Il 30 novembre prossimo i Gesuiti lasciano Grottaglie

Con una lettera datata 24 luglio 2018 a firma di P. Gianfranco Matarazzo, SJ (Provinciale Euro- Mediterranea della Compagnia di Gesù Albania – Italia – Malta – Romania), indirizzata “Agli amici della città di Grottaglie e della Diocesi di Taranto” ne annuncia la decisione.

Venerdi’ 30 novembre prossimo avrà termine il servizio apostolico dei padri gesuiti di Grottaglie. Chiude, dunque, la comunità religiosa di Monticello. È quanto comunicato con una nota scritta datata 24 luglio scorso del P. Gianfranco Matarazzo SJ, Provinciale Euro - Mediterranea della Compagnia di Gesù Albania – Italia – Malta – Romania, che di seguito riportiamo: “Cari amici, insieme ai miei confratelli gesuiti di Grottaglie, desidero comunicarvi in modo diretto e più completo che, in data 30 novembre 2018, terminerà il nostro servizio apostolico con la chiusura della comunità religiosa del Monticello. Si conclude definitivamente una lunga storia che ci ha visti camminare insieme a tanti laici della Chiesa locale in molti momenti ricchi di spiritualità e di umanità, indimenticabili, per certi versi inenarrabili, autentici ed unici, momenti costellati dalle tante generazioni che si sono susseguite in questo cammino e da tanti volti cari.

Il bene che oggi possiamo raccogliere è una lode a Dio e un ringraziamento alla Provvidenza, ben al di là della legittima tristezza che accompagna l’evento. Il calo numerico dei gesuiti e la ristrutturazione in corso della nostra Provincia ci ha costretti a questo passo. Senza risparmio nel servizio apostolico, servendo ministerialmente la Chiesa di Grottaglie, accanto alla memoria di San Francesco de Geronimo, ci siamo dedicati ai tanti giovani offrendo loro un servizio di discernimento sulle scelte di vita, con un serio accompagnamento personalizzato, sia nelle direzioni spirituali che negli Esercizi. In tanti hanno trovato in Monticello un punto di riferimento dove trovare un Padre per le confessioni o anche per un semplice consiglio. Senza dimenticare quanto clero è passato per la nostra casa, trovando conforto spirituale e supporto per il proprio ministero. Tanto bene capitalizzato nelle vostre vite e reso a Dio come un grazie. Nella condivisione nel tempo della scelta con l’Arcivescovo di Taranto, S.E. Mons. Filippo Santoro, particolarmente dispiaciuto per la perdita dovuta alla nostra decisione, abbiamo dovuto umilmente sottolineare che la nostra decisione non poteva essere rivista. Il suo dispiacere è stato accompagnato dal riconoscimento reciproco per la comunione e la collaborazione vissuta negli anni, il supporto pastorale e il contributo che in questo scenario i gesuiti hanno dato fino ad oggi. Abbiamo quindi ritenuto opportuno, con conseguente consolazione, affidare alla cara Diocesi di Taranto tutto gli immobili dedicati al servizio apostolico (Santuario Monticello, esclusa la Polisportiva di cui manteniamo la direzione), felici che tutto venga utilizzato dentro questo perimetro, in continuità con le nostre intenzioni e con quella di coloro che hanno contribuito alla realizzazione delle opere.

La Diocesi è soggetto per noi privilegiato e ho fiducia che, garante di una comunità pastorale, animata dallo stesso spirito e degli stessi fini, saprà anche imprimere un rinnovato impulso apostolico, ben intessuto dentro i suoi specifici orientamenti pastorali. In questo modo, tutti coloro che ci hanno accompagnato, avranno la possibilità di disporsi ancora in termini di servizio. Un atteggiamento consono a persone mature, argomento su cui abbiamo lavorato ed insistito per anni. Tutto questo non sarebbe stato possibile con un altro soggetto subentrante, estraneo ai nostri obiettivi pastorali. Sarà sempre insufficiente il ringraziamento per tutti coloro che hanno collaborato con noi. Sono testimone di una dedizione che andava ben al di là della misura chiesta e che desiderava corrispondere con gratitudine per quanto da noi ricevuto, moltiplicandosi nella risposta. Abbiamo tutti teso ad imitare – senza mai riuscirci appieno – la grandezza dell’Amore di Dio! Per tutto questo ringraziamo il Signore e gli affidiamo la nostra Provincia e il popolo di Dio che è in Grottaglie. (F.to) P. Gianfranco Matarazzo SJ.” 55enne, teanese, dottore in legge con specializzazione in diritto amministrativo e abilitazione forense, P. Matarazzo, entrato nel noviziato dal 1993, ha assunto l’attuale incarico nel marzo dello scorso hanno per decisione del P. Generale.

Polvere di storia: Il Centro di Monticello, (intestato all’apostolo dì Napoli, il santo grottagliese e patrono della sua città, Francesco de Geronimo SJ, Grottaglie 1642 – Napoli 1716), progettato dall’arch. Michele Giannico, compie quest’anno 48 anni. Impiantato su un terreno di circa 100mila mq, donato ai padri della Compagnia di Gesù dalla benefattrice signora Chiara Volpe, il complesso si estende tra via C. Marx, il prolungamento di via Messapia, via Pitagora e con terreni a monte. La struttura, oggi diretta da P. Florio Quercia SJ, venne inaugurata il 24 ottobre 1970, alla presenza del sen. Giulio Orlando, dell’Arcivescovo di Taranto Guglielmo Motolese, dell’allora Sindaco Avv. Angelo Fago e del primo Superiore gesuita, Padre Salvatore Manzo. Fu opera di continuità del servizio apostolico dei PP. Gesuiti a seguito della chiusura della Comunità partenopea operante nel castello Giusso di Vico Equense. Vi s’imponeva la statua marmorea del santo concittadino Francesco de Geronimo, donata in quel tempo dal P. Generale, il polacco Vladimiro Ledokowski, per decisione di Padre Michele Corcione, allora Provinciale gesuita per l’Italia Meridionale. Ebbene, la statua pertanto venne destinata alla nuova casa di Grottaglie, in Monticello, dove dal 12 luglio 1973, svetta nel centro dell’ampio piazzale. La bellissima composizione in marmo di Carrara alta mt. 2,12, fu realizzata nel 1936 dallo scultore Umberto Mastroianni (Fontana Liri 1910 - Marino 1998, zio del noto attore), docente nelle accademie di belle arti di Bologna, Napoli e Roma. Molte delle sue prestigiose opere, descritte dal critico e storico dell’Arte, Carlo Giulio Argan, sono sparse nel mondo. La statua poggia su un basamento in travertino alto mt. 2,30, realizzato su progetto del P. Pietro Basterra SJ, architetto spagnolo. Con la statua, vi giunse anche la nota opera pittorica dell’artista neoclassico, Giuseppe Mancinelli (Napoli 1818 – 1875)...mentre si sono appena conclusi i festeggiamenti in onore del santo patrono concittadino: san Francesco de Geronimo.

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