Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Lunedì, 22 Ottobre 2018

Con l’autunno si sa riprendono le attività associative di un bel po’ di associazioni che operano nella Citta di Grottaglie, anche se molte come l’ANTEAS (Associazione Nazionale Tutte le Età Attive per la Solidarietà), non vanno mai in vacanza e continuano con le meno intense attività estive.

L’anno sociale nel caso dell’ANTEAS Grottaglie, termina con il mese di ottobre e quindi l’anno 2017/18 ormai sta volgendo al termine. Come di consueto a settembre di ogni anno, viene indetta l’assemblea generale ANTEAS, il cui presidente, dott. Cosimo Luccarelli, ormai saldamente alla guida da ben 15 anni, detta le linee guida e il programma del nuovo anno 2018/19 che grazie ad un direttivo ben affiatato e operativo, è arrivato a contare ben oltre 400 soci, ciò è dovuto al fatto che questa Associazione è molto aggregante, fa cultura senza essere spocchiosa, e accoglie tutti con progetti validi, spesso originali e formativi, come lo è stato il corso per guide turistiche poi sfociato nella bella realtà indipendente di “Grott’Art” o il corso di lingua italiana tenuta ai ragazzi rifugiati politici dell’Associazione “Babele”, oppure il progetto di vigilanza e quindi apertura del Santuario di San Francesco de Geronimo affidato sempre ai ragazzi di “Babele”.
“È stato un anno sociale quello che stiamo per chiudere – ha detto Luccarelli all’assemblea svoltasi lo scorso 15 settembre e a cui hanno partecipato, ben oltre 200 soci e simpatizzanti, - È stato un anno ricco di attività e progetti, incontri, conferenze e tempo libero che ha suscitato in tutti noi nuovi stimoli e riflessioni per il prossimo anno sociale.”
“L’ANTEAS si basa – ha sottolineato il Presidente - molto sulla trasparenza e sulla comunicazione e quindi è necessario che tutti i soci e simpatizzanti sappiano su quali progetti e attività l’ANTEAS Grottaglie stia puntando in maniera determinata, concordando anche preventivamente con altri Enti e Associazioni linee di orientamento, in modo da conoscere le adesioni e gli impegni che affronteremo.”
Se l’anno sociale si chiude a ottobre il tesseramento invece si apre il 1 gennaio 2019 e si chiuderà il 10 febbraio, ma molti si stanno affrettando ad iscriversi perché molto interessati alle molteplici attività in calendario e di prossimo avvio. Infatti ha evidenziato Luccarelli: “Le iniziative promosse e svolte dall’Anteas di Grottaglie hanno confermato ancora un volta, nell’arco dei suoi quindici anni di vita, l’impegno primario dell’Associazione nella promozione della solidarietà, dell’integrazione sociale e dello sviluppo della cultura, della formazione, della salute e del tempo libero.
La nostra Associazione promossa da soci adulti over 50, è aperta all’incontro con i giovani e con tutti coloro che condividono l’impegno del volontariato. Nell’anno sociale 2018, che per motivi organizzativi è iniziato nel mese di ottobre 2017, si sono sviluppate tante iniziative e progetti, qualificando le stesse in diversi ambiti: assistenza, invecchiamento attivo, rapporti intergenerazionali, salute, cultura e svago.
Al centro della nostra attenzione è ben presente la centralità della persona, la difesa dei diritti e l’ascolto in quanto sono le basi dell’operare di ANTEAS che con i suoi strumenti statutari consentono di costruire relazioni sul territorio. I soci aderenti credono in una società solidale, in una rete di relazioni umane che formano comunità e desiderano costruire rapporti che rompono il muro dell’isolamento, tutelando e affermando il ruolo degli anziani e delle persone deboli.”
Ma quali attività promuove l’ANTEAS è preso detto: Attività motorie in Palestra UIPS, Attività motorie in piscina coperta Mediterranea Nuoto (AcquaGYM), attività formative sala informatica e sala convegni biblioteca, convegni su varie tematiche, scampagnate autunnali e primaverili, partecipazioni a spettacoli teatrali e concerti, corsi di educazione alla musicalità, serate di convivialità con cene, musiche e danze, saggi a giugno di fine anno della UISP, passeggiate culturali, nei mesi estivi (luglio e agosto) attività di AcquaGYM in piscina scoperta e ginnastica dolce nella pineta del Monticello. A settembre invece le cure termali a Torre Canne.
Insomma un’attività intensa e attenta a tutte le esigenze degli oltre 400 soci. In chiusura di assemblea il Presidente Luccarelli ha voluto spendere parole di elogio al Coordinamento Donne che alimenta la vita associativa con tanto impegno e dedizione, e poi rivolto parole di stima e riconoscenza a tutti i soci presenti e assenti che sono vicini all’Anteas in tutte le varie circostanze, questo perché a tutti è noto di quanto la socializzazione sia sempre al centro della nostra attenzione come il volontariato. (Info: mob.3276246057 – 3408681369. Sede corsi informatici e musicale: Biblioteca Amici di San Francesco de Geronimo – vl. Karl Marx 1 Grottaglie – H. 17:30-19:30)

Published in Sociale&Associazioni

Qualcuno la chiama Città d'Arte, altri Città dello Sport, alcuni la chiamano Città denuclearizzata, ed ancora Città della Ceramica, Città dell'uva,  etc etc etc.
Noi preferiamo chiamarla la Città delle opportunità, tagliata su misura di furbetti, di chi si inventa un lavoro a spese dei ben pensanti, la città dei radical chic e dei cattocomunisti clericalisti cresciuti a sinistra con il portafoglio di papà a destra, di quella classe di neofiti dell'internazionalismo pseudo proletario, cresciuti nei centri sociali all'acqua di rose, alla moda dell' Intellighentie Intellettualoide
Ma vue ti Fratelli d'ITALIA, ce site assuti pacce ????
Nel reportage che pubblichiamo nel video sottostante possiamo dire senza tema di smentite che Grottaglie è la Città delle transenne:
Vuoi risparmiare sul ripristino dei luoghi? METTI UNA TRANSENNA
Vuoi prevenire le cadute dei vecchietti e dei ragazzini? SERVITI DI UNA TRANSENNA.
Vuoi far capire che da li non si passa? ADOTTA UNA TRANSENNA
Vuoi chiudere una strada definitivamente? USA UNA TRANSENNA .
Vuoi creare settimanalmente e nei fesivi un isola pedonale? METABOLIZZA 12 TRANSENNE
Signori è da un po di giorni che mi chiedo, ma il nostro Comune di quante transenne è dotato? E come mai?.
A pensar male si fa peccato, ma molte volte aiuta la mente, la perspicacia, l'intuito e previne le figure barbine.
Le transenne nel video sono la minima  parte delle transenne disseminate in città.
Noi crediamo che questa cartolina della Nostra Grottaglie sia la pù dissacrante, degradante ed incivile che possa mai essere pensata, con la presenza di queste strutture in ferro zincato, con sopra scritto il nome GROTTAGLIE, non si fa altro che bollare la Nostra Grottaglie come città senza regole, senza etica.
Non servono le transenne se c'e' un divieto di transito esposto, magari indicante i giorni e gli orari, non servono le transenne per scaricarsi la responsabilità di marciapiedi non a misura di pedoni, se mettete le transenne la gente cammina in strada con il rischio di essere investita, ed è qui che interviene la mente contorta e perversa di chi è chiamato a prevenire ( Tanta lu vecchiarieddo ca e cappatu sotta lu paia l'assicurazione ti ci guidava e none nue)
Queste transenne sono il culmine della violenza istituzionale portata con degli sfregi sul volto della NOSTRA GROTTAGLIE, che non merita queste schifosissime barriere metalliche, esse sono l'emblema della codardia politica ed amministrativa portata avanti da una classe dirigente che non ha nessun attaccamento a questa NOSTRA TERRA.
Queste cancellate movibili sono il marchio di una qualità di degrado che vede e vuole solo la costrizione, ingabbiando invece di liberare e civilizzare, sono la bandiera dell'incapacità morale ed istituzionale.
Vergogna per quello che stiamo mostrando ai bambini, vergogna per quello che pensiamo dei vecchietti che vorrebbero poter passeggiare in sicurezza, vergogna per chi si atteggia a portatore di CAMBIAMENTO e di abbattitore di barriere architettoniche, ma che alla fin fine alza strutture metalliche invece di appianare e rendere transitabili e in sicurezza i marciapiedi.

 

 

Le foto del video sono state fornite dal segretario di Fratelli d'Italia Orazio Antonazzo e la redazione ha provveduto a farne un video, unico modo per renderle fruibili in un unico documento.
Published in Apertamente

Lo reclama Federico Greco, coordinatore provinciale per LIBERTAS, che invita i Sindaci dei Comuni limitrofi a creare un tavolo apposito.

L’Aeroporto Arlotta è un aeroporto di interesse nazionale e come tale deve essere trattato; non si può continuare ad etichettarlo “ aeroporto a vocazione cargo“ perché gli aeroporti funzionano se vi è un traffico passeggeri che implementa il traffico merci.
Le varie affermazioni del Presidente Emiliano sono solo una grande presa in giro ed un’offesa all’intelligenza dei tarantini. Per non parlare degli ultimi risvolti legati ai voli suborbitali, ad incredibili fini “industriali”, e alle esercitazioni per mettere in orbita i satelliti; questo dopo averlo definito da alcuni anni, Test Bed!
A monte di tutta questa confusione sul vero fine di qualsiasi aeroporto e sulla negazione della riattivazione dei voli passeggeri, brilla forte l’assenza dell’ENAC, vero responsabile delle angherie che subiamo.
Esorto, dunque, i Sindaci dei Comuni limitrofi all’ aeroporto affinchè venga creato un tavolo dove si possano conoscere i vari rischi legati a questo tipo di voli e collaudi vari, e le vere intenzioni su un gioiello che è nostro e apporterebbe ricchezza al territorio, invitando esperti e anche i massimi responsabili di questa situazione scandalosa.
Non siamo cavie! Se negli Stati Uniti – e anche altrove - è stato scelto un aeroporto in mezzo al deserto un motivo ci sarà. Il nostro, invece, insiste in un aerea altamente popolata nel raggio di 10 km. Se dovesse accadere un incidente quali conseguenze avranno i cittadini? Per il momento, da parte della Regione (proprietaria quasi al 100% della soc. Aeroporti di Puglia), ci si limita a spiegare che i voli suborbitali hanno una peculiarità diversa dai voli delle navicelle spaziali, quindi a rigor di logica, l’idea nascerebbe dalle sperimentazioni Nasa dello Shuttle. A tal proposito vorrei ricordare tutti gli incidenti che hanno coinvolto le missioni e, in più, il tipo di carburante usato per dare la possibilità all’aereo di superare la forza di gravità in fase di decollo quali Idrogeno ed ossigeno che possono essere altamente pericolosi in caso di un incidente per via della loro alta infiammabilità.
Non entrando in argomenti tecnici, ma bensì pratici, come arriverebbero poi i ricchi turisti “interspaziali” all’aeroporto? E, visto che il Presidente Emiliano e altri, continuano ad ammettere la possibilità di aprire anche ai voli commerciali - in primis passeggeri di linea - quali ammodernamenti hanno in mente di apportare alla aerostazione? Vorrei solo ricordare che un aeroporto Sovietico degli anni 70 era più confortevole dell’ Arlotta.
Ci chiediamo se sia per questo che Regione Puglia non vuole assolutamente creare fondi per eventuali compagnie Interessate allo scalo jonico mentre dispensa a piene mani alle compagnie low cost che usano quelli di Bari e Brindisi. Perché ad una compagnia come Ryanair hanno elargito circa 64 mln di euro e ad una compagnia attualmente interessata a far base a Taranto, Regione Puglia non vuole assolutamente dare alcun aiuto nonostante le promesse e gli annunci roboanti?
Emiliano, in realtà, non vuole mettere in condizioni Taranto di far partire il proprio aeroporto, una infrastruttura che serve ad un nuovo sviluppo economico, occupazionale e sostenibile. I fatti parlano chiaro: Taranto non figura neppure tra gli aeroporti disponibili per l’alternato in caso di condizioni meteo avverse sui due aeroporti regionali attivi. Certamente è molto più comodo, per altre realtà territoriali, tenere bloccata una città che renderla libera di scegliere il mezzo di trasporto più consono per le proprie esigenze.
Sicuramente una gestione dell’aeroporto tarantino da parte di altro ente gioverebbe alla sua valorizzazione, viste le difficoltà costantemente lamentate dalla Regione (che però ne ha acquisito la gestione assieme agli altri tre tramite AdP), e risolverebbe il problema. Al proposito ricordiamo che una società a capitale privato tentò in passato di acquisirlo ma si preferì imbrigliarlo nelle maglie della politica. E tenerlo chiuso ai cittadini!

 




Published in Politica

“La scienza mi ha dimostrato che Dio esiste, ma io ho fede nella sua inesistenza.”

é con questa frase surreale che Salvador Dalì si pronunciava in merito alla esistenza di Dio, ed è da questa frase che voglio partire per trattare il tema della spiritualità, partendo dal pensiero e dall'arte di questo uomo geniale che ribaltandone l'ottica ne ha mostrato l'essenza più profonda.
Basti pensare che quando in età matura divenne ricco, regalò un castello a sua moglie e nel bagno di questo castello installò una rubinetteria in oro massiccio, ma dipinta di nero, perchè per dirla con le sue parole “la vera ricchezza è un fenomeno intimo che non può essere svelato ad occhi indiscreti”. Dalì ribalta i canoni dell'alchimia operando la trasmutazione dell'oro in metallo volgare per conservarne l'essenza più autentica e misteriosa.
Già lo stesso acquisto del castello fu espressione della sua magistrale conoscenza delle dinamiche dell'amore che trovò nella moglie Gala Eluard il suo eco perfetto.
I due decisero che Gala sarebbe andata a vivere da sola nel castello per sfuggire alla pressione mediatica che il pittore aveva creato intorno alla propria residenza principale, e che lo stesso sarebbe stato ammesso nel castello solo e soltanto su invito scritto della moglie. Ecco quindi che un amore coniugale decennale veniva assoggettato di comune accordo alle regole dell'amore cortese, di quella mistica della femminilità medioevale in cui la donna era espressione di virtù eteree e sensualità terrena che il cavaliere poneva a base della propria ontologia esistenziale durante il buon combattimento spirituale e materiale contro le forze del male e della esistenza. Una dimensione sublimata dell'amore che attraverso il distacco ne valorizza la idealità profonda.
Beh in ambito spirituale, pur nel suo ateismo dichiarato, Dalì fece qualcosa di simile. Pur non credendo in Dio si è dibattuto nelle dinamiche dell'anima, scomponendone ogni frammento, sovvertendone le dimensioni metafisiche fino a giungere alle soglie della verità ultima che si sostanzia nella idea del divino.
Una anima in pena, ribelle ai limiti della carnalità che assistita da un genio concettuale ed artistico unico, è arrivata a comprendere ed esprimere il fenomeno della spiritualità più pura, autentica e sublime, partendo però sempre dalla dimensione dell'umano.
Ecco quindi che il suo Cristo viene proposto in una ottica ribaltata. Il punto di osservazione non è dal basso verso l'alto, ma dall'alto verso il basso, in modo tale da raffigurare la dimensione umana di Cristo in croce, come uomo tra gli uomini all'atto della sua crocifissione. Scompare la corona di spine in testa, per sminuire la retorica del martirio ascetico e valorizzare la visione del martirio umano dell'uomo, con la testa china nell'atto di una apparente sottomissione alle forze del destino. In questa ottica si inserisce la sostituzione della targa recante la scritta I.N.R.I con l'apposizione di un semplice foglietto da bloc notes, a simboleggiare la assoluta estemporaneità degli ideali rispetto alla concretezza della morte fisica, che malgrado ciò determina una sublimazione della dimensione umana verso qualcosa di metaumano, una spiritualità creata ed edificata non con la santità del sangue, ma con il sangue che diventa santo.
Significativa nella sua interpretazione dell'Ultima Cena è la raffigurazione di un frammento dell'uomo vitruviano in alto sulla scena, al posto delle abituali raffigurazioni di Dio e del mondo angelico, che secondo dogma sovraintende alla azione umana di Cristo.
La raffigurazione della nascita di Cristo nell'opera “ La gare de Perpignan”, come caduta luminosa di un uomo in abiti borghesi in una dimensione terrena fatta di lavoro contadino, lussuria carnale e viaggio nella materia attraverso la rappresentazione di un treno.
La scomposizione metafisica dello spazio nella Madonna di Port Lligat, in cui la sacralità delle Madre celeste viene generata dalla simbologia del terreno, la Madonna ha il volto della moglie Gala, e il principio creatore viene raffigurato dalla unione della grazia femminea della conchiglia di Venere all'uovo della creazione materna.
Od ancora, la volta del Museo Dalì che raffigura il Regno dei Cieli retto da una rappresentazione dello stesso autore e della moglie Gala, visti dal basso in una prospettiva in cui l'occhio si posa prima sulla pianta dei piedi per poi risalire i corpi, in cui Dalì ha collocato un cassetto aperto alla altezza della pancia, a rappresentare il principio creatore della concettualità umana dagli istinti di base, fino a giungere al sublime di una sacralità ideata, retta e costruita dall'umano attraverso l'unione del maschile e del femminile rappresentato nella concretezza della coppia coniugale vissuta da Dalì.
Nell'ambito della spiritualità più propriamente immanente è poi da segnalare il quadro con il galeone sospinto da un vento imponente che gonfia farfalle collocate al posto delle vele, a simboleggiare la forza propulsiva del sogno variopinto, leggiadro ed estemporaneo nella dimensione dell'umano. Si noti che le figure umane tratteggiate sulla riva, sono figure misere, esili, appena abbozzate e caratterizzate dal un colore scuro che ne rappresenta la dimensione ombrosa intesa come assenza di luce. Queste figure issano al posto delle bandiere, alcuni retini per la cattura delle farfalle, a simboleggiare la avversione della misera razionalità dell'uomo medio rispetto alla potenza dei sogni, di contrasto alla figura umana che veleggiando sul un wind surf costituito da una farfalla è rappresentata con una tonalità chiara, simbolo di luminosità e gaiezza spirituale.
Insomma, Dalì è la apoteosi simbolica della spiritualità vista dal punto di vista dell'uomo moderno avvinto nei limiti della carne e della materialità.
Uso Dalì per parlare di spiritualità perchè ormai l'uomo moderno ha perso il contatto con la dimensione del Sacro, e per poter intuire la potenza del concetto ha bisogno di una intermediazione raffigurativa e simbolica scaturente da una ottica a lui comprensibile. Diversamente l'argomento della spiritualità verrebbe immediatamente catalogato dal lettore postmoderno nella categoria della concettualità premoderna delegittimata dalla morale contemporanea per assenza del requisito di logicità.
La più emblematica raffigurazione della separazione tra umano e divino la possiamo individuare nella asserzione filosofica del “ Cogito ergo sum” cartesiano, del “penso quindi sono” che possiamo idealmente identificare come il postulato iniziale da cui ha preso le mosse la modernità e la sua cultura positivista.
Con Cartesio l'uomo riflette sulla propria natura in modo scisso ed indipendente dalle precedenti visioni teologiche e cosmogoniche dell'uomo, e così sezionata la materia di indagine, si arresta sulle soglie della prima mera evidenza: il pensiero razionale.
Io definisco me stesso come fonte di pensiero, senza però poter giustificare la genesi di questi pensieri ed il loro fine ultimo, se non con un vago concetto di conoscenza del mondo materiale attraverso la pratica della ricerca scientifica.
Nell'ottica del sacro invece il pensiero ha la natura di strumento tecnico dell'uomo finalizzato alla risoluzione di problemi concreti, al pari di una sofisticata calcolatrice, ma in tale ottica, il pensiero dovrebbe limitarsi al dominio tecnico delle mere dinamiche immanenti, rappresentando solo uno scarto influenzato dalla emotività, quando attraverso la tecnica della logica razionale, il pensiero si avventura nel regno delle cause ultime della metafisica per la comprensione della dimensione spirituale del mondo e di se stesso.
Nell'ottica del moderno il mondo diviene un mero oggetto di indagine razionale di cui vengono spiegate le cause meccaniche, in cui la azione è svolta da una folla di scuri figuranti, di sagome scure e misere come quelle raffigurate sulla riva del mare della vita nelle opere di Dalì.
La conoscenza non è più sapienza, ma diviene conoscenza tecnica altamente specializzata, che necessita della divisione di competenze nella indagine scientifica, determinando quindi una classe intellettuale di dotti scienziati ignoranti delle cause ultime del mondo e della natura trascendente dell'essere umano, che non può essere negata se non al costo di insormontabili contrasti tra la capacità cognitiva simbolica tipica dell'essere umano e la visione meccanocentrica del mondo naturale.
L'uomo non è solo una sofisticata lavatrice che ricomprende nella sua dinamica centrifuga le dinamiche del mondo naturale, l'uomo è un quid pluris che solo l'interpretazione del sacro ed il finalismo spirituale può definire.
Questa è una nostra caratteristica innata imprescindibile che non si può negare nella sfera individuale se non a costo di ridiscendere dalle dinamiche del metaumano alle dinamiche del subumano, dell'inconscio, delle dinamiche impulsivo-istintuali, tanto amate dalla modernità attraverso lo studio della psicologia, della psicoterapia e della psichiatria, che spiegano le dinamiche mentali e chimiche dell'essere umano immanente, ma di fronte alle cause prime da cui il fenomeno umano ha preso origine e di fronte alle cause ultime verso cui tale fenomeno tende, non possono che rimanere mute, arrestandosi sulle soglie di una non meglio definita libertà di autodeterminazione dell'individuo, il chè equivale ad essere dotati di un autoveicolo efficiente, ma in un mondo senza confini, senza strade e senza direzioni ultime.
Attraverso gli studi tradizionali, ossia basati sui testi sacri da cui si interpretano precetti morali relativi alla dimensione spirituale e imperitura dell'essere umano e del cosmo, è possibile sintetizzare l'esistenza di due strade distinte per la realizzazione spirituale individuale: quella ascetica del sublime spirituale mirante a coltivare le facoltà superiori di astrazione e comprensione meditativa, altrimenti detta Via della mano Destra; e quella discendete della pura emotività immanente e carnale tendente alla realizzazione empirica dei fini ultimi dell'uomo attraverso le proprie dinamiche impulsivo-istintuali, altrimenti detta Via della mano Sinistra.
Dalì e la sua opera si collocano su questa seconda Via, ma con una tale intensità di pathos e potenza concettuale da sovvertire persino i canoni della prima Via, quella del sublime, che viene messa in discussione, scomposta, e reinventata ponendone gli elementi raffigurativi trascendenti, nella dimensione della Via terrena della emotività immanete, dando alla Madre di Dio il volto di una donna reale, ponendo a sostegno della volta celeste l'Uomo nella sua fisicità sostenuta dalla pianta dei piedi, e ponendo il Cristo crocifisso come simbolo di superamento della morte terrena, senza ideali trascendenti ed orpelli ideologici, ma per il tramite della semplice potenza espressiva umana, sempre ancorata alla placenta delle origini, a quel brodo primordiale del mare di Port Lligat da cui prese origine l'anima di un uomo ateo, ma che raggiunse l'immortalità attraverso le dinamiche della carne.
La scienza ci mostra la grandezza di un Universo incompatibile con i limiti della scienza, e l'anima ci mostra una grandezza dello spirito incompatibile con i limiti dell'uomo, da questa riflessione metafisica espressa da Dalì in modo provocatorio, che usa la contraddizione surrealista come indizio di superamento della negazione, la mia speranza è che ognuno di noi possa trarre spunto per la propria crescita interiore, attraverso l'arte e la metafisica di un uomo, che negando Dio ne ha espresso l'essenza.

Published in Arte

Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha preso parte, nel Convento dei Cappuccini Grottaglie, alla conferenza stampa e alla presentazione ufficiale del titolo conferito a Grottaglie di “Città europea dello Sport 2020” da parte di Aces Europe, associazione che raggruppa le capitali e le città europee dello sport. “Sono molto orgoglioso di ciò che l'amministrazione comunale di Grottaglie ha saputo fare. Siamo una squadra e c'è il nostro pieno sostegno alle amministrazioni locali. Questo riconoscimento, ben spiegato nella motivazione dei commissari, già ottenuto, 'spingerà' anche la candidatura ai Giochi del Mediterraneo di Taranto – ha dichiarato Emiliano, collegando il titolo ottenuto da Grottaglie alla notizia candidatura del capoluogo ionico -; un grande evento che, come avevamo pensato, possa concludere la pianificazione strategica dell'area. Giocare da soli è il modo migliore per perdere prima di cominciare – ha spiegato alla platea -. Il gioco di squadra ha portato invece Grottaglie a essere la prossima città europea dello sport per il 2020. Siamo pronti a sostenere questo evento in ogni modo possibile”. 

All'iniziativa, aperta alla partecipazione delle associazioni sportive, delle altre realtà del terzo settore e dei cittadini, sono intervenuti anche il sindaco di Grottaglie Ciro D'Alò; il vicesindaco ed assessore allo sport del Comune di Grottaglie Vincenzo Quaranta; Angelo Giliberto, presidente del Coni Puglia e Giuseppe Pinto, presidente regionale del Cip, Comitato italiano paralimpico.
“La commissione Aces ha valutato positivamente non solo le strutture, ma anche il clima che si è creato intorno allo sport, l'entusiasmo delle associazioni e dei cittadini – ha spiegato il Sindaco Ciro D'Alò -. Adesso siamo a lavoro per portare avanti questo riconoscimento, con la collaborazione delle istituzioni. Prevediamo ricadute positive per il territorio. Lo sport è un vettore di buone pratiche e si potranno ospitare grandi eventi”.
Il prossimo 12 novembre, una delegazione di Grottaglie Città europea dello sport 2020 si recherà a Roma, per la consegna ufficiale del titolo. La tappa successiva sarà una giornata, a Grottaglie, dedicata agli sport paralimpici.
“C'è stata una grande partecipazione, grazie ad una serie di iniziative messe in campo con le associazioni e con la cittadinanza – ha detto l'assessore comunale allo sport Vincenzo Quaranta, ricordando il percorso che ha portato al titolo di Città europea dello sport 2020 -; nei prossimi passi, si partirà dall'attenta valutazione di quelle che sono le necessità strutturali della città (analisi già inserita nel dossier) e si porterà avanti la progettazione, già messa in atto nella fase della candidatura. Sfruttando le risorse strutturali ed impiantistiche, saranno portate qui, con la collaborazione di Coni e Cip, nuove discipline sportive, in modo da aumentare l'offerta sportiva e formativa della città ed avvicinare allo sport anche chi non lo pratica abitualmente”.

Nel luglio scorso, Grottaglie ha accolto una delegazione dei commissari Aces in un percorso per conoscere le realtà sportive, le strutture e gli impianti, ma anche il patrimonio storico, architettonico, paesaggistico e culturale del comune ionico. In tre giornate, si sono svolti i momenti principali dell'iniziativa, promossa dall'Amministrazione comunale per promuovere e diffondere le discipline sportive, con particolare attenzione verso gli sport paralimpici e gli sport femminili, che coniugano i valori insiti nella pratica sportiva con quelli di inclusione e uguaglianza. Nel progetto, spiegato nel dettaglio nel dossier della candidatura e sposato dalla Regione Puglia - assessorato allo sport, dalla Provincia di Taranto, dal Coni Puglia, dal Cip (Comitato italiano paralimpico), da Aces Italia e Aces Europe, sono stati coinvolti cinquanta associazioni sportive e club del territorio.
Nella motivazione, i commissari Aces hanno dichiarato che hanno “l'onore di insignire Grottaglie Città europea dello sport 2020. Congratulazioni per il premio – scrivono – perché la vostra città è un concreto e ottimo esempio di sport, per tutti gli strumenti di benessere, integrazione, educazione e rispetto, che rappresentano i principali obiettivi di Aces Europe”.
“Siamo orgogliosi e soddisfatti per il titolo ricevuto – ha ribadito l'assessore Vincenzo Quaranta -. Questa non rappresenta una vittoria esclusiva dell'amministrazione comunale, ma del popolo sportivo grottagliese, delle associazioni e della città tutta. Essere Città europea dello sport significa, per noi, affacciarci al panorama europeo e permettere alla città e al mondo sportivo locale di crescere e raggiungere livelli significativi, nel campo dell'impiantistica, della pratica dello sport e dell'inclusione sociale, con un particolare riguardo alle pratiche sportive paralimpiche”.

Published in Politica

Leggiamo con stupore delle dichiarazioni rese dal sindaco di Taranto e attuale candidato presidente della provincia a proposito del modello da esportare nella massima assise provinciale.

Si parla di modello Taranto e si sciorinano, nella stragrande maggioranza dei casi, risultati positivi non addebitali a questa gestione o frutto del lavoro di questa giunta: grandi opere, uscita dal dissesto, o masterplan per la città vecchia. Insomma il Sindaco vende come frutto del lavoro di questa amministrazione azioni che provengono da lontano o dal Contatto Istituzionale di Sviluppo. Una favola immaginifica di progettualità che in realtà però non avrebbe cambiato il volto della città amministrata, sempre più sporca, decadente e abbandonata a se stessa, né la vita quotidiana dei cittadini.

Scomparso il ruolo delle circoscrizioni il legislatore il modello amministrativo in realtà lo aveva reso chiaro: il sindaco avrebbe dovuto amministrare attraverso un modello di relazioni apprezzabile, con orecchie, voce e presenza rivolte a quella comunità, che in realtà, invece, non vede più il suo primo cittadino dalle elezioni di circa un anno e mezzo fa.

Che dire poi del modello di relazione politica? Con i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, trattati spesso come un fastidioso prurito della democrazia, le associazioni di categoria e i sindacati ignorati? Il modello Taranto, infatti, è tutt’altro che virtuoso. Fatto di innumerevoli cambi di rotta, di chiusura verso livelli istituzionali per noi molto importanti e gestito in maniera unilaterale dal classico “uomo solo al comando”.

Basterebbe riguardare con attenzione gli ultimi due anni della vita politico-amministrativa della città per rendersene conto. Mentre i destini di Taranto si legavano a trattative che si svolgevano a Roma o a Bari, il Sindaco riteneva opportuno snobbare questo o quell’appuntamento, trattando il futuro di una città come un affare personale fatto di simpatie o antipatie.

Da Sindaco di Taranto cambiava posizioni all’occorrenza: con una maggioranza veniva eletto e poi scaricava i suoi compagni di viaggio, prima con Emiliano, addirittura nella firma del ricorso avverso al DPCM sul Piano Ambientale ILVA, poi contro, prima contro Calenda e poi, chissà perché, suo maggiore sostenitore.

Oggi sosteniamo con caparbietà il candidato presidente della provincia e sindaco di Castellaneta Giovanni Gugliotti, non solo perché ne apprezziamo le doti politiche e amministrative, che emergerebbero con ancora più vigore se il Sindaco di Taranto accettasse l’invito al confronto rivolto dal nostro candidato e sinora rimasto lettera morta, ma anche per andare proprio contro il metodo che il sindaco di Taranto vorrebbe affermare anche in Provincia.

Il sindaco di Taranto non è garanzia di buon governo o lealtà politico-amministrativa, e soprattutto non è garanzia di collegialità, quella collegialità che servirebbe per amministrare degnamente la città capoluogo e che servirà ancora di più per amministrare un territorio di ben 29 municipalità. E’ il tempo di stare uniti e non consegnare anche la Provincia nelle mani di un uomo solo e del suo cerchio magico.

 

Published in Politica

Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

Oraquadra.info è ospitato sui server di Register.it Spa

Foro competente: Taranto

Editore e Direttore: Arcangela Chimenti D'Amicis alias Lilli D'Amicis

Legal Advisor: avv. Michela Tombolini

Web Master: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione per le sue funzionalità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. .

  Accetto i cookies da questo sito web.
EU Cookie Directive plugin by www.channeldigital.co.uk