Il personale del Commissariato di Grottaglie ha tratto in arresto un cittadino cinese di 46 anni per resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale.
Durante un posto di controllo nel centro cittadino di Grottaglie, l'uomo che era al volante di una AUDI Q3, all’alt intimato dai poliziotti non si è fermato aumentando la velocità tentando di investire il poliziotto che, con la paletta d’ordinanza, gli aveva indicato di fermarsi.
Grazie alla prontezza di riflessi del poliziotto, che è riuscito ad arretrare, è stato evitato l’impatto con il veicolo.
L'equipaggio ha quindi avviato un inseguimento dell'Audi che viaggiava a folle velocità. Dopo circa 20 minuti, alle porte di Taranto, con l’ausilio di una Volante della Questura, l’autovettura è stata finalmente bloccata.
Il conducente, appena sceso dall’abitacolo, si è scagliato contro i poliziotti ma è stato immediatamente bloccato e accompagnato negli Uffici di via Palatucci.
Si è così accertato che il 46enne, residente in Italia da circa quattro anni, era privo della patente di guida italiana perché non aveva mai convertito il rispettivo titolo di guida ottenuto nella Repubblica Popolare Cinese.

«Creare formazione è fondamentale, soprattutto nel nostro Paese in cui è diffusa la tendenza ad attendere che le cose avvengano da sole». Parola di Gian Marco Tognazzi, l’attore italiano che nei giorni scorsi è stato a Taranto, impegnato nelle riprese del corto metraggio Pluto del regista tarantino Ivan Saudelli prodotto da
Clickom srl e Programma Sviluppo. «Nel cinema – ha raccontato Tognazzi durante le riprese – c’è una
tradizione di tramandare l’arte , anche tecnica, di padre in figlio, ma se si facesse un’opera molto importante di formazione anche il nostro cinema ne avrebbe un grande beneficio».
La due giorni a Taranto dell’attore romano è stata invece un’occasione per coniugare la tradizione «di padre in figlio» e la formazione. Il progetto «Pluto» infatti è stato sostenuto da Programma Sviluppo e prodotto dalla società di comunicazione «Clickom». Il corto racconta la storia di Silvio, 40enne disoccupato che cerca di sopravvivere soprattutto alla vigilia della nascita di una figlia nata dalla relazione con Giulia conclusa da qualche mese. Un giorno è convocato dalla più importante multinazionale esistente, la « Pluto Corporation» che attraverso il suo vertice Viktor lo mette davanti alla più grossa decisione della sua vita, un bivio senza ritorno. Silvio , interpretato dall’attore Silvio Gullì, dovrà infatti viaggiare per sempre, senza mai fare ritorno a casa e per un motivo apparentemente folle e grottesco. Il protagonista della missione è il bassotto Pluto, il cane di Boris il defunto figlio di Viktor . Ma perché proprio Silvio? Cosa rappresenta il cane Pluto e cosa lo porta ad affrontare questa terribile situazione con apparente passività? Una serie di punti interrogativi che si accavallano e si sviscerano in una storia di sacrifici estremi ai limiti dell’assurdo, portando lo spettatore a ricostruire gli eventi scavando nel passato dei protagonisti.
« Ho deciso di raccontare questa storia – ha spiegato il regista tarantino Ivan Saudelli – perché per quasi un
anno sono andato a dormire ponendomi le stesse domande: "Se questa fosse la mia ultima notte sulla terra, come la passerei? Cercherei di dormirci su o cercherei una motivazione per tornare indietro? E se non avessi scelta? Se non avessi nulla da perdere? Se la mia vita non avesse vie d’uscita e volessi chiudere con tutto ciò che apparteneva al mio passato? Se non avessi più nessuno? Se non potessi più realizzare i miei sogni, partirei per un viaggio senza ritorno? E per un viaggio nello spazio?" e con questa storia ho provato a interpretare una risposta estrema».
Per Silvio Busico, direttore generale di programma Sviluppo, è «una bella scommessa, una nuova sfida nella
quale abbiamo voluto credere: il progetto di Ivan Saudelli è una idea paradossale per raccontare le
difficoltà dei giovani che cercano lavoro: Programma Sviluppo lavora ogni giorno proprio per evitare che
alcuni giovani si trovino nelle condizioni del protagonista Silvio e formarsi significa offrire a se stessi nuove chance per trovare lavoro. Inoltre – ha aggiunto Busico – Ivan è un’eccellenza tarantina e da sempre vogliamo dare forza alle ricchezze umane di questa terra».

Dopo una necessaria fase di confronto con le forze politiche di maggioranza e ferme restando le consuete valutazioni di carattere fiduciario che la norma prevede, il Sindaco Rinaldo Melucci ha dato oggi mandato al suo Ufficio di Gabinetto di predisporre i decreti di nomina dei seguenti assessori e delle relative deleghe;

1)Servizi Sociali e Integrazione
Gabriella FICOCELLI

2)Pubblica Istruzione e Pari Opportunità
Rita FRUNZIO

3)Affari Generali e Associazionismo
Deborah CINQUEPALMI

4)Sviluppo Economico e Polizia Locale
Gianni CATALDINO

5)Cultura e Sport
Fabiano MARTI

6)Società Partecipate e Risorse Umane
Paolo CASTRONOVI

7)Urbanistica e Mobilità
Augusto RESSA

Per il momento, il primo cittadino tratterrà per sé le ulteriori deleghe a Lavori Pubblici, Ambiente, Affari Legali e Programmazione Finanziaria.

Il Sindaco è tornato a ringraziare tutti gli amministratori uscenti per il positivo servizio volto a favore della città ed ha augurato un buon lavoro alla nuova Giunta Comunale, che tornerà a riunirsi formalmente già questa settimana.

Non appena insediati i nuovi assessori, l’Amministrazione Comunale pubblicherà nell’apposita sezione online i rispettivi cv.

(AGI) - Foggia, 23 mag. - “In merito alla questione del nuovo ospedale di Taranto, San Cataldo, oggi all'ordine del giorno del nucleo tecnico Tavolo Taranto, Contratto istituzionale di sviluppo, risulta ubicato fuori dalla zona Salina Grande, in prossimità della strada statale di collegamento Taranto-San Giorgio Jonico”. Lo dicono fonti del commissario di Governo per la bonifica di Taranto, Vera Corbelli, in merito all’ipotesi che la costruzione della nuova struttura ospedaliera subisca uno stop perché prevista in un sito inquinato come la Salina Grande, alle porte della città. Fonti del commissario alla bonifica affermano che “situazione della Salina Grande, che certamente presenta criticità di carattere ambientale, non interferisce con la realizzazione dell'ospedale”. E anche fonti Asl Taranto osservano che il progetto dell’ospedale è previsto in una zona diversa dalla Salina Grande “e non in territorio Sin”, Sito di interesse nazionale. La distanza tra il sito scelto per l’ospedale e la Salina Grande sarebbe di circa 2,5 km. Tutto nasce a seguito di un’ordinanza emessa a marzo dal sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, per la Salina Grande. A seguito dei rilievi ambientali fatti dal commissario per la bonifica, questi ha chiesto al sindaco “di provvedere ad eventuali misure straordinarie di prevenzione per la salute pubblica”. E anche l’Asl di Taranto ha chiesto “applicare il principio di massima precauzione e adottare ogni misura tesa alla prevenzione del potenziale rischio sanitario connesso alla possibile contaminazione dei luoghi oggetto delle indagini“. Di qui l’ordinanza del sindaco di Taranto che ha vietato “lo svolgimento di attività che comportino il contatto dermico con il terreno, l’inalazione di polveri da esso provenienti, la produzione primaria di alimenti e mangimi di qualsiasi natura (compreso il pascolo), salvo deroghe documentate e subordinate alla garanzia analitica di salubrità del prodotto, l’asportazione e scavo di terreno, nonché di sollevamento di polveri”. Ma fonti del commissario alla bonifica e dell’Asl Taranto escludono una stretta dipendenza tra le due questioni. Ma cosa aveva detto il commissario a seguito delle analisi fatte sulla Salina Grande? Relativamente ai metalli pesanti, “i superamenti riscontrati sono molto diversi” a seconda che si consideri i valori fissati dal dlgs 152/06 per siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale o per siti ad uso commerciale ed industriale.(AGI) foto di copertina di CosmoPolisMedia

Venerdì 24 maggio l’europarlamentare Eleonora Forenza, candidata per la lista La Sinistra alle elezioni europee, incontra la cittadinanza della provincia ionica in vista del voto di domenica.

Sarà a Laterza alle ore 17.30 al circolo Arci Batti il tuo tempo in via Col di Lana, 37.
In seguito Eleonora Forenza raggiungerà Taranto per il comizio di chiusura alle ore 19:00 in Piazza Maria Immacolata.
Chiuderà la campagna elettorale a Mottola alle ore 20.15 per un comizio in via Palagianello.

Nata a Bari, classe 1976, militante di lungo corso tra le fila di movimenti e iscritta da oltre vent’anni al Partito della Rifondazione Comunista – di cui è anche dirigente nazionale – l’attività di Eleonora Forenza in Europa si è articolata sui binari della giustizia ambientale, dell’uguaglianza di genere e della solidarietà internazionalista. 

Ultimamente vittima della violenza dei militanti baresi di Casa Pound, si è fatta promotrice della “Risoluzione sull’aumento della violenza neofascista in Europa” - approvata nell’ottobre del 2018 – che chiede la messa al bando delle organizzazioni neofasciste; la si ricorda, inoltre, imbarcata sulla nave Open Arms contro le politiche di respingimento.

La sua venuta a Taranto sarà inoltre un’occasione per dar conto del suo operato quinquennale sui temi ambientali, durante il quale come membro della Commissione ambiente e salute (ENVI) si è recata in delegazione all’ILVA di Taranto ed è riuscita nel 2016 a far approvare dal Parlamento europeo la “Relazione sulle norme sociali e ambientali, i diritti umani e la responsabilità delle imprese”, di cui lei stessa è relatrice, volta a rendere sempre più vincolanti i diritti umani, del lavoro e gli standard ambientali nella politica commerciale dell’UE. 
Tutto questo in linea con il gruppo parlamentare a cui la Forenza appartiene, ovvero quello della Sinistra Unitaria Europea – Sinistra Verde Nordica (GUE/NGL), al quale afferisce La Sinistra con il suo programma fortemente caratterizzato da politiche di giustizia sociale e ambientale (Green New Deal) che possano connotare l’Europa come una realtà fatta di persone e non un semplice accordo economico.

Va inoltre ricordata l’attività della europarlamentare barese nel portare le questioni pugliesi tra gli scranni di Bruxelles: da iniziative come la Carovana per il Sud alle numerose interrogazioni e iniziative legate ai principali problemi ambientali di questa terra (acqua, disseccamento degli ulivi, TAP, ILVA, inceneritori…), sino all’approvazione, nell’ultima plenaria del Parlamento Europeo, della “Raccomandazione su olio di oliva e olive da tavola” di cui è stata relatrice.

Nella prima  giornata di “Corto2Mari”, primi ospiti, primi verdetti della giuria. Grande entusiasmo, ottimo livello delle produzioni in concorso. Teatro Orfeo pieno di ragazzi, di genitori, di semplici cittadini (l'ingresso alla manifestazione è completamente gratuito), sia nella sessione mattutina che in quella pomeridiana cui ha assistito anche una delegazione di Volontari in ferma prolungata della Marina Militare, partner della prima edizione del Festival del Cortometraggio dei Mari di Taranto. Spumeggiante la conduzione affidata alla giornalista Maristella Bagiolini.

Il progetto ideato dalla rete di scopo degli istituti Aristosseno e Liside di Taranto e Calò di Grottaglie, finanziato da Miur e Mibac (Piano nazionale cinema per la scuola – Buone pratiche, Rassegne e Festival), ha fatto centro. Lo dimostrano anche i numeri di questa prima edizione: 35 opere in gara e 15 fuori concorso, giunte da tutta la Puglia.

Il mare è il protagonista della tre giorni, lo ha ribadito il responsabile del Festival, il preside Salvatore Marzo. “Attraverso le immagini dei corti in concorso e fuori concorso, con le foto e i video postati dai ragazzi sui social – ha detto – vogliamo veicolare un'altra faccia del nostro territorio, quella legata al mare, il nostro tratto identitario più forte, la nostra principale risorsa per una rinascita economica, sociale e culturale. Serve impegno, bisogna crederci e soprattutto occorre costruire, ragionare e lavorare in filiera con la collaborazione delle parti sociali, degli operatori culturali, delle istituzioni ai vari livelli”.

Apprezzamento per “Corto2Mari”, ha espresso il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. “Questo Festival ha il grande merito – ha affermato nel messaggio di saluto - attraverso la magia del cinema, di parlare del Mediterraneo, uno specchio d’acqua attraversato nei secoli da mercanti, re, soldati, condottieri, oggi da uomini e donne in cerca di un destino migliore. Questo mare rappresenta per noi il tratto identitario della nostra storia. Noi pugliesi non lo abbiamo mai vissuto come una minaccia, semmai una sfida. Il palcoscenico ideale che ha permesso sbarchi e partenze, transiti e mescolanze. Lo spazio attraverso il quale i punti cardinali, che spesso disegnano i confini dell’odio si sono incontrati e confusi. Questa è la lezione che il Mediterraneo ci lascia in eredità ogni giorno. E sono sicuro che questa lezione vivrà nella bellezza dei cortometraggi del Festival e nel sentimento di ciascuno di noi”.

Dalla prima giornata sono scaturiti i primi vincitori di “Corto2Mari”. In gara i più piccoli: gli studenti della scuola media inferiore che hanno sorpreso in positivo la giuria per la qualità dei corti presentati. La giuria è presieduta dal regista Ivan Saudelli, ne fanno parte: Francesco Greco (musicista); Vincenzo Carriero (giornalista); Guido Gentile (critico cinematografico); Gianclaudio Caretta (attore).

Al terzo posto si è classificato “Missione mare” dell'istituto comprensivo Don Bosco di Cutrofiano (Le), premiato da Francesco Cacchiullo in rappresentanza dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ionio (partner del Festival). Sul secondo gradino del podio “Chiudi gli occhi” dell'istituto comprensivo Giovanni XXIII di Martina Franca (Ta), premiato da Monica Bruno in rappresentanza dell'Ufficio scolastico provinciale. Il primo premio è stato assegnato al corto “A mare” dell'istituto comprensivo Zingarelli di Bari, premiato dal regista Antonio Palumbo. Due le menzioni speciali: “Abbraccio” dell'istituto comprensivo Polo 2 di Casarano (Le) e “Taras e Ethra... i primi migranti venuti dal mare” dell'istituto comprensivo Viola di Taranto. La scuola vincitrice ha ricevuto un premio di 1.500 euro, al secondo e terzo classificato una formella artistica in ceramica realizzata dall'Istituto Calò di Grottaglie. A tutti i partecipanti è stata consegnata una targa ricordo dell'evento.

Non solo cortometraggi nelle prima giornata di “Corto2Mari”. Il regista e sceneggiatore Antonio Palumbo ha improvvisato con i ragazzi un laboratorio cinematografico dal vivo. Coinvolgenti e trascinanti sono state le performance musicali del Maestro Francesco Greco, virtuoso del violino che ha eseguito alcune famose colonne sonore. Spazio anche alla letteratura e alla recitazione con i reading degli studenti. Sul palco dell'Orfeo si sono saliti Fabio Fornaro, Flavio Ferrari, Martina Moschetti, Gianluca Pace, Salvatore Palma, Desirèe Campri che hanno letto brani di Oceano Mare, dell'Odissea, dell'Eneide, di Moby Dick, di Febbre del mare e Gita al faro.

Ieri, seconda giornata in gara i cortometraggi dei ragazzi delle scuole medie superiori con tanti ospiti e sorprese. La sessione della mattina è stata dedicata agli studenti; nel pomeriggio dalle 17,30 proiezioni, incontri, musica, letture aperte a tutti (ingresso gratuito). Mercoledì ultima giornata del Festival dei cortometraggi dei Mari di Taranto con le opere fuori concorso e gran finale con la Fanfara della Marina Militare.

Richiesta informazioni sullo stato di recepimento della Sentenza di Strasburgo del 24/01/2019. Ricorsi nn. 54414/13 e 54264/15 - Lettera ai Ministri
 
Giorno 24 gennaio scorso, come noto, è stata emessa dalla Corte Europea dei Diritti Umani la sentenza di condanna dell'Italia per la violazione dell'articolo 8 e 13 della convenzione dei diritti umani.
In tale dispositivo giuridico vengono indicate, dal punto 178 al punto 180, le modalità attraverso cui lo Stato italiano è chiamato a rimediare a tali violazioni.  Noi ricorrenti, insieme a tutti i cittadini di Taranto, colpiti negli anni da tali violazioni, aspettavamo di conoscere, quindi, se il Governo avesse impugnato tale sentenza o avesse iniziato a conformarsi alle prescrizioni contenute in essa.
Ci saremmo aspettati, infatti, che già in occasione della visita a Taranto di un corposo gruppo di rappresentanti del Governo, avvenuta il 24 aprile scorso, il vicepresidente del Consiglio, l'on. Luigi Di Maio e i ministri Barbara Lezzi, Sergio Costa, Grillo e Bonisoli, avessero informato i cittadini tarantini, delle decisioni e azioni che lo Stato ha intrapreso per rimediare alle gravi violazioni rilevate dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo.
 
In quella occasione, riteniamo, avrebbero dovuto rispondere alle domande di diversi rappresentanti delle associazioni presenti al tavolo in Prefettura per chiarire se lo Stato italiano avesse presentato ricorso alla Grande Camera, visto che il termine per la presentazione dell’istanza scadeva proprio lo stesso giorno dell'incontro con le associazioni tarantine; in caso contrario, avremmo comunque gradito conoscere le azioni intraprese dal Governo per ottemperare alle prescrizioni previste dalla sentenza.
Gradiremmo sapere, inoltre, se Governo ritiene di aver recepito le prescrizioni della sentenza Cedu mediante le recenti modifiche apportate all'articolo 46 del decreto crescita. In tal caso, riterremmo molto grave l’azione di questo esecutivo perchè, nonostante le modifiche apportate a quella norma, verrebbe confermato l'ultimo piano ambientale approvato, ritenendo che lo stesso “risolva” l'emergenza sanitaria, mentre invece i dati raccolti e le evidenze scientifiche, sostenute dal prof. Alessandro Marescotti ma anche da ARPA e Asl  locali, dimostrano che, in particolare per quanto riguarda le emissioni di diossina, tali provvedimenti sono del tutto inefficaci a risolvere le violazioni e i danni ambientali che la procura di Taranto ha quantificato in 8.100.000.000 di euro, mentre il piano di risanamento ne prevede solo 1.100.000.000.
Alla luce dei dubbi sopra esposti e in assenza di sufficienti informazioni a riguardo, non possiamo escludere dunque che l’incontro dello scorso 24 aprile a Taranto tra autorità politiche e associazioni, sia stato unicamente finalizzato ad un “apparente” coinvolgimento del territorio, in vista delle prossime consultazioni per il rinnovo del parlamento europeo.
Con questa missiva, pertanto, le chiediamo di fare chiarezza e di informare noi tarantini, cittadini italiani, se il Governo italiano ha impugnato la sentenza CEDU presso la Granda Camera.
Inoltre gradiremmo sapere se con l'emanazione del decreto crescita lo Stato italiano ritiene di aver adempiuto alle disposizioni contenute nei punti 178 e 180 della sentenza che prevedono testualmente che il " piano ambientale approvato dalle autorità nazionali e recante l’indicazione delle misure e delle azioni necessarie ad assicurare la protezione ambientale e sanitaria della popolazione, dovrà essere messo in esecuzione nel più breve tempo possibile.
 
“Tutto l’acciaio del mondo non vale la vita di un solo bambino!”
 
Associazione Genitori tarantini - Ets
Associazione LiberiAmo Taranto - APS

Conferenza stampa dell'Associazione Genitori Tarantini seguita e ripresa da Cinzia Amorosino La prima cosa che colpiva entrando nella sala è stato il fatto che i relatori fossero tutte donne, informatissime sui vari argomenti trattati e volitive. E la mente andava ad altre madri, in altri tempi che hanno coraggiosamente combattuto le loro battaglie. Sempre per la vita, per la propria famiglia. Anche se per altre motivazioni. Ci riferiamo alla conferenza stampa tenutasi questa mattina, presso la libreria Ubik di Taranto. Organizzava l'associazione ets Genitori Tarantini, insieme alle associazioni LiberiAmo Taranto, TarantoRicercaFuturo e Comitato art. 32. Moderatore Massimo Castellana, vicepresidente della ets.  Lina Ambrogi Melle ha annunciato nuove azioni legali intraprese che riguardano la recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo; mentre Angela Panaro ha parlato dei problemi derivanti dalla presenza sul territorio di Italcave e di altre discariche inquinanti fornendo dati puntuali e precisi e raccontando esperienze di vita vissuta; invece, Monica Altamura dell’associazione LiberiAmo Taranto ha rivelato i contenuti di una lettera inviata ai ministri questa mattina tramite posta certificata, nella quale Liberiamo Taranto e Genitori tarantini chiedono si faccia finalmente chiarezza sulle azioni intraprese dal Governo nei confronti della sentenza della Corte di Strasburgo.  Infine Emilia Albano, per conto dell’associazione Taranto Ricerca Futuro, ha evidenziato le carenze del reparto di oncoematologia pediatrica di Taranto. (Cinzia Amorosino)

La Squadra Volante della Questura di Taranto ha tratto in arresto un giovane per resistenza, oltraggio, violenza e minaccia a Pubblico Ufficiale.


Ieri sera, gli agenti sono intervenuti nella centralissima via Cesare Battisti, a seguito di una segnalazione al 113, per una lite in corso tra due giovani fidanzati. Hanno così immediatamente bloccato il ragazzo che stava inveendo contro la fidanzata.


Il giovane, un tarantino di 21 anni, non nuovo a questi atteggiamenti anche contro altre Forze di Polizia, ha mostrato sin da subito insofferenza all’azione contenitiva dei poliziotti, con risposte irrispettose e arroganti. Solo dopo molto tempo e con difficoltà i poliziotti sono riusciti a farlo salire a bordo della Volante.


Questa operazione è risultata difficoltosa a motivo della violenta condotta del ragazzo che, imperterrito, ha continuato ad opporre resistenza, offendendo più volte i poliziotti e cercando anche di colpirli. Quest’atteggiamento è proseguito anche negli Uffici della Questura dove il 21enne è stato accompagnato per l'identificazione.


Solo con l’arrivo dei sanitari del 118, il giovane è stato prima riportato alla calma e poi accompagnato, alla presenza dei poliziotti, al Pronto Soccorso del “SS. Annunziata” di Taranto per gli accertamenti del caso. Dopo aver ricevuto le cure necessarie, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il 21enne è stato come detto tratto in arresto.

Nove aree riservate, una tensostruttura per ospitare convegni e workshop, escursioni in mare a bordo di imbarcazioni dedicate, esibizioni di idrovolanti e di Flyboard, pesca turismo.
È questo, in linea di massima, ciò che la Fiera dei Mari si propone di offrire a quanti, tra espositori e visitatori, la visiteranno dal 3 al 6 ottobre prossimi negli spazi del Molo Sant’Eligio, a Taranto.
“Questa mattina, di concerto con l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Mino Borraccino, abbiamo effettuato un sopralluogo negli spazi del Molo Sant’Eligio proprio per avere un’idea di massima su come organizzare questo evento”, spiega il consigliere regionale Gianni Liviano. Un evento, aggiunge il consigliere regionale tarantino “che ho voluto fortemente, per la realizzazione del quale ringrazio l'assessore Borraccino e la sua struttura. Per realizzare questo obiettivo ho presentato nel dicembre scorso un emendamento al Bilancio regionale grazie al quale sono riuscito ad ottenere la somma complessiva di 600mila euro da suddividere su tre annualità, per riportare a Taranto la Fiera del Mare che fine anni Cinquanta vide la città dei due mari assurgere a livelli di interesse nazionale. Si tratta di uno sforzo notevole che, ripeto, si sta rendendo possibile grazie anche al concreto e fattivo interessamento dell’assessore Borraccino che sin dal primo momento ha voluto sposare questo progetto”.
Nove aree dedicate, dunque, destinate ad ospitare stand per l’esposizione, la vendita e la presentazione di aziende e prodotti del settore nautico; vendita e presentazione di prodotti artigianali, attività e servizi turistici territoriali legati al mare; un’area riservata alla partenza di imbarcazioni per le escursioni in mare, alla prova di sport marinareschi, ad esibizioni in flyboard e alla conoscenza degli idrovolanti; un’altra per convegni e workshop; un’altra ancora per l’esposizione e la prova in mare di imbarcazioni proposte dalle aziende che saranno presenti negli stand.
Un progetto di massima che è stato illustrato dalla direttrice del Molo Sant’Eligio, Gaia Melpignano (al sopralluogo hanno preso parte anche il presidente del Molo Sant’Eligio, Antonio Melpignano, il presidente del Distretto regionale della nautica, Giuseppe Danese, il presidente nazionale di Assonautica, Alfredo Malcarne, la dott.ssa Maria Rosaria Cervelli e il dott. Giuseppe Pastore della sezione Internazionalizzazione dell’assessorato regionale allo Sviluppo economico).
“Con la Fiera del mare vogliamo provare a proporre un reale cambiamento delle direttrici di sviluppo della città e del territorio circostante”, spiega Liviano che aggiunge: “credo che vada reinventata la quotidianità per costruire un’esperienza di futuro. Insomma, un’altra Taranto è possibile se la ricuciamo al suo mare. E, allora, la blue economy, uno degli assi portanti della mia legge speciale per Taranto, può diventare il grimaldello capace di scassinare una realtà che sembra immobile. Vogliamo - conclude Liviano - che Taranto possa rappresentare, a tutti i livelli, l’esempio di come un tessuto socio-territoriale, soggetto a elevate pressioni industriali e produttive, possa rigenerarsi attraverso un percorso che veda consapevolmente coinvolta la collettività, la comunità scientifica, il sistema industriale e intellettuale. Del resto i dati parlano chiaro: la blue economy produce il 3% del pil e impiega, tra attività specifica dei porti e interporti, 500mila persone di professionalità medio-alta. Ma per concorrere a questo 3% di pil e per sostenere le sfide di mercati sempre più internazionali, è necessario fare massa critica”.

 

È puntuale il documento presentato martedì scorso 7 maggio da CGIL, CISL e UIL Taranto nel corso dell’audizione tenuta al Senato sul tema dell’area di crisi complessa della provincia ionica.

Un articolato piano di interventi che sanciti da un decreto del 2012 ancora oggi stentano a trovare conferme programmatiche e operatività sul territorio.

Eppure nel documento dei sindacati, dopo la cronistoria degli ultimi anni della crisi industriale di Taranto, ad attrarre l’attenzione sono proprio i dati occupazionali che dovrebbero consigliare urgenza.

Il tasso di disoccupazione della provincia di Taranto dal 2008 al 2018 è salito da poco più del 10 % al 16,7, così come cresce il ricorso alla Cassa Integrazione che nel primo trimestre 2019 registra il ragguardevole dato del 751,8% (268.898 le ore di CIG del 2018, 5.541.892 nel primo trimestre 2019 – ndr).

Per questa ragioni la CGIL, rimarcando la necessità di dare seguito a questo strumento, organizza un incontro specifico alla presenza delle categorie che più di altre vivono la crisi sulla loro pelle: industria e appalto.

L’appuntamento è previsto martedì 14 maggio a partire dalle 15.00 nella sala conferenze della CGIL in via Dionisio, 20 a Taranto.

All’incontro con gli RSA, RSU e RLS del territorio parteciperanno il segretario della CGIL di Taranto, Paolo Peluso, il segretario regionale, Pino Gesmundo e il componente della segreteria nazionale della CGIL, Emilio Miceli.

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Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

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