Zes: parere favorevole del Consiglio di Stato. Vico: “Confermati 4.400 ettari per la Puglia e 1.000 ettari per la Basilicata”

“Con il parere favorevole al Dpcm sulle Zone economiche speciali (Zes), da parte del Consigli di Stato, vengono confermati 4.400 ettari per la Zes Puglia e 1.000 ettari per la Zes Basilicata”.

A dichiararlo è l’on. Ludovico Vico all’indomani dall’emanazione del documento con cui il Consiglio di Stato esprime parere favorevole al Dpcm concernete l’istituzione delle Zes. Un provvedimento in cui vengono riportate, da parte del Consigli di Stato, anche le osservazioni sullo stesso Dpcm.

“Tali osservazioni allo schema di provvedimento – dice il deputato Dem –, pur non essendo vincolanti, saranno tenute in debita considerazione da parte del Ministero, che provvederà a vagliarle, applicando le modifiche condivisibili”.

Le osservazioni spaziano dalla redazione di un più chiaro glossario dei vocaboli più rilevanti impiegati nel provvedimento, alla specificazione di quelle che dovranno essere le “aree anche di carattere aeroportuale”; dalla richiesta di maggiori chiarimenti in merito alle Zes interregioni (in tutte le sfaccettature che le caratterizzeranno), ad una più precisa identificazione di tempi, organi competenti e limiti di competenze, nelle diverse fasi dell’individuazione delle Zone economiche speciali, sia regionali, che interregionali.

“Con il ‘via libera’ da parte del Consiglio di Stato all’istituzione delle Zes – conclude l’on. Vico – si dovranno ora avviare tutte le procedure necessarie, con l’auspicio che entro la fine di questa legislatura, tutte le Zone economiche speciali meridionali possano essere depositate all’Unione europea”.

L’occasione era inoltre propizia affinché, criticità e diversità potessero e
dovessero essere trasformate in speranze concrete per migliaia e migliaia di
persone e nuclei familiari.

Nella trattativa in corso, la posizione Cisl a tutti i livelli, è l’ambientalizzazione
e la messa in sicurezza dello stabilimento, con il suo rilancio produttivo, la difesa
della salute e della sicurezza interna ed esterna alla fabbrica, la salvaguardia
occupazionale dei lavoratori diretti e indiretti, per la quale al Presidente della
Regione chiediamo, così come è stato formulato anche dalla nostra segretaria
generale nazionale Annamaria Furlan, unitamente a Cgil e Uil, di agire con
responsabilità ritirando al più presto il ricorso al Tar di Lecce, per non vanificare
tutte le giuste premesse di investimento, rilancio e ambientalizzazione a carico di
ArcelorMittal.
Vista l’estrema delicatezza del mandato istituzionale che ricopre, al Sindaco
di Taranto, invece, riconosciamo in questa complessa vertenza passione ma allo
stesso tempo, auspichiamo e facciamo appello che egli possa essere sintesi vera
e portavoce unico, ascoltando solo il territorio (forze sociali, imprenditoriali, enti,
associazioni, ecc..), poiché Taranto ha bisogno di rappresentanti istituzionali coesi,
forti e autorevoli, e non di interferenze, riprendendo da subito il dialogo sociale
anche con le OO.SS. Confederali, così come era nelle premesse del suo mandato
elettorale, per confrontarsi, discutere e costruire tutt’insieme un progetto ben
definito di quale territorio e quale sviluppo vogliamo.
Non ci appassionano le discussioni inconcludenti o le strumentalizzazioni;
ma bisogna raggiungere l’esito finale e positivo dell’investimento con tutte le
garanzie possibili per il bene territorio; ricordiamo garanzie economiche stimate
complessivamente in oltre cinque miliardi e che saranno, a nostro avviso, in grado
di rigenerare compiutamente la sostenibilità ambientale e la produttività di un
sistema industriale utile al nostro territorio e all’intero Paese.
Altrettanto importante, per Taranto, così come tutte le altre opere realizzate
nell’area portuale in questi ultimi anni, è l’opportunità che riguarda per esempio
l’accordo quadro intervenuto tra l’Agenzia Industrie Difesa (Aid) e l’Autorità di
Sistema portuale del Mar Ionio, forse anche passata ingiustamente in sordina, per
la realizzazione, con i caratteri della sostenibilità ambientale, di un hub
specialistico per le demolizioni navali da allocare presso l’ex yard Belleli.
Un progetto competitivo a livello europeo che, a nostro avviso, potrà puntare
non soltanto al naviglio della Marina Militare ma anche a penetrare nel mercato
civile e militare sia nazionale che internazionale.
Una volta di più, dunque, il sistema logistico-portuale ionico mette a frutto le
proprie possibilità e capacità attrattive, grazie oltretutto al lavoro a tutto tondo dei
dirigenti dell’Autorità Portuale di Sistema su una ribalta che non può che essere
mondiale.
Costituiscono in questo anno, inoltre, ulteriore opportunità l’imminente​
redazione del piano strategico concernente la Zona Economica Speciale (Zes)
interregionale Taranto-Matera unitamente alle priorità realizzative ed al core
business cui come parti sociali chiediamo fin da ora di poter partecipare
attivamente, in quanto trattasi realmente di vera e propria progettazione dello
sviluppo del territorio che implica lavoro e quindi anche nuova occupazione.
Fanno però, da contraltare alla serie di positività in corso di realizzazione,
diseguaglianze e povertà che anche nel 2018 indeboliranno, se non si interviene
al più presto, il vivere sociale di questo territorio, come anche convenuto con
l’Arcivescovo Mons. Filippo Santoro - incontrato nei giorni scorsi come Gruppo
dirigente della Cisl - che ha sollecitato l’intera comunità a prendersi cura di ogni
persona, specie di quelle più piccole ed indifese, così da camminare in forma
solidale verso la realizzazione di un mondo più giusto, pacifico e inclusivo.
È molto alto qui il rischio della regressione dei redditi delle famiglie e, dunque,
dell’aumento delle povertà materiali e sociali, la riduzione dei livelli occupazionali
soprattutto degli ultra cinquantenni, i rischi di disoccupazione giovanile in particolar
modo quella altamente scolarizzata costretta a realizzare altrove - e non solo in
Italia – la propria dignità mediante il lavoro.
Pertanto, politiche di riordino ospedaliero ancora penalizzanti e un welfare
socio-sanitario non ancora adeguato alle esigenza particolari della realtà tarantina,
una più esigibile legalità nel mercato del lavoro, un sistema cultura-scuola-
formazione capace di divenire vero architrave e paradigma per lo sviluppo e per il
progresso della comunità: continueranno ancora nel 2018 a costituire il quotidiano
dell’impegno sindacale confederale e della vertenzialità diffusa che impegna tutte
le nostre Federazioni di categoria, nei luoghi di lavoro e nel territorio.
Confidiamo che tutta la classe dirigente tarantina – amministratori pubblici,
politica, rappresentanze parlamentari e consiliari regionali, organizzazioni
imprenditoriali, associazionismo sociale - possa avere una vision condivisa che,
oltretutto, consenta a Taranto di consegnare al più presto serenità, speranza e
risposte esigibili da troppo tempo attese.

Antonio Castellucci

Nella giornata di oggi si è riunita a Palazzo di Città di Taranto l'Assemblea dei Sindaci dell'Area Vasta tarantina, convocazione operata dal Comune capoluogo dopo più di un biennio di stasi.

Gli amministratori intervenuti hanno condiviso il desiderio di eseguire una ricognizione dello stato dell'arte della convenzione del 2007, di elaborare rapidamente un concreto piano strategico per il triennio 2018-20, di riordinare statuto e metodo dei futuri lavori assembleari, di tenere un calendario fitto di appuntamenti operativi per l'Area Vasta ed i suoi organismi interni.

Tra i primi grandi temi all'ordine del giorno, i Sindaci ionici hanno inteso trattare di Zes, infrastrutture di trasporto e ricettive, polo tecnologico, armonizzazione dei tributi locali, urbanistica e bonifiche ambientali. Per dare il necessario impulso alle varie aree di intervento, saranno previste delle commissioni tecniche già dal prossimo mese di gennaio. Durante lo scambio di auguri natalizi seguente, gli amministratori hanno anche confermato l'insediamento dell'ufficio di rappresentanza dell'Area Vasta presso il Comune capofila.

In conclusione, il Sindaco Melucci, ringraziando i colleghi intervenuti per aver offerto convinta disponibilità a questa rinnovata visione sistemica e sinergica del territorio provinciale, ha dichiarato: "Il ripristino del ruolo dell'Area Vasta è una grande opportunità per tutte le nostre comunità, insieme ed al di là delle appartenenze politiche, possiamo fare di più e meglio negli ambiti regionali ed europei, è l'Area Vasta il corretto contenitore istituzionale nel quale contemperare e rafforzare i rispettivi progetti amministrativi. Non possiamo lavorare gomito a gomito solo nelle emergenze o nelle crisi ambientali ed industriali, ora siamo chiamati a pianificare congiuntamente il futuro e a promuovere con più logica tutto il nostro meraviglioso territorio".

Comunicato stampa

“Alle zone logistiche semplificate del Centro Nord non vengono applicati i vantaggi fiscali del credito d’imposta che, invece, sono previsti esclusivamente per i porti del Sud, così come in merito alle zone economiche speciali riservate al Sud i vantaggi fiscali sono solo per i porti meridionali Ten-T ed i retro porti”.

Lo chiarisce l’on. Ludovico Vico in merito all’emendamento alla Legge di Bilancio, approvato ieri sera, che prevede la possibilità di istituzione di zone logistiche semplificate (ZLS) con l’obiettivo di creare condizioni favorevoli allo sviluppo di nuovi investimenti nei porti Ten-t delle regioni del centro nord.

“Posso dunque tranquillizzare tutti coloro che mi hanno sollecitato chiarimenti in merito – aggiunge il deputato Dem - che l’emendamento non costituisce alcun elemento di svantaggio o concorrenza per il Sud”.

“I benefici – conclude l’on. Vico - sono solo per il Sud. Quello che dunque mi permetto di suggerire – conclude Vico - è di accelerare le procedure per la costituzioni delle zone economiche speciali meridionali”.


Comunicato stampa

Sull'istituenda ZES tarantina il Civico Ente precisa che il gruppo di studio già allestito a livello regionale ha da settimane avviato la redazione di una bozza del Piano Strategico previsto dal Dpcm in materia,

e grazie all'opera puntuale della Direzione Urbanistica ha iniziato a perimetrare le aree nel quadro della attuale disponibilità indicata dal Governo, per altro coinvolgendo alcuni dei comuni dell'Area Vasta tarantina ed altri organismi, come l'ASI.

Si attende ancora, invece, un eventuale utile contributo dagli enti lucani, nella ipotesi di una zona interregionale.

Ci risulta inoltre che i membri dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, che sta egregiamente coordinando il gruppo di lavoro ed alla quale lo stesso Dpcm destina la futura governance della ZES tarantina, siano stati in questi giorni in visita conoscitiva ad omologhe zone economiche polacche, per meglio articolare gli obiettivi del Piano Strategico in via di redazione.

Una volta tanto bisognerebbe mettere da parte il disfattismo e riconoscere che enti ed operatori tarantini stanno agendo rapidamente ed efficacemente nel verso del Dpcm, finanche in largo anticipo rispetto a quanto sta avvenendo in altre realtà destinatarie dello strumento ZES.

Infine, rispetto alla coerenza del Piano Strategico al Dpcm, si desidera sottolineare che tra gli elementi necessari alla selezione delle aree da includersi nella zona tarantina rilevano il nesso funzionale e dimostrabile con il nostro porto, nonché la prontezza di infrastrutture e progetti commerciali di internazionalizzazione, presupposti che di per se escludono gran parte delle aree di cui oggi si discute nei citati contesti informali o non promossi dal Comune di Taranto.

Comunicato stampa - Comune di Taranto

Zone economiche speciali Puglia e Basilicata. Vico: “Bene De Vincenti che accoglie gli emendamenti della Regione, prevedendo l’incremento delle superfici Zes”

“In occasione della conferenza unificata Stato-Regioni il ministro della coesione territoriale e del Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, ha accolto le richieste presentate dai rappresentanti regionali. In questo quadro, il ministro si è impegnato a riconsiderare la densità delle singole popolazioni regioni, al fine di incrementare i valori massimi di superficie Zes. Per cui, rispetto alle aree da destinare alle Zes, i 3.033 ettari previsti per la Puglia dovrebbero essere portati a circa 4.200. Stessa cosa per la Basilicata, dove da 428 ettari, si dovrebbe passare a circa 900 ettari. Il Dpcm sulle Zes è stato, quindi, approvato dalla conferenza Stato-Regioni, con l’accoglimento degli emendamenti presentati”.

È quanto chiarisce l’on. Ludovico Vico nella conferenza stampa che si è tenuta questa mattina negli uffici dell’Autorità portuale di Taranto.

“La struttura fondamentale nella costruzione di una Zes – ricorda il deputato Dem – è il Porto, inteso come Autorità di sistema portuale. È da questo presupposto che si deve partire per discutere dell’assegnazione delle aree da ricomprendere nelle Zone economiche speciali regionali ed interregionali, tenendo presente che gli standard europei prevedono un massimo di circa 2000 ettari per ogni Zes. Le Zes in Puglia sono due: quella ionica, che fa riferimento all’autorità portuale di Taranto, e quella adriatica, che fa riferimento all’autorità portuale di Bari e comprende anche Brindisi. Da questo non si può prescindere”.

“La superficie che sarà assegnata alla Puglia – spiega l’on. Vico – dovrà essere rispettosa dell’esistenza delle uniche due Autorità di sistema portuale pugliesi: quella ionica e quella adriatica. La ridondanza della Zes adriatica che comprende cinque province, non dovrà assolutamente penalizzare la Zes di Taranto. Porti, retroporti, centri intermodali, ferrovia e aeroporti sono l’anima della Zes. Ribadisco che le Autorità di sistema portuale in Puglia sono due, e pertanto, la destinazione delle aree deve assegnare in maniera equa le superfici”.

“Acquisita e definita la perimetrazione con l’assegnazione delle superfici – continua il parlamentare ionico -, occorre rapidamente redigere il piano strategico pugliese e i relativi piani strategici delle due Zes. Per la Zes ionica, sulla quale stanno operando il presidente del Porto e il sindaco di Taranto, occorrerà inoltre l’accordo tra i due presidenti di Regione di Puglia e Basilicata, per accedere ed attivare la Zes interregionale Taranto-Ferrandina (Matera). Questo lavoro diventa sempre più urgente perché deve consentire al Governo di presentare le candidature, entro i prossimi 30/40 giorni, delle singole Zes meridionali all’Unione Europea”.

“Benvenga la riunione di mercoledì convocata a Lecce dall’assessore regionale alle Attività produttive, Michele Mazzarano – conclude l’on. Vico -, per definire rapidamente la tabella di marcia, recuperando una serie di ritardi sin qui registrati a partire dal rapporto tra i presidenti delle due Regioni, Puglia e Basilicata”.
Taranto, 11 dicembre 2017

Comunicato stampa

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