Il consigliere regionale di Direzione Italia-Noi con l’Italia, Renato Perrini, aveva chiesto l’audizione del commissario straordinario alle Bonifiche, Vera Corbelli, per fare il punto della situazione sui cantieri avviati o da avviare

Indubbiamente utile sotto il profilo dello stato dei lavori l’audizione del commissario straordinario alle Bonifiche di Taranto, Vera Corbelli, chiesta da me per fare il punto sulla situazione. Ma francamente è stato imbarazzante lo scontro tecnico-istituzionale al quale abbiamo assistito basiti oggi, tra la stessa Corbelli il dirigente regionale Barbara Valenzano.

Utile perché il commissario è venuto in Commissione con un lavoro, anche di slide, a spiegare punto per punto lo stato dei lavori di progetti importanti – due su tutti Mar Piccolo ed ex Cemerad - alcuni dei quali ci appaiono in forte ritardo, anche per ostacoli tecnici incontrati nel corso dell’iter. Una mole di dati raccolti che costituiscono una buona base di appalti molti dei quali da bandire ancora, forse, proprio a causa dell’incomunicabilità che è venuta fuori in modo palese fra il Commissario e il dirigente regionale.

E’ chiaro che se il Governo centrale, tramite la Corbelli, e la Regione Puglia, tramite la Valenzano, non solo non collaborano, ma non comunicano, il rischio che gli interventi avviati e da completare o da avviare si blocchino, è concreto. Non vogliamo entrare nel merito della disputa, ma ci appare alquanto strano che le due Istituzioni, su investimenti e interventi così importanti per Taranto e il suo territorio, abbiano dovuto attendere la mia audizione per rivolgersi reciprocamente accuse di poca collaborazione o peggio di mancata condivisione di obiettivi!

Si faccia subito chiarezza fra gli organi preposti a lavorare nell’interesse dei tarantini e non nel loro interesse! Per quello che mi concerne, considerando che l’audizione era stata richiesta per capire a che punto erano gli interventi, ho proposto alla Commissione, che ha accolto, di audire nuovamente il commissario prima della pausa estiva e fare sopralluoghi sui cantieri già avviati e su quelli che si intendono avviare.

Ma dopo il tour negli ospedali del Salento il presidente si degnerà di venire a vedere la situazione sanitaria di Taranto? Oppure continuerà a negare alla comunità il confronto che da mesi gli viene richiesto? Ero presente alla conferenza dei sindaci a Palazzo di Città con il Dg della Asl Stefano Rossi, e ricordo bene l’amarezza di tutti noi dovuta all’assenza di Emiliano. Eppure cosa chiede la città? Cosa chiedono i sindaci che poi sono il punto di riferimento dei cittadini? Di rivedere le scelte del Piano di Riordino su Taranto, scelte che hanno falcidiato i nostri Pronto Soccorso, poi trasformati in Punti di Primo Intervento, il cui futuro è comunque incerto, scelte che di fatto hanno cambiato l’assetto delle piano delle Emergenze-Urgenze, scelte che, in buona sostanza, non tengono conto della specifica condizione di un territorio martoriato da anni di inquinamento. Ricordo bene quando un anno fa in aula venne approvata la Mozione con la quale chiedevo di rivedere la decisione di tagliare il Pronto Soccorso dell’ospedale Moscati, e ricordo bene che lui stesso era presente in aula e permise alla mozione di avere il via libera. E poi? E poi nulla è cambiato. Non solo, il presidente davanti a specifiche richieste di incontro su tematiche inerenti la sanità, rifiuta il confronto e di fatto continua a schiaffeggiare la comunità tarantina. Forse non se ne rende conto ma continua a mancarci di rispetto. Proprio oggi gli ho scritto una lettera nella quale gli chiedo con urgenza di fare un tour questa volta nel tarantino, dimostrando così di voler dialogare e trovare, in maniera condivisa, soluzioni che migliorino i servizi e la qualità dell’offerta.

 

Emozionante e commovente la giornata dedicata alle Vittime Invisibili della Mafia che si è celebrata a Crispiano presso la Masseria Amastuola, su iniziativa del consigliere regionale Renato Perrini. L'evento è stato dedicato a Vito Pagliarulo, originario di Crispiano, agente di scorta nella Sicilia degli anni 80/90. Molte le testimonianze di parenti, amici e di associazioni impegnate nella lotta alle mafie. Presenti anche il Prefetto di Taranto e rappresentanti delle Forze dell'Ordine. L'iniziativa è stata sostenuta dalla Commissione Regionale di Studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia, tant'è che questa mattina a Crispiano era presente anche la presidente, Rosa Barone.

 Vito Pagliarulo era un uomo di questa terra. Era è nato e cresciuto a Crispiano ed era entrato giovanissimo nell’Arma dei Carabinieri. Viene mandato in Sicilia, dove comincia di fatto la sua carriera, diventando agente di scorta, prima a Palermo e poi a Caltanissetta. A Palermo è stato agente di scorta dei magistrati Ayala, Caponnetto e Borsellino; a Caltanissetta invece è stato agente di scorta per i giudici Salvatore Cardinale, Giovan Battista Tona, e l’ultimo incarico per tre anni con il giudice Sergio Lari, al tempo procuratore capo a Caltanissetta. Vito è stato anche agente di scorta per i collaboratori di giustizia che arrivavano a Caltanissetta per le udienze per poi condurli in località segrete. Vito conduceva una vita particolarmente stressante, aveva come ogni carabiniere i suoi turni, ma in virtù del suo ruolo a volte usciva la mattina alle 7 e rientrava la sera alle 11. Era un uomo dinamico, non stava mai fermo, era solare, aveva una grande voglia di vita, amava scherzare, ed era un uomo forte, che sapeva perfettamente quanto della sua vita personale stava sacrificando per la specifica tipologia del suo lavoro. All’età di 46 anni un infarto colpisce Vito che arriva in ospedale già privo di sensi. Era il 15 maggio del 2011. Non aveva mai avuto avvisaglie Vito, mai una piccola aritmia, l’infarto è quindi improvviso e inaspettato.

"In tutta Italia ci sono uomini e donne che io chiamo vittime invisibili della mafia - ha detto Renato Perrini - Vito per me è una di queste persone. Era un uomo sano, non aveva mai avuto problemi cardiaci, mai, e non si risparmiava né con i compagni né con i magistrati, Ayala, Caponnetto, Borsellino, che seguiva. Essere un agente di scorta era per lui una missione. Purtroppo lo ha stroncato un infarto improvviso dovuto probabilmente allo stress accumulato. Vito sapeva di fare un mestiere pericoloso e rischioso, lo sapeva bene, ma non si è mai tirato indietro. Come istituzione pubblica abbiamo il dovere di raccontare la sua storia, e di lottare affinchè uomini come Vito non vengano dimenticati".

Alla mamma e alla moglie di Vito Pagliarulo, il consigliere regionale Renato Perrini ha consegnato due targhe istituzionali della Regione Puglia.

 

Io dalla politica di questa Regione, mi aspetto che si impegni ad approvare leggi in favore della natalità, e che sostengano famiglie e soprattutto madri in difficoltà. Ecco, leggi che affrontano questi argomenti sono pronto a votarle subito. Al contrario sarò sempre fermo oppositore di provvedimenti pugliesi che rifiutano la vita. Ho trovato comunque interessante il dibattito scaturito in aula a seguito della richiesta del collega Borraccino che proponeva una legge regionale per dare concreta attuazione alla legge nazionale sull'aborto (la 194). Pur non condividendo la sua posizione, lo ringrazio perché ha permesso a noi tutti di confrontarci su un tema così importante. Personalmente, e questo lo abbiamo espresso chiaramente come gruppo, la 194 è una legge vecchia e che di certo ha bisogno di una riorganizzazione quantomeno dei servizi.

Entrando però nel merito della questione io credo che prima ancora di pensare ad una legge sull’aborto, dobbiamo capire perché le donne oggi scelgono di interrompere la loro gravidanza. E’ un problema sociale? E’ un problema economico? C’è di mezzo il lavoro? Ecco io ritengo che sia necessario indagare il fenomeno prima di predisporre una legge. Indagare, e quindi capire e approfondire, io a questo non sono contrario, e solo dopo, eventualmente, scrivere insieme un provvedimento che sia comunque di sostegno alle donne e non che incentivi all’interruzione di gravidanza. Su questa traccia, sin da ora, posso assicurare la mia completa collaborazione.

Il comparto agricolo pugliese è paralizzato. Ma è la diretta conseguenza di una Regione bloccata in ogni settore. Le emergenze in provincia di Taranto sono tante. Partiamo dalla Xylella fastidiosa una delle situazioni più drammatiche perché il danno di tale parassita non è solo legato alla mancata produzione di olio, ma al paesaggio e quindi al turismo. Mi preoccupa che la malattia sia praticamente alla porte della nostra provincia, in particolare Martina Franca e Valle D’Itria, e mi preoccupa di più vedere una Regione totalmente inadeguata a gestire il batterio. Altro problema riguarda la forte gelata del 2017 che ha interessato molti comuni del tarantino, gli agricoltori convolti non hanno ancora visto un solo centesimo dei risarcimenti promessi, ma ricevono però puntualmente le cartelle esattoriali per il tributo 630 inerente la manutenzione ordinaria/straordinaria dei loro terreni. Tutto fermo anche per ciò che riguarda i bandi, istruttorie lente e ritardi nell’erogazione delle risorse. Se penso che i dipendenti del comparto agricolo nella provincia di Taranto sono il doppio dei lavoratori dell’Ilva, e se penso che sento sempre parlare di riconversione del territorio, mi domando come si possa trascurare e bruciare questo settore così fondamentale per le comunità joniche? Ribadisco ciò che ho già chiesto con i colleghi del gruppo regionale: l’assessore regionale Di Gioia venga a riferire in Commissione Agricoltura e spieghi come intende risolvere le emergenze del territorio che rappresento. ( foto di Renato Perrini da "tarantine time"

 

L’argomento centrale della Rappresentanza dei sindaci dello scorso 20 aprile presieduta dal Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci è stato il riordino dei punti di primo soccorso.

In quella stessa sede, la Rappresentanza ha rinnovato l'invito ad una audizione della componente tecnica di Asl e della struttura regionale incaricata e ha chiesto il coinvolgimento della predetta Conferenza dei sindaci della Provincia di Taranto.

In questa ottica il Sindaco Melucci non può che rispondere subito e affermativamente all’invito del consigliere regionale Renato Perrini e si dice pronto a cercare una soluzione in tempi stretti per risolvere una volta per tutte la situazione dei punti di primo soccorso.

Il gabinetto del primo cittadino provvederà già nelle prossime ore con una convocazione formale dei consiglieri regionali del territorio tarantino, del dg della asl di Taranto e del presidente Michele Emiliano quale massima autorità sanitaria locale.

Dichiarazione del consigliere regionale DiT-NcI, Renato Perrini.

“Un sopralluogo nel cantiere di via Gentile dove sta sorgendo la nuova sede del Consiglio regionale pugliese. E’ la richiesta che ho rivolto al presidente Michele Emiliano insieme ai colleghi del Gruppo Ignazio Zullo, Francesco Ventola e Luigi Manca. Il progetto della nuova sede risale al 2002, i lavori sono cominciati nel 2012, e, a causa di continui ritardi e rallentamenti, non sono ancora finiti. A questo sia aggiunge che da un po’ di tempo circola la voce che i costi finali sfiorerebbero i 60 milioni di euro. Una cifra a dir poco spropositata, se partiamo dal presupposto che è diventata tale a causa di una gestione poco oculata delle spesa pubblica.
Ovviamente i primi ritardi oggettivi sono ascrivibili al vecchio Governo regionale, ma se penso agli ultimi annunci del Presidente del Consiglio Loizzo che prima ha parlato di consegna della sede a fine 2017, poi Pasqua 2018, ora tutto slittato a giugno 2018, è chiaro che le responsabilità nel qui e ora sono in capo all’attuale Governo regionale. Fermo restando che allo stato attuale delle cose il trasferimento prima dell’estate mi sembra del tutto improbabile. In questo contesto a settembre dello scorso anno è arrivato anche il controllo della Guardia di Finanza che ha acquisito tuta la documentazione per la realizzazione della nuova sede.
Il sopralluogo chiesto, ma anche una lettura attenta degli atti, diventano quindi necessari. Qui di seguito la lettera scritta con i colleghi. “In merito alla consegna dello stabile situato in Via Gentile, chiediamo di poter accedere all'area del cantiere accompagnati dai tecnici incaricati, concordando nel più breve termine possibile con gli uffici preposti tempi e modalità del sopralluogo. Premesso che si intende, anche in questa circostanza, vigilare sulla corretta azione amministrativa, tale richiesta si rende necessaria in quanto, da una visita esterna al cantiere, si palesa che l'avanzamento dei lavori in corso di esecuzione procede a rilento con notevole e grave ritardo rispetto ai tempi previsti, nonostante l'impegno della Giunta regionale a terminare le opere entro dicembre 2017. Allo stato attuale non risulta chiara la motivazione di tali ritardi e se la tardiva consegna dell'immobile comporti il rischio dell'applicazione di penali o di un eventuale aumento della spesa per il predetto intervento di riqualificazione dello stabile”.

Se c'è una cosa che detesto è avere ragione. Un anno fa feci un sopralluogo all'interno del Poliambulatorio di Crispiano, una struttura completamente nuova e che era stata consegnata due anni prima alla comunità. Nel sopralluogo però notai subito che c'erano delle criticità. Lo dico chiaramente: i lavori non erano stati fatti bene. Lo feci notare alla Asl di Taranto, e chiesi in forma ufficiale di inviare qui i suoi tecnici, con l'obiettivo finale di effettuare nuovi lavori questa volta però risolutivi. Non solo le criticità di cui vi parlavo sono rimaste, ma nessuno si è più degnato di venire a Crispiano. Il risultato? Lo vedere voi stessi in queste foto. La pioggia è entrata ovunque.Quando ho cominciato a battagliare per la Sanità non intendevo solo migliorare la qualità della vita dei pazienti o potenziare reparti ma intendevo anche "aggiustare", considerando la mia esperienza di imprenditore, i presidi sanitari, tutti dal più grande al più piccolo, anche dal punto di vista strutturale. E' chiaro che queste foto parlano da sole, ecco perché saranno allegate all'interrogazione che depositerò oggi stesso in Regione. Vediamo se qui qualcuno almeno si degna di rispondere.

 

Il consigliere regionale di Direzione Italia-Noi con l’Italia ritiene allarmante l’acquisizione e la riapertura da parte della Regione Puglia

 Da 4-5 mesi in Regione è calato il silenzio sulla discarica Vergine. Nonostante le mie continue sollecitazione, nonostante le mie continue richieste di coinvolgimento della comunità e delle amministrazioni, tutto si è arenato.

Ecco perché reputo particolarmente allarmanti, le notizie apparse oggi improvvisamente sui giornali, ovvero la volontà della Regione Puglia di acquisire la discarica ‘Vergine’ di Lizzano, con l'obiettivo di renderla funzionante in modo da accogliere i rifiuti provenienti da tutta la Puglia. Sono allarmato e preoccupato soprattutto per il silenzio questo ultimi mesi che assolutamente non lasciava presagire decisioni così sconsiderate e soprattutto non condivise con noi consiglieri del Tarantino.

Annuncio fin d’ora un’interrogazione urgente per avere chiarimenti e per capire se tali notizie stampa sono confermate da esponenti della Giunta Emiliano e mi dico già da ora pronto a scendere in strada per difendere un territorio già compromesso e calpestato negli anni passati.

 

LETTERA APERTA SULL’ESCLUSIONE DELL’AREA JONICA DAL PERCORSO DEGLI ITINERARI CULTURALI DEL CONSIGLIO D’EUROPA DA PARTE DELLA GIUNTA REGIONALE.
All’Assessore Michele Mazzarano e ai Consiglieri della Regione Puglia, Circoscrizione di Taranto, Donato Pentassuglia, Mino Borraccino, Gianni Liviano, Beppe Turco, Marco Galante, Francesca Franzoso, Luigi Morgante, Renato Perrini.

È grave aver escluso Taranto e l’area jonica dal percorso degli “Itinerari culturali del Consiglio d’Europa” così come deliberato dalla Giunta Regionale pugliese. E’ ancora più grave che la Giunta non abbia tenuto conto della mozione, presentata dal consigliere regionale Gianni Liviano, approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale il 25 ottobre scorso con la quale si chiedeva di inserire il l’area jonica negli Itinerari.

Ancora una volta Taranto viene esclusa dalle dinamiche di sviluppo che si possono creare dalla valorizzazione del patrimonio culturale, storico e religioso presenti sul territorio jonico e che possono generare circuiti turistici di elevata qualità.

Con questa scelta, inoltre, si vanifica il grande e proficuo lavoro portato avanti in questi anni dal Gal Colline Joniche volto al riconoscimento del territorio tarantino all’interno della Via Francigena del Sud partendo dall'autorevole supporto storico-scientifico del professore Roberto Caprara, archeologo e storico dell’architettura rupestre, con la realizzazione di un volume e di una mostra itinerante dal titolo “Le vie verdi dei pellegrini”.
Un lavoro che aveva l’obiettivo del riconoscimento ufficiale del percorso che da Canterbury conduceva i pellegrini a Roma e da qui, passando per l’antica Via Appia, ai porti pugliesi da cui salpavano le navi per la Terra Santa.
Infatti il Gal Colline Joniche:
• nel 2012 aveva sottoscritto un Progetto di Cooperazione Interterritoriale denominato “Cammini d’Europa: Rete Europea di Storia, Cultura e Turismo” finalizzato alla valorizzazione dei territori rurali attraversati dai Cammini di Santiago e dalle Vie Francigene a cui aderivano 16 Gruppi di Azione Locale (6 dei quali Gal pugliesi) di quattro Regioni,;
• nel 2014, unico Gal in Europa, ha aderito all’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF);
• ha partecipato agli “Stati Generali delle Vie Francigene nel Sud” tenutesi a Bari per arrivare al riconoscimento, da parte del Consiglio d’Europa, della Via Francigena nel Sud “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa” avvenuto, nel 2015, con l’approvazione a Roma da parte dell’Assemblea Generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) del Dossier scientifico di Candidatura.
Uno straordinario lavoro collegiale, che si inseriva nel percorso della Green Road, frutto del coinvolgimento delle amministrazioni locali, delle numerose associazioni che operano sul territorio, privilegiando le tematiche di integrazione sociale, del movimento lento, nel totale rispetto dei luoghi e della natura. Insomma si stava per cogliere i frutti di questo straordinario lavoro sostenuto dalla mozione approvata dal Consiglio, ma ignorato dalla Giunta regionale.

È davvero mortificante assistere, ancora una volta, alla ingiustificata esclusione di questo territorio dalla possibilità di accedere ai programmati finanziamenti comunitari anche attraverso le dinamiche legate al turismo culturale e religioso.

Per questo ci si attende dai rappresentanti tarantini alla Regione Puglia un doveroso atto, anche di coerenza con quanto deliberato dal Consiglio regionale, che risarcisca l’intera comunità di un territorio pesantemente penalizzato per le questioni connesse all’inquinamento ambientale e alla grave crisi occupazionale nonostante le grandissime potenzialità di sviluppo presenti nell’area jonica legate alla Green Economy e al turismo sostenibile.

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