Quando si parla di Taranto, si parla sempre di Ilva e al massimo di Tempa Rossa, ma a Taranto c’è un altro enorme problema altrettanto grave, ma sottaciuto.

La Provincia di Taranto è la provincia in cui viene smaltita la maggiore quantità di rifiuti urbani e speciali di tutta Italia.

Di un milione e mezzo di tonnellate di rifiuti smaltiti in Puglia nel 2016, oltre 1.300.000 tonnellate sono stati smaltiti nella Provincia di Taranto, più dell’80%. Senza considerare le discariche Ilva, gli inceneritori, gli impianti industriali di compostaggio con capacità che vanno ben oltre il fabbisogno provinciale.

I rifiuti provengono dalle altre province e da oltre regione.
Come se non bastasse, negli ultimi giorni abbiamo avuto l’ampliamento della discarica di Grottaglie-San Marzano, l’ampliamento della discarica Italcave di Taranto e Statte, un ulteriore inceneritore di rifiuti speciali a Massafra, la paventata riapertura della discarica Vergine situata tra Lizzano, Fragagnano e Monteparano, già sotto sequestro, e non finisce qui, ci sono anche altri procedimenti di ampliamenti di discariche e aperture di nuovi inceneritori in corso.

Vogliamo essere chiari.
Tutto ciò va ben oltre qualsiasi fabbisogno territoriale!

Siamo oggetto di discriminazione ambientale e sanitaria. Non si capisce perché dobbiamo essere considerati area di sacrificio regionale e nazionale. Oltre ai veleni dell’Ilva, dell’Eni, della Cementir, dobbiamo respirare anche quelli delle discariche e degli inceneritori.

Non devono essere più autorizzati nuovi impianti di smaltimento di rifiuti.

Mai, pur avendolo ripetutamente richiesto, è stato possibile incontrare il Presidente della Regione Puglia.

Per riconvertire economicamente Taranto non si può prescindere dal risolvere il problema dei rifiuti e andare verso un’economia circolare: riduzione, riuso riciclo e recupero, creazione di posti di lavoro puliti, avvio di un’economia virtuosa fondata sul rispetto della salute e dell’ambiente.

Tutto ciò è possibile, ce lo impone anche l’Europa, ma in Puglia è del tutto disatteso.

Proponiamo il ritorno a sei ATO provinciali nella Regione Puglia, in modo che ogni provincia possa gestire autonomamente i propri rifiuti e andare verso un’economia circolare.

Il ritiro della delega alla Provincia per il rilascio delle autorizzazioni sullo smaltimento rifiuti perché un ente non eletto dai cittadini non può decidere sulla nostra salute.

L’approvazione di un’efficace legge regionale sulle emissioni odorigene.

Data la situazione disastrosa della nostra provincia, le decisioni devono essere prese insieme ai cittadini.
Noi siamo qua e attendiamo risposte. 

II Movimento Ambientale Jonico è la risposta dei cittadini all’ennesimo scellerato attacco ambientale perpetrato ai danni del territorio jonico.

Ancora una volta le lobbies e gli interessi economici prevalgono sulla volontà popolare di un territorio evidentemente stanco di essere considerato la pattumiera d’Italia.

Le forti mobilitazioni di questi ultimi anni contro i diversi ampliamenti della discarica di Grottaglie ex Ecolevante, hanno influenzato in modo determinante le attuali politiche amministrative comunali; tanto è vero che 11 comuni della provincia hanno esplicitamente assunto una posizione politica chiaramente contraria a qualsiasi forma di ampliamento, oltre ad aver sottoscritto un diniego tecnico all’ultima richiesta di sopralzo della società di gestione. Una volontà totalmente ignorata dalla provincia.

L’ottimizzazione del profilo orografico per il deflusso delle acque meteoriche, non è altro che un sopralzo equivalente all’altezza di una palazzina di 5 piani.
Con gravi conseguenze sotto l’aspetto paesaggistico, urbanistico, e sanitario di una zona di rilevanza archeologica attraversata dall’antica via Appia.
Un altro milione e mezzo di metri cubi di rifiuti speciali che si aggiunge ad altri 4 milioni già smaltiti.
Altri 16 anni di attività, come se 20 non bastassero per compromettere irrimediabilmente l’ambiente e la salute dei cittadini.

A fronte di una continua disinformazione dilagante invitiamo, quindi, cittadini, associazioni, coordinamenti, forze politiche e sindaci del territorio a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà sabato 21/04/2018 alle ore 18:30 presso la sala convegni del castello Episcopio di Grottaglie (TA).

Certi che l’apprezzabile presa di coscienza da parte di alcuni politici locali non sia sufficiente, riteniamo necessaria una consistente mobilitazione popolare. Per tanto, invitiamo tutti a partecipare alle varie iniziative di lotta che il coordinamento è intenzionato a portare avanti

Apprendiamo con piacere che la mozione contro l'ottimizzazione orografica della discarica Ex Ecolevante, di cui si è fatto portavoce il consigliere Regionale Mino Borraccino e sottoscritta da tutti e nove i consiglieri Jonici, è stata approvata all'unanimità durante il consiglio regionale.

Tutto il consiglio regionale esprime dissenso contro l'ampliamento della discarica di Grottaglie e contro il metodo grottesco che ha caratterizzato l'iter autorizzativo.

Un' atto di indirizzo politico chiaro, netto e che pretende un segnale di discontinuità contro la politica degli ampliamenti messa in campo da Tamburrano, tutto a danno di un territorio che soffoca tra i rifiuti e che si ribella insieme alle sue amministrazioni.

Il Presidente Emiliano deve farsi carico di questa volontà, espressa sia dai membri della sua maggioranza che dall'opposizione, e impugnare l'atto autorizzativo che anche all'opinione pubblica è sembrato alquanto disconnesso con la realtà.

La determina N°45 del 5 Aprile 2018 va bloccata soprattutto in virtù del contrasto che si viene a creare con le linee guida della Regione in ambito di gestione dei rifiuti speciali, le quali non prevedono più autorizzazioni per la Provincia di Taranto.

Riteniamo opportuno, anche, che oltre a impugnare l'atto, il Presidente debba avocare a se la delega affidata alla provincia in materia ambientale, poiché non è possibile continuare a non tener conto della situazione che stiamo vivendo dal punto di vista ambientale e della salute, soprattutto quando ci si trova davanti a un Presidente della Provincia che non ascolta il territorio, anzi autorizza con mano leggera tutti i raddoppi degli impianti impattanti che insistono su di esso.

“Le amministrazioni locali farebbero bene a impugnare davanti al Tar la determina della Provincia di Taranto sull’ampliamento del terzo lotto della discarica La Torre Caprarica di Grottaglie”.

Lo dichiarano i parlamentari tarantini del Movimento 5 Stelle, Giovanni Vianello, Alessandra Ermellino, Rosalba De Giorgi, Gianpaolo Cassese e Mario Turco.

“Il provvedimento di ampliamento della discarica, ufficialmente firmato dal dirigente del settore Pianificazione e Ambiente, Lorenzo Natile, ma in via ufficiosa avallato dal presidente della Provincia Tamburrano va ancora una volta contro la volontà dei cittadini. Agire quindi per vie legali è l’unica soluzione” - rimarcano i parlamentari.

“Il Tarantino rischia di subire l’ennesimo progetto dannoso per l’ambiente e la salute per mano di un Ente guidato da una carica non eletta” - continuano, specificando a questo proposito - “Dovrebbe inoltre essere accertata la sussistenza dei presupposti di legittimità, in quanto secondo la riforma Delrio ‘il presidente della Provincia decade dalla carica in caso di cessazione dalla carica di sindaco’. Punto tra l’altro non equivocato dalla sentenza n. 04227/2017 del Consiglio di Stato”.

“In nome del profitto si persegue un falso guadagno, perché non esiste alcuna logica strategica che possa giustificare il raddoppio della discarica, infatti la provincia di Taranto ha già una ben ampia disponibilità di siti di smaltimento rifiuti, tanto che si arriva a superare il fabbisogno provinciale” - sostengono i parlamentari del M5S di Taranto, concludendo: “Per evitare un ulteriore spreco di risorse, tutelando così la salubrità dei luoghi, si deve puntare alla diminuzione a monte della produzione dei rifiuti, al riciclo, al recupero delle materie e solo in forma residuale, allo smaltimento in discarica”.

 

Ottimizzazione orografica dei profili attualmente autorizzati
Iniziamo oggi ad approfondire la relazione tecnica ( 55 pagine) del comitato tecnico della Provincia di Taranto, in merito alla discarica di Torre Caprarica a Grottaglie, licenziato il 15 Febbraio 2018 e pubblicato il successivo 5 Marzo.
Dall’attenta lettura della stessa, è possibile prendere contezza dalle deboli motivazioni che hanno ispirato l’amministrazione comunale di Grottaglie , guidata da Ciro D’Alò, ad esprimere parere contrario, non già ad un ampliamento ma al progetto di “Ottimizzazione orografica dei profili attualmente autorizzati” (si sottolinea autorizzati), al contrario di ben più pertinenti e approfonditi rilievi ad opponedum del Comune di S. Marzano di San Giuseppe.
In buona sostanza il progetto della Linea Ambiente srl, approvato dal comitato tecnico, prevede in particolare una diversa pendenza dei profili della discarica in modo da consentire in sicurezza il deflusso delle acque meteoriche ed evitare ristagni pericoli, al momento della conclusione della coltivazione della stessa. Profili che nel tempo si sono modificati a causa di cedimenti, in parte dovuti, del terreno sotto il peso dei rifiuti conferiti e della sistemazione degli stessi. Quindi i motivi sono, la messa in sicurezza della stessa per i prossimi decenni, tale da garantire la pubblica incolumità.
Ma analizziamo il contenuto delle osservazioni del Comune di Grottaglie
1) In merito al profilo della discarica già autorizzato ai fini del corretto deflusso delle acque meteoriche nella fase di post-chiusura, il comune di Grottaglie evidenziava “anche qualora il progetto originario fosse errato, il proponente avrebbe dovuto provvedere a corregere in corso d’opera il progetto”. Al riguardo il comitato tecnico “bacchetta” il sindaco , avendo lo stesso, già accertato in loco che il profilo esistente ed autorizzato non garantisce lo smaltimento della pioggia e che la modifica in corso avrebbe configurato intervento abusivo.
In pratica il sindaco avrebbe dovuto chiedere a personale più idoneo pareri tecnici al riguardo, ed evitare questa figuraccia.

2) Il sindaco per il Comune di Grottaglie evidenziava che il nuovo progetto incrementava il volume di rifiuti generava di fatto una variante ai fini urbanistici e paesaggistici, in sostanza un ampliamento in verticale equivalente alla costruzione di un edificio a cinque piani sopra la discarica, determinando così un carico urbanistico dal punto di vista dei flussi di traffico attuali e che il piano regolatore generale vigente non prevede e quindi non consente. Sarebbe da chiedere chi è stato questo “genio” dell’urbanistica ad interpretare questa norma. La risposta del comitato, che l’azienda con l’ottenimento dell’autorizzazione alla realizzazione ed esercizio del 2005 e del 2008 era già consentita automaticamente la variante allo strumento urbanistico art. 27 comma 5 del D.Lgs.22/97 e 152706
3) Il sindaco per il comune di Grottaglie opponeva la mancata specificazione, nel parere rilasciata dalla Soprintendenza Archeologica di Puglia-Taranto ,la tipologia arborea da piantare intorno al sito. Il comitato risponde che la Regione Puglia si è già espressa al riguardo.
Come è facile capire, le motivazioni per opporsi al progetto da parte del sindaco, sono a dir poco “deboli” e scarsamente motivate, dimostrando inadeguatezza amministrativa e che giustificherebbe un passo indietro del giovane sindaco. (fine prima parte)
Alla prossima

Siamo pronti alla mobilitazione a sostegno delle Amministrazioni che si stanno opponendo all’ennesimo disastro ambientale, perciò già a partire da domani seguiranno una serie di iniziative volte a rimarcare la nostra volontà.


Domani saremo al sit-in organizzato davanti a palazzo della Provincia di Taranto a partire dalle ore 16:00 assieme ai Sindaci, estendiamo il nostro invito a tutte le realtà del circondario e ai cittadini che oggi vogliono scegliere per il proprio futuro e per quello delle prossime generazioni.
Le recenti vicende legate all’atteggiamento omissivo del Presidente della Provincia Martino Tamburrano hanno dimostrato la sua incapacità nel prendere atto delle istanze dei cittadini in qualità di garante della Provincia tarantina. Un’amara constatazione a fronte di tutte le mobilitazioni che si sono susseguite negli anni sino all’ultima Manifestazione del 13 Gennaio 2018, in occasione della quale per la prima volta nella storia tutti i Comuni, con Grottaglie capofila, in coordinamento con le associazioni del territorio sono scesi in strada affinché Tamburrano ufficializzasse il diniego, in merito all’innalzamento proposto dalla società Linea Ambiente.
Il diritto alla salute e alla tutela dell’ambiente sono temi di estrema attualità ed è quanto negli ultimi decenni l’intera comunità jonica chiede a gran voce, diritti che, oramai, da troppo tempo sono subordinati ad una politica economica e di comodo, a vantaggio di chi costruisce imperi personali lasciando dietro di sé il deserto.
Ed è proprio contro questo deserto che l’intera provincia con le sue associazioni, i suoi cittadini e con alcune forze politiche al proprio fianco si è unita affinché i propri diritti vengano riconosciuti definitivamente.
Tutto l’arco jonico è già fortemente compromesso dall’azione inquinante di numerose realtà diffuse in tutto l’areale, dai distretti industriali (Eni, Cementir, Ilva) alle discariche che interessano i comuni di Lizzano, Statte, Grottaglie, San Marzano, Fragagnano, Manduria e Massafra. Un impatto ambientale e socio-sanitario di non poco conto se consideriamo gli ultimi dati emersi dal Registro Tumori di Taranto.
Il percorso condiviso sino a questo momento tra le varie realtà territoriali ha generato una vera e propria rete che va sotto il nome di “Movimento Ambientale Jonico”. Invitiamo tutti i cittadini a farne parte: oggi ribadiamo il nostro NO incontrovertibile a qualsiasi forma di ampliamento della discarica di La Torre Caprarica e a qualunque scelta politica priva di prospettiva che sostenga la salute e l'ambiente.

 

di seguito interviste al Sindaco della Città di Grottaglie, Ciro D'Alò, al Consigliere regionale Mino Borraccino e al Presidente della Provcia di Taranto, Martino Tamburrano.

Essere cittadini, appartenere a un territorio, viverlo, attraversarlo, conoscerlo, amarlo,nascerci,lottare per difenderlo da tutto ciò che lo devasta, inquina e distrugge.

Esercitare il proprio diritto di vivere migliorando la qualità della vita assieme a chi ci crede e chi si attiva per farlo, sacrificando il proprio tempo.

Sostenere chi si espone, ci rappresenta e si batte per noi.

Tutto questo forse per il presidente della provincia Tamburrano significa essere populisti, ma noi siamo cittadini appartenenti a comunità che popoliamo, abitiamo e custodiamo per noi e per chi deve ancora nascere.

Invece chi ricopre un ruolo istituzionale in un comune, una provincia, una regione, rappresenta i cittadini e la loro massima espressione, è posto alla loro tutela e a quella del territorio che egli pure vive come bene comune ed essendo un cittadino può operare scelte, decidere di non porre una firma di autorizzazione ad un procedimento che reputi dannoso per il territorio in cui vive e di cui è responsabile.

Chi rappresenta i cittadini può fermarsi, prendere tempo, valutare e anche rifiutarsi di autorizzare qualcosa a cui eticamente e moralmente si sente contrario, esercitando così la propria libertà di coscienza tramite obiezione di coscienza.

Lo scorso 15 febbraio il presidente della provincia di Taranto, Tamburrano ha firmato il consenso alla società LGH Linea Ambiente Spa di ampliare in verticale per 15 metri la discarica sita in “La Torre Caprarica”, tra Grottaglie e San Marzano,

nonostante il 13 gennaio, ben 11 comuni ,Grottaglie, Taranto, Carosino, Lizzano, San Giorgio Jonico, Massafra,Roccaforzata, Monteparano, Faggiano, San Marzano di San Giuseppe, Montemesola, comitati, associazioni e liberi cittadini di quelle comunità abbiano manifestato in un nutrito corteo il loro netto dissenso a tale ampliamento spiegando le proprie ragioni e avendo anche il sostegno dell’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro, e chiedendo tramite l’amministrazione comunale di Grottaglie allo stesso presidente Tamburrano di impegnarsi a tenere in considerazione la volontà dei cittadini e ufficializzare un atto di diniego definitivo per tutelare il territorio jonico già fortemente carico di siti inquinanti,atto che non è mai arrivato e, in seguito solo la mattina del  9 marzo, durante una conferenza stampa in provincia tenuta per rispondere al comune di Grottaglie che lo invitava a dimettersi , Tamburrano ha dichiarato di aver autorizzato il procedimento, lasciando fuori i sindaci e i rappresentanti di quattro comuni e un consigliere provinciale.

Ero presente come cittadina al corteo del 13 gennaio, come erano presenti anche cariche istituzionali, comitati, tanti liberi cittadini e associazioni a difesa del terrritorio, tra cui “Attiva Lizzano”, che da molti anni si batte per la messa in sicurezza e la bonifica di un sito inquinato da una discarica ora chiusa, ma ancora pericolosa per i residenti di Lizzano e dei territori vicini.

Il presidente Tamburrano sostiene in conferenza che chi lo attacca e che manifesta fuori dalla provincia in un sit-in sia populista e che evaporerà in 5 minuti , sostiene inoltre che chi amministra la cosa pubblica debba essere responsabile e soprattutto debba seguire i dettami delle leggi e dei regolamenti.

Io invece spero che evapori l’indifferenza,assieme agli interessi economici di chi “autorizzato” da una firma crede di poter utilizzare questa provincia come pattumiera di Italia, perché noi non evaporeremo, possiamo solo condensare e come pioggia di colpe ricadere su chi continua a danneggiare con estrema leggerezza la terra che VIVIAMO. Sostengo il sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò, il consigliere provinciale Ciro Petrarulo, e tutti i “populisti” che stamattina hanno rappresentato e difeso il territorio che vivono con coscienza.

 

 

Le dichiarazioni del Presidente della Provincia sono raccapriccianti e cercano di adombrare sospetti sull’attività dell’Amministrazione comunale di Grottaglie, al solo fine di creare una giustificazione al suo cattivo operato ed al fatto che non è adatto a ricoprire quel ruolo, perché le norme non solo non le conosce, ma nemmeno le ha lette prima della conferenza stampa.

Le sue dichiarazioni sono fuori dalla ratio giuridica e amministrativa e tendono a giustificare la sua propensione verso l’ampliamento delle discariche nella provincia jonica che, come si vedrà, finché permarrà lui verranno tutte ampliate.

Il Presidente della Provincia quindi continua a fornire informazioni inesatte sul procedimento relativo alla richiesta di ampliamento della discarica sita in località “La Torre Caprarica” evidentemente perché, come detto, non conosce le norme. Testualmente l’art. 10bis che disciplina la “comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza” recita: “Nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o l'autorità competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all'accoglimento della domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti. La comunicazione di cui al primo periodo interrompe i termini per concludere il procedimento che iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di cui al secondo periodo. Dell'eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni è data ragione nella motivazione del provvedimento finale”.

 Appare quindi chiarissimo che è l’istante, quindi la società Linea Ambiente, a dover produrre controdeduzioni al diniego e non il Comune di Grottaglie. Nonostante l’art. 10bis sia così chiaro, abbiamo comunque formalmente richiesto al responsabile del procedimento di indicarci, se mai esistesse, il termine assegnato al Comune di Grottaglie per il deposito delle eventuali “controdeduzioni” a quelle depositate dall’istante a seguito della notifica di diniego ex. art. 10 bis e di esplicitare quali norme hanno disciplinato la procedura in oggetto posto che il procedimento invece di concludersi con determina dirigenziale a seguito delle controdeduzioni del richiedente (L. 241/90 in combinato disposto con il D.lgs. 152/06) ha visto la riconvocazione del Comitato tecnico Provinciale con un nuovo esame della pratica e l’emissione di un nuovo parere tecnico.

Inoltre, il Presidente della Provincia ha dichiarato, in mala fede, che avrei avuto un comportamento omissivo circa le convocazioni del Comitato Tecnico Provinciale a partecipare alla fase procedurale. Ho chiesto agli uffici di controllare tutte le comunicazioni in entrata, dalla data del preavviso di diniego ad oggi, pervenute dalla Provincia di Taranto, dal settore ambiente e dal Comitato Tecnico Provinciale. Non risulta pervenuta nessuna comunicazione. A tal proposito ho formalmente richiesto di avere copia di tutte le presunte convocazioni dell’ente alle riunioni del Comitato.

Il Presidente quindi non può improvvisarsi giurista, ma si concentri sull’unico ruolo che gli compete, tutelare la salute dei cittadini della provincia jonica.

Questa è la nostra trasparenza. Se il Presidente ritiene di aver agito secondo quanto dichiarato pubblicamente in conferenza stampa, alla quale è stata negata la partecipazione dei Sindaci e del consigliere provinciale Ciro Petrarulo, risponda formalmente alle richieste del Comune di Grottaglie o si dimetta.

Per meglio informare organi di stampa e cittadini sullo stato di avanzamento della questione ampliamento discarica è convocata per domani, 10.03.2018 alle ore 09:30 all’interno dell’aula consiliare del Comune di Grottaglie, una conferenza stampa di aggiornamento.

Fin qui il comunicato stampa del Sindaco D'Alò, di seguito in  ordine di tempo  i video delle dirette relativi:  al sit in dei Sindaci, in testa il Sindaco D'Alò, la parte finale della conferenza stampa del Presidente Tamburrano e l'intervista allo stesso Presidente Tamburrano realizzata dal nostro direttore Lilli D'Amicis

Discarica Torre CapraricaLa battaglia per il diniego all’ampliamento del terzo lotto della discarica di Torre Caprarica a Grottaglie (TA) è ancora attuale e fondamentale.

Giovedì 7 Dicembre 2017 alle ore 17.30 presso la Sala Consiliare della Città delle Ceramiche si discuterà delle gravi ripercussioni che potrebbe avere tale atto sulla salute dei cittadini e per richiamare l’attenzione delle istituzioni sul tema.

 Alla presenza del Sindaco Grottaglie Ciro D’Alò, dell’Assessore all’Ambiente Mariagrazia Chianura, dei sindaci dell’area interessata dalla struttura e dai consiglieri regionali dell’area Jonica il dibattito avrà il compito di mandare un chiaro segnale alla Provincia e al Presidente Tamburrano per dare alla società di gestione lo stop definitivo alle procedure di ampliamento della struttura.

Ricordiamo che un parere negativo all’ampliamento è già stato comunicato, lo scorso luglio, dalla Giunta Grottagliese e dal suo Consiglio Comunale, oltre che dalla società civile.

 Anche il Comune di San Marzano aveva espresso la propria contrarietà, così come ARPA Puglia, l’ASL di Taranto e Aeroporti di Puglia.

 Il Sindaco D’Alò inoltre ha riportato le istanze della città di Grottaglie e di tutto il territorio anche all’interno della Conferenza dei Servizi del 29 Luglio, la quale ha poi portato, trenta giorni dopo, Il 9° settore Ecologia e Ambiente della Provincia di Taranto a negare il sopralzo del terzo lotto richiesto dalla società che ha in gestione il sito di Torre Caprarica, la Linea Ambiente Srl.

 Le donne e gli uomini di Sud In Movimento sperano in una presa di coscienza rapida da parte dell’istituzione provinciale, affinché si possa al più presto chiudere questa faccenda, per salvaguardare un territorio ed una popolazione che costantemente devono subire un martirio del proprio ecosistema.

 Segreteria Sud in Movimento

Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

Oraquadra.info è ospitato sui server di Register.it Spa

Foro competente: Taranto

Editore e Direttore: Arcangela Chimenti D'Amicis alias Lilli D'Amicis

Legal Advisor: avv. Michela Tombolini

Web Master: dr. Ciro Urselli

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione per le sue funzionalità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. .

  Accetto i cookies da questo sito web.
EU Cookie Directive plugin by www.channeldigital.co.uk