Gatti, Verderese, Di Pippa: “Accolta la richiesta del Pd per la messa in sicurezza delle SP 12 e 14”

“Esprimo soddisfazione per l’esito del tavolo tecnico istituzionale, convocato dalla Regione Puglia per discutere le problematiche riguardanti il fiume Lato. Un tavolo che ha visto il fondamentale intervento del responsabile della struttura Italia Sicura, così come aveva garantito il ministro alla Coesione territoriale e al Mezzogiorno, Claudio De Vincenti”.

È quanto dichiara l’on. Ludovico Vico in seguito all’incontro tenutosi questa mattina a Bari e al quale hanno partecipato il dr.Mauro Grasso di Italia Sicura (che come il referente dell’Autorità di bacino è intervenuto in video conferenza), l’assessore regionale Anna Maria Curcuruto, i tecnici regionali, i sindaci di Palagianello, Palagiano, Laterza e Castellaneta e i rappresentanti del Tavolo Verde, di Palagianello Bene Comune e l’associazione “NordSud”.

Durante l’incontro, che è stato aggiornato all’8 gennaio prossimo, l’assessore Curcuruto ha dichiarato che entro il 28 dicembre sarà sottoscritta una prima delibera con cui verranno resi disponibili 1.300.000,00 di euro per il rifacimento degli argini. Atto al quale farà seguito una seconda delibera, con cui si renderanno disponibili altri 4.000.000,00 di euro per ripristinare argini, affluenti e l’area adiacente la SS 106. Tutti fondi europei, questi, rientranti nei Por regionali 2014/2020, quindi immediatamente usufruibili. Entro gennaio, inoltre, la Regione renderà disponibili i fondi necessari alla realizzazione delle strade provinciali 12 e 14. Intanto, si verificherà con il presidente della Provincia di Taranto (assente all’incontro) e con il Prefetto di Taranto, lo stato dell’arte della presentazione dei progetti per la realizzazione delle due strade.

“Quello della messa in sicurezza delle SP 12 e 14 – ricordano i segretari del Pd di Palagianello, Domenico Gatti, di Palagiano, Raffaele Verderese e di Castellaneta, Gianni Di Pippa – rappresenta l’accoglimento di una richiesta avanzata dal Partito Democratico. La collaborazione attiva fra Regione e Governo è stata fondamentale per il raggiungimento di obiettivi comuni. Nodale l’intervento del dr.Grasso, di Italia Sicura, che tra le altre cose ha evidenziato la necessità, da parte degli enti che andranno a rilasciare le autorizzazioni, di verificare i progetti in fase preliminare. Inoltre, è stato richiesto che alla stazione appaltante (il comune di Castellaneta, ndr) venga affiancata la Facoltà di Ingegneria Ambientale di Taranto - Politecnico di Bari”.

“Un ringraziamento particolare – evidenziano i tre segretari di circolo – va all’on. Ludovico Vico e al segretario provinciale del Pd, Giampiero Mancarelli, per il loro interessamento e per aver coinvolto il Governo nella risoluzione del problema”.

“Il Partito Democratico – conclude l’on. Vico - ha dato il contributo più significativo alla nuova modalità di gestione di questa vicenda, coinvolgendo il Governo nella risoluzione di un atavico problema che sembrava non avesse soluzione”.

Taranto, 18 dicembre 2017

Comunicato stampa

GUARDIA DI FINANZA: SEQUESTRATI BENI PER 125 MILA EURO PER TRUFFA AGGRAVATA AI DANNI DELLA COMUNITA’ EUROPEA E DELLA REGIONE PUGLIA

Militari della Tenenza di Castellaneta hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo “per equivalente” – ex art. 321 c.p.p. - di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un ammontare complessivo di 125 mila euro, nei confronti delle rappresentanti legali di un istituto operante nel settore della formazione professionale e di una società esercente attività di prestazione di servizi in genere, entrambi aventi sede a Castellaneta (TA).
Il provvedimento cautelare, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Taranto – D.ssa Paola Rosalia Incalza, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il citato Tribunale – Dr. Enrico Bruschi, consegue ad indagini eseguite dal predetto Reparto, all’esito delle quali è stata accertata una truffa aggravata ai danni della Comunità Europea e della Regione Puglia connessa allo svolgimento di corsi di istruzione.
In particolare, è stato accertato che nel periodo 2012-2015, il predetto istituto di formazione ha posto in essere taluni comportamenti illeciti, quali l’apposizione di firme false di personale corsista sui registri di presenza giornaliera, l’invio di documenti falsi all’Ente Regione Puglia (tra cui copie di assegni riportanti somme spettanti ai corsisti a titolo di indennità di frequenza, in realtà mai percepite dai medesimi e versate sui conti correnti dell’istituto), dichiarazione di costi nettamente superiori a quelli di mercato per l’affitto dei locali ed il noleggio di attrezzature.

Per quanto sopra, la rappresentante legale dell’istituto di formazione è stata denunziata all’A.G. competente per i reati di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche” e “falsità ideologica commessa in atti pubblici”, mentre la rappresentante legale della società di servizi, che ha ceduto in fitto i locali e le attrezzature all’istituto, è stata denunziata per il concorso nel reato di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”.

Il sequestro odierno ha riguardato beni mobili ed immobili, nonché disponibilità finanziarie depositate su conti correnti bancari.

Comunicato stampa

In ARIF è presente un rilevante numero di lavoratori che hanno sottoscritto un contratto individuale di lavoro in applicazione del CCNL Regioni e Autonomie Locali

ma, ad oggi, nonostante l’intervento anche dei sindacati e gli atti di diffida con sollecito dell’intervento della dirigenza della Regione Puglia e dell’ARIF, non è stata avviata per loro alcuna procedura finalizzata alla sottoscrizione del C.I.D, anche per la costituzione del Fondo e il riconoscimento del salario accessorio nonché per il pagamento delle relative spettanze economiche. Il Movimento 5 Stelle torna a chiedere spiegazioni interrogando ancora una volta l’assessore Di Gioia (Agricoltura) e l’assessore Leo (Lavoro).

“Già nel settembre 2016 - dichiarano i consiglieri regionali Antonella Laricchia, Rosa Barone, Grazia Di Bari, Gianluca Bozzetti - attraverso un’interrogazione avevamo sollevato la questione dell’assurda coesistenza di contratti di natura sia pubblica che privata, della stabilizzazione e della presenza di persone che non ne avrebbero diritto tra gli stabilizzandi, oltre a rivolgere domande riguardanti le consulenze anomale. Ad oggi, purtroppo, nonostante le rassicurazioni e l’impegno a risponderci in tempi brevi preso dall’assessore Di Gioia che nel corso della seduta del Consiglio Regionale del 7 settembre 2017, non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta.
Per questo chiediamo, ancora una volta e in modo specifiche su questo punto, all’assessore Di Gioia, all’assessore al Lavoro, Leo, e al Presidente Emiliano, quali siano le tempistiche per il riconoscimento dei diritti e delle spettanze dovute, dei lavoratori che attendono ancora la sottoscrizione del C.I.D. (Contratto Integrativo Decentrato). Rifiutarsi di garantire un diritto ai lavoratori - concludono - significa esporre l’Agenzia a un contenzioso che potrebbe risultare molto dispendioso e a pagarlo sarebbero, come al solito, gli agricoltori rinunciando ai servizi che l’Agenzia dovrebbe assolutamente garantirgli".

Comunicato stampa

Domanda di accesso all’assegno di cura per pazienti non autosufficienti gravissimi. 

Son venuto a conoscenza della protesta dei parenti e dei delegati dei pazienti affetti da malattie rare e neurologiche non autosufficienti, i quali denunciano incoerenza su quanto stabilito per la domanda in forma telematica da parte della Regione Puglia e disorganizzazione da parte di diverse ASL tra le quali quella di Taranto nel predisporre le modalità (non previste) di consegna del cartaceo della domanda di accesso all’assegno di cura per pazienti non autosufficienti gravissimi.

In questi giorni le Asl hanno fatto richiesta di ricevere il cartaceo della domanda già prodotta dalle famiglie in forma telematica con termine il 06.10.2017. Dopo una lunga trafila per comprendere dove consegnare la documentazione (quale sportello Asl e di quale città), coloro che si sono recati a depositare l’incartamento richiesto ad esempio c/o l’URP dell’Ospedale SS Annunziata di Taranto, hanno dovuto attendere in fila delle ore all’aperto ed esposti alle intemperie senza avere nemmeno la possibilità di sedersi ed attendere in ambiente protetto e riscaldato.

La gravità delle condizioni alle quali sono stati sottoposti i parenti e i delegati dei pazienti gravissimi in attesa, è supportata da foto e video che testimoniano i fatti. Molti di loro avevano lasciato i propri cari (pazienti gravissimi e non autosufficienti che hanno bisogno di sostegno 24 ore su 24) soli a casa per consegnare la domanda cartacea dopo aver prodotto la stessa, ribadisco, in forma telematica. A quanto pare, lo stesso problema si è verificato in diverse Asl di Puglia.

Approfondendo l’argomento, mi è stato riferito che le associazioni erano state sentite dalla Regione Puglia, al fine di costruire insieme nel bando i criteri da utilizzare per arrecare meno disagi possibili, a coloro che dovevano presentare domanda per l’assegno di cura. Ricordiamo che si tratta di pazienti gravissimi ed i caregiver stremati e provati dall’assistenza h 24.

È oltremodo strano che, dopo la trasmissione telematica di oltre 9000 domande sul portale da parte dei richiedenti, proprio la Regione abbia deciso che il cartaceo doveva essere consegnato brevi manu, dimenticando quelli che erano stati i presupposti delle modalità di accesso contenuti nel bando.

Da lunedì si proseguirà con la consegna delle domande. Chiedo quindi alla direzione generale dell’Asl di Taranto, alle altre Asl pugliesi e alla Regione Puglia, se hanno preso provvedimenti per azzerare i disagi creati alle tante persone che, loro malgrado, sono già costrette ad affrontarne tanti e che meriterebbero maggiori attenzioni e sensibilità.

 

Comunicato stampa del consigliere regionale di Sinistra Italiana Mino Borraccino.


“Il deprezzamento delle abitazioni dei Tamburi di Taranto, quartiere a ridosso dell' Ilva, è l'oggetto di una mozione di Sinistra Italiana. Chiediamo al Consiglio regionale della Puglia di farsi portavoce presso il Governo nazionale, affinché vengano assunte utili iniziative finalizzate a risarcire i proprietari di questi immobili. 
I cittadini del quartiere Tamburi, che dista in linea d’area poche centinaia di metri dallo stabilimento ILVA di Taranto, subiscono costantemente gli effetti dell’attività produttiva del siderurgico, a causa delle sostanze inquinanti che, portate dal vento, giungono sino alle loro abitazioni, depositandosi sui balconi e davanzali, costringendoli a limitare l’apertura di porte e finestra stante l’ingresso immediato di polveri minerali, di natura anche nociva per la salute. 
La perdurante fase transitoria che sta vivendo lo stabilimento ILVA di Taranto, come tutti sappiamo, sta comportando gravissimi disagi ai lavoratori, alla città, ai proprietari degli immobili del quartiere Tamburi. Tra le tante deroghe che il Governo sta adottando, infatti, ci sono anche quelle che riguardano il diritto risarcitorio per il deprezzamento di queste abitazioni. Pertanto Sinistra Italiana ha inteso agire con questa mozione a tutela dei cittadini residenti nel quartiere Tamburi di Taranto, già afflitti da tante problematiche sanitarie, come dimostrano anche gli eccessivi numeri di mortalità e malattie, da non poter subire alte conseguenze negative legate al deprezzamento delle loro case. Una sentenza della Corte d’Appello di Lecce, sede staccata di Taranto, il 12 maggio scorso ha condannato l’ex direttore dell’Ilva di Taranto e gli eredi dei Riva al pagamento di 11.104,32 euro ad un cittadino proprietario di un appartamento del quartiere Tamburi, per i gravi danni riportati all'immobile a causa delle polveri dell'Ilva. Nella sentenza si fa riferimento anche ad altre sentenze, al "rapporto Sentieri", all'inchiesta "Ambiente svenduto", ai rilevamenti dell'Arpa Puglia, per affermare il diritto al riconoscimento del danno subito alla casa dalle emissioni prodotte dal siderurgico. Danni alla struttura edilizia che fanno calare l'interesse commerciale per questi immobili, dovuti all'imbrattamento e depauperamento delle strutture murarie, degli infissi, delle pavimentazioni, a causa dell'aggressività delle sostanze presenti nell'aria. Pensiamo che questo diritto debba essere riconosciuto a questi cittadini che nonostante duri sacrifici si ritrovano i loro immobili svalutati”.

(Comunicato stampa Consiglio Regionale della Puglia)

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