Finalmente si butta la maschera e si procede con l’attuazione di ciò che il presidente Emiliano ha sempre smentito a parole ma puntigliosamente svolto coi fatti, vale a dire la chiusura dell'ospedale "San Marco" di Grottaglie. Infatti con delibera qui allegata, la Direzione Generale della ASL di Taranto ha dato mandato di avvio dei lavori per la trasformazione dell'ospedale di Grottaglie in Polo della riabilitazione. Quindi adesso si entra nel vivo della destrutturazione del "San Marco" di Grottaglie, nonostante le tante promesse fatte, nonostante ciò che è scritto anche nell'ultima versione del Piano di riordino ospedaliero, dove relativamente all’ospedale "San Marco" di Grottaglie si specifica che sarebbe diventato centro riabilitativo dopo l'entrata in funzione del "San Cataldo" di Taranto, il nuovo ospedale per il quale a breve saranno avviati i lavori di costruzione. L’ ospedale di Grottaglie quindi avrebbe dovuto mantenere almeno ancora attivi i servizi attuali. Ma questo purtroppo è stato totalmente ignorato e l'ospedale di Grottaglie sarà solo un lontano ricordo... quindi addio Pronto Soccorso, addio alla tanto evidente necessità di aiutare a decongestionare la richiesta di assistenza sanitaria che ogni giorno giunge al Pronto Soccorso, e gli altri reparti, dell’ospedale "S.S. Annunziata" di Taranto, addio a tutti i reparti. Una fine davvero triste per un ospedale che per decenni ha garantito, in tutta la provincia di Taranto, reparti di eccellenza, di elevata assistenza socio-sanitaria per tutto il territorio. Penso al Punto Nascite, penso all’Ortopedia, penso alla Medicina, alla Chirurgia, allo stesso Pronto Soccorso, che era tra P.S. con più accessi in tutta la Puglia. Adesso resterà soltanto un reparto di lungodegenza, con 32 posti letto e la riabilitazione. Spiace constatare il vanificarsi delle tante battaglie di tanti cittadini che ci hanno messo la faccia, la passione e l'impegno, che avvertiranno l’amarezza di questa perdita per il territorio, a causa di un Piano di riordino che, secondo la legge, dal nostro punto di vista, come segnalato anche da alcune organizzazioni sindacali, è illegittimo, in quanto approvato senza l'adozione degli atti aziendali da parte dei Direttori Generali delle Asl pugliesi. Un passaggio importante che non è stata fatto e quindi rende illegittimo l’intero Piano di riordino ospedaliero pugliese.Quindi tutto ciò avviene con una decisione straordinariamente negativa nei confronti dell'ospedale di Grottaglie.

 

 

I consiglieri comunali del Gruppo Consiliare “Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista”, Francesco Donatelli, Aurelio Marangella e Massimo Serio, hanno presentato al Sindaco, all’Assessore al Personale e al Presidente del Consiglio comunale di Grottaglie la seguente INTERROGAZIONE URGENTE CON RICHIESTA DI RISPOSTA SCRITTA:

“Premesso che - scrivono-  con la nota inviata dalla regione Puglia del 15 novembre 2017. n. prot. A00_060/0014222 si esplicitavano le linee guida operative assunzionali per la stabilizzazione degli LSU ((Lavoratori Socialmente Utili) completando un percorso iniziato con il Decreto Legge 101 del 31 agosto 2013 “Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche Amministrazioni”; che le linee guida sopra richiamate fissano nella data del 20 dicembre, il termine ultimo per la presentazione di appositi atti di ammissione al finanziamento delle assunzioni di personale ai sensi del DGR n. 1477/2017; fissando le date di avvio e di esecuzione delle procedure di assunzione rispettivamente al 31/12/2017 e 31/03/2018; che il 31 dicembre p.v. scade la convenzione anno 2017 sottoscritta tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Governo regionale per l'anno in corso con ovvia preoccupazione per il futuro lavorativo degli LSU a partire dal gennaio 2018; che il Comune di Grottaglie presenta nella sua dotazione organica n. 9 LSU (Lavoratori Socialmente Utili);  che i suddetti Consiglieri sono stati interessati e sollecitati dai 9 lavoratori preoccupati per il proprio destino lavorativo e per il futuro loro e delle loro famiglie.
Alla luce di tutto ciò i sottoscritti consiglieri comunali, - proseguono nella interrogazione - vorrebbero conoscere le  determinazioni che l’Amministrazione Comunale intende assumere in merito a tale argomento a tutela e a salvaguardia dei 9 Lavoratori Socialmente Utili.”

 

Nota del consigliere regionale di Sinistra Italiana Mino Borraccino:

"Giovedì 14 dicembre 2017, alle ore 17,30, presso il Salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto, in via Anfiteatro n. 4, Sinistra Italiana, Federazione di Taranto, che aderisce al progetto nazionale di "Liberi e Uguali", terrà un'assemblea pubblica sull'ILVA.
Oggetto dell'iniziativa: Il Conflitto tra salute, ambiente e lavoro da dipanare, per un equilibrio da raggiungere.Parteciperanno all'iniziativa il prof. Giorgio Assennato, già Direttore Generale dell'Arpa, il prof. Tommaso Fiore, già assessore regionale alla Sanità con la Giunta Vendola, l'on. di Sinistra Italiana Stefano Fassina, componente della segreteria nazionale del Partito ed il sottoscritto consigliere regionale di Sinistra Italiana.
L’impegno di Sinistra Italiana per la “grande fabbrica” continua, attraverso le iniziative pubbliche al fianco dei lavoratori e dei cittadini per la tutela della salute, ma anche con le tante azioni fatte in Regione, come l’ ultimo l’odg presentato nel Consiglio monotematico sull’Ilva tenutosi a Bari in data 1° dicembre 2017. Riteniamo importante, dal punto di vista normativo, introdurre nell’Autorizzazione Integrata Ambientale la valutazione dell’impatto e del rischio sanitario, indispensabili per stabilire livelli produttivi compatibili con la salute e l’ambiente. Salute e lavoro devono poter viaggiare parallelamente per tutelare due diritti sacrosanti"

Comunicato stampa

Al di là delle norme: un piano per recuperare la presenza delle donne nella politica. La richiesta di Nicola Fratoianni.

La questione della scarsa presenza femminile nei luoghi di decisione politica è un dato che, a sessant’anni dall’acquisizione del diritto elettorale da parte delle donne, è sintomo di una sconfitta per la stessa democrazia e lascia aperto il problema del riequilibrio della rappresentanza e della realizzazione di una democrazia effettiva e non dimezzata.

La sottorappresentanza delle donne nelle assemblee elettive costituisce un problema in gran parte dell’Europa, ma è accentuato nei Paesi del Sud Europa e nel Sud dell’Italia.

Né vale ricordare che l’attenzione nei confronti della composizione per genere delle assemblee elettive è un dato abbastanza recente; il movimento per il diritto di voto delle donne, infatti, aveva posto l’attenzione sulla questione dell’elettorato attivo, considerando l’elettorato passivo come una sua conseguenza ovvia ed inevitabile.

Ma un soggetto politico nuovo, e di sinistra, come “Liberi e Uguali” deve porsi assolutamente – al di là della denominazione, tutta maschile - l’obiettivo di promuovere la presenza e la militanza femminile, al di là delle stesse norme che fissano le quote minime di genere nella composizione delle liste. Crescono le compagne (e anche i compagni) che chiedono di fare un salto in avanti e che sia proprio la Sinistra a farlo.

La crisi della partecipazione è un fatto generale, causato dalla sfiducia diffusa nella classe politica, ma dentro questa crisi c’è l’allontanamento delle donne dai luoghi della politica, che sostanzialmente si rivelano escludenti, per le modalità e i tempi, rispetto alla partecipazione femminile.

Occorre rimediare con i fatti a questa situazione, e questo passo di civiltà lo dobbiamo compiere anzitutto noi di “Liberi e Uguali”.

Mino Borraccino

Sinistra Italiana

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