Biella FI su turismo Taranto

Comunicato stampa 12 Gen 2018
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Allora è deciso: quello tarantino è “il Natale più lungo d’Europa”.

Chi l’ha deciso non si sa: sarà il “Comitato Centrale del Partito X”; sarà il Grande Fratello orwelliano
(non quello della Ilary Blasi); forse l’Unesco, chiamato a farne patrimonio
dell’umanità. Chiedo venia per l’ironia, ma è difficile trattenerla quando qualcuno
suona la grancassa su un assolo di flauto traverso. Il problema è che l’assessore
ferrarese - che chissà quando avrà visto un altro Natale tarantino – spara, con una
sua nota, una “grandeur” che appare eccessiva. Oltre al “titolo” non ancora iscritto
nel libro dei primati, l’assessore Tilgher parla anche di “una organizzazione,
dobbiamo dirla (se lo dice da sé, notate – ndr) più o meno impeccabile”; e, ancora,
di “un sito internet risultato fra i più consultati nell’ultimo periodo” (a livello
provinciale, regionale, europeo?). E per fortuna che – sempre nella nota stampa –
l’assessore ammette che “I dati sono ancora in lavorazione”. Si suppone che
quando la lavorazione sarà completata avremo un altro concerto di grancassa,
magari con conferenza stampa...europea.
E siccome il giorno dopo l’Epifania è destinato a certi bilanci, è intervenuto anche il
presidente Confcommercio, Antonio Giangrande che affronta l’argomento più
generale del turismo nell’anno 2017. E’ vero che Taranto segna due dati positivi: il
4,2 per cento in più degli arrivi e il 4,6 per cento in più dei pernottamenti; ma è vero
anche che siamo il fanalinodi coda della Puglia. I dati davvero buoni - purtroppo per
noi tarantini – li hanno fatto Bari, Lecce e Bat con rispettivamente il 13, il 10 e il 7
per cento in più degli arrivi; e l’11, il 10 e l’8,5 per cento dei pernottamenti.
Attenzione, non solo gli aumenti altrui in percentuale sono il doppio o il triplo dei
nostri, mava valutato anche il valore di partenza: a parità di aumento (ad es. il 10%)
se parto da cento avrò un aumento di dieci; ma se parto da dieci avrò un aumento
di uno.
Colpa del fato? Giangrande è fortunatamente realista e indica con chiarezza i
problemi di Taranto e della sua provincia. “Sono evidenti – scrive il presidente
Confcommercio – alcuni importanti ritardi strutturali e infrastrutturali: inadeguatezza
dei trasporti e difficoltà dei collegamenti; offerta ricettiva alberghiera limitata;
carenza di strutture congressuali e nautiche”. Sembra di ascoltare un programma di
Rai Storia. Se aggiungiamo che per i canalid’informazione nazionale (lo ricorda​
Giangrande, noi lo diciamo da sempre) “Taranto è ancora e
solo la città dell’Ilva e dei veleni”; e persino l’assessore al
marketing Tilgher ammette che in futuro ci vorrebbero “accorgimenti” legati ai parcheggi, ai trasporti e alla ricettività; si capisce
che occorre lavorare seriamente per vedere dei risultati importanti, non
briciole sulle quali costruire spartiti da grancasse.
Per dirla tutta, la città di Taranto e i tarantini, con dieci anni di Amministrazione di
sinistra alle spalle, e i primi pallidi e controversi mesi di nuova Amministrazione
comunale sempre di sinistra, hanno niente da ridere e ben poco da sorridere. E i
tentativi di vendere “miracolosi unguenti” al popolo sprovveduto ci fa paura.

Antonio Biella - Coordinatore Cittadino Forza Italia Taranto

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