A Grottaglie Mostre, Installazioni, un Libro da presentare, laboratori per dire no alla violenza sulle donne

La lotta al patriarcato, l’abbattimento di pregiudizi e stereotipi che serpeggiano nella nostra società e si nutrono di una cultura che fagocita la donna e la relega ancora in una posizione subordinata e sottomessa; la non violenza e la creazione di sane e equilibrate relazioni tra i sessi.

Questi i temi che costituiscono la liaison tra i diversi eventi previsti a Grottaglie.

Dopo anni di rivendicazioni, cortei, lotte e diritti faticosamente acquisiti, ancora oggi, nel 2019, quando la donna si autodetermina, è libera e compie le sue scelte in ordine alle sue personali volontà e inclinazioni personali, professionali e sociali, inizia a far paura, irrita, fa parlare di sé e viene ostacolata, osteggiata, derisa, denigrata o, nel peggiore dei casi, aggredita, violentata, uccisa.
E poi, al danno si aggiunge la beffa: si sente dire “te la sei cercata!”, rendendola colpevole della stessa violenza di cui è vittima.
Per questi motivi, l’amministrazione comunale di Grottaglie, sposando appieno l’urgenza di sensibilizzare la cittadinanza, ha organizzato una serie di eventi a Grottaglie nel mese in cui ricorre la Giornata Internazionale della Donna, divenuta da diversi anni ormai, un altro necessario appuntamento, assieme al 25 novembre, per accendere i riflettori sulla donna e sugli enormi ostacoli alla sua libertà ancora esistenti, contro i quali occorre ora più che mai lottare.

Il primo appuntamento si terrà giovedì 21 marzo alle ore 17,30, nel Parco della Civiltà, spazio rigenerato e restituito alla comunità: alla presenza delle autrici, verrà presentato il libro “Libera Libere. Pensieri e pratiche femministe su tratta, violenza, sfruttamento”, scritto a più mani da Ines Rielli, Monia Denitto, Francesca De Pascalis, Diana Doci, Laura Gagliardi, Maria Argia Russo, Olga Smirnova, Irene Strazzeri ed edito da Radici Future Produzioni società cooperativa di Bari.
L’incontro, fortemente voluto dall’assessora alle politiche sociali Marianna Annicchiarico, che dialogherà con le autrici, consentirà di fare un resoconto di pensieri e pratiche femministe nell’ambito della tratta di esseri umani, della violenza sulle donne, delle varie forme di sfruttamento e di riduzione e mantenimento in schiavitù e in servitù, che ruotano intorno a “Libera”, il progetto promosso e gestito dalla Provincia di Lecce dal 2000 al 31 agosto 2016, con il finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità e il cofinanziamento dell’Ente provinciale.
Con il progetto Libera, le donne che entravano nel programma di protezione sociale vivevano in appartamenti di civile abitazione a indirizzo segreto e iniziavano un percorso individualizzato di regolarizzazione, accompagnamento ai servizi, orientamento, formazione, fino all’inserimento sociale e lavorativo. Un modello organizzativo, realizzato da donne per le donne, una politica delle relazioni d’aiuto fondata sulla democrazia delle relazioni. Da tale prospettiva, il libro può essere considerato un vademecum di resistenza e sopravvivenza femminista utile a chiunque “pensi e sogni servizi pubblici e privati a orientamento di genere”, scrivono le autrici.

L’appuntamento successivo si terrà domenica 24 marzo alle ore 18. All’interno dell’ex Convento dei Cappuccini sarà inaugurata la Mostra/installazione “Com’eri vestita?”, un percorso emozionante che svelerà una verità scottante, rivelata attraverso diciassette storie di donne narrate attraverso gli abiti che indossavano quando sono state abusate. L’occasione giusta per riflettere sulla frequente e ingiusta colpevolizzazione della donna degli atti violenti di cui lei stessa è vittima, generando storture culturali e perpetrando un’ennesima violenza nei suoi confronti.
La mostra/installazione, visibile ogni giorno, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, fino a domenica 31 marzo, è nata nel 2013 per volere di Jen Brockman, direttrice del Centro per la prevenzione e formazione sessuale di Kansas, e di Mary A. Wyandt-Hiebert, responsabile di tutte le iniziative di programmazione presso il Centro di educazione contro gli stupri dell’Università dell’Arkansas. Il progetto è stato diffuso in Italia grazie al lavoro dell’Associazione Libere Sinergie che ne propone un adattamento al contesto socio culturale del nostro Paese.
Dopo un lungo peregrinare per tutta l’Italia, la mostra giunge quindi a Grottaglie, grazie al contributo di Rosy Paparella, consulente Centri Antiviolenza Sud Est Donne e già Garante dei diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza in Puglia. All'inaugurazione saranno presenti: Angela Lacitignola, responsabile dei Centri AntiViolenza gestiti dall’associazione di promozione sociale “Sud Est Donne” e Sabina Sabatini e Teresa Tatullo, dell’Associazione “Alzaia Onlus”, che gestisce il CAV Sostegno Donna, operante nell’Ambito 6 Ta. Apporterà il suo prezioso contributo anche la dott.ssa Guarini, responsabile di Jonas Centro di Clinica Psicoanalitica di Bari fondato da Massimo Recalcati.
Nelle sale della mostra verrà nuovamente proposta l’installazione “Scarpette rosse in ceramica”, iniziativa lanciata dall’Associazione Italiana Città della Ceramica (AiCC), con il comune di Oristano come ideatore e capofila. Da alcuni anni la scarpa rossa identifica la campagna di lotta contro la violenza sulla donna e il femminicidio. Il progetto, testimonianza forte e creativa su un tema di altissimo valore umano e sociale, prevede la realizzazione da parte dei ceramisti di scarpe rosse d’artigianato artistico da collocare ed esporre all’aperto in contesti urbani più diversi.

Per la chiusura della serata del 24 marzo, alle ore 21, invece, il linguaggio cambia per parlare anche ai più giovani. Ecco perché a chiudere la serata sarà Marzia Stano, al secolo Una, cantautrice socialmente impegnata, torinese di nascita e pugliese d’adozione che vive a Bologna, dove assieme a tre amiche e compagne di accademia di Belle Arti gestisce la factory Elastico faART, un collettivo di donne, artiste e musiciste in cui si sperimentano pratiche, linguaggi, residenze & “resistenze” artistiche di produzioni indipendenti.
Del suo ultimo lavoro, AcidaBasicaErotica, pubblicato lo scorso ottobre, che fonda le sue origini nella fluidità delle esperienze sessuali, nella lotta alla violenza di genere, nell’anti razzismo e nella critica sociale, fa parte un brano intenso, dal ritmo incalzante, con un video altrettanto interessante e d’impatto dal titolo “Marie”, la canzone dedicata a Marie Tritignant, vittima di femminicidio e picchiata a morte dal marito Bertrand Cantat, cantante del gruppo musicale Noir Dèsir, in una stanza d'albergo il 26 luglio 2003.
La musica e il suo potere comunicativo vengono posti al servizio di un messaggio sociale forte, all’interno di un evento che scardina pregiudizi e discolpa le donne dalle violenze subìte, perché la vittima non deve finire mai sotto processo.
Tutti gli eventi sono gratuiti e aperti a tutti e tutte.
Inoltre, nelle sale del Convento che ospiterà la mostra, nel corso della settimana di esposizione delle “storie”, le operatrici dell’associazione Alzaia terranno dei laboratori sulla cultura di genere con studenti e studentesse di istituti di istruzione secondaria del territorio: se parlare di violenza è necessario, creare le condizioni perché si generino pratiche relazionali equilibrate e sane nelle nuove generazioni è indispensabile nell'ottica della prevenzione della violenza.
Un calendario di eventi molto fitto e che palesa il grande impegno di questa amministrazione nella sensibilizzazione della cittadinanza e nella condivisione di una cultura non violenta e rispettosa delle donne e delle differenze. Purtroppo il crudele aumento di episodi violenti, il ribaltamento di alcune sentenze per “colpe” che ricadono sulle vittime, la persistente difficoltà delle donne di raggiungere posizioni rilevanti nella sfera pubblica, professionale e sociale, sono la chiara dimostrazione che ancora molto ci sia da fare nelle scuole, nelle famiglie e in ogni contesto di vita sociale. Perché la promozione di una cultura delle differenze passi per la conoscenza e il rispetto dell’altro, in quanto persona e non come appartenente a una categoria.

 

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