Progetto di riconversione e riqualificazione dell'area di crisi complessa ionica

Taranto è stata riconosciuta area di crisi industriale complessa con DL 7 agosto 2012, n°129 (Governo Monti). Essa coincide con i confini dell'area ad elevato rischio di crisi ambientale di Taranto e comprende i comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Montemesola e Massafra.

Il 3 marzo 2016 (Governo Renzi) con decreto ministeriale del Mise – Ministero dello Sviluppo Economico -, è stato costituito il coordinamento e controllo per l’area di crisi complessa di Taranto con il compito di definire e attuare il PRRI (Progetto di riconversione e riqualificazione dell'area di crisi complessa).

Il 9 gennaio 2017 (Governo Gentiloni) è stata pubblicata la Call (prestito a richiesta) per la raccolta delle manifestazioni di interesse a investire nell’area. Nel contempo è stata avviata la predisposizione del PRRI, da approvarsi con apposito accordo di programma.

Il 23 dicembre 2017 (Governo Gentiloni) l’assessore dello Sviluppo Economico regionale pugliese, Michele Mazzarano, riferisce in una nota stampa “La giunta regionale ha approvato l'accordo di programma del Progetto di riconversione e riqualificazione dell'area di crisi complessa (PRRI) di Taranto. Si tratta di 30 milioni di euro per favorire il rilancio del territorio”.
Principali sottoscrittori dell'accordo di programma sono il Mise, la Regione Puglia e Invitala SpA.

Il 28 febbraio 2018 (Governo Gentiloni) il vice ministro dello Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, convoca tutte le aree di crisi complesse italiane a Roma, per sottoscrivere il documento dell’accordo di programma che prevede la destinazione per Taranto, da parte del Mise, di 30milioni di euro per sostenere con nuovi investimenti la diversificazione produttiva e la valorizzazione del patrimonio immobiliare non utilizzato, di proprietà del Consorzio Asi e dell’Autorità portuale. Purtroppo, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano sono impossibilitati a raggiungere Roma a causa della neve caduta in quei giorni.

Il 17 marzo 2018 (Governo Gentiloni) la Regione Puglia con il ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ed Invitalia, sottoscrivono l’accordo di programma denominato PRRI, come detto sopra, già approvato dalla giunta regionale nel dicembre del 2017.

Ministro Di Maio, onorevole Vianello, come si evince dalla ricostruzione delle date degli eventi (tra l’altro evidenti anche sulla pagine web del Mise), l’accordo di programma era stato già approva dalla giunta regionale il 23 dicembre 2017 e firmato il 17 marzo 2018, prima della nascita del vostro Governo.
Tanto mi era dovuto!
Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare!

 

Ho colto con grande interesse la suggestione lanciata da più parti alcune settimane orsono, rispetto alla candidatura di Taranto alla XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, prevista per il 2025, magari sulla scorta di una narrazione storico-identitaria che dia slancio alla nostra economia e alle nostre iniziative culturali.

26 Paesi partecipanti e migliaia di atleti e visitatori, la riqualificazione e l'implementazione della nostra infrastruttura sportiva, oggi ho il piacere di annunciare che, dopo attente riflessioni con tecnici ed amministratori, Taranto sente di poter assumere questo impegno, sa di essere all'altezza di un palcoscenico internazionale così rilevante, Taranto ha voglia di futuro e di dare specie ai propri giovani questo sogno, per altro tra i primissimi possibili obiettivi operativi del redigendo Piano Strategico di Taranto a guida di Asset.

Sono perciò lieto di chiedere alla struttura regionale di compiere ogni necessario atto formale e politico per portare avanti questa candidatura, il Comune di Taranto non farà mancare tutto il possibile supporto.

Rinaldo Melucci

Dottor Rinaldo Melucci,

rappresentare la nostra comunità è il più grande onore a cui un tarantino possa aspirare, il più grande impegno che si possa assumere; fare rispettare il nostro territorio è impresa ciclopica, ma è ciò che si chiede ed è ciò che si giura nello stesso istante in cui si diventa primo cittadino della nostra città.

Nella diatriba, oramai consegnata al passato, a colpi di tweet con l’ex ministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, prima del suo incredibile dietrofront con conseguente riallineamento, lei si è spinto fino a richiamare le origini spartane di Taranto, lasciando intendere che da parte sua sarebbe stato adottato un comportamento simile a quello dei nostri fondatori. Per questa ragione, come Genitori tarantini intervenimmo in sua difesa contro le esternazioni fantasiose e ridicole di Calenda, regalandogli quella che alcuni giornali vollero generosamente definire “una lezione di storia”.

Dottor Melucci, a volte la differenza tra uno spartano ed un ilota diventa sottilissima. Se uno si dichiara spartano, come tale deve comportarsi; in caso contrario, cadere nella categoria degli schiavi (gli iloti, appunto) è semplicissimo.

Taranto è precipitata al penultimo posto nella classifica italiana sulla vivibilità. Un affronto insopportabile per una terra di sublime bellezza e per gente che ormai da troppi decenni soffre e muore sull’altare degli affari della nostra nazione.

In un recente passato, pur conoscendo l’importanza di altri problemi, le abbiamo ufficialmente chiesto di attivarsi per individuare i responsabili delle offese arrecate ai sepolcri dei nostri defunti e pretendere da questi di restituire a proprie spese la dignità che il cimitero monumentale San Brunone merita al pari degli altri luoghi sacri dell’intera Italia. Lo avevamo chiesto proprio per affermare che i tarantini meritano rispetto. Lo avevamo chiesto come primo atto per far capire agli inquinatori che più nulla sarebbe stato loro concesso, a Taranto. Come in altri casi, la nostra richiesta non ha ottenuto la sua considerazione. Ci siamo chiesti il perché del suo silenzio e nessuna risposta ha deposto a suo favore. Resta, però, un dato inconfutabile: lei è l’esatta e naturale estensione di chi l’ha preceduta nel ruolo di sindaco di Taranto.

Come tarantini, avremmo gradito che i locali organi di informazione ci tenessero al corrente dei movimenti e delle iniziative dell’Amministrazione cittadina, ma lei ha preferito evitare qualsiasi confronto, concedendo di tanto in tanto solo laconici comunicati stampa. In uno di questi ha voluto rimarcare la sua personale posizione sulle associazioni e i cittadini che da anni si battono per l’ambiente e la salute. Le ricordiamo che la salute dei cittadini da Lei amministrati è tra le maggiori responsabilità che la sua carica le impone, forse la più importante. In questo campo, la sua azione è stata fallimentare, se non addirittura assente. Nessun passo contro gli inquinatori, solo disagi e limitazioni di libertà e diritti per la popolazione. Vogliamo ricordare, a mo’ di esempio, la sua ordinanza che imponeva la chiusura delle scuole del rione Tamburi durante i wind days, seguita da quella che permetteva agli stessi Istituti scolastici l’apertura dalle ore 8 alle ore 12 (proprio le ore di maggior pericolo per la salute, secondo le prescrizioni della Asl tarantina). Tutto qui? No, lei non ha mosso alcuna protesta ufficiale avverso la costruzione della famigerata copertura dei parchi di minerale, ultimo mortale colpo all’idea di sviluppo turistico della città. Nulla ha detto riguardo le falde inquinate, sia di superficie che di profondità; nulla dice sulle emissioni inquinanti che non si vedono. Nascondere la polvere sotto il tappeto: questa sembra la sua politica per l’Ilva. E’ nostra intenzione richiamarla alle sue responsabilità attraverso la raccolta di firme tesa a pretendere di sapere da lei se la salute dei tarantini non è minacciata e, in caso lo fosse, pretendere che lei ponga in essere tutte le misure che la legge mette a sua disposizione per tutelare la salute dei cittadini. La raccolta continua ancora, nonostante le oltre tremila adesioni fino ad oggi riscontrate.

In questi giorni, anche l’Eni si divertita parecchio sulla pelle dei tarantini, facendo a gara con l’Ilva per chi procura danni più seri alla nostra comunità e al nostro territorio. Oggi, 23 luglio 2018, ha nuovamente stravinto l’Ilva.

Probabilmente, durante i consigli comunali, qualche consigliere le avrebbe anche posto domande sull’operato della giunta da lei presieduta già da oltre un anno, ma, a quanto sembra, il sindaco sembra brillare più per la sua assenza che per la sua presenza.

Le navi da crociera che l’anno scorso attraccarono a Taranto sono solo un ricordo, ma sono servite a lei per la sua campagna elettorale. Adesso, non servono più, evidentemente.

Le infrastrutture, il porto, l’aeroporto, la stazione ferroviaria e l’autostrada restano solo il sogno di chi avrebbe voluto per Taranto il posto che le compete per Storia e Bellezza.

Dottor Melucci, “ciò che è giusto è la vera uguaglianza “ e non “ciò che è uguale è la vera giustizia”, dicevano i pitagorici, a cominciare da Archita di Taranto. Da questo, i latini trassero il famoso detto “fiat iustitia, ruat caelum” (sia fatta giustizia anche se i cieli cadono). Giustizia sempre, al di là di qualsiasi conseguenza. Questo, secondo noi, è mancato, nel suo anno da sindaco di Taranto: il senso della Giustizia.

La sua politica per Taranto, fatta di rimpasti continui, tra esoneri di personaggi a lei scomodi e assunzione di persone un tempo all’opposizione, è fallimentare.

Uno spartano saprebbe quando fermarsi, chiedere scusa ed andare; un ilota, al contrario, sa che deve restare schiavo per sempre.

Le chiediamo di fermarsi, chiedere scusa ed andare. 

 

Ho letto con grande, grandissima attenzione il comunicato del consigliere Vietri sul primo anno dell’amministrazione Melucci. Di tanto in tanto, preso dalle difficoltà di un'opposizione collettiva e costruttiva, si lascia andare a note aggressive e debordanti.+

Da assessore politico, ho comunque letto con attenzione perché nutro sempre profondo rispetto per posizioni differenti dalle mie, sperando di poterne, a volte, ricavare spunti per migliorare la mia azione in politica. Purtroppo trovo che questa volta la politica abbia lasciato ampiamente il passo alla polemica. Capisco che nell’era delle piazze virtuali faccia presa un linguaggio tutto sparato al negativo, ma penso che tutti noi dovremmo essere capaci di dire altro, che tutti noi abbiamo il dovere di "alzare quella famosa asticella". Nessuno può chiamarsi fuori per una manciata di like. Se così non dovesse essere, se quella responsabilità di volare alto, se quella tensione verso la costruzione non dovesse diventare patrimonio di tutti noi, ognuno nel suo specifico ruolo, il livellamento verso il basso della classe dirigente tarantina sarà inesorabile.
E’ chiaro, avere a che fare con un sindaco scomodo è complicato. Lo è stato per me per molti mesi e ho vissuto un periodo di riflessione e di confronto.
Un sindaco non accomodante, capace di spiazzare i presenti in un convegno sindacale (ebbene si in prima persona, addirittura senza sottrarsi al confronto) dicendo che anche i sindacati hanno il dovere/diritto di elevarsi, ispirarsi al pensiero dei grandi sindacalisti del passato e consegnarci la loro parte di contributo alla crescita che questo territorio aspetta da tutti noi.
Un sindaco che affronta in modo duro le questioni politiche, azzerando giunta, rinominando consigli di amministrazione, con modi e tempi che hanno spiazzato anche il sottoscritto che li richiedeva. E Vietri che ha come me molti anni di consiglio comunale alle spalle sa di che parlo. Perché questa volta, questo sindaco suo coetaneo, sta muovendo in direzione ostinata e contraria alla consuetudine.
Capisco, con un sindaco più “leggibile” politicamente, sicuramente sarebbe stato più semplice applicare le liturgie dell’opposizione classica.
Un sindaco che invece non “celebra la messa”, come tutti vorrebbero pur di avere vita semplice, spariglia le carte. Probabilmente questa azione dopo un anno inizia ad essere percepita dai cittadini come nuova, più vicina e diretta. Per questo spesso invece che portando proposte, la si contrasta reiterando cose che hanno già avuto ampia risposta, condite da affermazioni di bassa lega, che poi spiace risultino più volgari che utili.
Sui grandi temi a me sembra che siano state prese dall’amministrazione posizioni nette e spero che altrettanto facciano alcune forze politiche che ad oggi paiono attestarsi in mezzo al fiume incapaci di decidere se andare avanti o indietro. Lo facciano prima che la piena del fiume, prossima ad arrivare, li travolga.
Per quanto mi riguarda mi scuso, sono consapevole di non rappresentare un’eccellenza, ma rappresento sicuramente chi ha voglia di provare a dare un contributo a far sì che sia Taranto con la sua provincia a raggiungerla. Per questo nei prossimi giorni con gli uomini della polizia municipale, mai apprezzati per il tanto lavoro svolto con così poche risorse umane, l’amministrazione, in azione congiunta delle direzioni coinvolte, riattiverà il prelievo dei mezzi in sosta vietata durante lo spazzamento notturno ed avvierà una severa azione di contrasto all’abusivismo commerciale per tutelare il commercio legale e il decoro urbano.
Su questi interventi ognuno eserciterà la sua azione critica, immagino che per alcuni il prelievo mezzi diverrà vessazione dei cittadini e la lotta agli abusivi si trasformerà in repressione della libera iniziativa. Ma così come non ci aspettiamo alcun “ossequio”, rivendichiamo il diritto di non doverne per ordine costituito.
Un anno è servito a cambiarci. Il prossimo facciamo che serva a costruire su quelle fondamenta senza pregiudizi.

Gianni Cataldino

Prosegue l'impegno dell'amministrazione Melucci per rendere le spiagge pubbliche accessibili ai disabili. Dopo l'implementazione delle passerelle già installate e funzionanti in località lido azzurro ed isola amministrativa, l'assessore Viggiano comunica che il comune si è dotato di sette sedie "Job" per l'ingresso in acqua e la balneazione dei disabili.

"Con i dispositivi Job, che presenteremo alla stampa e alla città nei prossimi giorni - commenta l’assessore Viggiano - contribuiamo a rendere possibile la balneazione di persone con disabilità motoria. I dispositivi verranno utilizzati da personale qualificato, con la collaborazione delle associazioni di volontariato del territorio che si occupano di disabilità motoria".

“In perfetta sinergia con l'assessore Viggiano - commenta l’assessore al welfare Simona Scarpati - nella prossima settimana incontreremo le associazioni di volontariato che si occupano di disabilità motoria, al fine di concordare l'utilizzo mediante convenzione".

Ulteriore risultato di civiltà fortemente voluto dal sindaco Melucci che pone il
Comune all'avanguardia nell'accessibilità delle spiagge del nostro litorale; un ulteriore segnale di grande sensibilità nei confronti dei cittadini che versano in condizioni di disagio.

Egregio Sottosegretario,

nelle more che il Governo appena insediatosi abbia l'opportunità di meglio precisare le deleghe più specialistiche, ho l'esigenza di pregarLa di assegnare massima priorità alle sorti del cosiddetto Contratto Istituzionale di Sviluppo per l'Area di Taranto (CIS), di cui alla Legge 4 marzo 2015, n. 20.

Nei giorni in cui Istituzioni, cittadinanza, imprese, parti sociali e stakeholder in genere, tentano di affrontare in maniera definitiva la complessa vicenda Ilva, e se possibile tentano di consegnare al territorio un diverso e più moderno modello di sviluppo, le risorse, i progetti strategici e persino le semplificazioni normative sul tavolo del CIS costituiscono un volano imprescindibile.

Colgo anche occasione per rappresentarLe che l'attuale Struttura di Missione ha, dal punto di vista del Civico Ente, ben operato sin qui nel rispetto della vision locale e degli obiettivi generali della norma anzi detta, al riparo da qualsivoglia strumentalizzazione politica. E' su queste basi che il Comune di Taranto auspica di riprendere i lavori del CIS nel più breve tempo possibile.

Ringraziando sin d'ora del positivo riscontro.

Distinti saluti.

Rinaldo Melucci - Sindaco di Taranto

Egregio Ministro,

ho appreso nella tarda serata di ieri della decisione del Governo, su istanza del collegio commissariale del Gruppo Ilva, di avvalersi della proroga prevista dal contratto di aggiudicazione dei compendi aziendali.

Con la presente, sentite le parti sociali a livello locale proprio nella giornata del 26 giugno, al fine di scongiurare possibili mobilitazioni, ovvero trasmettere segnali equivoci a cittadini ed investitori, sono allora a sollecitare in tempi rapidi la riconvocazione presso il Mise del tavolo finalizzato al negoziato occupazionale.

Tutto quanto sopra, indipendentemente dalla discrezione che il Suo dicastero vorrà conservare al termine dell'analisi del corposo dossier Ilva.

Circa la durata della predetta proroga, sono a richiederLe poi precisazioni sullo stato dei conti dell'azienda, che come di certo rammenterà influisce pesantemente anche sulle sorti di un vasto e già provato indotto locale.

Infine, con l'intento di sostenere l'azione del Governo in questa fase difficoltosa, mantenendo sovraordinata la vicenda ambientale e sanitaria alla mera trattativa industriale, sono a rappresentarLe che il Comune di Taranto ha fornito disponibilità alle organizzazioni sindacali ad allargare e meglio articolare il protocollo di intesa sottopostoLe nel nostro incontro dello scorso 18 giugno.

Ringraziando sin d'ora del cortese riscontro.

Distinti saluti.

Rinaldo Melucci - Sindaco di Taranto

Il gruppo “Indipendenti per Taranto” continua distinguersi per azioni vuote e ostili al Sindaco con il quale si sono candidati e sono risultati in seguito eletti.

Ben tre presidenze di commissioni, gestite sin qui sommariamente a detta di gran parte dei loro colleghi di maggioranza, scarsamente produttive, nessuna competenza apprezzabile, incarichi ricevuti per accordi politici all’interno del Consiglio, non certo per merito. E una delega extra Giunta che si è dovuto ritirare perché condotta con grave e personalistica interferenza all'azione di governo.

I rapporti con questi cinque esponenti si deteriorano già al ballottaggio, a causa di loro confuse strategie politiche, poi soprattutto durante le consultazioni di luglio scorso per formare la Giunta. Nessuno di loro godeva dei requisiti da me ritenuti sufficienti. Anzi, quando tra associazioni e parti sociali avanzo l’ipotesi di qualcuno di loro vengo fermato con preoccupazione. Nessuna poltrona per loro dunque e da allora si servono vigliaccamente delle peggiori figure per aggredire il Sindaco.

Nonostante questo, per il bene della città vengono coinvolti, come detto, con deleghe fuori Giunta, con presidenze di commissioni, con riunioni dedicate a loro, perché questi consiglieri non volevano partecipare a riunioni insieme alla maggioranza. A nulla è servito.

Hanno effettuato la richiesta di accesso agli atti sul bando Amat a gennaio, facendo perdere alla città un professionista di altissimo livello, strumento legittimo ma tipico della più bieca opposizione, che per altro svolgono affidandosi a suggeritori occulti tristemente noti in città, sempre votati al discredito delle Istituzioni e delle vite delle persone che. Rinunciamo a quel professionista per evitare alla comunità tensioni che quei personaggi sono bravissimi a creare. Come spiegare ai cittadini che una banale dimenticanza, che in un clima costruttivo e di maggior serenità avrebbe potuto tranquillamente essere affrontata e spiegata, ha privato la partecipata di grande slancio, e che ne paghiamo oggi le conseguenze?

Il loro atteggiamento ostile nei fatti non è mai mutato: avevano assicurato, ad esempio, che mai avrebbero votato una mozione di sfiducia contro un mio Assessore, e il giorno dopo avermelo garantito, in Consiglio hanno votato compatti per la discussione di quella mozione. L'ennesima vana pagliacciata, perché l’Assessore gode della mia massima fiducia e non lo avrei sollevato dall’incarico, che resta strettamente fiduciario, per nulla al mondo. Sanno solo screditare, fare rumore, non hanno la stoffa per discutere di Ilva, porto, altre infrastrutture, piani strategici, macchina amministrativa, sanno convocarti solo per chiederti interventi che non sono di competenza del Civico Ente o non al passo con l'attualità. Davvero imbarazzante.

Altra barzelletta politicante, il voto del bilancio preventivo con riserva. Gente che si fa votare con una coalizione, che approva un programma amministrativo e poi esprime riserva su atti che, se letti, di certo non sono nemmeno stati compresi.

Poi minacce velate e non al Sindaco, fatte giungere tramite consiglieri, social network, personaggi noti alle cronache, ogni giorno di questo primo anno di mandato, ogni santo giorno. A tutto abbiamo sempre preferito non replicare, se non attraverso la formulazione di querele, quando ritenuto indispensabile.

Con la nuova richiesta di accesso agli atti del CdA di Amat gli Indipendenti commettono l'errore strategico di mostrarci che il loro accanimento non ha nulla a che vedere coi bisogni della città, perché se avessero un minimo a cuore Taranto, avrebbero notato il totale immobilismo ed anacronismo della partecipata.

E ancora, la mancata solidarietà dopo le aggressioni ricevute. Certamente atto non sentito, non necessariamente dovuto e nemmeno richiesto, ma almeno da un gruppo che si definisce di maggioranza non ci si aspetta dichiarazioni di segno opposto.

In ultimo, lo spettacolo indegno di questa mattina in Consiglio Comunale: i cinque esponenti ad ogni votazione lasciavano l’aula per non dover votare gli emendamenti. Chissà se nelle loro laute indennità è ricompresa la voce "teatro sperimentale".

La pazienza è finita. Ogni decenza è stata calpestata perché va bene tutto ma il fango mediatico e pressioni di altra natura non li accetto più. Non mi faccio intimidire da alte cariche pubbliche o dalle forze oscure ancora in azione in questa città da vent'anni, figuriamoci se mi lascio intimorire da loro.

Per me nei fatti sono opposizione. La più meschina. Quella che ti attacca dall’interno. Possono dire e fare ciò che vogliono, ma la realtà è che sottolineano sempre di essere maggioranza solo per tenere le loro posizioni in commissione o guadagnare spazi.

Governo finché ci sono i numeri minimi e senza farmi ricattare. Finché ci saranno questi presupposti, bene, sempre senza vetrine, passerelle e altri inconcludenti approcci. Altrimenti, la città merita altro, non un Sindaco imbrigliato e costantemente ricattato. Una condizione che non consente di lavorare serenamente e pienamente.

Inutile dire che non mi abbasserò a rispondere ulteriormente a questi signori, alle loro letterine a mezzo stampa e messaggi trasversali non gli serviranno ad ottenere posti in Giunta o nelle partecipate. E quelli tra loro che già mi cercano sottobanco assumessero il coraggio delle loro azioni o nessun dialogo sarà mai possibile. Prendessero pubblicamente e definitivamente le distanze da certi metodi e certi personaggi che macchiano la serenità ed il rilancio di questa città, non abbiamo fintanto altro da dirci.

Si sono fatti rinchiudere in un vicolo cieco politico ed etico.

Dopo il confronto franco e costruttivo della
scorsa settimana con la vera ed unica maggioranza, si deve recuperare dignità e valore per il perimetro programmatico entro il quale queste sane forze politiche si esprimono con responsabilità dall'inizio del mandato del Sindaco, e a loro il ringraziamento per l'esemplare atteggiamento odierno.

Questa chiarezza la dovevo alla città, non al gruppo richiedente compulsivo di accesso agli atti e amante del teatro sperimentale.

Abbiamo lavorato, amministratori e tecnici, anche in seno ad Area Vasta, per settimane a ritmi serrati al fine di addivenire ad una equilibrata perimetrazione delle aree ed alle proposte fondative del piano per la Zes Ionica, il tutto entro i termini che il Governo aveva raccomandato alle Regioni interessate.

Ma mentre altre realtà come la Campania hanno già rielaborato ed approvato il tutto presso i ministeri competenti, in Puglia attendiamo un qualche cenno di reattività dagli organismi regionali da ben sei mesi, un po' troppi per essere competivi con le altre direttrici di traffico ed investimento, un po' troppi sicuramente per una mera narrazione del lavoro già svolto a livello locale. Un vero freno alla promozione delle nostre infrastrutture, a cominciare dal porto, e delle nostre peculiarità produttive.

Apprendiamo ad intervalli regolari di contatti informali con la Regione Basilicata, di ettari che ballano in direzione della pianificazione favorevole alla Zes Adriatica, non proprio segnali di certezza e di immagine positiva per il mercato e i potenziali investitori.

Ricordiamo a noi stessi che gli incentivi disponibili a livello nazionale sono contingentati a fattori di tempo ed attuazione del piano di una Zes, quindi stiamo perdendo opportunità reali per le nostre imprese e le nostre maestranze, non si tratta si ritardi banali.

Non possiamo, dunque, che tornare a chiedere al neo assessore Nunziante un momento di chiarezza e nuovo slancio su questa questione. Mai come adesso Taranto ha bisogno di trasmettere all'esterno segnali di ripartenza ed una visione economica incontrovertibile. Confidiamo di trovare allineati in questo sforzo tutti i consiglieri regionali della Provincia ionica.

Il Presidente Emiliano mi segnala e mi fa segnalare da più parti che avrebbe piacere a ricostruire un rapporto politicamente compromesso col sindaco del secondo capoluogo pugliese. Purtroppo reitera nelle sue modalità affatto istituzionali e rispettose dell'interesse tarantino.

Apprendere dalla stampa delle sue nuove proposte su Ilva farebbe simpatia, se non fosse per lo scarso tempo a disposizione delle parti e per la considerazione che per uno scampolo di visibilità si gioca sempre sulla pelle di migliaia di cittadini ed imprese tarantini.

Ora valuterò attentamente, con i tecnici del Civico Ente, il contenuto di queste circa trenta pagine, presentate in pompa magna a Bruxelles, grazie ai contribuenti pugliesi. Immagino si sia fatto ben consigliare dai suoi nuovi esperti. Resto anche curioso di ascoltare le reazioni dei sindacati metalmeccanici.

Purtroppo, nel quadro del percorso normativo esistente non posso che registrare già una probabile irrealizzabilità rispetto ad alcuni scenari proposti, dunque tanto varrebbe parlare chiaramente del parco giochi di Grillo. Spero davvero che la pazienza dell'investitore non sia prossima all'esaurimento.

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