Fuggiano (IDEA) ... non piangere sul latte versato! Featured

Comunicato stampa 15 Feb 2019
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Le immagini del latte versato per protesta dagli allevatori sardi hanno recentemente fatto il giro d’Italia e non solo. Un atto che è costato anche le lacrime di chi per giusto orgoglio ha protestato gettando il latte prodotto con impegno e sacrificio.

Si è giunti a tanto perché sul duro lavoro degli allevatori, ma anche degli agricoltori, c’è chi specula senza scrupoli costringendoli a vendere i prodotti sottocosto. La protesta degli allevatori è scoppiata quando le aziende casearie, pressate dalla grande distribuzione, hanno imposto un prezzo al litro di 60 centesimi che non basta a ripagare le spese di produzione. Questa è una condizione che non riguarda soltanto gli allevatori sardi, ma anche quelli pugliesi, con in testa quelli della Murgia.
Il calo generalizzato dei prezzi all’origine ha riguarda anche le arance del tarantino il cui prezzo non supera i 30 centesimi al chilogrammo di prezzo medio - franco azienda - cui si aggiungono altri 5 centesimi al chilo per gli oneri di raccolta. Ancora minore è il prezzo delle clementine che varia da 23 a 30 centesimi al chilo.
Una crisi ancora più profonda è quella che riguarda l’olivicoltura pugliese che ha registrato il crollo della produzione di olio (meno 58% nel 2018 – stime ISMEA)-
La crisi, per colpa dell’importazione delle produzioni turche, egiziane, greche e spagnole, non ha risparmiato neppure prodotti come angurie e meloni i cui prezzi di vendita sono talmente bassi da non coprire i costi e tali che non è mancato chi ha preferito rinunciare alla raccolta.
Non sono esenti dalla crisi neppure le patate poiché, specie nella grande distribuzione si preferiscono per ragioni di prezzo quelle straniere congelate mesi prima.
A fronte di queste catastrofiche situazioni alcuni esponenti fanno finta di indignarsi sui fenomeni di illegalità diffusa come il caporalato che, però, quasi sempre scaturisce dalla necessità di abbattere i costi per ripagarsi delle spese sostenute. La crisi è talmente profonda che nell’area Jonica tarantina ci sono ormai migliaia e migliaia di ettari incolti, con la perdita di occupazione e di prodotto.
Eppure, nonostante l’abbandono di moltissimi terreni, quella agricola rimane nel meridione l’economia trainante, perciò la crisi che la investe preoccupa perché mette a rischio anche l’economia degli altri settori (commercio, turismo, artigianato, ecc.).
Secondo il Presidente Provinciale di IDEA, avv. Salvatore Fuggiano, si può invertire la tendenza, oltre che con l’incremento delle misure di sostegno comunali, regionali e comunitarie, anche grazie alla costituzione di consorzi per la tutela delle produzioni e dei derivati.
Un esempio positivo viene dal Consorzio di Tutela del Vino Primitivo di Manduria, che raggruppa 46 aziende produttrici, con oltre 900 soci viticoltori e che, sotto la regia del presidente Roberto Erario, ha sviluppato progetti di promozione e comunicazione incrementando i prezzi e vendite anche all’estero.
La tutela e la valorizzazione dei prodotti e la strada maestra per invogliare ad investire nell’agro-alimentare offrendo nuove e più interessanti opportunità di lavoro con rilevanti ricadute economiche e sociali.

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