Il risultato del 4 marzo è inequivocabile, consegna un dato netto che non lascia spazio alle interpretazioni, il movimento cresce a dismisura specialmente al sud, e la destra prende forma mortificando la parte moderata della coalizione che, da motore principale, si deve rassegnare ad essere oramai ausiliare qualora decidesse di rimanere in quel contesto.

A sinistra invece è débâcle, sprofonda il PD trascinando con se quelle forze che, in maniera goffa e per puro opportunismo pre-elettorale, hanno tentato di rappresentare un centrismo popolare, ma lì nessuna sorpresa, lo scarso risultato era prevedibile, anzi scontato.

Altrettanto goffe e opportunistiche sembrano le posizioni di alcuni personaggi politici che pur governando, vogliono scimmiottare e corteggiano il movimento, offrendo alleanze innaturali invece di ammettere di aver fallito nella propria azione.

Crediamo invece che sia il momento di rilanciare, aprendo una nuova stagione già tracciata da questo gruppo alcuni mesi fa, si perché questo è il momento. La politica oggi ha un’opportunità unica, e cioè quella di respirare, quella di riorganizzarsi, quella di rialzarsi, di elevarsi, aprendo un dialogo con tutte le forze in campo e riducendo la distanza che è diventata enorme con i cittadini.

Il campo è ben delineato, esiste, ma non è rappresentato ed appartiene a chi non combatte gli avversari ma li affronta, a chi sa bene che le politiche del lavoro devono essere condivise fra lavoratori e imprese, perché il miglior alleato di ogni impresa sono i propri dipendenti e l’impresa è per i lavoratori la casa da difendere e sostenere soprattutto nei momenti difficili.

Appartiene a chi ritiene che dopo la famiglia, la scuola è l’istituto educativo principale e deve essere di eccellenza, si, vogliamo che la cosa più preziosa che abbiamo, i nostri figli, crescano in un luogo dove sia garantita la cultura e la formazione.

Appartiene a chi ritiene che il diritto alla salute sia irrinunciabile, e qui soprattutto a Taranto per le gravi carenze oramai croniche ci sarebbe tanto da dire, ma soprattutto da fare.

Appartiene a chi non si sognerebbe mai di ricacciare in mare chi cerca rifugio, ma si aspetta una politica sull’immigrazione all’altezza della grave emergenza planetaria, che porge la mano e lavora per risolvere la crisi invece di considerarla un’emergenza sempre buona per fare affari.

Appartiene a chi affronta la modernità senza i rimpianti del passato, con lo sguardo attento nel futuro affinché non sia un’incognita, ma la conseguenza di una visione e del lavoro svolto in prospettiva.

Perciò vogliamo fare il primo passo e non ci chiamate visionari. Siamo convinti che la politica quella buona, quella che unisce, sia ancora lo strumento che garantisce partecipazione e condivisione. Non abbandoneremo il campo con la speranza del fallimento altrui, anzi auspichiamo che si apra un confronto costante con chi, in queste ore, ha ricevuto un largo consenso da parte dei cittadini e invitiamo chiunque condivida questo percorso ad unirsi.

In questo campo si ragiona, si costruisce, si ascolta e si rispettano le posizioni di chi ha deciso di affrontare gli stessi argomenti in maniera diversa, non si demonizza l’avversario, si abbattono gli steccati non le persone, le persone sono mattoni, meravigliosi mattoni diversi fra loro che si mettono insieme per costruire la casa, il solido riparo per le nuove generazioni.

 

 

La presentazione Giovedì 1 Marzo, ore 18.30, presso Bar Old House, Via Taranto, 7 - Lecce

L’Italia può essere la culla di un nuovo rinascimento tecnologico, digitale e culturale. Questa convinzione unisce i candidati di 10 Volte Meglio, il gruppo politico fondato da imprenditori e manager a livello internazionale: Stefano Benedikter, Gian Luca Comandini, Andrea Dusi, Lucio Gomiero, Cristina Pozzi e Stefano Rocco. 

Sarà l’on. Marco Baldassarre a presentare la squadra pugliese di 10 Volte meglio giovedì 18.30 , in via D’Aquino 46, a Taranto.
Accanto a Baldassarre, saranno presenti i candidati: Marco Baldassarre, Cosimo Sammarco, Luca Durante e Francesca Cortese.
Il progetto vuole contribuire a costruire un’Italia che sia davvero dieci volte meglio, e non solamente “un po’ meglio”. Perché in questo nostro futuro possibile, spiegano i promotori dell’iniziativa, c’è un’Italia rinnovata e rigenerata, un obiettivo – ambizioso ma raggiungibile – per costruire un Paese moderno e più efficiente.
Numerosi i temi di interesse contenuti nel programma, tra cui l’educazione e la cultura, la modernizzazione della macchina statale, le iniziative per dare competitività alle imprese, il supporto alle aziende nei settori legati alle tecnologie innovative, il rilancio del turismo e soprattutto l’obiettivo di far crescere i posti di lavoro qualificati e qualificanti.

 

In vista delle prossime Consultazioni Elettorali Politiche del 4 marzo 2018 la Segreteria Generale del Comune di Taranto e il Servizio Elettorale, di concerto con la Prefettura, hanno organizzato un incontro di approfondimento destinato ai Presidenti di Seggio, ai Segretari e ai dipendenti comunali che avranno funzioni di collegamento tra i seggi nelle giornate interessate dalle operazioni di voto e scrutinio.

L’iniziativa utile a fornire istruzioni sulle complesse operazioni degli uffici elettorali di sezione, si terrà GIOVEDI' 1 MARZO 2018 con inizio alle ore 15,00 presso l’Aula Magna della sede Universitaria del Dipartimento Jonico di via Duomo - Taranto.
Sulla home page del sito Istituzionale del Civico Ente, all'interno del banner denominato Elezioni Politiche 2018 sono pubblicate le Istruzioni per le operazioni di seggio degli Uffici Elettorali di Sezione e la Circolare della Prefettura inerente gli adempimenti degli uffici elettorali di sezione.

Della segretezza del voto, #impopolare nell’era dei social network

In questi ultimi giorni, frenetici essendo ormai agli sgoccioli della campagna elettorale, si assiste sui social network più diffusi ad un proliferare di esternazioni pubbliche della propria volontà sul voto che si terra il 4 marzo prossimo.

Infatti, in tanti sui propri profili personali o in discussioni varie palesano la loro volontà di voto dichiarando espressamente il loro candidato scelto. Il bello è che tanti hanno espresso la propria volontà di voto a più candidati di schieramenti politici opposti, giusto per accontentare tutti – il cosiddetto voto di pancia.
Si ricorda che la Costituzione Italiana nell’ art.48 recita: “[…] Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. […]
Il requisito della segretezza del voto costituisce il prerequisito fondamentale affinché si possa effettivamente svolgere una votazione libera, fondamenta di uno Stato democratico e di diritto. La segretezza e la libertà costituiscono dunque due garanzie consolidate nel diritto elettorale, tanto da poter essere considerati come prerequisiti della democraticità stessa del sistema.
Il voto è espressione della libertà del cittadino e, quindi, esso è personale, risponde al principio di uguaglianza, è libero da condizionamenti ed è segreto.
Pertanto per quale motivo si manifesta liberamente la propria volontà sul voto? Ovvero perché il cittadino non attivo in politica dichiara apertamente la sua intenzione di espressione elettorale? Lo fa per interesse della gestione della res publica o per un mero tornaconto personale – voto di scambio? Perché il problema principale è che a tanti non è chiaro cosa sia la definizione di politica, ovvero la scienza e l’arte di governare: sia per il cittadino elettore poco attento, ma anche ai tanti nuovi politici scesi in campo elettorale.
Il palesare petulantemente quello che sarà il proprio voto è una forma di condizionamento alla formazione della volontà dell’elettore. E’ necessario tutto ciò perché la febbre da social network lo impone? O è il frutto di una campagna elettorale, la più strana della storia d’Italia? Una campagna elettorale entrata nel vivo senza particolari soluzioni, portandosi dietro una disperata corsa al consenso tra mirabolanti promesse, argomentazioni poco credibili e bizzarre coalizioni.
Ma siam proprio sicuri che il cittadino elettore che ha già palesato la sua preferenza di voto poi nell’intimità democratica della cabina elettorale – tutelata dall’art.48 della Costituzione – non cambi idea e scelga altro politicamente?
Cari cittadini ricordatevi sempre che l’elettore può essere classificato in tre grandi categorie: chi vota con la testa; chi vota con il cuore; chi vota con la pancia.
Spetta a voi in piena libertà e segretezza decidere quale “organo” decisionale far prevalere nell’espressione del vostro voto senza farsi condizionare dai paladini del voto palese e alla luce del sole, portavoce compiacenti anche di fake news. Ricordiamoci sempre che la democrazia e il suffragio universale sono stati un successo che è costato molte centinaia di anni e anche sangue versato. Ora, perché funzionino, hanno bisogno della partecipazione attiva e intelligente dei cittadini. Tu, io, tutti coloro che hanno diritto di voto!

Ciro Urselli
#impopolare

Tra quindici giorni saremo chiamati alle urne per esprimere una scelta, almeno così parrebbe ma così non è, o per lo meno non lo è in toto.

Ci esprimeremo su un qualcosa di precotto, i cui ingredienti li hanno decisi i capi partito. L'elettore con questa legge (rosatellum, sic) truffaldina, è spogliato di qualsiasi volontà se non quella di fare una croce a un simbolo quello che più li garba, tanto gli eletti sono quasi tutti già nominati. Mi fa specie sentire le grida di "disperazione" per il partito di maggioranza: l' "ASTENSIONISMO", che ormai veleggia verso il 50% se non di più. Io mi chiedo come possono questi governanti a non capire che la gente si sta allontanando sempre più dalla politica proprio per loro responsabilità ed incapacità, è sotto gli occhi di tutti che questa legge elettorale è stato uno schiaffo/offesa all'intelligenza degli italiani, l'hanno varata pur sapendo che per l'Italia, in questa tornata elettorale sarà uno sfacelo in quanto non verrà fuori una salda forza di governo che possa tirare su questo nostro Paese, sempre più mortificato e assediato da problematiche su cui si cincisciano i politici, una classe politica e non solo, ormai incapace, priva di competenze se non per portare l'acqua ai loro mulini personali (banche, aziende e organizzazioni), allora perché ci si stupisce che quasi la metà dell'elettorato italiano non andrà a votare?

Personalmente di fronte a questa oggettiva disamina, al di là dello sconforto che genera nel mio animo, e con la passione per la politica che nonostante tutto alberga in me, mi auguro che in queste ultime due settimane di campagna elettorale i partiti tutti e i movimenti seri si mettano di buona lena e vadano casa per casa, staccandosi quindi dai social e quant'altro alberga in una tastiera e in un monitor, mettano la faccia tutti i candidati, anche quelli che sanno di avere una candidatura di servizio che com'è noto non ha possibilità di elezione, e vadano tra la gente a raccontare gli intenti del partito di appartenenza e facciano capire alla gente che anche se è una legge di schifo, bisogna andare a votare perché quella legge venga cambiata dai partiti seri e propositivi, ammesso che ce ne siano, ma il popolo, anche se a torto collo, deve esprimersi col voto. ( Elezioni Politiche2018 i collegi di Puglia )

Veniamo alla nostra realtà locale, inutile non stigmatizzare, la candidatura dei pentastellati che  ha sbaragliato non poco il gioco nel collegio 11 uninominale della Camera dei Deputati, Giampaolo Cassese che proprio oggi alle 18:00, terrà un comizio in piazza Principe di Piemonte, perché ha sbaragliato? è presto detto, il suo nome è stato tenuto segreto fino alla pubblicazione ufficiale delle candidature al Senato e alla Camera, ha preso tutti di sorpresa e l'entusiasmo è salito alle stelle, in quanto la sua posizione nell'uninominale è in quella che lo dà per eletto. Quindi Grottaglie avrà un concittadino a Palazzo Chigi. Questo ha portato molti grottagliesi a caricarsi di grandi aspettative per il nostro territorio, ma per onestà intellettuale bisogna un attimo frenare, un solo onorevole non potrà fare tantissimo per il nostro maltrattato territorio, come non lo potè fare a suo tempo l'on. Rocco Maggi che addirittura fu sottosegretario alla Giustizia nel Governo Prodi, ma dalle nostre parti quasi non ce ne accorgemmo, ne ebbero contezza solo pochissimi grottagliesi, il resto pur sforzandoci non ci viene in mente altro.

Tornando quindi alle nostre elezioni/burla, dove agli italiani gli resta un voto monco e li porta a "mettere la croce" al meno peggio, quando in giro ci sono persone competenti che si inendono di politica ma che i "padroni dei giradischi" hanno scaricato e quindi pensato bene di collocare le vecchie volpi a danno di quel cambiamento che tutti, ormai esausti stiamo aspettando. Un nome che a Grottaglie si sta spendendo in questa campagna elettorale è l'avv. Antonio Maglie, grottagliese, una raro signore della politica, competente e appassionato che il neo partito di Grasso "LiberiEuguali" ha collocato nel collegio uninominale 11, al 4° posto, quindi un portatore di voti e basta, in puglia se riusciranno a eleggere un onorevole e un senatore di  "LiberiEuguali" sarà grasso che cola, almeno così dicono chi ne sa più della sottoscritta.

Ma dopo questi due candidati eccellenti di Grottaglie che dovranno combattere per l'intero collegio che va oltre le mura cittadine per strappare voti, a Grottaglie ci sono altri 3 candidati onorevoli nativi grottagliesi di cui ricordo a malapena i nomi (se qualcuno vuole rettificare segnalatemi le eventuali omissioni): Francesco Annicchiario, commercialista per il Partito Repubblicano, Ciro Sanarica Partito Comunista e poi una donna Antonella Biondi, al Senato nel collegio 1 sotto l'insegna del partito di Emma Bonino.

Prima di chiudere questo mio editoriale, scrivo un'ultima cosa, che comunque sia bisogna andare a votare, non caricatevi di aspettative perché il bello verrà dopo, infatti a secondo di come andranno le elezioni politiche del prossimo 4 marzo, ci potrebbe essere una piccola tempesta nel panorama locale, c'è chi giura che sono in corso già incontri tra consiglieri comunali e segretari di partito per disegnare il possibile scenario, intanto più di qualcuno sta uscendo allo scoperto, Loreto Danese farà votare Forza Italia, e quindi è per il Senato Puglia2, che vedrà quasi sicuri eletti Luigi Vitali e Maria Francavilla per l'uninominale (consorte del presidente della provincia di Taranto Tamburrano). Sono stati aperti a Grottaglie comitati anche per  l'on. Chiarelli candidato al collegio 11 della Camera che comprende ( Carosino, Castellaneta, Crispiano, Fragagnano, Ginosa, Grottaglie, Laterza, Martina Franca, Massafra, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Mottola, Palagianello, Palagiano, Roccaforzata, San Giorgio Jonico, San Marzano).

 

Il Corecom Puglia, con riferimento alle elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica fissate per il prossimo 4 marzo, rammenta che, a partire dalle ore 24 di venerdì 16 febbraio 2018 e fino alla chiusura dei seggi elettorali, è vietato rendere pubblici o comunque diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori. Tale divieto si estende - ai sensi dell’articolo 25 della delibera 1/18/CONS - anche alle manifestazioni di opinione che, per modalità di realizzazione e diffusione, possono comunque influenzare l’elettorato. Per la stampa - quotidiana, settimanale e periodica - si tiene conto della data di effettiva distribuzione al pubblico.

Volare Alto, un'associazione culturale, prima, un movimento politico, poi, nato per dar voce alla società civile di Grottaglie, al fine di riportare nelle Istituzioni i valori di “rinascita” che, con grande fatica, è necessario far valere nell'amministrare la cosa pubblica, restituendo, così, fiducia ai cittadini che, da tanto, troppo tempo, si sentono traditi dai propri rappresentanti che, il più delle volte, una volta eletti tendono ad esercitare un potere per il proprio tornaconto personale piuttosto che rendere un servizio alla propria comunità, tutelando interessi di carattere generale.
Il sogno di amministrare la città di Grottaglie sulla base di un programma elettorale concreto costituito da 26 progetti la cui realizzazione i cittadini avrebbero potuto verificare facilmente si è, come noto, infranto con il responso delle urne ed, oggi, il gruppo Volare Alto, all'interno del Consiglio Comunale, svolge e continuerà a svolgere un ruolo di opposizione responsabile, promuovendo, altresì, importanti iniziative, come ad esempio lo sviluppo dello scalo aeroportuale e la costituzione della Port Authority.
In tale contesto, avvicinandosi le elezioni del 4 marzo, è giusto dire ai nostri simpatizzanti ed elettori che non ci riconosciamo in questa legge elettorale e in alcuna delle proposte politiche in campo e, quindi, ognuno, sulla base di scelte personali, potrà valutare il da farsi, senza che, con ciò, il progetto di Volare Alto venga meno.
Al riguardo, prendiamo ad esempio, il termine greco Simmachia che una numerosa rete di scuole della Capitale ha utilizzato come nome per costruire un progetto istituzionale: un'alleanza militare che vincolava i partecipanti all'aiuto reciproco, pur mantenendo ognuno la propria indipendenza.
Insomma, Volare Alto è una squadra che ha saputo includere personalità della società civile di Grottaglie al di la dell'appartenenza politica ed ideologica, condividendo valori, soprattutto di carattere etico, per combattere e contrastare le cattive abitudini di una classe dirigente del nostro territorio, incapace di bene amministrare la cosa pubblica.
Sicché, dopo le elezioni politiche, torneremo uniti a far sentire la nostra voce, pungolando l'Amministrazione di Grottaglie dai banchi dell'opposizione ed organizzando una serie di eventi per rilanciare le azioni del nostro programma elettorale per lo sviluppo ecosostenibile e solidale della nostra Città, utile a dare un futuro alle nuove generazioni.

Alcuni giorni fa sono stati resi noti i nomi dei tre candidati grottagliesi per le prossime elezioni politiche del 4 marzo, appena pubblicati sul social network più diffuso si è scatenato il cosiddetto flame (nel gergo della rete, una discussione dai toni particolarmente accesi).

Tanti a proporre, quasi ad imporre, l’idea di scelta del proprio candidato considerato ed osannato come deus ex machina capace, nelle intenzioni di costoro, di poter capire e risolvere tutti i problemi noti del nostro territorio e contesto sociale dimenticandosi del ruolo di ben più ampio spessore istituzionale a cui il loro candidato sarà chiamato in qualità di Deputato del Parlamento italiano.
Ad un attento lettore il fervore mostrato nelle discussioni virtuali porrà alcune domande, di cui la sociologia cerca da tempo di dare risposte. Ricerche di psicologia politica si sono concentrate sullo studio delle determinanti del comportamento di voto (Caprara G.V., Barbaranelli C., 2000) ed hanno rilevato che il voto viene innanzitutto guidato dalle cosiddette “attese di vantaggi e svantaggi”.
È presente perciò una tendenza secondo la quale il voto è dato ai rappresentanti politici che si ritiene possano produrre i cambiamenti sociali desiderati che risultano essere principalmente della giustizia sociale, dell’equità fiscale, del lavoro e della stabilità economica, ecc. Purtroppo oggi non si vota più come una volta: un tempo erano le ideologie, i valori, gli interessi delle classi sociali e di ogni singolo elettore ad orientare una scelta politica. L’influenza mediatica era meno condizionante, mentre oggi il processo di voto è influenzato principalmente dalle caratteristiche di ogni singolo candidato. Oggi la politica passa attraverso molti canali mediatici che frammentano le informazioni rendendole spesso confuse e contrastanti. Il potenziale elettore cattura l’immagine del candidato tramite i media, favorendo ulteriormente dei processi di pensiero che si basano su semplificazioni cognitive ed emotive e quasi banalmente, in assenza di etichette sociali, oggi l’elettore può essere classificato in tre grandi categorie: chi vota con la testa; chi vota con il cuore; chi vota con la pancia.
L’elettore che vota con la testa è fortemente condizionato da elementi razionali e oggettivi, risponde a logiche ben definite e chiare, ovvero voterà il determinato schieramento politico e/o candidato perché rincorre una promessa che farà comodo e ognuno potrà facilmente trovare parecchie ragioni valide per votare qualsiasi partito.
Chi vota con il cuore rincorre le passioni, i sentimenti, i ricordi, le speranze, i desideri, che riguardano anche grandi concetti sociali. Sono coloro che seguono le idee che muovevano la prima Repubblica (democristiani, liberali, comunisti, ecc.), che cercano in cuor loro di tornare ad una politica legata a schieramenti e idee di un tempo oramai passato. Categorie da cui, negli ultimi anni, è andato piuttosto di moda scappare anche se la maggior parte delle persone, nel contesto politico italiano, continui a fare riferimento a destra e sinistra. Anche quelli che dichiarano che destra e sinistra non hanno più senso.
Poi ci sono gli elettori di pancia, questa tipologia sostanzialmente è nata con la seconda Repubblica ed è formata da uomini e donne pronte a spostarsi in maniera massiccia da uno schieramento all’altro. Si vota facendosi condizionare dai mass media, ma anche dai fallimenti di un uomo o di un partito. A questa tipologia diffusa nell’espressione della volontà popolare appartiene il voto su base prevalentemente istintiva. Soprattutto coloro che risultano indecisi, ma poiché tutti ragioniamo e indubbiamente facciamo le scelte della nostra vita in base a una logica succede spesso che il ragionamento è dominato dalle emozioni per cui viene asservito a una decisione che era già maturata dentro di noi. Esprimono il loro voto per simpatia o antipatia, magari per sentito dire al bar.
Il riassunto è che la gente crede quello che vuole credere e quello che non ama non lo sente nemmeno, rischiando di crearsi illusioni effimere sull’ennesimo candidato che non ha vocazione politica. Perché di questo si tratta: una vocazione, una missione e non un trampolino di lancio verso il potere. Come ha scritto Papa Francesco, «la politica, tanto denigrata, è una vocazione altissima, è una delle forme più preziose di carità, perché cerca il bene comune». Ed il candidato che riuscirà ad arrivare in Parlamento, inesorabilmente si troverà a fronteggiare dinamiche in cui è richiesto grande senso di responsabilità nei confronti della comunità nazionale, spesso contrastanti con le necessità di pancia degli elettori locali.
Pertanto in cuor mio e nella mia testa mi è già chiaro a chi darò il voto anche se la mia pancia rimarrà scontenta!

Ciro Urselli

#impopolare

Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

Oraquadra.info è ospitato sui server di Register.it Spa

Foro competente: Taranto

Editore e Direttore: Arcangela Chimenti D'Amicis alias Lilli D'Amicis

Legal Advisor: avv. Michela Tombolini

Web Master: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione per le sue funzionalità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. .

  Accetto i cookies da questo sito web.
EU Cookie Directive plugin by www.channeldigital.co.uk