Continuano le attività del progetto triennale “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine” che, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, prevede l’esecuzione di una serie di “azioni” per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, il più grande della Puglia, rendendolo pienamente fruibile a tutti i cittadini.

Una delle azioni di UPPark è volta a cercare di soddisfare le esigenze dei principali stakeholder del Parco rappresentati dalle aziende agricole e zootecniche; circa la metà della estensione complessiva del Parco, pari a circa 25.000 ettari, è costituita da suoli agricoli.

In questa azione, in particolare, è previsto un focus sulle tematiche relative ai rifiuti speciali, pericolosi e non, prodotti dalle aziende agricole e zootecniche del territorio del Parco.

In tale ambito è previsto il seminario “La gestione dei rifiuti agricoli: competenze e ruoli di produttori ed Enti locali”, un importante incontro formativo sulle modalità di gestione e di smaltimento; l’iniziativa si terrà, alle ore 17.30 di venerdì 1° giugno, nella Biblioteca Civica di Statte.

Il seminario “La gestione dei rifiuti agricoli” è organizzato da WWF Trulli e Gravine, capofila del partenariato di UPPark, in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Taranto; il seminario è “valido per l’assegnazione di CFP.

Moderati dal giornalista Marco Amatimaggio, addeto stampa del progetto UPPark, i lavori saranno introdotti dai saluti di Francesco Andrioli, Sindaco di Statte, Lorenzo Natile, dirigente Settore Pianificazione e Ambiente della Provincia di Taranto, Angelo Miccoli, assessore Ambiente Ecologia e Sanità Comune di Statte, Armando Grassi, assessore alle Politiche Agricole e Attività Produttive, Luca Lazzaro, presidente Confagricoltura Taranto, Gianluca Buemi, presidente Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Taranto, Franco Bruni, componente dell’esecutivo CIA Duemari Taranto-Brindisi.

I lavori entreranno poi nel vivo con l’intervento di Gianni Grassi, presidente WWF Trulli e Gravine, che illustrerà il progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”; a seguire Giammarco Lupo, ingegnere esperto gestione rifiuti, interverrà su “I rifiuti delle aziende agricole: classificazione e adempimenti”, mentre Domenico Speciale, ingegnere esperto ambientale, relazionerà su “Ipotesi preliminare di piattaforma di stoccaggio di rifiuti da azienda agricola e zootecnica”

Questa azione del progetto “UPPark” si sviluppa secondo una road map che, iniziata con il censimento e l’individuazione dei potenziali stakeholder (comuni, gestori del servizio pubblico, consorzi agrari, associazioni di categoria), prevede l’organizzazione di tre workshop formativi, questo di Statte è il secondo, a favore degli stakeholder e gli utenti interessati.

In seguito si provvederà all’analisi di esperienze e buone pratiche sulla gestione dei rifiuti agricoli, per poi analizzare gli aspetti normativi: classificazione dei rifiuti; obblighi ed adempimenti per la loro gestione, percorribilità di possibili strumenti quali Accordi di programma.

Il percorso prevede, infine, l’individuazione delle possibili modalità tecnico/organizzative di un servizio di ritiro dei rifiuti agricoli e la stima dei suoi costi, per poi giungere alla redazione di un’ipotesi di progetto di deposito di stoccaggio provvisorio di rifiuti speciali pericolosi prodotti da aziende agricole e zootecniche.

 

Il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”

Con una superficie complessiva di 25.000 ettari, il Parco Naturale Regionale "Terra delle Gravine" è la più estesa area protetta regionale: il parco si estende sul territorio di 13 comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie e San Marzano) e su quello del comune brindisino di Villa Castelli.

Questo enorme territorio è stato compreso nel Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine", costituito ex lege nel 2005, con l’evidente intento, seppur non dichiarato, di mettere assieme i territori della “pietra scavata” che hanno dato vita ai villaggi rupestri e quelli della “pietra costruita”, quei “thòlos” da cui discendono i trulli della Murgia.

Non esiste altrove, in tutta l’Europa occidentale, un’area con un’analoga concentrazione di insediamenti rupestri e di siti archeologici, con ricchezze naturalistiche e fenomeni carsici di simile rilevanza, con un paragonabile patrimonio di biodiversità.

È un vasto territorio in cui sono altresì comprese aree a fortissima antropizzazione, si pensi alla Gravina di Statte ubicata a pochi chilometri dalla zona industriale di Taranto, che per questo motivo devono essere tutelate e valorizzate con maggiore attenzione.

Per questo c’è oggi il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, che prevede l’esecuzione di una serie di attività per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” rendendolo pienamente fruibile ai cittadini.

Attuando una serie di interventi per la prevenzione e la riduzione dei rischi ambientali nell’area del parco, inoltre, il Progetto “UPPark” intende preservare l’integrità dei questo straordinario ecosistema, un vero e proprio santuario della biodiversità, per le generazioni future.

Il progetto è stato proposto dal WWF “Trulli e Gravine”, in qualità di capofila, insieme a un ampio partenariato che comprende la Provincia di Taranto, in qualità di organismo di gestione del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, la Casa Circondariale di Taranto, lo IAMC-CNR, l’Ufficio Scolastico Provinciale, il Gruppo Speleologico Martinese, l’Associazione “Learning Cities”, il Club Unesco, il CNSAS Servizio Regionale pugliese, il Nucleo Volontario Protezione Civile di Palagiano, “La Mediana”, e la Federazione Speleologica Pugliese.

Tra le tante iniziative tese a dare nuova vita il parco naturale regionale più grande della Puglia, si segnala il restauro conservativo di alcuni ambienti dell’antica masseria dell'Oasi WWF Monte Sant'Elia, tra questi la Sala Comune e la vecchia stalla, in cui, dopo il loro ripristino, è stato realizzato un Centro Visite con un infopoint e un ufficio accoglienza a favore di tutti coloro che, cittadini o turisti, vorranno visitare la zona percorrendone i sentieri, a piedi o in bici; la struttura, inoltre, è a disposizione per ospitare iniziative e manifestazioni di sensibilizzazione e promozione dei corretti stili di vita a contatto con la natura.

L'Oasi WWF Monte Sant'Elia, una delle sette Oasi WWF in Puglia, rientra nel Parco “Terra delle Gravine” e nel SIC-ZPS Area delle Gravine; l’Oasi si estende per circa cento ettari in agro di Massafra comprendendo un bosco di leccio, macchia mediterranea, pascoli, seminativi e una masseria storica.

L’Associazione WWF Trulli e Gravine, che gestisce da sei anni l'Oasi WWF Monte Sant'Elia a titolo gratuito, opera in Provincia di Taranto dal 1985 per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico del territorio, distinguendosi per lo spirito di coinvolgimento della cittadinanza in attività di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e per la fattiva collaborazione volta ad orientare le amministrazioni pubbliche verso programmi, accordi e progetti per il raggiungimento delle finalità associative.

Grazie al Progetto “UPPark” anche i disabili motori potranno “visitare” luoghi non facilmente accessibili del nostro territorio, come la chiesa rupestre di San Leonardo di Massafra, “vedendo” con i propri occhi ogni particolare e avendo la sensazione di toccare con mano le pitture sacre dell’ipogeo.

Nell’ambito del Progetto “UPPark”, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, è stata sottoscritta una convenzione con “Dimensione3 Srl”, un’impresa innovativa che si occupa di virtual tour, con l’obiettivo altamente ambizioso di consentire la fruizione del Parco delle Gravine ai disabili motori.

Il progetto triennale “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, infatti, prevede l’esecuzione di una serie di “azioni” per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, il più grande della Puglia, rendendolo pienamente fruibile a tutti i cittadini.

In relazione alle finalità sociali e solidali dell’attività, realizzata a favore di persone che vivono un disagio, Dimensione3 sta fornendo gratuitamente il proprio know how altamente specializzato.

Il WWF Trulli e Gravine, capofila del partenariato di UPPark, dovrà così solo acquisire un visore VR per la realtà aumentata, necessario per la visualizzazione dei tour virtuali tridimensionali.

Questo sarà a disposizione dei fruitori con disabilità motoria presso il nuovo Centro Visite del Parco delle Gravine, ubicato in un’antica masseria nell’Oasi WWF Monte Sant’Elia, struttura recentemente restaurata grazie a UPPark.

Indossando l’apparato sarà possibile effettuare i tour virtuali 3D di alcune gravine del nostro territorio che sta realizzando Dimensione3 (www.dimensione3.com - www.dimensionetour.com).

Non si tratta di semplici fotografie panoramiche, ma di veri e propri modelli tridimensionali che permettono al fruitore di visitare e osservare lo spazio con il massimo dettaglio, avendo la sensazione di camminare nella location con un effetto realistico ed emozionale.

Per realizzare i virtual tour Dimensione3 prima realizza in sito le scansioni 3D e fotografiche del luogo di interesse e, dopo un’attività di post produzione, pubblica il virtual tour completo, che può essere arricchito di testi, approfondimenti, video e immagini, per fornire al visitatore ulteriori informazioni per un’esperienza ancora più completa.

I virtual tour 3D possono essere visualizzati con qualsiasi dispositivo digitale, come PC, tablet, smartphone, ma se si utilizza qualsiasi visore VR per la realtà aumentata il tour diventa una esperienza indimenticabile.

Con l’utilizzo di questi dispositivi, infatti, il visitatore vive un’esperienza immersiva in cui si ha la sensazione di essere fisicamente presente nella location visitata, nonché può visualizzare una serie di informazioni su quello che sta osservando.

I tour virtuali 3d rappresentano una straordinaria opportunità per far visitare luoghi inaccessibili a soggetti svantaggiati, come disabili, ma anche per promuovere luoghi poco conosciuti e raramente visitati anche da chi ne avrebbe la possibilità.

A questi link si possono visualizzare i tour virtuali già realizzati nelle gravine di Massafra:

https://my.matterport.com/show/?m=cM4Q16wYeH4&vrcoll=1&qs=1

https://my.matterport.com/show/?m=8ftHtWjNemA&vrcoll=1&qs=1

Il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”

Con una superficie complessiva di 25.000 ettari, il Parco Naturale Regionale "Terra delle Gravine" è la più estesa area protetta regionale: il parco si estende sul territorio di 13 comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie e San Marzano) e su quello del comune brindisino di Villa Castelli.

Questo enorme territorio è stato compreso nel Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine", costituito ex lege nel 2005, con l’evidente intento, seppur non dichiarato, di mettere assieme i territori della “pietra scavata” che hanno dato vita ai villaggi rupestri e quelli della “pietra costruita”, quei “thòlos” da cui discendono i trulli della Murgia.

Non esiste altrove, in tutta l’Europa occidentale, un’area con un’analoga concentrazione di insediamenti rupestri e di siti archeologici, con ricchezze naturalistiche e fenomeni carsici di simile rilevanza, con un paragonabile patrimonio di biodiversità.

È un vasto territorio in cui sono altresì comprese aree a fortissima antropizzazione, si pensi alla Gravina di Statte ubicata a pochi chilometri dalla zona industriale di Taranto, che per questo motivo devono essere tutelate e valorizzate con maggiore attenzione.

Per questo c’è oggi il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, che prevede l’esecuzione di una serie di attività per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” rendendolo pienamente fruibile ai cittadini.

Attuando una serie di interventi per la prevenzione e la riduzione dei rischi ambientali nell’area del parco, inoltre, il Progetto “UPPark” intende preservare l’integrità dei questo straordinario ecosistema, un vero e proprio santuario della biodiversità, per le generazioni future.

Il progetto è stato proposto dal WWF “Trulli e Gravine”, in qualità di capofila, insieme a un ampio partenariato che comprende la Provincia di Taranto, in qualità di organismo di gestione del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, la Casa Circondariale di Taranto, lo IAMC-CNR, l’Ufficio Scolastico Provinciale, il Gruppo Speleologico Martinese, l’Associazione “Learning Cities”, il Club Unesco, il CNSAS Servizio Regionale pugliese, il Nucleo Volontario Protezione Civile di Palagiano, “La Mediana”, e la Federazione Speleologica Pugliese.

Tra le tante iniziative tese a dare nuova vita il parco naturale regionale più grande della Puglia, si segnala il restauro conservativo di alcuni ambienti dell’antica masseria dell'Oasi WWF Monte Sant'Elia, tra questi la Sala Comune e la vecchia stalla, in cui, dopo il loro ripristino, è stato realizzato un Centro Visite con un infopoint e un ufficio accoglienza a favore di tutti coloro che, cittadini o turisti, vorranno visitare la zona percorrendone i sentieri, a piedi o in bici; la struttura, inoltre, è a disposizione per ospitare iniziative e manifestazioni di sensibilizzazione e promozione dei corretti stili di vita a contatto con la natura.

L'Oasi WWF Monte Sant'Elia, una delle sette Oasi WWF in Puglia, rientra nel Parco “Terra delle Gravine” e nel SIC-ZPS Area delle Gravine; l’Oasi si estende per circa cento ettari in agro di Massafra comprendendo un bosco di leccio, macchia mediterranea, pascoli, seminativi e una masseria storica.

L’Associazione WWF Trulli e Gravine, che gestisce da sei anni l'Oasi WWF Monte Sant'Elia a titolo gratuito, opera in Provincia di Taranto dal 1985 per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico del territorio, distinguendosi per lo spirito di coinvolgimento della cittadinanza in attività di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e per la fattiva collaborazione volta ad orientare le amministrazioni pubbliche verso programmi, accordi e progetti per il raggiungimento delle finalità associative.

L’Oasi WWF di Monte Sant’Elia, in agro di Massafra, grazie all’azione di tutela e protezione del WWF è un santuario della biodiversità, un’area di circa cento ettari che comprende un bosco di leccio, macchia mediterranea, pascoli, seminativi e una masseria storica.

L'Oasi WWF di Monte Sant'Elia rientra nel Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine", con i suoi 25.000 ettari la più estesa area protetta regionale, un autentico paradiso naturale, scelto per nidificare da una delle poche coppie italiane di capovaccaio, un piccolo avvoltoio che un tempo era numerosissimo, e da una delle dieci coppie di cicogna nera censite del nostro Paese.

Da ieri (venerdì 16 marzo) tutti quelli che vorranno visitare l’Oasi WWF di Monte Sant’Elia, i cittadini e i turisti che vorranno visitare la zona percorrendone i sentieri, a piedi o in bici, nonché avere informazioni sulle belle naturalistiche dell’intero Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, hanno a disposizione un Centro Visite (contatti Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – cell. 3206067922).

È stato realizzato in una antica masseria dell’Ottocento ubicata all’interno dell’Oasi, una infrastruttura che, dopo essere stata abbandonata per anni e anni, in circa nove mesi di lavori è stata restaurata per farla ritornare al suo antico splendore.

La struttura sarà, oltre che Centro per accogliere i visitatori, anche location per workshop e convegni inerenti tematiche ambientali, ed attività di divulgazione ed educazione ambientale.

È una delle azioni del progetto “Uppark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, sostenuto da Fondazione con il Sud, con il cui finanziamento è stato possibile progettare le opere di ristrutturazione e di restauro conservativo della masseria e della stalla.

Il Centro Visite del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” è stato inaugurato alla presenza Sebastiano Stano, Consigliere provinciale con Delega al Parco, Fabrizio Quarto, Sindaco di Massafra, Giovanni Piero Barulli, Sindaco di Mottola, Carmine Annicchiarico, WWF Oasi, Nicolò Carnimeo, delegato WWF Puglia, e Gianni Grassi, presidente WWF Trulli e Gravine.

Fabrizio Quarto ha annunciato che «proprio oggi il Comune di Massafra ha acquisito dal Demanio Militare l’area confinante con l’Oasi di Monte Sant’Elia, circa 160 ettari che intendiamo, nel pieno rispetto della normativa per la tutela dell’ambiente e la salvaguardia del paesaggio, rendere fruibile alla comunità, individuando tutte le soluzioni possibili in un percorso condiviso con il mondo dell’associazionismo e con i soggetti anche non pubblici».

Nicolo Carnimeo ha spiegato che «oggi è un giorno importante per il WWF Puglia, perché con questo Centro visite incrementiamo la fruibilità dell’Oasi di Monte Sant’Elia a favore della comunità tutta, anche dei turisti naturisti, valorizzando così questo straordinario paradiso della biodiversità che dobbiamo conservare per consegnarlo intatto ai nostri figli»

Gianni Grassi ha illustrato la suggestiva storia di questa masseria ottocentesca; «dal 1978 al 1991 vi hanno vissuto un gruppo di esponenti della Comunità dell’Arca, fondata da Giuseppe Giovanni Lanza del Vasto, filosofo pugliese discepolo di Gandhi, che all’epoca contava in Italia migliaia di proseliti. Per lustri vissero qui in tanti, secondo i dettami del filosofo indiano, precorrendo i tempi: impiantarono coltivazioni biologiche e realizzarono impianti per l’energia rinnovabile costruendoseli! Poi nel 1995, ormai conclusa questa esperienza, decisero di donare la masseria al WWF Italia».

L'Oasi WWF Monte Sant'Elia è gestita da otto anni, a titolo gratuito, dal WWF Trulli e Gravine, associazione che opera in Provincia di Taranto dal 1985 per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico del territorio, distinguendosi per lo spirito di coinvolgimento della cittadinanza in attività di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e per la fattiva collaborazione volta ad orientare le amministrazioni pubbliche verso programmi, accordi e progetti per il raggiungimento delle finalità associative.

Il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”

Con una superficie complessiva di 25.000 ettari, il Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine" è la più estesa area protetta regionale: il parco si estende sul territorio di 13 comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie e San Marzano) e su quello del comune brindisino di Villa Castelli.

Questo enorme territorio è stato compreso nel Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine", costituito ex lege nel 2005, con l’evidente intento, seppur non dichiarato, di mettere assieme i territori della “pietra scavata” che hanno dato vita ai villaggi rupestri e quelli della “pietra costruita”, quei “thòlos” da cui discendono i trulli della Murgia.

Non esiste altrove, in tutta l’Europa occidentale, un’area con un’analoga concentrazione di insediamenti rupestri e di siti archeologici, con ricchezze naturalistiche e fenomeni carsici di simile rilevanza, con un paragonabile patrimonio di biodiversità.

È un vasto territorio in cui sono altresì comprese aree a fortissima antropizzazione, si pensi alla Gravina di Statte ubicata a pochi chilometri dalla zona industriale di Taranto, che per questo motivo devono essere tutelate e valorizzate con maggiore attenzione.

Per questo c’è oggi il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, che prevede l’esecuzione di una serie di attività per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” rendendolo pienamente fruibile ai cittadini.

Attuando una serie di interventi per la prevenzione e la riduzione dei rischi ambientali nell’area del parco, inoltre, il Progetto “UPPark” intende preservare l’integrità dei questo straordinario ecosistema, un vero e proprio santuario della biodiversità, per le generazioni future.

Il progetto è stato proposto dal WWF “Trulli e Gravine”, in qualità di capofila, insieme a un ampio partenariato che comprende la Provincia di Taranto, in qualità di organismo di gestione del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, la Casa Circondariale di Taranto, lo IAMC-CNR, l’Ufficio Scolastico Provinciale, il Gruppo Speleologico Martinese, l’Associazione “Learning Cities”, il Club Unesco, il CNSAS Servizio Regionale pugliese, il Nucleo Volontario Protezione Civile di Palagiano, “La Mediana”, e la Federazione Speleologica Pugliese.

Una “nuova vita” per la masseria dell’Oasi WWF di Monte Sant’Elia

Si inaugura il punto di accoglienza del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, il più grande di Puglia, location di attività di diffusione della cultura ambientale

Completate le opere di ristrutturazione e restauro conservativo della storica masseria ottocentesca ubicata all’interno dell’Oasi WWF

La antica masseria donata al WWF dalla Comunità dell’Arca, fondata dal filosofo pugliese Giuseppe Giovanni Lanza del Vasto, discepolo di Gandhi

“L’Oasi WWF Monte Sant’Elia si fa bella!”: con questo slogan sarà inaugurato il nuovo Centro Visite del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” (contatti Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – cell. 3206067922).

Qui riceveranno indicazioni e informazioni i tanti turisti e amanti della natura intenzionati a visitare non solo l’oasi naturalistica del WWF, ma l’intero Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, il più grande di Puglia.

Con una superficie complessiva di 25.000 ettari, infatti, il Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine" è la più estesa area protetta regionale: il parco si estende sul territorio di 13 comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie e San Marzano) e su quello del comune brindisino di Villa Castelli.

L’inaugurazione del Centro Visite del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” si terrà, alle ore 10.30 di venerdì 16 marzo, presso l’Oasi WWF di Monte Sant’Elia, in agro di Massafra sulla Strada Provinciale Mottola-Martina Franca.

Interverranno Michele Emiliano, presidente Regione Puglia, Barbara Loconsole, dirigente Sezione Tutela e Valorizzazione del Paesaggio - Regione Puglia, Sebastiano Stano, Consigliere provinciale con Delega al Parco, Fabrizio Quarto, Sindaco di Massafra, Carmine Annicchiarico, WWF Oasi, Nicolò Carnimeo, delegato WWF Puglia, e Gianni Grassi, presidente WWF Trulli e Gravine.

Il centro accoglienza è stato realizzato in una antica masseria dell’Ottocento ubicata all’interno dell’Oasi, una infrastruttura che, dopo essere stata abbandonata per anni e anni, in circa nove mesi di lavori è stata restaurata per farla ritornare al suo antico splendore.

È una delle azioni del progetto “Uppark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, sostenuto da Fondazione con il Sud, con il cui finanziamento è stato possibile progettare le opere di ristrutturazione e di restauro conservativo della masseria e della stalla.

Gianni Grassi, presidente del WWF Trulli e Gravine, capofila del Progetto UPPark, ha spiegato che «tutti gli interventi sono stati realizzati nel pieno rispetto dello stile originario della struttura e con l’utilizzo di materiali ecocompatibili».

«Grazie ai lavori sono state rinnovate e rese accoglienti le strutture dell’Oasi WWF di Monte Sant’Elia; la masseria diventa così – ha annunciato Gianni Grassi – il Centro Visite del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, punto di accoglienza dei visitatori dell’Oasi, cittadini o turisti che vorranno visitare la zona percorrendone i sentieri a piedi o in bici, nonché location per workshop e convegni inerenti tematiche ambientali, ed attività di divulgazione ed educazione ambientale».

L’immobile verrà così restituito alla sua vocazione originaria: nel 1995, infatti, venne donato al WWF Italia dalla Comunità dell’Arca, fondata da Giuseppe Giovanni Lanza del Vasto, filosofo pugliese (San Vito dei Normanni, 1901 – Elche de la Sierra, 1981) discepolo di Gandhi, allo scopo di svolgere attività di salvaguardia, conservazione e valorizzazione dell’ambiente naturale, senza tralasciare lo spirito di accoglienza e condivisione che ha da sempre caratterizzato questo luogo straordinario.

L'Oasi WWF Monte Sant'Elia, una delle sette Oasi WWF in Puglia, rientra nel Parco “Terra delle Gravine” e nel SIC-ZPS Area delle Gravine; l’Oasi si estende per circa cento ettari in agro di Massafra comprendendo un bosco di leccio, macchia mediterranea, pascoli, seminativi e una masseria storica.

L’Associazione WWF Trulli e Gravine, che gestisce da otto anni l'Oasi WWF Monte Sant'Elia a titolo gratuito, opera in Provincia di Taranto dal 1985 per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico del territorio, distinguendosi per lo spirito di coinvolgimento della cittadinanza in attività di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e per la fattiva collaborazione volta ad orientare le amministrazioni pubbliche verso programmi, accordi e progetti per il raggiungimento delle finalità associative.

Il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”

Con una superficie complessiva di 25.000 ettari, il Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine" è la più estesa area protetta regionale: il parco si estende sul territorio di 13 comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie e San Marzano) e su quello del comune brindisino di Villa Castelli.

Questo enorme territorio è stato compreso nel Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine", costituito ex lege nel 2005, con l’evidente intento, seppur non dichiarato, di mettere assieme i territori della “pietra scavata” che hanno dato vita ai villaggi rupestri e quelli della “pietra costruita”, quei “thòlos” da cui discendono i trulli della Murgia.

Non esiste altrove, in tutta l’Europa occidentale, un’area con un’analoga concentrazione di insediamenti rupestri e di siti archeologici, con ricchezze naturalistiche e fenomeni carsici di simile rilevanza, con un paragonabile patrimonio di biodiversità.

È un vasto territorio in cui sono altresì comprese aree a fortissima antropizzazione, si pensi alla Gravina di Statte ubicata a pochi chilometri dalla zona industriale di Taranto, che per questo motivo devono essere tutelate e valorizzate con maggiore attenzione.

Per questo c’è oggi il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, che prevede l’esecuzione di una serie di attività per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” rendendolo pienamente fruibile ai cittadini.

Attuando una serie di interventi per la prevenzione e la riduzione dei rischi ambientali nell’area del parco, inoltre, il Progetto “UPPark” intende preservare l’integrità dei questo straordinario ecosistema, un vero e proprio santuario della biodiversità, per le generazioni future.

Il progetto è stato proposto dal WWF “Trulli e Gravine”, in qualità di capofila, insieme a un ampio partenariato che comprende la Provincia di Taranto, in qualità di organismo di gestione del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, la Casa Circondariale di Taranto, lo IAMC-CNR, l’Ufficio Scolastico Provinciale, il Gruppo Speleologico Martinese, l’Associazione “Learning Cities”, il Club Unesco, il CNSAS Servizio Regionale pugliese, il Nucleo Volontario Protezione Civile di Palagiano, “La Mediana”, e la Federazione Speleologica Pugliese.

Tre anni di attività per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, il più grande della Puglia: è il progetto “UPPark” che, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, vede all’opera un ampio partenariato, tredici organizzazioni e istituzioni, con capofila il WWF “Trulli e Gravine”.

Il Progetto “UPPark!” prevede, oltre all’esecuzione di diverse attività per valorizzare il Parco “Terra delle Gravine”, rendendolo pienamente fruibile ai cittadini, anche una serie di interventi per la prevenzione e la riduzione dei rischi ambientali nell’area del parco, al fine di preservare, per le generazioni future, l’integrità dei questo straordinario ecosistema, un vero e proprio santuario della biodiversità.

Tra questi interventi è compresa la “'Azione A3: Valutazione Livello Rischio Inquinamento” che vede coinvolti il CNR – IAMC (Istituto Ambiente Marino Costiero) sede secondaria di Taranto e il WWF “Trulli e Gravine”.

Scopo principale dello studio proposto dal CNR IAMC di Taranto è quello di valutare, nell’arco di un anno, l’influenza delle aree industriali limitrofe nel Parco Terra delle Gravine, una zona ad alto valore naturalistico.

Lo studio, in particolare, intende analizzare il livello di contaminazione da inquinamento atmosferico mediante la valutazione delle ricadute al suolo per mezzo di “moss bags”, ovvero sacchetti in tessuto retinato contenenti muschi Hypnum cumpressiforme opportunamente trattati.

L’utilizzo dei “moss bags” rappresenta un sistema di monitoraggio atmosferico complementare a quelli più moderni, come quelli basati su centraline di rilevamento automatico.

Le attività del CNR IAMC di Taranto sono state avviate nello scorso giugno partendo dall’analisi del territorio del Parco, al fine di individuare sia le possibili aree destinate alla raccolta dei campioni di muschio non contaminati da utilizzare come “bianco”, sia quelle per l’installazione dei moss bags per le attività di monitoraggio.

Nell’occasione, inoltre, sono state valutate le specie di muschi più abbondanti (tra Hypnum cupressiforme e Pleurochaete squarrosa), le modalità di installazione dei moss bags e quelle di impianto nei siti di campionamento scelti.

Sono stati così prelevati dei tappetini di muschio Hypnum cupressiforme che, presso i laboratori del CNR IAMC di Taranto, sono stati prima analizzati e poi utilizzati per la preparazione dei “moss bags”. Successivamente si è proceduto al loro impianto tramite vaschette in polietilene preforate, che i volontari del WWF Trulli e Gravine hanno poi posizionato su rami di alberi selezionati nei siti di campionamento, al fine di avviare il monitoraggio dei contaminanti atmosferici.

Dopo quattro settimane di esposizione i campioni sono stati prelevati e sottoposti alle analisi chimiche previ opportuni pretrattamenti.

I risultati preliminari dell’analisi degli inquinanti hanno evidenziato, per quanto riguarda i metalli incrementi significativi (da 2 a 7 volte) rispetto al “bianco” in tutte le stazioni considerate. Per quanto concerne gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), l’analisi dei moss bags ha invece evidenziato un modesto incremento dei loro livelli iniziali nelle sole stazioni di Crispiano, Statte, Martina Franca e Massafra.

In seguito ulteriori dati potranno essere acquisiti dallo studio dei diversi idrocarburi analizzati e di alcuni loro rapporti, indagini in grado di fornire importanti informazioni sulla loro origine e i livelli di concentrazione determinati.

Questi risultati saranno poi comparati con quelli di una nuova campagna di monitoraggio che, sempre nell’ambito del Progetto “UPPark”, il CNR IAMC di Taranto sta per replicare nel periodo invernale.

Il rilevamento di inquinanti mediante i “moss bags”

La ricerca dello dallo CNR – IAMC (Istituto Ambiente Marino Costiero) di Taranto utilizza “bioindicatori” ovvero specie animali o vegetali finalizzate alla valutazione dello stato di qualità dell'ambiente. In questo studio, in particolare, sono stati impiegati muschi appartenenti al genere Hypnum.

I muschi presentano un grado di organizzazione piuttosto primitivo: mancano di veri e propri organi (fusto, foglie e radici), non sono dotati di un efficiente apparato per l’assorbimento di acqua dal terreno, né di uno strato impermeabile di cuticola in grado di ridurre il tasso di traspirazione.

Sono, inoltre, presenti in una vasta gamma di ambienti in tutte le regioni bioclimatiche. L’assorbimento idrico nelle briofite non ha luogo attraverso le radici bensì tramite l’intera superficie aerea della pianta. In alcune briofite l’apporto dell’acqua e delle sostanze in essa disciolte è dovuto esclusivamente alla precipitazione atmosferica, senza che ci sia un diretto contatto con il substrato.

Per tali ragioni vari composti di origine naturale ma anche prodotti dell’attività antropica (es. metalli in traccia, idrocarburi e altri inquinanti) di apporto atmosferico vengono intercettati dalla parete cellulare delle briofite, a cui si legano per interazioni di tipo elettrostatico.

L’utilizzo dei “moss bags” ovvero sacchetti in tessuto retinato contenenti piccole quantità di muschio, rappresenta un sistema di monitoraggio complementare ai moderni sistemi di monitoraggio atmosferico basati ad esempio su centraline di rilevamento automatico.

Mentre nei territori antropizzati, è a volte difficile o impossibile individuare popolazioni sufficientemente estese di muschi autoctoni da utilizzare per il monitoraggio, è possibile sfruttare l’ampia varietà di specie alloctone presenti nei territori ad alto valore naturalistico come il Parco “Terra delle Gravine”.

La metodologia proposta, basata sull’alta capacità di accumulo di elementi metallici delle briofite, è stata introdotta da Goodman & Roberts (1971) e prevede l’esposizione di sacchetti di muschio (moss bags), prelevato in zone considerate e accertate a bassa contaminazione e opportunamente trattato, per un periodo variabile da 4 a 9 settimane.

La specie utilizzata in questo studio è l’Hypnum cupressiforme, il quale essendo largamente impiegato come organismo accumulatore in Italia (Cenci et al., 1994; Bargagli et al., 1994) e all’estero, rende disponibile una vasta letteratura in merito; inoltre è molto comune in tutta l’area studiata ed è facile reperirlo sia nei boschi sia in zone abitate ed è caratterizzato, inoltre, da una produttività annuale piuttosto bassa.

Il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”

Con una superficie complessiva di 25.000 ettari, infatti, il Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine" è la più estesa area protetta regionale: il parco si estende sul territorio di 13 comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie e San Marzano) e su quello del comune brindisino di Villa Castelli.

Questo enorme territorio è stato compreso nel Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine", costituito ex lege nel 2005, con l’evidente intento, seppur non dichiarato, di mettere assieme i territori della “pietra scavata” che hanno dato vita ai villaggi rupestri e quelli della “pietra costruita”, quei “thòlos” da cui discendono i trulli della Murgia.

Non esiste altrove, in tutta l’Europa occidentale, un’area con un’analoga concentrazione di insediamenti rupestri e di siti archeologici, con ricchezze naturalistiche e fenomeni carsici di simile rilevanza, con un paragonabile patrimonio di biodiversità.

È un vasto territorio in cui sono altresì comprese aree a fortissima antropizzazione, si pensi alla Gravina di Statte ubicata a pochi chilometri dalla zona industriale di Taranto, che per questo motivo devono essere tutelate e valorizzate con maggiore attenzione.

Per questo c’è oggi il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, che prevede l’esecuzione di una serie di attività per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” rendendolo pienamente fruibile ai cittadini.

Attuando una serie di interventi per la prevenzione e la riduzione dei rischi ambientali nell’area del parco, inoltre, il Progetto “UPPark” intende preservare l’integrità dei questo straordinario ecosistema, un vero e proprio santuario della biodiversità, per le generazioni future.

Il progetto è stato proposto dal WWF “Trulli e Gravine”, in qualità di capofila, insieme a un ampio partenariato che comprende la Provincia di Taranto, in qualità di organismo di gestione del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, la Casa Circondariale di Taranto, lo IAMC-CNR, l’Ufficio Scolastico Provinciale, il Gruppo Speleologico Martinese, l’Associazione “Learning Cities”, il Club Unesco, il CNSAS Servizio Regionale pugliese, il Nucleo Volontario Protezione Civile di Palagiano, “La Mediana”, e la Federazione Speleologica Pugliese.

Tra le tante iniziative tese a dare nuova vita il parco naturale regionale più grande della Puglia, si segnala il restauro conservativo di alcuni immobili dell'Oasi WWF Monte Sant'Elia, tra questi la Sala Comune e la vecchia stalla della antica masseria in cui, dopo il loro ripristino, saranno realizzati un infopoint e un ufficio accoglienza a favore di tutti coloro che, cittadini o turisti, vorranno visitare la zona percorrendone i sentieri, a piedi o in bici; nella struttura, inoltre, saranno organizzate ed ospitate iniziative e manifestazioni di sensibilizzazione e promozione dei corretti stili di vita a contatto con la natura.

L'Oasi WWF Monte Sant'Elia, una delle sette Oasi WWF in Puglia, rientra infatti nel Parco “Terra delle Gravine” e nel SIC-ZPS Area delle Gravine; l’Oasi si estende per circa cento ettari in agro di Massafra comprendendo un bosco di leccio, macchia mediterranea, pascoli, seminativi e una masseria storica.

L’Associazione WWF Trulli e Gravine, che gestisce da sette anni l'Oasi WWF Monte Sant'Elia a titolo gratuito, opera in Provincia di Taranto dal 1985 per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico del territorio, distinguendosi per lo spirito di coinvolgimento della cittadinanza in attività di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e per la fattiva collaborazione volta ad orientare le amministrazioni pubbliche verso programmi, accordi e progetti per il raggiungimento delle finalità associative.

A seguito della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 136 del 04.12.2017 la LEGGE REGIONALE 1 dicembre 2017, n. 52 recante le “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 20 dicembre 2005, n. 18 (Istituzione del Parco naturale regionale Terra delle Gravine) nello specifico è stata approvata la modifica dell'art. 11 della l.r. 18/2005, proposta da questa Amministrazione, integrando al comma 1 dell'articolo 11 il seguente periodo: “Diversamente, la realizzazione degli interventi di cui all’articolo 4, comma 4, lettere a), b) e c), da effettuarsi su edifici ubicati nei centri edificati, è subordinata unicamente alla presentazione di una dichiarazione sottoscritta dal proponente e dal tecnico incaricato, attestante la conformità degli interventi da realizzare a quanto stabilito dagli articoli 2 e 4.”.
A tal proposito avrà luogo un incontro pubblico previsto per giovedì 14 dicembre alle ore 18.00, in aula consiliare del Comune di Grottaglie, al fine di illustrare nel dettaglio le ulteriori modifiche alla legge regionale.
Un grande passo in avanti verso la semplificazione amministrativa e burocratica, per una città che attendeva da tempo una modifica alla perimetrazione delle aree vincolate, che potrà avvenire solo lavorando al Piano generale del Parco delle Gravine.

Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

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