Grazie al Progetto “UPPark” anche i disabili motori potranno “visitare” luoghi non facilmente accessibili del nostro territorio, come la chiesa rupestre di San Leonardo di Massafra, “vedendo” con i propri occhi ogni particolare e avendo la sensazione di toccare con mano le pitture sacre dell’ipogeo.

Nell’ambito del Progetto “UPPark”, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, è stata sottoscritta una convenzione con “Dimensione3 Srl”, un’impresa innovativa che si occupa di virtual tour, con l’obiettivo altamente ambizioso di consentire la fruizione del Parco delle Gravine ai disabili motori.

Il progetto triennale “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, infatti, prevede l’esecuzione di una serie di “azioni” per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, il più grande della Puglia, rendendolo pienamente fruibile a tutti i cittadini.

In relazione alle finalità sociali e solidali dell’attività, realizzata a favore di persone che vivono un disagio, Dimensione3 sta fornendo gratuitamente il proprio know how altamente specializzato.

Il WWF Trulli e Gravine, capofila del partenariato di UPPark, dovrà così solo acquisire un visore VR per la realtà aumentata, necessario per la visualizzazione dei tour virtuali tridimensionali.

Questo sarà a disposizione dei fruitori con disabilità motoria presso il nuovo Centro Visite del Parco delle Gravine, ubicato in un’antica masseria nell’Oasi WWF Monte Sant’Elia, struttura recentemente restaurata grazie a UPPark.

Indossando l’apparato sarà possibile effettuare i tour virtuali 3D di alcune gravine del nostro territorio che sta realizzando Dimensione3 (www.dimensione3.com - www.dimensionetour.com).

Non si tratta di semplici fotografie panoramiche, ma di veri e propri modelli tridimensionali che permettono al fruitore di visitare e osservare lo spazio con il massimo dettaglio, avendo la sensazione di camminare nella location con un effetto realistico ed emozionale.

Per realizzare i virtual tour Dimensione3 prima realizza in sito le scansioni 3D e fotografiche del luogo di interesse e, dopo un’attività di post produzione, pubblica il virtual tour completo, che può essere arricchito di testi, approfondimenti, video e immagini, per fornire al visitatore ulteriori informazioni per un’esperienza ancora più completa.

I virtual tour 3D possono essere visualizzati con qualsiasi dispositivo digitale, come PC, tablet, smartphone, ma se si utilizza qualsiasi visore VR per la realtà aumentata il tour diventa una esperienza indimenticabile.

Con l’utilizzo di questi dispositivi, infatti, il visitatore vive un’esperienza immersiva in cui si ha la sensazione di essere fisicamente presente nella location visitata, nonché può visualizzare una serie di informazioni su quello che sta osservando.

I tour virtuali 3d rappresentano una straordinaria opportunità per far visitare luoghi inaccessibili a soggetti svantaggiati, come disabili, ma anche per promuovere luoghi poco conosciuti e raramente visitati anche da chi ne avrebbe la possibilità.

A questi link si possono visualizzare i tour virtuali già realizzati nelle gravine di Massafra:

https://my.matterport.com/show/?m=cM4Q16wYeH4&vrcoll=1&qs=1

https://my.matterport.com/show/?m=8ftHtWjNemA&vrcoll=1&qs=1

Il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”

Con una superficie complessiva di 25.000 ettari, il Parco Naturale Regionale "Terra delle Gravine" è la più estesa area protetta regionale: il parco si estende sul territorio di 13 comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie e San Marzano) e su quello del comune brindisino di Villa Castelli.

Questo enorme territorio è stato compreso nel Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine", costituito ex lege nel 2005, con l’evidente intento, seppur non dichiarato, di mettere assieme i territori della “pietra scavata” che hanno dato vita ai villaggi rupestri e quelli della “pietra costruita”, quei “thòlos” da cui discendono i trulli della Murgia.

Non esiste altrove, in tutta l’Europa occidentale, un’area con un’analoga concentrazione di insediamenti rupestri e di siti archeologici, con ricchezze naturalistiche e fenomeni carsici di simile rilevanza, con un paragonabile patrimonio di biodiversità.

È un vasto territorio in cui sono altresì comprese aree a fortissima antropizzazione, si pensi alla Gravina di Statte ubicata a pochi chilometri dalla zona industriale di Taranto, che per questo motivo devono essere tutelate e valorizzate con maggiore attenzione.

Per questo c’è oggi il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, che prevede l’esecuzione di una serie di attività per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” rendendolo pienamente fruibile ai cittadini.

Attuando una serie di interventi per la prevenzione e la riduzione dei rischi ambientali nell’area del parco, inoltre, il Progetto “UPPark” intende preservare l’integrità dei questo straordinario ecosistema, un vero e proprio santuario della biodiversità, per le generazioni future.

Il progetto è stato proposto dal WWF “Trulli e Gravine”, in qualità di capofila, insieme a un ampio partenariato che comprende la Provincia di Taranto, in qualità di organismo di gestione del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, la Casa Circondariale di Taranto, lo IAMC-CNR, l’Ufficio Scolastico Provinciale, il Gruppo Speleologico Martinese, l’Associazione “Learning Cities”, il Club Unesco, il CNSAS Servizio Regionale pugliese, il Nucleo Volontario Protezione Civile di Palagiano, “La Mediana”, e la Federazione Speleologica Pugliese.

Tra le tante iniziative tese a dare nuova vita il parco naturale regionale più grande della Puglia, si segnala il restauro conservativo di alcuni ambienti dell’antica masseria dell'Oasi WWF Monte Sant'Elia, tra questi la Sala Comune e la vecchia stalla, in cui, dopo il loro ripristino, è stato realizzato un Centro Visite con un infopoint e un ufficio accoglienza a favore di tutti coloro che, cittadini o turisti, vorranno visitare la zona percorrendone i sentieri, a piedi o in bici; la struttura, inoltre, è a disposizione per ospitare iniziative e manifestazioni di sensibilizzazione e promozione dei corretti stili di vita a contatto con la natura.

L'Oasi WWF Monte Sant'Elia, una delle sette Oasi WWF in Puglia, rientra nel Parco “Terra delle Gravine” e nel SIC-ZPS Area delle Gravine; l’Oasi si estende per circa cento ettari in agro di Massafra comprendendo un bosco di leccio, macchia mediterranea, pascoli, seminativi e una masseria storica.

L’Associazione WWF Trulli e Gravine, che gestisce da sei anni l'Oasi WWF Monte Sant'Elia a titolo gratuito, opera in Provincia di Taranto dal 1985 per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico del territorio, distinguendosi per lo spirito di coinvolgimento della cittadinanza in attività di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e per la fattiva collaborazione volta ad orientare le amministrazioni pubbliche verso programmi, accordi e progetti per il raggiungimento delle finalità associative.

L’importanza del recente rinnovo avvenuto a Milano, del contratto integrativo nazionale di lavoro del Gruppo Heineken che annovera tra i propri brand anche Moretti, Ichnusa, San Souc, Amstel, Mc Farland e conta in Italia 1000 dipendenti circa – 180 presso lo stabilimento di Massafra – è legata ai caratteri di innovazione delle relazioni industriali, della partecipazione e dell’implementazione del welfare contrattuale con riferimenti specifici a previdenza e sanità integrativa, a genitorialità e sostegno familiare.

Il contratto stabilisce la costituzione di Comitati Paritetici Permanenti che interverranno su formazione, sviluppo delle competenze, responsabilità sociale, benessere organizzativo, conciliazione dei tempi di vita e lavoro, welfare contrattuale, ambiente, salute e sicurezza, prevede confronti su flessibilità organizzativa ma anche su come favorire forme contrattuali mirate alla stabilità dei rapporti di lavoro ed alla crescita occupazionale.
Inoltre, incrementa risorse destinate alla previdenza integrativa Alifond per chi è già iscritto e, allo stesso tempo, incentiva chi vorrà aderirvi ex novo e ciò varrà anche per i futuri assunti.
Non mancano altri punti rilevanti, come l’impegno del Gruppo a selezionare società appaltatrici che rispettino le norme di sicurezza e previdenziali e applichino contratti nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni sindacali, evitando così situazioni di dumping sociale.
Sotto il profilo strettamente economico il rinnovo del premio legato ad obiettivi si aggira tra l’80 e il 95% di quanto richiesto dalla piattaforma sindacale.
Il nuovo accordo sarà valido fino al 2021 e prevede un maggior coinvolgimento delle rappresentanze sindacali oltreché l’impegno a definire soluzioni condivise per l’ingresso di giovani lavoratori ed agevolare l’accesso alla pensione.
Questo rinnovo è un esempio positivo di contrattazione, dunque, con un Gruppo multinazionale che a differenza di altri resta in Italia, investe in buone relazioni industriali e su lavoratrici e lavoratori che contribuiscono con la loro professionalità a rendere Heineken e brand collegati marchi competitivi e di indubbio successo sulla ribalta mondiale.

Antonio La Fortuna – Segretario generale

Nell’ambito del programma delle iniziative culturali del 2018 l’associazione FORUM ha voluto affrontare la tematica del rilancio industriale di Taranto e della sua provincia che avrà luogo nell'Auditorium Liceo Scientifico De Ruggieri di Massafra il 9 febbraio ore 17:00

Capitale industriale dagli anni ‘60 con lo stabilimento siderurgico più grande d’Europa e una rete di piccole imprese direttamente o indirettamente collegate all’indotto dell’acciaio, oggi Taranto si trova ad un bivio: farsi annoverare nella schiera dei fallimenti della politica economica-industriale del dopoguerra italiano, vittima illustre dalla crisi economica mondiale e delle sue contraddizioni ambientali, oppure candidarsi a diventare l’architrave del rilancio industriale del nostro Paese.

Questo interrogativo è al centro dell’agenda politica di ministri, governatori regionali, rappresentanti istituzionali locali, sindacati e associazioni di cittadini, in una discussione che appare assumere toni sempre più drammatici.
Pur tuttavia, appare chiaro a tutti che il rilancio dell’industria tarantina rappresenti l’unica via percorribile per il salvataggio dell’economia jonica; si segnala, inoltre, che la riconversione produttiva attraverso il porto commerciale e il turismo sono fallite o che, comunque, hanno mostrato la loro marginalità e incapacità di sopperire alla ricollocazione occupazionale di migliaia di lavoratori.
Vi è da aggiungere che in questi anni diversi nuovi e intraprendenti imprenditori hanno realizzato progetti aziendali indipendenti rispetto al polo siderurgico che racchiudono in se il germe sano della futura diversificazione industriale.
Auspichiamo, pertanto, un sereno confronto sul progetto della Taranto industriale del terzo millennio, strategicamente collocata nel centro del Mediterraneo, aperta alle opportunità del nuovo mercato africano ed al tempo stesso inserita a pieno titolo nel quadro dei poli industriali Europei.
Per parlare di questo argomento abbiamo voluto coinvolgere i massimi rappresentanti del sindacato nazionale e i rappresentanti delle istituzionali locali ai quali trasmettiamo la nostra preoccupazione per la tensione che sta accompagnando la nuova vertenza Taranto e chiediamo uno sforzo verso un alto compromesso capace di contemperare la qualità della vita dei cittadini e dei lavoratori ed rilancio strategico della nostra provincia.
Nel rinnovare l’invito agli organi di informazione di partecipazione all’evento auspichiamo che i corrispondenti possano giungere con mezz’ora di anticipo rispetto all’ora di inizio per le eventuali interviste ai relatori.

Continuano le attività educative del Progetto “UPPark!” nelle scuole di sei comuni jonici.

Il rispetto della natura va insegnato fin da piccoli nelle scuole, spiegando agli alunni quanto sia importante non alterare il ciclo idrogeologico creato nei secoli dalla natura.

Si deve spiegare loro il rischio idrogeologico che l’uomo corre quando va a cambiare il flusso naturale dei corsi fluviali e quello delle acque piovane: smottamenti, inondazioni, frane, esondazioni di corsi d’acqua e alluvioni, tutti eventi calamitosi in grado di mettere in ginocchio una interra comunità in poche ore.

Anche di questo si sta occupando il Progetto triennale “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015.

Il progetto prevede una serie di “azioni” per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, rendendolo pienamente fruibile ai cittadini, nonché per la prevenzione e la riduzione dei rischi ambientali e la salvaguardia dell’integrità dei questo straordinario ecosistema, un autentico santuario della biodiversità.

Un’azione del Progetto “UPPark” è specificatamente “dedicata” alle strategie educative per la prevenzione del rischio idrogeologico, attività delle quali è responsabile il Club per l’UNESCO di Taranto e in cui sono coinvolti anche altri partner del progetto “UPPark!”.

Avviate l’anno scorso presso l’I.C. “Giovanni XXIII” di Martina Franca e il “Giovanni XXIII” di Palagiano, questo secondo anno di attività prevede il coinvolgimento dell’Istituto Comprensivo "Francesco Giacomo Pignatelli" di Grottaglie e dell’Istituto Comprensivo “Pascoli” di Massafra.

Ed è proprio da quest’ultimo Istituto che lo Studio Decsa, uno studio di divulgazione, educazione e comunicazione delle scienze ambientali, giovedì 1° febbraio ha avviato percorsi finalizzati al coinvolgimento attivo degli alunni al fine di far conoscere le caratteristiche e le potenzialità del territorio accrescendo la visibilità dello stesso.

Le attività, gestite in aula dal dottor Aldo Sorrentino e dalla dottoressa Angela Potenza, e coordinate dalla dottoressa Ines Donatelli, prevedono un approccio finalizzato all’avvicinamento del concetto di rischio idrogeologico.

Attraverso il “brain storming” e la compilazione di schede tematiche, in classe si giunge gradualmente ad affrontare il concetto di rischio ambientale e della sua definizione scientifica quale valore stimabile.

Mediante la costruzione di uno scenario didattico avvincente, i ragazzi si misurano poi in un gioco a squadre finalizzato alla comprensione dei fattori che determinano il rischio, senza trascurare, tuttavia, l’uso appropriato dei termini scientifici.

Infatti il percorso didattico, interamente realizzato seguendo una metodologia “costruttivista”, considera l’apprendimento come costruzione attiva della conoscenza da parte di ogni individuo permettendo così di spostare il focus tematico dal docente allo studente.

L’anno prossimo le attività coinvolgeranno istituti scolastici dio Castellaneta e Mottola; Carmen Galluzzo Motolese, presidente del Club per l’UNESCO di Taranto, auspica che queste attività possano essere sostenibili anche dopo la fine del progetto finanziato in quanto trattasi di attività importanti per lo sviluppo del territorio e per l’educazione dei giovani.

«Questi percorsi didattici prevedono – ha spiegato Carmen Galluzzo Motolese – anche l’insegnamento della cartografia, mini-percorsi sul rischio idrogeologico, buone pratiche per gestire il territorio e ridurne il rischio idrogeologico, il ruolo della vegetazione e dei corsi d’acqua, l’uso dell’ingegneria naturalistica negli interventi di difesa del suolo».

Il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”

Con una superficie complessiva di 25.000 ettari, infatti, il Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine" è la più estesa area protetta regionale: il parco si estende sul territorio di 13 comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie e San Marzano) e su quello del comune brindisino di Villa Castelli.

Questo enorme territorio è stato compreso nel Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine", costituito ex lege nel 2005, con l’evidente intento, seppur non dichiarato, di mettere assieme i territori della “pietra scavata” che hanno dato vita ai villaggi rupestri e quelli della “pietra costruita”, quei “thòlos” da cui discendono i trulli della Murgia.

Non esiste altrove, in tutta l’Europa occidentale, un’area con un’analoga concentrazione di insediamenti rupestri e di siti archeologici, con ricchezze naturalistiche e fenomeni carsici di simile rilevanza, con un paragonabile patrimonio di biodiversità.

È un vasto territorio in cui sono altresì comprese aree a fortissima antropizzazione, si pensi alla Gravina di Statte ubicata a pochi chilometri dalla zona industriale di Taranto, che per questo motivo devono essere tutelate e valorizzate con maggiore attenzione.

Per questo c’è oggi il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, che prevede l’esecuzione di una serie di attività per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” rendendolo pienamente fruibile ai cittadini.

Attuando una serie di interventi per la prevenzione e la riduzione dei rischi ambientali nell’area del parco, inoltre, il Progetto “UPPark” intende preservare l’integrità dei questo straordinario ecosistema, un vero e proprio santuario della biodiversità, per le generazioni future.

Il progetto è stato proposto dal WWF “Trulli e Gravine”, in qualità di capofila, insieme a un ampio partenariato che comprende la Provincia di Taranto, in qualità di organismo di gestione del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, la Casa Circondariale di Taranto, lo IAMC-CNR, l’Ufficio Scolastico Provinciale, il Gruppo Speleologico Martinese, l’Associazione “Learning Cities”, il Club Unesco, il CNSAS Servizio Regionale pugliese, il Nucleo Volontario Protezione Civile di Palagiano, “La Mediana”, e la Federazione Speleologica Pugliese.

Tra le tante iniziative tese a dare nuova vita il parco naturale regionale più grande della Puglia, si segnala il restauro conservativo di alcuni immobili dell'Oasi WWF Monte Sant'Elia, tra questi la Sala Comune e la vecchia stalla della antica masseria in cui, dopo il loro ripristino, saranno realizzati un infopoint e un ufficio accoglienza a favore di tutti coloro che, cittadini o turisti, vorranno visitare la zona percorrendone i sentieri, a piedi o in bici; nella struttura, inoltre, saranno organizzate ed ospitate iniziative e manifestazioni di sensibilizzazione e promozione dei corretti stili di vita a contatto con la natura.

L'Oasi WWF Monte Sant'Elia, una delle sette Oasi WWF in Puglia, rientra infatti nel Parco “Terra delle Gravine” e nel SIC-ZPS Area delle Gravine; l’Oasi si estende per circa cento ettari in agro di Massafra comprendendo un bosco di leccio, macchia mediterranea, pascoli, seminativi e una masseria storica.

L’Associazione WWF Trulli e Gravine, che gestisce da sei anni l'Oasi WWF Monte Sant'Elia a titolo gratuito, opera in Provincia di Taranto dal 1985 per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico del territorio, distinguendosi per lo spirito di coinvolgimento della cittadinanza in attività di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e per la fattiva collaborazione volta ad orientare le amministrazioni pubbliche verso programmi, accordi e progetti per il raggiungimento delle finalità associative.

L’Addetto stampa - Marco Amatimaggio

Lo scorso 31 gennaio è stata eseguita dal dott. Luigi Cataldo, la prima seduta operatoria del nuovo day-service di Chirurgia Oculistica presso l’ex Ospedale “Pagliari” di Massafra Nel corso della giornata sono stati operati tre pazienti che erano già stati valutati presso il day-service della cataratta.

Questa nuova attività, fortemente voluta dal direttore Generale avv. Stefano Rossi, dalla direttrice sanitaria dott.ssa Matilde Carlucci e dal dott. Gregorio Colacicco, direttore del distretto socio sanitario di Massafra- Mottola-Palagiano-Statte, ha il significato di venire sempre più incontro all’esigenza degli utenti del nostro territorio ed in particolare agli anziani che sono maggiormente interessati da patologie oculari.
Un valido contributo è stato esplicitato dal dott. Giuseppe Addabbo che ha offerto la più completa disponibilità del blocco operatorio e del personale della Struttura Complessa di Oculistica dell’Ospedale Moscati di Taranto, da lui diretta, affinché l’attività chirurgica del day-service di Massafra potesse svolgersi nel massimo della sicurezza del paziente.
“È un modello organizzativo – dichiara l’avv. Rossi - che offre all’utenza elevati livelli di qualità chirurgica e assistenziale, dal momento che l’atto chirurgico viene effettuato presso le sale operatorie di un centro di qualità che, come tale, è attrezzato per effettuare interventi chirurgici oculari rispondenti a elevati livelli di sicurezza”.

Disponibili i 70milioni per l’ammodernamento tecnologico delle apparecchiature e dei dispositivi medico-diagnostici delle strutture sanitarie pubbliche situate nei comuni dell’area di crisi. Vico: “Il Dg dell’Asl di Taranto”, Rossi, ha il dovere di spiegarci, attraverso atti concreti,come ha intenzione di distribuire le attrezzature”

“Mentre il Dg dell’Asl di Taranto, Stefano Rossi, continua a proferire dubbi annunci mediatici sull’organizzazione della sanità ionica e, nello specifico, sul Poc (Presidio ospedaliero centrale), continuano a rimanere inutilizzati i 70milioni di euro messi a disposizione dal Governo attraverso il tavolo Cis-Taranto in ordine al “Progetto Salute”, per l’ammodernamento tecnologico delle apparecchiature e dei dispositivi medico-diagnostici delle strutture sanitarie pubbliche situate nei comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola e la formazione e l’aggiornamento professionale del personale sanitario”.

L’on. Ludovico Vico torna a sollecitare l’Asl di Taranto ad utilizzare fattivamente i fondi del Governo e del tavolo Cis all’interno del “Progetto Salute”, introdotto dal Dl Mezzogiorno n. 243/2016.

“I fondi, come già annunciato negli scorsi giorni, sono disponibili ed ora sappiamo anche a quali settori sono destinati tali fondi – spiega Vico – ma non conosciamo come e dove Rossi ha intenzione di indirizzarli”.

Dei 70,milioni, infatti, 19.223.110 verranno utilizzati per le sale operatorie; 200.080 per la terapia intensiva post operatoria; 3.605.110 per la piastra endoscopica; 5.882.840 per la radiologia; 17.054.146 per la radioterapia; 4.205.849 per a medicina nucleare; 543.615 per gli ecografi; per un totale di 46.508.901 euro.

Per le sale operatorie è previsto, tra le altre cose, l'acquisto di un robot operatorio, di elettrobisturi, di cyber knife per la radiochirurgia, oltre a microscopi operatori di ultima generazione. Tra gli strumenti diagnostici che dovrebbero esse acquistati con le risorse del progetto, figurano, invece: tomografi di ultima generazione completi di accessori per la TAC; strumenti per la risonanza magnetica ad alto campo e per la tomoterapia; e strumentazione portatile per la radioscopia.

“La restante parte dei 70milioni – continua il deputato Dem – dovrebbero essere utilizzati per spese di funzionamento, acquisizioni di beni e servizi e formazione. Tutti fondi già disponibili ma, ripeto, inutilizzati dall’Asl di Taranto che, a quanto pare, non ha neanche una programmazione effettiva su come e dove utilizzarli”.

“Dg Rossi – conclude l’on. Vico – invece di comunicare mediaticamente una fantomatica riapertura del Pronto Soccorso del Moscati di Statte, che nella realtà si concretizza in un mero rafforzamento del Posto di primo intervento (PPI); invece di inaugurare reparti fantasma; invece di trasformare il San Marco in un centro riabilitativo prima del tempo previsto (cioè la nascita del San Cataldo); corre l’obbligo di chiederle: perché non apre le sale operatorie del Moscati, ancora inattive? Perché non stabilizza i precari dell’Asl? Perché non ci racconta come ha intenzione di organizzare la sanità ionica? E soprattutto, perché non ci spiega come ha intenzione di distribuire i materiali finanziati e in quale misura ha intenzione di rafforzare la rete territoriale sanitaria? Credo sia arrivato il momento di rispondere onestamente a questi quesiti”.

Approvato oggi 22 dicembre dal Cipe (comitato interministeriale per la programmazione economica), un finanziamento di 17,7milioni di euro per la realizzazione di nuovi interventi prioritari destinati all’area di Taranto.

Finanziamento richiesto dal Ministro per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti e dal Tavolo Cis Taranto (contratto istituzionale di sviluppo). Tale assegnazione, la cui copertura è da porre a carico del fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2014/2020, segue una’analoga precedente assegnazione di complessivi 38.693milioni di euro, disposta con la delibera Cipe 100/2005.

Dei 17,7milioni di euro, 12milioni vengono destinati per interventi relativi al settore ambiente, prioritari per il completamento e l’integrazione del “Piano bonifiche” di competenza del Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto. Gli interventi per i quali viene richiesto il finanziamento si concentrano nel territorio dei Comuni di Statte, Massafra, Crispiano e Montemesola, nella misura di 3milioni di euro in ciascun Comune e riguardano prevalentemente le attività (indagini, progettazione e realizzazione) connesse all’adeguamento, potenziamento e rifunzionalizzazione dei sistemi di utilizzo e trattamento delle acque, riqualificazione e ambientalizzazione delle aree soggette ad abbandono di rifiuti, riqualificazione e valorizzazione delle morfologie carsiche. Il beneficiario di tale assegnazione di 12milioni di euro è il Commissario straordinario.

5,7milioni di euro, invece, vengono assegnati per interventi riconosciuti al momento prioritari nel “Progetto di recupero e valorizzazione turistico-culturale dell’Arsenale militari di Taranto (Settore Turismo-Cutlura), approvato con il Dpcm del 21 luglio 2017 per un valore complessivo di 35.450 milioni di euro. In particolare, 4,3milioni di euro sono destinati allo sviluppo della progettazione di 5 ulteriori interventi rientranti nel complessivo Progetto. La proposta evidenzia che, ai fini del completamento del progetto, la copertura finanziaria della successiva fase realizzativa degli interventi potrà essere reperita attraverso l’eventuale destinazione di ulteriori risorse Fsc, nella misura in cui dovessero rendersi necessarie, tenuto conto di possibili economie e di eventuali fonti finanziarie concorrenti. L’amministrazione beneficiaria della complessiva assegnazione di 5,7milioni di euro è individuata nel Ministero della Difesa.

Il finanziamento totale verrà così suddiviso: 6milioni di euro per il 2017, 7milioni di euro per il 2018, 4,7milioni di euro per il 2019.

Si tratta del primo intervento del Cis destinato all’area di crisi ambientale - che ribadisco comprende Taranto, Statte, Massafra, Crispiano e Montemesola – che va nella direzione dell’ambientalizzazione e delle bonifiche.
Taranto, 22 dicembre 2017

Comunicato stampa

Il sindaco Rinaldo Melucci ed il vicesindaco Rocco De Franchi giovedì scorso hanno incontrato a Palazzo di Città i colleghi sindaci e rappresentanti dei comuni dell'area di crisi di Taranto (Massafra, Statte, Crispiano e Montemesola), il presidente della Provincia di Taranto, oltre ad alcuni funzionari tecnici dei relativi enti locali.

L'invito ad un confronto franco e cordiale sui temi della vicenda Ilva a Martino Tamburrano, Fabrizio Quarto, Franco Andrioli, Mario Volpe, Vito Punzi, è sorto dal desiderio di fare sintesi tra le esigenze di ciascuna delle comunità coinvolte, oltre che naturalmente di condividere un approccio costruttivo al primo ordine del giorno assicurato dal ministro Calenda, nell'ottica del superamento delle procedure giudiziali. Inoltre, il tutto al riparo da ogni influenza delle rispettive appartenenze politiche, con l'unico obiettivo della tutela degli interessi sanitari-ambientali e socio-economici del territorio ionico.

Gli amministratori ionici hanno sottolineato la propria soddisfazione per metodo e ordine del giorno della prima convocazione specifica per Taranto, fatti salvi i migliori approfondimenti tecnici che affideranno ad un proprio portavoce all'interno della seduta presso il Mise.

Tutti i predetti enti hanno, dunque, confermato la propria responsabile presenza al tavolo istituzionale del prossimo 20 dicembre a Roma, sicuri che governo e investitori sapranno fornire le opportune garanzie ed evidenze rispetto agli obiettivi ormai ritenuti imprescindibili dai cittadini dell'area di crisi, su tutti ovviamente le tempistiche di attuazione dell'Aia.

Si è, infine, convenuto che questa riunione dei comuni dell'area di crisi di Taranto verrà ripetuta in occasione dei futuri passaggi istituzionali connessi al negoziato Ilva.

Comunicato stampa

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