174517 Deportato: Primo Levi

Floriano Cartanì 26 Gen 2019
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È uscito in questi giorni, a ridosso quasi dalla Giornata della Memoria, il libro “174517 - Deportato: Primo Levi”, molto opportunamente editato dalle Edizioni La Meridiana.

L’impaginazione del libro, pubblicato dalla casa molfettese, appare subito alquanto accattivante e diversa dai soliti testi che trattano simili generi di argomento. Merito soprattutto dei due autori Franco Portinari e Giovanna Carbone, che hanno saputo creare questo splendido lavoro, fruibile sotto forma di una vera e propria graphic novel. Tutta l’opera si ispira spontaneamente ai libri “Se questo è un uomo” e “La tregua”, stesi entrambi da Primo Levi, il quale ebbe a scrivere due successi non solo letterari ma di testimonianza sulla tragedia dell’olocausto vissuta in prima persona.

Entrambi gli autori del libro di che trattasi, molto conosciuti tra le pagine del Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport, come illustratore il primo e graphic designer la seconda, tratteggiano in questa sorta di story-board illustrata a fumetti, le vicende accorse a Primo Levi e a migliaia di altre persone che, come lui, furono deportate dai nazisti nel terrificante campo di concentramento di Auschwitz. La modalità stessa con cui si usufruisce della vicenda narrata, è appannaggio indubbiamente delle nuove generazioni di ragazzi e ragazze, apparsi negli ultimi anni particolarmente interessati a questo specifico argomento, così come a tutti i genocidi passati.

Negli ultimi tempi, poi, si è ritornato a parlare fortemente soprattutto di questa immane tragedia, forse perché ampiamente documentata, che si consumò nel corso della seconda guerra mondiale e che vide, insieme agli ebrei, centinaia di migliaia di “diversi” in religione, nascita e etnia, essere perseguitati e annientati nei campi di sterminio nazisti. 174517, numero di matricola tatuato sul braccio sinistro del prigioniero Levi, la dice tutta sulla volontà di quel regime di annientamento della persona stessa, ridotta non solo in totale asservimento ma completamente brutalizzata nella propria umana essenza e trattata, com’è stato, peggio degli animali. Le immagini e i testi che accompagnano i contenuti del libro, sono entrambi molto diretti e saltano subito all’attenzione degli occhi, attraverso una visione veloce e quanto mai concreta del quadro narrato.

Una tecnica sviluppata dagli autori, che è essa stessa una esposizione di arte figurativa nel contesto della storia, capace di accattivare fortemente non solo il giovane lettore ma anche l’adulto più esigente, portandoli entrambi a soffermarsi lungamente sulla pagina, per interiorizzare a dovere la strip illustrata. Un libro particolarmente consigliato proprio in questi giorni che, come si può facilmente capire, non solo è da leggere ma da guardare anche, come ulteriore testimonianza di ciò che è stato e per ricordare. Il tutto per non ricadere negli stessi errori che videro, a partire dal ’43 nei diversi campi di sterminio, quel silenzio non solo dei tanti che “passarono per il camino” ma anche di chi attraversò quei cancelli della morte e vi fece rocambolescamente ritorno.

174517 Deportato: Primo Levi, Franco Portinari e Giovanna Carbone, 2019 la Meridiana, euro 15,00.

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