La politica estera di Moro il libro di Ferlicchia e un’Europa dei popoli ancora da costruire

15 Dic 2018
64 times

Aldo Moro è stato per vent’anni “la” politica estera italiana, si è battuto per la pace, per il disarmo, per il superamento del blocco Usa-Urss. Rende omaggio al ruolo internazionale del grande pugliese, un volumetto breve ma denso di contenuti dell’ing. Luigi Ferlicchia, moroteo da sempre e di sempre.

Pubblicato a ottobre, tra i Quaderni della Federazione Centri Studi Aldo Moro e Renato Dell'Andro, di cui è presidente, "La Politica Estera di Aldo Moro" è stato presentato nell'Aula del Consiglio regionale della Puglia, in un ampio confronto, coordinato dal direttore de "La Gazzetta del Mezzogiorno" Giuseppe De Tomaso.
È una scelta di vita, quella di Ferlicchia, di mantenere viva la memoria di Moro. Un libro che dà un taglio particolare alla stagione internazionale dello statista e del Paese, ha osservato il direttore del quotidiano barese: “non si può distinguere tra politica europea e politica mediterranea, Moro era convinto di questo legame indissolubile, come dimenticare – ripeteva spesso - che l’Europa si affaccia nel Mediterraneo?”.
Dal 1959 al 1978, ha ricordato l’autore, Moro si è occupato intensamente della politica internazionale che l’Italia avrebbe dovuto condurre. Da ministro ha compiuto 119 viaggi, l’equivalente di un anno e mezzo intero fuori dai confini. “Nessuno statista si è impegnato altrettanto e con la sua serietà e competenza”. Il volume va inteso come una testimonianza documentata del suo impegno in politica estera “alla ricerca della pace”.
Moro è stato un “patriota nella difesa degli interessi del nostro Paese”, ha ribadito De Tomaso. Ed anche, come ha fatto notare il presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo, un eversore pacato di progetti politici internazionali che puntavano alla conservazione della contrapposizione tra i blocchi.
Moro pacifista, Moro mediatore tra Est e Ovest e tra palestinesi e israeliani, Moro sperimentatore di equilibri alternativi: per Loizzo “sapeva molto bene che in un mondo diviso in due, la politica estera era, per l’Italia, il terreno privilegiato dove sperimentare aperture e dialoghi che avrebbero influito positivamente sulla gestione politica del nostro Paese, pur restando fedeli alle alleanze internazionali. Ebbe una visione dinamica degli ‘affari esteri’ che insieme all’apertura al Pci furono causa della sua fine”.
Il Consiglio regionale pugliese è com’è noto impegnato in una serie di progetti su Moro. L’on. Gero Grassi, proponente e componente della seconda Commissione parlamentare d'inchiesta, ha riconosciuto al presidente Loizzo di “aver spalancato la Regione Puglia al pensiero di Moro”. Il recupero della memoria di ieri a lui legata, ha detto, “serve a parlare ai giovani della politica di oggi. Moro non è stato ucciso da quelli che ci hanno voluto indicare come i suoi carnefici” e nel libro di Ferlicchia ci sono le ragioni della sua condanna.
L’avv. Rafaele Coppola ha fatto il punto della causa di beatificazione in Vaticano: Moro ha portato in politica il suo essere cristiano e cattolico praticante. Su Moro e formatore di una generazione non solo di giuristi, ma di uomini, si è soffermato l’on. Antonio Leone, presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. Aveva come obiettivo principale la “convivenza democratica tra i popoli e l’attualità del suo pensiero si riesce ad avvertire oggi ancora più che nei suoi scritti. Era anche un grande riformatore, convinto che “il rafforzamento dello Stato dovesse passare attraverso la sua trasformazione”.
Credeva fortemente nell’Europa e nel 1975 si spese per consentire l’elezione del parlamento europeo a suffragio universale. Si sforzava di costruire l’Europa dei popoli, che non è ancora stata realizzata.

Rate this item
(0 votes)
Redazione

La Redazione di www.oraquadra.com

Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

Oraquadra.info è ospitato sui server di Register.it Spa

Foro competente: Taranto

Editore e Direttore: Arcangela Chimenti D'Amicis alias Lilli D'Amicis

Legal Advisor: avv. Michela Tombolini

Web Master: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione per le sue funzionalità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. .

  Accetto i cookies da questo sito web.
EU Cookie Directive plugin by www.channeldigital.co.uk