Neanche un mese addietro l’Assessore Gianni Cataldino annunciò con un roboante comunicato stampa una operazione contro l’illegalità e l’abusivismo sul Viale del Tramonto a San Vito, dichiarando nell’occasione che “dare risposta al bisogno di maggiore sicurezza dei cittadini e di legalità degli operatori commerciali e del turismo, sono le priorità della giunta Melucci”.

Attenzione alla legalità è stata espressa anche in un recente intervento dell’assessore Valentina Tilgher sulla strategia di lungo termine dell’Amministrazione Melucci sul turismo.

Proprio nelle stesse ore in cui l’Assessore Tilgher dichiarava che la legalità è condizione essenziale per lo sviluppo del turismo, opinione assolutamente condivisibile, l’ennesimo episodio di cronaca dimostrava come abusivismo e illegalità continuino a dominare la zona del viale del Tramonto.

Esasperato dall’ennesima macchina che occupava il passo carrabile di accesso alla sua abitazione, un cittadino esagitato ha estratto una pistola – per fortuna poi dimostratasi un “giocattolo” – creando così una situazione che sarebbe potuta degenerare.

Non possiamo non condannare il gesto – all’illegalità non si può e non si deve rispondere con l’illegalità – ma l’episodio ben dimostra il grado di esasperazione raggiunto ormai dagli abitati della zona, in cui peraltro insistono anche attività commerciali e B&B.

Eppure, era il 2 marzo, ci si era attivati in tempo per evitare che anche quest’anno il litorale di San Vito, in particolare il Viale del Tramonto, con l’arrivo dell’estate tornasse a diventare una “terra di nessuno” in cui dilagano l’illegalità e l’abusivismo ai danni dei cittadini rispettosi della legge.

In alcune riunioni congiunte delle Commissioni consiliari Attività Produttive, da me presieduta, ed Assetto del Territorio, quest’ultima presieduta dal consigliere Vincenzo Di Gregorio, si era discusso delle possibili soluzioni ai problemi.

Si presero impegni formali per realizzare la “elevazione multe ad auto e camper in divieto di sosta tramite street control ed intensa e continua opera di controllo di fenomeni di abusivismo commerciale e occupazione di aree demaniali”.

Ma nonostante tutto questo, e nonostante che già nei primi giorni di giugno avessimo segnalato il puntuale ricrearsi di certe situazioni di degrado, nulla è cambiato.

Eppure parliamo di un problema circoscritto in una limitata zona del territorio che, se ci fosse una reale e concreta volontà politico-amministrativa, sarebbe fin troppo facile affrontare e risolvere.

Né più né meno come sarebbe fin troppo facile debellare gli abusivi che ogni sera trasformano via D’Aquino in una casbah, o i parcheggiatori-estorsori abusivi, o il mercatino domenicale della Salinella, ormai regno dell’illegalità diffusa...

La nostra paura è che, nel mentre si disegnino strategie di lungo termine, si tenda legittimamente a “volare alto”, si dimentichino i problemi di tutti i giorni che si possono e si devono affrontare semplicemente applicando con costanza la legge, garantendo così ai cittadini e ai commercianti, nonché ai turisti, le normali condizioni di vivibilità.

Non è difficile. Ma per fare questo bisogna avere un clima di condivisione con il personale comunale, vigili urbani in primis, che devono ricevere stimoli positivi per lavorare al meglio.

Cominciamo dal Viale del Tramonto, uno sconcio che deve essere affrontato in modo deciso e radicale, riportando in questa zona della città la legalità e quella quiete a cui i residenti hanno diritto.

  

Floriana de Gennaro - Capogruppo Gruppo Indipendente per Taranto

Approvato il gemellaggio Taranto-Kribi. Nonostante tutti e tutto.

Nella odierna seduta del Consiglio Comunale in modalità “question time” è stata approvata la mozione che, su proposta di Floriana de Gennaro, capogruppo del Gruppo Indipendente per Taranto, aveva come oggetto il gemellaggio tra Taranto e Kribi, una importante città portuale della Repubblica del Camerun.

Il Consiglio Comunale di Taranto si è così “allineato” agli intendimenti del Consiglio Comunale di Kribi che nello scorso marzo si era già impegnato formalmente alla sottoscrizione di un protocollo di accordo di gemellaggio con la città di Taranto; i relativi atti amministrativi erano stati trasmessi in seguito al Comune di Taranto.

Circa due mesi addietro, inoltre, una delegazione del Comitato ufficiale del Gemellaggio della città di Kribi, guidata dal dott. Théophile Ngoauah-Ngally, era stata in visita nella nostra città per presentare le opportunità di crescita e di sviluppo per Taranto derivanti da un suo eventuale gemellaggio con la città africana.

Il progetto per il gemellaggio, in particolare, è stato elaborato per il Comitato di Kribi dal dottor Giuseppe Scornavacca dello Studio di progettazione integrata.

Nell’occasione gli ospiti camerunensi avevano incontrato importanti esponenti delle istituzioni locali, anche della portualità e dell’università, ma non il Sindaco Rinaldo Melucci che era troppo impegnato…

A titolo personale, in virtù dell’amicizia con Giuseppe Scornavacca, li ha incontrati Floriana de Gennaro, cosa che evidentemente non è stata gradita dal Sindaco Melucci che, assente oggi in Consiglio comunale, ha inviato all’assemblea una piccata lettera in cui prendeva le distanze dal gemellaggio ritenendo irrituali le modalità con cui erano intercorsi i rapporti tra le amministrazioni di Taranto e Kribi.

Fa specie che il Primo cittadino abbia anteposto queste sottigliezze formali, pensiero legittimo, alle indubbie opportunità economiche e culturali che il gemellaggio comporterà per la nostra città.

Alla posizione del Sindaco si sono prontamente allineati i consiglieri comunali della sua maggioranza che oggi hanno lasciato l’aula consiliare, l’unico rimasto è stato il presidente Lucio Lonoce che ha votato contro il gemellaggio, non rispettando così la natura “super partes” del suo ruolo istituzionale...

Nonostante ciò la mozione per il Gemellaggio Taranto-Kribi è stata approvata dal Consiglio comunale con i voti dell’intera opposizione, unico astenuto il consigliere Giampaolo Vietri, e del Gruppo Indipendente per Taranto.

Nell’occasione Floriana de Gennaro ha dichiarato «sono felice che oggi il Consiglio comunale abbia dato il via libera al gemellaggio Taranto-Kribi; i colleghi consiglieri che hanno votato favorevolmente, infatti, hanno intuito le enormi opportunità che tale gemellaggio rappresenta per la nostra città, in termini di sviluppo dei traffici marittimi, del turismo e dell’economia cittadina, nonché di scambi culturali».

«Oggi – ha poi detto Floriana de Gennaro – Taranto ha aperto un canale di comunicazione diretto e privilegiato con il Camerun, un paese che presenta uno dei maggiori tassi di crescita del continente africano. Ora sta al nostro territorio, istituzioni e imprese, adoperarsi per cogliere questa straordinaria opportunità».

Nella città di Kribi è sorto un imponente complesso portuale ed industriale che ha suscitato l’interesse di numerose aziende italiane, fra queste la Ferrero, che qui hanno realizzato stabilimenti produttivi, nonché di imprese straniere i cui investimenti godono anche di importanti agevolazioni fiscali.

Proprio il porto di Kribi, il più importante della costa dell’Africa occidentale, rappresenta la naturale piattaforma logistica internazionale a favore di paesi limitrofi che non hanno accesso al mare, soprattutto Ciad, Repubblica Centrafricana, Gabon, Guinea Equatoriale e Congo Brazzaville.

Grazie al gemellaggio approvato oggi il nostro porto, come annunciato a Taranto dagli ospiti camerunensi, dovrebbe essere preferito a quello del Pireo come punto di arrivo in Europa delle navi provenienti da Kribi.

Ogni anno, inoltre, la sede universitaria jonica potrebbe, implementando l’offerta formativa, andare a intercettare parte dei 5.000 studenti camerunensi che, soggiornando per lunghi periodi nella nostra città, rappresenterebbero anche un benefico flusso economico per le attività commerciali e per il mercato immobiliare locale.

Riferendosi al comportamento tenuto oggi dai consiglieri comunali che hanno abbandonato l’aula, Floriana de Gennaro ha poi dichiarato «Taranto e i tarantini non meritano e non hanno bisogno di questa mediocrità politica e amministrativa, di chi considera l’amministrazione della città come una questione personale e personalistica, di chi ama misurarsi e mostrare i muscoli su questioni che meriterebbero ben altra attenzione e un adeguato approfondimento».

Floriana de Gennaro - Capogruppo consiliare Gruppo Indipendente per Taranto

Apprendiamo da diversi canali d'informazione che una parte della maggioranza di centrosinistra, presente in consiglio comunale a Taranto, avrebbe deciso su “ordine proveniente dall'alto” di punire i consiglieri comunali del “Gruppo Indipendenti per Taranto”.

Perciò i presidenti delle Commissione comunali di questo gruppo consiliare, decisi dallo stesso consiglio meno di un anno fa, vanno rimossi: così imparano!

La colpa grave è quella di non eseguire ordini pedissequamente, ma di ragionare ed elaborare ogni scelta politica ed amministrativa, di accedere agli atti ogni volta che ci sono dubbi sulle procedure a tutela della legalità e della trasparenza, tanto evocate in campagna elettorale, di essere stati troppo critici nei riguardi di certe nomine a dir poco imbarazzanti viste le autocertificazioni compilate con qualche grave “dimenticanza” di troppo, di aver manifestato solidarietà alla stampa maltrattata e censurata, di aver preteso in diverse occasioni l'attuazione del programma sottoscritto appena un anno fa, di aver emendato il bilancio di previsione bocciato dai revisori poiché non vi era certezza della copertura finanziaria, di non aver partecipato in nessun caso alla spartizione dei ruoli amministrativi tanto ambiti ai politicanti di mestiere, di aver bocciato un rendiconto di cui non sapevamo con quale criterio e indirizzo politico fossero stati spesi i soldi dei cittadini di Taranto, di aver manifestato in diretta a beneficio della trasparenza ogni decisione sul voto in consiglio comunale.

Insomma ci si accusa di fare troppo il nostro dovere, di essere riformisti, di essere liberi, di essere trasparenti, di esercitare il mandato in piena autonomia!

Caro centrosinistra batti un colpo, riprenditi lo spazio che ti compete, che ti appartiene, difendi i tuoi valori, riconquista la tua autonomia, noi ancora ci siamo, ma sbrigati fai in fretta, altrimenti poi sarà troppo tardi!

 

Walter Musillo - Portavoce “Gruppo Indipendente per Taranto”

Nella giornata di ieri ho inviato al Presidente Lucio Lonoce una mozione, da inserire nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale “question time”, avente come oggetto una proposta di gemellaggio tra Taranto e Kribi, una città costiera della Repubblica del Camerun.

Il Camerun è un Paese che sta conoscendo un importante sviluppo economico e culturale, realizzando nel 2016 un tasso di crescita del PIL che, secondo le stime de “Il Sole 24 Ore”, è stato del 5,6%.

L’Italia guarda con attenzione a questo paese africano, infatti il Presidente della Repubblica Italiana ha firmato, durante la sua ultima visita a Yaoundé, ben cinque accordi di cooperazione culturale, scientifica, tecnica e commerciale.

Uno di questi, in particolare, incentiva l’insegnamento della lingua italiana nel Paese africano al fine di promuovere contatti diretti tra le istituzioni universitarie e gli istituti di formazione per rendere equipollenti i diplomi e i titoli di laurea; sono oltre 5.000, infatti, gli studenti camerunensi che ogni anno decidono di venire a formarsi negli atenei italiani.

Nella città di Kribi, in particolare, è sorto un imponente complesso portuale ed industriale che ha suscitato l’interesse di numerose aziende italiane, fra queste la Ferrero, che qui hanno realizzato stabilimenti produttivi. Proprio il porto di Kribi, inoltre, è la naturale piattaforma logistica internazionale a favore di paesi limitrofi che non hanno l’accesso al mare, soprattutto Ciad, Repubblica Centrafricana, Gabon, Guinea Equatoriale e Congo Brazzaville.

Circa un mese addietro ho incontrato la delegazione del Comitato ufficiale del Gemellaggio della città di Kribi, in visita a Taranto, guidata dal dott. Théophile Ngoauah-Ngally, avendo così modo di conoscere e valutare le opportunità di crescita e di sviluppo per Taranto derivanti da un suo eventuale gemellaggio con la città africana. Il progetto per il gemellaggio è stato elaborato per il Comitato di Kribi dal dott. Giuseppe Scornavacca dello Studio di progettazione integrata.

Ho così appreso che nello scorso marzo il Consiglio Comunale di Kribi si è impegnato formalmente alla sottoscrizione di un protocollo di accordo di gemellaggio con la città di Taranto, costituendo all’uopo un Comitato promotore.

Un gemellaggio tra Taranto e Kribi potrebbe rappresentare una importante occasione di sviluppo economico e culturale per la nostra città.

In primis per lo sviluppo del nostro porto che così sarebbe preferito a quello del Pireo come punto di arrivo in Europa delle navi provenienti da Kribi, evento che si inserirebbe perfettamente nel piano di diversificazione dei traffici marittimi dell’Autorità portuale.

In altero per lo sviluppo della sede universitaria jonica che potrebbe, implementando l’offerta formativa, andare a intercettare parte dei flussi degli studenti camerunensi che, soggiornando per lunghi periodi nella nostra città, rappresenterebbero anche un benefico flusso economico per le attività commerciali e per il mercato immobiliare locale.

Per questo con la mia mozione chiederò che il Consiglio comunale di Taranto impegni formalmente, con un proprio atto di indirizzo politico-amministrativo, l’Amministrazione Comunale ad aderire alla proposta di gemellaggio avanzata dal Comune di Kribi con delibera n. 016 del 29 marzo 2018, predisponendo all’uopo il Comitato per il gemellaggio.

L’auspicio è che, con senso di responsabilità, il Consiglio comunale approvi questa mozione dando così alla nostra città una importante occasione di sviluppo economico e culturale.

Floriana de Gennaro - Capogruppo consiliare

Gruppo Indipendente per Taranto

Il gruppo “Indipendenti per Taranto” continua distinguersi per azioni vuote e ostili al Sindaco con il quale si sono candidati e sono risultati in seguito eletti.

Ben tre presidenze di commissioni, gestite sin qui sommariamente a detta di gran parte dei loro colleghi di maggioranza, scarsamente produttive, nessuna competenza apprezzabile, incarichi ricevuti per accordi politici all’interno del Consiglio, non certo per merito. E una delega extra Giunta che si è dovuto ritirare perché condotta con grave e personalistica interferenza all'azione di governo.

I rapporti con questi cinque esponenti si deteriorano già al ballottaggio, a causa di loro confuse strategie politiche, poi soprattutto durante le consultazioni di luglio scorso per formare la Giunta. Nessuno di loro godeva dei requisiti da me ritenuti sufficienti. Anzi, quando tra associazioni e parti sociali avanzo l’ipotesi di qualcuno di loro vengo fermato con preoccupazione. Nessuna poltrona per loro dunque e da allora si servono vigliaccamente delle peggiori figure per aggredire il Sindaco.

Nonostante questo, per il bene della città vengono coinvolti, come detto, con deleghe fuori Giunta, con presidenze di commissioni, con riunioni dedicate a loro, perché questi consiglieri non volevano partecipare a riunioni insieme alla maggioranza. A nulla è servito.

Hanno effettuato la richiesta di accesso agli atti sul bando Amat a gennaio, facendo perdere alla città un professionista di altissimo livello, strumento legittimo ma tipico della più bieca opposizione, che per altro svolgono affidandosi a suggeritori occulti tristemente noti in città, sempre votati al discredito delle Istituzioni e delle vite delle persone che. Rinunciamo a quel professionista per evitare alla comunità tensioni che quei personaggi sono bravissimi a creare. Come spiegare ai cittadini che una banale dimenticanza, che in un clima costruttivo e di maggior serenità avrebbe potuto tranquillamente essere affrontata e spiegata, ha privato la partecipata di grande slancio, e che ne paghiamo oggi le conseguenze?

Il loro atteggiamento ostile nei fatti non è mai mutato: avevano assicurato, ad esempio, che mai avrebbero votato una mozione di sfiducia contro un mio Assessore, e il giorno dopo avermelo garantito, in Consiglio hanno votato compatti per la discussione di quella mozione. L'ennesima vana pagliacciata, perché l’Assessore gode della mia massima fiducia e non lo avrei sollevato dall’incarico, che resta strettamente fiduciario, per nulla al mondo. Sanno solo screditare, fare rumore, non hanno la stoffa per discutere di Ilva, porto, altre infrastrutture, piani strategici, macchina amministrativa, sanno convocarti solo per chiederti interventi che non sono di competenza del Civico Ente o non al passo con l'attualità. Davvero imbarazzante.

Altra barzelletta politicante, il voto del bilancio preventivo con riserva. Gente che si fa votare con una coalizione, che approva un programma amministrativo e poi esprime riserva su atti che, se letti, di certo non sono nemmeno stati compresi.

Poi minacce velate e non al Sindaco, fatte giungere tramite consiglieri, social network, personaggi noti alle cronache, ogni giorno di questo primo anno di mandato, ogni santo giorno. A tutto abbiamo sempre preferito non replicare, se non attraverso la formulazione di querele, quando ritenuto indispensabile.

Con la nuova richiesta di accesso agli atti del CdA di Amat gli Indipendenti commettono l'errore strategico di mostrarci che il loro accanimento non ha nulla a che vedere coi bisogni della città, perché se avessero un minimo a cuore Taranto, avrebbero notato il totale immobilismo ed anacronismo della partecipata.

E ancora, la mancata solidarietà dopo le aggressioni ricevute. Certamente atto non sentito, non necessariamente dovuto e nemmeno richiesto, ma almeno da un gruppo che si definisce di maggioranza non ci si aspetta dichiarazioni di segno opposto.

In ultimo, lo spettacolo indegno di questa mattina in Consiglio Comunale: i cinque esponenti ad ogni votazione lasciavano l’aula per non dover votare gli emendamenti. Chissà se nelle loro laute indennità è ricompresa la voce "teatro sperimentale".

La pazienza è finita. Ogni decenza è stata calpestata perché va bene tutto ma il fango mediatico e pressioni di altra natura non li accetto più. Non mi faccio intimidire da alte cariche pubbliche o dalle forze oscure ancora in azione in questa città da vent'anni, figuriamoci se mi lascio intimorire da loro.

Per me nei fatti sono opposizione. La più meschina. Quella che ti attacca dall’interno. Possono dire e fare ciò che vogliono, ma la realtà è che sottolineano sempre di essere maggioranza solo per tenere le loro posizioni in commissione o guadagnare spazi.

Governo finché ci sono i numeri minimi e senza farmi ricattare. Finché ci saranno questi presupposti, bene, sempre senza vetrine, passerelle e altri inconcludenti approcci. Altrimenti, la città merita altro, non un Sindaco imbrigliato e costantemente ricattato. Una condizione che non consente di lavorare serenamente e pienamente.

Inutile dire che non mi abbasserò a rispondere ulteriormente a questi signori, alle loro letterine a mezzo stampa e messaggi trasversali non gli serviranno ad ottenere posti in Giunta o nelle partecipate. E quelli tra loro che già mi cercano sottobanco assumessero il coraggio delle loro azioni o nessun dialogo sarà mai possibile. Prendessero pubblicamente e definitivamente le distanze da certi metodi e certi personaggi che macchiano la serenità ed il rilancio di questa città, non abbiamo fintanto altro da dirci.

Si sono fatti rinchiudere in un vicolo cieco politico ed etico.

Dopo il confronto franco e costruttivo della
scorsa settimana con la vera ed unica maggioranza, si deve recuperare dignità e valore per il perimetro programmatico entro il quale queste sane forze politiche si esprimono con responsabilità dall'inizio del mandato del Sindaco, e a loro il ringraziamento per l'esemplare atteggiamento odierno.

Questa chiarezza la dovevo alla città, non al gruppo richiedente compulsivo di accesso agli atti e amante del teatro sperimentale.

Nella odierna seduta consiliare il Gruppo Indipendente per Taranto, cui aderiscono cinque consiglieri comunali, ha unanimemente espresso parere favorevole in ordine al bilancio oggetto di approvazione.

Nel suo intervento il capogruppo, Floriana de Gennaro, dopo aver stigmatizzato l’assenza del Sindaco dallo scranno del Primo cittadino, ha auspicato l’approvazione di un “atto di indirizzo” affinché in futuro, in occasione dell’approvazione di importanti documenti contabili, tutti i Consiglieri comunali possano riceverli con un adeguato anticipo in moda poterli studiare.

Proprio il grave ritardo con cui è stato predisposto e portato all’approvazione il Bilancio di previsione, ha obbligato i consiglieri a «dover esaminare in pochissimi giorni – ha detto Floriana De Gennaro – una valanga di dati, certamente di non facile lettura, e tutto questo mentre eravamo bersagliati dai pareri negativi dei revisori, contrastanti con quelli positivi dati dalla competente struttura amministrativa dell’Ente», una situazione di stress che ha portato, nell’ultima seduta consiliare, alla degenerazione dei toni della assemblea.

In tale occasione il Gruppo Indipendente per Taranto ha chiesto e ottenuto il rinvio della discussione del bilancio di previsione, un lasso di tempo che ha consentito di poter analizzare meglio i dati contabili e aderire al rimedio contenuto negli emendamenti riguardo al costante controllo dell’effettività delle coperture finanziarie.

«Questo consentirà di monitorare – ha poi detto Floriana de Gennaro – le preoccupazioni espresse dai revisori dei conti in ordine all’effettività delle entrate ed alla conseguente copertura delle spese, anche se non è quello che avremmo voluto se avessimo avuto il tempo di una maggiore ponderazione».

Nonostante ciò il Gruppo Indipendente per Taranto ha deciso di votare in modo favorevole perché «non approvare il bilancio – ha detto Floriana de Gennaro – significa condannare il nostro Comune al commissariamento e, quindi, alla perdita dello stimolo del consenso politico sottostante ad ogni formazione democratica. Non pensiamo che questa sia la scelta migliore per la nostra Città in quanto vi sono da affrontare decisioni importanti che involgono il futuro di noi tutti, soprattutto dovute all’insediamento della nuova dirigenza alla guida dell’ILVA».

Un voto favorevole nonostante che il Gruppo Indipendente per Taranto, pur facendo parte della maggioranza, non è direttamente coinvolto nelle attività di governo della città né di sottogoverno, né tanto meno ha mai chiesto ed avuto altri incarichi se non quelli di Consiglieri connessi alla nostra riuscita elettorale.

Floriana de Gennaro ha infatti sottolineato che «nulla abbiamo chiesto, né avremmo potuto chiedere, in cambio di un voto favorevole che non facesse sciogliere il Consiglio. Facciamo parte della maggioranza, anche se non di quella di governo, per cui l’eventuale scioglimento del Consiglio ci vedrebbe sullo stesso piano dell’opposizione in quanto non perderemmo, come loro, il governo di questa città che già non ci appartiene se non nel sostegno politico a questa giunta ed al suo Sindaco».

«Eppure – ha poi detto il capogruppo del Gruppo Indipendente per Taranto – avremmo potuto far leva, e non l’abbiamo fatto, sul nostro peso per rivendicare quanto spetterebbe ad una qualsiasi forza a sostegno della maggioranza, soprattutto se questa rappresenta il secondo gruppo per consistenza dell’intero consiglio, ed invece riteniamo di approvare, senza alcuna contropartita questo bilancio, assumendone tra l’altro, ed a differenza dell’opposizione, le relative responsabilità».

«Tanto lo facciamo – ha concluso Floriana de Gennaro – per rispetto della città, dei nostri cittadini e di tutti coloro che ritengono che la perdita di una guida democratica in favore di una burocratica sia la peggiore ulteriore iattura per il futuro sviluppo della nostra collettività».

Intervento del capogruppo, Floriana de Gennaro

Signor Presidente del Consiglio, Signori assessori, colleghi consiglieri.

Il Gruppo Indipendente per Taranto è tenuto ad assumere una posizione ben precisa e chiara nei confronti dei propri elettori e di questo Consiglio in ordine al proprio voto di approvazione o meno del bilancio di previsione per gli anni 2018-2020 ed agli emendamenti proposti in Commissione straordinaria bilancio in seguito ai rilievi ed osservazioni mossi dai revisori dei conti che si sono pronunciati in termini negativi.

Prima di chiarire la nostra posizione politica è necessario soffermarsi su alcune osservazioni metodologiche che dovranno, secondo noi, essere da monito per futuri identici appuntamenti che riguardano i conti dell’Ente e che per questo attengono alla dimensione di sviluppo dell’Ente e di salvaguardia della sua tenuta.

In primo luogo riteniamo che vada affermato un principio di rispetto per noi tutti Consiglieri, alla maggioranza o all’opposizione che si appartenga, in ordine alla possibilità di chiaro discernimento di quelli che sono gli atti fondamentali che investono, non solo il futuro economico della nostra Comunità, ma anche la nostra serenità personale insieme a quella delle nostre famiglie, atteso che siamo chiamati ad esprimere il nostro consenso o meno in ordine a questioni di fondamentale importanza che riguardano la nostra responsabilità amministrativo-contabile, e quindi patrimoniale.

La legge, nel caso del bilancio oggetto dell’odierna approvazione, fissa limiti temporali ben precisi, e cioè il 31 marzo di ogni anno. Questo vuol dire che il legislatore ha ritenuto che tre mesi dalla chiusura dell’esercizio precedente fossero per l’Ente sufficienti per la programmazione degli esercizi a venire.

D’altronde non è dato poter pensare di programmare qualcosa se non all’inizio dell’esercizio.

Ci rendiamo conto che il lavoro di raccolta dei dati è immane, ed in considerazione di ciò non vogliamo affatto riversare le ragioni del ritardo sul personale, bensì su come il personale è organizzato e sulla necessità che siano ancor più valorizzata la multidisciplinarietà e la formazione del personale e quindi migliorare le loro competenze, in modo tale che i loro compiti si completino al più tardi entro i primi giorni di febbraio, così come avviene per la gran parte degli Enti Pubblici, soprattutto statali, consentendo quindi ai revisori di fare le proprie valutazioni ed a noi Consiglieri di poter prendere in considerazione quanto di lì a poco saremo tenuti ad approvare.

E’ per questo che sul punto intendiamo preannunciare un atto di indirizzo che prescriva scadenze ben precisa per lo svolgimento dei subprocedimenti che anticipino l’esame del documento finale da parte del Consiglio, in modo tale che, nel rispetto delle proposte che perverranno dalla maggioranza stessa e della necessità di controllo da parte anche delle opposizioni il documento assuma vere caratteristiche di atto politico programmatico, superando in tal modo logiche di mera convalidazione di scelte rimesse a soggetti diversi dal Consiglio che, invece, ne ha specifica competenza hai sensi dell’art. 42 del TUEL.

Quello che ancora una volta è avvenuto quest’anno è l’acquisizione del materiale oggetto d’approvazione da parte di noi tutti Consiglieri a termine ormai scaduto, con la premura di dover esaminare in pochissimi giorni una valanga di dati, certamente di non facile lettura, e tutto questo mentre eravamo bersagliati dai pareri negativi dei revisori, contrastanti con quelli positivi dati dalla competente struttura amministrativa dell’Ente.

La degenerazione della discussione, causata anche dallo stress determinatosi in ragione del ristretto arco temporale a disposizione per l’approvazione, è da ultimo sfociata nei toni avutisi nell’ultimo Consiglio Comunale dove si è arrivati al punto da aprire una querelle in merito alle conoscenze contabili dei professionisti a vario titolo coinvolti a rendere i loro pareri.

Tanta confusione potrebbe essere per noi Consiglieri un facile alibi per sottrarci dalle nostre responsabilità di amministratori a tal punto che, anche approvando un qualcosa di non corretto, ciò troverebbe attenuazione nella confusione che ha investito i professionisti, figuriamoci comuni cittadini eletti come Consiglieri comunali, retrocedendo a colpe lievi le nostre responsabilità.

Noi del Gruppo Indipendente questo non lo vogliamo, in quanto intendiamo perorare la via della responsabilità e non certamente quella di facili giustificazioni che ci esonerano dal peso del compito che ci compete. Vogliamo capire e ben comprendere in futuro la correttezza della sintesi del dato contabile che è sottoposto alla nostra approvazione al fine di meglio regolarci, e tanto per poter agire come ci richiedono, e da buoni padri e madri di famiglia, non spendendo soldi se non siamo sicuri di averli disponibili, affermando, per altro verso, il ruolo di indirizzo e programmazione che a noi è stato demandato e che può svolgersi attraverso scelte condivise ed attentamente valutate.

In merito al voto che il nostro Gruppo unanimemente ha deciso di esprimere in ordine al bilancio oggetto di approvazione è, malgrado ciò, favorevole.

Ci teniamo a chiarire il perché di tale scelta in modo tale che la stessa sia ben compresa come decisione di carattere politico che nulla ha a che fare con comportamenti “ricattatori” non a noi ad uso.

In linea con quanto sopra detto, abbiamo per primi promosso un rinvio della discussione del punto perché avevamo necessità di comprendere ancor meglio quale fosse la portata dei discordanti pareri espressi dai revisori e dai dirigenti del Comune. Abbiamo avuto, anche in questo caso, poco tempo ed abbiamo aderito al rimedio contenuto negli emendamenti riguardo al costante controllo dell’effettività delle coperture finanziarie. Questo consentirà di monitorare le preoccupazioni espresse dai revisori dei conti in ordine all’effettività delle entrate ed alla conseguente copertura delle spese, anche se non è quello che avremmo voluto se avessimo avuto il tempo di una maggiore ponderazione.

Non approvare il bilancio significa però condannare il nostro Comune al commissariamento e, quindi, alla perdita dello stimolo del consenso politico sottostante ad ogni formazione democratica. Non pensiamo che questa sia la scelta migliore per la nostra Città in quanto vi sono da affrontare decisioni importanti che involgono il futuro di no tutti, soprattutto dovute all’insediamento della nuova dirigenza alla guida dell’ILVA. Un anno è lungo da passare fino alle prossime elezioni e non possiamo permetterci di perdere anche questo treno.

Ci teniamo a sottolineare come sia estremamente complessa la scelta del nostro Gruppo e quanto tale scelta abbia caratteristiche squisitamente politiche.

Il nostro Gruppo, sia pur appartenente alla maggioranza, non è direttamente coinvolto nelle attività di governo della città né di sottogoverno. Non abbiamo chiesto ed avuto altri incarichi se non quelli di Consiglieri connessi alla nostra riuscita elettorale. Nulla abbiamo chiesto, né avremmo potuto chiedere, in cambio di un voto favorevole che non facesse sciogliere il Consiglio. Facciamo parte della maggioranza, anche se non di quella di governo, per cui l’eventuale scioglimento del Consiglio ci vedrebbe sullo stesso piano dell’opposizione in quanto non perderemmo, come loro, il governo di questa città che già non ci appartiene se non nel sostegno politico a questa giunta ed al suo Sindaco.

Eppure avremmo potuto far leva, e non l’abbiamo fatto, sul nostro peso per rivendicare quanto spetterebbe ad una qualsiasi forza a sostegno della maggioranza, soprattutto se questa rappresenta il secondo gruppo per consistenza dell’intero consiglio, ed invece riteniamo di approvare, senza alcuna contropartita questo bilancio, assumendone tra l’altro, ed a differenza dell’opposizione, le relative responsabilità.

Tanto lo facciamo per rispetto della città, dei nostri cittadini e di tutti coloro che ritengono che la perdita di una guida democratica in favore di una burocratica sia la peggiore ulteriore iattura per il futuro sviluppo della nostra collettività

Taranto, lì 27 aprile 2018

Il Gruppo Indipendente per Taranto si congratula per la splendida affermazione degli atleti tarantini alla quinta edizione dei Campionati Europei di ju jitsu, specialità random attacks, tenutasi il 14 e 15 aprile scorsi a Tilburg, in Olanda, manifestazione che ha visto gareggiare sul tatami atleti provenienti da buona parte d'Europa.

Il random attacks è una particolare specialità del ju jitsu: si tratta di tecniche di autodifesa che vengono messe in atto dai concorrenti sul tatami rispondendo ad attacchi casuali, da qui il nome della specialità, scelti dalla giuria tra una lista di 40 attacchi codificati.

Ai Campionati Europei sono stati assegnati otto titoli individuali, 4 maschili e altrettanti femminili, nelle categorie Giovani, Junior, Senior, Master: di questi ben tre titoli europei sono stati conquistati da atleti tarantini, mentre altri tre sono saliti sul podio vincendo medaglie di argento e di bronzo!

Tre le medaglie d’oro conquistate a Tilburg da atleti tarantini: Sara Gentile che ha così conquistato il titolo di “Campionessa Europea Categoria Junior Femminile”, Gabriele Corona “Campione Europeo Categoria Junior Maschile” e Alessandro Blasi “Campione Europeo Categoria Young”.

Medaglia d’argento per Ruben Cassano nella “Categoria Seniores”, mentre hanno conquistato la medaglia di bronzo Alex Pio Longo nella “Categoria Junior” e “Cosimo D'alessandro nella “Categoria Master”.

Oltre ai vincitori di medaglie, ai Campionati europei di Tillburg hanno partecipato, sempre allenati dal coach Massimo Cassano, altri cinque atleti tarantini: Riccardo Catapano, Giuseppe Fiusco, Sabrina Notaristefano, Morena De Mitri e Joshua Cassano.

La consigliera comunale Floriana de Gennaro, capogruppo del Gruppo Indipendente per Taranto, commentando l’affermazione ha dichiarato «salutiamo con grande soddisfazione lo strepitoso successo a livello europeo di questi atleti tarantini, un’affermazione che ci inorgoglisce. È un autentico trionfo che deve essere di esempio a tutti i tarantini: alla lunga l’impegno e il sacrificio, soprattutto se operati sotto la guida di un esperto coach, vengono sempre ripagati!».

Il Gruppo Indipendente per Taranto ha preso atto, con grande preoccupazione dei rilievi, osservazioni e suggerimenti che hanno portato i revisori dei conti del Comune di Taranto ad esprimere un parere sfavorevole sulla proposta di Bilancio di previsione 2018-2020.

Il Gruppo Indipendente per Taranto avrebbe voluto dare un suo contributo alla riflessione sull’importante questione in occasione della riunione dei capigruppo di maggioranza tenutasi lo scorso martedì 17 aprile, in coincidenza con il ricevimento del parere dei revisori; ma questo incontro si è tenuto in assenza del suo capogruppo che non è stato convocato, al momento si ignorano le motivazioni di questa inadempienza, impedendogli così di poter partecipare alla discussione.

Per questo motivo il Gruppo Indipendente per Taranto si è visto costretto a comunicare la sua posizione agli altri Consiglieri comunali inviando loro una lettera, informandoli che il non ritiene di esprimere il proprio voto favorevole in Consiglio comunale in ordine ad un bilancio soggetto ad osservazioni non certo edificanti.

Il Gruppo Indipendente per Taranto è consapevole dell’importanza che assume il documento contabile oggetto di approvazione e della responsabilità che incombe su tutti consiglieri comunali nel dover esattamente e puntualmente contribuire a disegnare il futuro sviluppo della Città.

Il Gruppo Indipendente per Taranto intende fare ciò non a tutti i costi, ma nella responsabile consapevolezza, anche nei riguardi delle famiglie di appartenenza, dell’importanza del ruolo che ognuno dei suoi cinque consiglieri comunali è stato chiamato a svolgere.

La posizione del Gruppo Indipendente per Taranto non è certo di chiusura ma di massima apertura, in quanto non si tratta di costruire muri ma di superare ostacoli, perché il buon senso di un qualsiasi cittadino non suggerirebbe certo di prestare il proprio assenso ad un documento economico programmatico che non consente di proiettare la comunità, secondo il parere dei revisori, nemmeno di qui alla prossima settimana.

Non si tratta di mancanza di coraggio, ma di senso di responsabilità, non solo nei riguardi delle famiglie per le nefaste ricadute che ne deriverebbero qualora approvassimo un bilancio programmatico senza l’adeguato parere favorevole dei revisori, ma, in principal modo, nei riguardi dei Tarantini che dal loro Consiglio comunale si aspettano tutt’altro.

Il Gruppo Indipendente per Taranto è disponibile, come tra l’altro ha sino ad oggi dimostrato, a rimboccarsi le maniche ed a lavorare sodo per poter demolire e ricostruire un documento di programmazione in modo da superare le criticità riscontrate.

Intende fare ciò, come già detto, per senso di responsabilità, a prescindere dalle condotte divisive che hanno visto il Gruppo Indipendente per Taranto escluso da un confronto comune e democratico con la stessa maggioranza di cui fa parte.

Questo potrà avvenire semplicemente rinviando la seduta del Consiglio Comunale indetta per domani, 19 aprile p.v., appellandosi al senso di responsabilità al fine di riformulare una proposta di bilancio che trovi parere favorevole dei Revisori.

Continua l’azione in Consiglio comunale del Gruppo Indipendente per Taranto, composto da cinque consiglieri comunali, volta esclusivamente a tutelare gli interessi dei cittadini che li hanno eletti, con coerenza e trasparenza assolute, lontana da giochetti di corridoio.

Nella seduta odierna “question time” la capogruppo Floriana de Gennaro ha presentato una mozione per chiedere la riapertura dell’Ufficio comunale al Borgo, per i servizi anagrafici e rilascio di carte d’identità, un tempo attivo in via Acclavio, che, per non gravare sul bilancio comunale, potrebbe essere realizzata utilizzando locali già di proprietà dell’Amministrazione e trasferendo personale di altri uffici comunali.

Questo provvedimento amministrativo, oltre a decongestionare gli altri uffici comunali, andrebbe a favorire la popolazione di un quartiere, il Borgo umbertino, composta prevalentemente da anziani, persone che hanno oggettive difficoltà a spostarsi in città.

Nell’occasione il Sindaco Rinaldo Melucci ha informato la consigliera Floriana de Gennaro che la cosa è già alla sua attenzione che, al riguardo, avrebbe avviato un percorso con il dirigente per verificarne la fattibilità, anche se al momento non sa ancora definire i tempi e la modalità di una eventuale riapertura.

Per questo la consigliera Floriana de Gennaro ha SOSPESO la mozione e, commentando in seguito l’accaduto, ha dichiarato «apprezzando la buona volontà del Sindaco Melucci, per questo ho rinnovato la fiducia nei suoi confronti sospendendo il provvedimento è dichiarando “il Gruppo Indipendente per Taranto, infatti, vigilerà sui tempi della riapertura degli uffici comunali al Borgo e non solo ma anche delle altre borgate a tutela dei tanti cittadini di tutta Taranto che se ne servirebbero evitando disagi».

«Se fossi stata un inviato di Striscia alla Notizia alla ricerca di disfunzioni della macchina amministrativa – ha concluso Floriana de Gennaro – oggi avrei consegnato a Rinaldo Melucci un bel fazzoletto con tanto di nodo- sorridendo il capogruppo Floriana De Gennaro continua- lavoreremo per il bene di questa città è lo faremo con la freschezza e la trasparenza che ci contraddistingue come gruppo perché il nostro solo intanto è fina dal primo giorno Taranto e i tarantini”.

Nel “question time” odierno un’altra mozione è stata presentata da Federica Simili, componente del Gruppo Indipendente per Taranto, per l’apertura di una “Casa delle Studente” a favore dei tanti universitari fuorisede che vengono nella nostra città a studiare.

Pur apprezzando la convenzione stipulata dall’Amministrazione comunale con un noto albergo cittadino a favore di 30 posti letto per gli universitari, Federica Simili ha chiesto che venga individuata, tra le tante proprietà inutilizzate del patrimonio comunale del Centro Storicoù, una da adibire a “Casa delle studente” per dare ospitalità agli studenti fuorisede.

La mozione di Federica Simili è stata approvata dal Consiglio comunale con 19 voti favorevoli, un voto trasversale nell’esclusivo interesse della città, che infatti ha registrato l’astensione di soli 4 consiglieri: Bitetti, Mele, Cataldino e Ciraci…

Commentando l’esito favorevole della votazione Federica Simili ha dichiarato «pur non avendo ancora una Università tutta tarantina e di questo me ne rammarico, ritengo utile che Taranto cominci a dotarsi di quegli strumenti tipici di una moderna città universitaria, un fattore di sviluppo che non può che portare benefici all’immagine complessiva del nostro territorio. Peraltro, dando la possibilità a tanti studenti fuorisede “pendolari” di vivere in città, daremo un piccolo contributo a quel commercio di prossimità che continua a soffrire gli effetti della crisi».

Federica Simili ha concluso sottolineando come questo sia «un importante passo in avanti non solo per gli studenti ma soprattutto per la città vecchia che finalmente potrebbe ripopolarsi riscoprendo una nuova vita attorno a quel progetto culturale e di rigenerazione condiviso da tutti”.

È in Consiglio comunale che avviene il confronto tra i Consiglieri comunali e il Sindaco con la sua giunta, non sui giornali mediante comunicati stampa!

Leggiamo basiti un comunicato dell’Assessore comunale alle Partecipate, Massimiliano Motolese, in cui lo stesso afferma che “non c’è stata alcuna illegittimità amministrativa nella scelta del professor Roberto Fazioli come presidente del cda di Amat”…

La vicenda è nata, come è noto, da una interrogazione presentata nell’ultimo Consiglio comunale, il 1° febbraio scorso, dal consigliere comunale Cataldo Fuggetti di “Gruppo Indipendente per Taranto”, che aveva segnalato presunte irregolarità che sarebbero avvenute nell’iter che ha portato alla nomina del presidente dell’AMAT nella persona di Roberto Fazioli, irregolarità evinte dopo che lo stesso Fuggetti aveva chiesto e ottenuto l’accesso agli atti amministrativi.

Nella interrogazione e nella relativa nota stampa Cataldo Fuggetti aveva dichiarato che, dall’analisi degli atti, era risultato che Roberto Fazioli aveva sottoscritto, nella proposta di candidatura inviata al Comune di Taranto, la dichiarazione “di non aver riportato condanne penali e di non essere a conoscenza di essere stato sottoposto a procedimenti penali (in caso affermativo devono essere indicati)”, mentre lo stesso Fazioli è sottoposto a ben tre processi penali: in pratica una dichiarazione mendace e non un semplice errore!

Come l’assessore Motolese dovrebbe ben sapere, rispetto ai tre processi penali in corso il Fazioli può essere tranquillamente nominato presidente dell’AMAT, in quanto il nostro sistema giuridico prevede la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva, fermo restando che la natura dei reati contestati al Fazioli, tra i quali bancarotta rispetto a società pubblica, consiglierebbe comunque una maggiore prudenza al Sindaco e allo stesso Motolese…

Infatti il problema contestato da Cataldo Fuggetti non è l’eleggibilità del Fazioli, quanto la sua dichiarazione mendace contenuta negli atti amministrativi del Comune di Taranto, una grave omissione che, con estrema superficialità, l’assessore Motolese descrive nel suo comunicato come “un mero errore del Dottor Fazioli”.

D’altronde, come non dare ragione a Massimiliano Motolese: a chiunque può capitare, compilando un curriculum ex lege, di non ricordarsi di essere sottoposto a tre processi penali…

Ci sarebbe da ridere se queste dichiarazioni non arrivassero da una persona che ricopre un incarico con enormi responsabilità verso la comunità!

L’unica notizia positiva che apprendiamo dal comunicato dell’Assessore Motolese è che “in ogni caso il Comune ha trasmesso il fascicolo relativo alla nomina alla magistratura per gli opportuni approfondimenti”: ma se non c’è nulla di illegittimo o illegale, perché scomodare la magistratura?

In base al principio di trasparenza che dovrebbe guidare l’amministrazione della cosa pubblica, l’interrogazione del consigliere Cataldo Fuggetti era tesa a rendere nota questa situazione ai colleghi consiglieri in quanto questo costituisce un suo preciso dovere quale pubblico ufficiale, e a chiedere a chi era politicamente responsabile della nomina di Fazioli di venirne a riferire in Consiglio comunale.

Ma a quanto pare l’Assessore Massimiliano Motolese ritiene che la vexata quaestio sia da ritenersi chiusa con il suo comunicato …

Così non è: Assessore Motolese, è in Consiglio comunale che lei deve rispondere, non con un comunicato stampa, come peraltro prevede il Regolamento comunale, o per iscritto o in una seduta consiliare Question Time, proprio quello che Cataldo Fuggetti ha chiesto!

Ma l’interrogazione di Cataldo Fuggetti pare aver creato imbarazzo non solo all’assessore Massimiliano Motolese, ma anche al Presidente del Consiglio comunale Lucio Lonoce…

Ieri, infatti, c’è stata una Riunione dei Capigruppo nella quale è stato deciso di convocare la seduta consiliare del Question Time per il 20 febbraio, venti giorni dopo la seduta in cui Cataldo Fuggetti ha depositato l’interrogazione urgente:

Sono tanti venti giorni, ma è in corso la campagna elettorale, e i Tarantini dovranno aspettare…

Sono tanti gli interrogativi che l’interrogazione di Cataldo Fuggetti ha creato: se ne discuta subito in Consiglio comunale, non tra due settimane!

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