l  Consiglieri Comunali, Michele Santoro, Ciro Gianfreda, Anna Cabino, Loreto Danese, Antonella Russo, alla luce dello stato di emergenza-urgenza a tutela della salute dei cittadini, del disagio sopportato dai pazienti che giungono c/o il punto di pronto intervento del ns. P.T.A. e considerato che  il nostro nosocomio, da tempo, non è più posto in condizione di offrire molte delle cure richieste dai cittadini, sia per la mancanza dei servizi di pronto soccorso e conseguenti ricoveri, sia a causa delle lunghe liste di attesa a cui i richiedenti sono sottoposti e costretti ad accettare per ricevere le cure specialistiche necessarie. Tutto questo a fronte  delle estenuanti attese di chi si rivolge al P.S. del "SS. Annunziata" e considerato l'estenuante ((sacrificio" professionale degli operatori sanitari che quotidianamente e con grande senso del dovere si prodigano per dare risposte alla moltitudine di pazienti afferenti. Quindi i Consiglieir su citati  chiedono la  convocazione urgente di un Consiglio Comunale monotematico per la trattazione delle problematiche suesposte, al fine di pervenire a soluzioni concrete ed immediate finalizzate a dare un riscontro positivo, certo ai bisogni dei richiedenti offerte sanitarie ed eliminare, nel contempo, condizioni di "grave e imminente pericolo" per la salute.
Quindi invitano il Sindaco della Città di Grottaglie, avv. Ciro D'Alò, "ad intervenire in qualità di massima autorità sanitaria ad assumere una decisione pol!tica con un provvedimento (ordinanza) dì chiaro intendimento per la risoluzione del caso, una volta per tutte. Lo si esorta a definire un "piano di azione11 con l' obiettivo di dare risposte alla cittadinanza tutta e a chiunque sia bisognevole di servizi sanitari ospedalieri." Infine nella richiesta viene fatta "preghiera affinché siano invitati alla discussione del Consiglio comunale le seguenti persone istituzionali: l'Assessore alla Sanità regionale, il direttore generale dell' A.S.L. Taranto e il Presidente della Provincia dì Taranto."

Le modifiche al Regolamento regionale relativo ai criteri di assegnazione dei budget annuali alle strutture accreditate da parte della Asl, sono state oggetto di audizione della Commissione sanità.

In particolare, le modifiche riguardano l’aggiornamento e l’integrazione dei requisiti in riferimento alla sezione di medicina di laboratorio, alla luce delle previsioni contenute nel documento relativo alla riorganizzazione della rete delle strutture pubbliche e private di diagnostica di laboratorio.
In merito a ciò sono stati ascoltati i rappresentanti dell’associazioni ANTEL e Confindustria Puglia, i quali hanno evidenziato delle criticità in riferimento alla composizione minima del personale sanitario previsto per i centri di prelievo e ai requisiti in possesso, rilevando la necessità di coordinare il testo del regolamento con i principi generali normati con la legge n. 9 del 2017 in materia di autorizzazione all'esercizio e all'accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private.

70milioni per l’ammodernamento tecnologico delle apparecchiature e dei dispositivi medico-diagnostici delle strutture sanitarie pubbliche situate nei comuni dell’area di crisi

Vico: “Disponibili da tempo, vengano utilizzati da Asl di Taranto”

“Sono già disponibili da tempo i 70milioni messi a disposizione dal Governo attraverso il tavolo Cis-Taranto in ordine al “Progetto Salute”, per l’ammodernamento tecnologico delle apparecchiature e dei dispositivi medico-diagnostici delle strutture sanitarie pubbliche situate nei comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola e la formazione e l’aggiornamento professionale del personale sanitario. Fondi non ancora utilizzati dall’Asl di Taranto, responsabile dell’attuazione degli interventi”.

È quanto dichiarato dall’on. Ludovico Vico durante l’incontro tenuto ieri sera nel circolo del Pd di Paolo VI, per illustrare l’impegno del governo e del tavolo Cis in merito al “Progetto Salute”, introdotto dal Dl Mezzogiorno n. 243/2016. Un incontro organizzato dal circolo “Di Vittorio”, al quale ha preso parte il segretario di sezione Michele Portacci.

“Obiettivi specifici del Progetto – spiega l’on. Vico - sono il potenziamento delle attività di prevenzione e promozione attiva della salute, il miglioramento dell’assistenza ospedaliera e specialistica con riguardo, in particolare, all’offerta di prestazioni sanitarie nel campo oncologico dell’Ospedale Moscati di Statte attraverso la ridefinizione dei settori di intervento diagnostico e la realizzazione di un programma di adeguamento strutturale, infrastrutturale e tecnologico”.

Gli obiettivi riguardano, fra l’altro: la realizzazione di sale operatorie integrate che consentono un approccio multidisciplinare alle problematiche di carattere oncologico (con una sala dedicata alla chirurgia robotica); il rinnovamento del reparto di radiologia dell’Ospedale Moscati, con acquisizione di macchinari di ultima generazione sia per la Risonanza magnetica che per la TAC, con la predisposizione di una sala per la radiologia interventistica e realizzazione di una piastra endoscopica per l’endoscopia bronchiale; specifiche attività di formazione del personale che partiranno quest’anno, successivamente all’avvenuto acquisto della strumentazione tecnologica; l’acquisizione di beni per la gestione informatica della presa in carico sanitaria (per le attività di prevenzione individuale e di assistenza attraverso l’ammodernamento della dotazione strumentale e tecnologica, per le attività di controllo sul territorio al fine di assicurare la vigilanza negli ambienti di lavoro e per garantire il controllo degli alimenti e degli allevamenti).

“I 70milioni – conclude Vico – riguardano ovviamente il sistema sanitario dell’intera area di crisi, di cui fanno parte, come già detto, i comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola. Vorrei segnalare che l’Asl deve procedere con una certa rapidità al completamento delle sale operatorie al fine di completare l’iter che porterà alla nascita del polo oncologico, ad oggi annunciato con roboanti dichiarazioni, ma nei fatti rallentato nella sua realizzazione”.

Nota del consigliere regionale di Sinistra Italiana Mino Borraccino.

"Trovo davvero avvilente il rinvio a data da destinarsi della discussione prevista ieri,martedì 9 gennaio, in Consiglio Regionale, sulle linee di indirizzo in materia di politica sanitaria e, in particolare, sul Piano di Riordino Ospedaliero che sta progressivamente privando tanti cittadini pugliesi del diritto costituzionalmente garantito ad una buona sanità pubblica.

La decisione assunta dal Presidente del Consiglio, Mario Loizzo, semplicemente comunicata all’Aula con un frettoloso e sbrigativo intervento che ha chiuso i lavori senza consentire neanche di poter replicare sul punto, ha di fatto privato per l’ennesima volta la massima assise regionale della possibilità di discutere un argomento tanto importante e tanto delicato, che riguarda la vita e la salute di quattro milioni di persone.
E quel che è più grave è che questa discussione (promossa con una richiesta presentata anche dal sottoscritto il 10 ottobre 2017) era già stata rinviata diverse volte, in questi mesi, per le più svariate e pretestuose ragioni, fino ad arrivare alla convocazione per ieri.
Era un appuntamento molto atteso sia da tutti gli operatori della sanità sia da moltissimi cittadini di tutta la regione, dal momento che sarebbe stata l’occasione per fare il punto sulla condizione assai critica in cui versa tutta la sanità pugliese, a seguito delle scelte sbagliate e contraddittorie assunte con il Piano di Riordino Ospedaliero.
E invece, per l’ennesima volta, si è deciso di non consentire questo dibattito, evidentemente per i timori legati alle conseguenze che questo avrebbe potuto avere nella imminente campagna elettorale per le elezioni politiche che si svolgeranno il prossimo 4 marzo.
Appare chiara, a questo proposito, l’intenzione del Presidente Emiliano di rinviare sine die questa discussione, in modo da superare la data prevista per il rinnovo del Parlamento, così da continuare con questo stucchevole gioco politicista di non assumersi davanti al Consiglio Regionale e, quindi, dinnanzi ai cittadini la responsabilità delle scelte sbagliate compiute.
Noi di Sinistra Italiana/Liberi E Uguali consideriamo inaccettabile questo atteggiamento e sollecitiamo con forza il Presidente Mario Loizzo a rivendicare l’autonomia del Consiglio rispetto ai diktat del Presidente Emiliano o dei suoi solerti sostenitori, e lo invitiamo a riconvocare quanto prima il Consiglio Regionale, in seduta monotematica, per discutere delle linee di indirizzo in materia di politiche sanitarie della regione.
I cittadini pugliesi non sono interessati al gioco dei posizionamenti politici di questo o di quel partito, o di questa o di quella corrente del PD, ma vogliono che i loro rappresentanti in Consiglio discutano e decidano su argomenti così importanti come la sanità.
Noi continueremo, nelle istituzioni e sui territori, la nostra battaglia contro questo Piano di Riordino Ospedaliero che sta dimostrando tutti i suoi limiti, con la chiusura di 8 ospedali pubblici e la disarticolazione di molteplici servizi sanitari di prossimità, con la conseguenza di ridurre sensibilmente il diritto alla salute dei cittadini a tutto vantaggio della sanità privata che esce rafforzata e avvantaggiata dalle scelte assunte dal Presidente Emiliano, come è dimostrato anche dall’affidamento a privati del Centro risvegli di Ceglie Messapica.
Noi continueremo a difendere la sanità pubblica contro gli interessi della sanità privata, affinchè il diritto alla salute sia garantito a tutti e non solo ai pochi che possono permetterselo".

Taranto: la sanità privata conta 600 posti letto (pagati dalle finanze regionali) indisponibili per l’emergenza influenzale, mentre il SS Annunziata deve gestire l’intera emergenza con circa 300 posti letto

Vico: “Dopo l’inascoltata richiesta di proclamare lo stato di crisi, ho chiesto l’intervento del Prefetto. Necessario riservare il 30% dei posti letto delle cliniche private alle emergenze”

“Le cliniche private accreditate, pagate con i soldi della sanità pubblica, a Taranto hanno 600 posti letto e sono indisponibili ad alcuna emergenza sanitaria. Esse ricoverano esclusivamente “per elezione” (cioè per interventi programmati) e vengono pagate totalmente dalle finanze sanitarie pubbliche regionali. I posti letto al SS Annunziata sono circa 300, cioè la metà di quelli che la Regione garantisce alle cliniche private, nonostante la struttura ospedaliera centrale debba gestire su emergenze e urgenze un bacino di utenza di circa 300mila persone. Ecco, questo è il nodo di sempre. I privati della sanità accreditati vivono della spesa pubblica e sono esentati dalle emergenze. Per questo, ritengo necessario che almeno il 30% dei posti letto delle cliniche private venga riservato ai ricoveri delle emergenze, come quella in corso e quella estiva”.

È quanto rilevato dall’on. Ludovico Vico, impegnato da tempo nella denuncia di quella che è ormai divenuta l’insostenibile situazione della sanità ionica.

“All’ospedale SS Annunziata di Taranto – ribadisce il parlamentare Dem – da giorni all’emergenza del Pronto Soccorso, si è affiancata quella della carenza dei posti letto in tutti i reparti. Basti pensare che ancora oggi, solo in Medicina, sono 86 i ricoverati. In quel reparto i posti letto disponibili sono 48, che con i cosiddetti letti bis (ovvero aggiungendo letti nelle stanze) arrivano a 70. Oggi, però, i ricoveri sono 86, cosicché i posti letto hanno sforato di 34 unità i posti standard e di 16 unità quelli bis”.

“Il 3 gennaio scorso – ricorda Vico -, il direttore medico del SS Annunziata, aveva deliberato il “blocco dei posti letto”. Ma come tutti potevano immaginare, tale decisione non poteva sortire alcun effetto in merito all’emergenza influenzale, perché non si può rifiutare il ricovero ad alcuno. Inoltre, tale provvedimento, non ha sortito alcun intervento da parte della Regione Puglia. Come avevo già suggerito lo scorso 4 gennaio, bisognava allora ed occorre ancora oggi, dichiarare lo stato di crisi”.

“Lo stato di crisi – conclude l’on. Vico - esige un provvedimento urgente da parte della Regione Puglia, che tarda ad arrivare. È per questo che ho chiesto al Prefetto di Taranto di intervenire. Chiedo, inoltre, ai sindaci, alle associazioni, ai sindacati, a tutte le Onlus e alle associazioni di volontariato di far sentire la propria voce, affinché la sanità ionica, non muoia nel silenzio di chi avrebbe già dovuto intervenire repentinamente per tutelare la salute dei cittadini, ma non ha tempo e volontà di farlo, perché occupato ad occuparsi di altro”.

Il 18 dicembre, alle ore 10.00, presso il Reparto di Pediatria dell’Ospedale SS.Annunziata di Taranto (sesto piano), saranno inaugurati i nuovi spazi dell’Oncoematologia Pediatrica,

alla presenza dell’Arcivescovo di Taranto, Mons. Filippo Santoro, del Presidente della Regione Puglia, Dott. Michele Emiliano, del Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, e del Direttore Generale ASL Taranto, Avv. Stefano Rossi. I nuovi spazi sono stati realizzati grazie a numerose associazioni del territorio jonico, e in particolare all’Associazione “Arcobaleno nel Cuore” e all’Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici (UILM) di Taranto, che hanno offerto il contributo più consistente. Il progetto è stato reso possibile anche grazie all’impegno della “iena” Nadia Toffa, che ha fatto propria la campagna di vendita solidale delle magliette nere con la scritta fucsia «je jesche pacce pe te!!», iniziativa proposta e promossa dall’Associazione “Tutti gli amici del Mini Bar”.
I nuovi spazi comprendono tre stanze per la degenza, con un totale di cinque posti letto, ognuna dotata di strumentazione altamente tecnologica, televisione, frigorifero e bagno privato, e l’infermeria. Inoltre, è presente la stanza medici, un ambulatorio e una ludoteca con all’interno un angolo cottura completo di cucina con due fuochi a induzione e relativi pensili. I punti di forza dei nuovi ambienti sono, da un lato, la strumentazione tecnica di avanguardia, che permetterà ai piccoli pazienti di ricevere un’assistenza sanitaria degna dei migliori centri specialistici, e, dall’altro, l’allestimento degli ambienti “a misura di bambino”. Gli ambienti dedicati, infatti, sono di particolare bellezza e adeguati ad accogliere al meglio i pazienti, e a strappar loro un sorriso: due artisti, infatti, grazie al contributo dell’Associazione SIMBA, hanno dipinto le pareti delle stanze con soggetti marini, dando l’idea ai degenti di trovarsi in un sottomarino. L’opera si intitola “Ogni luogo racconta”, ed è stata realizzata da Pigment Workroom e Fractal Decor – Color Design.
Sicuramente una struttura di avanguardia anche dal punto di vista dell’umanizzazione delle strutture ospedaliere, una tematica sempre più avvertita come importante soprattutto in relazione a pazienti in età pediatrica.
L’inaugurazione sarà seguita dall’evento “ONcology Taranto Puglia. Rete Oncologica Pugliese, Registri Tumori e risultati di salute di Terra dei Fuochi”, che si terrà presso l’Auditorium “Tarentum” (Via Regina Elena 122, Taranto).
Il Direttore Generale ASL Taranto, Avv. Stefano Rossi, esprime soddisfazione per l’allestimento dei nuovi ambienti: “È da elogiare il lavoro svolto presso il Reparto di Pediatria del SS.Annunziata, che consentirà a ciascuno dei giovanissimi pazienti di ricevere assistenza specialistica in un ambiente accogliente, curato nei dettagli, che consenta di vivere l’esperienza dell’ospedalizzazione non come un trauma, ma come un momento da trascorrere serenamente e se possibile anche gioiosamente, nella piena fiducia nel personale che si occupa di lui con professionalità ed empatia”.

Venerdì 15 dicembre dalle 8.30 alle 13.30 si terrà presso la Camera di Commercio di Taranto, un evento formativo su: “Tutela assistenziale-previdenziale delle donne con patologia oncologica”.

L’evento, formulato con particolare riguardo alle donne operate al seno, è organizzato dalla Struttura di Radiologia Senologica e dalla Struttura Burocratica Legale della Asl Taranto, in partnerariato con l’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno (A.n.d.o.s) onlus - comitato di Taranto e con il patrocinio dell’Ordine dei Medici, dell’Ordine degli Avvocati e della Camera di Commercio di Taranto, di A.n.d.o.s. Onlus Nazionale e della Società scientifica nazionale GISMa (Gruppo Italiano Screening Mammografico), quest’ultima particolarmente vicina a Taranto, a riconoscimento dell’impegno profuso nel programma di screening organizzato del carcinoma mammario.

Saranno presenti, tra gli altri, l’Avv. Stefano Rossi, Direttore Generale Asl Ta; Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo Diocesi di Taranto; il Cav. Luigi Sportelli, Presidente della Camera di Commercio di Taranto e l’Avv. Maria Sciarrino, Direttore Regionale dell’Inps Puglia.
La giornata, aperta a un pubblico di professionisti e di donne, si inserisce nell’ottica delle iniziative del Pdta (Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali) della Asl Ta a protezione della salute femminile, nella consapevolezza che il percorso di presa in carico delle donne debba prevedere, oltre le migliori cure, anche la conoscenza e la tutela dei diritti della persona.
L’obiettivo formativo è rispondere pertanto al bisogno di chiarezza e di punti di riferimento in materia assistenziale - previdenziale; a seguito dell'iniziativa si auspica si potrà tracciare un percorso più lineare per chi vive l’esperienza della patologia tumorale.
L’evento è destinato a 100 partecipanti tra: Operatori sanitari con accreditamento Ecm; Medico -chirurgo (Anatomia Patologica, Anestesia e Rianimazione, Chirurgia, Medicina Fisica e Riabilitazione, Medicina di base, Medicina Legale, Medicina Nucleare, Oncologia, Patologia clinica, Radiodiagnostica, Radioterapia); Psicologo (Psicoterapia, Psicologia); Infermiere – Tsrm; Assistente sanitario; Assistente sociale e Avvocati.

ASLTA

Percorso di certificazione iso 9001:2015 del modello integrato Ufa - Onco – Ema comprendente il processo di produzione e gestione dei farmaci antitumorali nella Unità farmaci antiblastici (Ufa) e nel Dipartimento Oncoematologico - Ospedale S. Giuseppe Moscati – Taranto

Lo scorso 12 dicembre, presso il Presidio Ospedaliero “S. Giuseppe Moscati” dell’ASL di Taranto si è svolto l’audit, da parte dell’Ente di Certificazione Bureau Veritas, per la verifica della conformità ai requisiti necessari all’ottenimento della Certificazione di Qualità ISO 9001:2015, relativa alla “Gestione integrata tra Unità Farmaci Antiblastici (UFA) Oncologia ed Ematologia della terapia antitumorale del Paziente Onco-Ematologico”.

Il razionale del progetto è riconducibile al percorso di miglioramento continuo che la ASL di Taranto ha intrapreso nel rispetto del diritto del paziente di ricevere terapie efficaci e sicure secondo un modello di Clinical and Risk Management conforme alle leggi e normative di settore in un quadro di una complessiva innovazione tecnologica che connota i processi di prescrizione ed allestimento nel loro insieme.
È stata precisa volontà del Direttore Generale della ASL di Taranto, avv. Stefano Rossi, di promuovere tale iniziativa per perfezionare il livello organizzativo posto a garanzia di equità di trattamento, sicurezza per gli operatori e pazienti nella produzione di farmaci, corrette ed appropriate modalità di accesso alle cure, coerentemente con quanto riportato nella Raccomandazione Ministeriale n.14 denominata “Raccomandazione per la prevenzione degli errori in terapia con farmaci antineoplastici”.
Il progetto, coordinato dal Direttore del Dipartimento Farmaceutico, dott.ssa Rossella Moscogiuri, in stretto raccordo con il Direttore del Dipartimento Onco-ematologico e con il Direttore della Struttura Sistemi Informativi ha registrato grande impegno e proattività da parte di tutti i professionisti sanitari coinvolti che, nel comune interesse, attraverso un apposito tavolo tecnico, hanno identificato i percorsi essenziali per rendere facilmente tracciabili tutte le fasi del processo al fine di evitare potenziali errori o eventi avversi.
La verifica dell’Ente Certificatore a tutto il percorso UFA- ONCO-EMA, articolata in varie fasi e per più di quattro ore, si è conclusa con un giudizio positivo espresso a seguito del mancato rilievo di non conformità.
Tra poche settimane si prevede il rilascio ufficiale dell’attestato di Certificazione di Qualità ISO 9001:2015 che rappresenta un rilevante passo migliorativo per l’Azienda Sanitaria Jonica impegnata sul fronte dell’eccellenza delle cure senza sprechi.

Un successo, un rilevante passo migliorativo per l’Azienda Sanitaria di Taranto impegnata sul fronte dell’eccellenza delle cure senza sprechi.

È quanto emerso durante il 12° Forum Risk Management in Sanità, svoltosi a Firenze dal 28 novembre al 1° dicembre, nel corso del quale alla Asl di Taranto è stato conferito il primo premio per aver presentato il miglior progetto regionale sulla strategia LEAN, nato con l’obiettivo di ridurre la permanenza all’interno del nosocomio tarantino dei pazienti con trauma minore ortopedico giunti attraverso il Pronto Soccorso.

Infatti, come già avvenuto lo scorso settembre, durante un evento svoltosi nel nuovo Centro Congressi della Fiera del Levante, il gruppo Lean della Asl di Taranto si è riconfermato primo su 30 partecipanti appartenenti a dieci Aziende Ospedaliere e Aziende Sanitarie Locali della Regione Puglia.
Il Lean è incentrato sui concetti di ‘Muda e Kaizen’, rispettivamente ‘spreco e miglioramento’ continuo in lingua giapponese. Si sostanzia praticamente nell' identificazione dei processi, nella mappatura delle attività e nella continua ricerca ed eliminazione di sprechi allo scopo di produrre più valore con minor consumo. Significa pensare snello, veloce, senza sovrastrutture. Significa rivedere i processi in atto, dal basso, con il coinvolgimento di tutti gli operatori, attori dei molteplici percorsi sanitari anche nell’ottica di un “miglior benessere in ambito di lavoro”.
L’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese ha avuto il compito di formare 30 operatori sanitari individuati in ambito regionale, tra cui i nostri medici: il Dr. Oliviero Capparella, Direttore di Distretto, la Dr.ssa Vittoria Maria Vinci, Dirigente Medico del Presidio Ospedaliero Centrale, la Dr.ssa Cosima Farilla, Dirigente Medico afferente alla Direzione Sanitaria Aziendale.
Lo svolgimento del progetto è stato poi monitorato a Bari, nella sede dell’AReSS della Regione Puglia lo scorso novembre, alla presenza del Dott. Giovanni Gorgoni, Commissario della stessa Agenzia che ha dichiarato il progetto tarantino il migliore rispondente alla filosofia Lean.
Il Direttore Generale dell’Asl jonica accogliendo con soddisfazione questo ulteriore riconoscimento ha dichiarato di voler consolidare il gruppo LEAN aziendale e di iniziare a lavorare “lean” anche su su altri percorsi tra i quali, in primis, su quello oncologico.

 

Domani 6 dicembre, dalle ore 9.00 alle ore 14.00, sarà inaugurata la nuova sede del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Taranto

presso l’Ospedale Vecchio in via SS.Annunziata a Taranto, alla presenza dell’Arcivescovo di Taranto, Mons. Filippo Santoro, del Sindaco di Taranto, Dott. Rinaldo Melucci, del Direttore Generale ASL Taranto, avv. Stefano Rossi, del Direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Dr.ssa Maria Nacci, e dell’Architetto Augusto Ressa della Soprintendenza ai Beni Culturali. Il programma della giornata prevede una visita tra gli spazi ristrutturati in compagnia del teatro e della danza con attori della compagnia Teatro del Mare di Maria Elena Leone, in collaborazione con i Centri Diurni “Franco Basaglia” e “Maria D’Enghien”, una visita delle mostre documentali e fotografiche in compagnia dei ragazzi degli Istituti Superiori di Taranto, l’esposizione della storia dell’antico Convento dei Carmelitani Scalzi, e uno spazio teatro per i più piccoli con la rappresentazione del teatro Crest “Il Paese del Bellosguardo” di Giovanni Guarino, e a seguire laboratorio di musica e arteterapia con la partecipazione dei bambini.

L’Ospedale Vecchio ha una lunga storia (risale al XIV secolo), ed è stato restaurato negli anni scorsi grazie a fondi FESR.

Il Direttore Generale, avv. Stefano Rossi, esprime soddisfazione per la nuova struttura: “Il Dipartimento di Salute Mentale ha finalmente una sede degna, di rara bellezza, adeguata all’importante funzione sociale cui è deputata, una struttura che, possiamo dire, è uno dei fiori all’occhiello della nostra Azienda”.

 LA STORIA DEL CONVENTO

 Il nucleo di più antica origine del complesso sarebbe stato fondato intorno al 1363 per ospitare le suore Clarisse , dedicando alla SS Annunziata la costruzione.

Di questa epoca si hanno poche e contraddittorie memorie,  salvo che nel 1480 a seguito della presenza dei Turchi e dell’eccidio di Otranto con la devastazione di alcuni centri minori, le Clarisse abbandonarono il Convento rifugiandosi nella città antica allora ben fortificata.

A seguito della cacciata dei Turchi le monache tornarono nel convento e vi restarono fino al 1495, anno in cui a seguito della guerra di successione  tra francesi e Aragonesi, la città di Taranto fu anche’essa teatro di saccheggi e fra questi  il Convento delle Clarisse.

Nel 1576-1577 giunsero a Taranto i padri Carmelitani che furono testimoni nel 1593 della Riforma approvata da Clemente VIII “ Dell’Istituto Carmelitano “ voluta da S. Teresa, riforma che dette il nome ai Teresiani, i quali diffusero nella città il culto di S. Teresa contribuendo altresì alla raccolta di fondi per finanziare la “ ricostruzione “ del Monastero delle Clarisse distrutto e abbandonato nel 1495 a seguito dei citati saccheggi operati dai francesi ed Aragonesi nella guerra di successione.

Alcuni documenti rinvenuti nell’Archivio di Stato di Taranto, evidenziano che nel 1673 i Padri Carmelitani/Teresiani erano intenti a ricostruire il convento saccheggiato e diruto e si apprestavano altresì ad edificare la Chiesa, a confine con il lato est e con accesso diretto nel Chiostro , con l’altare posto a sud.

Dopo appena 8 anni , nel 1681 i Padri si trasferirono nel rinnovato Convento con annessa Chiesa.

Ad inizio del 1600 erano operativi a Taranto i Padri di S. Giovanni di Dio, i “ Fatebenefratelli” dediti ad alleviare i malati ed i meno abbienti.

Poche e frammentarie sono le notizie del terremoto del 1743. Si deve desumere che il Complesso non fu danneggiato e così è arrivato ai giorni nostri.

Nel 1808 a seguito della soppressione degli Ordini Monastici voluta da Napoleone, il complesso conventuale fu trasformato in Ospedale Civile e Militare. Di tanto ne abbiamo conoscenza dal Decreto Regio del 18 aprile 1813 in cui l’ospedale fu dichiarato “ Servizio della Provincia “

Successivamente nel 1824 i beni monastici ed ecclesiali , a seguito del ripristino degli Ordini Religiosi, tornarono sotto la gestione della Chiesa con la gestione del complesso Ospedaliero affidata ai   Padri di S. Giovanni di Dio.

Nel 1854 le Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli si affiancarono dal 16 maggio ai Padri di S. Giovanni di Dio a prestare la loro opera di assistenza che non fu solo caritatevole e ciò fino al 1912, quando a seguito di numerosi contenziosi con il Comune di Taranto i Padri di S. Giovanni di Dio rinunciarono a qualsiasi diritto sul Complesso Conventuale, salvo la contigua Chiesa.

A metà degli anni ’30, attese le precarietà sanitarie della struttura e nell’ambito di una riconversione urbanistica correlata alla qualificazione della città divenuta polo dell’industria militare, considerato l’aumento della popolazione, si decise la costruzione di un Nuovo Ospedale.

Il progetto fu affidato a Giulio Marcovigi ( Bologna 1870-1937 ) ingegnere e giornalista esperto in ingegneria ospedaliera, oltre al Bellaria di Bologna progettò il Niguarda di Milano, il S. Anna di Como ed il Policlico di Bari.

 Il progetto “ Dell’Ospedale Nuovo” fu approvato nel 1942.

Le note vicende belliche congelarono la realizzazione del nosocomio.

Il 9 settembre 1943 le truppe britanniche occupavano Taranto requisendo, oltre numerosi edifici pubblici e privati anche l’Ospedale SS.Crocifisso che fu utilizzato fino alla occupazione delle truppe alleate ( 1946 ) quale struttura ospedaliera civile e militare di coordinamento territoriale, attesa la presenza di “ ospedali militari da campo “ realizzati oltre per il conflitto in atto, anche  per la presenza di campi di prigionia alcuni dei quali contavano circa 10000 presenze.

L’Ospedale fu coinvolto operativamente come barriera sanitaria fra il settembre e novembre del 1945 quando la città di Taranto fu invasa dalla peste.

Nel 1962 fu inaugurato “ l’Ospedale Nuovo “ che prese il nome di SS Annunziata, con il graduale trasferimento dei reparti e fino agli inizi  degli anni 90’.

I lavori di ristrutturazione, recupero funzionale e restauro conservativo del Complesso iniziarono con il 1° stralcio nel 2008.

Il complesso conventuale è ricompreso nell’isolato posto nel borgo fra le vie Anfiteatro, via De Cesare, Piazza SS. Annunziata e via Acclavio. La superficie coperta misura mq 2.061 mentre quella scoperta del chiostro mq 253 ed il porticato misura mq 326.

Si sviluppa su tre livelli piano terra, primo e secondo.

Il piano terra, compreso il chiostro, misura mq 2.050, il primo piano mq 1963 e il secondo piano mq 908 per un totale di 4921 mq di superficie pavimentata e 579 mq di chiostro.

Il piano terra si sviluppa in vari ambienti che prendono luce essenzialmente dal chiostro, con gli affacci nord sud ovest, mentre ad est è ubicata la chiesa oltre dalle vie Anfiteatro e De Cesare.  Due corridoi principali servono ambienti di particolare bellezza, si segnala il vecchio refettorio dei frati posto ad ovest con affaccio sulla via Acclavio e la via Anfiteatro.

I vani risultano coperti con diversi tipi di volta a padiglione, a botte, a crociera e a padiglione ribassato.

Il primo piano prende luce dal chiostro oltre dai quattro affacci esterni. Vi si accede dalle tre scale e dall’ascensore. Gli ambienti, tutti di particolare pregio architettonico e storico, sono serviti da tre corridoi di “spina” coperti da volte a botte interrotte da volte a crociera di notevole pregio.

Si segnalano n.2 ambienti di particolare interesse con affacci sulla Acclavio che sono stati oggetto di accurati lavori di restauro e recupero, attese le rilevate tecniche costruttive, con l’evidenziazione dei peducci di chiusura a faccia vista della volta a padiglione ribassato eseguita.

Questi ambienti saranno adibiti a biblioteca e sala riunione / convegni.

Il secondo piano prende luce dal chiostro, dalla via Anfiteatro e da via Acclavio, e si accede con due scale e l’ascensore. Questo piano è stato sopraelevato successivamente alle prime fasi storiche dell’immobile, ha tetti piani con volterrane di tufo e strutture in acciaio e sono chiuse da tettoie con capriate a pignon e tegole alla marsigliese.

I lavori hanno riguardato tra l’altro, la demolizione di un vano con affaccio sulla via Acclavio costruito verosimilmente durante l’ultima guerra, il rifacimento della pavimentazione, l’intonacatura delle parti ammalorate, le tinteggiature gli impianti oltre alla realizzazione di una palestra per usi terapeutici.

I lavori eseguiti  ai piani terra e primo hanno riguardato il rifacimento della pavimentazione, alcuni interventi di cuci e scuci in zone particolarmente degradate ed ammalorate, le tinteggiature previa la ripresa delle intonacature. Sono stati rifatti gli impianti idrici, fognanti, elettrici, dati, di climatizzazione caldo/freddo, antincendio oltre alla realizzazione di n.2 cucine per comunità ed i servizi igienico sanitari dedicati alla destinazione d’uso.

Al chiostro annesso al convento, si accede dal vestibolo prospicente la Piazza SS. Annunziata. E’ ricompreso da pilastri di tufo tra loro collegati da volta a botte a sesto pieno, con cornici di imposta, che delimitano il percorso del porticato, questo definito in copertura da volte a crociera che sottendono il corridoio scoperto posto al piano primo con affaccio sul vuoto del chiostro. Il perimetro interno è segnato da lesene contrapposte ai citati pilastri .

Si segnala la particolare cura nel restauro di questi ultimi elementi  che in uno con le facciate prospicenti le quattro vie, sono state interessate essenzialmente dalla stonacatura di tutti paramenti esistenti, la pulizia accurata di tutte le precedenti attività edilizie, il recupero con puntuali lavori di cuci e scuci su tutte le superfici particolarmente ammalorate. Il tutto è strato definito dalla stesura di componenti aggrappanti con la definitiva tinteggiatura.

Si segnala altresì che durante il restauro sono state ritrovate e restaurate alcune buche pontaie utilizzate durante i lavori di prima costruzione per attacco dei “murali di legno” utilizzati per il montaggio delle impalcature.

Al piano terra sono state posizionate n. 11 sedute di massello di pietra progettate e fatte eseguire da aziende del territorio.

Le misure ergonomiche delle panchine mettono in evidenza lo “slancio” degli archi  che delimitano fino al primo piano con l’affaccio sul vuoto del chiostro.

Anche sul corridoio scoperto del primo piano sono state posizionate altre sedute con il risultato di evidenziare anche qui visivamente l’aspetto imponente dell’intera struttura.

Particolare cura è stata rivolta alla conservazione del verde esistente ed al completamento con altre essenze. Durante il periodo dell’esecuzione dei lavori, l’ASL ha curato le due palme esistenti, così salvandole dai noti essiccamenti, oltre al ligustrum lucidum cui sono stati affiancati cespugli particolarmente colorati e profumati che si prevede, per il profumo e per i colori,  di attirare anche farfalle e altri insetti.

Il ligustrum con le sue bacche attirerà altri animali che a loro volta contribuiranno a nutrire i falchetti che hanno nidificato nella attigua torre campanara della chiesa, così da allontanare in particolare i piccioni che infestano alcune parti del borgo.

L’ultima fase dei lavori ha riguardato il recupero delle facciate. Queste, oltre alle lavorazioni già descritte, sono state valorizzate tramite la realizzazione di un impianto di “illuminazione artistica” in modo da evidenziare, con giochi di luci ed ombre i particolari architettonici del convento e del chiostro.

Così facendo si sono messi in buona luce le attività lavorative eseguite, attività sempre accompagnate da esperti restauratori, peraltro come previsto nei capitolati di appalto e come richiesta dalla Sopraintendenza ai beni monumentali che ha puntualmente monitorato l’intero appalto con suggerimenti ed interventi volti a definire con le migliori tecniche questo restauro conservativo.

 

 

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