Zone economiche speciali: il consigliere Liviano richiede un Consiglio regionale monotematico

“Ho fatto richiesta al presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, di convocare con urgenza un consiglio regionale monotematico sulle zone economiche speciali in Puglia”.
Così Gianni Liviano subito dopo i lavori della IV commissione consiliare, presieduta da Donato Pentassuglia, che si è occupato dello stato dell’arte delle due Zes pugliesi.
“Questa decisione - spiega il consigliere regionale del Gruppo Misto - è motivata da problemi (di metodo e di merito) che sono emersi oggi durante l’audizione del vicepresidente Nunziante e del direttore del dipartimento Sviluppo economico, prof. Laforgia, in IV commissione regionale e che danno un chiaro segnale della necessità di un confronto nella massima assise regionale”.
Rispetto al metodo, spiega Liviano, appare in verità inverosimile che, in una Regione che ha valorizzato la legge sulla partecipazione come elemento caratterizzante e finalizzato a rendere tutti i cittadini protagonisti delle scelte sulla cosa pubblica, “al consiglio Regionale sia sottratta la possibilità di discutere su un argomento così importante come le zone economiche speciali, così come nel passato è stata sottratta per esempio la possibilità di discutere del piano di riordino ospedaliero”.
Rispetto al merito, prosegue Livuno, il percorso che la Giunta Regionale sta portando avanti relativamente alle due zone economiche speciali previste “è davvero particolarmene tortuoso. Abbiamo infatti appreso oggi in commissione, dalla voce del prof. Lagorgia e del vicepresidente Nunziante, che ancora non è chiaro il criterio in base a cui sarà individuata la perimetrazione dei territori interessati alle zone economiche speciali. La Regione Puglia starebbe infatti valutando, secondo quanto dichiarato da Laforgia e Nunziante, l’opportunità di lasciare liberi dalla ripartizione dei 4.100 ettari spettanti alla Regione Puglia, un numero finora imprecisato di ettari allo scopo di lanciare appositi avvisi pubblici finalizzati ad autocandidature dei comuni. Come a dire che ancora non è chiaro il territorio che sarà interessato dalle zone economiche speciali in Puglia”.
Inoltre, fa presente il consigliere regionale tarantino è imbarazzante apprendere che ad oggi, dopo oltre un anno dal decreto “Resto al Sud” che ha introdotto le Zes e dopo oltre un anno e mezzo da quando lo scrivente, unitamente al gruppo di lavoro per la legge speciale per Taranto, prima ancora dell’uscita del decreto, aveva indicato la richiesta della Zes per Taranto come strada privilegiata per il futuro della comunità jonica (facendo istituire all’uopo dalla Giunta Regionale un apposito gruppo di lavoro) la Regione non abbia ancora fatto chiarezza su quali siano i territori dove sarà applicata la Zes. Ancora più imbarazzante - continua Liviano - è il fatto che lasciare libertà di autocandidature ai Comuni, senza avere il coraggio di fare delle scelte chiare in termini di territori, racconta in maniera evidente un’assenza di visione coerente con le vocazioni dei singoli territori e il desiderio di tenere buoni tutti nella solita dinamica di accontentare tutti e ciascuno non nell’ottica di un progetto condiviso ma solo in una sfrenata e permanente ricerca di relazioni e consensi dinamica a cui il presidente Emiliano ci ha abituati per ogni tema finora trattato”.
Le zone economiche speciali sono uno strumento finalizzato ad avvantaggiare eventuali insediamenti di attività economiche nelle comunità dotate di zone portuali. “Ma perché questo strumento dia i suoi frutti - sottolinea ancora Liviano - è necessario avere chiarezza su quali siano le categorie merceologiche delle attività economiche che si intende fare insediare nei territori. È del tutto evidente che gli investimenti nei territori devono essere coerenti con la visione di sviluppo che si ha per quel territorio e quindi non è possibile lasciare la perimetrazione e l’individuazione dei territori al caso o alle autocandidature. Se alla Regione ad oggi non è ancora chiara la perimetrazione, è del tutto evidente che non sia chiara neanche la strategia”.
Non solo, per Liviano altro elemento ancor più imbarazzante è l’ulteriore penalizzazione che subirebbe il territorio tarantino. “Taranto, che con il suo territorio limitrofo, - spiega ancora Liviano - avrebbe dovuto essere centrale (per il suo Porto e per il bisogno di diversificazione di sviluppo e quindi di nuovi investimenti economici) rispetto allo sviluppo della zona economica, rischia di essere ulteriormente marginale sia per ettari destinati (da 2.200 sui 4.100 ipotizzati dall’ex assessore Mazzarano, siamo passati a 1.500 compresa i 600 destinati l’area intermodale di Francavilla e all’aeroporto di Grottaglie) che per tempistica. Abbiamo appreso oggi infatti che mentre la Zes adriatica sarebbe pronta, quella jonica dovrebbe ancora attendere i tempi della Regione Basilicata. La smetta il presidente Emiliano - conclude Liviano - di citare ad ogni piè sospinto la città d Taranto in maniera strumentale ma si renda credibile valorizzando la Zes jonica come reale spinta per un processo di seria diversificazione economica per la città”.

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