Oraquadra giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto - Items filtered by date: Luglio 2018

“Mi chiamo Nicola L. Sono un giornalista incasinato e sfigato. Nonostante ciò sono sempre ottimista come una formica su un’albicocca matura e imprudente come una lucertola a prendere caldo su di un’assolata rotaia.” (Vittorio Stagnani – Nero di seppia)

Il Premio nasce dalla volontà di ricordare Vittorio Stagnani, giornalista, pittore, scrittore stimato, uomo di cultura e amante della città di Bari.

La manifestazione ha come obiettivo quello di premiare le opere e di valorizzare gli Autori che sappiano esprimersi in modo chiaro, mettendo a nudo i propri sentimenti e sensazioni.

Si precisa che non è assolutamente richiesto il tentativo di emulazione dello stile e/o della poetica di Vittorio Stagnani.

 

● Sono ammessi all’esame della Giuria lavori a tema libero, inediti anche sul web in lingua italiana. I lavori dovranno rimanere inediti fino alla data della premiazione.

● Al Premio possono partecipare con unica opera, racconto breve, scrittori che abbiano raggiunto il 18° anno di età alla data di apertura del bando ovvero al 30/3/2018, di qualsiasi nazionalità purché l’opera presentata sia in lingua italiana.

SCADENZA ISCRIZIONE

Le opere dovranno essere inviate alla Segreteria entro e non oltre il 20 SETTEMBRE 2018 (farà fede il timbro postale).

Prevista QUOTA di ISCRIZIONE.

LEGGI qui il BANDO completo:
www.bibartbiennale.com/documents/BandodiconcorsoStagnani.pdf
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PREMI

1°, 2° e 3° opera premiata riceveranno un attestato personalizzato e la pubblicazione a cura della casa editrice Florestano-Bari.

L’organizzazione si riserva di destinare ai vincitori premi in opere d’arte di autori a livello nazionale. La Giuria si riserva il diritto di assegnare altri premi e menzioni a sua discrezione.

I vincitori saranno premiati nel corso di una cerimonia, che si terrà il durante la seconda edizione della Biennale d’Arte contemporanea di Bari "Bibart" a dicembre 2018, luogo e data da comunicare.

 

La lista dei finalisti sarà comunicata alle testate giornalistiche e ai rappresentanti delle Istituzioni regionali e nazionali e sarà comunicata ai mass-media regionali e nazionali.

Partners:
Florestano Edizioni - Bari

Il premio Letterario Nazionale Vittorio Stagnani è patrocinato da:
Università di Bari
Regione Puglia
Comune di Bari
Bari Città Metropolitana
Rotary Club distretto 2120 Puglia e Basilicata
Fondazione Tatarella
Fondazione Alessandra Bisceglia Wale Onlus

 

INFO

Segreteria Premio Letterario Nazionale Vittorio Stagnani - c/o Bibart Strada Santa Teresa dei Maschi, 26 70100 Bari.
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel.: 3933683641

Premio Letterario Nazionale Vittorio Stagnani
www.facebook.com/bibartbiennale

 

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È ora di dire basta. Taranto non può più essere scenario di un insopportabile gioco dell’oca ingaggiato sulla pelle della città, dei suoi abitanti, delle sue forze produttive e soprattutto delle sue speranze.

Il 26 luglio prossimo saranno sei anni di preoccupazioni, incertezze, duri colpi inferti alla nostra economia, agonie produttive ed occupazionali vissute spesso lontano dai riflettori. Sei anni di stop and go estenuanti, fra speranze e delusioni, risalite e fallimenti, realtà economiche tagliate fuori da un mercato oramai stravolto da una crisi anomala, senza precedenti: aziende che popolavano un elenco cospicuo di realtà imprenditoriali d’eccellenza di cui ora non c’è più traccia o solo un pezzo di ciò che erano, un tessuto sfaldato di piccole e grandi economie incapaci di investire nel loro futuro perché private del loro presente. Incertezze e ancora incertezze, illuminate solo qua e là da squarci di luce sempre troppo brevi per poter dire che è tornato il sereno.

La vicenda Ilva è stata, è ancora, tutto questo, ma le ultime settimane, contraddistinte da un’interlocuzione diretta col Ministro dello Sviluppo Economico, arrivata dopo le lungaggini burocratiche, i paletti istituzionali, l’antitrust europeo e i tempi morti del passaggio di consegne governativo, costituiva già di per sé un passaggio di segno positivo, da riportare, sia pure con la dovuta cautela, nell’alveo delle buone notizie, in virtù (lo avevamo detto anche noi, fra gli altri) della disponibilità del Ministro Di Maio a prendere atto delle varie istanze presentategli senza nulla tralasciare delle sia pur molteplici rivendicazioni.

Di lì a poco è arrivata la notizia di uno slittamento dei tempi della gestione commissariale al 15 settembre, ovvero due mesi e mezzo in più rispetto alla data prevista per l’ingresso della cordata indiana nell’acciaieria.

Una notizia tutt’altro che incoraggiante, se si considera che la fabbrica “drena” ogni giorno risorse ingenti, in considerazione di una produzione oramai al lumicino, e che quotidianamente, 24ore su 24, incombe su di essa il pesantissimo gap della sicurezza (come purtroppo le ultime cronache ci confermano) a sua volta esasperato dalla mancanza, oramai da troppo tempo, di risorse fresche da destinare agli impianti ed alla salvaguardia dei lavoratori.

In un quadro già fosco, è intervenuta, pochi giorni fa, la richiesta del Presidente della Regione Emiliano, direttamente indirizzata al Ministro Di Maio, riguardante la verifica di presunte irregolarità sulla procedura che ha portato AM, un anno fa, ad aggiudicarsi la gara su Ilva. Richiesta che, come è risaputo, il Ministro ha tempestivamente inoltrato all’Anac, l’Autorità Anticorruzione. A seguire, le voci – non ancora confermate – di un’altra cordata, facente capo ad alcuni referenti del gruppo concorrente di AM in fase di aggiudicazione, che starebbe riscaldando i motori.

È davvero troppo, e la preoccupazione è tanta: non già per gli esiti della verifica, (che ben venga se servirà ulteriormente a far luce su eventuali discrasie, ma – lo ricordiamo - già esperita da organismi di controllo autorevoli come lo stesso Antitrust europeo); preoccupazione per un possibile, ulteriore e inammissibile slittamento dei tempi che dovranno condurre alla chiusura della trattativa con AM e quindi al riavvio, con tutti i crismi ambientali e industriali, della complessa macchina siderurgica.

Ora più che mai occorre invece tesaurizzare i tempi che ci separano dalla scadenza di settembre e fare in modo che, anche in considerazione della pausa estiva, si arrivi a quella data forti di una visione corale, chiara e univoca. Bene ha fatto, in tal senso, il sindaco Melucci, qualche giorno fa, ad esortare sia Mittal in ordine alla chiusura celere del negoziato sia i sindacati affinchè trovino al più presto la quadra sulle rispettive posizioni rispetto alle problematiche ancora sul tavolo, occupazionali e non solo.

La chiarezza esplicitata dal primo cittadino sulla questione Ilva e sulla necessità essenziale che la fabbrica continui il suo percorso, ambientalizzata e rinnovata anche sul piano del suo rapporto con la città, (che si auspica più aperto e propositivo rispetto al passato), ci fa ben sperare -oggi ancor di più -non soltanto perché da noi ampiamente condivisa ma soprattutto in funzione del significato che assume in un momento così critico per le sorti della città, del territorio circostante e, dal punto di vista delle ricadute economiche, per l’intero Paese.

Il Sistema Taranto va avanti oramai da troppi anni “in ordine sparso”: una condizione che l’ha inevitabilmente condotto ad una ovvia frammentazione, alla nascita di diverse correnti spesso contrapposte e ad una pericolosissima permeabilità e quindi assuefazione – negli ultimi anni - alle facili demagogie o peggio ancora alle correnti del qualunquismo organizzato, sia endogeno sia esogeno.

Non mi riferisco, a scanso di ulteriori equivoci, né alla politica e tantomeno a certe frange estreme di ambientalismo tout court, quanto, piuttosto, ad una diffusa tendenza al “tanto peggio, tanto meglio” che ci riporta alla logica perversa del bambino buttato via assieme all’acqua sporca.

È proprio questa tendenza, purtroppo ancora molto diffusa, deleteria e radicata, che va contrastata. Abbiamo davanti solo qualche settimana per decidere le sorti della nostra comunità per gli anni che verranno. Settimane, giorni, decisivi, fondamentali, utili per tracciare un percorso netto, ben delineato rispetto alle cose da fare.

È il momento della concretezza, occorre una voce univoca, è necessario che Taranto dia di sé l’immagine di una città, pur nella diversità delle sue tante anime (che va invece colta come un segnale di vivacità culturale e dialettica), unita e compatta nel suo progetto di futuro.

Si tratta, per Confindustria, più che di un auspicio, di una necessità. Un’esigenza che dovrà essere recepita da tutti, con il buon senso e lo spirito di fattiva partecipazione di cui Taranto necessita per guardare finalmente avanti e diventare artefice unica della propria storia.

Il nostro auspicio, pertanto, è che la verifica in corso da parte dell’Anac possa essere esperita indipendentemente dai tempi che ci separano dal 15 settembre, entro i quali il Ministero, in cui confidiamo per una celere verifica del dossier, dovrà peraltro pronunciarsi circa l’effettiva bontà dei piani presentati da Mittal: se così non fosse, ovvero se l’indagine dovesse comportare tempi aggiuntivi, ci troveremmo ancora una volta di fronte ad una beffa ancora una volta consumata, come già detto, sulla pelle di un’intera comunità.

Noi, come Confindustria, non staremo a guardare, adotteremo ogni strumento possibile per contrastare una condizione di eterno stand by non più tollerabile.

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Alla luce della grave situazione in cui versa la città nove consiglieri comunali di sei gruppi consiliari, hanno richiesto al Presidente del Consiglio Comunale, al Sindaco e al Segretario Generale la convocazione in seduta monotematica del Consiglio Comunale per discutere del SERVIZIO DI IGIENE URBANA.

Tale situazione preoccupa non poco i cittadini per gli aspetti legati al piano igienico-sanitario e al decoro urbano causate dalle strade sporche e dal continuo abbandono di sacchetti di rifiuti al di fuori dei contenitori.
Ma contribuisce anche a determinare uno stato di conflittualità con gli operatori del settore che sono costretti a lavorare in condizioni difficili a causa dell’esiguo numero e al contesto in cui sono obbligati ad operare tanto da aver dichiarato uno stato di agitazione e programmato lo sciopero del settore.
Tutto ciò imporrebbe all’Ente civico una seria riflessione per giungere ad una soluzione quanto più possibile condivisa. Invece l’amministrazione comunale fa finta di niente ignorando le richieste in tal senso. Da qui la decisione delle minoranze consiliari di chiedere, a norma di Statuto e Regolamento, una seduta consiliare monotematica sull’argomento.
Sarà questa l’occasione per spiegare alla massima assise cittadina e, quindi alla cittadinanza, cosa succede e, soprattutto, cosa succederà con l’avviata gara d’appalto per l’affidamento dei servizi di raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani ed assimilati e servizi di igiene urbana, ma anche dei conseguenziali riflessi legati alla TARI, la tassa sui rifiuti.

I CONSIGLIERI COMUNALI
Francesco Donatelli, Massimo Serio, Aurelio Marangella (Articolo 1 – MDP), Ciro Gianfreda (Forza Italia), Michele Santoro, Anna Cabino (COR), Antonella Russo (Grottaglie Prima di Tutto), Loreto Danese (Volare Alto), Cosimo Annicchiarico (Polietica)

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È possibile una città umana, in grado di coniugare sviluppo e coesione sociale attraverso la capacità di esprimere governance democratica? In buona sostanza, sì. Almeno questa è la conclusione cui sono giunti venerdì sera il sociologo Onofrio Romano, la vicesegretario nazionale di Cittadinanzattiva, Anna Lisa Mandorino, l’esperto di sviluppo locale e già consulente Ocse, Franco Milella, l’assessore alla Cultura del Comune di Bari, Silvio Maselli, ospiti della “Quattro giorni d’estate” organizzata dall’associazione “Le città che vogliamo” in collaborazione con Argomenti 2000, fondazione don Tonino Bello, fondazione Guglielmo Minervini, parrocchia Regina Pacis di Lama e con il patrocinio morale di Cittadinanzattiva.
“La città è un bene comune, rigenerazione urbana e umana", questo è stato il tema della terza serata ispirata all’azione di don Tonino Bello. Città, ha spiegato il consigliere regionale, introducendo gli ospiti, pensata “come luogo di incontro tra diversi, come luogo di convivialità di differenze, dove le persone si incontrano pur nelle loro diversità”.
La città, è stato rilevato, è un sistema di relazioni complesse tra le sue forme fisiche, le organizzazioni economiche, politiche e sociali, è il frutto di legami culturali, sociali. Per questo c’è l’esigenza di recuperare una visione umanistica della città e sviluppare un pensiero collettivo. “Senza però tralasciare di dire ai cittadini quello che veramente si vuole fare", ha sottolineato l’assessore Maselli, altrimenti il rischio è che si banalizzi la pianificazione realizzando progetti senza funzioni che vanno a generare ulteriori vuoti urbani. Per cui, ha evidenziato, invece, la vicesegretario nazionale di Cittadinanzattiva, Mandorino, diventa necessario “un aggiornamento tecnico e culturale della strategicità dei piani”. L’abc, ha chiosato ancora Maselli, “è essere efficienti nell’amministrazione”. Secondo il prof. Romano, invece, l’impressione è che “non abbiamo saputo formulare un progetto di regolazione della società all’altezza di quello neoliberista e quindi abbiamo accettato questa situazione, che quella cornice neoliberale fosse difficilmente malleabile. Non potendo più intervenire su questa cornice abbiamo scommesso sulle città”.
Rigenerare i luoghi significa immaginare strutture che leghino le singole azioni in un progetto di sviluppo locale e che le ancorino a politiche pubbliche che garantiscano generatività, inclusione, apertura. Ma le attuali dinamiche legate al sistema della cartolarizzazione, ha invece sottolineato Franco Milella, hanno fatto sì che “un bene pubblico che dovrebbe essere generatore di coesione, attore competitivo, luogo in cui si esercita il talento e la cittadinanza attiva, diventa esattamente il suo contrario, diventa un vuoto urbano, diventa un bene abbandonato che nessuno vuole acquisire, tanto più se è un bene culturale. Sono convinto - ha poi concluso Milella - che qualsiasi tipo di azione di intervento urbano che genera cambiamenti culturali ha bisogno che la comunità ne senta il valore".
La serata è poi proseguita nel segno di don Tonino Bello. Di “città come convivialità delle differenze”, hanno dibattuto il dott. Giancarlo Piccinni, presidente della fondazione don Tonino Bello, e la prof.ssa Angela Paparella, Azione cattolica Molfetta. I due relatori hanno tracciato la figura e l’azione di don Tonino Bello, l’esempio che il vescovo di Molfetta ci ha lasciato e che è quello che nel mondo non ci devono essere differenze nè di colore di pelle nè tra ricco e povero perché solo se si pensa che siamo tutti uguali allora ci potrà essere pace. Argomento che ha costituito un sottile filo con l’ultimo appuntamento della serata di venerdì: quello con la politica.
L’on. Marco Lacarra, segretario regionale Pd, Michele Abbaticchio, sindaco di Bitonto e coordinatore regionale di Italia in comune, Michele Laforgia, esponente di riferimento della sinistra in Puglia, hanno trattato il tema “La città come polis" non mancando di evidenziare, insieme al consigliere regionale Gianni Liviano, le criticità e le difficoltà che il centrosinistra incontra in Puglia, così come a livello nazionale, nel fare sintesi e argine all’avanzare dei populismi di destra.
L’appuntamento teatrale con “Oltretutto. Più vicini a don Tonino Bello”, di e con Michele Santeramo, ha fatto scendere il sipario sulla terza giornata della “Quattro giorni d’estate”.

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Si eccomi!, manco da molto tempo con i miei APERTAMENTE, immagino che non sia stato una gran mancanza e poi chi mi segue su Fb sa più o meno i miei stati d’animo e come la penso su certi argomenti, quelli che ogni giorno ci fanno, a seconda dei casi, più irritare che gioire. 

Certo sono più le notizie nefaste di quelle che ci fanno riappacificare con il mondo intorno a noi. Ma una cosa è certa: non stiamo vivendo una bella epoca, definirla orribile è usare un eufemismo.
Una delle notizie, quella del 28 giugno scorso che ancora mi irrita, non poco, è che il TAR di Lecce ha respinto il ricorso contro l’ampliamento del terzo lotto della discarica di Torre La Caprarica, inoltrato dai Comuni di: Grottaglie, San Marzano e Carosino. Si tratta di un’ ulteriore iattura, uno schiaffo in piena faccia, a questa nostra provincia già messa a dura prova da oltre 70 discariche che insistono sul suo territorio già martoriato abbondantemente dall’Ilva, Cementir, Raffineria e se vogliamo aggiungere qualcosa di cui ancora pochi si stanno preoccupando, la fito-agricoltura che usa a manetta pesticidi sta ulteriormente minando il nostro ambiente in grave stato di sofferenza grazie all’uso sconsiderato della chimica a go go in agricoltura.
Già sento le voci di chi, leggendo queste mie umili righe, dirà: Oddio sempre a parlare male del nostro territorio, come si fa a non vedere cotanta bellezza? Sempre ad essere negativi! No, signori miei non siamo per niente negativi, chi scrive ha avuto la fortuna di vedere quei territori prima della devastazione dell’uomo, avvenuta grazie ad antichi e maldestri politici che per sfamare un popolo hanno creato la favola dell’Eldorado, della ricchezza, del boom economico, tutto questo (ILVA, Raffineria, Cementir e discariche), non ha tardato a manifestarsi in tutto il suo inganno. Posti meravigliosi sono diventati un inferno e quello che più sconcerta è che non accennano a fermarsi e quindi finalmente a studiare seriamente per un’economia che ci riscatti dal probabile collasso, dove le ricche risorse naturali sono state sacrificate sull’altare del cosiddetto “boom economico”.
Certo ci conforta nel sentire che un Di Maio si stia preoccupando di Taranto e dei suoi bambini, ricordando quei poveri bimbi morti nel cui cervello è stato trovato minerale fossile, quel minerale dei famigerati campi minerari tenuti scoperti da sempre, le cui polveri ricoprono tutte le case, le scuole e i giardini del quartiere dei Tamburi dagli anni ’60 ai giorni nostri, senza contare quello che esce dalle ciminiere.
Caro Ministro, a parte il fatto che lei parla alla camera di venerdì, quando ormai la maggior parte dei parlamentari sono tornati alle loro terre di origine, compresi i suoi stellati, forse le sfugge che tanti politici in passato si sono preoccupati e pianto in questi anni, senza poi mai fare nulla se non manifestare una stomachevole retorica e lacrimuccia accompagnate da promesse a raffica ovviamente disattese. Non si può barattare il lavoro con la salute e viceversa, è crudele in entrambi i casi, ma qualcosa bisognerà sacrificare, vite umane basta, togliere il lavoro nemmeno, per poi far morire di fame buona parte della gente di Taranto nemmeno, ma allora cosa si fa? Non lo so, non ho la soluzione in tasca, ma di certo bisognerà smetterla con gli imbrogli, con il far ingrassare i soliti profittatori della situazione, caro Di Maio per favore si informi a che punto siamo con le bonifiche e con la copertura dei Parchi minerari, non lo chieda ai soliti burocrati che sono sempre gli stessi e sono quelli che gattopardescamente fanno finta di cambiare tutto per non cambiare nulla. Si caro Ministro qui da anni si parla di cambiamento ma di cambiato non c’è mai stato nulla, se non in peggio con il numero dei morti, dei malati e degli affamati che cresce a dismisura.
Taranto è come una bella signora andata in disgrazia che si acconcia, si tira su perché ancora è bella, ma quella bellezza è molto fragile e se non si interverrà per tempo sfiorirà in un botto e purtroppo i segnali ci sono tutti.
La Cultura a Taranto è stata sempre un fiore all’occhiello, non a caso abbiamo il MArTa che richiama visitatori da ogni dove, ma non basta! Non si vive di sola cultura come non si vive di solo pane, i tarantini sono un popolo sfinito e lo sfrecciare, nei cieli sul mar grande delle Frecce Tricolori, ha si portato una giornata di gioia, gioia per quelle famiglie che hanno visto giurare i figli fedeltà alla Patria per un posto precario di lavoro, per poi la maggior parte di loro, tra un anno, avranno di nuovo il problema del loro incerto futuro, e quindi l’amaro in bocca resta in un quadro di crescente incertezza.
Ma tornando all’ultimo regalo dell’Arma Azzurra, è vero che ha portato un bel movimento in Città, attività commerciali prese d’assalto, come alberghi, B&B, etc etc.., il giorno dopo cosa è rimasto? Qualcuno dirà che tutta questa gente si è portata con se la bella Taranto negli occhi e nel cuore, complice il bel “regalo” e forse molta di questa gente tornerà, ma se non verrà riaccesa l’economia in questa meravigliosa Città dei due Mari, chi ritornerà lo farà una volta ancora e basta perchè troverà il deserto, Taranto rischia seriamente di diventare un ricordo bello ma passato, insomma l’Isola che non c’è.
Quindi si rallegriamoci delle riprese di Linea Verde, di Linea Blu e di altri obiettivi mediatici puntati sul nostro territorio, sulla nostra terra, ma non facciamoci infinocchiare perché il problema ambientale ed economico resta, passando per la nostra salute che ogni giorno di più diventa precaria, come i posti di lavoro, mentre un Presidente di Regione continua a fare tagli e per curarsi bisogna mettere sempre più mani al portafoglio e per chi non ha la possibilità per curarsi dovrà mettersi in una angolo e aspettare la Santa Morte.

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Questa mattina ho incontrato un vecchio amico, parlando del più e del meno siamo arrivati al discorso del lavoro, lui è un ceramista (CAMINARO) da generazioni, mi ha confidato di aver chiuso la storica bottega del padre, non riusciva insieme al fratello a sostenere i costi di gestione e le tasse.

Mi diceva che ora lavora saltuariamente presso terzi che all'occorrenza lo chiamano, inoltre confessava con angoscia e quasi piangendo che se riesce a sostenere la famiglia è grazie allo stipendio della moglie. Questo amico mi ha poi parlato del fratello e mi spiegava che è un TORNIANTE, e a tal proposito mi ragguagliava sul fatto che questa figura professionale è ormai praticamente scomparsa, che sono rimasti in pochi e che non c'è nessun accenno affichè questa ARTE possa riattecchire.

GROTTAGLIE cosa hai combinato, cosa sei riuscita a farti, quanta autiodistruzione sei stata capace di mettere in pratica sulla tua pelle.

CONCLUSIONI:

Non bastano le apparizioni e le benedizioni, le gite ed i simposi, i selfie e le gitarelle nel quartiere, la verità GROTTAGLIE è che non siamo stati mai capaci di eleggere amministratori che riuscissero a fare l'interesse di questa città puntando su obbiettivi produttivi, tra questi quello di lavorare ed impegnarsi in maniera seria negli ambiti della CERAMICA e dell'UVA da TAVOLA, farlo seriamente significava dover controvertire ogni schema ed ogni paradigma, anche a volte rimettendoci la faccia ed il tempo, anche andando contro gli stessi agricoltori e ceramisti, molte volte chiusi in una sorta di limbo accomondato dal minimo. Ora GROTTAGLIE diventa candidata a città europea dello sport. Ma di quale diavolo di sport parliamo? Di quali ritorni in termini di economia parliamo? Di quale struttura sportiva d'eccellenza alla portata di tutti parliamo?

Non siamo stati capaci di eleggere una classe politica che riuscisse ad avere la volontà di aggiudicarsi un paio di D.O.P. e puntiamo sulla politica dello sport? Forse stiamo parlando di quello sport che solitamente viene indicato come l'anestetico dei poveri???????

GROTTAGLIE mia sei all'ultimo tuo ignominioso atto, quando lo sport diventa motivo di aggregazione propagandistica e questa viene usata dalla becera politica, siamo di fronte alle più spudorate facce di bronzo del secolo.

Orazio ANTONAZZO segretario cittadino - Fratelli d'ITALIA sez BEPPE ALFANO GROTTAGLIE

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Si trova sulle più note piattaforme digitali, mentre da qualche giorno su YouTube è on line anche il videoclip del brano d'esordio della band tarantina. Sono nati solo un anno fa ma hanno le idee chiare: “Cantiamo con freschezza i temi che riguardano i giovani d'oggi”

Si intitola Il Guapo ed è il primo singolo della band tarantina Liberementi. Lo si trova già da qualche settimana su tutti i digital store (iTunes, Deezer, Spotify, Google Play, Amazon, Tidal) distribuito dall'etichetta discografica “Musica è” di Mimmo Mignogna, mentre il videoclip diretto da Marco Carrano e dagli stessi Liberementi dal 2 luglio è on line su YouTube al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=0Envgc8rZdI.

Più che una band, i Liberementi si definiscono un'esperienza musicale nata a Crispiano nel 2017. Sono cinque ragazzi tarantini che hanno deciso di suonare insieme con la voglia di raccontare il loro pensiero libero in musica. Questi i componenti dei Liberementi: Marco Agrusta (voce), Gabriele Andrisani (chitarra elettrica), Cisky Chiarelli (batteria), Michele Marzii (chitarra acustica), Walter Mignogna (tastiere e synth).
Esperienze, sonorità e contaminazioni musicali diverse hanno dato vita a un progetto originale che racchiude diversi generi, mantenendo tuttavia uno stampo pop. “Partiamo da ciò che ci circonda. – affermano – Nella nostra musica e nei nostri testi vogliamo semplicemente riportare, con freschezza, il nostro punto di vista sulle tematiche legate al mondo dei giovani”. Non è un caso che Il Guapo parli di alcool, amicizia e amore; il brano è arrangiato in forma pop/reggae e affronta in maniera ironica il tema del consumo di bevande alcoliche da parte dei giovanissimi che trascorrono intere serate con gli amici a bere drink e shots senza sosta, fino a raggiungere una sorta di stato di estasi. Apparentemente, specialmente per il ritornello, la canzone può sembrare un invito a bere; in realtà non vuole incentivare a farlo ma è semplicemente uno spaccato di ciò che accade nei luoghi di ritrovo oggi. Pur non essendo un pezzo impegnato, Il Guapo sottolinea l'esasperazione del concetto di bere, un bere spesso assolutamente inconsapevole, inutile e nocivo, tanto da cancellare le relazioni tra ragazzi. E poi, nel pezzo, emerge l'amore per la musica: “Canto 'questo ritmo mi ha salvato' per dare la dovuta importanza al pentagramma, tanto che potremmo definirlo un inno alla musica”, spiega Marco Agrusta, autore del testo.
Il singolo è stato registrato presso l'EMB Project Studio, mentre il video è stato girato a Taranto, tra lungomare, città vecchia, viale Magna Grecia, via Dante, litoranea e alcuni locali della città.
Attualmente i Liberementi sono indipendenti e autofinanziati. Hanno già partecipato ad alcuni importanti contest, come Destinazione Uno Maggio Taranto e Festival Show. È possibile seguire il loro percorso e i prossimi concerti sulla pagina Facebook Liberementi official. Da qualche mese sono impegnati in un tour denominato “Io sono POP” che, oltre ai loro inediti, racchiude un repertorio di successi della musica pop internazionale degli ultimi dieci anni (da Bruno Mars a Ed Sheeran, passando per One Republic e Maroon 5).
Intanto in questo periodo sono al lavoro per l'uscita dell'EP d'esordio, previsto per la fine dell'anno e che includerà anche “Sei parte di me”, il secondo pezzo inedito della band con cui intendono partecipare alle selezioni per il Festival di Sanremo.

Vincenzo Parabita

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Taranto: emissioni odorigene Eni

Come già anticipato nell’immediatezza dell’evento occorso nella serata del 17 luglio scorso in merito alla problematica delle emissioni odorigene da parte di Eni, l’Amministrazione ha opportunamente atteso gli esiti delle indagini condotte dagli Enti preposti.

Alla luce dei dati riportati nella relazione tecnica di ARPA Puglia del 19 luglio, il Sindaco ha investito i propri uffici tecnici al fine di verificare se tutte le iniziative intraprese rispondano alle prescrizioni imposte dal quadro normativo in vigore.

Parallelamente si intende investire l’Avvocatura comunale per verificare se sussistono gli estremi per intraprendere azioni a tutela della popolazione colpita dal fenomeno odorigeni di queste ultime ore.

Al momento non si esclude nessuna azione a tutela della sanità pubblica, ivi inclusa l’emissione di eventuali ordinanze contingibili ed urgenti, al verificarsi dei presupposti previsti dalle norme.

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Giusy Nicolini, Pamela Villoresi, Valeria Imbrogno, Giorgia Benusiglio
Dall’impegno a favore dei diritti civili, alla capacità di “prendere a pugni” la vita, dalla morte sfiorata per una pasticca alla rinascita, passando attraverso la solidarietà e l’accoglienza in un lembo del Mediterraneo: storie di donne che trasformano gli urti della vita in esempi da condividere.
L’evento è organizzato da Magna Grecia Awards e Programma Sviluppo
Ospite della serata la direttrice di Donna Moderna Annalisa Monfreda per l’iniziativa editoriale “Donne come Noi” (Sperling&Kupfer) a favore dell’empowerment femminile
Venerdì 27 luglio alle ore 20:30, il Relais Histò di Taranto si tinge di rosa e ospita il “Magna Grecia Award Galà”, la kermesse condotta da Fabio Salvatore, scrittore, regista e fondatore del Magna Grecia Awards, che premia gli esempi virtuosi di resilienza femminile con il “Premio Eccellenza Franco Salvatore”: la campionessa mondiale di box Valeria Imbrogno, fidanzata di dj Fabo, morto con il suicidio assistito in Svizzera il 27 febbraio 2017, l’attrice Pamela Villoresi per il suo modo militante di vivere l’arte e l’impegno a favore dei diritti civili, Giorgia Benusiglio, sopravvissuta da adolescente agli effetti di un pasticca di ecstasy, salva grazie al trapianto di fegato e oggi testimonial antidroga nelle scuole e Giusy Nicolini, ex sindaca di Lampedusa, già premio Unesco per la pace, per l’esempio di accoglienza e solidarietà nei confronti dei migranti sbarcati in quel lembo di Mediterraneo. Alla vigilia della manifestazione e in relazione alla questione dei migranti e ai fatti tragici di questi giorni, Giusy Nicolini dichiara: “Dopo il grande naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013, ci aspettavamo un cambio di passo in Europa nelle politiche migratorie e di asilo che mettesse fine alla grande ingiustizia delle stragi in mare. Ma abbiamo continuato a contare i morti a migliaia e stiamo oggi persino assistendo all’imbarbarimento progressivo del nostro stesso Paese, che chiude i porti e mette alla gogna la solidarietà, abbandonando in mare o restituendo a torturatori e stupratori i fuggitivi. Il Magra Grecia Awards mi emoziona tantissimo perché significa che l’orizzonte della solidarietà, indicato dall’esempio ventennale della mia isola e dai suoi abitanti, non è tramontato. E’ il principio che deve ispirare e guidare i governi nell’affrontare le migrazioni forzate, le cause che le originano e gli effetti che esse determinano. Anche perché l’altra strada, quella della chiusura, degli egoismi, dell’odio e dell’intolleranza, non salverebbe nessuno, nemmeno noi stessi”.
L’evento è organizzato da Magna Grecia Awards e Programma Sviluppo che attraverso il progetto Taras sostiene l’iniziativa «HOME» di Trenta Ore per la Vita ed è stato presentato questa mattina in conferenza stampa a Taranto da Fabio Salvatore, Silvio Busico, direttore generale di Programma Sviluppo, e Maria Teresa Trenta, Responsabile del Charity del MGA.
Ospite della serata di gala Annalisa Monfreda, direttrice di Donna Moderna, per l’iniziativa editoriale “Donne come Noi” a favore dell’empowerment femminile, pubblicata da Sperlign&Kupfer. Coraggio, forza e capacità di cambiare il mondo. In pochi decenni le donne sono riuscite a ridisegnare gli equilibri della società in una direzione più paritaria. Il libro raccoglie cento storie di donne che hanno contribuito ad abbattere gli stereotipi di genere con le loro scelte e con le loro azioni. Donne che dimostrano sul campo quanto appartenere a questo genere sia un’opportunità più che un limite. Racconti forti ed emozionanti che attraverso conquiste e successi ispirano le donne a continuare la loro rivoluzione in famiglia, nel mondo del lavoro, nella società.
Sul palco la ballerina Angela Mastrovito, il Maestro Antonio Palazzo, l’attore Carlo Dilonardo e la cantautrice pugliese Erica Mou.
Si accede per invito che è possibile ottenere attraverso la donazione di 25 euro inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Gli studi dimostrano che i cannabinoidi possono impedire alle cellule tumorali di dividersi e diffondersi e bloccare l'afflusso di sangue ai tumori

Si può prendere la cannabis per impedire o ritardare una recidiva di cancro e rafforzare il sistema immunitario? Il più grande studio clinico mai tenuto sulla questione è stato lanciato in Germania. Lo hanno annunciato gli scienziati del Rostock University Medical Center in Germania che hanno rivendicato i benefici a seguito di una revisione di oltre 100 studi, la più grande sperimentazione clinica al mondo per sapere se la cannabis può prevenire i tumori. Ricerche precedenti hanno dimostrato che i composti di cannabis possono aiutare a ridurre gli effetti collaterali delle terapie anticancro come nausea e malattia. L'ultimo studio, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, pubblicato sul British Journal of Pharmacology, ha scoperto che i fitocannabinoidi - il composto più rilevante nella cannabis - possono essere responsabili della lotta diretta contro le cellule tumorali. I ricercatori affermano che il sistema endocannabinoide umano, responsabile delle funzioni del cervello, del sistema endocrino e del tessuto immunitario, può essere stimolato positivamente dai fitocannabinoidi. I composti sono il tipo più notevole di "cannabinoidi", e si trovano naturalmente nella pianta di cannabis, un esempio è il tetraidrocannabinolo, o THC, che conferisce alla pianta le sue proprietà psicoattive e aumenta l'altezza degli utenti. Questo particolare composto è monitorato come marcatore di potenza delle piante in aree del mondo in cui la cannabis è legale. Studi hanno dimostrato che i cannabinoidi possono impedire alle cellule tumorali di dividersi e invadere il tessuto normale e possono bloccare l'afflusso di sangue ai tumori. Alcuni studi indicano anche che i cannabinoidi possono migliorare la risposta immunitaria del corpo contro la crescita e la diffusione dei tumori. I dati degli studi precedenti hanno suggerito che i cannabinoidi hanno effetti su diversi livelli di progressione del cancro, compresa la proliferazione di cellule tumorali, invasione e chemioresistenza. I ricercatori hanno osservato le continuità attraverso l'ampia gamma di studi, che hanno dimostrato che i composti della cannabis possono combattere attivamente le cellule tumorali. L'autore dello studio, il professor Burkhard Hinz, ha dichiarato: "C'è ancora bisogno di ulteriori farmaci antitumorali. "In questo contesto l'accumulo di dati da modelli preclinici suggerisce che i cannabinoidi suscitano effetti anticancro su diversi livelli di progressione del cancro. "Ora sono urgentemente necessari studi clinici per studiare l'impatto dei cannabinoidi sulla crescita e sulla progressione dei tumori nei pazienti".

 

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