Abbiamo lavorato, amministratori e tecnici, anche in seno ad Area Vasta, per settimane a ritmi serrati al fine di addivenire ad una equilibrata perimetrazione delle aree ed alle proposte fondative del piano per la Zes Ionica, il tutto entro i termini che il Governo aveva raccomandato alle Regioni interessate.

Ma mentre altre realtà come la Campania hanno già rielaborato ed approvato il tutto presso i ministeri competenti, in Puglia attendiamo un qualche cenno di reattività dagli organismi regionali da ben sei mesi, un po' troppi per essere competivi con le altre direttrici di traffico ed investimento, un po' troppi sicuramente per una mera narrazione del lavoro già svolto a livello locale. Un vero freno alla promozione delle nostre infrastrutture, a cominciare dal porto, e delle nostre peculiarità produttive.

Apprendiamo ad intervalli regolari di contatti informali con la Regione Basilicata, di ettari che ballano in direzione della pianificazione favorevole alla Zes Adriatica, non proprio segnali di certezza e di immagine positiva per il mercato e i potenziali investitori.

Ricordiamo a noi stessi che gli incentivi disponibili a livello nazionale sono contingentati a fattori di tempo ed attuazione del piano di una Zes, quindi stiamo perdendo opportunità reali per le nostre imprese e le nostre maestranze, non si tratta si ritardi banali.

Non possiamo, dunque, che tornare a chiedere al neo assessore Nunziante un momento di chiarezza e nuovo slancio su questa questione. Mai come adesso Taranto ha bisogno di trasmettere all'esterno segnali di ripartenza ed una visione economica incontrovertibile. Confidiamo di trovare allineati in questo sforzo tutti i consiglieri regionali della Provincia ionica.

Il Presidente Emiliano mi segnala e mi fa segnalare da più parti che avrebbe piacere a ricostruire un rapporto politicamente compromesso col sindaco del secondo capoluogo pugliese. Purtroppo reitera nelle sue modalità affatto istituzionali e rispettose dell'interesse tarantino.

Apprendere dalla stampa delle sue nuove proposte su Ilva farebbe simpatia, se non fosse per lo scarso tempo a disposizione delle parti e per la considerazione che per uno scampolo di visibilità si gioca sempre sulla pelle di migliaia di cittadini ed imprese tarantini.

Ora valuterò attentamente, con i tecnici del Civico Ente, il contenuto di queste circa trenta pagine, presentate in pompa magna a Bruxelles, grazie ai contribuenti pugliesi. Immagino si sia fatto ben consigliare dai suoi nuovi esperti. Resto anche curioso di ascoltare le reazioni dei sindacati metalmeccanici.

Purtroppo, nel quadro del percorso normativo esistente non posso che registrare già una probabile irrealizzabilità rispetto ad alcuni scenari proposti, dunque tanto varrebbe parlare chiaramente del parco giochi di Grillo. Spero davvero che la pazienza dell'investitore non sia prossima all'esaurimento.

Ho una sincera stima dell'assessore Giannini e lo ringrazio per le sue ultime parole di verità e concretezza sulla vicenda dell'Arlotta.

Tutti temi che alle Istituzioni locali erano già ovviamente chiari, con buona pace di chi manifesta in maniera ricorrente sotto la Presidenza della Regione e si fa affascinare, motivi per i quali abbiamo inteso sollecitare sul finire di maggio AdP sulla giusta pubblicità ai loro piani e cronoprogrammi di investimento su Grottaglie, perché abbiamo maturato già da tempo la consapevolezza che dovremo surrogare del tutto la Regione nell'esplorazione di nuove quote di mercato e nella promozione dello scalo ad uso civile.

Servizi a mercato, riferisce l'assessore, e sia. Vigileremo sugli incentivi regionali dunque.

Ci piacerebbe allora sapere, tematica affine a quella degli scali marittimi pugliesi, nella visione della Regione come si intenda riposizionare e proprio incentivare il segmento cargo, nostra prevalente destinazione funzionale, che oggi è attivo su Brindisi e Bari, a favore del nostro indotto.

E' recente la richiesta di AdP di un rimborso milionario in relazione al traffico Ryanair, ci sembra davvero che stiano saltando tutte le regole formali e persino di buon gusto nei confronti delle nostre comunità.

Siamo entusiasti, insieme all'assessore Giannini, dell'opportunità dei voli suborbitali a Grottaglie, ma in questo caso attendiamo di conoscere l'analisi della ricaduta economica sul territorio ionico formulata dalla struttura regionale. Ci auguriamo vivamente che il nostro timore che possa rappresentare l'ennesima compensazione di nicchia e a bassa intensità di capitale umano resti del tutto infondato.

Primo incontro interlocutorio con il Ministro Di Maio, in un clima cordiale, scevro da pregiudizi, senza appesantimenti politici, un clima di consapevolezza rispetto alla necessità di ripartire dai contenuti, dalle carte, dal perimetro della legge, in parte se possibile dal faticoso lavoro svolto anche dagli enti locali in questi ultimi mesi, salvo ulteriori perfezionamenti a favore della comunità, dell'indotto e delle parti sociali, soprattutto nell'ottica del poco tempo a disposizione prima di un ipotetico default socio-economico.

Il Sindaco ha rappresentato al Ministro il reale scenario del territorio e il modo in cui si sta tentando di rispondere, già in questi giorni, alle sfide ambientali. Il Comune di Taranto ha quindi confermato al Mise piena disponibilità a collaborare lealmente nelle direzione che il Ministro vorrà univocamente e responsabilmente tracciare, con l'auspicio che tutte le parti conservino questo approccio pragmatico e vogliano concorrere su questo ed altri tavoli al rapido rilancio di Taranto.

Già nelle prossime ora le parti potranno tornare a confrontarsi su aspetti di dettaglio. Nell'attesa di conoscere le conclusioni del dicastero, il Sindaco ha ringraziato il Ministro per l'opportunità e gli ha rinnovato l'invito a visitare la terra ionica.

Nell’intervista al quotidiano La Stampa il Ministro Gian Marco Centinaio dice due cose che da Sindaco di Taranto hanno attirato la mia attenzione.

"L'Ilva deve continuare a essere un sito produttivo” e “Io non andrei a passare le mie vacanze lì a meno che non farne una grande Eurodisney”.

Sulla prima frase siamo d’accordo, Ministro Centinaio. Sto infatti aspettando l’invito al Mise da parte del ministro Di Maio per ripartire dal protocollo di intesa approntato con il precedente Ministro, con tutte le eventuali modifiche del caso, per la messa in sicurezza delle migliaia di posti di lavoro e della questione ambientale. Come saprà anche lei, è una corsa contro il tempo, a fine mese le casse di Ilva saranno vuote, ecco perché stavamo accelerando con il ministro Calenda. So che comprenderà la gravità della situazione, così come sono certo la comprenderà il Ministro del lavoro, delle politiche sociali e dello sviluppo economico; ecco perché mi rasserena molto sapere che anche per lei “ilva deve continuare a essere un sito produttivo”, sicuro e salubre, aggiungo.

Sul secondo punto, caro Ministro, duole farle notare invece una brutta scivolata.

Leggo sempre nell’intervista, che anche la delega al Turismo appartiene da qualche giorno al suo dicastero oltre a quella dell’agricoltura; bene, a mio parere il ministro del turismo ha l’obbligo di promuovere ogni angolo del paese che rappresenta. Anche il luogo meno avvenente deve essere messo da lei in condizione di creare sviluppo e turismo. Quindi non può andare in giro dichiarando che non andrebbe mai in vacanza in questa o quella città d’Italia. Non può dirlo neanche di Taranto nonostante lei sia dirigente del partito anti meridionale per eccellenza come era (?) la Lega Nord. Ha la fortuna di essere ministro del Turismo nel paese con più bellezze paesaggistiche e culturali del pianeta, non le sarà difficile promuovere l’Italia tutta. Non le sarà difficile neanche per Taranto della quale non le dirò nulla perché sono certo che solo dopo averla visitata non avrà alcuna difficoltà a diventare il nostro miglior promotore turistico.

Prima di fare proposte alternative su ilva abbiamo il dovere di salvare più di 20 mila lavoratori tra dipendenti e indotto. Abbiamo il dovere di rendere competitiva ilva dal punto di vista ambientale e industriale. Ilva non è una località turistica ma una industria, un luogo di lavoro che va messo in sicurezza. Per il bene dei cittadini e dei lavoratori. Accetti un consiglio, lasci perdere Eurodisney.

La aspetto a Taranto, magari anche con il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Salvini che so essere un amante della Puglia, ma che probabilmente non conosce ancora Taranto.

Questa è la stagione ideale, Ministro Centinaio. E dopo mi dirà se l’unica proposta che vorrà farmi è l’Eurodisney.

Rinaldo Melucci - Sindaco di Taranto

“Oggi sono con cuore grato vicino alle donne e agli uomini della nostra polizia locale, a tutte le forze dell'ordine, agli operatori delle nostre società partecipate, ai commercianti e pubblici esercenti, ai residenti delle location impegnate da Medimex, perché con la loro pazienza o il loro lavoro hanno consentito lo svolgimento di una grande manifestazione, a poche settimane dal successo già del Primo Maggio e nel non facile clima politico e normativo intorno ai grandi eventi”, così il sindaco Rinaldo Melucci.

“Sebbene taluni - prosegue il sindaco - abbiano provato a guastare la festa e la speranza di questa città screditando l'amministrazione comunale e dando ribalta alle solite frange disfattiste, siamo sicuri che la risposta di Taranto sia stata eccezionale.

Taranto sta svoltando, e la dimostrazione è che quando anche i superiori livelli istituzionali si occupano del nostro territorio ed impegnano risorse serie tutto può cambiare e anche rapidamente.

Certo, occorre una programmazione continuativa, specie nei settori che già sono a fondamento della nostra economia, non è sufficiente una stagione sotto i riflettori”.

Per questo, in data odierna il primo cittadino ha provveduto a Bari alla firma, con l'Assessore regionale Pisicchio, dell'intesa che rimodula le cospicue risorse e il cronoprogramma della rigenerazione urbana del quartiere Tamburi. I primi interventi, per un ammontare di 2.2 milioni di euro, in parte da realizzarsi col contributo di Arca Jonica, partiranno già entro il secondo semestre del 2018.

A seguire sono state affrontate alcune questioni importanti con il Dipartimento Ambiente e con il Dipartimento Mobilità della Regione Puglia, per una estate che si annuncia carica di iniziative strategiche per il rilancio produttivo e finanziario delle nostre società partecipate.

Dopo l'ulteriore approfondimento tencico-amministrativo di ieri, in sede di Rappresentanza dei Sindaci ionici in seno ad Asl, il Comune di Taranto ha stabilito di intraprendere azione ad adiuvandum del ricorso già presentato entro i termini legali dal Comune di Grottaglie avverso la chiusura del presidio del San Marco.

Nel contempo, in qualità di Presidente della Conferenza dei medesimi amministratori e secondo prerogativa prevista dalla norma vigente, il Sindaco Melucci ha trasmesso formale richiesta al Direttore Rossi per una relazione dettagliata sullo stato di applicazione del piano di riordino ospedaliero pugliese e si riserva verifiche istituzionali sul percorso del piano di rientro e riqualificazione del sistema sanitario regionale.

È previsto per il 22 giugno a Bari un primo confronto tra i Sindaci ionici e il Governatore Emiliano.

Lo scorso 29 maggio si è tenuto a Palazzo di Città un primo informale tavolo di lavoro sul rilancio della prospettiva dello scalo aeroportuale di Taranto-Grottaglie, alla presenza del management e dei tecnici di Adp, Adsp del Mar Ionio e le Amministrazioni di Taranto e Grottaglie.

Il positivo confronto ha acclarato la piena operatività dello scalo, la disponibilità delle parti ad una promozione comune, su basi di concretezza e gradualità rispetto alle condizioni richieste dal mercato e dal piano nazionale degli aeroporti, nonché di spinta interconnessione con l'infrastruttura portuale di Taranto, specie in chiave passeggeri.

Le Amministrazioni comunali hanno confermato il loro impegno verso il completamento e potenziamento dei collegamenti stradali, nel contempo il Sindaco Melucci ha chiesto formalmente ad Adp che siano rimessi in tempi brevi tutti gli atti sul piano di investimenti previsto dalla Regione Puglia e si addivenga ad un protocollo di intesa tra i maggiori attori istituzionali coinvolti, che regoli gli aspetti di accessibilità e promozione dello scalo ai soggetti privati.

Le parti torneranno a riunirsi entro il prossimo mese dopo le valutazioni del caso.

Ho letto con interesse le recenti dichiarazioni del Senatore Luigi Vitali. Naturalmente, mi rammarico che un fine ed esperto rappresentante delle istituzioni come lui utilizzi il linguaggio di certe opposizioni di borgata, quando traduce l'attuale fermento politico locale in semplici tensioni da poltrona.

In realtà sta accadendo molto di più, dopo più di un decennio di incrostazioni e ritardi della politica tarantina rispetto al contesto nazionale ed europeo, rispetto agli alti contenuti che l'Amministrazione comunale sta mettendo in scena.

Tuttavia, lui ha ragione quando intravede l'utilità che la comunità possa lavorare lealmente insieme per i grandi traguardi, oltre le lacerazioni che hanno decretato il fallimento di certe politiche ed economie del nostro passato, oltre le categorie novecentesche del pensiero politico, alle quali non credono più nemmeno i cittadini, a giudicare dagli ultimi risultati elettorali.

Quando un anno fa l'area riformista ionica raggiunse inaspettatamente il ballottaggio, avvenne già una prima metamorfosi di un programma obiettivamente superato dalla storia e dal contesto politico generale, un programma che si fece più innovativo, più aperto, addirittura civico nella sua maggiore aderenza alla visione dell'attuale Sindaco, come per altro testimoniato dalle sue linee programmatiche dello scorso 31 luglio.

Su queste basi, ripulito il linguaggio da inutili accuse dal sapore elettorale, si può certamente iniziare ad edificare anche a Taranto quel fronte europeista moderato, in contrasto con l'ondata populista che abbiamo già visto essere tutta incentrata sulla propaganda e per nulla proiettata verso la risoluzione concreta dei problemi dei cittadini, di quelli del Sud in particolare.

Un fronte europeista dicevamo, che a tutti i livelli si sta studiando e che altrove ha già colto i primi successi, che sono successi prima di tutto amministrativi, per i nostri cittadini, stufi dell'odio e dell'ignoranza improduttive da tastiera. E sono certo che un primo banco di prova importante per la tenuta della nostra comunità e la comunione di intenti sul futuro di Taranto lo avremo presto intorno alla vicenda Ilva.

Rinaldo Melucci

Dottor Rinaldo Melucci,

a nessuno può essere concesso di affermare che con la dignità dei tarantini non si scherza più e poi chiedere esclusivamente ai sindacati se intravedono un piano B (non si sa se per Taranto o per il mantenimento in vita dell’Ilva). A nessuno è permesso di richiamare le origini spartane della città e poi comportarsi da ilota.

Taranto, innocente lazzaretto alimentato dagli untori di Stato, dovrebbe poter contare sul potere decisionale del suo primo cittadino. È il Sindaco, insieme alle Associazioni e ai cittadini impegnati, che deve avere il coraggio di disegnare il futuro della città. Invece, lei lo chiede ai sindacati, assolutamente assenti per quanto riguarda le tematiche ambientali e sanitarie e capaci di indignarsi e battere i pugni sul tavolo solo per tagli di posti di lavoro e stipendi. I nostri riferimenti restano i medici e non i sindacalisti o gli ingegneri metalmeccanici; anche per lei, quale responsabile della salute pubblica, dovrebbe essere lo stesso.

Per quanto ci riguarda, e riteniamo di non essere i soli, il piano A, l’unico possibile, passa esclusivamente per la chiusura delle fonti inquinanti, la bonifica delle zone inquinate e la riconversione economica e sociale del territorio e dei suoi abitanti. Insopportabilmente troppo alto è stato il prezzo pagato dai suoi concittadini per il tanto pubblicizzato benessere della nazione intera, a cominciare dal disprezzo per la vita dei tarantini e della provincia intera. Nessun rispetto neppure per i nostri defunti, come lei ben sa.

Siamo ormai da anni fermi al capolinea di una produzione che qualcuno anacronisticamente continua a chiamare “strategica” e che tuttavia continua ad alimentare con denaro pubblico, sottraendolo a ben più importanti capitoli (salute, istruzione, ricerca, ambiente, alternative eco-compatibili). Non c’è nulla di “strategico” in una produzione pagata con malattie e morte. Non c’è nulla di più barbarico, nulla di più antidemocratico. E come si può accettare che si conceda l’immunità penale anche ai prossimi inquinatori, mentre i nostri figli si ammalano e muoiono e diventano solo una fotografia da guardare ogni tanto? Bisognerebbe chiederlo ai tanti, troppi genitori di questa terra tarantina che hanno bagnato di lacrime quelle foto, mettendosi dalla loro parte per domandarsi quale articolo della Costituzione italiana si può spingere fino a questo punto.

Eppure, lei non intravede un piano B. Basterebbe aprire gli occhi per averlo chiaro in mente. Basterebbe guardare Taranto dall’alto per vedere la B che tanto sembra voler cercare. La sua grande B è il mar Piccolo, una delle cose di cui parlammo e che sembrava riscuotere il suo interesse, nell’unico incontro che abbiamo avuto con lei. La sua “grande B” è il mar Piccolo con tutto quello che c’è intorno.

Il piano B glielo suggeriscono le dichiarazioni dei visitatori, affascinati dalla sublime bellezza della città.

Avrebbe motivi sufficienti per sorridere all’idea di un futuro diverso che possa tenere legati alla città, attraverso opportunità di lavoro pulito, i suoi concittadini più giovani; avrebbe motivi sufficienti per vedere diminuire i problemi sanitari ed ambientali e riportare le attuali insopportabili percentuali nelle medie regionali; per fare di Taranto l’esempio mondiale di riconversione economica utilizzando e facendo fruttare le peculiarità del territorio. Visto che lei stesso ha richiamato le origini di Taranto, avrebbe motivi sufficienti per passare alla storia da Spartano e non da ilota.

Le suggeriamo di non dichiarare con tanta superficialità che meno del 50% dei tarantini sono per la chiusura delle fonti inquinanti, utilizzando l’inconsapevolezza per confermare i suoi dati. Regali ai tarantini una visione differente di futuro e poi vedremo di quali percentuali parlare.

Ci permettiamo anche di suggerirle di ascoltare le associazioni attive sul territorio e i professionisti e cittadini che da anni propongono idee qualitativamente interessantissime.

In ultimo, pretendiamo, come cittadini di Taranto una risposta ad una semplicissima domanda: “lei, sindaco di Taranto, responsabile della salute dei cittadini, ci può assicurare che la salute dei cittadini da lei amministrati è certamente tutelata dalle emissioni derivanti dalla zona industriale della città in ogni periodo dell’anno?”

Restiamo in attesa di una risposta che, riteniamo, certamente arriverà.

Genitori tarantini.

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