Questa mattina il personale della Brigata Marina San Marco in servizio presso il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (C.A.R.A.) di Restinco (BR), è intervenuto nell’ambito dell’”Operazione Strade Sicure” insieme agli agenti della Polizia di Stato per sedare un’aggressione all’interno della struttura di accoglienza ai danni di un fuciliere di marina, avvenuto da parte di un cittadino extracomunitario ospite della struttura. Prosegue così l’impegno della Marina Militare nell’”Operazione Strade Sicure” attraverso l’impiego quotidiano di un’aliquota di fucilieri della Brigata Marina San Marco per assolvere, in concorso alle forze di Polizia, il compito di vigilanza e assistenza presso i centri di accoglienza per immigrati (Centri di Identificazione ed Espulsione, Centri di Accoglienza e Richiedenti Asilo, Centri di Accoglienza, Centri di Prima Accoglienza, Centri di Soccorso e Prima Accoglienza, Centri di Permanenza Temporanea), come quello di Restinco.

La struttura al quarto posto nella classifica provvisoria “luoghi del Cuore” del Fondo Ambiente Italiano (F.A.I.). Anche quest’anno il Castello Aragonese di Taranto continua a riscuotere un grandissimo successo tra le mete turistiche pugliesi, con circa 70.000 visitatori dal 1 gennaio 2018 ad oggi.

Il Castello Aragonese nel 2017 è stato riconosciuto come secondo sito storico – archeologico della regione per aver raggiunto, nell’arco dell’intero anno, circa 117.000 visitatori di cui circa 30.000 tarantini, circa 69.000 provenienti da tutta Italia e quasi 18.000 dal resto del mondo. In totale dal 2005, anno dell’apertura al pubblico, il Castello ha visto passare attraverso le sue antiche sale più di 760.000 persone.
La struttura risulta inoltre al quarto posto, ad oggi, tra i “Luoghi del cuore” nella votazione on-line della speciale graduatoria dei siti da valorizzare, promossa dal FAI.
La Marina Militare condivide con il FAI l’amore per la storia del nostro Paese e per la tutela dei siti storici. Con le navi e suoi equipaggi promuove la consapevolezza dell’importanza del mare per il nostro Paese, perché ora come nel passato, il benessere e il progresso della nostra nazione dipendono dal mare, dal suo rispetto, la sua tutela e la valorizzazione. Il mare racchiude il segreto della nostra origine, accarezza e protegge importanti cimeli immersi della nostra storia e ci può svelare i segreti del nostro futuro.

APPROFONDIMENTI


Marina Militare e FAI
Quest’anno, tra i mille siti distribuiti su tutto il territorio nazionale che il FAI ha scelto per raccontare lo straordinario patrimonio culturale e ambientale del nostro Paese sono stati inseriti anche Palazzo Marina a Roma (link), l’Accademia Navale di Livorno (link) e il Forte San Felice a Chioggia che, in occasione della 26ª edizione delle Giornate FAI di Primavera del 24 e 25 marzo scorsi, hanno registrato un afflusso di circa 10.000 visitatori.
Particolarmente gradite al pubblico sono risultate le visite guidate, ad opera dei volontari della prestigiosa fondazione, all’interno di Palazzo Marina, attraverso un itinerario che ripercorre tra mobilio, architettura e dipinti la storia della Marina Militare che è poi la storia dell’Italia marittima. I vari gruppi si sono avvicendati lungo il percorso predisposto che prevedeva la visita allo Scalone d’onore monumentale, al Salone dei Marmi, alla Biblioteca Storica - con gli oltre 40 mila volumi molti dei quali manoscritti rari - e a diverse stanze mai aperte al pubblico tra cui la sala inaugurata proprio il 24 marzo e intitolata al Grande Ammiraglio Paolo Thaon di Revel, protagonista della vittoria sul mare durante la prima guerra mondiale.

Castello Aragonese
Con la sua forma quadrangolare il Catello Aragonese di Taranto occupa l’estremo angolo dell’isola su cui sorge il borgo antico della città, forma modificata negli anni. Inizialmente era solo una “Rocca” fatta da torri alte e strette e solo nel 1486 l’architetto militare, “Francesco di Giorgio Martini”, ebbe l’incarico di ampliare il castello conferendogli la forma che oggi possiamo ammirare.
A memoria della sua realizzazione una lapide murata sulla “Porta Paterna” che adornata dello stemma degli Aragonesi inquartato con l’arma dei d’Angiò riporta:
“Re Ferdinando aragonese, figlio del divino Alfonso e nipote del divino Ferdinando, rifece in forma più ampia e più solida questo castello cadente per vecchiaia, perché potesse sostenere l'impeto dei proiettili che è sopportato col massimo vigore - 1492.”
Nel corso degli anni la struttura venne rafforzata con nuove torri ed il suo impiego cambiò passando da struttura militare per la difesa a dura prigione fino al 1887, anno in cui il castello torna ad essere sede militare e più precisamente della Marina Militare.
Nella sua storia si ricorda la lunga prigionia del Conte di Montecristo, primo generale di colore della storia, ispirazione del omonimo romanzo.

L’importante scoperta è avvenuta durante un’esercitazione dei cacciamine della Marina Militare.

I Cacciamine Rimini e Gaeta della Marina Militare, durante un’attività di sorveglianza dei fondali nel Mar Tirreno presso l’isola di Capraia, hanno localizzato e identificato il relitto del Sommergibile Alberto Guglielmotti, affondato nel marzo del 1917.
Il ritrovamento del relitto del sommergibile è avvenuto da parte di Nave Gaeta ad una profondità di 400 metri, in una posizione correlabile con quella nota del suo affondamento avvenuto intorno alle 21:50 del 10 marzo del 1917 da parte dallo sloop inglese HMS Cyclamen, che lo aveva scambiato per un battello tedesco. Nell’evento perirono 14 membri dell’Equipaggio.
La scoperta è stata poi convalidata dalla successiva investigazione da parte di nave Rimini con il veicolo Multipluto che ha permesso di scattare anche le prime immagini del sommergibile mostrando inconfutabilmente l’identità del relitto grazie alla corrispondenza con i dettagli costruttivi del battello che appare adagiato sul fianco mostrando, ben riconoscibile, il cannone di prora. Le immagini hanno anche confermato lo speronamento avvenuto ad opera dell’Unità inglese.
In precedenza, il cacciamine Gaeta aveva localizzato il relitto del HMS Saracen, sommergibile inglese affondato da due corvette italiane durante la seconda Guerra Mondiale già identificato durante una spedizione subacquea da parte di soggetti privati nel 2015.
Il ritrovamento del sommergibile Guglielmotti conferma l’efficacia operativa dei nuovi veicoli subacquei in dotazione alla Marina militare capaci di operare a quote profonde e che potranno essere adoperati anche sui nuovi cacciamine che dovranno sostituire le ormai datate unità della classe Lerici/Gaeta. L’attività condotta dimostra come le capacità militari possono essere messe a disposizione della ricerca subacquea, anche per fini di ricostruzione storica, nell’ambito delle funzioni duali e complementari della Forza Armata.
Questa nuova metodologia di investigazione apre un nuovo capitolo sulle indagini a quote profonde ed amplia gli scenari (militari e non) nei quali, i cacciamine della Marina Militare, possono operare in futuro inquadrandosi in un più ampio programma di esplorazione e ricerca dei nuovi fondali marini.
La scoperta ha infine ridato voce al coraggio e alla dignità di quegli uomini che oltre cento anni fa servirono il Paese fino all’estremo sacrificio.

Approfondimenti:
SOMMERGIBILE ALBERTO GUGLIELMOTTI (1°)
Classe “Pacinotti”
(Tipo Laurenti)
Cantiere FIAT-S. Giorgio – Spezia
Impostato: 7.6.1914; varato: 4.6.196; consegnato: 19.12.1916;
Affondato: 10.3.1917; radiato 9.8.1917
Generalità
Questo sommergibile, progettato da Laurenti, rappresentò insieme all’A. Pacinotti, il primo esperimento nel campo delle unità subacquee di elevato dislocamento. La R. Marina ne ordinò due esemplari nel 1913 quando la Marina Imperiale germanica aveva già in costruzione un’ unità dello stesso tipo presso i Cantieri La Spezia.
Si trattò di una produzione, in dimensioni maggiori, delle unità di piccolo dislocamento tipo “Fiat – S.Giorgio” senza importanti innovazioni nel campo costruttivo.
I compartimenti allagabili erano ricavati nell’interno della parete centrale dello scafo mentre dei depositi combustibili alcuni erano ubicati all’esterno, alle due estremità dello scafo, ed altri in una cassa interna centrale.
Una particolarità nell’armamento era la sistemazione di tre lanciasiluri a prora, innovazione che non ebbe seguito nelle unità subacquee successive.
I due “Pacinotti” (A.Pacinotti e A.Guglielmotti) prestarono servizio per breve tempo e la valutazione delle prestazioni da essi fornite non ne consigliò la riproduzione.
Attività
Il Guglielmotti, al comando del capitano di fregata Guido Castiglioni, che ne aveva curato anche l’allestimento, nei primi giorni del marzo 1917 ebbe l’ordine di raggiungere la sede di Brindisi, per operare nell’Adriatico meridionale con la 2ª Flottiglia.
Salpato dalla Spezia il 10 marzo, scortato dal piroscafo Cirenaica, alle ore 21.50, in navigazione nelle acque della Capraia, scambiato per unità nemica dal dragamine britannico Cyclamen di scorta al trasporto truppe Arcadia, fu cannoneggiato, speronato ed affondato.
Nell’incidente perdettero la vita quattordici uomini dell’equipaggio e tra questi l’ufficiale in 2ª, tenente di vascello Virgilio De Biase.
L’ unità fu radiata il 9 agosto 1917.


Motto: Nella difesa degli oppressi e nella punizione degli scellerati

Il 3 luglio scorso nella sala convegni del Castello aragonese di Taranto è stata presentata al pubblico l'ultima fatica editoriale dello storico/scrittore tarantino Mario Guadagnolo, docente a riposo di lettere, già assessore, Sindaco, Difensore Civico al Comune di Tarantonegli anni '80. A 40 anni si scopre scrittore e il suo immenso amore per Taranto e i grandi uomini che tanto hanno fatto per la Città dei due Mari, diventando gli argomenti principale della sua ricca bibliografia.

Mario Guadagnolo è originario della provincia di Catanzaro, trasferitori a Tarantoin età adolescenziale, la sua formazionentellettuale avviene tra la stessa Taranto e Bari dove si laurea. Taranto per lui, lo racconta anche nella video intervista,è come una donna da amare e da scoprire giorno dopo giorno e lo fa dedicandoglitanti libri scritti con la passione dello storico e con il cuore di un innamorato.

Chi è Mario Guadgnolo:

Mario Guadagnolo è nato Gizzeria, 27 giugno 1944 da una famiglia di contadini a Gizzeria (Catanzaro), si trasferì a Taranto nel 1959 dove ha conseguito gli studi secondari presso il Liceo Classico Archita di Taranto. Nel 1969 si laurea in lettere moderne presso l'Università degli Studi di Bari. È stato Ordinario di Italiano e Storia presso l'Istituto tecnico per ragionieri e geometri “Fermi” di Taranto, a riposo dal 1 settembre 2001. Negli anni 1975-1980 è stato Segretario Provinciale della Federazione del Partito Socialista Italiano di Taranto e membro del Comitato Centrale del PSI, eletto al Consiglio Comunale di Taranto negli anni 1980/1985 ha ricoperto l'incarico di Assessore alla Sanità, Ambiente ed Ecologica al Comune di Taranto. Negli stessi anni ha ricoperto l'incarico di Presidente del Fondo per l'Impatto Ambientale e di Coordinatore delle Unità Sanitarie Locali n. 4 e n. 5 del Comune di Taranto. Nel quinquennio 1985/1990 ha ricoperto la carica di Sindaco di Taranto. Nel quinquennio 2001-2006 ha ricoperto l'incarico di Difensore Civico del Comune di Taranto.- In quest'ambito si è occupato di problematiche giuridiche e sociali inerenti ai diritti dei cittadini. Negli stessi anni è stato eletto Vice Presidente Nazionale dell'A.N.D.C.I. (Associazione Nazionale Difensori Civici Italiani). Dal 2005 a tutt'oggi scrive di politica, società, storia e letteratura e collabora come opinionista con diversi quotidiani e riviste.

Ha scritto:

- “S'è fatto professore” - Scorpione Editrice 1985

- “Volare alto” 243 domande al sindaco di Taranto Mario Guadagnolo a cura di Antonio Biella e Mino Ianne - Politica & Società Editrice 1985

- “C'è una volta Taranto”- Scorpione Editrice 1998 - “Cella 12-Cronaca di due giorni di ordinaria ingiustizia”

- Koinè Nuove Edizioni Roma 1999

- “La farfalla ha ali spezzate”

- Saggio su “Aldo Moro, la tragedia di uno statista” di Pierfranco Bruni-Editrice Il Coscile - Castrovillari 1999

- “Taranto e il ‘900”- Scorpione Editrice - Taranto 2000

- “Guglielmo Motolese, un vescovo del sud testimone del nostro tempo”- Scorpione Editrice - Taranto 2004

- "Cronaca della morte di un fiocco di neve”- romanzo - Koinè Nuove Edizioni Roma 2004

- "Taras-Tarentum-Taranto - L'evoluzione urbanistica della città di Taranto dall'età greca ai nostri giorni” Scorpione Editrice - Taranto 2005

- “Il ‘900 di Giovanni Acquaviva”- Scorpione Editrice - Taranto 2006

- “Vota Antonio - Cronaca semiseria su fatti, personaggi e protagonisti delle elezioni comunali 2007” - Scorpione Editrice - Taranto 2007

- “Sindaci - i Sindaci di Taranto dal 1200 ai nostri giorni” Scorpione Editrice Taranto 2010

- “Toponomastica tarantina-il chi è delle vie di Taranto” Scorpione Editrice-Taranto 2013 - “Nerone e il professore - dialoghi improbabili” Scorpione Editrice-Taranto 2015

Il 27 e 28 luglio 2017 i Palombari e gli Incursori di Comsubin, s’immergeranno nelle meravigliose acque del parco naturale regionale di Porto Venere nell’ambito del tradizionale stage d’immersione congiunta con subacquei civili disabili.

Questo momento addestrativo, ormai giunto alla sua XII° edizione, si svolgerà nello specchio acqueo antistante la grotta Byron, la cala sovrastata dall’antica chiesa di San Pietro dove il poeta e politico inglese amava rifugiarsi.

L’area d’immersione, caratterizzata da un ambiente subacqueo molto interessante ed una profondità variabile compresa tra i 5 ed i 20 metri, sarà il palcoscenico di una delle più grandi manifestazioni avvenute tra gli specialistici di Comsubin, i subacquei disabili appartenenti alla Società HSA Italia (Handicapped Scuba Association International ) ed al Gruppo Sub Ospedale della Spezia e la locale Amministrazione Comunale.

Infatti oltre 200 subacquei s’immergeranno insieme facendo così conoscere alla collettività che questa affascinante attività può essere vissuta in serenità e sicurezza da tutti, in relazione alla propria fisicità ed autonomia.

Durante la mattinata del 27 luglio vi sarà anche il “battesimo dell’acqua” a favore di bambini e ragazzi disabili, coordinati dalle sezioni della Spezia del Lions Club International e del Sovrano Militare Ordine di Malta, che assistiti e supportati dagli uomini di Comsubin, vivranno il loro primo bagno in questo meraviglioso mare.

Lo stage rappresenta una delle tante attività duali e complementari che i Reparti Subacquei della Marina svolgono costantemente a favore della collettività, come la bonifica dei porti e delle spiagge dai residuati bellici o l’immersione in saturazione ancora in corso a Capo Noli, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Liguria.

Lunedì 23 luglio dalla Stazione Navale Mar Grande della Marina Militare di Taranto, partiranno il cacciatorpediniere Luigi Durand de la Penne e la nave scuola Palinuro per le rispettive campagne d’istruzione. A salutare gli equipaggi e gli allievi imbarcati, oltre ad amici e parenti, sarà il Comandante in Capo della Squadra navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano.

I 125 allievi della 2ª classe dell’Accademia Navale del corso “Dunatos” continuano, con l’imbarco su nave Durand de la Penne, un percorso di crescita professionale iniziato lo scorso anno a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci, nel contesto della nave prettamente militare, diverso e strettamente operativo.

Gli allievi avranno così l'opportunità di entrare in contatto con la realtà operativa tipica, che contribuirà a rafforzare in loro i valori fondanti che contraddistinguono gli uomini e le donne della forza armata. La Campagna entrerà, infatti, subito nel vivo e la nave, al comando del capitano di vascello Armando Simi, sarà da subito impegnata nell’Operazione Mare Sicuro per poi spostarsi oltre lo stretto di Gibilterra, in una missione di presenza, sorveglianza e naval diplomacy nel Golfo di Guinea.

La Campagna d’Istruzione 2018 di nave Durand de la Penne toccherà i porti di Augusta, Cartagena (Spagna), Dakar (Senegal), Lagos (Nigeria), Accra-Tema (Ghana), Casablanca (Marocco), con il compito di portare l'eccellenza italiana all’estero attraverso l’organizzazione di eventi culturali e di promozione, in collaborazione con le rappresentanze diplomatiche nazionali nei Paesi ospitanti.

Nave Palinuro è, invece, impegnata nella sua 54ª Campagna d’Istruzione e imbarca 35 Allievi Marescialli del corso “Kratos” della Scuola Sottufficiali di Taranto che, a bordo della nave, apprenderanno le scienze nautiche e marinaresche acquisendo così una conoscenza diretta delle varie attività associate all’esercizio della professione dell’“andar per mare” in modo da radicare un’adeguata padronanza e confidenza con il futuro ambiente di lavoro.

Partita lo scorso 24 maggio da La Spezia, nave Palinuro ha già toccato i porti di Ancona, in occasione delle celebrazioni della Giornata della Marina, di Vasto, di Augusta, di Trapani ed infine di Gaeta per fare poi rotta verso Taranto. La campagna degli Allievi Marescialli porterà la nave nei porti di Kos (Grecia), Istanbul (Turchia), Costanza (Romania), Batumi (Georgia) e Argostoli – Cefalonia (Grecia).

Durante la 54ª Campagna d’istruzione 2018, nave Palinuro porta con sé la bandiera del GASLINI di Genova, donata alla nave dal presidente dell’Ospedale Pediatrico lo scorso 17 maggio a La Spezia, in occasione degli 80 anni dell’istituto.

La Campagna d’istruzione delle navi Durand de la Penne e Palinuro termineranno a Livorno il prossimo 23 settembre, insieme alla campagna di nave Amerigo Vespucci e delle unità a vela minori della Marina, tutte impegnate nell’addestramento del personale della Forza Armata.

La goletta, impegnata nella Campagna d’istruzione 2018, sarà aperta al pubblico

Mercoledì 18 Luglio la nave scuola Palinuro della Marina Militare approderà presso il Castello Aragonese nel porto di Taranto dove sosterà fino al 23 luglio.

L’unità è impegnata nella 54ª Campagna d’Istruzione e, nel capoluogo pugliese, imbarcherà gli allievi del Corso Normale Marescialli della Scuola Sottufficiali di Taranto che durante le navigazioni e le attività nel prossimo periodo, avranno la possibilità di apprendere i primi rudimenti delle scienze nautiche e marinaresche sviluppando così lo spirito di squadra che caratterizza ogni marinaio nell’assolvimento dei compiti della forza armata al servizio della collettività.
Partita lo scorso 24 maggio da La Spezia, nave Palinuro ha già toccato i porti di Ancona, in occasione delle celebrazioni della Giornata della Marina, Vasto, Augusta, Trapani e Gaeta e dopo una breve sosta alla fonda davanti a Palinuro (SA) ha fatto rotta verso Taranto.
Giovedì 19 luglio alle ore 10.30, il comandante di nave Palinuro, capitano di fregata Giuseppe Valentini, terrà una conferenza stampa a bordo durante la quale presenterà l’unità e la Campagna d’Istruzione. A seguire, a partire dalle ore 11.00, nave Palinuro ospiterà a bordo un seminario sulle tematiche ambientali dal titolo “Le attività complementari della Marina Militare a favore dell'ambiente”, promosso dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e dalla Marina Militare, in collaborazione con il Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, l’Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRSA CNR) e l'Associazione ambientalista Marevivo. L’incontro mira a promuovere l’educazione ambientale, la difesa del mare e delle sue risorse e a diffondere i risultati relativi alle ricerche scientifiche, effettuate sulla stessa nave a vela Palinuro nel recente periodo da studenti e ricercatori, coordinati dall'Università di Bari, attraverso nuovissime strumentazioni tecnologiche, proprio a testimonianza della forte attenzione e sensibilità che pone la Marina Militare sulle tematiche ambientali, nel più ampio spirito duale e complementare con cui la Forza Armata rende disponibili i propri mezzi, le proprie capacità e la propria expertise a favore della collettività, delle istituzioni e del mondo accademico.
Durante la 54ª Campagna d’istruzione 2018, nave Palinuro porta con sé la bandiera del Gaslini di Genova, donata alla nave dal presidente dell’Ospedale Pediatrico lo scorso 17 maggio a La Spezia, in occasione degli 80 anni dell’istituto.

MARINA MILITARE: I PALOMBARI DEL NUCLEO SDAI DI TARANTO NEUTRALIZZANO UNA GRANATA D’ARTIGLIERIA INDIVIDUATA NEL MAR PICCOLO

Dal 7 al 9 luglio 2018 i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare, distaccati presso il Nucleo S.D.A.I. di Taranto (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), hanno condotto un intervento nel Mar Piccolo teso a rimuovere un pericoloso ordigno esplosivo.

Individuato dalla Ditta incaricata a condurre la rimozione dei materiali di natura antropica presenti sul fondo del Mar Piccolo, il residuato bellico si trovava ad una profondità di 3 metri ed a 20 metri dalla strada Lungomare GARIBALDI che attraversa Taranto Vecchia e, per tale ragione, la Prefettura di Taranto ha disposto e coordinato l’intervento di bonifica d’urgenza del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) della Marina Militare.
“Intervenire su di un ordigno esplosivo di così grandi dimensioni è sempre particolare, le emozioni e l’adrenalina si fanno sentire e l’attenzione che diamo ad ogni minima azione è sempre massima ” ha dichiarato il Comandante del Nucleo S.D.A.I., TV Mirko Leonzio. “Quando la Prefettura ha disposto il nostro intervento, dalle immagini subacquee inviateci dalla ditta ho riconosciuto subito che si trattava di una granata d’artiglieria. Il nostro sopralluogo confermava la presenza di una granata da 105 millimetri della seconda guerra mondiale. Non è mai facile intervenire sottacqua per rimuovere in sicurezza questo tipo di ordigno, ma farlo a pochi centinaia di metri dalle abitazioni di una città rende ancora tutto più complesso. Le operazioni subacquee hanno permesso di imbragare l’ordigno, passare sotto il ponte girevole rimorchiandola a distanza, e raggiungere una zona di mare individuata dall’Autorità Marittima dove, attuate le consolidate tecniche tese a preservare l’ecosistema marino, il residuato bellico è stato distrutto. Infine, mi preme raccomandare alle persone in vacanza mare, che dovessero imbattersi in manufatti con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo o parti di esso, di non toccarli o manometterli in alcun modo, denunciandone immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, per consentirci così di intervenire e rispristinare le condizioni di sicurezza delle nostre acque”.
Questi interventi rappresentano una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità, svolti anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.
Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 22.000 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1 gennaio 2018 ne hanno già neutralizzati 14.185 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 16.311 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm anch’essi rimossi e distrutti.
Con una storia di 169 anni alle spalle, i Palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.
Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

Si comunica che venerdì 06 luglio alle ore 15.00, presso il Polo Scientifico
e Tecnologico Magna Grecia (Quartiere Paolo VI – Taranto), alla presenza
del Magnifico Rettore, si terrà la cerimonia conclusiva della Summer
School Vasco da Gama 2018 - Safety: navigation & environment.

La Vasco Da Gama Summer School, finanziata dalla Regione Puglia, ha
visto la partecipazione di 31 “allievi” sia italiani che stranieri, molti dei
quali professionisti o provenienti da un percorso universitario legato
all’ambito tematico del trasporto multimodale e della logistica portuaria o
più in generale delle Scienze Marittime.
La lezioni e le esercitazioni pratiche della Summer School, in lingua
inglese, sono state tenute da esperti italiani e stranieri, della filiera del
trasporto intermodale e della logistica portuaria (dirigenti ed/o
imprenditori, professori universitari, Ufficiali della Marina Millitare,
rappresentanti delle istituzioni o delle piattaforme tematiche europee)
presso le aule multimediali del Dipartimento Jonico in "Sistemi Giuridici
ed Economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture”, della Scuola
Sottufficiali della Marina Militare di Taranto e a bordo dell’Unità Navale
Durand de la Penne.
La Summer School Vasco da Gama 2018, coordinata dall’Università degli
Studi di Bari Aldo Moro ha beneficiato, oltre che del partenariato
strategico di Confindustria Taranto, del supporto tecnico e della
partecipazione della CRPM, della Marina Militare Italiana e del
supporto delle Autorità Portuali pugliesi.

Comunicato stampa

Martedì 03 luglio 2018, alle 18.30, presso l’Aula Magna della palazzina Martellotta del Centro Addestramento Aeronavale della Marina Militare di Taranto (MARICENTADD), sarà celebrata la ricorrenza del 50° anniversario della fondazione del Centro di Programmazione della Marina Militare (MARICENPROG).

Alla cerimonia, presieduta dal Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano, saranno presenti autorità militari e civili, unitamente ai rappresentanti delle società che collaborano con la Marina Militare nello sviluppo, progettazione e manutenzione dei programmi operativi per i sistemi di comando e controllo delle unità navali.

Il “centro di programmazione e addestramento ai Sistemi Automatici di Direzione delle Operazioni di Combattimento della Marina Militare”(MARICENSADOC) nacque a Roma nel 1968, con il compito di sovraintendere lo sviluppo del primo sistema di comando e controllo navale italiano e di curare l’addestramento dei futuri operatori, fornendo inizialmente soltanto supporto all’industria privata. Nel 1970, una volta riconosciuta l’esigenza di disporre di un proprio centro per lo sviluppo del software operativo e per gli studi concernenti l'architettura dei sistemi SADOC, MARICENSADOC venne trasferito a Taranto, all’interno del comprensorio del Centro di Addestramento Aeronavale, assumendo l’attuale denominazione di MARICENPROG.

Il Centro, alle dipendenze gerarchiche del Comando C4S (Comando, Controllo, Computer, Comunicazioni e Sicurezza) della Squadra Navale, attualmente opera nell’aggiornamento ed adeguamento dei sistemi di comando e controllo di terza generazione (SADOC 3) che equipaggiano le Unità della classe FREMM e nella realizzazione del nuovo sistema (SADOC 4) destinato ad equipaggiare le unità di nuova costruzione.

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