L’iniziativa dell’Arciconfraternita del Carmine di portare una meravigliosa mostra di arte sacra e devozione popolare nella nostra città e nella chiesa simbolo della nostra tradizione, è meritevole di elogi ma anche di ulteriori riflessioni.

La mostra “Facies Passionis – i volti della Passione” ha fatto registrare ben diecimila visitatori certificati da un puntuale rilascio di tagliandini numerati (la diligenza dei confratelli è proverbiale) ad ogni ingresso. Numeri giustificati dalla straordinaria bellezza dei simulacri venerati dalle comunità di tutta la Puglia, ma anche dal valore profondo della devozione per questi “Vangeli visivi”, nonché artistico perché datati dal ‘600 sino ai primi del ‘900 e di autori celebri. 

Corale è stata, certamente, la partecipazione dei tarantini, che in ogni caso hanno dato una non consueta animazione al Borgo; ma in quei diecimila visitatori dobbiamo leggere anche il grande flusso di confratelli o semplici cittadini di tutta la Puglia pervenuti a Taranto in occasione di questa mostra. Centinaia di visitatori che hanno visitato anche le vie del “salotto cittadino”, i posti di ristoro, e anche alberghi e bed&breakfast (gli accompagnatori delle statue forestiere hanno giocoforza soggiornato in città nei quattro giorni).
Facciamo rilevare tutto questo perché il Direttivo cittadino di Forza Italia Taranto, fra le varie problematiche, sta affrontando prioritariamente quello dello sviluppo di un settore mortificato come il turismo e il commercio: il secondo molto dipendente dal primo. Attività queste che non possono più essere affidate a sogni irreali di sfruttamento turistico di scogli occupati da costruzioni abusive; di zone “turistiche” trasformate in vicoli dove non si può neanche parcheggiare e a volte è difficile persino transitare; di strutture di turismo campeggistico perennemente occupate da “stanziali” e in cui non c’è posto per chi è di passaggio.
Crediamo, invece – dalla nostra ottica chel’Arciconfraternita,intelligentemente
guidata, ha indicato con questa iniziativa una direzione che a noi sembra quella più giusta: la via della cultura, della tradizione, delle radici.

La strada giusta è quella di creare sempre più occasioni perché Taranto – senza trascurare interazione con le preziose realtà della sua provincia – si proponga come città e territorio attraente. 

E’ evidente che in tanti debbano fare la propria parte, a partire dalle istituzioni (senza vacui trionfalismi) e da tutti gli organismi della società, non esclusi i partiti. Forza Italia, indipendentemente dalla campagna elettorale, proprio in questi giorni sta proseguendo il suo lavoro di studio della realtà e di ricerca delle soluzioni per il bene comune.

Antonio Biella - Coordinatore cittadino Forza Italia Taranto

Nella tarda mattinata di oggi, alle 13.30, la mostra "Facies Passionis" allestita nella chiesa del Carmine ha raggiunto circa 1500 visitatori. Di questi, 845 si riferiscono alla serata di giovedì, da dopo l'inaugurazione sino alla chiusura delle 22. Sebbene la mostra sia ad accesso libero e gratuito, il conteggio dei visitatori è fatto attraverso i biglietti numerati consegnati all'ingresso. La mostra, promossa dall'Arciconfraternita del Carmine e la collaborazione di Arcidiocesi e Comune di Taranto, vede esposti dieci simulacri della Passione giunti a Taranto grazie alla disponibilità di una serie di confraternite pugliesi.

Oggi, intanto, nell'ambito delle iniziative collaterali alla mostra si è svolto nella sede di Taranto dell'Università di Bari un convegno sul tema: "L'arte veicolo di fede tra mecenatismo e pietà popolare nell'Italia meridionale dal '600 ai giorni nostri". Sono intervenuti Eugenio Imbriani, docente di antropologia culturale e storia delle tradizioni popolari all'Università del Salento e Sage; Letizia Gaeta, docente di storia dell'arte all'Università del Salento; Antonio Basile, docente di arte contemporanea all'Accademia delle Belle Arti di Lecce; don Francesco Martignano, docente all'Istituto teologico di Molfetta. Ha introdotto e concluso Antonello Papalia, priore dell'Arciconfraternita del Carmine di Taranto.
Imbriani ("pietà popolare e tradizione culturale" la sua relazione) ha effettuato una comparazione tra la pietà popolare nei decenni passati ed oggi. "Tempo addietro - ha detto - la pietà popolare era espressione soprattutto dei ceti poveri della società, poveri dal punto di vista materiale e culturale, i quali si rivolgevano ai Santi chiedendo loro aiuto per questioni esistenziali molto concrete. Oggi, invece, la pietà popolare è entrata a far parte del patrimonio di una comunità e rappresenta un tratto dell'identità locale. Non a caso queste manifestazioni e l'universo della religiosità popolare sono entrati nelle politiche dell'offerta turistica e si incrociano con quelle promozionali". Riti e tradizioni fanno quindi parte, ha sottolineato Imbriani, "dei beni culturali immateriali come lo sono, per esempio, le danze, le lingue, la dieta mediterranea. Certo, l'Unesco è un po' restia ad introdurre le manifestazioni di religiosità popolare nei beni da tutelare ma questo non ci esime da ogni sforzo finalizzato alla ricerca, allo studio e alla valorizzazione di questo patrimonio".
Per Gaeta ("i Misteri e la Passione nella produzione artistica dei cartapestai leccesi tra '800 e '900" la sua relazione) "religiosità e aspetti culturali vanno coniugati. Le opere d'arte sono fondamentalmente religiose e dietro un oggetto artistico, c'è una forte spinta devozionale e religiosa. La storia delle terre di Puglia è contrassegnata da riti della Passione. Taranto e Siviglia sono due esempi di città del Sud Europa accomunate da questi riti. La devozione richiama quindi la territorialità perchè non si può prescindere dalla storia che c'è dietro". Gaeta ha poi parlato di una mostra da lei allestita nella sede dell'Università del Salento e descritto, con le foto, una serie di simulacri dell'Addolorata, effettuando al riguardo anche una distinzione tra Desolata e Addolorata. "La prima - ha rilevato - è la donna che vive l'angoscia del presentimento, la seconda, invece, è quella che è colpita dal dolore per la morte del proprio Figlio". Gaeta ha quindi citato celebri artisti che hanno realizzato le statue della Passione - Maccagnani, Manzo, Guacci, De Pascalis - rilevando come la confraternita "volesse aggiudicarsi il Mistero più prestigioso come segno di orgoglio corale".
Basile ("arte e religiosità popolare" il tema che ha trattato) è partito dalle edicole votive presenti in tanti luoghi di Puglia per sottolineare come oggi "la pietà popolare costituisca un patrimonio demo-etno-antropologico di indubbio spessore. Non possiamo però scindere la raffigurazione dei Santi dall'iconografia perchè questa è un chiaro elemento identificativo". Auspicando "uno studio serio sul folclore, che è cosa ben diversa dal colore", Basile ha insistito sulla necessità di preservare e valorizzare le tradizioni. "Certo, il contesto sociale complessivo è cambiato - ha rilevato - ma se arte e tradizioni sono giunte sino a noi, vuol dire che sono portatrici di messaggi positivi".
"Gerusalemme è qui, l'arte devozionale della Passione secondo la spiritualità della drammatizzazione mimetica" è stato il tema dell'ultima relazione, affidata a don Francesco Martignano. "I riti della Passione - ha dichiarato - hanno uno spirito imitativo e diverse sono le analogie tra la Terra Santa e i cristiani di Occidente. I pellegrini, per esempio, si iscrivono in questa correlazione. I crociati anche: erano pellegrini, seppure armati, che andavano in Terra Santa a difendere Cristo. Poi che accade? I mussulmani occupano Gerusalemme e allora Gerusalemme è qui, nei nostri luoghi, nelle nostre realtà urbane. Il Calvario, così presente in tanti nostri paesi, la scala santa, che è quella del pretorio, la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme di Roma. Tanti luoghi della memoria - ha affermato Martignano - che fanno città rituali". Il sacerdote ha poi detto come in passato la liturgia avesse, al suo interno, tanti momenti processionali, "che oggi invece si sono trasferiti all'esterno. E cosa sono le processioni - ha concluso - se non una comunicazione emozionale, anzi un Vangelo visivo?".
Domani, sabato 3 febbraio, la mostra al Carmine sarà aperta nel consueto orario: 9-22. Alle 19 al Carmine concerto di marce funebri della tradizione pugliese effettuato dall'orchestra di fiati "Davide Delle Cese" di Bitonto, città presente alla mostra con la statua di Gesù morto dell'Arciconfraternita del Suffragio e del Purgatorio. Il complesso, diretto dal maestro Vito Vittorio Desantis, si esibirà in una selezione di marce funebri suonate nei riti della Passione delle città presenti alla mostra.

Francesco Tamburrini

La rassegna Facies Passionis che si è inaugurata il 1 febbraio a Taranto ha attratto l’interesse di moltissimi visitatori e fedeli perché raccoglie le diverse realtà confraternali pugliesi ed i simboli della passione che muove la pietas popolare nelle espressioni di arte sacra che si fanno culto e devozione.

I volti della passione sono la metafora dei volti di tarantini che aspettano la rinascita e la luce di questa città; la rappresentazione intima ed emotiva che viene dalla sofferenza ma che affronta un percorso laico di fede e di passione per il rinnovamento della propria città.

Agli organizzatori dell'iniziativa promossa dall'Arciconfraternita del Carmine di Taranto, nata da un'intuizione del priore Antonello Papalia, il plauso dell’amministrazione del Comune di Taranto.

Facies PassionisArciconfraternita del Carmine di Taranto: di seguito il comunicato stampa inerente l’inaugurazione della Mostra Facies Passionis che si terrà nella Chiesa del Carmine di Taranto dall’1 al 4 febbraio p.v.

Presenti le autorità civili e militari, il Vescovo Mons. Santoro, inaugura il 1 febbraio alle 18.30 nella chiesa del Carmine a Taranto, la mostra "Facies Passionis" promossa dall'Arciconfraternita del Carmine di Taranto con la collaborazione attiva di altre nove Confraternite della Puglia e il patrocinio dell'Arcidiocesi di Taranto e del Comune di Taranto. La mostra, alla sua prima edizione, vuole proporre, attraverso l'esposizione di dieci simulacri che arriveranno a Taranto dal resto della regione, un percorso nella ritualità della Settimana Santa, così forte e sentita in Puglia, e farlo attraverso statue che si ritengono rappresentative della Passione del Signore. I simulacri arrivano da Bari, Bitonto, Molfetta, Valenzano, Noci, San Severo, Mottola, Manduria e Taranto. Statue che risalgono al 1700, 1800 e anche primi del secolo scorso, realizzate da valenti artisti come Giuseppe Manzo, Salvatore Sacquegna, Gregorio Palmieri e Antonio Maccagnani. La mostra "Facies Passionis", appunto i volti della Passione, vuole da un lato offrire uno spaccato di cosa è la tradizione, la storia e la cultura che esprimono i riti della Passione e dall'altro valorizzare e far conoscere il patrimonio di religiosità popolare affidato alle confraternite. Patrimonio che si interseca con la vita stessa dei territori e delle comunità di cui le confraternite ospiti sono espressione.

Nei giorni della mostra, che sarà allestita nella chiesa del Carmine con ingresso libero e gratuito, orari dalle 9 alle 22, la stessa chiesa sarà chiusa in via temporanea alle normali funzioni liturgiche che saranno eccezionalmente trasferite nell'istituto di Maria Immacolata in Taranto con ingresso da via Mignogna. Le statue giungeranno al Carmine tra la sera del 31 gennaio e la mattina dell'1 febbraio e saranno sistemate nella chiesa con un percorso guidato e studiato per i visitatori. Dal 2 al 4 febbraio, infine, ci sarà un programma di eventi collaterali "Facies Passionis" per il quale vi rimandiamo alla locandina allegata a questo comunicato

 

L'Arciconfraternita del Carmine di Taranto vi invita sabato prossimo, alle 11.30, nella propria sede con ingresso da via Giovinazzi, per la conferenza stampa di "Facies Passionis", i volti della Passione, arte, religiosità popolare e tradizioni.

La mostra si terrà dall'1 al 4 febbraio prossimi nella chiesa del Carmine che, per l'occasione, si trasformerà eccezionalmente in un luogo espositivo che racconta la Settimana Santa in Puglia attraverso dieci statue. Queste giungeranno a Taranto dalle Confraternite della regione che hanno aderito alla prima edizione di questa iniziativa. Si tratta di simulacri molto rappresentativi delle varie realtà locali che, all'interno del Carmine, saranno esposti alla visione del pubblico attraverso un percorso guidato. L'accesso alla mostra sarà libero e gratuito. Nella conferenza stampa sarà anche illustrato il programma di eventi collaterali alla mostra "Facies Passionis".

In attesa di incontrarvi, e nel ringraziarvi dell'attenzione, vi salutiamo cordialmente.

Francesco Tamburrini - Segretario Arciconfraternita

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