I TEMPLARI. Cavalieri senza macchia o uomini protodemocristiani?

Ettore Mirelli 09 Ott 2018
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Nella cerimonia di iniziazione del cavaliere templare, questi viene invitato ad avvicinarsi all'altare ed ivi giunto subisce un forte schiaffo da parte del Maestro. Questo però, come chiarito subito dal Maestro costituisce l'ultimo atto di umiliazione che l'uomo riceverà in vita sua, perchè di lì a poco verrà nominato Soldato di Cristo, nel senso letterale e pieno del termine, e da quel momento sarà chiamato ad agire nel mondo fisico da uomo libero e giusto, con il dovere morale verso se stesso e verso l'Ordine Templare di difendere l'onore da ogni torto subito.

Si tratta di una deroga al principio di fratellanza ed amore propugnato dalla dottrina cristiana, che trova nel precetto di Cristo del “porgi l'altra guancia” la sua più diretta espressione.
La Regola dell'Ordine cavalleresco templare fu scritta da San Bernando di Chiaravalle e fu approvata ufficialmente nel Concilio di Troyes del 1128, sotto il pontificato di Onorio II. In esso si delineava un tipo umano inedito di monaco guerriero, abilitato all'uso delle armi ed all'esercizio della violenza per una giusta causa, ma sempre vincolato alla regola della preghiera, al rifiuto della mondanità, alla povertà nelle abitudini di vita, ma con la facoltà di gestire la ricchezza economica necessaria per la realizzazione degli obbiettivi dell'ordine. Siamo quindi in presenza di un delicato equilibrio degli opposti, che solo la stretta osservanza alla Regola avrebbe potuto preservare da facili degenerazioni.

L'Ordine fu fondato nel 1118-1119 da Ugo di Payns che per primo concepì l'idea di un ordine monastico armato per la difesa dei luoghi di culto cristiani in Terrasanta. Secondo alcune fonti, il nucleo originario di cavalieri che aderirono all'iniziativa fu di sole nove unità, che sotto la protezione di Re Baldovino di Gerusalemme e del Patriarca dell'alto clero dei canonici del Santo Sepolcro, furono ospitati nella moschea di AL-AQ-SA, dove un tempo sorgeva il Tempio di Salomone.
L'uniforme che progressivamente venne assunta dai cavalieri di Cristo, che per via della residenza nel tempio cominciarono ad essere chiamati Templari, consisteva in un mantello bianco, simbolo di purezza e povertà, (si consideri infatti che all'epoca la colorazione dei tessuti era costosa) sul quale dopo alcuni anni fu aggiunta la croce rossa templare.

Volendo sintetizzare la storia militare templare, possiamo riassumere gli eventi dicendo che su una stretta striscia di terra suddivisa in Transgiordania, Giudiea, Galilea, Contea di Tripoli e Principato di Antiochia, delimitata ad ovest dal mar mediterraneo e ad est dalla Siria musulmana, i templari hanno agito con alterna fortuna per poco meno di due secoli, fino alla definitiva, ingloriosa cacciata per mano degli eserciti musulmani nel 1291. Di fatto centinaia di migliaia di uomini hanno perso la vita per difendere una pietra, ossia la Roccia sotto la quale secondo la tradizione è conservata la manna che alimentò gli ebrei nel loro esodo e l'acqua sacra che li dissetò.
Da un punto di vista militare i templari non brillarono per acume e strategia, riuscendo solo nel primo secolo dalla loro fondazione a conseguire successi degni di nota, tra cui il principale fu la progressiva liberazione della penisola Iberica dagli arabi, ma vi è da dire a loro discolpa che ormai l'organizzazione feudale dei regni europei che finanziava le crociate e l'Ordine Templare, risultava una struttura poco efficiente dal punto di vista economico e militare e in crisi da un punto di vista culturale e di legittimazione del potere, come meglio vedremo a breve.
Tuttavia, successivamente al 1200 i Maestri templari commisero una vasta serie di errori militari convincendo i Re di Gerusalemme ad attaccare gli eserciti musulmani senza una preventiva e lungimirante pianificazione strategica, che comportò gravi sconfitte ed ingenti perdite di uomini e ricchezze.
Cominciarono a circolare sospetti sulla rettitudine dei templari nella osservanza della Regola del proprio ordine, e i detrattori interpretarono gli insuccessi militari come il frutto di una accecante sete di potere e ricchezza.
Particolarmente ambiguo fu l'episodio dell'assedio di Ascalona del 1153, in cui dopo sette mesi di resistenza, finalmente la città capitolò di fronte all'esercito del Re di Gerusalemme Baldovino III, ma al momento della presa, il Maestro dell'Ordine templare, Bernardo di Tremelay, chiese ed ottenne di fare ingresso personalmente in città seguito da soli quaranta cavalieri di sua fiducia. Il risultato fu che gli assediati, vedendo che il resto dell'esercito cristiano non entrava in città, trucidarono Bernardo di Tremelay e tutti i suoi quaranta cavalieri.
Riporto questo evento come esempio della doppia interpretazione del fenomeno templare nella storia. Infatti, con riferimento a questi fatti, gli studiosi si dividono in due correnti: la prima afferma che essendo i templari venuti in profondo contatto con la cultura araba, l'ingresso in città di Bernardo di Tremelay fosse finalizzato a porre in essere un tentativo diplomatico di composizione pacifica della controversia al fine di evitare un ulteriore spargimento di sangue; secondo altri invece a spingere il Maestro Templare fu la sete di denaro e la possibilità di poter acquisire personalmente la parte migliore del tesoro custodito nella città assediata.

Dopo l'abbandono della Terrasanta, l'Ordine prosperò in Europa attraverso una oculata gestione del grande patrimonio immobiliare accumulato nel periodo delle crociate, grazie ai cospicui lasciti testamentari ad opera della nobiltà e dei regnanti europei, nonché grazie agli sterminati feudi concessi in proprietà dai regnanti come remunerazione dell'appoggio militare concesso nella cacciata degli arabi dai loro territori.
I templari inoltre, attraverso l'opera dei fratelli minori, agricoltori e artigiani a cui era precluso l'uso delle armi, esercitavano la agricoltura, l'allevamento del bestiame, il commercio, ed in cambio della protezione dei pellegrini in territorio europeo, venivano spesso remunerati dai regnanti con l'accesso gratuito alle materie prime presenti sul territorio, quali ad esempio legname e minerali, proficuamente commercializzati dagli stessi templari, a cui era riconosciuta altresì una quota annua sulle elemosine racimolate dalla Chiesa cattolica nei vari vescovati.
Si ricordi che i templari erano sempre e comunque vincolati al voto di povertà, ma la citata Regola di San Bernardo, consentiva loro la gestione di ingenti ricchezze finalizzate alla realizzazione degli scopi di difesa armata della cristianità.
Fu in questo contesto che grazie ai templari si affermarono per la prima volta gli strumenti finanziari della lettera di cambio ( la attuale cambiale), della lettera di credito ( l'attuale assegno circolare), del prestito garantito da pegno, del deposito a fini di custodia di ricchezze private ( la attuale cassetta di sicurezza).
Tutta questa ricchezza economica indusse i templari ad esercitare anche l'esercizio del credito a cui ricorsero numerosi regnanti.
Gli insuccessi militari riportati in Terrasanta, nonché l'ingente ricchezza economica acquisita, cominciarono a rendere impopolari i templari agli occhi del popolo e agli occhi dei regnanti europei, molti dei quali pesantemente indebitati nei confronti dell'Ordine.
Inoltre, in seno alla decadente Europa feudale, verso la fine del XIII secolo, stavano cambiando anche gli equilibri di potere tra le monarchie assolute e la Chiesa cattolica, che veniva sempre più vista dai regnanti come fonte di indebita interferenza materiale e morale nella gestione della cosa pubblica.
Le condizioni storiche favorevoli al crollo dell'Ordine si realizzano all'inizio del '300 sotto il regno Filippo IV Re di Francia, detto il Bello, che approfittando della elezione a Papa di Clemente V, uomo dal carattere debole e completamente sottomesso alla corona di Francia, dove peraltro trasferì la sede pontificia, nello specifico ad Avignone, al fine di rafforzare il proprio potere temporale e riscattarsi dagli ingenti debiti contratti nei confronti dei templari, comandò di arrestare tutti i membri dell'Ordine con la accusa di eresia.
Ebbe quindi inizio il più famoso processo penale della storia in cui l'accusa di eresia venne formulata dalla Corona di Francia e non dalla Autorità ecclesiastica cattolica, così come previsto dall'allora vigente diritto canonico. Inoltre l'accusa di eresia prevedeva la applicazione di norme processuali speciali, secondo cui l'imputato non aveva diritto di conoscere l'identità degli accusatori, dei loro testimoni, non aveva diritto ad avere un difensore e gli interrogatori venivano svolti sotto tortura. In molti casi succedeva che all'esito di questi processi farsa, l'imputato venisse condannato all'ergastolo, ma quando questi ritrattava le proprie confessioni, affermando che gli erano state estorte sotto tortura, la pena dell'ergastolo veniva commutata in pena di morte, con la accusa di recidiva nel reato di eresia per avere l'imputato revocato le precedenti dichiarazioni di pentimento.
Noi oggi ci lamentiamo della giustizia, ma anche all'epoca la vita degli avvocati non era poi così facile.
Approfittando di un barlume di reazione di Papa Clemente V avverso queste manifeste violazioni del diritto canonico dal parte del Re di Francia, un gruppo di trenta cavalieri templari, riuscì ad ottenere il diritto di preparare una difesa processuale. Si incontrarono davanti al carcere di Parigi, sotto il controllo delle guardie penitenziarie reali, ma di fatto l'iniziativa non portò a nessun risultato, perchè sorsero divergenze tra i templari e la Autorità in merito al nome e al numero degli avvocati da nominare.
In effetti ai templari era stato consentito il diritto di nominare Difensori, ma non il diritto di scegliere Difensori di fiducia.
Approfittando di queste incertezze processuali, i trenta templari, avendo ormai capito che l'esito del processo sarebbe stato a loro sfavorevole, fuggirono in Scozia dove trovarono la protezione del potere temporale.

Qui finisce la storia ed inizia la leggenda, alimentata dal fatto che poco dopo lo scioglimento dell'Ordine, la loro simbologia segreta e la loro cultura esoterica composta dalla unione della Alchimia araba e della antica sapienza ebraica ed egizia, fu adottata dalle corporazioni edili medioevali.
Si tenga presente che nel medioevo, la costruzione di reggie e cattedrali richiedeva il possesso di conoscenze tecniche molto sofisticate per l'epoca. Tali conoscenze era detenute da maestri edili che le trasmettevano oralmente ai propri apprendisti nell'osservanza del massimo segreto, per evitare il diffondersi delle stesse a nocumento del prestigio della corporazione. Queste corporazioni erano itineranti. Si spostavano su tutto il territorio europeo a seconda del luogo di appalto dei lavori, favorendo in tal modo legami molto stretti tra gli appartenenti, che nel vincolo di fratellanza codificato nella ritualità templare trovava una congeniale forma di disciplina e identità.
Queste corporazioni composte da liberi muratori operativi, liberi perchè circolando liberamente tra i regni d'Europa, non erano soggetti ad una giurisdizione esclusiva, attrassero artigiani ed artisti di grande levatura tecnica e cultura personale, che proprio nell'ambito di queste corporazioni poterono confrontarsi reciprocamente liberi dai vincoli stringenti della censura temporale e spirituale applicata in ambito culturale dai Regni e della Chiesa Cattolica.
Si crearono in tal modo bacini di libertà di pensiero in cui trovarono espressione le arti e le scienze liberali. Nasceva in tal modo la figura dell'accettato libero muratore, ossia un libero pensatore che per il fatto di non essere un muratore operativo, veniva “accettato” in queste comunità itineranti, senza partecipare attivamente alla esecuzione dei lavori edili, che svolsero un ruolo fondamentale nella nascita della cultura occidentale moderna e nella stessa geografia politica dell'occidente.
Nel 1717 infatti le logge di liberi muratori presenti a Londra, si unirono tra loro in una unica istituzione che prese il nome di Gran Loggia di Inghilterra, dando il via alla attività della massoneria internazionale, che portò alla indipendenza degli Stati Uniti d'America del 1776, alla rivoluzione francese del 1789, ed alla successiva nascita degli Stati nazionali, abbattendo le monarchie assolute e creando il mondo come noi oggi lo conosciamo.
Nell'ambito della massoneria internazionale, c'è poi un particolare indirizzo, definito dell'Antico Rito Scozzese Accettato, che affonda la propria simbologia proprio nell'antico sapere iniziatico templare, così come preservato in Scozia da quell'originario nucleo di cavalieri templari sfuggiti alla persecuzione della monarchia francese di Filippo il Bello.

Come ogni fenomeno umano, la vicenda storica, esoterica, politica e culturale dei Templari costituisce un fenomeno complesso di luci ed ombre, di equilibri specifici particolari, nell'ambito della innata dimensione dell'essere umano, sempre in bilico tra il bene ed il male, tra la pratica del vizio e l'esercizio della virtù, sulla base del libero arbitrio personale, che a seconda delle dinamiche storiche e culturali si esprime in fenomeni positivi o negativi.
Non esiste al mondo un bene assoluto, ma esiste la volontà dei singoli uomini e delle singole donne di fare del bene, di associarsi per il perseguimento di uno scopo giusto nell'interesse morale proprio e dell'umanità tutta, seguendo in questo caso l'esempio di quegli antichi cavalieri templari, che nel loro nucleo originario perseguì senza esitazione la perfezione morale del buon combattimento di San Paolo, senza velleità mondane, e interamente devoti alla realizzazione di una idea di giustizia.

Quello che ci rimane dei Templari è la Tradizione e l'esempio di questi uomini puri, che al cospetto dell'ara si inginocchiano sul solo ginocchio destro, sottoposti ma non sottomessi, sempre pronti al combattimento per il trionfo delle proprie idee, armati dalla spada ideale del proprio intelletto e della propria volontà, davanti al Maestro che dopo l'ultimo affronto umano, li consacra rinati a nuova vita come Cavalieri della Luce.

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