Finalmente si butta la maschera e si procede con l’attuazione di ciò che il presidente Emiliano ha sempre smentito a parole ma puntigliosamente svolto coi fatti, vale a dire la chiusura dell'ospedale "San Marco" di Grottaglie. Infatti con delibera qui allegata, la Direzione Generale della ASL di Taranto ha dato mandato di avvio dei lavori per la trasformazione dell'ospedale di Grottaglie in Polo della riabilitazione. Quindi adesso si entra nel vivo della destrutturazione del "San Marco" di Grottaglie, nonostante le tante promesse fatte, nonostante ciò che è scritto anche nell'ultima versione del Piano di riordino ospedaliero, dove relativamente all’ospedale "San Marco" di Grottaglie si specifica che sarebbe diventato centro riabilitativo dopo l'entrata in funzione del "San Cataldo" di Taranto, il nuovo ospedale per il quale a breve saranno avviati i lavori di costruzione. L’ ospedale di Grottaglie quindi avrebbe dovuto mantenere almeno ancora attivi i servizi attuali. Ma questo purtroppo è stato totalmente ignorato e l'ospedale di Grottaglie sarà solo un lontano ricordo... quindi addio Pronto Soccorso, addio alla tanto evidente necessità di aiutare a decongestionare la richiesta di assistenza sanitaria che ogni giorno giunge al Pronto Soccorso, e gli altri reparti, dell’ospedale "S.S. Annunziata" di Taranto, addio a tutti i reparti. Una fine davvero triste per un ospedale che per decenni ha garantito, in tutta la provincia di Taranto, reparti di eccellenza, di elevata assistenza socio-sanitaria per tutto il territorio. Penso al Punto Nascite, penso all’Ortopedia, penso alla Medicina, alla Chirurgia, allo stesso Pronto Soccorso, che era tra P.S. con più accessi in tutta la Puglia. Adesso resterà soltanto un reparto di lungodegenza, con 32 posti letto e la riabilitazione. Spiace constatare il vanificarsi delle tante battaglie di tanti cittadini che ci hanno messo la faccia, la passione e l'impegno, che avvertiranno l’amarezza di questa perdita per il territorio, a causa di un Piano di riordino che, secondo la legge, dal nostro punto di vista, come segnalato anche da alcune organizzazioni sindacali, è illegittimo, in quanto approvato senza l'adozione degli atti aziendali da parte dei Direttori Generali delle Asl pugliesi. Un passaggio importante che non è stata fatto e quindi rende illegittimo l’intero Piano di riordino ospedaliero pugliese.Quindi tutto ciò avviene con una decisione straordinariamente negativa nei confronti dell'ospedale di Grottaglie.

 

 

LETTERA APERTA SULL’ESCLUSIONE DELL’AREA JONICA DAL PERCORSO DEGLI ITINERARI CULTURALI DEL CONSIGLIO D’EUROPA DA PARTE DELLA GIUNTA REGIONALE.
All’Assessore Michele Mazzarano e ai Consiglieri della Regione Puglia, Circoscrizione di Taranto, Donato Pentassuglia, Mino Borraccino, Gianni Liviano, Beppe Turco, Marco Galante, Francesca Franzoso, Luigi Morgante, Renato Perrini.

È grave aver escluso Taranto e l’area jonica dal percorso degli “Itinerari culturali del Consiglio d’Europa” così come deliberato dalla Giunta Regionale pugliese. E’ ancora più grave che la Giunta non abbia tenuto conto della mozione, presentata dal consigliere regionale Gianni Liviano, approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale il 25 ottobre scorso con la quale si chiedeva di inserire il l’area jonica negli Itinerari.

Ancora una volta Taranto viene esclusa dalle dinamiche di sviluppo che si possono creare dalla valorizzazione del patrimonio culturale, storico e religioso presenti sul territorio jonico e che possono generare circuiti turistici di elevata qualità.

Con questa scelta, inoltre, si vanifica il grande e proficuo lavoro portato avanti in questi anni dal Gal Colline Joniche volto al riconoscimento del territorio tarantino all’interno della Via Francigena del Sud partendo dall'autorevole supporto storico-scientifico del professore Roberto Caprara, archeologo e storico dell’architettura rupestre, con la realizzazione di un volume e di una mostra itinerante dal titolo “Le vie verdi dei pellegrini”.
Un lavoro che aveva l’obiettivo del riconoscimento ufficiale del percorso che da Canterbury conduceva i pellegrini a Roma e da qui, passando per l’antica Via Appia, ai porti pugliesi da cui salpavano le navi per la Terra Santa.
Infatti il Gal Colline Joniche:
• nel 2012 aveva sottoscritto un Progetto di Cooperazione Interterritoriale denominato “Cammini d’Europa: Rete Europea di Storia, Cultura e Turismo” finalizzato alla valorizzazione dei territori rurali attraversati dai Cammini di Santiago e dalle Vie Francigene a cui aderivano 16 Gruppi di Azione Locale (6 dei quali Gal pugliesi) di quattro Regioni,;
• nel 2014, unico Gal in Europa, ha aderito all’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF);
• ha partecipato agli “Stati Generali delle Vie Francigene nel Sud” tenutesi a Bari per arrivare al riconoscimento, da parte del Consiglio d’Europa, della Via Francigena nel Sud “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa” avvenuto, nel 2015, con l’approvazione a Roma da parte dell’Assemblea Generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) del Dossier scientifico di Candidatura.
Uno straordinario lavoro collegiale, che si inseriva nel percorso della Green Road, frutto del coinvolgimento delle amministrazioni locali, delle numerose associazioni che operano sul territorio, privilegiando le tematiche di integrazione sociale, del movimento lento, nel totale rispetto dei luoghi e della natura. Insomma si stava per cogliere i frutti di questo straordinario lavoro sostenuto dalla mozione approvata dal Consiglio, ma ignorato dalla Giunta regionale.

È davvero mortificante assistere, ancora una volta, alla ingiustificata esclusione di questo territorio dalla possibilità di accedere ai programmati finanziamenti comunitari anche attraverso le dinamiche legate al turismo culturale e religioso.

Per questo ci si attende dai rappresentanti tarantini alla Regione Puglia un doveroso atto, anche di coerenza con quanto deliberato dal Consiglio regionale, che risarcisca l’intera comunità di un territorio pesantemente penalizzato per le questioni connesse all’inquinamento ambientale e alla grave crisi occupazionale nonostante le grandissime potenzialità di sviluppo presenti nell’area jonica legate alla Green Economy e al turismo sostenibile.

Nota del consigliere regionale di Sinistra Italiana Mino Borraccino.

"Trovo davvero avvilente il rinvio a data da destinarsi della discussione prevista ieri,martedì 9 gennaio, in Consiglio Regionale, sulle linee di indirizzo in materia di politica sanitaria e, in particolare, sul Piano di Riordino Ospedaliero che sta progressivamente privando tanti cittadini pugliesi del diritto costituzionalmente garantito ad una buona sanità pubblica.

La decisione assunta dal Presidente del Consiglio, Mario Loizzo, semplicemente comunicata all’Aula con un frettoloso e sbrigativo intervento che ha chiuso i lavori senza consentire neanche di poter replicare sul punto, ha di fatto privato per l’ennesima volta la massima assise regionale della possibilità di discutere un argomento tanto importante e tanto delicato, che riguarda la vita e la salute di quattro milioni di persone.
E quel che è più grave è che questa discussione (promossa con una richiesta presentata anche dal sottoscritto il 10 ottobre 2017) era già stata rinviata diverse volte, in questi mesi, per le più svariate e pretestuose ragioni, fino ad arrivare alla convocazione per ieri.
Era un appuntamento molto atteso sia da tutti gli operatori della sanità sia da moltissimi cittadini di tutta la regione, dal momento che sarebbe stata l’occasione per fare il punto sulla condizione assai critica in cui versa tutta la sanità pugliese, a seguito delle scelte sbagliate e contraddittorie assunte con il Piano di Riordino Ospedaliero.
E invece, per l’ennesima volta, si è deciso di non consentire questo dibattito, evidentemente per i timori legati alle conseguenze che questo avrebbe potuto avere nella imminente campagna elettorale per le elezioni politiche che si svolgeranno il prossimo 4 marzo.
Appare chiara, a questo proposito, l’intenzione del Presidente Emiliano di rinviare sine die questa discussione, in modo da superare la data prevista per il rinnovo del Parlamento, così da continuare con questo stucchevole gioco politicista di non assumersi davanti al Consiglio Regionale e, quindi, dinnanzi ai cittadini la responsabilità delle scelte sbagliate compiute.
Noi di Sinistra Italiana/Liberi E Uguali consideriamo inaccettabile questo atteggiamento e sollecitiamo con forza il Presidente Mario Loizzo a rivendicare l’autonomia del Consiglio rispetto ai diktat del Presidente Emiliano o dei suoi solerti sostenitori, e lo invitiamo a riconvocare quanto prima il Consiglio Regionale, in seduta monotematica, per discutere delle linee di indirizzo in materia di politiche sanitarie della regione.
I cittadini pugliesi non sono interessati al gioco dei posizionamenti politici di questo o di quel partito, o di questa o di quella corrente del PD, ma vogliono che i loro rappresentanti in Consiglio discutano e decidano su argomenti così importanti come la sanità.
Noi continueremo, nelle istituzioni e sui territori, la nostra battaglia contro questo Piano di Riordino Ospedaliero che sta dimostrando tutti i suoi limiti, con la chiusura di 8 ospedali pubblici e la disarticolazione di molteplici servizi sanitari di prossimità, con la conseguenza di ridurre sensibilmente il diritto alla salute dei cittadini a tutto vantaggio della sanità privata che esce rafforzata e avvantaggiata dalle scelte assunte dal Presidente Emiliano, come è dimostrato anche dall’affidamento a privati del Centro risvegli di Ceglie Messapica.
Noi continueremo a difendere la sanità pubblica contro gli interessi della sanità privata, affinchè il diritto alla salute sia garantito a tutti e non solo ai pochi che possono permetterselo".

"La nomina di Ruggeri ad assessore è uno schiaffo alle donne pugliesi. Si ristabilisca l’equilibrio tra i sessi in Giunta.

La conferma giunta nella serata di ieri della nomina di Salvatore Ruggeri ad assessore al Welfare della Regione Puglia, al posto del compianto Totò Negro, conferma tutti i nostri dubbi e le nostre riserve su una operazione politica certamente discutibile dal momento che viene cooptato nella squadra di governo, dall’esterno, il tesoriere nazionale e segretario regionale dell’UDC, partito che sarà schierato nella coalizione di centrodestra alle imminenti elezioni politiche.
A tutto questo deve aggiungersi il fatto che per far posto al nuovo assessore è stata rimossa Anna Maria Curcuruto, ex assessora ai Lavori Pubblici, lasciando in Giunta una sola donna, Loredana Capone. Si tratta evidentemente di un tradimento grave delle aspettative e delle giuste rivendicazioni di tutto il mondo femminile pugliese che si vede sostanzialmente estromesso dal governo della regione, dal momento che la Giunta diviene sempre più ‘un locale per soli uomini’. Ci appare evidente, a questo proposito, l’inopportunità politica di limitare la presenza delle donne in Giunta, dal momento che in tal modo si sconfessano anni di battaglie civili e sociali condotte soprattutto dalla sinistra per garantire la giusta rappresentanza di ambo i sessi nelle istituzioni. Ma sotto altro profilo invitiamo il Presidente Michele Emiliano a riconsiderare la sua scelta anche perché la nuova composizione del governo regionale potrebbe essere illegittima. Come noto, infatti, l’ordinamento giuridico sia comunitario che nazionale impone la necessità di adoperarsi per assicurare la parità di genere nella composizione degli organismi esecutivi, e lo stesso Statuto della Puglia, all’articolo 6, prevede che ‘la Regione garantisce in ogni campo dell’attività politica (...) il principio della parità tra i sessi’ e ‘promuove parità di accesso tra uomini e donne alle cariche elettive e pubbliche, allo scopo di favorire l’equilibrio della presenza fra generi’.
Come noto, essendoci il vincolo statutariamente previsto di un massimo di due assessori esterni e non essendo stata eletta alcuna donna nella maggioranza a sostegno di Michele Emiliano, è evidente che la parità di genere nella Giunta regionale non potrebbe mai essere raggiunta, ma per salvaguardare almeno un equilibrio tra la rappresentanza maschile e la rappresentanza femminile nell’esecutivo, riteniamo necessario che i due assessori esterni siano individuati tra figure femminili, altrimenti si andrebbe a ledere un principio divenuto ormai irrinunciabile. A meno che Michele Emiliano non voglia far credere che, all’esterno del Consiglio Regionale, nella società pugliese, non vi sia neanche una donna, al di là di Loredana Capone, in grado di svolgere l’incarico di assessora. Sarebbe davvero un’offesa clamorosa e irricevibile per tutto il mondo femminile pugliese.
Per questo, nel rispetto delle prerogative del Presidente Emiliano in ordine alla scelta che vorrà fare, chiediamo a gran voce che venga ristabilito l’equilibrio di genere in Giunta, con la revoca dell’incarico a Salvatore Ruggeri e con l’individuazione, al suo posto, di una donna. Ogni altra scelta sarebbe, ai nostri occhi, politicamente incomprensibile, oltre che probabilmente viziata da illegittimità."

Mino Borraccino

Nota del consigliere regionale di Sinistra Italiana Mino Borraccino:

"Giovedì 14 dicembre 2017, alle ore 17,30, presso il Salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto, in via Anfiteatro n. 4, Sinistra Italiana, Federazione di Taranto, che aderisce al progetto nazionale di "Liberi e Uguali", terrà un'assemblea pubblica sull'ILVA.
Oggetto dell'iniziativa: Il Conflitto tra salute, ambiente e lavoro da dipanare, per un equilibrio da raggiungere.Parteciperanno all'iniziativa il prof. Giorgio Assennato, già Direttore Generale dell'Arpa, il prof. Tommaso Fiore, già assessore regionale alla Sanità con la Giunta Vendola, l'on. di Sinistra Italiana Stefano Fassina, componente della segreteria nazionale del Partito ed il sottoscritto consigliere regionale di Sinistra Italiana.
L’impegno di Sinistra Italiana per la “grande fabbrica” continua, attraverso le iniziative pubbliche al fianco dei lavoratori e dei cittadini per la tutela della salute, ma anche con le tante azioni fatte in Regione, come l’ ultimo l’odg presentato nel Consiglio monotematico sull’Ilva tenutosi a Bari in data 1° dicembre 2017. Riteniamo importante, dal punto di vista normativo, introdurre nell’Autorizzazione Integrata Ambientale la valutazione dell’impatto e del rischio sanitario, indispensabili per stabilire livelli produttivi compatibili con la salute e l’ambiente. Salute e lavoro devono poter viaggiare parallelamente per tutelare due diritti sacrosanti"

Comunicato stampa

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