perché il futuro nella gestione dei rifiuti prodotti qui o altrove, non è una questione meramente tecnica, così come detto dal presidente della provincia, ma è una questione politica che interroga le parti sociali in maniera direi dirimente. Il ciclo dei rifiuti appartiene alla discussioni in atto sul benessere eco-sostenibile, ma è anche un interrogativo che riguarda i cittadini che pagano la TARI, così come i lavoratori del comparto che dovranno prepararsi all’innovazione di processi complessi che non possono più trovare il loro terminale in discarica.

La scelta di essere una comunità che attua la strategia “rifiuti zero” ha bisogno di un processo politico e sociale che indichi la direzione e sia in grado di stare accanto a quelle amministrazioni che dicono no ad ulteriori scempi ambientali – continua Peluso – per questo continueremo a sostenere il sindaco di Grottaglie e tutti quei sindaci che si opporranno ad una logica che in cambio dell’interesse economico di singoli, pregiudica il patrimonio di ambiente, salute e sicurezza di molti.

Su questa strada la CGIL sarà ben lieta di condividere percorsi comuni che coinvolgano tutti i partner istituzionali che vorranno perseguire l’importante obiettivo dell’economia circolare – conclude Peluso – per questo attendiamo con fiducia di essere convocati e partecipare attivamente al percorso auspicato dal presidente Tamburrano.

Lo avevo detto. Lo avevo detto e lo avevo scritto - perfino nella modalità di svolgimento del funzionario - per esorcizzare il malaugurio. E così è stato. Non mi ha sorpreso. Perché quando girano i milioni di euro, la volontà dei cittadini, dei territori, i quesiti, le impugnazioni, le proteste, le mobilitazioni, i cortei, a quei signori: politici e non, sono come l’acqua santa in faccia ai morti.
I fatti ultimi:
il dirigente del settore ambiente ha autorizzato altra volumetria per milioni di m3;
è arrivato il via libera della Provincia – sì, quella che il toscanello vantava di aver abolito – all’ampliamento;
il Comune farà ricorso al Tar.
Da aggiungere:
il consigliere provinciale chiede a tutte le forze politiche di esprimere pubblicamente il loro parere – santa ingenuità – ma non dice cosa abbia fatto in quel consesso per impedire quanto accaduto; (ha almeno rimproverato il dirigente o affrontato il presidente?)
le royalties non vengono pagate;
sotto la discarica c’è l’antica Via Appia, si tratta quindi di una zona archeologica, come documentato dal prof. Fornaro, oggetto anche di campagne di scavo condotte dall’archeoclub di Oria;
Il nostro deputato, con altri, invita ad usare ogni mezzo giuridicamente disponibile per l’impugnazione degli atti. Non mi piace: troppo facile e troppo comodo. Secondo me è un lavarsene le mani. E quello che aveva affermato che sarebbe stato la nostra voce, che avrebbe portato avanti gli interessi dei grottagliesi, si è già dileguato? Non afferra che la nostra sconfitta è anche la sua sconfitta? Che quando nominerà Grottaglie gli faranno la battuta: ah, della capitale dei rifiuti? Deve, invece, prendersi carico del problema in prima persona, portarlo in alto, scoprire gli inconfessabili retroscena.
A parte questo, come andrà a finire? In un nulla di fatto. Tutta recita delle parti. Tutta fuffa. Perciò risparmiateci la sceneggiata della democrazia con cortei per Grottaglie e la marcia su Bari. Alla Regione sta benissimo così, né potrebbe smentire quanto deciso da un altro Ente. Figurarsi. D’altronde l’Amministrazione, nei quasi due anni di potere, ha prodotto solo quesiti e impugnazioni. Vale a dire: invece di segnare Essa la strada da percorrere, ha seguito gli eventi determinati dagli altri, dai nostri nemici.
Cosa avrebbe dovuto fare e che va fatto assolutamente e subito?
Procurarsi la documentazione sanitaria da sbattere in faccia a chi ci sta uccidendo e sulla base di questa ordinare di porre i sigilli alla discarica.
Nel dettaglio:
- ordinare uno studio epidemiologico, relativo agli ultimi 30 anni, per le patologie riconducibili al potenziale inquinamento del terreno e delle falde acquifere, derivante dallo sversamento dei rifiuti;
- coinvolgere il registro dei tumori, per poter aver il quadro chiaro della diffusione degli stessi in Grottaglie e nei paesi limitrofi ed un raffronto con il pre-discarica.
Noi conosciamo la realtà della diffusione dei tumori in Grottaglie, ma lor signori se ne fregano. Solo avendo prove concrete in mano, che avremmo dovuto già aver ordinato e possedere, possiamo sperare di ribaltare la situazione.
Ora, signor sindaco, non so se nelle sue riflessioni ha mai pensato all’assurdo che le sta capitando: lei, paladino della chiusura della discarica, che deve a questo le sue fortune politiche, passerà come il sindaco sotto il quale è stata ampliata. Destino cinico e baro!
Per concludere, signor sindaco, questo è il tempo in cui dobbiamo essere leoni: lei e noi con lei, per salvare la situazione. Vedo due strade da poter percorrere:
- ordinato lo studio e forte dell’amara realtà che conosciamo, prende dei vigili, si reca alla discarica e vi fa apporre dei sigilli;
- ordina di sbarrare le strade di accesso alle stessa discarica, chiama il popolo a difesa. Insomma, facciamo le barricate e pretendiamo di poter determinare il nostro destino.
Se nessuna delle due ipotesi le sembra percorribile, allora salvi il suo onore e si dimetta.
Mai un paladino antidiscarica può subire l’affronto del suo ampliamento.

Con la concessione da parte della Provincia dell'autorizzazione al sopralzo della discarica ex Ecolevante è stata scritta una pagina nera per la storia della nostra città e dell'intera provincia jonica. Una provincia martoriata per l'ennesima volta in tema ambientale.
Grottaglie, quindi, nonostante i proclami elettorali dell’Amministrazione D’Alò che assicurava ai grottagliesi che la discarica, grazie a lui e al suo movimento politico, avrebbe avuto vita breve, continuerà a dare in termini ambientali. Il profitto ha avuto la meglio sull'ambiente e sulla salute dei cittadini.
Possiamo, pertanto, certificare su questo fronte, il fallimento politico dell'Amministrazione D'Alo' che non è riuscita, nonostante le promesse, ad opporsi efficacemente all'ampliamento dell'ecomostro. Gli attuali amministratori infatti si sono scontrati anche loro con l'impotenza che, almeno dal punto di vista delle competenze, l'ente comunale ha sulla questione ampliamento non facendo mancare però pressappochismo e poca trasparenza sulle azioni di contrasto da mettere in campo contro l’autorizzazione. Prova ne è il fatto che la task force di partiti e associazioni non è stata per nulla convocata per diversi mesi, quelli decisivi. A poco è valso anche avere tra i banchi dell’opposizione in Provincia il Consigliere grottagliese, Ciro Petrarulo, che, a suo dire, ma non se ne ravvisa traccia alcuna, si sarebbe opposto alla concessione dell’autorizzazione e che nonostante avesse l’onere di vigilare sull’iter autorizzativo, non lo ha fatto o non è stato in grado di farlo. Anche per lui, oggi, si palesa il fallimento del proprio mandato.
Il Partito Democratico, da sempre contrario ad ogni ampliamento della discarica di Torre Caprarica, ritiene che la battaglia, sebbene segnata pesantemente da queste evidenti sconfitte, debba essere continuata in tutte le sedi presso le quali è possibile agire. Cominciando con il ricorrere dinanzi al Tar contro l'atto autorizzativo e a predisporre gli atti necessari per presentare un ulteriore ricorso dinanzi allo stesso Tribunale Amministrativo, per chiedere la decadenza di Martino Tamburrano dalla sua carica di Presidente della Provincia. Per fare questo riteniamo utile il coinvolgimento dei Sindaci dell’area ionica interessata dalla presenza della discarica. Sul fronte regionale, invece, riteniamo che il sindaco D'Alò si debba porre a capo di una delegazione di Sindaci del territorio e pretendere un incontro urgente al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano (che trattiene la delega all'Ambiente), per chiedere riscontro sull'attuazione del Piano Regionale dei Rifiuti. E’’ giunto il momento di dare corso ad una seria pianificazione del ciclo dei rifiuti per evitare che Taranto e la sua provincia diventino la discarica della Puglia.
Il Partito Democratico di Grottaglie non farà mancare il suo contributo a tutti gli amministratori e alle associazioni per manifestare la propria contrarietà su questo provvedimento, anche con azioni forti, che possano far sentire la voce del nostro territorio anche sul piano regionale e nazionale per il bene della nostra Terra.

“Le amministrazioni locali farebbero bene a impugnare davanti al Tar la determina della Provincia di Taranto sull’ampliamento del terzo lotto della discarica La Torre Caprarica di Grottaglie”.

Lo dichiarano i parlamentari tarantini del Movimento 5 Stelle, Giovanni Vianello, Alessandra Ermellino, Rosalba De Giorgi, Gianpaolo Cassese e Mario Turco.

“Il provvedimento di ampliamento della discarica, ufficialmente firmato dal dirigente del settore Pianificazione e Ambiente, Lorenzo Natile, ma in via ufficiosa avallato dal presidente della Provincia Tamburrano va ancora una volta contro la volontà dei cittadini. Agire quindi per vie legali è l’unica soluzione” - rimarcano i parlamentari.

“Il Tarantino rischia di subire l’ennesimo progetto dannoso per l’ambiente e la salute per mano di un Ente guidato da una carica non eletta” - continuano, specificando a questo proposito - “Dovrebbe inoltre essere accertata la sussistenza dei presupposti di legittimità, in quanto secondo la riforma Delrio ‘il presidente della Provincia decade dalla carica in caso di cessazione dalla carica di sindaco’. Punto tra l’altro non equivocato dalla sentenza n. 04227/2017 del Consiglio di Stato”.

“In nome del profitto si persegue un falso guadagno, perché non esiste alcuna logica strategica che possa giustificare il raddoppio della discarica, infatti la provincia di Taranto ha già una ben ampia disponibilità di siti di smaltimento rifiuti, tanto che si arriva a superare il fabbisogno provinciale” - sostengono i parlamentari del M5S di Taranto, concludendo: “Per evitare un ulteriore spreco di risorse, tutelando così la salubrità dei luoghi, si deve puntare alla diminuzione a monte della produzione dei rifiuti, al riciclo, al recupero delle materie e solo in forma residuale, allo smaltimento in discarica”.

 

“Le amministrazioni locali farebbero bene a impugnare davanti al Tar la determina della Provincia di Taranto sull’ampliamento del terzo lotto della discarica La Torre Caprarica di Grottaglie”.

Lo dichiarano i parlamentari tarantini del Movimento 5 Stelle, Giovanni Vianello, Alessandra Ermellino, Rosalba De Giorgi, Gianpaolo Cassese e Mario Turco.

“Il provvedimento di ampliamento della discarica, ufficialmente firmato dal dirigente del settore Pianificazione e Ambiente, Lorenzo Natile, ma in via ufficiosa avallato dal presidente della Provincia Tamburrano va ancora una volta contro la volontà dei cittadini. Agire quindi per vie legali è l’unica soluzione” - rimarcano i parlamentari.

“Il Tarantino rischia di subire l’ennesimo progetto dannoso per l’ambiente e la salute per mano di un Ente guidato da una carica non eletta” - continuano, specificando a questo proposito - “Dovrebbe inoltre essere accertata la sussistenza dei presupposti di legittimità, in quanto secondo la riforma Delrio ‘il presidente della Provincia decade dalla carica in caso di cessazione dalla carica di sindaco’. Punto tra l’altro non equivocato dalla sentenza n. 04227/2017 del Consiglio di Stato”.

“In nome del profitto si persegue un falso guadagno, perché non esiste alcuna logica strategica che possa giustificare il raddoppio della discarica, infatti la provincia di Taranto ha già una ben ampia disponibilità di siti di smaltimento rifiuti, tanto che si arriva a superare il fabbisogno provinciale” - sostengono i parlamentari del M5S di Taranto, concludendo: “Per evitare un ulteriore spreco di risorse, tutelando così la salubrità dei luoghi, si deve puntare alla diminuzione a monte della produzione dei rifiuti, al riciclo, al recupero delle materie e solo in forma residuale, allo smaltimento in discarica”.

Giovane Sindaco, la battaglia l’abbiamo iniziata nel 1997…tu eri dove?

Proviamo a confrontare le dichiarazioni del sindaco di oggi 6 Aprile 2018 con il contenuto del parere del comitato tecnico della provincia di Taranto, da cui era facilmente rilevabile delle carenti deduzioni del Sindaco di Grottaglie per fermare la nuova attività della discarica di Torre Caprarica, come evidenziato in una mia attenta analisi della stessa del 16 Marzo scorso.

Dichiara il sindaco Ciro D'Alò
“Eravamo preparati al “colpo di scena” della Provincia di Taranto, sapevamo che le parole che volevano essere rassicuranti, da parte del Presidente del Provincia, in realtà volevano solo “addolcire” per qualche settimana in più la decisione che ormai era stata già presa. “Non è un parere vincolate” aveva più volte ribadito.”

Quindi dalla lettura di queste dichiarazioni il sindaco aveva consapevolezza dell’inefficacia delle sue opposizioni alla realizzazione dell’attività di “ampliamento” della discarica, quindi, ad esempio, non si comprende quel..spiega…spiega..spiega di circa trenta minuti con il suo assessore registrato su canale 85 (emittente televisiva che collabora con l’amministrazione),consapevole di una decisione già presa, cosa voleva rappresentare la manifestazione di pochi sostenitori del sindaco alle porte del palazzo della Provincia?
Continua il sindaco Ciro D'Alò
“Proprio perché già pronti, ad un atto che informalmente era già stato scritto, avevamo avviato il nostro iter amministrativo di impugnazione di tutti gli atti. Ad oggi attendiamo ancora le risposte ai quesiti formalmente manifestati alla Provincia di Taranto e al suo responsabile di settore, attendiamo ancora l’inoltro di tutta la documentazione mai pubblicata. “

Il sindaco avvia impugnazione amministrativa di atti ancora non definiti ma propedeutici alla definizione dell’autorizzazione finale (fumo in faccia!), ed il sindaco attende risposte , che di contro sono contenute ed in maniera chiara nella relazione del comitato tecnico del 4 Marzo 2018, in cui tutte le osservazioni del sindaco sono rigettate (ed a volte in maniera ironica)…

Continua il sindaco Ciro D'Alò
“E’ evidente che c’è qualcuno che sulla pelle della nostra comunità, quella jonica, vuole continuare a fare affari e lo vuole fare nel modo più subdolo e inquietante possibile, andando a favorire un business che non ci appartiene più e che punta a demolire quello che più di ogni altra cosa dobbiamo tutelare: ambiente e salute.

Ma quali affari, nella relazione è ben evidenziata la necessaria ed irrinunciabile rimodulazione del profilo della discarica, anche per motivi di sicurezza, In buona sostanza il progetto della Linea Ambiente srl, approvato dal comitato tecnico, prevede in particolare una diversa pendenza dei profili della discarica in modo da consentire in sicurezza il deflusso delle acque meteoriche ed evitare ristagni pericoli, al momento della conclusione della coltivazione della stessa. Profili che nel tempo si sono modificati a causa di cedimenti, in parte dovuti, del terreno sotto il peso dei rifiuti conferiti e della sistemazione degli stessi. Quindi i motivi sono, la messa in sicurezza della stessa per i prossimi decenni, tale da garantire la pubblica incolumità. In merito all’ambiente e la salute, il sindaco non è stato in grado di produrre una relazione che confutasse la relazione igienico-sanitaria del prof.Gilli-ordinario di igiene generale ed applicata, dipartimento di scienze della sanità pubblica e pediatriche dell’università di Torino, in cui viene attestato che le risultanze delle operazioni di monitoraggio , su terreno, acque sotterranee, miele, latte, foglie di ulivo/olive, nonché test mutagenesi, valutata la situazione di rischio sanitario accettabile e comunque al di sotto dei valori epidemiologici ambientali di riferimento, incluso il monitoraggio che le centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria ubicate nel Comune di Grottaglie non hanno mai evidenziato, durante le fasi precedenti di coltivazione della discarica, situazioni di criticità pe i principali parametri monitorati ,CO-monossido di carbonio, PM10- particolato con dimensione inferiore o uguale a 10 micrometro, NOX-ossido di azoto, osservazione che il comitato ha dichiarato superata. Oltre ai diversi pareri favorevoli dell’acquedotto pugliese e dell’ENAC.
Quindi cos vuole sapere ancora il sindaco , non abbiamo capito?

Continua il sindaco Ciro D'Alò
“E’ una scelta politica chiara e cristallina, quella dell’amministrazione Tamburrano, che conferma di non voler tener conto della volontà espressa dal territorio e dalle sue amministrazioni. Un’autorizzazione che favorirà l’attività della società per altri sedici anni e che darà il via a quella che sarà una vera e propria montagna di rifiuti paragonabile a un palazzo di cinque piani.”

Dalla relazione è ben evidenziato, anche con grafici, l’attività di Ottimizzazione orografica dei profili, per l’estensione della discarica pari a 206.000 metriquadrati, l’altezza massima di 15 metri sarà al culmine della stessa, che avrà una forma a panettone e quindi non uniformemente ed in orizzontale pari a quell’altezza, il sindaco non dichiara, che rispetto al progetto presentato nel 2015, il comitato tecnico ha ridotto l’altezza massima ( sempre al culmine della forma a panettone!)da 23,80 metri a 15,con una riduzione volumetrica dei rifiuti di più di un milione di metri cubi.

Continua il sindaco Ciro D'Alò

“E’ necessario che ognuno di noi, ogni singolo cittadino si ribelli a questa scelta e se necessario bisogna mobilitarsi contro questo tipo di politiche ambigue perché da oggi in poi occorrerà, ancor di più, evidenziare il nostro senso di appartenenza al territorio, la difesa della nostra salute e la rivendicazione dei nostri diritti che ci spettano da tempo ma che ancora oggi, per mano di affaristi e lobbisty, ci negano.
Noi la nostra battaglia l’abbiamo iniziata più di dieci anni fa insieme ai cittadini di San Marzano e Grottaglie, a venti metri da quel mostro che ancora oggi ci minaccia, non abbiamo intenzione di cedere di un millimetro e di indietreggiare. Ancora con più forza: questo progetto non fa parte del nostro futuro.”

Altri, giovane sindaco, la battaglia l’abbiamo iniziata nel 1997…tu eri dove?

Non è stato considerato il grido di allarme lanciato dai medici in relazione ai dati espressi dal registro tumori, accompagnato a gran voce da comitati, associazioni, cittadini, sindaci, giornalisti, sindacati e soprattutto ragazzi che alla loro età dovrebbero pensare a progettare la loro vita anziché pensare a come difenderla.

Non si tenuto conto soprattutto della storia, di quello che già con il Presidio Permanente No Discariche si urlava.

Non si è volutamente tenuto conto di tutto ciò per cercare di non favorire chi dalle terre del Nord, quelle della Lega e della destra, viene a fare affari sulla nostra salute, vantandosi poi di essere terre virtuose chiudendo le discariche, tanto ci sono quelle del sud e quelle della Provincia di Taranto in cui ganci massafresi si prestano abbastanza bene.

L'amministrazione provinciale a guida Tamburrano, in base alle osservazioni del Comitato tecnico provinciale, ha autorizzato tutte le richieste della società Linea Ambiente reputando carta straccia i pareri tecnici negativi espressi dal Comune di Grottaglie, ASL e ARPA.

Ci ritroveremo con una bella montagna di rifiuti sopra la testa, tanto questa gente è abituata a guardarci dall'alto e semmai in difficoltà anche ad essere soccorsa dai dottori dell'immondizia.

Ma non molliamo, anzi rilanceremo con forza, perché le battaglie sono lunghe e chi vuole fare affari con i rifiuti queste cose le conosce bene e punta a far stancare e a far assopire tutte quelle forze pulite che si oppongono a questo tipo di politica rappresentata da Tamburrano e company che presto ci ritroveremo al governo e che ha avuto sostegno e conforto anche nella nostra città grazie a volti noti del panorama politico locale

Pensate rischiamo di
essere governati da chi su questa terra, favorisce le politiche delle discariche, da chi non tiene conto delle precarietà ambientali di una intera area e da chi poi con occhi ipocriti guarda negli occhi i più piccoli

Ma siamo sicuri che i nostri amministratori vogliono chiudere veramente la discarica?

La domanda mi diventa più forte assistendo alle ultime manfrine. Durante la campagna elettorale cortei e proclami e interviste e impegni e affermazioni perentorie di figuri e figurine e bla, bla, bla per carpire il voto. Passate le elezioni, spariscono tutti e ritornano le manfrine, le “piccinnate” di chi, evidentemente, non vuole intervenire decisamente una volta per tutte e risolvere il problema.
È chiaro che il gioco, dopo tanti anni, e con altri giocatori, ha stufato e non regge più. Ma una cosa è evidente: è stato sempre dannoso per noi grottagliesi. La prendiamo sempre in quel posto NOI. Ospedale docet. Sembriamo dar ragione al detto: quando ti mettono qualcosa nel didietro, non muoverti, non agitarti, faresti il gioco dell’avversario. Così è. I politicanti fanno manfrina tra loro: è colpa vostra, no la colpa è vostra; noi c’eravamo, voi no; etc. etc. e nei momenti topici, al grido: no discarica, tutti in piazza, tutti in corteo e giù la partecipazione di cittadini e studenti e di decine d’ignote sigle, di illustri e illustrini e perfino il contorno di zombi colpevoli dello scempio o soci. In contemporanea il misfatto va a compimento.
Il canovaccio è sempre questo. I pupari muovono i pupi e mentre la democrazia si sfoga, dietro le quinte fanno gli affari loro: i milioni sono milioni. Anche ora la commedia è in atto ed alle battute finali. Faccio gli scongiuri che non vada a finire come andrà a finire.
Detto questo, fissiamo dei punti fermi prima di arrivare al nocciolo di questo mio dire.
Primo. La discarica è nata, è stata ampliata e continua ad espandersi essendoci sindaci e amministratori tutti rigorosamente di Sinistra al Comune, alla Provincia e alla Regione. L’attuale maggioranza di elettricisti di On si colloca dalla stessa parte.
Secondo. Fin dall’inizio la popolazione, mai consultata, è stata contraria ed ha attuato occupazioni, proteste, cortei, manifestazioni, inutilmente. Gli illustri e meno illustri pupari “piglianxxlo”, tramite gli utili idioti, hanno sempre fatto i loro comodi, tanto da portarci ad essere il nostro territorio la pattumiera d’Italia.
Vi rendete conto? Ci hanno fatto diventare la pattumiera d’Italia. Cosa da rabbrividire. E ancora giocano: discarica sì, discarica no.
Veniamo agli ultimi accadimenti.
- Contro ogni aspettativa, il CTP dà parere favorevole all’ampliamento.
I nostri amministratori gridano al tradimento, ma non oppongono per iscritto nessuna deduzione contro.
Per fortuna il parere del CTP non è vincolante.
- I Presidente della Provincia – sì quella abolita dal chiacchierone - organizza una conferenza stampa e, che io sappia, né il primo cittadino né il consigliere provinciale vi partecipano in quanto offesi dal mancato invito a parteciparvi. Vi potevano partecipare di diritto e dovevano andarci col coltello in bocca, invece…
Ma meno male che nemmeno il Presidente della Provincia ha poteri decisionali in materia. Quindi, in un caso e nell’altro, masturbazioni mentali.
E si attende. Che cosa? Boh! Che ce la mettano definitivamente in quel posto, alias che qualche funzionario decida come i pupari, che sanno ben oleare, vogliono.
E allora, signor sindaco, cosa aspetta a prendere l’iniziativa, a comandare veramente e a decidere i destini del territorio che lei ha chiesto di amministrare, sa bene cosa vogliono i suoi cittadini. Passi alla storia locale, dimostri di avere gli attributi. Lei sa come fare, è un avvocato. E se ha qualche dubbio, contatti qualche luminare del settore, ad esempio il prof. Cosimo Damiano Sticchi.
E allora non perda tempo, preceda tutti, prenda esempio da Emiliano che ha bloccato l’Ilva, ed emetta un’ordinanza sindacale con la quale ordina la chiusura immediata della discarica per motivi di igiene e salute pubblica. I tumori e le leucemie non aspettano le manfrine e i giochi nascosti dei potenti e dei politici.
Secondo.
Da quello che sappiamo, la società che gestisce la discarica non paga, si dice da 2 anni, le royalties dovute, tanto è vero che il bilancio di previsione 2018 non riporta i 2 milioni e mezzo che sarebbero dovuti entrare,
Ebbè, costoro ci avvelenano, non pagano, si fregano i soldi di chi conferisce, e voi state zitti e non fate niente?
Non sono un avvocato, ma so bene che quando qualcuno non paga, lo si butta fuori. Che aspettate a fare gli atti e cacciarli, come è normale che sia ed a bloccare ogni accesso alla discarica? Sono passati due anni e ve ne state con le mani in mano?
Cogli la palla al balzo, signor sindaco, e muoviti. Prendi la situazione in mano e procedi. Hai gli strumenti, le capacità, le motivazioni, sei il sindaco. Detta la linea e compi la volontà dei cittadini. Gli altri si accoderanno.

Il Siindaco D’Alò doveva chiedere un parere tecnico-sanitario ad un docente ordinario di igiene generale ed applicata, dipartimento di scienze della sanità pubblica e pediatriche.
Ottimizzazione orografica dei profili attualmente autorizzati
Iniziamo oggi ad approfondire la relazione tecnica ( 55 pagine) del comitato tecnico della Provincia di Taranto, in merito alla discarica di Torre Caprarica a Grottaglie, licenziato il 15 Febbraio 2018 e pubblicato il successivo 5 Marzo.
Proseguiamo nella puntuale analisi del parere del comitato tecnico provinciale. Tra le altre opposizioni si evidenziava l’argomento in merito alla distanza dei “bersagli “ sensibili, acquedotto pugliese, santuario rupestre della Madonna delle Grazie ed il centro riabilitazione Amici.
1) L’AQUEDOTTO PUGLIESE con nota del 30 Giugno 2016 comunica il parre favorevole” dagli atti e dai sopralluoghi effettuati, è emerso che il progetto di ampliamento non interferisce con la nostra condotta di acciaio corrente in ambito stradale, e posta a distanza superiore a quella prevista dalla legge 381/1904 art.8.Pertanto si esprime parere favorevole all’ampliamento della discarica in oggetto”.
2) Per il Santuario ed il centro Amici, risulta che i monitoraggi ambientali su un’area di 10kmx10km (includendo i recettori del Comune di Grottaglie, Carosino, San Marzano di San Giuseppe) hanno sempre mostrato valori confortanti per tutti i recettori.
3) Aspetti legati al progetto, rilievi negativi prodotti:
a)incongruità della proposta progettuale
b)mancato uso di inerti per la riprofilatura
c)inadeguatezza del fondo della discarica
d)inadeguatezza delle fasi di coltivazione
e)inadeguate osservazioni del precedente comitato
f)eliminazione dei rifiuti organici
I punti elencati e prodotti in particolare dal comune di San Marzano di San Giuseppe, sono stati valutati dal comitato e motivatamente argomentati recependo a volte le indicazioni proposte, tra queste l’eliminazione del conferimento in discarica dei rifiuti organici, tale da consentire l’acquisizione del parere positivo dell’ENAC (Ente Nazionale per Aviazione Civile) riducendo al contempo il potenziale odorigeno insitamente connesso a tali rifiuti.
Al riguardo all’ aspetto odorigeno, il comitato ha prescritto delle precauzioni a tutela del Comune di San Marzano e del Santuario Madonna delle Grazie.
In merito al prolungato impatto sul comparto atmosfera a seguito dell’incremento del traffico veicolare, così come evidenziato dal Comune di Grottaglie,il comitato ha fatto rilevare che le centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria ubicate nel Comune di Grottaglie non hanno mai evidenziato, durante le fasi precedenti di coltivazione della discarica, situazioni di criticità pe i principali parametri monitorati ,CO-monossido di carbonio, PM10- particolato con dimensione inferiore o uguale a 10 micrometro, NOX-ossido di azoto, osservazione che il comitato ha dichiarato superata.

Aspetti legati al quadro sanitario
L’ASL TA U.O. igiene degli ambienti di vita e di comunità Taranto- Grottaglie Manduria esprimeva parere negativo nel 2016 e nel 2017 al progetto di ottimizzazione del profilo della discarica, senza aver preso in considerazione la relazione igienico-sanitaria del prof.Gilli-ordinario di igiene generale ed applicata, dipartimento di scienze della sanità pubblica e pediatriche dell’università di Torino. Viene rilevato dal comitato che la provincia di Taranto non è totalmente inclusa nell’area ad elevato rischio ambientale ma è limitata a parte della città di Taranto e dei comuni di Massafra-Statte-Crispiano e Montemesola, esclusa quindi l’area della discarica e territori limitrofi. Al riguardo il prof. Gilli confermando le risultanze delle operazioni di monitoraggio sopra menzionate, incluse quelle su terreno, acque sotterranee, miele, latte, foglie di ulivo/olive, nonché test mutagenesi, valuta la situazione di rischio sanitario accettabile e comunque al di sotto dei valori epidemiologici ambientali di riferimento.
Evidentemente il sindaco di Grottaglie doveva procurarsi una relazione di altro docente ordinario di igiene generale ed applicata, dipartimento di scienze della sanità pubblica e pediatriche, che confutasse quanto accertato dal prof, Gilli.
Alla prossima

Il 5 marzo scorso la Provincia di Taranto ha reso pubblico il Parere del Comitato Tecnico Provinciale, che si è espresso in maniera favorevole sull’innalzamento orografico della discarica di Torre Caprarica di Grottaglie.

Il Partito Democratico di Grottaglie ribadisce il suo NO a qualsiasi ampliamento della discarica presente sul nostro territorio. La Provincia di Taranto e i suoi cittadini, in tema ambientale, hanno già dato troppo. E ora di dire basta. Abbiamo dimostrato questa nostra contrarietà con i fatti. Già con il sindaco Alabrese si espresse parere negativo all’ampliamento, per quanto di sua competenza, ovvero per gli aspetti urbanistici e paesaggistici, nella Conferenza dei Servizi del 22 marzo 2016. Allo stesso modo abbiamo detto NO partecipando alla manifestazione del 13 gennaio scorso, e sabato 10 marzo, al sit-in di protesta dinanzi alla sede della Provincia di Taranto. Non possiamo non stigmatizzare, in quest’ultima occasione, il comportamento del Presidente Tamburrano, che ha impedito a tutti noi, compresi i Sindaci del territorio e un Consigliere Provinciale, di partecipare alla conferenza stampa indetta dalla Provincia sull’argomento. Un simile atto non è degno di una istituzione che si dice democratica. Finalmente appare chiaro a tutti, che le competenze di un’Amministrazione Comunale sono molto limitate, rispetto a determinati iter procedurali autorizzativi, come quello riguardante l’autorizzazione degli impianti di discarica. Questo vale oggi, con l’Amministrazione D’Alò, come ieri, con quella Alabrese. Governare un territorio e un’istituzione è molto complesso. E noi, come Partito Democratico lo sappiamo bene, a Roma come a Grottaglie. Per questo serve responsabilità e non demagogia. Riteniamo che tutte le forze politiche della città, in particolare su alcuni argomenti, debbano lavorare lealmente insieme, per tutelare l’interesse del nostro territorio. Per tale ragione chiediamo a questa Amministrazione di non abbassare la guardia su questo argomento, e di coinvolgere tutte quelle forze del territorio, che possono contribuire in vario modo al raggiungimento dell’obiettivo comune, che è quello di tutelare l’ambiente in cui i nostri concittadini vivono. Chiediamo inoltre di vigilare in modo particolare su questo tema, che è stato l’argomento che più di ogni altro ha permesso all’Amministrazione in carica di raggiungere il governo della città. Da forza politica di opposizione responsabile, daremo sempre il nostro contributo, ma non faremo sconti se ci dovessero essere negligenze o inettitudini. Avremmo auspicato un maggiore coinvolgimento, in particolare per approfondire le osservazioni trasmesse dalla società Linea Ambiente già il 15 settembre 2017, e ricevute anche dal Comune di Grottaglie, in risposta al Preavviso di diniego della Provincia. A parti invertite il Sindaco D’Alò avrebbe fatto certamente lo stesso, forse anche chiedendo il coinvolgimento in maniera molto meno pacata di quanto lo sta facendo oggi il Partito Democratico, che però ha nel suo DNA una antica cultura di governo. Se avessimo potuto approfondire la suddetta fase del procedimento, avremmo insieme potuto meglio stabilire gli strumenti tecnici e giuridici per raggiungere il risultato sperato, il diniego al rilascio dell’autorizzazione. Ma purtroppo non siamo stati messi nelle condizioni di contribuire ad intraprendere nessuna azione. Tuttavia non tutto è perduto: oltre alla mobilitazione di tutti i cittadini è necessario che l’Amministrazione predisponga ogni strumento atto ad influenzare a favore di un diniego al sopralzo il parere del dirigente provinciale competente ad emettere l’atto definitivo, per smontare, così, con memorie e documenti, le osservazioni della ditta proprietaria della discarica che hanno permesso di emettere il parere favorevole del Comitato Tecnico Provinciale. Il Partito Democratico di Grottaglie non si sottrarrà a combattere, lealmente, questa battaglia per il bene della nostra città e dell’intero territorio.

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