Il riscoprirsi comunità è alla base delle tre iniziative organizzate dal consigliere regionale Gianni Liviano in collaborazione con l’associazione “Le città che vogliamo”, e che abbracceranno il periodo che va da metà marzo ai primi giorni di maggio, presentate venerdì mattina nel corso di una conferenza stampa.
Si tratta del percorso di formazione “La politica è bella” con tema centrale la Comunità, la mostra itinerante sulla Shoah (anche quest’anno Taranto, sulla scorta del successo dell’anno scorso, è stata scelta dalla Fondazione Museo della Shoah e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri quale unica tappa al Sud), del corso di Cittadinanza attiva “Noi ci siamo” indirizzato ai giovani dai 15 ai 25 anni.
Tre iniziative apparentemente slegate tra loro ma che sono unite da un sottile filo rosso che unisce la necessità di ragionare di rigenerazione urbana e di rigenerazione umana, “entrambi condizioni essenziali perchè si possa realizzare una prospettiva di futuro e che sono la conseguenza della capacità e possibilità della città di emanciparsi da una situazione di dipendenza dalla grande industria che la rende sterile e improduttiva ma che, al tempo stesso, rompe il tessuto comunitario. Quel tessuto comunitario, quel senso di comunità che vanno recuperati a tutti i costi. Non una monade, insomma, ma il punto dal quale irradiare le numerose, e a volte nascoste, potenzialità”, ha spiegato Gianni Liviano. A fare da prologo sarà martedì 12 aprile, alle ore 18.30 in via Fiume 12, la presentazione della mozione che 11 consiglieri regionali hanno presentato per evitare l’ennesima ingiustizia al Sud e contrastare l’iniziativa di autonomia differenziata avanzata da alcune regioni del Nord. All’incontro, insieme al consigliere Liviano, interverranno gli altri firmatari della mozione: Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Enzo Colonna, Peppino Longo, Michele Mazzarano, Ruggiero Mennea, Mario Pendinelli, Donato Pentassuglia e Francesca Franzoso.
L’idea del percorso “La politica è bella” è quella di costruire un percorso formativo itinerante, alcuni Comuni della provincia di Taranto sono stati coinvolti perché “il senso di comunità non può rimanere chiuso nel recinto dei confini del capoluogo ma va coniugato con le diverse realtà ed esperienze limitrofe”, che prende spunto dagli aspetti positivi che la politica è in grado di offrire. A offrire un contributo rilevante saranno interlocutori di eccezione come Marco Esposito, caporedattore de Il Mattino che venerdì 15 marzo presenterà a Statte il suo libro “Zero al Sud - La storia incredibile (e vera) dell'attuazione perversa del federalismo fiscale”; mons. Francesco Savino, vescovo antidrangheta di Cassano allo Jonio che il 3 aprile a San Giorgio Jonico dibatterà su “Le ragioni dell’impegno”; mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Acquaviva, che il 5 aprile soffermerà la sua attenzione su “Le comunità luogo di pace”; il giudice Armando Spataro che il 29 aprile, nel Salone di rappresentanza della Provincia di Taranto, focalizzerà il suo intervento su “Le comunità luogo di accoglienza”; il 6 maggio, sempre a Taranto, toccherà allo scrittore Gianrico Carofiglio e a seguire al sociologo Amendola.
Ad intervallarsi con il percorso formativo “La politica è bella” ci sarà la mostra itinerante sulla Shoah (finanziata dall’Unar, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali organo del Dipartimento per le pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri) il cui tema per l’edizione 2019 è “La razza nemica. La propaganda antisemita nazista e fascista”.
La mostra racconta la propaganda antisemita nella Germania nazista e nell’Italia fascista. Viene evidenziato il ruolo della propaganda antiebraica nelle due realtà a confronto: la Germania nazista e l’Italia fascista. Viene dedicato inoltre uno spazio alle conseguenze che tale propaganda ha avuto sulla sorte della popolazione ebraica europea, dalle misure persecutorie allo sterminio fisico.
Il percorso espositivo è formato da 37 pannelli e prenderà avvio l’1 aprile a San Giorgio Jonico per poi spostarsi il 3/4 aprile a Faggiano, il 5/6 aprile a Palagiano, il 7/8 aprile a Crispiano, il 9 aprile a Taranto dove si tratterrà fino al 12 nella Galleria comunale del Castello Aragonese, il 13/14 a Statte, il 15/16 a Montemesola.
“Ospiti d’eccezione – spiega Liviano – saranno le sorelle Andra e Tatiana Bucci, le due sorelle di origine ebraica superstiti dell’Olocausto, testimoni attive della Shoah italiana e autrici di memorie sulla loro esperienza a Auschwitz, le quali parleranno della loro esperienza la sera dell’11 aprile in un incontro pubblico nel Salone di rappresentanza della Provincia, la mattina del giorno dopo, il 12 aprile, in un incontro con gli studenti degli istituti superiori di secondo grado. Anche quest’anno – ha aggiunto Liviano – importante sarà la collaborazione con il Provveditorato agli Studi di Taranto partner fondamentale per la riuscita di questa importante iniziativa”.
Dedicato ai giovani, “pilastri indispensabili di una comunità che vuole crescere”, è il corso di Cittadinanza attiva “Noi ci siamo” riservato ai ragazzi dai 15 ai 25 anni e che si articolerà su nove incontri a partire dal 21 marzo per concludersi il 16 maggio. Tra i docenti ci saranno il prof. Marescotti di Peacelink, Valentina Occhinegro di Giustizia per Taranto, Roberto Covolo, fondatore di Ex Fadda che parlerà di imprenditorialità e attivismo giovanile, Gennaro Giudetti operatore di Sea Watch, Andrea Lumino sindacalista Slc-Cgil, Andrea Occhinegro presidente dell’Abfo.
“Con il corso di Cittadinanza attiva – ha concluso Liviano – vogliamo provare a far conoscere ai nostri ragazzi realtà e modi per essere un cittadino più attento e consapevole perché possano contribuire al cambiamento positivo. Insomma, con queste tre iniziative vogliamo provare a costruire il futuro prossimo della nostra comunità”.

“La politica in cui noi crediamo si nutre di prove scientifiche e in base a queste sceglie.

Non ci piace la politica che eccita o insegue l'emotività e che sceglie alla permanente ricerca di consenso e voti. Per questo grande rispetto verso chi dei dati scientifici è portatore, abbiamo oggi invitato in audizione in Commissione in Regione l'Asl di Taranto e l'Arpa Puglia. Oggi però abbiamo scoperto che, non essendo stata fatta la caratterizzazione ambientale delle collinette ecologiche (quelle vicino alle scuole del rione Tamburi chiuse con ordinanza del sindaco di Taranto) non è ancora stata fatta l'analisi dei rischi. Per cui, in assenza della caratterizzazione, e quindi dell'analisi dei rischi, non si può esprimere un parere scientifico dell'incidenza degli inquinanti derivanti dalle collinette, sulla salute delle persone. Questo significa tradotto che il provvedimento adottato dal Sindaco di chiusura delle scuole, a causa della vicinanza con le collinette ecologiche, è di tipo meramente cautelare, precauzionale e in attesa di apposita integrazione motivazionale circa la sussistenza della prova scientifica.”
Così Gianni Liviano, Donato Pentassuglia, Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera e Ruggiero Mennea, commentano l'esito delle audizioni, da loro richieste, in V commissione dei rappresentanti di Arpa Puglia (il direttore generale Vito Bruno e il dirigente Vittorio Esposito) e Asl Taranto (il direttore generale Stefano Rossi e il responsabile del dipartimento di Prevenzione Michele Conversano) presente anche il direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, Barbara Valenzano.
“Tre i quesiti posti e le relative risposte.
*Domanda:* Vero che le così dette collinette ecologiche determinano pericoli per la salute umana, in base ai parametri previsti dalla normativa vigente?
*Risposta Arpa:* Dagli strumenti urbanistici del Comune di Taranto l’area delle cosiddette collinette ha una zonizzazione residenziale. Il materiale che costituisce le collinette non rispetta il livello massimo di contaminazione ambientale, ma l’Arpa non ha competenza funzionale per esprimersi sui rischi sulla salute umana.
*Risposta Asl:* Preso atto delle contaminazioni ambientali non si possono escludere rischi per la salute umana, che comunque vanno confermati con ulteriori verifiche secondo i previsti modelli di accertamento.
*Domanda:* Vero che risultano aumentati gli ipa cancerogeni nel quartiere Tamburi rispetto al passato e che superano i livelli previsti dalla normativa vigente?
*Risposta Arpa:* Non c’è normativa di riferimento. L’aumento degli ipa è stato riscontrato all’interno della fabbrica siderurgica, ma non si può allo stato affermare un riverbero nelle aree esterne allo stabilimento.
*Domanda*: Vero che la concentrazione di diossina nell’intera città di Taranto sia aumentata rispetto al passato e che supera il livello previsto dalla normativa vigente?
*Risposta Arpa e Asl:* Non risultano superati i limiti previsti dalla normativa e contenuto nelle linee guida dell’OMS, per cui non si può parlare di aumento del rischio per la salute umana.
“Abbiamo gratitudine e apprezzamento - hanno concluso i sei consiglieri - verso il lavoro di Arpa e Asl sul territorio di Taranto ma ci permettiamo di chiedere un ulteriore sforzo perché la politica, quella che volesse affrontare con responsabilità le problematiche della città di Taranto, si nutre solo di dati scientifici provati.”

Porre un freno per evitare l’ennesima ingiustizia al Sud e contrastare l’iniziativa di autonomia differenziata avanzata da alcune regioni del Nord perché lesiva delle stesse disposizioni che la regolano e del dovere di preservare l’unità della Repubblica e l’eguaglianza dei cittadini.

È questo lo scopo che si prefigge di raggiungere la mozione presentata nei giorni scorsi, e in discussione nella seduta del prossimo 19 marzo del Consiglio regionale, dai consiglieri proponenti Fabiano Amati, Gianni Liviano, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Enzo Colonna, Peppino Longo, Michele Mazzarano, Ruggiero Mennea, Mario Pendinelli, Francesca Franzoso e Donato Pentassuglia.
Un’iniziativa che alcuni dei consiglieri firmatari (Donato Pentassuglia, Francesca Franzoso, Fabiano Amati e Napoleone Cera), ospiti a Taranto martedì sera del collega Gianni Liviano, hanno presentato nel corso di un incontro tenutosi nella sede dell’associazione “Le città che vogliamo”.
“Le nuove modalità di organizzazione e finanziamento di servizi importanti quali sanità, scuola e tanti altri, - ha esordito il consigliere Liviano presentando gli ospiti - si concretizzeranno, a nostro avviso, con esito decisamente dannoso per le regioni già meno ricche, in partenza. Quindi, quelle del Sud. Inoltre, - ha aggiunto Liviano - il ministero dell’Economia ha garantito che, grazie a una clausola inserita nel testo dell’accordo per l’autonomia rafforzata, non ci sarà aggravio per le finanze pubbliche, ma questo tipo di autonomia, considerato il minor gettito proveniente dalle regioni interessate, non potrà che tradursi ovviamente a discapito delle altre, quelle appunto non interessate dal provvedimento, tra cui la nostra per la quale è stimata una riduzione di quasi 700 milioni di euro. Insomma, la mia contrarietà al provvedimento non potrebbe essere più convinta”.
Le maggiori criticità, fanno rilevare nella mozione i dieci consiglieri regionali del centrosinistra, riguardano la sanità, la scuola e le infrastrutture. Secondo il progetto del Governo, le regioni meridionali subirebbero una severa decurtazione del fondo di perequazione, che per la Regione Puglia si attesterebbe in una riduzione di 682 milioni. Per la scuola, invece, si prevede la legislazione regionale concorrente e il relativo trasferimento di risorse (è stato stimato 1 miliardo in più), al fine di intervenire sulle funzioni e sull’organizzazione del sistema scolastico e del processo educativo, oltre alla regionalizzazione del Fondo ordinario delle università. Ciò comporterebbe uno stipendio maggiore per gli insegnanti delle regioni del nord – e uno minore per quelli del sud – e un aumento delle risorse per le università del nord. Per le infrastrutture, infine, è stato richiesto il trasferimento di numerose tratte stradali e autostradali, comprese quelle in convenzione, già realizzate o in via di realizzazione, e l’ingresso in qualità di concedenti sulle reti ferroviarie. Ciò determinerebbe un maggior gettito tributario trattenuto dalle regioni del nord, a discapito delle altre regioni.
Per quanto riguarda il comparto della salute, è prevista una riduzione del fondo sanitario per 682 milioni e il certo abbattimento per il sud della spesa procapite (1.810 euro) oggi sostenuta dallo Stato per tutti i cittadini italiani.
Secondo i consiglieri regionali, poiché il costo della sanità in Italia è il 6,7 % del pil, un’ipotetica ripartizione di ricchezza per aree geografiche e per popolazione porterebbe a un aumento della spesa procapite per il nord (2.211 euro) e per il centro (1.963 euro), e a una correlativa riduzione per il sud (1.192 euro). E questo perché il 6,7 % del pil prodotto dalle regioni del nord incide per l’1,1 % del pil (11 miliardi) e che, con riferimento alle regioni Lombardia e Veneto, non è inferiore alla metà e cioè a 6 miliardi di euro.
“Questa che ci stanno propinando è un'autonomia che sa di fregatura. L’autonomia - ha spiegato il consigliere Fabiano Amati – è una modalità di esercizio dei poteri pubblici che si occupa dei problemi di interesse locale, ma se diventa una decisione politica non può prescindere dai superiori obiettivi di unità del Paese, eguaglianza dei cittadini, responsabilità nei conti. Il progetto di autonomia rafforzata dovrebbe inoltre essere accompagnato da un’analisi dei costi (economici e sociali) e delle norme, in primis quelle costituzionali che riservano ad alcune regioni una parte del gettito maturato nel territorio, per evitare di impoverire il fondo di perequazione nazionale, nato proprio per ridurre le differenze nell’erogazione dei servizi e senza una preliminare definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni condotta su base nazionale e tenendo conto dei limiti “storici” delle regioni meridionali".
Di qui la necessità che la Puglia e le Regioni del Sud scendano in campo per ostacolare queste spinte autonomiste.
Insomma, saremmo di fronte, per dirla con Napoleone Cera, “ad un piano avviato da tempo dalla Lega a discapito dei cittadini del sud, che piuttosto che di misure assistenzialistiche, come il reddito di cittadinanza, hanno bisogno di posti di lavoro e migliori servizi”.
Per Donato Pentassuglia, inoltre, si tratta di “un tema importante per la sopravvivenza e la dignità del Meridione, che rischia di veder ulteriormente ridotte le risorse del fondo sanitario nazionale, con un grave pregiudizio per la salute dei cittadini. Siamo di fronte ad un governo che ha preso i voti al Sud, e a Taranto ma che alla città di Taranto, ad esempio, ha sottratto senza colpo ferire 60 milioni del Contratto istituzionale di sviluppo. Siamo davanti ad una ulteriore mortificazione della Costituzione che invece sancisce l’unità del Paese”.
Paese sul quale spira un vento di esasperato egoismo, ha sottolineato Francesca Franzoso, “che si declina dal nazionale al territoriale. Tutto questo - ha aggiunto - sta accadendo con la Lega arrivata al Governo anche con i voti del Sud. Un progetto, che se attuato, colpirebbe settori vitali come l’istruzione. Per esempio, accade che in Calabria si spendano 720 euro all’anno per studente, in Basilicata 700, in Puglia 620 euro. In Lombardia e Veneto, invece, 420 euro. Cosa accade, dunque: queste regioni chiedono il ricalcolo sulla media nazionale pro studente che è di 550 euro in modo da trattenere le risorse aggiuntive. Ma questi soldi da dove li prendono? Dal bilancio dello Stato per cui se a qualcuno occorre dare di più bisogna, necessariamente, togliere ad altri e non si capisce, al contrario, che se non si risolve la questione meridionale il nord alla lunga comincerà ad andare in sofferenza”.
Tutti uniti, quindi, per sventare quella che altro non è che “una secessione mascherata da autonomia, con l’unica differenza che questa volta si cerca il consenso del Mezzogiorno per affermare un modello-paese fondato sullo squilibrio tra le regioni del nord e quelle del sud”.

Primi appuntamenti il 9, il 16, il 23 e il 30 novembre e il 14 dicembre

“L’istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo”.
Così Nelson Mandela (Madiba), Premio Nobel per la pace e simbolo mondiale della lotta contro il razzismo. Oggi più che mai l’Italia e il mondo intero, sembrano aver fatto un tuffo nel passato, dimenticando tutte le lotte per l’uguaglianza dei popoli e delle “razze”; abbandonando i valori della solidarietà, dell’integrazione e della Persona. Mai come oggi è importante ricordare i valori in cui la sinistra si identifica da sempre, attraverso la sua storia e l’utilizzo delle parole che hanno fatto della democrazia l’unico strumento per il rispetto fra i popoli.
Per non dimenticare le origini della democrazia europea e mondiale, la fondamentale importanza dei partiti nella società e la necessità di tornare ad un lessico che abbia origine nel rispetto dell’altro, il Partito Democratico di Grottaglie ha dato vita alla scuola di politica “Nelson Mandela”.
I primi due appuntamenti si terranno venerdì 9 e venerdì 16 novembre alle ore 17:30 e saranno affidati al prof. Raffaele Bagnardi, ex sindaco di Grottaglie, che tratterà il tema “L’intelligenza politica nel sistema democratico” (modulo di tre ore in due incontri).
Il terzo e il quarto appuntamento si terranno venerdì 23 e venerdì 30 novembre alle ore 17:30 e saranno tenuti dall’on. Ludovico Vico che tratterà il tema “Il futuro dell’Europa fra sovranismo e populismo” (modulo di tre ore in due incontri).
Il terzo ed ultimo appuntamento del 2018, si terrà venerdì 14 dicembre alle ore 17:30 vedrà impegnato il prof. Vincenzo Di Maglie sul tema “Sussidiarietà e terzo settore, nuove sfide per il Welfare. Compiti della Pubblica Amministrazione” (modulo di due ore in un unico incontro).
Il calendario proseguirà nel 2019 con altri tre appuntamenti che si terranno nei primi mesi dell’anno (date ancora da stabilire). Relatori il sen. Giovanni Battafarano, il dr. Giuseppe Vinci ex sindaco di Grottaglie e il consigliere regionale Gianni Liviano.
I corsi saranno gratuiti e si svolgeranno a Grottaglie e a Montemesola. Per informazioni ed iscrizioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .
“Questo progetto – spiega il segretario cittadino del Pd, Francesco Montedoro - nasce dalla necessità di voler tornare a “fare politica”. La vision che ci siamo proposti è quella di contribuire alla sensibilizzazione dei gruppi dirigenti e dei cittadini per la realizzazione di un futuro che sia voluto e non subìto. Un modo per tornare a confrontarsi in un contesto non più virtuale come quello dei social ma in un gruppo di studio e per avviare un processo di educazione alla politica, che permetta di formare chi voglia intendere in modo diverso l’attualità sociale, comprendendola in maniera essenziale e operativa”.

Apprendo che l'assessore Capone ritiene utile spostare il confronto in tribunale. Ne prendo atto. Io ho esercitato in questi mesi il.diritto di controllo che mi viene garantito come prerogativa del ruolo di consigliere regionale. Ho sempre ribadito (anche nella conferenza stam₩! di stamattina) di voler tenere separate la via politica da quella giudiziaria. Raccolgo però l'invito dell'assessore Capone a spostare questo confronto in Tribunale e presenterò nei prossimi giorni esposto alla Procura della Repubblica di Bari mirato a narrare quanto già riferito nella conferenza stampa di ieri.

Sono sei le interrogazioni al momento senza risposta, che il consigliere Gianni Liviano ha inviato al presidente della Giunta Michele Emiliano e al presidente del Consiglio Mario Loizzo sugli appalti di Puglia Promozione.

“Questa è una grave lesione – ha detto nel corso di una conferenza stampa – delle prerogative dei consiglieri regionali, allo svolgimento corretto delle funzioni istituzionali e politiche”.

Le denunce contenute nelle interrogazioni si riferiscono all’assegnazione di fondi ed alla gestione di bandi attraverso procedure di affidamento diretto nelle Agenzie ed in alcuni Enti regionali, oltre che ad alcune assunzioni a chiamata diretta.

Il consigliere Liviano ha sottolineato che sarebbero emerse, nelle assegnazioni dirette, una serie di società che con un sistema di scatole cinesi farebbero capo sempre più o meno agli stessi soci. “Il mio non è un intento investigativo – ha detto Liviano – ma desidero immaginare una gestione più corretta dei fondi pubblici. Una coordinazione che renda possibile, fra l’altro, non penalizzare tutte le società che operano nello stesso settore. Pongo il problema dal punto di vista politico”.

Per Liviano le leggi non rappresentano una “rigidità burocratica” ma un punto di riferimento per la corretta gestione della cosa pubblica. “Un elemento imprescindibile nella attribuzione di fondi e incarichi”.

“Il mio – ha concluso Liviano – è un comportamento coerente e corretto che si ispira ai valori del centrosinistra. Quei valori che abbiamo sbandierato in campagna elettorale e che puntavano alla costruzione di un futuro fatto di giustizia, legalità e trasparenza, principi che voglio difendere anche nel rispetto del mandato elettorale”.

 

“Oggi ho presentato una nuova interrogazione a risposta scritta sull’attività fin qui svolta da Apulia Film Commission e, in particolare, su alcune azioni poste in essere dal direttore Parente e dal direttore del dipartimento Turismo e Cultura”.
Ad annunciarlo è il consigliere regionale del Gruppo Misto, Gianni Liviano, il quale nell’interrogazione, indirizzata al presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, al presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano, e per conoscenza al presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione nonché ai mezzi di informazione, centra la sua attenzione anche sulle procedure che hanno portato alla nomina del direttore generale e sulla risposta fornita da Apulia Film Commission ad un quesito posto nei giorni scorsi dal consigliere regionale “che ritengo non esaustiva”.
Ad Afc, infatti, il consigliere Liviano aveva chiesto di poter conoscere il nominativo della persona assunta a tempo determinato in sostituzione di una dipendente collocata in maternità e il perchè del ricorso ad un’agenzia interinale . “Sul portale della Trasparenza della Fondazione AFC - spiega Liviano - non è possibile trovare in alcun modo il nominativo della risorsa assunta tramite affidamento ad agenzia di lavoro interinale e la Fondazione AFC, pur richiesta, non ha inviato al sottoscritto il nominativo della persona individuata dall'agenzia interinale quale sostituto della dott.ssa Del Vecchio”.

Di seguito il testo dell’interrogazione a risposta scritta:

Alla c.a.

Sig. Presidente del Consiglio regionale
dott. Mario Loizzo

Sig. Presidente della Giunta regionale
dott. Michele Emiliano

e p.c

Autorità Nazionale Anticorruzione

Mezzi di informazione

 

OGGETTO: Interrogazione a risposta scritta

Il sottoscritto Gianni Liviano, nella qualità di consigliere regionale,

PREMESSO

- che ai sensi dell'art. 9 dello Statuto della Apulia Film Commission (AFC), coerentemente con il Codice Civile, spetta al Consiglio di amministrazione nominare il direttore di AFC;

- che il consiglio di amministrazione è composto da 5 soggetti: tre consiglieri indicati dalla Regione Puglia, uno dai Comuni capoluogo pugliesi e un altro dai Comuni non capoluogo pugliesi;

- che nella fattispecie i componenti del consiglio di amministrazione sono i signori: Sciarra Maurizio (presidente), Vaccari Giandomenico, Coppola Chiara, Dellomonaco Simonetta e Prencipe Fabio;

- che in data 11/06/2016 il direttore del dipartimento Turismo, Economia della cultura e valorizzazione del territorio, dott. Aldo Patruno ha comunicato ad AFC "la volontà di modificare l'assetto organizzativo della Fondazione e in particolare di attribuire alla stessa la qualifica di organismo intermedio";

- che nella stessa riunione dell'11/06/2016 il CdA, preso atto di tale volontà regionale, rilevando comunque l'urgenza di nominare il nuovo direttore generale, fermo restando la possibilità di modificarne successivamente le funzioni a seguito della trasformazione in Organismo Intermedio;

- che AFC, non rivolgendosi al mercato del lavoro tramite un avviso pubblico di selezione del nuovo direttore, ha aperto la procedura per l'individuazione del nuovo direttore generale tra il solo personale interno cui hanno partecipato il dott. Costantino Paciolla, il dott. Antonio Parente e la dott.ssa Cristina Piscitelli;

- che in data 05/07/2016, il direttore del dipartimento regionale dott. Aldo Patruno, ad esito dei colloqui con i candidati, ha rappresentato, tra l'altro, la necessità "di addivenire ad una scelta che non pregiudicasse in ogni caso la continuità e il completamento nei tempi dati dei progetti già finanziati dalla Regione, attesa la concentrazione di detti progetti e della relativa funzione di
Responsabile Unico del Procedimento in capo alla dott.ssa Piscitelli", indicando quindi di fatto la volontà della Regione di non indicare la dr.ssa Piscitelli nel ruolo di direttore di Afc;

- che in data 20/12/2016 il CdA, alla presenza irrituale del capo Dipartimento regionale dott. Patruno ha deliberato di nominare direttore generale della Fondazione Apulia Film Commission il dott. Antonio Parente;

- che tramite la ricerca di mercato di una società di lavoro interinale in data 23.11.2017 risulta selezionata la società Temporary SpA con il compito di individuare un/a collaboratore/trice che sostituisse la dipendente dott.ssa Raffaella Del Vecchio in maternità;

- che alla nostra richiesta formale inviata per iscritto alla direzione della AFC finalizzata a conoscere il nominativo del sostituto della dr.ssa Delvecchio, per ben due volte, la stessa riscontrava entrambe le richieste con la stessa predefinita risposta qui di seguito riportata:
"Gent.mo dott. Liviano,
con la presente si comunica che non esistono né liste né persone assunte tramite agenzia interinale poiché la Fondazione ha utilizzato tale strumento esclusivamente per una sostituzione maternità, la cui procedura può ritrovare sul sito nella sezione “Bandi e fornitori”: http://www.apuliafilmcommission.it/bandi-e-fornitori.
Al seguente link può visionare l’estratto di aggiudicazione: http://www.apuliafilmcommission.it/wp-content/uploads/Estratto_aggiudicazione_servizio-somministrazione-lavoro.pdf.
Per quanto invece attiene le procedure per il personale dipendente e per le collaborazioni può far riferimento al seguente link del sito AFC: http://tools.apuliafilmcommission.it/lavoraconnoi/.
Per qualsiasi ulteriore informazione e/o chiarimento, restiamo a Sua
completa disposizione.
Cordiali saluti
Segreteria Fondazione Apulia Film Commission"

- che sul portale della Trasparenza della Fondazione AFC non è possibile trovare in alcun modo il nominativo della risorsa assunta tramite affidamento ad agenzia di lavoro interinale;

- che la Fondazione AFC pur richiesta, non ha inviato al sottoscritto Consigliere regionale il nominativo della persona individuata dall'agenzia interinale quale sostituto della dott.ssa Del Vecchio;

- che ci viene riferito da numerose fonti che il direttore di AFC, dott. Antonio Parente, abbia scelto quale collaboratore interinale il dott. Michele Stella ancora oggi incardinato presso Afc nonostante risulti essere tornata al lavoro la dott.ssa Del Vecchio;

-che il dott. Michele Stella risulta essere socio e presidente dell’associazione culturale Cinethic che ha contratto appalti con la stessa Afc;

-che vicepresidente della stessa associazione risulta essere la stessa dott.ssa Valentina Parente (già collaboratrice della stessa Afc);

CONSIDERATO

-che come da Statuto della Afc - coerentemente con il Codice civile - spetta al cda la nomina del direttore della Afc e non alla politica;

-che secondo la legge 241/90 e il Pdf 445/2000 il “conflitto di interessi" nelle Pubbliche amministrazioni può essere definito come quella circostanza in cui l’azione del pubblico funzionario per definizione orientata unicamente alla cura dell’interesse della collettività, è ostacolata da un interesse secondario personale o, comunque, privato del pubblico funzionario medesimo o di persone ad esso collegate da vincoli di parentela, affinità o amicizia;

-che “il conflitto di interessi" si configura, pertanto, allorquando il dipendente pubblico è tenuto ad assumere decisioni o a svolgere attività inerenti i suoi compiti che possano essere collegate a interessi personali oppure interessi del coniuge, di conviventi, di parenti ed affini entro il secondo grado, o relativi a soggetti con i quali il dipendente intratteneva frequentazioni abituali;

CHIEDE ALLA S.V.

1. Se non risulta indebita l’ingerenza del dott. Patruno, che non appartiene al cda di Afc, nella nomina del suo direttore e se questo comportamento può configurare un’intromissione della presidenza della Regione nella individuazione del direttore di Afc;

2. Se risulta vero che il direttore di Afc si sia avvalso di agenzie interinali (non seguendo procedure di pubblica evidenza e non attingendo alle numerose short list) per la nomina del sostituto del dipendendente in maternità;

3. Se risulta vero che tale dipendente sia il presidente dell'associazione Cinethic che ha contratto appalti con la stessa Afc;

4. Se risulta vero che il dott. Stella sia socio della sorella del direttore dott. Parente all'interno dell'associazione Cinethic;

5. Se tale condotta venga ritenuta amministrativamente ed eticamente corretta;

6. Se risulta vero che il dott Stella sia ancora in forza lavoro presso Afc nonostante il rientro lavorativo della dott.ssa Del Vecchio.

 

“Perché PugliaPromozione ha fatto un uso diffuso dell’istituto dell’affidamento diretto anche per importi superiori ai 40mila euro? E quali sono le ragioni per le quali risultano ancora aperte procedure del 2017 oltre che del 2018 e quali le ragioni per cui spesso non sono indicati i nomi delle società aggiudicatarie dei bandi?”.
Sono solo alcuni dei quesiti alla base dell’interrogazione che il consigliere regionale del Gruppo Misto, Gianni Liviano, ha indirizzato al presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, e per conoscenza al presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano, nonché al responsabile dell’Anac.
Questa volta è l’attività di PugliaPromozione, agenzia regionale per la promozione turistica, a finire sotto la lente di ingrandimento del consigliere Liviano.
Un’interrogazione  molto dettagliata per quanto riguarda l’attività di PugliaPromozione e che punta a fare chiarezza su diversi punti.
“Al di là della dimensione etica dell’intera vicenda che segnalo nella mia interrogazione - spiega Liviano -, il ricorso agli affidamenti sotto soglia significa che, così, si sta accontentando un po’ tutti e che, quindi, alla base non c’è un vero progetto nè una programmazione degna di tal nome”.
Altri punti evidenziati nell’interrogazione, il fatto che alcune società risultano essere svariate volte beneficiare di affidamenti diretti e che risultano essere destinatari di fondi anche associazioni datoriali.

di seguito la dettagliata interrogazione del Consigliere Liviano:

Alla c.a.

presidente del Consiglio regionale

dott. Mario Loizzo

e p.c.

Presidente della Giunta regionale

dott. Michele Emiliano

 

Responsabile Anac

OGGETTO: INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

PREMESSO
- che come si evince dal sito www.agenziapugliapromozione,it, nella pagina indicata come bandi di gara e contratti: informazioni sullesingole procedure in formato tabellare, l'agenzia regionale Puglia
promozione ha aggiudicato nel periodo dal 1/1/2016 al 21/9/2018 unnumero pari a 670 bandi per un ammontare complessivo di euro15.833.225,22;

- che tali bandi sono stati così ripartiti:

anno 2018 n. 182 per un ammontare complessivo di euro 5.550.873,11;
anno 2017 n. 362 per un ammontare complessivo di euro 8.191.098,00
anno 2016 n. 126 per un ammontare complessivo di euro 2.141.254,11;
- che nell'anno 2018 i bandi sono stati aggiudicati secondo le seguenti procedure:

n. 159 AFFIDAMENTI IN ECONOMIA: AFFIDAMENTI DIRETTI per un totale
di euro   2.598.452,
n. 1 PROCEDURA risultante ancora APERTA per un totale di euro 408.900,00
n. 2 PROCEDURE NEGOZIATA PREVIa PUBBLICAZIONE DEL BANDO per un totale di euro   269.881,14
n. 19 PROCEDURE NEGOZIATE SENZA PUBBLICAZIONE DEL   BANDO per un totale di euro     2.003.639,63,
n 1 PROCEDURA NEGOZIATA DERIVANTE DA AVVISI CON CUI SI INDICE LA GARA per un totale di euro 220.000,00
- che nell'anno 2017   i bandi sono stati aggiudicati secondo le seguenti procedure:

n. 321 AFFIDAMENTI IN ECONOMIA. AFFIDAMENTI DIRETTI per un totale di euro                     6.902.811,00;
n.1 PROCEDURA risultante ancora APERTA per un totale di euro   9.049,00;
n. 38 PROCEDURE negoziate PREVIA pubbl. bandi per un totale di euro 1.054.147,11;
n. 2 PROCEDURE ristrette derivanti da AVVISI con cui si indice la gara   per un totale di euro   228.722,00;
- che nell'anno 2016 i bandi sono stati aggiudicati secondo le seguenti procedure.

110 AFFIDAMENTI IN ECONOMIA: AFFIDAMENTI DIRETTI per un totale
di euro   1.606.119,95;
n. 2 AFFIDAMENTI IN ECONOMIA: COTTIMO FIDUCIARIO per un totale di euro   28.000;
n. 3 PROCEDURE NEGOZIATE PREVIA PUBBLICAZIONE BANDO per un totale di euro 324.197,00;
N. 10 PROCEDURE RISTRETTE per un totale di euro   171.063,16;
N. 1 PROCEDURE NEGOZIATE SENZ A pubblicazione di bando per un totale di euro 11.875;che pertanto nel triennio considerato, i dati risultano così aggregati:

n. 590 AFFIDAMENTI DIRETTI (88,05% dei bandi complessivi) per untotale di euro 11.110.383,29 euro (pari al 70% dell'importo complessivo erogato);

n. 43 PROCEDURE NEGOZIATE PREVIA PUBBLICAZIONE BANDO (6,42% deibandi complessivi) per un totale di euro 1.648.225 (pari al 10,41%);
n. 20 PROCEDURE NEGOZIATE SENZA PUBBLICAZIONE BANDO (2,98%) per un totale di euro 2.015.514,63 (pari al 12,73%);
n. 3 PROCEDURE NEGOZIATE DERIVANTI DA AVVISI CON CUI SI INDICE LA GARA per un totale di euro 428.722,00;
n. 10 PROCEDURE RISTRETTE per un totale di euro 171.063,16;
n. 2 AFFIDAMENTI A COTTIMO FIDUCIARIO per un totale di euro 28.000;
n. 2 PROCEDURE NEGOZIATE DERIVANTI DA AVVISI CON CUI SI INDICE LA GARA per un totale di euro 428.722;
n. 2 PROCEDURE APERTE per un totale di euro 417.949,00.
CONSIDERATO:

- che in molti casi non sono indicati sul sito i nomi di soggetti di impresa beneficiari di affidamenti diretti o di procedure negoziateprevia pubblicazione dei bandi;
- che l'importo massimo di 40.000 per l'affidamento diretto risulta essere superato in svariate circostanze;
- che alcune società (a mero titolo esemplificativo si cita la società Protem srl e la società Salento d'amare ) risultano essere svariate volte destinatarie di affidamenti diretti;
- che risultano essere destinatari di fondi alcune associazioni datoriali (Confindustria Lecce e Confartigianato Lecce p.e.s);

CHIEDE ALLA S.V.

- di conoscere le ragioni per cui sono state adottate queste modalità nell'aggiudicazione dei bandi;
- in particolare le ragioni per cui si è fatto un utilizzo così diffuso dell'istituto dell'affidamento diretto anche per importisuperiori a 40.000;
- se il rappresentante legale della società Protem è persona vicina a personaggi impegnati nel mondo della politica;
- quali sono le ragioni per cui risultano sul bando ancora aperte procedure nel 2017 (oltre che del 2018);
- quali sono le ragioni per cui nel sito non sono spesso indicati i nomi delle società aggiudicatarie dei bandi.

 

È una lunga serie di rilievi quella mossa, all’indirizzo dell’operato di Apulia Film Commission, dal consigliere regionale del Gruppo Misto, Gianni Liviano, e tutti racchiusi in una interrogazione a risposta scritta indirizzata al presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, e per conoscenza al presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano, e alla Corte dei Conti.
Si tratta di un lavoro minuzioso e certosino portato avanti dal consigliere regionale tarantino e che fa seguito a quello sull’affidamento al Teatro pubblico pugliese della somma di 1 milione di euro nell’ambito del “Polo territoriale delle Arti e della Cultura Fiera del Levante 2018".
E, allora, eccoli i rilievi: assenza puntuale nella trasmissione dei flussi informativi; assenza dell’autorizzazione da parte del consiglio di amministrazione di Apulia Film Commission per l’accordo di cooperazione per la realizzazione integrata di servizi pubblici finalizzati alla valorizzazione, promozione e comunicazione della puglia come destinazione turistica e come industria culturale cinematografica sottoscritta in data 20/10/2017 tra il presidente della Fondazione Apulia Film Commission e l’Agenzia Regionale PugliaPromozione con durata di tre anni a partire dall’accordo; assenza, all’interno del nuovo “regolamento per il reclutamento del personale dipendente e per l’instaurazione dei rapporti di collaborazione” ( approvato dal c.d.a. in data 24 aprile 2018), delle procedure di affidamento di incarichi professionali, e il non recepimento, all’interno del l’art. 7 di tale regolamento “commissioni esaminatrici”, di quanto suggerito dall’Organismo di vigilanza nel parere espresso in data 31 luglio 2017, e approvato dal c.d.a. il 1 agosto 2017, sui criteri di nomina delle commissioni; assenza di trasparenza nelle procedure finalizzate alla richiesta di sponsorizzazione della fondazione; abuso nell’utilizzo della procedura di affidamento diretto anche nelle more dell’assenza dei requisiti di unicità ed esclusività nei servizi offerti e la non chiarezza delle motivazioni che inducono all’individuazione di tale procedura di aggiudicazione; individuazione di soggetti affidatari direttamente da parte del direttore generale dell’Afc e non già da parte del rup; assenza, nelle determine di nomina, delle motivazioni che hanno condotto alla scelta dei commissari delle commissioni esaminatrici; assenza dei riferimenti alle dichiarazioni di assenza di conflitti di interessi e di cause di incompatibilità; assenza sul sito della Fondazione dei curricula dei commissari.
“Si tratta - spiega ancora Liviano - di rilievi espressi dall’Organismo di vigilanza della stessa fondazione Apulia film commission (che fa riferimento all'assessorato all’Industria turistica e culturale presieduto dall'assessore Capone) nei verbali di maggio e del 13 e del 18 luglio del 2018. Ecco - conclude Liviano - di questi rilievi chiedo conto nella mia interrogazione (che si allega)”.

 

 

“Un milione di euro in 4 mesi (ovvero 250mila euro al mese, più di 8mila euro al giorno) al polo culturale presso la Fiera del Levante, per il tramite del Teatro pubblico pugliese. Questo è l'ingente ammontare che la Regione Puglia ha stanziato, traendo i fondi dal Por 2000/2006 con delibera di giunta datata 6 settembre scorso. Un'enorme risorsa economica destinata, come ormai l'assessore Capone ci ha abituato, al nulla. Fotografie, pose e titoli di giornali. Tutto questo mentre i Comuni della nostra regione fanno spesso fatica a reperire le risorse necessarie per attivare serie e credibili proposte culturali sul territorio”.
Così il consigliere regionale del Gruppo Misto, Gianni Liviano, nell’annunciare di aver presentato una interrogazione urgente a risposta scritta, perchè l’importo stanziato va speso entro la fine del 2018, al presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, e al presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano.
Tutto parte il 6 settembre scorso quando la Giunta regionale ha deliberato l’accordo tra Regione Puglia e Teatro pubblico pugliese, per un finanziamento pari a 1 milione di euro relativo alla programmazione Por 2000/2006, allo scopo di implementare e attuare il progetto del “Polo territoriale delle Arti e della Cultura Fiera del Levante 2018". Per questo motivo, spiega il consigliere regionale tarantino, “ho voluto presentare una interrogazione urgente a risposta scritta”. In particolare, aggiunge Liviano, “ho chiesto di conoscere le motivazioni che hanno indotto la Regione Puglia a stanziare questo importo sostanzioso nei confronti del Teatro pubblico pugliese ma, soprattutto, la ratio che ha portato a questa deliberazione da parte della giunta regionale”.
In pratica, fa presente Liviano nella sua interrogazione, ci troviamo di fronte ad un accordo che prevede lo stanziamento di corpose risorse finanziarie “per cui - scrive ancora nell’interrogazione il consigliere regionale del Gruppo Misto - vorrei sapere se, sia al presidente Loizzo che al presidente Emiliano, appare congruo e accettabile questo esborso per il polo fieristico quando, poi, come già detto, molti Comuni pugliesi devono fare i conti con le proprie ristrettezze finanziarie mentre, al contrario, meriterebbero un maggior aiuto per organizzare e realizzare proposte culturali di rilievo sui rispettivi territori".
Altro aspetto toccato nella interrogazione dal consigliere regionale Liviano, è quello relativo alla presenza, durante la settimana fieristica, di artisti quali Lino Banfi, Gianmarco Tognazzi e Al Bano. “Questi artisti - chiede Liviano - hanno partecipato a titolo gratuito o hanno ricevuto un cachet? E se lo hanno ricevuto, quale è stato il compenso per ognuno di loro e a fronte di quali prestazioni in favore dei cittadini pugliesi?”.
Per quanto riguarda, infine, la somma di 1 milione di euro prevista nell’accordo, Liviano chiede di sapere come, concretamente, il Teatro pubblico pugliese intende spenderle e quali obiettivi si intende raggiungere nell’arco temporale da settembre a dicembre e quali spese sono state finora sostenute durante la settimana espositiva della Fiera del Levante appena conclusasi.

 

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