La prima fase degli interventi, che rientrano nel programma Test Range, durerà 180 giorni.

Bari  – Aeroporti di Puglia comunica che sull’aeroporto di Taranto Grottaglie sono iniziati i lavori previsti nell’ambito del progetto “Test Range – Infrastrutturazione destinata all’insediamento di attività industriali orientate alla sperimentazione e test di nuove soluzioni aerospaziali”.

Gli interventi, il cui progetto esecutivo è stato approvato dall’ENAC – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile – lo scorso 12 ottobre, prevedono la realizzazione delle seguenti opere:

• manutenzione straordinaria Hangar One e Hangar Two;
• ampliamento piazzale aeromobili “D” e adeguamento dei raccordi “D” e “I”;
• nuovo tronco nord della via di rullaggio “T” e raccordo “F”.

 I lavori sono stati aggiudicati, per un importo complessivo di € 10.239.639,64 all’ATI – Associazione Temporanea di Imprese – costituita dal Consorzio Stabile Infratech (capogruppo) e da Bollita s.r.l.

Con questi lavori l’aeroporto di Taranto Grottaglie compie un nuovo passo in avanti sul piano del potenziamento e della qualificazione delle proprie strutture che ne fanno la più importante infrastruttura strategica a livello nazionale ed europeo nel settore dell’aerospazio destinata alla sperimentazione, alla ricerca e allo sviluppo di prodotti aeronautici, con particolare riguardo agli aeromobili a pilotaggio remoto.

La stretta collaborazione tra Aeroporti di Puglia, ENAC e Regione Puglia, ha reso possibile la programmazione e la realizzazione d’importanti investimenti tecnologici e infrastrutturali che, oltre ad aver già consentito l’insediamento di realtà produttive di livello internazionale, favorirà l’ulteriore valorizzazione dello scalo quale piattaforma logistica nell’area del Mediterraneo e quale catalizzatore di nuove imprese ad alta tecnologia che possano creare nuove opportunità di crescita sul piano della competitività, del lavoro e dello sviluppo del territorio.

Sinistra Italiana chiede trasparenza l’Assessore alle attività produttive, Mazzarano, e il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulle attività che si prevedono presso l’aeroporto di Grottaglie.

Alla luce della delibera di indirizzo sulla possibilità di aprire ai voli civili e commerciali ci attendiamo che questa venga al più presto resa operativa. Lo sviluppo dell’importante settore industriale che sta progredendo all’interno dell’aerostazione di Grottaglie,con nuove commesse per il Boeing 787 e nuove attività produttive da poter svolgere come quella della decommissioning, cioè la “decomposizione” di elicotteri e aerei in disuso, è certamente positivo, poichè produrrà benefici lavorativi e di sviluppo economico per il terriorio.

Fino ad oggi abbiamo sostenuto e creduto alla volontà manifestata dall’Assessore e dal Presidente di produrre uno scatto in avanti per quanto riguarda l’utilizzo dell’aeroporto “Arlotta” per i voli civili. Siamo, infatti, fermamente convinti che non esista nessuna ragione per mettere in contrapposizione la destinazione cargo/industriale dello scalo tarantino con la possibilità di sviluppo anche dei voli civili e commerciali, ma il Presidente e l’Assessore ci facciano capire, con i fatti, che dopo le parole e dopo la Delibera di Giunta con la quale è stato commissionato lo studio di fattibilità ad Aeroporti di Puglia, le intenzioni sono serie.

Per dimostrarlo: si apra subito ai voli civili in sostituzione dell’aeroporto di Bari che resterà chiuso al traffico, per lavori di miglioramento, dal 28 febbraio fino all’8 marzo 2018, come ho già richiesto con una interrogazione urgente depositata circa un mese fa.

Se l’Assessore e il Presidente della Regione Puglia, non coglieranno questa occasione per dare sostanza alle loro dichiarazioni, allora sarebbe davvero curioso continuare a leggere dichiarazioni in favore dei voli civili quando si recano a Grottaglie. Non sarà sfuggito a nessuno, credo, che non siamo più nel tempo in cui si poteva dire tutto e il contrario di tutto, pur di attrarre consenso, in vista delle campagne elettorali. Se si prendono impegni nel territorio per i voli civili, va bene rivendicare anche gli investimenti che Boeing sta facendo per aumentare la produzione di fusoliere, allungando le commesse per le attività operanti a Grottaglie fino al 2030 (la precedente previsione era 2021), non va bene rimanere fermi rispetto alla richiesta di apertura ai voli civili, a partire dallo stop temporaneo dello scalo barese.

Presidente e Assessore, ci diano risposte chiare con i fatti e non più solo con dichiarazioni.

- Oraquadra giornale online -

 

Hub aereo cargo al Sud: il governo investe su Catania e dimentica Grottaglie

A sentire gli esponenti di governo che frequentano con assiduità l'area di Taranto, soprattutto con l'avvicinarsi delle elezioni politiche, l'aeroporto di Grottaglie è un gioiello la cui valorizzazione come infrastruttura cargo in collegamento con il porto dovrebbe garantire l'avvio di un nuovo processo di sviluppo, capace di superare le difficoltà e i pericoli sanitari e ambientali che sinora sono stati disseminati dall'Ilva. Poi arriva il giorno in cui il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, presenta, insieme alla struttura di missione del trasporto aereo, il Position Paper contenente le azioni per il rilancio del traffico cargo, e ti accorgi che il futuro è altrove e che il ministero (quindi il governo) considera strategici per il trasporto merci, 6 aeroporti italiani, destinati a diventare hub cargo: Milano Malpensa, Roma Fiumicino, Bergamo Orio al Serio, Venezia, Bologna e Catania. Nei prossimi 4 anni, sino al 2020, saranno investiti per il miglioramento degli aeroporti cargo 157 milioni di euro: 130 sulle infrastrutture cargo del Centro Nord, dove si svolge il 98 per cento del movimento merci.
Con l'obiettivo di realizzare un hub cargo in Sicilia il Governo ha messo a disposizione di Catania 13 milioni di euro. A Grottaglie-Taranto sono invece destinati 9,6 milioni di euro per sostenere le attività di Test Range e quindi per garantire infrastrutture per attività industriali legate alla sperimentazione e ai test di nuove soluzioni aerospaziali. La somma destinata a Taranto-Grottaglie è affidata alla società Aeroporti di Puglia e rientra nel contratto di programma 2016-2019 sottoscritto tra Regione e Governo. Dopo il gran parlare che si è fatto a proposito del valore e del ruolo di Grottaglie come scalo con destinazione cargo e industriale inserito nel Piano nazionale degli aeroporti ci saremmo aspettati di più in quanto a investimenti. In attesa di capire se davvero sarà possibile attivare qualche volo civile. Taranto e le sue rappresentanze politiche, sociali e istituzionali non devono accontentarsi delle briciole. Tanto meno devono continuare a parlare di porto e aeroporto e di voli civili da ottenere chissà quando, senza preoccuparsi, ora e subito, di capire, sulla scorta dei documenti di programmazione che contengono le scelte del governo centrale, cosa si può conquistare come giusto riconoscimento per porre la basi di un nuovo modello di sviluppo. Tra le azioni per il rilancio delle attività cargo alcune azioni vengono definite fondamentali. Spiega il ministro Delrio: «Ai fini di una immediata operatività è necessario realizzare i seguenti interventi: attuazione dello “Sportello Unico Doganale e dei Controlli” e la promozione del manifesto elettronico; formale recepimento delle linee guida di indirizzo strategico tratteggiate nel Position Paper negli opportuni atti di indirizzo (Piano Nazionale degli Aeroporti, Piano Nazionale della Logistica) da parte delle Autorità preposte; istituzione negli aeroporti a maggiore vocazione cargo, o immediatamente a ridosso degli stessi, di agevolazioni e semplificazioni coerenti con il Codice doganale unionale e di Zone Economiche Speciali nelle aree del Mezzogiorno ove sia possibile stimolare una filiera del trasporto merci via area oggi poco attrattiva».
Proprio l'attivazione prevista dal Decreto Mezzogiorno di una Zes collegata al porto e retroporto di Taranto, sulla quale deve ancora pronunciarsi la Regione per quanto riguarda le aree da contenere nel perimetro della stessa e il governo nazionale per quanto riguarda l'emissione del decreto attuativo che fissa i criteri per la perimetrazione, deve spingere chi vuole costruire un nuovo modello di sviluppo a ragionare sulla concretezza delle cose e non su modelli vuoti come quelli annunciati con la legge per Taranto su cui si sta discutendo in Consiglio regionale.
Il riferimento che si fa (che fa lo stesso ministro Delrio) alla necessità, per sviluppare le attività cargo, di “uno sportello unico doganale e dei controlli” può aiutare lo scalo di Grottaglie a sperare in qualche volo civile. Sul serio. Ma per avere successo bisogna saper cogliere ciò che è previsto negli atti di programmazione e poi pretenderne il rispetto. Nella legge per Taranto di cose concrete non se ne vedono. Lì ci sono solo parole. Ecco perché Taranto deve giocare una doppia partita: a livello nazionale e regionale, ben sapendo che spesso i due livelli entrano in conflitto (per motivi tutti interni al Pd) e l'area ionica ne paga le conseguenze.

(Comunicato stampa dell'on. Avv. Gianfranco Chiarelli Commissione Giustizia Camera dei Deputati)

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